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Beethoven
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18 minuti fa, Madiel dice:

Secondo me non ne vale la pena spendere 40 euro per uno così! :wacko: Sul sito vedo che ha preso al massimo tre stelline, proprio il minimo sindacale.

Concordando sulla perplessità in genere, alla luce soprattutto della preoccupante tendenza bulimica di Nelsons di dirigere tutto e subito, mi chiedo però come sia possibile per JPC attribuire le stelline a dischi che non sono ancora usciti. Nelsons ha già inciso qualcosa di Strauss per altre etichette e con altre orchestre, ma nessuna delle registrazioni DG è ancora uscita. Avranno avuto il box in anteprima?

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8 ore fa, giobar dice:

Concordando sulla perplessità in genere, alla luce soprattutto della preoccupante tendenza bulimica di Nelsons di dirigere tutto e subito,

Io non capisco proprio la fama conquistata da questo signore. Non ho mai sentito un suo disco almeno attraente. A me pare un personaggio irrilevante e praticamente impossibile definire il suo stile interpretativo... sempre che i continui "stop-and-go" che caratterizzano le sue direzioni siano da considerare come uno stile e abbiano un qualche significato (che mi sfugge).

8 ore fa, giobar dice:

mi chiedo però come sia possibile per JPC attribuire le stelline a dischi che non sono ancora usciti. Nelsons ha già inciso qualcosa di Strauss per altre etichette e con altre orchestre, ma nessuna delle registrazioni DG è ancora uscita. Avranno avuto il box in anteprima?

Oppure sono un incoraggiamento, perché temono faccia anche di peggio - con un possibile crollo di vendite! :cat_lol:

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A 40 anni ha già diretto (e in parte inciso) tutto il repertorio standard. Pure come direttore d'opera, ha fatto parecchio, in tandem con la ex moglie Opolais. Forse, troppo e subito, per le sue capacità. Piuttosto, mi permetto di dargli un consiglio, magari ci legge :cat_lol: lasci perdere Bruckner e Strauss (sentito su YT e in altri dischi), totalmente inutile. In Shostakovich fa molto meglio, i dischi con la Leningrado e la 5, 8, 10, sono ottimi. Anche Brahms e Tchaikovsky, sembrano più confacenti al suo modo di intendere la musica.

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1 ora fa, Ives dice:

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Un'operetta di Roussel in prima registrazione...

Rarità !!!

1 ora fa, Ives dice:

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Pure compositore? Ehm...

Azz... :cat_lol:

1 ora fa, Ives dice:

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Questo dev'essere molto interessante perché mi pare ci siano a disposizione le sole suites.

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2 ore fa, Madiel dice:

Questo dev'essere molto interessante perché mi pare ci siano a disposizione le sole suites.

Pare di sì. Quanto a Revueltas, finora mi pare che fossero disponibili soltando due suites, una breve dello stesso autore del 1936 o 1938 (ho trovato dati discordanti: il mio disco riporta 1938) e un'altra, con qualche pezzo in più, realizzata da Erich Kleiber (!) nel 1943.

Scopro solo ora che Redes fu diretto da uno dei più grandi registi della storia del cinema, niente meno che Fred Zinneman!

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La suite da The City (22 minuti), prima colonna sonora di Copland, la si trova in questo disco Telarc insieme ad altre curiosità cinematografiche:

aaron-copland-celluloid-copland-jonathan

La Naxos ha in catalogo anche il DVD del film-documentario del 1939:

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E quasi sicuro che quel disco sia tratto da qui. Perchè c'è anche Revueltas:

?tit=Revueltas%2B-%2BRedes

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6 ore fa, Ives dice:

La Naxos ha in catalogo anche il DVD del film-documentario del 1939:

E quasi sicuro che quel disco sia tratto da qui. Perchè c'è anche Revueltas:

 

https://www.naxos.com/mainsite/blurbs_reviews.asp?item_code=8.574350&catNum=574350&filetype=About this Recording&language=English#

Alla fine del testo ci sono alcune notizie sulle registrazioni e sull'abbinamento coi film. Il PostClassical Ensemble ha inciso, sempre per Naxos, anche le colonne sonore composte da Virgil Thompson per due importanti documentari: disco molto bello.

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Naxos annuncia la pubblicazione di due sinfonie importanti di Claudio Santoro, compositore brasiliano di impronta accademica e classicheggiante

SANTORO, C.: Symphonies (Complete), Vol. 1 - Nos. 5 and 7 (Goiás Philharmonic, N. Thomson)

Molto interessante la 7a, perché contiene temi popolari brasiliani, verso i quali Santoro ebbe sempre un rapporto ambivalente. Conscio dell'importanza del materiale, però viveva male l'ombra pesante di un Villa-Lobos, caposcuola indiscusso, e tendeva a sterilizzare l'aspetto popolare in uno stile corretto e classico.

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On 9/2/2022 at 16:01, giobar dice:

https://www.naxos.com/mainsite/blurbs_reviews.asp?item_code=8.574350&catNum=574350&filetype=About this Recording&language=English#

Alla fine del testo ci sono alcune notizie sulle registrazioni e sull'abbinamento coi film. Il PostClassical Ensemble ha inciso, sempre per Naxos, anche le colonne sonore composte da Virgil Thompson per due importanti documentari: disco molto bello.

Pare che questi documentari politici rooseveltiani con la musica di Virgil Thomson, siano dei veri e propri capolavori del genere. Mi pare siano disponibili su YT e anche la prosa alle immagini video è notevolissima. Le musiche sono carine e appropriate, mescolano sapientemente melodie folk, country con temi religiosi. Praticamente inediti in Italia. Oltre al disco Naxos, segnalo questo con le suites da concerto:

Virgil-Thomson-Music-For-The-Films-The-P

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On 18/11/2021 at 14:37, Madiel dice:

Non ho ancora capito il senso commerciale delle incisioni, sempre più numerose, della carneade Price. Compositrice di nessun interesse, alquanto noiosa e accademica. Essere donna e nera non ti evita di scrivere porcherie (Fantozzi avrebbe detto "cag**e pazzesche").

 

On 18/11/2021 at 16:38, Ives dice:

Pure Muti ci ha messo le mani, la DG farà uscire un disco con due sinfonie affidate a Nezet-Seguin. La Naxos farà l'integrale delle 4 sinfonie. Musica di una noia mortale, neanche funzionano i pezzi leggeri ispirati al folklore dei paesi del sud del Mississippi. A questo punto, credo siano da tirare in ballo elementi extra musicali...

 

On 18/11/2021 at 16:56, Madiel dice:

Ho pensato lo stesso. Questa estate ho ascoltato un po' di sua roba on line per farmi un'idea, ma non salvo niente di niente. Incapace di costruire nelle grandi forme e priva di idee memorabili, i pezzi cosiddetti folkloristici sono perfino ridicoli. Spazzatura bella e buona. E dire che in USA hanno autrici coeve grandissime come la Crawford-Seeger o la Bayer, o meno importanti come la Bauer e la Talma, che meriterebbero una integrale.

Il disco Price-YNS-DG: una recensione fuori dai denti e politicamente Scorretta di una importante rivista on line B)

http://www.musicweb-international.com/classrev/2022/Feb/Price-sys-4862029.htm

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27 minuti fa, giobar dice:

Il disco Price-YNS-DG: una recensione fuori dai denti e politicamente Scorretta di una importante rivista on line B)

http://www.musicweb-international.com/classrev/2022/Feb/Price-sys-4862029.htm

Ma bravo proprio il recensore, scrive le cose come stanno! Ottima competenza nella citazione di autori americani coevi oggi dimenticati.

Ci vuole tanto politicamente scorretto anche nella musica, lo dico da anni :P

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Mi voglio riallacciare al discorso Nelsons, non vi quoto tutti tanto siamo quattro gatti e so che leggete. Vi avviso: è domenica e fuori il tempo non è granchè = pippone.

C'è una parte del mainstream della classica che si è incaponita sull'idea di riproporre lo schema dei grandi interpreti divi alle prese col grande repertorio (leggi "musica romantica"). Oltre al fatto che trovo anacronistico il concetto di divismo (quand'anche si riescano a tenere in vita i divi durano oggi un battito d'ali), credo proprio che puntare su un repertorio che non ha più niente a che vedere col mondo di oggi sia una forma di conservatorismo inefficace che abbiamo già sperimentato in altre epoche. In questo meccanismo Nelsons non ha nessuna colpa, anzi probabilmente è lui stesso una vittima del sistema. E badate, per me non è questione che "una volta si facevano le cose per bene ma oggi...", come spiegarsi allora il fatto che da qualche decennio il barocco/classicismo vive una nuova vita, fatta di tonnellate di esecuzioni di pregio che continuano a uscire ancora oggi? 

C'è qualcosa dell'estetica (e quindi anche della tecnica) barocca che entra in sintonia coi tempi moderni, esattamente come negli anni '40 lo stesso barocco era percepito come un corpo estraneo, da cui i tentativi maldestri di allinearlo ad un'estetica romantica. Oggi si tende a fare il contrario, cioè "barocchizzare" la musica romantica, ma il fine mi pare lo stesso: farla suonare più contemporanea, maggiormente sintonizzata col circostante; Paavo è il direttore di repertorio emblematico di questi tempi: leggero, rapido, ironico, ruffiano, superficiale con punte di cialtronaggine, il direttore boomer - come dicono i giovani - per eccellenza (classe '62). Certo che a volte l'operazione funziona, altre volte risulta forzata e ridicola (cringe :D), ma dal mio punto di vista è nè più e nè meno di quel che accadeva quando Karajan metteva le mani sul grande repertorio (ovviamente con qualità e risultati esattamente speculari). 

Anche la musica moderna credo stia soffrendo. E penso in particolare alla musica europea: troppo impegno civile, troppa politica, troppi intellettualismi, in un mondo che sembra non avere più basi ideologiche come può attecchire tutto questo? in un mondo che ormai non ricorda, per ragioni anagrafiche, più cos'è stata la guerra e la dittatura (ce ne siamo resi conto durante il covid), che effetto possono avere le riflessioni drammatiche di chi ha vissuto quell'epoca? Devo dire che persino il mio auspicio di una corretta ricontestualizzazione di Cherubini e Beethoven è piuttosto utopistico (con quest'ultimo siamo passati da un eccesso all'altro, senza trovare un vero equilibrio), come ognuno di voi anche io ogni tanto mi rintano nella mia nicchia fatta di speranze, sogni, eroi... insomma, forse dobbiamo smetterla di aspettarci eventi che sono per ragioni storico-sociali impossibili (tipo un interprete credibile della musica di Strauss) e goderci quello che di buono questi tempi hanno da offrirci.

 

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On 13/2/2022 at 11:05, Majaniello dice:

Mi voglio riallacciare al discorso Nelsons, non vi quoto tutti tanto siamo quattro gatti e so che leggete. Vi avviso: è domenica e fuori il tempo non è granchè = pippone.

(...)

Osservazioni molto di buon senso. Condivido pressoché tutto ciò che hai scritto.

E complimenti a Rousset per il suo italiano fluente e per la pronuncia: chapeau !  (uff, non trovo più l'emoticon corrispondente)

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Onestamente, non so chi sia...🤨 Adam Fischer le sta incidendo con l'altra orchestra di Dortmund, quella storica fondata nell'800 se non sbaglio. Sentita la Nona, che è sempre un gran banco di prova per direttori e orchestre, abbastanza scialba.

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On 14/2/2022 at 19:06, giobar dice:

Osservazioni molto di buon senso. Condivido pressoché tutto ciò che hai scritto.

E complimenti a Rousset per il suo italiano fluente e per la pronuncia: chapeau !  (uff, non trovo più l'emoticon corrispondente)

Un grande! fà uscire un disco ogni 3 mesi e sono sempre interessanti, quando non entusiasmanti! 

A proposito di barocco, nello scorso weekend ho visto su Arte un allestimento di Hippolyte et Aricie di Rameau, e mi è balzata alla testa l'idea di come Rameau possa essere "il Wagner dei nostri tempi" pur essendo un autore ancora più antico di Wagner. 

Comunque, è chiaro che prima parlavo di tendenze, perchè sia un tempo che anche oggi gli stili interpretativi erano rappresentati quasi tutti dagli interpreti sulla piazza, però non mi pare un caso che in determinate epoche alcuni interpreti scalino le vette del successo, per passare di moda qualche lustro dopo. C'è stata di recente anche una fase "analitica", forse già finita, inaugurata probabilmente dal Boulez vecchio (quello DG) e portata avanti in maniera variegata dai vari Salonen, Honeck e compagnia... mi pare quella un'altra strada per aggirare il problema della mancata connessione del romanticismo con la contemporaneità: nell'impossibilità di misurarsi sul piano filosofico, si mettono in evidenza della musica solo gli aspetti formali e si ridimensiona l'aspetto viscerale, individuale (arbitrario diremmo, sul piano dello stile). Ne derivano letture corrette e magari anche avvincenti di per sè (moderne appunto), ma raramente "di riferimento", se intendiamo con quest'espressione la capacità di far rivivere attraverso i suoni un pensiero, un'epoca, un intero mondo, interiore e sociale. Quella quota di visceralità è stata restituita al barocco, in una dimensione di libertà ed energia esplosiva (pure troppa a volte, il cosiddetto "barock") che esso certo contiene ma che era stata imbrigliata in passato in un manierismo polveroso che al romanticismo era appunto contrapposto.

 

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