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pruno

Harmonium, questo sconosciuto

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Sono in trattative per comprare un Harmonium Alexandre degli anni cinquanta, la panca è in realtà un seggiolone, lo strumento ha quattro registri di cui un sedici piedi per il pedale, qualche ancia è muta, l'unione ha qualche problema.

Sapreste dirmi (soprattutto Pollo Arena, che ne aveva uno) quanto è lecito domandare? (Mi son stati chiesti 2000 euro).

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Carissimo Pruno!

Eh, di Armonium ne so qualcosa... Ne avevo uno molto grande ma in cattivo stato, ed ora mi sono offerto un fantastisco Viscount (Nuovo modello con tastiere e pedaliera dal tocco DOC!!) ideale per lo studio... Altro che Guillou con la sua mania degli Armonium!! Ti posso assicurare che puo risultare un'inferno averne uno, e poi 2000€ non sono pochi. Il tocco lasciamo perdere, un ritardo allucinante e quando si scassa qualcosa devi chiamare (sempre che ne conosci uno che ne sa qualcosa di quello strumento-ossia nessuno) un organaro che te lo aggiusta a botte di 300/500€, dunque fai tu il calcolo...!

Un consiglio da amico: prendi un bel Viscount nuovo, conosco io il titolare della ditta che te lo fa avere per una modica cifra, poco piu cara dell'Alexandre (tra l'altro conosco un grande organista francese che ha propio un'Alexandre e ne ha sempre una...)!

Un'abbraccio dal Pollo Arena che ha appena finito di suonare su un organo suonato dal grandissimo Bach e che non ha ancora preso il virus asiatico! :D

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Mi sa che faccio come mi hai detto, ma che cosa mi conviene comprare, un organo numerico od analogico (rapporto qualità prezzo...) Nuovo o usato? E che marca?

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Mi sa che faccio come mi hai detto, ma che cosa mi conviene comprare, un organo numerico od analogico (rapporto qualità prezzo...) Nuovo o usato? E che marca?

<{POST_SNAPBACK}>

Bravo! Vai a dare un'occhiata per farti un'idea:

http://www.viscount.it/classicorgans/produ...dotto=251473598

Se hai l'occasione chiedi a parigi se non c'e un rivenditore Viscount dove puoi provarlo e renderti conto della qualita tecnica dello strumento.

Fammi sapere cosa ne pensi e poi ti mando via e-mail il contatto della ditta,

un'abbraccio!

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Alla fine ho comprato un viscount Domus 830 usato (ma praticamente nuovo!) a 1200 euro!

Tanto non ne ho praticamente bisogno perché a parigi non ci sono quasi mai, ma l'occasione mi sembrava ghiotta e non me la sono fatta sfuggire.

Son andato a vedere Organo plenum, il rivenditore parigino che conosce anche pollo, ho provato il nuovo viscount che è una meraviglia dal punto di vista della simulazione del tocco e del campionamento dei suoni, ma il prezzo è comunque troppo alto (quasi 6000 euro).

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L'Harmonium nasce ufficialmente nel 1842 quando Alexandre François Debain (1809-1877), abile intonatore di ance e imprenditore/inventore lo brevetta ufficialmente con questo nome.

Ovviamente nasce a seguito del lavoro precedente di numerosi personaggi, forse tutti organari, che porta in poco tempo ad una serie di invenzioni e perfezionamenti fonici delle ance e dello studio e possibilità timbriche dovute a forma e dimensioni delle sole linguette. Inoltre, soprattutto in Francia, si sviluppa un'indubbia abilità di alcuni organari di ridurre le meccaniche a dimensioni ridottissime.

I primi strumenti nascono con caratteristiche e struttura interna che nel tempo non sono cambiate. Insomma, nasce già perfetto. Ma questo perché nasce quando già l'organo ha raggiunto una propria perfezione strutturale, soprattutto in Francia, facile fare i debiti adeguamenti.

Un sito francese, eccellentemente illustrato, ne traccia storia e tecnica e non si può farne a meno di consultarlo:

http://www.musica-stnazaire.com/dossiers/harmuniu.htm

Preferisco dire che si tratti di uno strumento affine all'organo e non un surrogato dell'organo; oltretutto l'impegno per accordarlo, manutenerlo e soprattutto restaurarlo è tale da richiedere un vero e proprio organaro (il restauro di Alfieri per un Harmonium del 1850 in Casale Monferrato, firmato nientemeno che da Debain stesso è in tal senso emblematico):

http://lnx.borgovercelli.net/cpalfius/gallerie/debain.htm

Quando si suona un Harmonium ben restaurato o ben conservato si prova una vera e propria soddisfazione non inferiore a quella di suonare un Organo ben restaurato o ben conservato.

Infine, quando in una chiesa trovo un organo elettronico e anche un harmonium, inutile dire che preferisco di gran lunga suonare quest'ultimo.

Questo post è solo un primo assaggio. Ora aspettiamo i commenti dei nostri altri illustri ospiti per avere le loro opinioni!

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Peccato che non capisca il francese, lo tradurrò un po alla volta B)

Curiosità 1: un harmonium può avere una pedaliera ed un motore elettrico? :o

Curiosità 2: chi ha composto brani appositamente per questo strumento?

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Peccato che non capisca il francese, lo tradurrò un po alla volta B)

Curiosità 1: un harmonium può avere una pedaliera ed un motore elettrico? :o

Curiosità 2: chi ha composto brani appositamente per questo strumento?

Intanto guarda foto e schemi (e osserva come sono cesellate le consolles e ogni singolo elemento: colonnine, coperchi, leggii, pomelli ecc. e dimmi se non sono dei piccoli capolavori).

1) non solo l'harmonium può avere una pedaliera e un motore elettrico, ma può anche avere mantici esterni o interni azionabili manualmente come per un organo positivo!

2) tutti i maggiori autori per organo dal 1842 in poi. La raccolta "L'Organiste" di Franck è per "Orgue, ou Harmonium" e quasi tutti i brani di Karg.Elert sono stati concepiti per "Harmonium d'Art" della ditta Munstel!

P.S. io un Debain l'ho anche suonato. E' una forza della natura... Ma anche quelli tedeschi ed alcuni italiani non scherzano!

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Impressionante l'harmonium di Alexande Rousseau, ma si può veramente definire harmonium quello? :unsure:

Potrebbe essere una via di mezzo tra harmonium e organo?

L'Harmonium Dumont-Lelièvre è identico a quello presente nella chiesa di San Quirino a Udine (quella in Via Gemona)

Comunque molto interessanti i brani proposti, molto bello il Preludio, fuga e variazione di Franck per harmonium e pianoforte

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Guest portativo
L'Harmonium nasce ufficialmente nel 1842 quando Alexandre François Debain (1809-1877), abile intonatore di ance e imprenditore/inventore lo brevetta ufficialmente con questo nome.

Ovviamente nasce a seguito del lavoro precedente di numerosi personaggi, forse tutti organari, che porta in poco tempo ad una serie di invenzioni e perfezionamenti fonici delle ance e dello studio e possibilità timbriche dovute a forma e dimensioni delle sole linguette. Inoltre, soprattutto in Francia, si sviluppa un'indubbia abilità di alcuni organari di ridurre le meccaniche a dimensioni ridottissime.

I primi strumenti nascono con caratteristiche e struttura interna che nel tempo non sono cambiate. Insomma, nasce già perfetto. Ma questo perché nasce quando già l'organo ha raggiunto una propria perfezione strutturale, soprattutto in Francia, facile fare i debiti adeguamenti.

Un sito francese, eccellentemente illustrato, ne traccia storia e tecnica e non si può farne a meno di consultarlo:

http://www.musica-stnazaire.com/dossiers/harmuniu.htm

Preferisco dire che si tratti di uno strumento affine all'organo e non un surrogato dell'organo; oltretutto l'impegno per accordarlo, manutenerlo e soprattutto restaurarlo è tale da richiedere un vero e proprio organaro (il restauro di Alfieri per un Harmonium del 1850 in Casale Monferrato, firmato nientemeno che da Debain stesso è in tal senso emblematico):

http://lnx.borgovercelli.net/cpalfius/gallerie/debain.htm

Quando si suona un Harmonium ben restaurato o ben conservato si prova una vera e propria soddisfazione non inferiore a quella di suonare un Organo ben restaurato o ben conservato.

Infine, quando in una chiesa trovo un organo elettronico e anche un harmonium, inutile dire che preferisco di gran lunga suonare quest'ultimo.

Questo post è solo un primo assaggio. Ora aspettiamo i commenti dei nostri altri illustri ospiti per avere le loro opinioni!

Sapevo che stimolandoti ne esce tanto di buono e così oggi ho fatto rompendoti le scatole sull'armonium.

"Affine all'organo" mi piace moltissimo e te ne attribuisco la paternità nel modo più assoluto.

Ci sono molti organari in Italia che hanno restaurato strumenti anche di notevole complessità.

Quanto si prova a suonare un buon armonium funzionante è un misto di dolcezza e tenerezza per la sua voce espressiva e malleabile, cosa che l'organo per sua natura non ha, passando poi anche a delle sonorità piene e robuste ma mai sguaiate.

Questo soprattutto negli armonium ad aspirazione o meglio reed organs americani come gli Estey o Beckwith o Aeolian.

I tedeschi sono leggermenti più robusti ma sempre molto piacevoli.

Degli italiani i migliori sono i Del Marco e i Galvan dal suono presente e dalla meccanica fatta bene.

Quelli che a me personalmente piacciono meno sono gli armonium a pressione tipo i Tubi italiani ma ci sono marche tedesche, francesi e anche slovacche, slovene che hanno fatto buoni armonium a pressione.

In tempi moderni la Farfisa ha prodotto degli armonium discreti di cui ho visto e suonato personalmente 3 versioni tutte con elettroventilatore, una ad un manuale e pedale di 13 note, una a due tastiere disallineate di 4 ottave e pedaliera di 13 note ed uno molto bello con due tastiere da 61 note, pedaliera di 30 e combinazione libera, i registri elettromeccanici che tiravano le stecche come sull'organo a canne, è stato il primo strumento "liturgico" che ho suonato all'età di 12 anni e dove ho iniziato a studiare l'organo.

Bye

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TI ringrazio moltissimo.

Intanto invito qualche altro lettore ad aggiungere commenti ed esperienze "armoniumesche".

Non c'è nulla da vergognarsene, anzi direi che ormai può dirsi un vanto!

Aggiungo che, sulla stessa cantoria dell'organo Tamburini della Basilica dei SS. Marcellino e Pietro (per curiosità storica era la chiesa di cui fu cardinale titolare Pio IX prima dell'elezione...), c'è anche un bell'harmonium del 1890 con questa targhetta in caratteri rigorosamente gotici: "Aloys Maler Hoflieferant" [che vuol dire Aloys Maler fornitore della corte (dell'Imperatore) ] - FULDA. I registri, molto ben intonati, sono: [bassi] Principal Forte 8; Flûte 4; Melodia 8. [soprani] Melodia 8; Viola 4; Principal Forte 8.

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L'Armonium in effetti non sarebbe da considerare il "parente povero" dell'organo, anzi... però molti armonium, al giorno d'oggi, anche se di un certo valore, vengono lasciati marcire tra i tarli e anche di peggio, dato che non si usano più (chissà perchè poi?): infatti nella mia parrocchia ne abbiamo due: uno a tre registri che usiamo qualche volta per funzioni al di fuori della chiesa, un altro a 10 registri, ma ormai l'incuria l'ha rovinato!

(se potessi portarlo a casa... :rolleyes: )

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molti armonium, al giorno d'oggi, anche se di un certo valore, vengono lasciati marcire tra i tarli e anche di peggio, dato che non si usano più (chissà perchè poi?): infatti nella mia parrocchia ne abbiamo due: uno a tre registri che usiamo qualche volta per funzioni al di fuori della chiesa, un altro a 10 registri, ma ormai l'incuria l'ha rovinato!

Il problema è lo stesso che affligge gli organi lasciati in abbandono: mancanza di sensibilità e convinzione diffusa dell'eccessiva spesa di restauro (visto che per riparare un armonium di fatto ci vuole un organaro).

Altra convinzione diffusa è quella che è faticoso "pedalare"... in effetti NON E' VERO, quando un harmonium è in buono stato e non ha perdite d'aria tra mantici e somieri, si pedala molto poco e non si fatica per nulla. Non ci si accorge nemmeno di pedalare!!!

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:scratch_one-s_head:

mi sono spiegato male e avrete frainteso: lo usiamo quando c'è la funzione in cimitero, dato che nella cappella non c'è lo portiamo dalla chiesa e si canta con l'armonium

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Il problema è lo stesso che affligge gli organi lasciati in abbandono: mancanza di sensibilità e convinzione diffusa dell'eccessiva spesa di restauro (visto che per riparare un armonium di fatto ci vuole un organaro).

Altra convinzione diffusa è quella che è faticoso "pedalare"... in effetti NON E' VERO, quando un harmonium è in buono stato e non ha perdite d'aria tra mantici e somieri, si pedala molto poco e non si fatica per nulla. Non ci si accorge nemmeno di pedalare!!!

Concordo su tutto, purtoppo è così

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Credo che chiunque abbia visto e -sperabilmente- suonato un harmonium non abbia dubbi sulla sua complessità strutturale e sulla fattura manuale delle sue parti. Vero che molte componenti, soprattutto degli strumenti più recenti, sono costruite in serie, però non basta costruirle: occorre montarle e fare non poco lavoro manuale per la necessaria intonazione ed armonizzazione.

Si potrà obiettare che anche nell'organo elettronico occorre fare un montaggio similmente manuale di parti precostruite. La differenza, però, tutt'altro che insostanziale, la vedrei soprattutto in ciò che genera il suono e in ciò che caratterizza la qualità del suono: l'intonazione delle ance libere dell'harmonium deve essere fatta come si intonano le linguette delle ance dell'organo, e così via l'accordatura e la manutenzione. E questi sono tutti interventi artigianali da fare con pazienza certosina.

Per l'organo elettronico invece la generazione dei suoni avviene tramite un software e tramite alcune subroutines (alcune delle quali oggi messe anche a disposizione del cliente per fare piccoli ritocchi) si ottengono le intonazioni e altre caratteristiche qualitative del suono.

Se nel primo caso io non esito a definire "artigiano" se non addirittura -in alcuni casi- "artista" chi è specializzato in quel tipo di lavoro sui corpi (ance o canne) che generano il suono, nel secondo caso io non riesco proprio -scusate ma è più forte di me- a chiamare "artigiano" o "artista" un softwarista (in Italiano: "programmatore industriale"), figura professionale di tutto rispetto, e di grande preparazione, ma insomma io proprio non ci riesco a chiamarlo "artigiano" o "artista".

Voi che ne dite?

P.S. io preferisco scrivere Harmonium con l'h sia perché così l'ha brevettato Debain sia perché con l'h aspirata, la r moscia e l'accento sulla"um" (che, come latinismo, si pronuncia più o meno "òm"), tutte e tre pronunciate "alla francese" il suo nome diventa quasi onomatopeico; ovviamente chi vuole chiamarlo all'italiana "armonium" o "armonio" con l'accento sulla "o" va benissimo uguale!

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Credo che chiunque abbia visto e -sperabilmente- suonato un harmonium non abbia dubbi sulla sua complessità strutturale e sulla fattura manuale delle sue parti. Vero che molte componenti, soprattutto degli strumenti più recenti, sono costruite in serie, però non basta costruirle: occorre montarle e fare non poco lavoro manuale per la necessaria intonazione ed armonizzazione.

Si potrà obiettare che anche nell'organo elettronico occorre fare un montaggio similmente manuale di parti precostruite. La differenza, però, tutt'altro che insostanziale, la vedrei soprattutto in ciò che genera il suono e in ciò che caratterizza la qualità del suono: l'intonazione delle ance libere dell'harmonium deve essere fatta come si intonano le linguette delle ance dell'organo, e così via l'accordatura e la manutenzione. E questi sono tutti interventi artigianali da fare con pazienza certosina.

Per l'organo elettronico invece la generazione dei suoni avviene tramite un software e tramite alcune subroutines (alcune delle quali oggi messe anche a disposizione del cliente per fare piccoli ritocchi) si ottengono le intonazioni e altre caratteristiche qualitative del suono.

Se nel primo caso io non esito a definire "artigiano" se non addirittura -in alcuni casi- "artista" chi è specializzato in quel tipo di lavoro sui corpi (ance o canne) che generano il suono, nel secondo caso io non riesco proprio -scusate ma è più forte di me- a chiamare "artigiano" o "artista" un softwarista (in Italiano: "programmatore industriale"), figura professionale di tutto rispetto, e di grande preparazione, ma insomma io proprio non ci riesco a chiamarlo "artigiano" o "artista".

Voi che ne dite?

P.S. io preferisco scrivere Harmonium con l'h sia perché così l'ha brevettato Debain sia perché con l'h aspirata, la r moscia e l'accento sulla"um" (che, come latinismo, si pronuncia più o meno "òm"), tutte e tre pronunciate "alla francese" il suo nome diventa quasi onomatopeico; ovviamente chi vuole chiamarlo all'italiana "armonium" o "armonio" con l'accento sulla "o" va benissimo uguale!

Io sono pienamente d'accordo: questo discorso vale non solo per l'organo elettronico, ma per tutta quella che viene definita "musica elettronica", senza nulla togliere ai programmatori per le loro competenze e conoscenze informatiche, ma che di sicuro non fanno di loro degli artisti.

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IN una parrochia vicino do ve abito è custodito un Harmonium Alexandre a due manuali, devo dire che è un vero piacere da suonare, con gradazioni di colore sorpendenti, con file d'ancia di 16, 8, 4, spezzati tra bassi e soprani, con unione tastiere anch'essa spezzata tra bassi e soprani ed espressione, altro che pornofoni.

S. D. G.

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L'Harmonium è firmato Alexandre père et filles non vi è la data ma venne comprato dalla comunità inglese per la loro chiesa nell prima metà dell '800, io credo che sia un autentico "organo da 100 franchi"

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Noi in parrocchia avevamo un Armonium a tre tastiere e piccola pedaliera, azionato da un mantice posteriore manuale. Non ricordo la marca, ma era sicuramente italiano. Aveva moltissimi registri spezzati, era un vero e proprio organo, Veniva utilizzato per le messe dei Santi e Morti, o per altre celebrazioni esterne alla chiesa. Naturalmente, le belle cose finiscono in fretta: il 3 Novembre 1976 scoppiò un incendio nella cappella del cimitero e distrusse tutto ciò che si trovava all'interno, compreso l'armonium che sarebbe stato riportato in chiesa quel pomeriggio.

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Cavolo che sfortuna!

Questa domenica, festa del paese con tanto di autorità varie presenti nel primo banco alla S. Messa, faccio per accendere il mio buon elettrofono Dereux e ...non funzionava! L'avevo appena ripulito e messo in tiro per l'occasione (ed anche per un piccolo vespro d'organo che ci sarebbe stato al pomeriggio)... così in fretta e furia abbiamo tirato fuori da uno sgabuzzino il vecchio harmonium "Tubi" che ci ha salvati!

Era pieno di sporcizia lasciata dai topi ma fortunatamente funzionava ancora quasi impeccabilmente!

Si tratta di uno strumento piccolino, con due registri (Flauto e Clarino) più l'espressione. Tastiera di 61 note con tanto di traspositore e ginocchiera per il forte. Nonostante l'incuria era ancora ben accordato. Riguardo l'intonazione non è un granchè anche se non saprei dirvi di più, in quanto non ho molta esperienza in questo campo!

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