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Gaba

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Ciao a tutti, dopo aver lasciato le mani all'aria per 7 anni ho finalmente ripreso a febbraio di quest'anno lo studio del pianoforte. Attualmente sto preparando gli esami di quinto anno per settembre. All'inizio, e ancora adesso a dire il vero, il difficile è ed è stato ritornare ad una tastiera vera e viva come quella del pianoforte ed annullare le brutte abitudini assimilate suonando da tastierista. Un importante gradino che volevo superare era quello dell'esibizione in pubblico. L'ultima esibizione risaliva a 7 anni fa quando ancora ero uno spensierato 12enne. Non dico di essere vecchio a 19 anni ma è un'età in cui si ha più cura delle impressioni della gente ed entra in gioco il fattore "pubblico". Man mano si avvicinava la data con mio profondo dispiacere notavo che suonare davanti agli amici mi provocava insicurezza e paura bloccandomi le mani. Dopo 3 mesi di tecnica e Bach la prof decise di affidarmi un pezzo importante...un pezzo da diploma. E così nell'ultimo mese preparai la Toccata di Saint-Saens tratta dai suoi 6 studi op.111. Un mese dopo ecco il grande giorno, un imporante test per riscattare la fobia da palcoscenico e ritornare nel magico mondo della musica. Ho uploadato il video del saggio su youube, sperando che il pezzo sia di vostro gradimento e allo stesso tempo di trarre crescita dai vostri commenti eccovi il link:

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Ciao a tutti, dopo aver lasciato le mani all'aria per 7 anni ho finalmente ripreso a febbraio di quest'anno lo studio del pianoforte. Attualmente sto preparando gli esami di quinto anno per settembre. All'inizio, e ancora adesso a dire il vero, il difficile è ed è stato ritornare ad una tastiera vera e viva come quella del pianoforte ed annullare le brutte abitudini assimilate suonando da tastierista. Un importante gradino che volevo superare era quello dell'esibizione in pubblico. L'ultima esibizione risaliva a 7 anni fa quando ancora ero uno spensierato 12enne. Non dico di essere vecchio a 19 anni ma è un'età in cui si ha più cura delle impressioni della gente ed entra in gioco il fattore "pubblico". Man mano si avvicinava la data con mio profondo dispiacere notavo che suonare davanti agli amici mi provocava insicurezza e paura bloccandomi le mani. Dopo 3 mesi di tecnica e Bach la prof decise di affidarmi un pezzo importante...un pezzo da diploma. E così nell'ultimo mese preparai la Toccata di Saint-Saens tratta dai suoi 6 studi op.111. Un mese dopo ecco il grande giorno, un imporante test per riscattare la fobia da palcoscenico e ritornare nel magico mondo della musica. Ho uploadato il video del saggio su youube, sperando che il pezzo sia di vostro gradimento e allo stesso tempo di trarre crescita dai vostri commenti eccovi il link:

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:girl_impossible: e tu saresti quello ke ha paura del pubblico?!?!?!?E quello è un pezzo studiato solo 1 mese?!?! :shok:

Ma hai visto il video?!?! :laughingsmiley:

Complimentoni :girl_pinkglassesf: !!!!! è un ottimo ritorno nel mondo della musica :girl_in_love: ! :whistle:

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Grazie ragazzi, anche se dal video non si nota ero tesissimo prima di cominciare. Una volta arrivato alla parte con le ottave ho cominciato a rilassarmi ignorando completamente il pubblico. Ho capito che se si suona avendo cura solo della parte tecnica è praticamente sicuro sbagliare, pensando solo alla musica ed associando ad essa pensieri naturali ed irrazionali si suona meglio con un conseguente distacco parziale dalla realtà. Il problema sorge quando, una volta seduti al pianoforte, abbiamo intenzione di stupire il pubblico con le nostre capacità tecniche, ignorando spesso la musica. Per quanto riguarda l'autocontrollo, tutto sta nel non aver paura del nervosismo. Sembra una stupidagine ma la maggior parte delle persone (me compreso) hanno istintivamente paura di essere nervosi anche se in fin dei conti il nervosismo è una parte fondamentale dello spettro emotivo umano. E a quel punto il timore diventa fobia e successivamente panico, il trucco sta quindi nel bloccare il nervosismo al suo stato di base prima che si evolva in fobia. Non so se mi sono espresso bene, ma era una soluzione alla quale sono arrivato e che mi ha permesso di suonare. Spero che il consiglio sia servito a qualcuno, dato che il nervosismo era una croce fastidiosissima che continuavo a portarmi sulle spalle. :pioneer_smoke:

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Oggi alle 17:30 devo fare il saggio di fine anno dovrei riprendermi con una videocamera spero di fare bene così metterò il mio video su youtube. In caso ve lo farò sapere! Sono un po' teso! :crying_anim02:

Baldo

Converti la tensione in aggressività, cerca di suonare in maniera musicale pensando solo la musica se ci riesci stai tranquillo che andrà benissimo :thumbsup_x:

Sarebbe una cosa figa se tutti postassero il proprio video, magari aprendo un topic a riguardo!

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Converti la tensione in aggressività, cerca di suonare in maniera musicale pensando solo la musica se ci riesci stai tranquillo che andrà benissimo :thumbsup_x: Sarebbe una cosa figa se tutti postassero il proprio video, magari aprendo un topic a riguardo!

Grazie mille ci proverò. :thank_you2:

Baldo

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Ciao a tutti, dopo aver lasciato le mani all'aria per 7 anni ho finalmente ripreso a febbraio di quest'anno lo studio del pianoforte. Attualmente sto preparando gli esami di quinto anno per settembre. All'inizio, e ancora adesso a dire il vero, il difficile è ed è stato ritornare ad una tastiera vera e viva come quella del pianoforte ed annullare le brutte abitudini assimilate suonando da tastierista. Un importante gradino che volevo superare era quello dell'esibizione in pubblico. L'ultima esibizione risaliva a 7 anni fa quando ancora ero uno spensierato 12enne. Non dico di essere vecchio a 19 anni ma è un'età in cui si ha più cura delle impressioni della gente ed entra in gioco il fattore "pubblico". Man mano si avvicinava la data con mio profondo dispiacere notavo che suonare davanti agli amici mi provocava insicurezza e paura bloccandomi le mani. Dopo 3 mesi di tecnica e Bach la prof decise di affidarmi un pezzo importante...un pezzo da diploma. E così nell'ultimo mese preparai la Toccata di Saint-Saens tratta dai suoi 6 studi op.111. Un mese dopo ecco il grande giorno, un imporante test per riscattare la fobia da palcoscenico e ritornare nel magico mondo della musica. Ho uploadato il video del saggio su youube, sperando che il pezzo sia di vostro gradimento e allo stesso tempo di trarre crescita dai vostri commenti eccovi il link:

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purtroppo l'audio annulla la dinamica e sembra suonato tutto allo stesso modo piatto e senza cura nel differenziare canto e struttura armonica. quindi più che una toccata pare un esercizio di tecnica. molto difficile il pezzo. la prox volta fatti registrare bene perché così si può solo giudicare se canni note o meno. qualcuna ti è scappata. ma in un pezzo così ci sta ;) bravo

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purtroppo l'audio annulla la dinamica e sembra suonato tutto allo stesso modo piatto e senza cura nel differenziare canto e struttura armonica. quindi più che una toccata pare un esercizio di tecnica. molto difficile il pezzo. la prox volta fatti registrare bene perché così si può solo giudicare se canni note o meno. qualcuna ti è scappata. ma in un pezzo così ci sta ;) bravo

Ho sbagliato parecchie note rispetto a quando lo suono in tranquillità sul mio pianoforte di studio, il più plateale è sul finale dove ho completamente devastato il giro armonico con relativa smorfia sul viso :embarassed_kid: La telecamera con cui è stato ripreso il concerto è di qualità scadente, la pressione sonora arriva addirittura a saturare il microfono (i click nel sottofondo). Quella sera c'erano dei tipi con una telecamera di ottima fattura, devo chiedere alla prof di rintracciarli così vedo se riesco ad uppare il video ad alta qualità.

Non mantieni costante il tempo a mio parere... Sembrano tanti pezzi diversi... E poi a volte pare che tu suoni tutto indifferentemente forte, ma magari è dovuto alla qualità della registrazione o.ò

Per quanto riguarda il tempo è una scelta che optato dato che fare tutto il pezzo alla velocità segnata sullo spartito era da suicidio (tempo 2 quarti e 170 alla semiminima), quindi certe parti le ho fatte molto più lente rispetto ad altre in cui accelero parecchio. Per quanto riguarda la dinamica apparte la qualità scadente della registrazione ci sono punti in cui la fotta saliva a tal punto da perdere lucidità mentale durante l'esecuzione. Quindi l'istinto sopra la ragione e la forza sopra lo stile. Controllare l'istinto è adesso uno dei miei obbiettivi primari, ma sono cosciente del fatto che ci vorrà più tempo di quanto possa immaginare. Conto di riuscirci entro il primo anno di studio. Grazie mille per i commenti :a1

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Per quanto riguarda il tempo è una scelta che optato dato che fare tutto il pezzo alla velocità segnata sullo spartito era da suicidio (tempo 2 quarti e 170 alla semiminima), quindi certe parti le ho fatte molto più lente rispetto ad altre in cui accelero parecchio. Per quanto riguarda la dinamica apparte la qualità scadente della registrazione ci sono punti in cui la fotta saliva a tal punto da perdere lucidità mentale durante l'esecuzione. Quindi l'istinto sopra la ragione e la forza sopra lo stile. Controllare l'istinto è adesso uno dei miei obbiettivi primari, ma sono cosciente del fatto che ci vorrà più tempo di quanto possa immaginare. Conto di riuscirci entro il primo anno di studio. Grazie mille per i commenti :a1

Sì ma se rallenti una parte devi rallentare anche tutto il resto poi...

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Sì ma se rallenti una parte devi rallentare anche tutto il resto poi...

Ah ho capito a cosa ti riferisci, mi dai qualche consiglio di studio per migliorare l'omogeneità del tempo? Premettendo che il metronomo è per me un oggetto non identificato durante le sessioni di studio..

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Guest bradipoalpiano

nessun consiglio se non usi il metronomo...penso che tu rallenti anche perchè magari non riesci a reggere la velocità...ebbene, se tu a quella velocità ci arrivi gradualmente, studiando con il metronomo, avrai il pezzo più chiaro e sicuro nelle tue dita e avrai anche una maggiore consapevolezza del tempo...ovviamente poi quando si suona non si mantiene il tempo metronomico preciso ma ci si concede rallentandi o accelerandi, ma questi saranno consapevoli e non dettati da carenze tecniche...quindi non pensare al metronomo come un oggeto non identificato, o ancora peggio (dio non voglia) maligno: secondo me è uno strumento indispensabile per la crescita di un musicista, e il perchè l'ho spiegato...

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Ah ho capito a cosa ti riferisci, mi dai qualche consiglio di studio per migliorare l'omogeneità del tempo? Premettendo che il metronomo è per me un oggetto non identificato durante le sessioni di studio..

Devi abbassare la velocità di tutto il pezzo in modo che tu riesca a reggerlo tutto allo stesso tempo...

La velocità verrà col tempo ò.ò

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  • 9 months later...

Ecco qui il link al video(puramente amatoriale, quindi audio pessimo..non si sentono le dinamiche) dello studio op.8 n.12 di Scriabin :

http://it.youtube.com/watch?v=mafBDcK2Pis

Non ho questo pezzo in programma per qualche esame, l'ho studiato per conto mio in queste ultime 3 settimane per

puro piacere personale(per "staccare" proprio dai programmi d'esame...... :embarassed_kid: ), e non l'ho ancora fatto ascoltare al maestro..

Quindi ditemi voi: consigli su come migliorarlo (studiarlo anzi...) ?

(in tutta sincerità non son stato la a cercare la registrazione priva di errori, è una cosa molto "su e via" anche perchè ho davvero poco tempo ultimamente)

alla sesta battuta l'ottava bassa di re# è voluta,si trova in alcune edizioni

ps: adoro questo studio :D ( e come lo suona kissin nella parte centrale.....)

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sicuramente ti potrà aiutare l'userS Scriabin, visto che lui ha studiato praticamente l'opera omnia del compositore suo omonimo :D

(io spero di poter terminare felicemente la mia carriera pianistica senza dover mai essere costretta ad un simile passo :ph34r: )

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sicuramente ti potrà aiutare l'userS Scriabin, visto che lui ha studiato praticamente l'opera omnia del compositore suo omonimo :D

(io spero di poter terminare felicemente la mia carriera pianistica senza dover mai essere costretta ad un simile passo :ph34r: )

eheh è il primo a cui ho chiesto consiglio ;)

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Ahahha magari l'opera omnia! :D ora come ora so soltanto qualche pezzettino sparso!

Comunque anche io l'avevo studiato per conto mio, quindi non ho consigli "tecnici" o di grande valore da dare. Per la mia esperienza, ricordo che nel tema della mano destra spostavo avanti e indietro il braccio pur mantendendo la mano circa alla stessa altezza; in questo modo si passa velocemente e con potenza tra i tasti neri e quelli bianchi.

Per quanto riguarda la sinistra, prendevo alcune note con la mano destra, alcune delle quali erano anche interessanti da mettere in evidenza.

Riguardo all interpretazione, se dividiamo il brano in 4 parti, la eseguivo circa così(per quel che ricordo):

1-prima esposizione del tema-> piano e misterioso

2-seconda esposizione del tema con le ottave al basso ->crescendo e via via piu agitato, con le ottave del basso in evidenza

3- variazione del tema in tonalità maggiore -> delicato, tranquillo, ma con qualche "scatto d'ira" verso la fine di questa sezione(perfettamente in accordo con l'animo dell'autore e con la sua registrazione, che puoi trovare su youtube, di questo studio)

4- ripresa del tema e finale-> come è scritto, crescendo continuo ispirandomi ad Horowitz (giovane)

In ogni caso, credo che tu sia pianisticamente parlando molto + avanti di me, dovresti essere tu a darmi consigli :P

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kissin a parte, la registrazione di questo studio eseguita da scriabin stesso(si trova su youtube) è sconcertante, soprattutto considerando che è noto come scriabin avesse mani davvero piccole...

Sconcertante in che senso?io l'ho trovata molto "personale"... comunque c'è da dire che è una registrazione su rullo meccanico, e non so che tipo di qualità e fedeltà possa avere..

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Sconcertante in che senso?io l'ho trovata molto "personale"... comunque c'è da dire che è una registrazione su rullo meccanico, e non so che tipo di qualità e fedeltà possa avere..

sai per caso come funzionano le riproduzioni dei rulli di pianola? cioè ok sicuramente per quanto riguarda la sonorità la possiamo solamente immaginare, ma poi questi rulli di pianola riproducono anche la velocità esatta con cui i pezzi venivano eseguiti? perchè se è così vi sono dei passi nella parte centrale e nel finale, dove suona a velocità assurde...e appunto date le mani piccole, soprattutto nella parte centrale, mi sconcerta..

cmq come interpretazione preferisco kissin che lo suona così bene che sembra quasi lo stia solfeggiando, e nella parte centrale è incantevole.. e ancora di + mi piace Sofronitsky ( che a mio avviso è il miglior interprete di scriabin)

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sai per caso come funzionano le riproduzioni dei rulli di pianola? cioè ok sicuramente per quanto riguarda la sonorità la possiamo solamente immaginare, ma poi questi rulli di pianola riproducono anche la velocità esatta con cui i pezzi venivano eseguiti? perchè se è così vi sono dei passi nella parte centrale e nel finale, dove suona a velocità assurde...e appunto date le mani piccole, soprattutto nella parte centrale, mi sconcerta..

cmq come interpretazione preferisco kissin che lo suona così bene che sembra quasi lo stia solfeggiando, e nella parte centrale è incantevole.. e ancora di + mi piace Sofronitsky ( che a mio avviso è il miglior interprete di scriabin)

Non so come funzionano questi rulli, ma tra i commenti al video ho letto distrattamente che un tizio asseriva che fu costretto a suonare il pezzo così veloce per problemi tecnici nella registrazione..però boh mi pare strano, nessuno puo dirci che sia vero.

Non ho mai ascoltato sofronitsky in questo studio, ma concordo che sia il miglior interprete(o almeno il più fedele) di scriabin...pensa alla fantasia op.28! quello si che è un capolavoro che mi piacerebbe studiare :to_become_senile:

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