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Guest Andrew89

Video canori

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Volevo iniziare questa mia "entrata" nel forum facendovi vedere ed ascoltare alcuni dei cantanti che preferisco.

Colombara e' uno di questi. Essendo un basso, in fasce, prediligo naturalmente questo timbro di voce

Ciao a tutti.

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Volevo iniziare questa mia "entrata" nel forum facendovi vedere ed ascoltare alcuni dei cantanti che preferisco.

Colombara e' uno di questi. Essendo un basso, in fasce, prediligo naturalmente questo timbro di voce

Ciao a tutti.

Anche se la qualità acustica del video non è perfetta, qui si sente un grande basso autenticamente verdiano specie per l'accento, ora nobile, ora arroventato. Il timbro è di buona grana e la dizione, ben scandita, è al servizio di un fraseggio vario ed espressivo. L'emissione è morbida e sorvegliata, atta a legare, modulare e colorire, con acuti ben immascherati anche se appena un po' stretti e con un lieve senso di tensione. Anche i gravi sono emessi bene ma l'impressione , malgrado il taglio del brano proposto e la spavalderia esibita nell'eseguirlo, è che si tratti di un basso lirico.

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Anche se la qualità acustica del video non è perfetta, qui si sente un grande basso autenticamente verdiano specie per l'accento, ora nobile, ora arroventato. Il timbro è di buona grana e la dizione, ben scandita, è al servizio di un fraseggio vario ed espressivo. L'emissione è morbida e sorvegliata, atta a legare, modulare e colorire, con acuti ben immascherati anche se appena un po' stretti e con un lieve senso di tensione. Anche i gravi sono emessi bene ma l'impressione , malgrado il taglio del brano proposto e la spavalderia esibita nell'eseguirlo, è che si tratti di un basso lirico.

Si, la penso anch'io cosi'.

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Molto belli anche questi.

Un'altro basso che mi piace molto, ma forse e' il caso di dire basso baritono e' Ildebrabdo d'Arcangelo.

Quali sono i vostri bassi preferiti del passato e di oggi?

Quali i piu' "tecnici"?

Ciao a tutti

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Molto belli anche questi.

Un'altro basso che mi piace molto, ma forse e' il caso di dire basso baritono e' Ildebrabdo d'Arcangelo.

Quali sono i vostri bassi preferiti del passato e di oggi?

Quali i piu' "tecnici"?

Ciao a tutti

Non si può non citare Cesare Siepi, ovviamente, un autentico fuori classe, per bellezza intrinseca della voce, per estensione, colore, capacità di controllo... Prima ancora, ma non faccio graduatorie, Ezio Pinza, una voce che incanta e musicalmente straordinaria. Io amo molto anche Christoff. Un basso/baritono che in alcuni ruoli a me piace da morire, ma non è stato valutato a dovere, secondo me, è stato Mario Petri. Poi non posso dimenticare Italo Tajo, cantante di intelligenza ragguardevole. Per i bassi profondi credo di essere persino ovvio nel rammentare Giulio Neri. Nei tempi più recenti devo dire che sono stati pochi i bassi che mi hanno pienamente conquistato; colpisce senz'altro, nel bene e nel male, Silvestrelli; peccato che non sia riuscito a mettere a frutto credo la voce più straordinaria in termini di volume e "grana" degli ultimi decenni. Ci sono un buon numero di bassi molto corretti e tecnicamente efficaci, però mi sembra che latiti un po' la personalità. Oggi mancano certi abbandoni e certa spontaneità (sempre supportata dallo studio, ovviamente) che erano più presenti in passato e mettevano a fuoco personaggi/interpreti di maggior statura teatrale. Credo che il disco sia stato il principale colpevole di questo processo di inaridimento.

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Quali sono i vostri bassi preferiti del passato e di oggi?

Quali i piu' "tecnici"?

I nomi citati da Tom sono leggendari,Petri compreso , ingiustamente lasciato un po' ai margini.

Siepi (che ho sentito dal vivo in un Barbiere e in un Don Carlo) aveva un'uguaglianza di registro pressochè unica e un timbro di impasto ideale; nè aveva problemi di tessitura e, pur con quella voce imponente, poteva fare il basso cantante. Unico limite la dizione un po' imbastita e penalizzata da un'"erre" francese.

Citerei ancora Kipnis e il primo Ghiaurov. Un posto a sè riserverei a Marti Talvela , Sarastro impareggiabile.

Ma , a mio avviso, il più grande e completo basso che conosca è Tancredi Pasero, per la tecnica praticamente perfetta,

oltre che per le straordinarie doti naturali e intrpretative.

D'Arcangelo è un bas-baritone di buona tecnica e abbastanza fantasioso. Però la voce è troppo chiara e di peso limitato.

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quest'aria non l'avevo mai ascoltata prima, vorrei il vostro parere :cheerful_kid: (secondo me vivaldi rimane sempre uno dei migliori compositori ): http://it.youtube.com/watch?v=9zQX2XqAE8c

Ho già detto,qualche giorno fa rispondendo a Vul nel topic "Cosa state ascoltando?", la mia opinione su questo controtenore.

Philippe Jarousski ha buon timbro e anche un certo gusto, ma l'emissione, quasi interamente "di testa", genera suoni fissi, vetrosi e tendenzialmente monocromatici, limitandone assai le possibilità espressive oltre che la fluidità nei passaggi di agilità. Un sopranista non deve avere un suono innaturale, altrimenti risulta solo parodistico.

Meglio di lui è David Daniels, dalla tecnica più articolata, che ha una voce più morbida e rotonda oltre che più colori,

potendo così risultare molto più espressivo.

Tutto sommato di questo video l'aspetto più attraente è sicuramente la presentatrice, alquanto graziosa.

L'aria di Vivaldi, raccolta, dolente, di nobile compostezza, è splendida.

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Guest Sognatore

Juan Diego Florez in "Pour mon ame", da "La fille du régiment" di Gaetano Donizetti.

http://it.youtube.com/watch?v=tgqpQKEXtYQ

A parte la soprendente agilità e la naturalezza con cui esegue i nove do di petto consecutivi, la voce di Florez, tenore leggero, si fa apprezzare per la chiarezza della dizione e il timbro cristallino, perfettamente adatti per il repertorio donizettiano, quello belliniano e del Rossini comico.

Che ne pensate?

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Juan Diego Florez in "Pour mon ame", da "La fille du régiment" di Gaetano Donizetti.

http://it.youtube.com/watch?v=tgqpQKEXtYQ

A parte la soprendente agilità e la naturalezza con cui esegue i nove do di petto consecutivi, la voce di Florez, tenore leggero, si fa apprezzare per la chiarezza della dizione e il timbro cristallino, perfettamente adatti per il repertorio donizettiano, quello belliniano e del Rossini comico.

Che ne pensate?

Concordo. In due righe e mezzo hai descritto perfettamente le qualità di Florez in questo pezzo "di bravura".

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Callas, O mio babbino caro, '65:

http://it.youtube.com/watch?v=lGrPwV8JFVs

Un giorno canterò anch'io così...

:mellow: Ma esiste un'altra interpretazione di quest'aria che sia meglio di questa? La postate o mi date qualche indicazione se la conoscete? A me tutte le altre interpretazioni che si possono ascoltare su youtube mi paiono ciofeche abissali se confrontate a questa :mellow:

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:mellow: Ma esiste un'altra interpretazione di quest'aria che sia meglio di questa? La postate o mi date qualche indicazione se la conoscete? A me tutte le altre interpretazioni che si possono ascoltare su youtube mi paiono ciofeche abissali se confrontate a questa :mellow:

Osserva come Pretre tenga gli archi più leggeri possibile perchè si possa sempre udire una voce ormai divenuta

specie sugli acuti, rigida ( con poche vibrazioni) e filiforme. Il brano poi , un lineare e delicato cantabile di tessitura centrale, non è di quelli impegnativi.

Detto ciò, è vero quello che dici : la Callas canta benissimo, legando con espressione e , anche qui, entra perfettamente nel personaggio con un accento innocente e inflessioni fresche e giovanili.

Che io sappia, nessun soprano, fra quelle che hanno inciso, la supera.

Molto buone però ho trovato la De Los Angeles (EMI '58), per l'aggraziato abbandono lirico, ma sopratutto la Freni (DECCA '91) che canta con semplicità e anima ed è vocalmente perfetta.

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Mario Del Monaco, nel ruolo che gli è stato più congeniale, per carattere, drammaticità e volume di voce.

http://it.youtube.com/watch?v=xSe3XCzF4dI&NR=1

"Niun mi tema", da "Otello" di Giuseppe Verdi.

C'è qualche singulto e sospiro di troppo, ma l'articolazione e lo scavo della parola, la perfetta uguaglianza di registro, l'intensità e la levigatezza di un suono brunito e luminoso a un tempo, sono unici.

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Se qualcuno, così per caso, si chiedesse cosa siano la fonazione in maschera, l'esatto appoggio sul diaframma della colonna pneumatica, la cavità e la levigatezza del suono e l'uguaglianza di registro, può sempre, per togliersi queste curiosità, ascoltarsi Giulietta Simionato che canta Mozart.

http://it.youtube.com/watch?v=sSNKuv1zxog

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Guest Sognatore
Se qualcuno, così per caso, si chiedesse cosa siano la fonazione in maschera, l'esatto appoggio sul diaframma della colonna pneumatica, la cavità e la levigatezza del suono e l'uguaglianza di registro, può sempre, per togliersi queste curiosità, ascoltarsi Giulietta Simionato che canta Mozart.

http://it.youtube.com/watch?v=sSNKuv1zxog

Veramente un Cherubino elegante, grazioso e raffinato.

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Guest Sognatore

Non trascuriamo i baritoni, mi raccomando: :D

Piero Cappuccilli in Simon Boccanegra (con Freni e Ghiaruov sotto la direzione di Abbado), ovvero: il fiato.

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Non trascuriamo i baritoni, mi raccomando: :D

Piero Cappuccilli in Simon Boccanegra (con Freni e Ghiaruov sotto la direzione di Abbado), ovvero: il fiato.

Ottima scelta Sognatore!

Dopo le raccolte e sofferte, ma controllatissime, frasi in mezza-voce questo "E vo gridando pace! E vo gridando amor! "

ha un impatto emotivo straordinario.

E poi, che grana di voce!

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Un baritono D.O.C.: Sesto Bruscantini, vero maestro di canto nell'Andante della Traviata. Perfetta centratura dei suoni, morbidezza, eloquenza, in questo cantabile di alta tessitura. Solo qualche "legatura" appena strascicata e una lieve tensione nella cadenza.

Una particolarità da grande stilista, che in quest'aria raramente si ascolta: la "ripresa" dell'aria tutta a fior di labbro

con una mezza-voce in emissione mista molto di testa, ma raccolta, ben sostenuta e pertanto piena e timbrata, malgrado il volume attenuato: in questa seconda strofa sembra addirittura che Germont non parli più allo sconvolto Allfredo, ma che, pensando fra sè e sè, rifletta con amarezza sulla condizione del figlio.

http://it.youtube.com/watch?v=Ud63UyeNT54

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Guest Sognatore
Un baritono D.O.C.: Sesto Bruscantini, vero maestro di canto nell'Andante della Traviata. Perfetta centratura dei suoni, morbidezza, eloquenza, in questo cantabile di alta tessitura. Solo qualche "legatura" appena strascicata e una lieve tensione nella cadenza.

Una particolarità da grande stilista, che in quest'aria raramente si ascolta: la "ripresa" dell'aria tutta a fior di labbro

con una mezza-voce in emissione mista molto di testa, ma raccolta, ben sostenuta e pertanto piena e timbrata, malgrado il volume attenuato: in questa seconda strofa sembra addirittura che Germont non parli più allo sconvolto Allfredo, ma che, pensando fra sè e sè, rifletta con amarezza sulla condizione del figlio.

http://it.youtube.com/watch?v=Ud63UyeNT54

Bella interpretazione, non c'è che dire.

La tua chiosa sulla personalità di Germont padre, ben esaltata dall'interpretazione di Bruscantini, meriterebbe l'apertura di una discussione a parte sui profili psicologici dei personaggi principali delle opere liriche.

Nella fattispecie, come definire Giorgio Germont? Intransigente difensore - di facciata - del mos maiorum, dell'attaccamento alle false sicurezze di un'agiata vita della famiglia tipo della medio-alta borghesia? Oppure uomo integerrimo, probo e padre affettuoso (Pura sì come un angelo?) Entrambe?

Per tornare on topic, continuiamo con i baritoni verdiani:

Tito Gobbi, in Rigoletto:

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Una celebre aria di Massenet dall'opera Le Cid: "O Souverain, O Juge, O Pere!", interpretata da Ben Heppner, Josè Carreras, Franco Corelli, Georges Thill, Placido Domingo, Franco Bonisolli.

http://www.youtube.com/watch?v=a3PS3zvcR_E

http://www.youtube.com/watch?v=9YtrFeLhNNI

A voi la scelta!

Sgombrerei subito il campo da Bonisolli che ha voce usurata e fraseggio insulso, ma anche da Domingo che, a tratti, urla come un forsennato.

Un Carreras ancora giovane ha timbro bellissimo ma è compassato e stentoreo salvo poi cadere in irritanti scarti dinamici con falsettini semiafoni.

Heppner dimostra di possedere i mezzi del vero tenore eroico (notevole la progressione dinamica sulla ripresa di

"O souverain..." attaccato con una raccolta mezzavoce in pp e concluso su "Ta seule image..." con un La naturale

pieno e squillante) e rispetta tutti i segni di espressione. Tuttavia sembra timoroso di osare troppo e si attesta su un fraseggio scolastico.

Fraseggio che invece è il punto di forza di Franco Corelli, anche qui ampio e magniloquente.

E se un timbro un po' più chiaro del solito scopre, qui più che altrove, certe inflessioni "belanti", la sua esecuzione

resta ammirevole per morbidezza, controllo dell'emissione e "legato" (anche se qualche portamento eccede in enfasi).

Resta Georges Thill che, sebbene emotivamente possa apparire un po' distaccato, per eleganza, nobiltà d'accento e proprietà stilistica oltre che per l'eccellente dizione, a mio avviso, supera tutti gli altri concorrenti del "concorso Lenny".

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