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Guest Paganini

Dmitri Shostakovich (1906-1975)

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Sono rimasto impressionato dall'ascolto del primo movimento della Sesta di Shostakovich diretta da L. Bernstein: sono circa 22 minuti! Il tempo è quasi dilatato (un po' mi ricorda le sue esecuzioni di Mahler) all'interno di certi momenti del pezzo, quasi stratificato esaltando l'esecizione del singolo strumento protagonista. 

Sono andato a rivedere la durata di questo movimento di altri interpreti dei cd che possiedo:

kondrashin, 13' 29'' (!)

Jansons, 15' 20"

Rozhdestvensky, 18' circa

Slovak, 19' 28''

e quindi Bernstein, 22'    

Che ne pensate? Quanta libertà si è preso Bernstein nell'infondere questo tempo così "lento"? 

(avreste altri esempi interessanti da proporre?)

Paradossalmente proprio questa insolita esecuzione mi ha suscitato maggiore interesse a riascoltarla con più attenzione e apprezzarne gli strani giochi sonori misteriosamente intessuti lungo tutto il pezzo.

 

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Salve, a tale proposito segnalo che in edicola da mesi sta uscendo la raccolta delle bellissime lezioni di Bernstein sulla musica classica.

Uno degli ultimi numeri di tale raccolta è interamente dedicato a Shostakovic.

Io non so se qualcuno possiede questa raccolta, mi ricordo che anni fa seguii le lezioni di Bernstein in tv, erano splendide.

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Qualcuno lo ha già letto? Edito il 6 settembre 2016.

"La mattina del 29 gennaio 1936 la terza pagina della "Pravda" commentava la recente esecuzione al Bol'soj della "Lady Macbeth del distretto di Mcensk" di Dmitrij Sostakovic titolando "Caos anziche musica" e accusando l'opera di accarezzare "il gusto morboso del pubblico borghese con una musica inquieta e nevrastenica". Non si trattava solo della recensione negativa capace di rovinare la giornata di un artista. Neppure della stroncatura in grado di distruggergli la carriera. Nell'Età del terrore del compagno Stalin un editoriale del genere, e il conseguente stigma di nemico del popolo, poteva interrompere la vita stessa. E dunque puntuale, per il celebre Sostakovic, giunge il primo di una serie di colloqui con il Potere. È una trappola senza vie d'uscita, quella che gli si tende - piegarsi alla delazione o soccombere -, e Sostakovic si dispone all'attesa dell'ineluttabile. Al calar della notte, per dieci notti consecutive, esce dall'appartamento che divide con la moglie Nita e la figlioletta Galja e si sistema accanto all'ascensore che presumibilmente portera i suoi aguzzini, meditando fino all'alba sul suo destino e quello del suo tempo. Ma le vie dei regimi sono imperscrutabili, l'interrogatore può facilmente trasformarsi in interrogato e il reprobo salvarsi, addirittura essere "perdonato".

 

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Scusate, ma l'opera 134 non è per soli violino e piano? O Schostakovich scrisse una trascrizione pure per l'orchestra? 

(preferisco la versione da camera per soli strumenti)

 

 

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1 ora fa, Neurom dice:

Scusate, ma l'opera 134 non è per soli violino e piano? O Schostakovich scrisse una trascrizione pure per l'orchestra? 

(preferisco la versione da camera per soli strumenti)

Credo che l'origine di questa versione sia questo CD qui:

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https://www.prestomusic.com/classical/products/7949898--shostakovich-violin-sonata-op-134-etc#reviews

("You'd have to be a die-hard purist not to appreciate the virtues of these two fascinating transcriptions.")

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41 minuti fa, kraus dice:

Credo che l'origine di questa versione sia questo CD qui:

28947761969.jpg?1464797062

https://www.prestomusic.com/classical/products/7949898--shostakovich-violin-sonata-op-134-etc#reviews

("You'd have to be a die-hard purist not to appreciate the virtues of these two fascinating transcriptions.")

Uh addirittura pure per la sonata per viola e piano...

comunque sono sempre prudentemente curioso latu sensu di queste "sperimentazioni".

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