Jump to content

Dmitri Shostakovich (1906-1975)


Guest Paganini

Recommended Posts

Pareri sulla sinfonia n.15? Io trovo, dalla sommità della mia incompetenza musicale, che sia un' interessante retrospettiva sulla propria opera, come spesso accade nei lavori tardi, inclusa la Sonata op.147; eppure molti affermano che si tratta di una pagina sfilacciata, con passaggi banali e noiosi che non vanno da nessuna parte. Sono d'accordo che non è affatto piena di brio, però non penso nemmeno che sia tanto pessima.

L'autore non ci lascia, come di consueto, nessuna particolare indicazione sul significato della Sinfonia; e quindi essa rimane una pagina alquanto enigmatica, impregnata di un senso di morte, ma più distesa rispetto alla precedente; vi si individuano sarcastiche citazioni rossiniane e wagneriane, allusioni a Glinka e Mahler, ma c'è spazio anche per delle timide escursioni nella dodecafonia (sistema che egli non adottò mai). Non ci troviamo davanti a un poema sinfonico, ma mi par quasi di intravedere nei quattro movimenti un tentativo di ritrarre i vari stadi dell'esistenza. Siamo nel 1971 e Shostakovich è già gravemente malato, sopraggiunto un secondo infarto. Poteva la sua salute ormai compromessa non riflettersi sul pentagramma, per di più dopo una vita come la sua piena di sofferenze?

Interessantissima le sperimentazioni timbriche, in particolare nell'estesa sezione delle percussioni (tamburo, castagnette, xylofono, triangolo, wood-block, timpani, piatti, celesta...) che conferiscono un'atmosfera sospesa alla coda, per certi versi simile al finale dello Scherzo della Quarta Sinfonia e del Secondo concerto per violoncello.

Link to comment
Share on other sites

  • Replies 441
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Guest Fede_Rinhos
Sconsiglio quelle dirette da Rostropovich

purtroppo io me la sono cuccata :D

io ho anche un'esecuzione della 14a di Rattle, non mi ricordo orchestra e solisti ma mi ricordo che era una registrazione live.

Link to comment
Share on other sites

Sto ascoltando ''Il Canto delle Foreste'' nell'esecuzione di Mravinskij e l'orchestra sinfonica dell'URSS. Quanto avvilente dovette essere per Shostakovich dedicarsi a questa cantata, commissionata dal regime, ad maiorem gloriam della politica di Stalin. Certo che anche in una paginetta deteriore di tal fatta, si sente l'impegno del compositore nel dare il meglio di sè, nonostante l'obbligato accademismo che permette pochi guizzi e impallidisce di fronte ai capolavori sinfonici.

Tra questa e un'altra cantata epico-celebrativa, ossia ''L'esecuzione di Stenka Razin op.119'', il mio favore va tuttavia alla seconda.

Chiaramente non va trascurato il fatto che ''Il Canto'' viene musicato in piena dittatura staliniana, mentre con ''L'esecuzione'', risalente al 1964, Shostakovich già beneficia della riabilitazione ufficiale e di un clima discretamente disteso, che gli permettono di esprimersi in maniera più autentica. Infine, se leggiamo bene il significato dell'Esecuzione di Stenka Razin, su testi di Evtushenko, non ci è difficile intravedere nel personaggio dell'opprimente Zar,che condanna a morte il cosacco ribelle, l'ennesimo tragico ritratto del tiranno sovietico.

Link to comment
Share on other sites

  • 1 month later...

Vorrei un consiglio. Sto cercando un saggio sui rapporti tra Shostakovic e Stalin, ma anche più in generale tra i compositori di quell'epoca ed il regime. So che ne esistono tanti (ho anche qualche titolo), ma proprio per questo non so bene come orientarmi. La cosa che più mi preme è che sia oggettivo ed inquadri questo rapporto nella maniera più "fotografica" possibile, al di là di prese di posizioni ideologiche da parte di chi scrive.

Grazie a quanti mi risponderanno :)

Link to comment
Share on other sites

Guest bradipoalpiano
Consiglio di non prendere un' integrale, ma di acquistarle sfuse, interpretate da vari direttori: sicuramente Ancerl, Mravinsky, Kondrashin, Barshai, Rozhdestvensky sono affidabilissimi, ma non si può dimenticare Karajan (la sua decima, l'unica di Shostakovich incisa dal maestro), Bernstein (la sua prima e la sua quinta sono di assoluto riferimento, ma ha inciso anche la sesta, la settima, la nona e la quattordicesima), Jarvi (incise per la DG e per la Chandos), Haitink, Solti (la sua quindicesima è ottima), Previn (l'ottava). Sconsiglio quelle dirette da Rostropovich e da Bychkov.

ce l'ho :D

Link to comment
Share on other sites

Vorrei un consiglio. Sto cercando un saggio sui rapporti tra Shostakovic e Stalin, ma anche più in generale tra i compositori di quell'epoca ed il regime. So che ne esistono tanti (ho anche qualche titolo), ma proprio per questo non so bene come orientarmi. La cosa che più mi preme è che sia oggettivo ed inquadri questo rapporto nella maniera più "fotografica" possibile, al di là di prese di posizioni ideologiche da parte di chi scrive.

Grazie a quanti mi risponderanno :)

fatti mandare la tesina di ashaam :D

Link to comment
Share on other sites

  • 2 months later...
Guest Norbe

Perdonate il mio scarso aggiornamento...

Vorrei domandarvi se dopo la morte di Shosta sono stati trovati, tra le sue carte, degli inediti e se sì, se sono stati pubblicati ed eseguiti. Per quanto poco io sappia, mi risulta che la sua ultima pagina edita è la Sonata per viola e pianoforte op.147 del 1975.

Attendo il vostro responso.

Link to comment
Share on other sites

  • 3 months later...
Agli emeriti sciostakoviciani chiedo consigli su una buona integrale quartettistica. A chi affidarsi?

semplicemente ai borodin. Indiscutibilmente la migliore integrale dei quartetti shostakovicciani, non ne sbagliano una :o

Di recente la loro integrale è stata ripubblicata dalla melodya, nuovo cofanetto, nuovo libretto, una gioja per gli occhi. Per altro nella loro integrale ti becchi anche il quintetto op.57 con Richter al pianoforte versione "ho letto la parte due ore prima del concerto" e un'esplosiva esecuzione dei due pezzi per ottetto op.12 in cui i borodin vengono affiancati dal quartetto prokof'ev.

Altre opzioni il quartetto shostakovich per la regis o il quartetto beethoven (non ricordo l'etichetta...).

Assolutamente stare alla larga dal quartetto Emers(tr)on(z), fanno tanto show e poca musica :D

Link to comment
Share on other sites

semplicemente ai borodin. Indiscutibilmente la migliore integrale dei quartetti shostakovicciani, non ne sbagliano una :o

Altre opzioni il quartetto shostakovich per la regis o il quartetto beethoven (non ricordo l'etichetta...).

Assolutamente stare alla larga dal quartetto Emers(tr)on(z), fanno tanto show e poca musica :D

Io non disdegnerei questa:

Rubio Quartet - Brilliant Classics

8978_coverpic.jpg

A mio modestissimo parere una buona interpretazione e gran risparmio di soldi, che di questi tempi non guasta!

Link to comment
Share on other sites

Io non disdegnerei questa:

Rubio Quartet - Brilliant Classics

8978_coverpic.jpg

A mio modestissimo parere una buona interpretazione e gran risparmio di soldi, che di questi tempi non guasta!

che dovrebbe essere la stessa integrale contenuta qui.....

copmjclb7.jpg

e che pertanto rappresenta il miglior compromesso tra qualità e prezzo in circolazione.

Mi unisco a l'Orfeo, certo i Borodin (io ho la versione del 1996, mi pare) hanno un'altra verve, ma la senti prima nel portafoglio. :good:

p.s. beato te Norbe, che magari devi ancora scoprire qualcosa di Shostakovich...

Link to comment
Share on other sites

  • 3 weeks later...
Guest Norbe
p.s. beato te Norbe, che magari devi ancora scoprire qualcosa di Shostakovich...

Ooh ma se è per questo, devo scoprire molto e non solo qualcosa di Dmitrij...

Per esempio mi mancano il fondamentale ''Naso'', mentre le sinfonie le ho sentite praticamente tutte.

Ho delle lagune molto profonde (sì, lagune, anzi golfi) in campo cameristico, soprattutto nell'ambito dei quartetti e della musica per pianoforte solo.

Link to comment
Share on other sites

Guest Norbe

Visto che la stavo proprio ascoltando, mi va di lasciare qualche nota sulla Sinfonia n.9 in mi bemolle maggiore, op.70.

Opera profondamente diversa dalle sinfonie che la precedono; l'iniziale progetto dell'autore prevedeva un grande dispiegamento di solisti, un coro e una grande orchestra, il tutto per celebrare la vittoria sovietica sul Nazismo e la grandezza del popolo russo nell'affrontare l'invasione. Già nel 1943 egli aveva progettato di scrivere tale lavoro e ne aveva parlato con colleghi e studenti. A questi addirittura presentò gli abbozzi di alcuni movimenti che, a detta dei testimoni, davano già l'idea di una composizione maestosa e piena di pathos. Poi la partitura si arenò ed egli stravolse completamente l'opera, trasformandola in una sinfonietta in cui predominano toni sarcastici e grotteschi. L'atmosfera neoclassica richiama alla mente Haydn, Mozart e perchè no, nel rutilante finale, anche Rossini. Questo snello e spensierato lavoro sinfonico tuttavia, se lasciò entusiasti molti ammiratori, fece storcere il naso a quanti si aspettavano dal celebratissimo artista-eroe qualcosa che degnamente eternasse la sconfitta di Hitler e il trionfo della potenza sovietica. La prima della Nona si ebbe il 3 novembre 1945 con l'orchestra filarmonica di Leningrado diretta da Evgenij Mraviinskij. Anche i cronisti occidentali furono delusi dal tono frivolo e ingenuo del pezzo, mentre in patria i critici lo accusarono di essersi preso una vacanza intellettuale indegna di quel momento storico. Nonostante la candidatura al premio Stalin del 1946, la sinfonia non ottenne il riconoscimento e fu ben presto bandita dalle autorità assieme ad altrie pagine dell'autore. La censura cadde nel 1955, quando fu finalmente ripresa e trasmessa.

Link to comment
Share on other sites

una sinfonietta in cui predominano toni sarcastici e grotteschi. Anche i cronisti occidentali furono delusi dal tono frivolo e ingenuo del pezzo

Appunto, toni sarcastici e grotteschi.

Siamo sicuri che non ci sia amara ironia anche qui, un po' come avviene anche con la Settima e quelle apparenti tronfiate che sono i suoi due movimenti estremi?

Link to comment
Share on other sites

Io possiedo il concerto per pianoforte n.1 diretto da Temirkanov con Matsuev al pianoforte. Premesso che il suono degli archi della St. Petersburg Philharmonic Orchestra è stupendo, vorrei sapere se esistono incisioni più valide, oltre a quella suonata dall'autore in persona. Secondo me, infatti, l'esecuzione di Matsuev non è al medesivo livello di quella di Temorkanov, che ci mette davvero l'anima.

Dario

Link to comment
Share on other sites

  • 3 weeks later...
  • 2 months later...
Guest Fede_Rinhos
Da che sinfonia conviene cominciare l'ascolto? Ho un po' presenti solo la prima la quinta e la nona. Vado in ordine cronologico?

(ero convinto fossero 14 le sinfonie, invece sono 15...)

cominciare dalla prima potrebbe essere cosa buona e giusta :o

Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.

×
×
  • Create New...

Important Information

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy