Vai al contenuto
Frunobulax

Dell'interpretazione, dell'oggettività e della soggettività

Recommended Posts

Volevo fare una domanda ai musicisti.

Da ascoltatore, questa esibizione la trovo buona. Cioè, se avessi solo ascoltato, senza vedere il video, avrei creduto che fosse un "vero" pianista a suonare.

Natutalmente, data l'età, il giovane esecutore ha tutte le attenuanti e il mio apprezzamento incondizionato. Però vorrei capire in cosa questa interpretazione falla. Da inesperto, l'unica osservazione che riesco a fare è che sembra suonata da un automa, nel senso che l'esecuzione non rispetta i "sentimenti" intrinsechi dei determinati passaggi.

Per dirla alla Shakespeare, "Essere o non essere" e "Un cavallo, un cavallo. Il mio regno per un cavallo" recitate più o meno con lo stesso tono.

Però è impossibile che sia questa tutta la differenza tra il giovane prodigio e un pianista affermato.

A scanso di equivoci, preciso che è solo una curiosità volta alla mia maturazione come ascoltatore.


/>http://www.youtube.com/watch?v=YQYYT3qlTu4

Ma daiii!! Questo bambino è bravo per avere quella età ma questa fantasia-improvviso è un disastro! Errori(anche gravi),confusione,nessuna cura del suono, nel passaggio più lento pesta come un matto e non c'è colore: corre come se avesse paura del vuoto. La mano sinistra non mi sembra sicurissima e la destra oltre a cannare un po' di note è piattissima e senza accenti!

Sarò ingrato ma sentiti Yundi Li e confrontalo...non c'è paragone (lasciando stare la qualità della registrazione e lo strumento differente su cui suonano)!!!

[media]http://www.youtube.com/watch?v=tvm2ZsRv3C8

I bambini prodigio saranno anche strepitosi da vedere ma musicalmente valgono poco/nulla...tranne UNO:

[media]http://www.youtube.com/watch?v=gilNaeUsPNQ

:wub_anim: :wub_anim:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

nessuna cura del suono, nel passaggio più lento pesta come un matto e non c'è colore: corre come se avesse paura del vuoto. La mano sinistra non mi sembra sicurissima e la destra oltre a cannare un po' di note è piattissima e senza accenti!

Grazie. Questo è il tipo di osservazioni che andavo cercando. "non c'è colore" l'avevo notato pure io, esprimendolo in maniera diversa.

Il resto dei tuoi appunti lo percepivo in modo caotico e non ero in grado di tradurli in pensieri. Terrò a mente i vari "cura del suono", "pesta come un matto" (sebbene sia un po' iperbolico... ;) ), "piattissima e senza accenti".

"cannare un po' di note" non mi è chiarissimo. Significa "saltare"?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Eh, mica è cosa da poco. Ci sono anche pianisti professionisti più che maggiorenni che suonano in questo modo. Poi uno magari ha successo perchè ha una tecnica spaventosa e sceglie un repertorio dove esalta le sue virtù, un altro invece ha più capacità interpretative (fraseggio più curato, maggior senso della struttura del pezzo) ed eviterà quindi pezzi funambolici.

Con "fraseggio più curato" intendi "dare un colore specifico ai temi" in modo da sottolineare che appunto si sta suonando un altro tema?

Scusa se la domanda è scema, ma non mi piace dire "Sì sì, ho capito... mo me lo segno" :laughingsmiley:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Con "fraseggio più curato" intendi "dare un colore specifico ai temi" in modo da sottolineare che appunto si sta suonando un altro tema?

Scusa se la domanda è scema, ma non mi piace dire "Sì sì, ho capito... mo me lo segno" :laughingsmiley:

Come un libro, anche un brano musicale è composto da "frasi" (segnate sullo spartito, appunto, dalle "legature di frase")...si tratta quindi del discorso musicale, ed un buon pianista deve rendere chiaro questo fraseggio...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Come un libro, anche un brano musicale è composto da "frasi" (segnate sullo spartito, appunto, dalle "legature di frase")...si tratta quindi del discorso musicale, ed un buon pianista deve rendere chiaro questo fraseggio...

Così mi è chiaro. Mi rendo conto che mi state imboccando... :laughingsmiley: Grazie :thumbsup_still:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Domanda di un non musicista: qual è l'utilità dello spartito per l'interprete in questo video?


/>http://www.youtube.com/watch?v=_pY08e_tdtA

Da non musicista, a me pare che il capolavoro lo conosca a memoria e ben sappia cosa fare con mani e piedi. Però se ce l'ha davanti, una ragione deve pure esserci. Chi m'illumina?

non c'è una sola risposta ma mille e variano da soggetto a soggetto.

di solito lo spartito dal pianoforte salendo all'organo e alla direzione, è un ausilio imprescindibile. nel caso del pianoforte si usa dalla musica da camera 'a salire' ovvero tutte le musiche che sono complesse per quantità di informazioni a livello non tanto di linee melodiche (memorizzabilissime) ma di precise indicazioni esecutive, particolari configurazioni armoniche, strutture complesse non memorizzabili, musiche seriali, musiche polifoniche, etc. chiarmante un organista avrà in alcuni casi gioco facile, così come pianisti o direttori, nel repertorio più praticato tant'è che potrebbero benissimo farne a meno (è la prassi al pianoforte esclusi richter ed esclusi repertori come si diceva cameristici e moltissimo novecento post berghiano). nel caso di questo organista (così come di tutti gli organisti) lo spartito è un riferimento continuo non solo perché spesso ci si può 'perdere' ascoltandosi (capita spesso agli organisti proprio per il rapporto trascendente con la musica, e se hai mai provato a suonare l'organo capisci un po' che succede quando il meccanismo coinvolgendo tutto il corpo ti porta ad astrarti dalla realtà fisica del movimento che diventa automatico mentre la mente vaga fra le note) ma soprattutto perché la parte essenziale dell'esecuzione è l'improvvisazione. quindi all'interno della struttura, ad ogni esecuzione l'occhio o l'orecchio raccolgono continue sollecitazioni (idee musicali) che possono essere colte soltanto appigliandosi visivamente allo spartito. inoltre nel caso dell'organo è sicurezza anche per l'eventuale aiuto che deve cambiare i registri. inoltre quasi sempre con le musiche polifoniche o le fughe a più voci il cervello lavora per linee e figure, proietta cioè sulla partitura dei riferimenti ben precisi, visuali, che anche se in fase esecutiva non vengono letti perché tutto è già memorizzato con attenzione, le note come delle stelle comete (si distinguono solo grappoli, note distanti, zone della tastiera, che non vengono mai messi a fuoco se non nei punti critici o accordi chiave etc) imprimono sull'occhio che corre ben più veloce delle mani delle 'code luminose' (perdona la metafora) che consentono con il giusto anticipo (perché si legge sempre almeno 2 misure prima di ciò che il corpo suona) di far prendere alla mente delle decisioni da far arrivare in tempo alle mani. tutto questo 'improvvisare' non va frainteso con l'assoluta libertà esecutiva. e comunque mentre al pianoforte soprattutto con certo repertorio, si ascolta meglio senza avere di fronte lo spartito (a patto di averlo a memoria) non si può però dire questo per appunto tutta la musica. e comunque va tenuto presente che, proprio perché 'per prassi' molto repertorio pianistico è 'senza spartito', i pianisti si abituano a suonare strafalcioni che si sono inventati quel lontano giorno in cui impararono a memoria il pezzo. e quindi se avevano dimenticato 3 puntini di uno staccato, non suoneranno mai più in staccato se non per caso. e tutto ciò passerà per 'scelta interpretativa' quando è semplicemente 'superficialità' o 'umanità' (è da stupidi poter pensare che un pianista possa avere pefettamente a memoria tutto quello che suona..quando si ricorda tutte le note, ma tutte le dinamiche e spesso addirittura le legature, non ricorda assolutamente come sono 'distribuite' - e quelle mancanze 'umane' vengono sempre compensate dall'intuito musicale, ovverlo il gusto in rapporto alla conoscenza dell'autore e di ciò che si sta suonando in modo da poter stare sempre 'sicuri' che se quella è comunque una cadenza di un determinato autore di quel periodo e di quella composizione, va eseguita in un certo modo - cosa di cui sono assolutamente padroni i migliori organisti che sanno eseguire 'in stile' e con partitura sotto agli occhi, perdendosi qualche misura la recuperano inventandosela in stile. cosa che capita perfino a grandissimi musicisti del calibro di leonhart).

ps. ovviamente nel caso della musica da camera spesso non si ha tempo per memorizzare tutte le parti e voglia e non ha senso, quindi lo spartito va tenuto per ricordarsi o intendersi con gli altri musicisti, su quando attaccare e come etc. inoltre in molti casi le pause in cui uno strumento non suona (come per certi timpanisti in orchestra etc) è così lungo che senza spartito a volte è facile 'distrarsi' o perdersi fra l'amalgama degli altri strumenti ed è anche difficile nel caso di interventi 'sporadici' se si sta eseguendo una sinfonia o una composizione che non si conosce benissimo a memoria. l'organista praticamente suona da solo 'musica da camera' (o musica sinfonica) per cui il confronto è con se stesso e tutte le decisioni interpretative e quantità di informazioni, quando l'attenzione viene prestata ad esempio a certe armonie, può succedere che dall'altro canto la mente compensa quella super-attenzione con dei vuoti nel settore memorizzativo per cui l'occhio velocemente legge quel breve attimo di lapsus trovando sullo spartito le 'solite' coordinate. insomma è un continuo oscillare dell'attenzione. ovviamente più poi uno è intellettualmente 'vasto' e 'preparato' e più si può spaziare senza troppi rischi fra le note che si stanno suonando! ovviamente i direttori lo sanno meglio di tutti - non è un caso che i pianisti siano più idonei alla direzione di molti altri musicisti che hanno a che fare con 'pochissimi dati musicali' e quindi con un mondo dal punto di vista della scrittura innegabilmente più semplice (che vuol dire 'più facile' se parliamo appunto di memorizzabilità dei dati da apprendere durante l'esecuzione). l'organista è una super-mente. tutto qui eheh

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Così mi è chiaro. Mi rendo conto che mi state imboccando... :laughingsmiley: Grazie :thumbsup_still:

Ti faccio l'esempio che ricordo meglio come differenza tra un fraseggio curato ed uno no:


/>http://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/Gioacchino-Rossini-1792-1868-LItaliana-in-Algeri/hnum/3548096

e


/>http://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/Gioacchino-Rossini-1792-1868-LItaliana-in-Algeri/hnum/5148554

Nella sinfonia senti l'assolo dell'oboe, dopo l'introduzione dell'orchestra: in Scimone l'oboista suona le note giuste, ma senza dare un senso particolare alla frase. In Abbado invece si sente una maggior finezza nella stessa frase (purtroppo su youtube non trovo i pezzi interi, ma negli estratti di jpc c'è tutta la parte a cui mi riferisco).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Volevo fare una domanda ai musicisti.

Da ascoltatore, questa esibizione la trovo buona. Cioè, se avessi solo ascoltato, senza vedere il video, avrei creduto che fosse un "vero" pianista a suonare.

Natutalmente, data l'età, il giovane esecutore ha tutte le attenuanti e il mio apprezzamento incondizionato. Però vorrei capire in cosa questa interpretazione falla. Da inesperto, l'unica osservazione che riesco a fare è che sembra suonata da un automa, nel senso che l'esecuzione non rispetta i "sentimenti" intrinsechi dei determinati passaggi.

Per dirla alla Shakespeare, "Essere o non essere" e "Un cavallo, un cavallo. Il mio regno per un cavallo" recitate più o meno con lo stesso tono.

Però è impossibile che sia questa tutta la differenza tra il giovane prodigio e un pianista affermato.

A scanso di equivoci, preciso che è solo una curiosità volta alla mia maturazione come ascoltatore.

tieni conto pure che questo brano è una "fantasia improvviso", quindi di carattere libero, un pianista può metterci

molto di suo, un'esecuzione piatta non fa proprio apprezzare il brano. Qua poi ci sono carenze di tecnica che sono

ancora più gravi...

Comunque già all'inizio, c'è quell'ottava di sol# , proprio la prima nota. Questa crea una tensione iniziale

che si risolve poi come inizia la mano sinistra ad arpeggiare. Questa tensione qua si perde completamente,

perché? perché l'arpeggio deve partire subito, la prima nota invece l'allunga come se stesse iniziando un tema.

Nell'attacco di un brano spesso si rallenta la prima nota giusto come introduzione. Ma qua l'arpeggio della mano

sinistra non è un tema, ma è un accompagnamento! Ok, potrebbe farlo partire un po più lento e accelerando, ma

un qualcosa di continuo, qua invece si appoggia proprio a quella prima nota. Inoltre si sente benissimo che ogni

nota ha una dinamica diversa. Dovrebbe sentirsi invece tutto sottovoce.

Il tema è invece quel vortice che forma la mano destra, che in questo caso è troppo scandito, dovrebbe essere più libero,

come un risucchio. La melodia non viene fuori perché probabilmente non riesce a disaccoppiare bene mano destra

e sinistra (queste suonano con tempi diversi come il primo arabesque di Debussy), quindi rimangono tutte e due sullo

stesso piano.

E queste sono solo le prime battute... ne ho ascoltato solo qualche secondo, ma scommetto che

quando risuona la stessa cosa alla ripresa suona in maniera completamente differente. Quando ci sono

due passaggi uguali devono suonare uguali, sennò vuol dire che il pianista sta suonando come gli viene

senza un'idea ben precisa di come vuole suonare un determinato passaggio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ti faccio l'esempio che ricordo meglio come differenza tra un fraseggio curato ed uno no:


/>http://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/Gioacchino-Rossini-1792-1868-LItaliana-in-Algeri/hnum/3548096

e


/>http://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/Gioacchino-Rossini-1792-1868-LItaliana-in-Algeri/hnum/5148554

Nella sinfonia senti l'assolo dell'oboe, dopo l'introduzione dell'orchestra: in Scimone l'oboista suona le note giuste, ma senza dare un senso particolare alla frase. In Abbado invece si sente una maggior finezza nella stessa frase (purtroppo su youtube non trovo i pezzi interi, ma negli estratti di jpc c'è tutta la parte a cui mi riferisco).

Ho capito che vuoi dire. In Abbado si sente proprio che l'oboista sta curando la frase con attenzione. Il primo invece, è un po' più arruffone, come se stesse traghettando l'ascoltatore verso il tema, e lo spostamento fosse solo una noiosa tappa obbligatoria (infatti pare pure che va un po' di fretta...) . Grazie. ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho capito che vuoi dire. In Abbado si sente proprio che l'oboista sta curando la frase con attenzione. Il primo invece, è un po' più arruffone, come se stesse traghettando l'ascoltatore verso il tema, e lo spostamento fosse solo una noiosa tappa obbligatoria (infatti pare pure che va un po' di fretta...) . Grazie. ;)

Esatto ;).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

tieni conto pure che questo brano è una "fantasia improvviso", quindi di carattere libero, un pianista può metterci

molto di suo

Oh, quindi improvviso e fantasia sono proprio indicazioni al pianista?

Comunque già all'inizio, c'è quell'ottava di sol# , proprio la prima nota. Questa crea una tensione iniziale

che si risolve poi come inizia la mano sinistra ad arpeggiare. Questa tensione qua si perde completamente,

perché? perché l'arpeggio deve partire subito, la prima nota invece l'allunga come se stesse iniziando un tema.

In effetti avevo notato qualcosa che non andava nell'inizio, ma non sapevo cosa

Inoltre si sente benissimo che ogni nota ha una dinamica diversa. Dovrebbe sentirsi invece tutto sottovoce.

Ecco perché mi piaceva! :laughingsmiley: Talvolta provo a strimpellare questo pezzo, ma ascoltando le varie esecuzioni di professionisti non riesco mai a trovare il bandolo. Qui il bandolo lo avevo trovato...

Il tema è invece quel vortice che forma la mano destra, che in questo caso è troppo scandito, dovrebbe essere più libero,

come un risucchio. La melodia non viene fuori perché probabilmente non riesce a disaccoppiare bene mano destra

e sinistra (queste suonano con tempi diversi come il primo arabesque di Debussy), quindi rimangono tutte e due sullo

stesso piano.

Idem! :laughingsmiley:

Quando ci sono due passaggi uguali devono suonare uguali, sennò vuol dire che il pianista sta suonando come gli viene

senza un'idea ben precisa di come vuole suonare un determinato passaggio.

E che succede se uno ripete lo stesso passaggio interpretandolo in maniera diversa nell'intento di variare per non dare quella sensazione di "già sentito"? Sembra un dilettante?

Io ho imparato a strimpellare Meaple leaf rag e, onde non "annoiare" con la ripetizione, la prima la faccio lenta e la seconda veloce. Ma io sono un completo dilettante! :laughingsmiley:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

non c'è una sola risposta ma mille e variano da soggetto a soggetto.

di solito lo spartito dal pianoforte salendo all'organo e alla direzione, è un ausilio imprescindibile. nel caso del pianoforte si usa dalla musica da camera 'a salire' ovvero tutte le musiche che sono complesse per quantità di informazioni a livello non tanto di linee melodiche (memorizzabilissime) ma di precise indicazioni esecutive, particolari configurazioni armoniche, strutture complesse non memorizzabili, musiche seriali, musiche polifoniche, etc. chiarmante un organista avrà in alcuni casi gioco facile, così come pianisti o direttori, nel repertorio più praticato tant'è che potrebbero benissimo farne a meno (è la prassi al pianoforte esclusi richter ed esclusi repertori come si diceva cameristici e moltissimo novecento post berghiano). nel caso di questo organista (così come di tutti gli organisti) lo spartito è un riferimento continuo non solo perché spesso ci si può 'perdere' ascoltandosi (capita spesso agli organisti proprio per il rapporto trascendente con la musica, e se hai mai provato a suonare l'organo capisci un po' che succede quando il meccanismo coinvolgendo tutto il corpo ti porta ad astrarti dalla realtà fisica del movimento che diventa automatico mentre la mente vaga fra le note) ma soprattutto perché la parte essenziale dell'esecuzione è l'improvvisazione. quindi all'interno della struttura, ad ogni esecuzione l'occhio o l'orecchio raccolgono continue sollecitazioni (idee musicali) che possono essere colte soltanto appigliandosi visivamente allo spartito. inoltre nel caso dell'organo è sicurezza anche per l'eventuale aiuto che deve cambiare i registri. inoltre quasi sempre con le musiche polifoniche o le fughe a più voci il cervello lavora per linee e figure, proietta cioè sulla partitura dei riferimenti ben precisi, visuali, che anche se in fase esecutiva non vengono letti perché tutto è già memorizzato con attenzione, le note come delle stelle comete (si distinguono solo grappoli, note distanti, zone della tastiera, che non vengono mai messi a fuoco se non nei punti critici o accordi chiave etc) imprimono sull'occhio che corre ben più veloce delle mani delle 'code luminose' (perdona la metafora) che consentono con il giusto anticipo (perché si legge sempre almeno 2 misure prima di ciò che il corpo suona) di far prendere alla mente delle decisioni da far arrivare in tempo alle mani. tutto questo 'improvvisare' non va frainteso con l'assoluta libertà esecutiva. e comunque mentre al pianoforte soprattutto con certo repertorio, si ascolta meglio senza avere di fronte lo spartito (a patto di averlo a memoria) non si può però dire questo per appunto tutta la musica. e comunque va tenuto presente che, proprio perché 'per prassi' molto repertorio pianistico è 'senza spartito', i pianisti si abituano a suonare strafalcioni che si sono inventati quel lontano giorno in cui impararono a memoria il pezzo. e quindi se avevano dimenticato 3 puntini di uno staccato, non suoneranno mai più in staccato se non per caso. e tutto ciò passerà per 'scelta interpretativa' quando è semplicemente 'superficialità' o 'umanità' (è da stupidi poter pensare che un pianista possa avere pefettamente a memoria tutto quello che suona..quando si ricorda tutte le note, ma tutte le dinamiche e spesso addirittura le legature, non ricorda assolutamente come sono 'distribuite' - e quelle mancanze 'umane' vengono sempre compensate dall'intuito musicale, ovverlo il gusto in rapporto alla conoscenza dell'autore e di ciò che si sta suonando in modo da poter stare sempre 'sicuri' che se quella è comunque una cadenza di un determinato autore di quel periodo e di quella composizione, va eseguita in un certo modo - cosa di cui sono assolutamente padroni i migliori organisti che sanno eseguire 'in stile' e con partitura sotto agli occhi, perdendosi qualche misura la recuperano inventandosela in stile. cosa che capita perfino a grandissimi musicisti del calibro di leonhart).

ps. ovviamente nel caso della musica da camera spesso non si ha tempo per memorizzare tutte le parti e voglia e non ha senso, quindi lo spartito va tenuto per ricordarsi o intendersi con gli altri musicisti, su quando attaccare e come etc. inoltre in molti casi le pause in cui uno strumento non suona (come per certi timpanisti in orchestra etc) è così lungo che senza spartito a volte è facile 'distrarsi' o perdersi fra l'amalgama degli altri strumenti ed è anche difficile nel caso di interventi 'sporadici' se si sta eseguendo una sinfonia o una composizione che non si conosce benissimo a memoria. l'organista praticamente suona da solo 'musica da camera' (o musica sinfonica) per cui il confronto è con se stesso e tutte le decisioni interpretative e quantità di informazioni, quando l'attenzione viene prestata ad esempio a certe armonie, può succedere che dall'altro canto la mente compensa quella super-attenzione con dei vuoti nel settore memorizzativo per cui l'occhio velocemente legge quel breve attimo di lapsus trovando sullo spartito le 'solite' coordinate. insomma è un continuo oscillare dell'attenzione. ovviamente più poi uno è intellettualmente 'vasto' e 'preparato' e più si può spaziare senza troppi rischi fra le note che si stanno suonando! ovviamente i direttori lo sanno meglio di tutti - non è un caso che i pianisti siano più idonei alla direzione di molti altri musicisti che hanno a che fare con 'pochissimi dati musicali' e quindi con un mondo dal punto di vista della scrittura innegabilmente più semplice (che vuol dire 'più facile' se parliamo appunto di memorizzabilità dei dati da apprendere durante l'esecuzione). l'organista è una super-mente. tutto qui eheh

wow! Ti ringrazio davvero tanto per questo viaggio nella mente di un musicista. Davvero, ti sono molto più grato di quanto le parole possano esprimere.

grazie davvero

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E che succede se uno ripete lo stesso passaggio interpretandolo in maniera diversa nell'intento di variare per non dare quella sensazione di "già sentito"? Sembra un dilettante?

Io ho imparato a strimpellare Meaple leaf rag e, onde non "annoiare" con la ripetizione, la prima la faccio lenta e la seconda veloce. Ma io sono un completo dilettante! :laughingsmiley:

Fantasia e impromptu (improvviso) sono entrambe delle strutture musicali, costituite da un carattere libero nella forma e nei contenuti, come se fossero per l'appunto brani d'improvvisazione. Nella stesso calderone ci si può mettere la rapsodia, generalmente costituta di un solo movimento e con degli spunti tematici ricorrenti in tutto il brano.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E che succede se uno ripete lo stesso passaggio interpretandolo in maniera diversa nell'intento di variare per non dare quella sensazione di "già sentito"? Sembra un dilettante?

Io ho imparato a strimpellare Meaple leaf rag e, onde non "annoiare" con la ripetizione, la prima la faccio lenta e la seconda veloce. Ma io sono un completo dilettante! :laughingsmiley:

Io penso che debba risultare uguale, se il compositore l'avesse voluto diverso l'avrebbe indicato in partitura. Magari per il brano che hai detto ci sta pure una variazione ma nelle forme classiche non penso proprio. Anche se poi anche qualche grande lo fa, ad esempio

[media]http://www.youtube.com/watch?v=0fhVsd1wphM

questo movimento è un rondò, ha quindi una forma del tipo ABACAD etc etc.. cioè c'è il tema che si ripete più volte durante il brano. All'inizio lo prende staccatissimo, poi ci mette il pedale scratch_one-s_head.gif Ti vuoi decidere? scratch_one-s_head.gif

Comunque anche io sono dilettante, anzi ero perché ormai non mi sto più applicando embarassed_kid.gif

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io penso che debba risultare uguale, se il compositore l'avesse voluto diverso l'avrebbe indicato in partitura. Magari per il brano che hai detto ci sta pure una variazione ma nelle forme classiche non penso proprio. Anche se poi anche qualche grande lo fa, ad esempio

[media]http://www.youtube.com/watch?v=0fhVsd1wphM

questo movimento è un rondò, ha quindi una forma del tipo ABACAD etc etc.. cioè c'è il tema che si ripete più volte durante il brano. All'inizio lo prende staccatissimo, poi ci mette il pedale scratch_one-s_head.gifTi vuoi decidere? scratch_one-s_head.gif

La decisione è proprio quella di cambiare!! Alcuni lo fanno per cercare di dare un'aria nuova al ritornello. :scratch_one-s_head: Io sono un po' contrario a queste decisioni,soprattutto se si è in una composizione con struttura classica, però c'è chi lo fa...Di sicuro però quella del bambino di cui si parlava testè non era una scelta interpretativa voluta ma causata da una grande carenza tecnica e interpretativa

P.s. Gould in Beethoven è sempre da evitare :laughingsmiley:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io penso che debba risultare uguale, se il compositore l'avesse voluto diverso l'avrebbe indicato in partitura. Magari per il brano che hai detto ci sta pure una variazione ma nelle forme classiche non penso proprio.

Mah, io sapevo che nelle esecuzioni dell'epoca era prassi lasciare un po' di libertà per gli abbellimenti (mi riferisco al periodo classico).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io ho imparato a strimpellare Meaple leaf rag e, onde non "annoiare" con la ripetizione, la prima la faccio lenta e la seconda veloce. Ma io sono un completo dilettante! :laughingsmiley:

Magari quello che dici è giusto quando ci si trova di fronte ad una progressione o per dire, ad una coppia di battute uguali...li magari puoi giocare con i colori...ma una più lenta ed una più veloce no XD Nelle ripetizioni anche io sono per il farlo uguale alla prima volta...Lascia stare Gould che è un caso particolare...

P.s. Gould in Beethoven è sempre da evitare :laughingsmiley:

Beh no, se prendi la Tempesta fa anche delle cose meravigliose...in alcuni punti non ho potuto non prendere spunto studiandola :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mah, io sapevo che nelle esecuzioni dell'epoca era prassi lasciare un po' di libertà per gli abbellimenti (mi riferisco al periodo classico).

io parlo di classicismo/romanticismo, non penso che all'epoca di Beethoven la ripetizione dell'esposizione della quinta fosse suonata diversamente. La riesposizione nella forma sonata poi inizia a discostarsi da una mera ripetizione dei temi iniziali, quindi abbiamo già un elemento di variazione ampiamente gestito dal compositore. Non so se ti riferisci al barocco/rinascimento, li c'è questa libertà negli abbellimenti però non so se in una ripetizione si discostassero troppo da quello appena fatto/improvvisato. Poi queste sono solo mie supposizioni, probabilmente sto dicendo tante fesserie laughingsmiley.gif

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La decisione è proprio quella di cambiare!! Alcuni lo fanno per cercare di dare un'aria nuova al ritornello. :scratch_one-s_head: Io sono un po' contrario a queste decisioni,soprattutto se si è in una composizione con struttura classica, però c'è chi lo fa...Di sicuro però quella del bambino di cui si parlava testè non era una scelta interpretativa voluta ma causata da una grande carenza tecnica e interpretativa

P.s. Gould in Beethoven è sempre da evitare :laughingsmiley:

eheh il bambino cercava di fare almeno le note giuste, comunque vorrei saper suonare così crying_anim02.gif

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

P.s. Gould in Beethoven è sempre da evitare :laughingsmiley:

Ma neanche per idea! Alcune sue interpretazioni beethoveniane sono ai vertici assoluti: sonate op. 10 e op. 31, bagatelle, variazioni op. 34 e 35...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Magari quello che dici è giusto quando ci si trova di fronte ad una progressione o per dire, ad una coppia di battute uguali...li magari puoi giocare con i colori...ma una più lenta ed una più veloce no XD Nelle ripetizioni anche io sono per il farlo uguale alla prima volta...Lascia stare Gould che è un caso particolare...

No, figurati! :laughingsmiley: Io ho imparato a strimpellare da solo e qualunque cosa dica è frutto di sensazioni e intuizioni assolutamente non supportate da conoscenza tecnica.

Semplicemente mi sembrava di annoiare i miei spettatori - due gatti e qualche familiare... :laughingsmiley: - ripetendo esattamente il primo passaggio. Così ho pensato di esporlo lentamente la prima volta e di accelerare nella seconda.

Comunque non ho mai "osato" in quei pochissimi pezzi di classica che ho memorizzato. :laughingsmiley:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

io parlo di classicismo/romanticismo, non penso che all'epoca di Beethoven la ripetizione dell'esposizione della quinta fosse suonata diversamente. La riesposizione nella forma sonata poi inizia a discostarsi da una mera ripetizione dei temi iniziali, quindi abbiamo già un elemento di variazione ampiamente gestito dal compositore. Non so se ti riferisci al barocco/rinascimento, li c'è questa libertà negli abbellimenti però non so se in una ripetizione si discostassero troppo da quello appena fatto/improvvisato. Poi queste sono solo mie supposizioni, probabilmente sto dicendo tante fesserie laughingsmiley.gif

Io pensavo a Haydn e a certe sue sonate di breve durata dove teoricamente ci sarebbero da ripetere nei movimenti diverse parti dello spartito (penso alla sonata Hob.XVI:3 che sto studiando per esempio). In quel caso mi vien da pensare che qualcosina negli abbellimenti sia lecito cambiare a discrezione dell'esecutore.

P.S.: Questo discorso non si riferisce ovviamente alla musica orchestrale.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...