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Dmitri Shostakovich (1906-1975)


Guest Paganini

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11 ore fa, Snorlax dice:

Porco ca**o, possibile che Masur riesca a rendere frustrante tutto quello che tocca? Guarda, vorrei sentire come tira via l'adagio, ma so già cosa mi aspetta. Un direttore che non è altro che la quintessenza della mediocrità. La Warner ha pure pubblicato un boxone, chi sarà mai il masochista che butta via i soldi così??:cat_angry::cat_angry:

La 7 di Masur però è molto riuscita:

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e qualcuno dice anche la 13 (mai ascoltata). Attenti a non sottovalutare Masur. Di Masur apprezzo la capacità di rendere il disegno generale di una composizione, è uno che magari si perde molti dettagli e sfumature, però sa lavorare bene sulla struttura, grazie anche ad una gestione del ritmo quasi sempre efficace (tranne nel caso di cui sopra :cat_lol: ma lì è più che altro una scelta interpretativa). Il problema di Masur è che la sua semplicità, che per me è una qualità, rischia sempre di diventare grossolanità. Quando il suo approccio rustico funziona rivela invece la sua cifra (il suo Liszt più naif che visionario, o il suo primissimo e luminosissimo Mendelssohn - da non confondere col più celebre remake - sono da sempre riferimento). A me quest'approccio "domestico" non dispiace neanche in Mahler e in Strauss. Non uno dei miei direttori preferiti, ma c'è di peggio per quanto mi riguarda. 

edit: ah anche in Prokofiev non era male.

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45 minuti fa, Ives dice:

Hurwitz consiglia la 7 e la 13 con la New York Philharmonic, però...

Ecco mi hai anticipato. Hurwitz coglie esattamente il punto di Masur: non era un direttore alla ricerca di messaggi profondi, suggestioni filosofiche, e non era neanche particolarmente interessato agli aspetti edonistici della musica. L'idea del kappelmeister l'ha un po' pregiudicato, forse perchè ci si aspettava da lui che riuscisse bene in Brahms, Bruckner, Tchaikovsky ecc che invece sono proprio il suo punto debole. Era completamente estraneo alla dimensione dell'abisso o dell'ultraterreno. Peccato abbia diretto poco Stravinsky, forse era troppo intellettuale per lui. 

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4 ore fa, Majaniello dice:

La 7 di Masur però è molto riuscita:

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E' senza dubbio un bel disco, una Leningrado potabillissima, potente e ben eseguita e registrata. Mai sentita la Babi Yar. Probabile, come dice Hurwitz e confermi nella tua nota, che Masur sia da prendere a piccolissime dosi e non nel repertorio-standard, dove sovente faceva disastri. Anche questo da sentire:

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A me l'integrale dei concerti di Prokofiev con Beroff al piano e Masur sul podio non sembra tanto inferiore all'acclamata Ashkenazy-Previn, e ricordo che Masur ha pure diretto una versione orchestrale delle Danze ungheresi a mio avviso più godibile di quella forse un po' troppo intellettuale di Abbado. 

Tornando a bomba, ottima mi sembra la Quinta diretta da Bychkov con la WDR, registrata in video pochi anni dopo l'uscita dell'integrale della stessa orchestra con Barshai - e molto diversa da quella già citata diretta dal fratello Kreizberg:

 

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Certo che qualcosa di buono di Masur c'è, è pure la legge dei grandi numeri 😁 Hurwitz ad esempio consiglia pure la Nona mahleriana sempre con la New York Philharmonic, tra le edizioni poco note da conoscere 😑io mai sentita...

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On 27/2/2024 at 09:29, Majaniello dice:

Ecco mi hai anticipato. Hurwitz coglie esattamente il punto di Masur: non era un direttore alla ricerca di messaggi profondi, suggestioni filosofiche, e non era neanche particolarmente interessato agli aspetti edonistici della musica. L'idea del kappelmeister l'ha un po' pregiudicato, forse perchè ci si aspettava da lui che riuscisse bene in Brahms, Bruckner, Tchaikovsky ecc che invece sono proprio il suo punto debole. Era completamente estraneo alla dimensione dell'abisso o dell'ultraterreno. Peccato abbia diretto poco Stravinsky, forse era troppo intellettuale per lui. 

Secondo me non è neanche da accostare al classico kappellmeister tedesco, perché questo tipo di professionisti portano sempre a casa la pagnotta con decoro. Forse era solo pigro e sovrastimato per qualche motivo che ci sfugge. Masur l'ho sentito molte volte in disco e raramente mi ha convinto o interessato, si caratterizzava quasi sempre per sciatteria o pedanteria, mai un accento originale, mai un imprevisto. Solo una volta mi capitò di sentirlo da vivo con la New York Philharmonic, una diretta radiofonica in cui dirigeva le BACH-Variationen di Dessau: assolutamente perfetto! Neanche sembrava lui! Forse il pezzo lo aveva smosso dal solito torpore interpretativo, oppure si era lasciato trascinare dall'orchestra, chi lo sa...

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On 23/2/2024 at 13:05, Majaniello dice:

Rimane la 12, che anche nell'ottima edizione con l'orchestra di Lipsia che suggerivi tempo fa rimane davvero povera di idee. C'è questa su cui ho molta curiosità, non foss'altro che è l'unico Shostakovich di Pretre (che scelta strana); chi meglio di Pretre per fare un po' di casino?:

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Mah, on line ho sentito l'Ouverture Festiva e non è niente di particolare. Diretta da un buon professionista, ma nulla di più. I maestri russi fanno di meglio.

Stokowski nella 11a è soporifero.

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21 minuti fa, Madiel dice:

Secondo me non è neanche da accostare al classico kappellmeister tedesco, perché questo tipo di professionisti portano sempre a casa la pagnotta con decoro. Forse era solo pigro e sovrastimato per qualche motivo che ci sfugge

Masur sovrastimato forse nei Paesi di lingua tedesca e in parte in quelli anglosassoni, in Italia certamente no. Oggi poi non dico che è quasi dimenticato, ma insomma... da parte delle case discografiche nessun cofanetto celebrativo, nessuna commemorazione, niente. Ce ne sono e ce ne sono stati di peggiori ben più sovraesposti

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3 minuti fa, Florestan dice:

Masur sovrastimato forse nei Paesi di lingua tedesca e in parte in quelli anglosassoni, in Italia certamente no. Oggi poi non dico che è quasi dimenticato, ma insomma... nessun cofanetto celebrativo, nessuna commemorazione, niente. Ce ne sono e ce ne sono stati di peggiori ben più sovraesposti

Senz'altro, ma ha lasciato decine e decine di inutili incisioni. Prima o poi usciranno fuori e ci perseguiteranno :cat_lol:

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20 minuti fa, Madiel dice:

Secondo me non è neanche da accostare al classico kappellmeister tedesco, perché questo tipo di professionisti portano sempre a casa la pagnotta con decoro. Forse era solo pigro e sovrastimato per qualche motivo che ci sfugge. Masur l'ho sentito molte volte in disco e raramente mi ha convinto o interessato, si caratterizzava quasi sempre per sciatteria o pedanteria, mai un accento originale, mai un imprevisto. Solo una volta mi capitò di sentirlo da vivo con la New York Philharmonic, una diretta radiofonica in cui dirigeva le BACH-Variationen di Dessau: assolutamente perfetto! Neanche sembrava lui! Forse il pezzo lo aveva smosso dal solito torpore interpretativo, oppure si era lasciato trascinare dall'orchestra, chi lo sa...

E' un fatto però che l'hanno nominato kappellmeister, e così è stato sempre ricordato. Il discorso del repertorio come al solito schiaccia le possibilità degli interpreti. Masur non era tagliato per Beethoven, Bruckner ecc. e cosa fanno? gli danno in mano una delle più grandi orchestre tedesche (torniamo alla politica). Con i newyorkers funzionava già meglio. Secondo me aveva delle qualità mal impiegate, perchè nella musica incasinata e muscolare funzionava bene. Non ho trovato Dessau, ma qui è alle prese con Matthus:

https://www.youtube.com/watch?v=NnTISTMekGU&ab_channel=LundiMusic

E scommetto che in Henze non l'hai mai sentito :cat_lol:

45 minuti fa, Madiel dice:

Mah, on line ho sentito l'Ouverture Festiva e non è niente di particolare. Diretta da un buon professionista, ma nulla di più. I maestri russi fanno di meglio.

I maestri russi sono più fedeli allo spirito dell'opera... ma io cercavo proprio una via d'accesso diversa che non fosse il cupo affresco storico coi fraseggi tesi e i suoni ruvidi, cercavo uno che "la menasse in burletta" per fare una vecchia citazione, devo dire molto efficace :D In assenza di Bernstein Pretre è stato funzionale, io lo trovo anche un direttore comunicativo. Non che la sinfonia ora mi piaccia o abbia voglia di riascoltarla, diciamo che almeno l'ho capita da un punto di vista musicale e non mi sembra così merda come prima. Peraltro sono d'accordo con Hurwitz che il programma nella 12 torna pochissimo, sembra solo un espediente da dare in pasto al partito, al contrario della 11 che invece mi suona come un vero racconto sinfonico. 

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13 minuti fa, Majaniello dice:

 Non ho trovato Dessau, ma qui è alle prese con Matthus:

https://www.youtube.com/watch?v=NnTISTMekGU&ab_channel=LundiMusic

E scommetto che in Henze non l'hai mai sentito :cat_lol:

No, in effetti, però ha diretto molta musica contemporanea e sono certo salteranno fuori delle rarità dagli archivi. Magari è veramente bravo solo in questo repertorio, chi lo sa.... :D 

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Questi però sono live post-mortem in un repertorio specializzatissimo, non la discografia autorizzata ed ufficiale. Magari dal vivo era bravo in certo repertorio, chissà, e in sala d'incisione faceva cilecca o non era capace di gestire il mezzo (mi viene in mente Rattle, per dire)...noto che anche con gli storici lipsiensi, il suono è sempre opaco e fiacco e l'orchestra tecnicamente zoppicante rispetto a quando era diretta da altre bacchette, molto meglio a New York, senza dubbio. Comunque, beccatevi 30 minuti di Masur 😁c'è pure Shosta...su 70 CD qualcosa di buono c'è: Prokofiev (concerti), Liszt (poemi sinfonici e lavori orchestrali con Beroff), Sibelius (poemi e concerto), Mendelssohn in genere, la Leningrado e Babi Yar già citate, buono il Manfred di Tchaikovsky, decente il War Requiem, mentre la Prima e la Nona di Mahler sono da sentire, quest'ultima la sua interpretazione più complessa e riuscita, dice lui...

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10 ore fa, Ives dice:

Questi però sono live post-mortem in un repertorio specializzatissimo, non la discografia autorizzata ed ufficiale. Magari dal vivo era bravo in certo repertorio, chissà, e in sala d'incisione faceva cilecca o non era capace di gestire il mezzo (mi viene in mente Rattle, per dire)...noto che anche con gli storici lipsiensi, il suono è sempre opaco e fiacco e l'orchestra tecnicamente zoppicante rispetto a quando era diretta da altre bacchette, molto meglio a New York, senza dubbio. Comunque, beccatevi 30 minuti di Masur 😁c'è pure Shosta...su 70 CD qualcosa di buono c'è: Prokofiev (concerti), Liszt (poemi sinfonici e lavori orchestrali con Beroff), Sibelius (poemi e concerto), Mendelssohn in genere, la Leningrado e Babi Yar già citate, buono il Manfred di Tchaikovsky, decente il War Requiem, mentre la Prima e la Nona di Mahler sono da sentire, quest'ultima la sua interpretazione più complessa e riuscita, dice lui...

Non conoscevo questo box. Forse 70 cd sono esagerati, il meglio Masur lo ha dato nelle esecuzioni che abbiamo già citato.

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  • 2 weeks later...
On 9/3/2024 at 06:01, maxnalesso dice:

Intanto ringrazio vivamente chi mi ha consigliato l'edizione diretta da Kitajenko: ho ascoltato un terzo e quarto tempo tra i più belli di sempre della stupenda Quinta Sinfonia ... 😍

Grazie davvero!

Max

5dl.gif

Recentemente ho riscoltato questa, altra recensione storica che ha molto da dire, mi pare che @Ives l'avesse citata:

Shostakovich-Ancerl-LP-Vinile-Symphony-N

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  • 2 weeks later...

Sto ascoltando e riascoltando tutte le integrali sinfoniche più o meno recenti. Per adesso confermo che, a non voler considerare gli storici Kondrashin, Rozhdestvenskij e Mravinskij, quelli che hanno qualcosa in più degli altri mi sembrano ancora Barshai, Vasilij Petrenko e Michael Sanderling. Molto bene anche Wigglesworth (piuttosto lento, ma mai noioso) e un gradino sotto, ma sul versante interpretativo opposto (molto rapido), Caetani. Haitink, Ashkenazy, Nelsons, Jansons e Neeme Jarvi (parte con la Scottish National Orchestra per Chandos, parte per la DG con la Sinfonica di Goteborg) un po' discontinui: a interpretazioni eccellenti ne alternano altre meno convincenti, ma tutti loro hanno a disposizione orchestre eccezionali.

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