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Dmitri Shostakovich (1906-1975)


Guest Paganini

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Guest Paganini

Seguo la Ludwig-mania e apro il mio topic su l'opera di Shosta. Appunti e precisazioni sono bene accetti. :thumbsup_still:

Sinfonia No.4 in Do minore, op. 43 (1936)

1. Allegretto poco moderato

2. Moderato con moto

3. Largo

Tra la terza e la successiva sinfonia Shostakovich si prese una pausa dal genere sinfonico di ben sette anni (durante i quali si dedicò alla composizione dell'opera Lady Macbeth di Mtzensk). Questa è la prima sinfonia composto dopo la proclamazione del "realismo socialista" dovuta a Gorki (1934). Composta tra la primavera del 1935 e il 20 Maggio 1936. La prima esecuzione programmata per il Novembre dello stesso anno e preparata dall' Orchestra Sinfonica Filarmonica di Leningrado sotto la direzione di F. Shtidri, fu annullata dallo stesso Shostakovich in seguito alle proteste di un sindacalista dell'orchestra che si era rifiutato di continuare le prove. Il ritiro della sinfonia fu l'effetto delle infondate condanne alla "Katerina Izmailova" e al balletto "The Light Creek" nei noti articoli del Pravda intitolato "Confusione invece che musica" e "Una delusione di balletto". Rimasta nell'oblio per ben 25 anni la sinfonia fu eseguita per la prima volta davanti ad un pubblico il 30 Dicembre del 1961 eseguita dall'Orchestra Sinfonica Filarmonica Accademica di Mosca sotto la direzione di Kirill Kondrashin ( :wub::wub: ). Il concerto ebbe uno strepitoso successo. Dopo la sensazionale prima Shostakovich disse al suo amico I. Glickman "Mi sembra che la Quarta sia sotto diversi aspetti molto più solida delle mie sinfonie tarde".

Shostakovich sentì molto l'impegno civile e decise di dare in questa sua sinfonia una propria interpretazione del "realismo socialista" realizzando una delle sue composizioni sinfoniche più dialettiche e idealmente sentite. L'impianto dell'opera è fortemente mahleriano ( basti sentire il linguaggio tumultuoso e traboccante di idee timbriche e melodiche) anche se a volte richiama certo sinfonismo del connazionale Prokofiev (2 e 3).

Il primo movimento (Allegretto poco moderato) si presenta come un estremamente denso groviglio di eventi antitetici, disarmonia della vita umana in un mondo dominato dal male e dalla paura. Pieno di ironia musicale, sarcasmo, aspirazioni eroiche e immagini tragiche, contrasti illogici e polifonia espressiva. La qualità frammentata della drammaturgia e della forma nel primo movimento intensifica ancor di più il senso di collisione e contrasto. Il secondo movimento (Moderato) si presenta come intermezzo lirico, una pausa dagli intensi conflitti del primo movimento. Due entità tematiche si alternao l'una con l'altra - un vivace tema di danza è seguito da quello di un malinconico walzer. La coda del secondo movimento è uno degli episodi più espressivi di tutta l'eredità musicale di Shostakovich, descrive l'infinito al quale l'esausta anima umana aspira. Successivamente il compositore utilizzerà il materiale di questa coda nella sua 15esima sinfonia. Il grandioso finale ancora una volta ci riporta a nuovi contrasti e alle immagine di conflitti del primo movimento. Bisogna notare come la mancanza di un movimento lento nel ciclo sinfonico del lavoro è sostituita dall'introduzione del finale, una marcia funebre segnata come Largo. Particolarmente nella Quarta sinfonia la marcia funebre è seguita da un grandioso sviluppo e diventa "l'inizio della fine". La seconda sezione del Finale (Allegro) ricorda un atmosfera carnevalesca con enunciazioni di polka, waltz, marcia che non mancano di una velatura di triste ironia. La splendente Coda del Finale è un apoteosi di "tutti gli inizi" della sinfonia. Un vortice tragico a cui la lunga e triste canilena finale può solo porre fine senza però dare risposta.

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Guest Fede_Rinhos

Dmitri Sostakovic

Sinfonia n. 9 op.40

di F. Pulcini

"Mentre la guerra volgeva al termine, Sostakovic era tornato nella sua città, dove aveva suonato con Shirinskij e Cyganov, il Trio dedicato a Sollerinskij. Fu una serata di grande commozione.

Mentre scrive per la piccola Galja il "Quaderno Infantile" op.69, Sostakovic sta pensando come concludere in bellezza la triade delle sinfonie belliche: se la n.7 era stata una cronaca della guerra e la n.8 un canto funebre con un barlume di speranza, la n.9 doveva essere l'inno trionfale della vittoria sui nazisti. Pensa infatti di scrivere una "Sinfonia della Vittoria" con coro finale, e ne abbozza il primo movimento. Poi, come al solito, comincia a cambiare idea. Scrive le musiche per il film "Gente semplice" di Kozincev e Trauberg, e due canti per voce e piano op.72.

Il 9 Maggio 1945 partecipa ai festeggiamenti sulla Piazza Rossa per la vittoria e si pone - presumiamo - una domanda: è il caso di celebrare pomposamente, con un chiassoso affresco eroico, il trionfo di Stalin, al culmine di quello che verrà chiamato eufemisticamente "culto della personalità"? Perché accontentare quelli che si aspettavano la versione bolscevica della "nona" di Beethoven? Ci pensavano già tanti altri compositori: fanfare, campane, imponenti compagini di percussioni e marce accompagnavano i festeggiamenti in giubilanti cantate, sinfonie e ouvertures.

Così, nell'estate, tra Mosca e Ivanovo, lavoro alla "sua" "Nona Sinfonia op.70" portandola a termine in poco più di un mese: niente coro e nessun pericolo d'immodesti confronti con la "nona" per antonomasia.

"La mia Nona sinfonia differisce nella sostanza dalle precedenti. Mentre la Settima e l'Ottava sono eroico-tragiche, un clima luminoso e solare prevale nella Nona" dichiara il musicista al "Sovetskoe Iskusstvo" del 7 Settembre 1945. La versione per due pianoforti, approntata dal musicista, viene eseguita dalla Filarmonica di Mosca il 4 Settembre del 45 per i musicisti della capitale. Sempre in versione per due pianoforti la Nona viene presentata al Comitato delle arti del Consiglio dei Commissari del popolo dell'URSS il 10 Settembre 1945. La prima esecuzione con l'orchestra ha avuto luogo il 3 Novembre 1945 alla Filarmonica di Leningrado sotto la direzione di Mravinskij. [...]

La sinfonia è ancora in cinque movimenti (di cui i tre conclusivi collegati) come la precedente, ma molto contenuta nella lunghezza ed equilibrata nelle sonorità orchestrali. In quest'opera briosa e accattivante si può rilevare un avvicinamento maggiore alla piacevolezza della "Sinfonia Classica" di Prokof'ev, rispetto agli esiti della "Prima", ove era più forte l'influenza russa che quella viennese. Parecchi sono gli elementi haydniani, a cominciare dal ritornello previsto nel primo tempo. Gli sviluppio tuttavia sono ben più vasti di quanto ci si poteva attendere da un'amabile caricatura di una sinfonia settecentesca. Le scansioni del tamburo militare e altri particolari della strumentazione rendono la Nona una sinfonia inequivocabilmente sostakoviciana.

Aspetti formalistici fanno capolino nel Moderato seguente, che prende ilposto del solito scherzo: ulteriore analogia col modello classico. Qui l'alternanza di tempi binari e ternari rende zoppo l'andamento di una melodia di cantabilità tradizionale. Lo stesso gioco, adattato a un lessico provocatoriamente diatonico, sortirà esiti originali anche nel finale. Lo scatenamento ritmico del Presto è alquanto diverso nell'espressione rispetto al corrispettivo terzo tempo dell'Ottava, con la quale ha in comune un clamoroso e audace motivo della tromba solista.

L'energia ritmica di questo Scherzo viene attenuata in un Largo in forma di recitativo strumentale che attacca direttamente e un po' brutalemente, come "Le Catacombe" dopo "il mercato di Limoges" nei Quadri di Musorgskij. In realtà si tratta di una pagina che ha numerosi precedenti classici, soprattutto nelle sonate per pianoforte di Beethoven o nel secondo tempo del suo "Quarto Concerto". L'allegretto conclusivo (come nei tratti melodici del primo tempo) fa pensare più a Rossini che ha a Haydn, per la galleria di buffe figure musicali che vi si ritrovano. Il tema proviene da una polka scritta per il film "La giovinezza di Maksin".

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Guest Fede_Rinhos
mi raccomando, non mettete pezzi ampi o molto ampi di volumi a stampa o di altro materiale coperto da copyright SIAE.

Altrimenti: :girl_hospital:

abbiamo capito <_< che pedante.....

:P

cmq il mio era un pezzo tratto da un programmadi un concerto, quindi penso proprio non coperto da SIAE.

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abbiamo capito <_< che pedante.....

:P

cmq il mio era un pezzo tratto da un programmadi un concerto, quindi penso proprio non coperto da SIAE.

credo proprio provenga dall'unico libro in italiano su Shostakovich, cioè quello di Franco Pulcini pubblicato come sempre da EDT, che lessi anni fa.

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Una guida all’ascolto della Quinta Sinfonia (1937) :

Organico strumentale : ottavino, 2 flauti, 2 oboi, clarinetto in mi bemolle, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, triangolo, tamburo, grancassa, piatti, tam-tam, glockenspiel, xilofono, celesta, 2 arpe, piano, archi (violini, viole, celli e contrabbassi).

Nota : Queste liste dell’orchestrazione richiesta danno solo il numero totale degli strumenti richiesti e NON il numero degli esecutori. Nella sezione dei fiati è ad esempio uso comune per gli esecutori il raddoppio all’interno di una famiglia. In altre parole, i flautisti suonano anche l’ottavino, i clarinettisti anche il clarinetto in mi bemolle o clarinetto basso, così come fagotti e controfagotti.

Le discussioni sulla Quinta Sinfonia tendono spesso e troppo volentieri a focalizzare l’attenzione sul fatto che il finale rappresenti o meno una genuina happy-end, per finire col perdere di vista fatti molto più sostanziali. Ciò che un pezzo di musica significa infatti non è determinato esclusivamente dalle ultime note sentite ma piuttosto dall’intero ventaglio di emozioni espresse, dalla loro durata ed intensità. Che poi è esattamente quello che Shostakovich voleva esprimere con le parole :

“Al centro di quella sinfonia ho messo l’uomo con tutte le sue sofferenze e il finale risolve questi passaggi tragicamente tesi della prima parte su un piano ottimistico e gioioso”.

La seconda parte di questa affermazione puo’ essere controversa, ma la prima certamente non lo è.

In altre parole, la musica incorpora l’interezza della personalità umana e questo vale per ognuno dei grandi lavori orchestrali di Shostakovich, benchè differente possa essere il mix di emozioni espresse.

C’è una grandissima varietà emozionale in questa sinfonia : trionfo, disperazione, violenza, tranquillità, innocenza, mistero, volgarità e umorismo.

La sua grandezza è appunto funzione di questa completezza.

Oltre a ciò, forse la cosa più interessante riguardo al finale è osservare quanto logicamente e organicamente questo si sviluppi da quanto abbiamo ascoltato immediatamente prima.

Questo è il motivo per cui nel descrivere il lavoro è importante andare al di là di una visione soggettiva delle emozioni che la musica suscita e dare invece la dovuta considerazione a questioni di coerenza formale, di come ciascuna parte svolga il suo ruolo nello schema di contrasti complessivo e contribuisca alla varietà e al bilanciamento delle emozioni che la sinfonia esprime.

Primo Movimento : Moderato

Come molti dei primi movimenti di Shostakovich questo è in forma sonata, ma una versione di essa davvero personale. Ciò che conta capire è se le forme che un compositore utilizza sono funzionali o meno ad esprimere ciò che la musica intende comunicare.

La forma sonata in sintesi estrema è composta di 3 parti : una esposizione che presenta il materiale tematico principale, uno sviluppo che manipola questo materiale, e una ripresa/coda che riafferma la musica dell’esposizione, spesso in forma considerevolmente alterata, in modo da arrivare ad una conclusione soddisfacente.

Esposizione

Molti dei lavori principali di Shostakovich, incluse le Sinfonie N° 6,8,10 e 14, così come entrambi i Concerti per violino e il Secondo Concerto per Violoncello, iniziano con una lenta, triste elegia per archi. La musica che apre questa sinfonia ne costituisce il primo esempio.

Celli e bassi, seguiti dai violini, incominciano in canone stretto (significa che una parte si sovrappone all’altra, suonando la stessa musica a una distanza fissa). E come la maggior parte degli esempi appena elencati, la forma di questa trenodia iniziale è circolare, cioè il gesto iniziale ritorna dopo varie idee contrastanti o brevi episodi.

Usando lettere per rappresentare ogni sezione, l’intero paragrafo iniziale (o primo soggetto) della Quinta Sinfonia ha la forma ABACADA, con ogni ricorrenza di A variata in modo sottile. Ecco una breve descrizione di ciascuna sezione:

A Prestate particolare attenzione alle prime due note ascendenti, al ritmo seghettato, alla caduta morente immediatamente successiva con cui questo motivo di apertura si conclude, ossia una figura a catena di 3 note.

B (a 0:28) : Questo è il vero tema principale del primo soggetto, una frase discendente dei violini su un accompagnamento degli archi che consiste delle prime due note di A. La melodia contiene più di una volta le figurazioni di 3 note.

A (a 1:02) : una strisciante variazione su oboi e pizzicato di celli e bassi.

C (a 1:28) : I primi violini continuano la loro melodia liberamente, la onnipresente figura di 3 note contrassegna questa idea come una continuazione di B. I flauti si associano solo sui punti più alti della melodia, e la frase dell’oboe a 2:37 diverrà sempre più importante con il progredire della sinfonia.

A (a 2:49) : I violini hanno la melodia su un accompagnamento avviluppato nei celli e oboi, mentre i corni portano avanti la cadenza morente.

D (a 3:15) : I corni, uniti ai violini, ritornano alla melodia B che continua ad evolversi e la passano alle trombe in un climax brillante ma dissonante. Ricordate queste note ripetute a pugnalata. Esse costituiscono uno dei principali motivi dell’intera sinfonia e figurano in molte sembianze.

A (a 3:43) : In canone ancora una volta tra violini e viole più celli, il motivo iniziale appare un’ultima volta, seguito ancora un volta dalla caduta dei corni.

Una precisazione importante : notate la mancanza di ottoni bassi e percussioni. Shostakovich ha la reputazione di essere un compositore pesante, dai suoni tetri ed eccessivamente rumoroso, ma le sue partiture sono estremamente trasparenti e c’è ben poco di superfluo, inoltre tiene sempre qualche strumento di riserva per un ingresso successivo di maggior effetto.

Finora, in parecchi minuti iniziali della sinfonia egli ha usato solo 2 flauti, 2 oboi, 3 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, e archi. Niente di più.

La maggior parte delle esposizioni di forma sonata hanno due soggetti principali, ma tenete a mente che non c’è limite a come molti temi, motivi o idee costituiscano un soggetto. Questi soggetti sono separati uno dall’altro nella maggior parte dei casi da cambi di tonalità, tessitura, ritmo e volume.

Per tutta questa sua abbondanza di materiale non vi è alcun dubbio che l’intero complesso musicale appena descritto costituisce una singola idea.

Il secondo soggetto dimostra di essere anche più scarsamente strumentato del primo, benchè esso introduca le arpe, l’ottavino e il controfagotto, tutti usati con grande contenimento. Esso pure ha la sua forma interna, EFE :

E (a 4:01) : Sopra un ritmo degli archi pulsante e delicati accordi tipici della scrittura di Shostakovich per l’arpa, i violini cantano una soave melodia che, incredibile a dirsi, si dimostra essere niente meno che il motivo scattante di apertura (A) in valori lunghi, con il ritmo parificato.

Così non solamente questo movimento è in forma sonata, esso è in quella che è chiamata forma sonata monotematica, che significa che tutte le sue idee importanti derivano dal suo primo gruppo tematico. Famosi esempi precedenti includono la sinfonia N°88 di Haydn e la Settima Sinfonia di Beethoven.

F (a 5:00) : Questa sezione contiene una serie di motivi, il più importante dei quali è una diversa ripresa di quelle figure di tre note dal tema di apertura. A 6:15 la musica sembra voler tornare da capo alle sezioni B o C del primo soggetto, invece ritorna il tema precedente (E), questa volta un po’ più scuro, alle viole, e si dissolve in più motivi di 3 note, ora dichiaratamente minacciosi …

fine 1° puntata :D

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Guest Fede_Rinhos
credo proprio provenga dall'unico libro in italiano su Shostakovich, cioè quello di Franco Pulcini pubblicato come sempre da EDT, che lessi anni fa.

ops, perdono non lo sapevo. Spero di non aver riportato troppa roba.

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io mi sono innamorato del primo trio :wub:

qualcuno lo conosce? è strano xkè è composto da un solo tempo, ma è megnifico :wub:

L'ho postato proprio questa notte nella sezione ascolti, accompagnato da una microanalisi. Hai ragione, sono in pochi a conoscerlo. In compenso piace sia a me che a LudwigII.

Credo sia in un solo movimento non per scelta dell'autore, ma perché incompiuto.

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L'ho postato proprio questa notte nella sezione ascolti, accompagnato da una microanalisi. Hai ragione, sono in pochi a conoscerlo. In compenso piace sia a me che a LudwigII.

Credo sia in un solo movimento non per scelta dell'autore, ma perché incompiuto.

ah è incompiuto? mi mancava qst...

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Guest Paganini

Sinfonia N. 6 in Si minore, op. 54

1. Largo

2. Allegro

3. Presto

Organico: 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, clarinetto piccolo, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, bassotuba, timpani, percussioni, arpa, celesta, archi

Prima esecuzione: 5 novembre 1939

Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Evgenij Mravinsky

Shostakovich considerò sempre la sinfonia come strumento privilegiato al quale affidare i propri sentimenti di uomo ed artista. La concepì sempre come diario, luogo dove raccontare e raccontarsi. Solo oggi a distanza di anni si può operare un analisi precisa e distaccata dell'opus sinfonico del russo, sgombrando la mente da quegli "ardori militanti" che per lungo tempo hanno indotto gli osservatori a non filtrare i suoi lavori dal problema del rapporto tra la sua musica e il potere politico quasi questa fosse l'unica tematica di fondo della sua produzione.

Tra tutte le sinfonie di Shostakovich la Sesta è senza dubbio una delle meno conosciute. Il progetto originario prevedeva di dare un seguito al carattere eroico della Quinta con un grande affresco sinfonico-corale in memoria di Lenin su testi di Majakosvkij. Ciò che ne venne fuori è una delle sue pagine più inconsuete ed enigmatiche. Cosa può essere accaduto per aver provocato un così radicale cambiamento di toni ed intenti? Due anni prima (1937) Shostakovich aveva festeggiato l'approdo alla prestigiosa cattedra di composizione presso il Conservatorio di Leningrado con il trionfo della Quinta: durante la composizione della Sesta invece si ritrovò nel pieno delle purghe staliniane. Opera acefala, composta solo da tre movimenti (priva dell'Allegro iniziale) tra l'altro non perfettamente equilibrati tra loro (la durata del primo sovverchia decisamente quella dei restanti due movimenti). Il carattere funereo del primo tempo sembra non avere alcun legame con quello grottesco, scanzonato e persino irriverente dei successivi Allegro e Finale. La spiegazione a mio avviso più correta la da Franco Pulcini "il buio pesto del [primo] movimento finisce per illuminare gli altri due della giusta luce: non l'allegra bonarietà degli sciocchi, ma l'euforia schizofrenica dei depressi":

1. Largo

-Di ispirazione mahleriana (a differenza di altri sinfonie dove l'influsso del compositore boemo si percepisce soprattutto nello Scherzo).

-sonorità tese e taglienti che racchiudono un commovente canto monotematico

-a staccare da questa estenuante oppressione subentra un episodio cadenzale del flauto nella parte centrale

2. Allegro

-privo della sezione centrale

-tono caustico

-andamento pieno di sincopi (accenti irregolari) e di violenti cambiamenti di ritmo

3. Presto

-costruito sllo schema del rondò con ritornelli, il cui tema principale sembra profilarsi con una parodia del Rossini buffo, ritmi vertiginosi e crescendo

-gli episodi tra i ritornelli sono di natura contrappuntistica, grande spazio affidato alla famiglia dei legni

-la cosa conclusiva contiene una parossistica citazione del tema messicano della Cucaracha

Nonostante il battesimo tenuto dal grande Mravinsky la Sesta non fu accolta con favore alla prima. Il pubblico che si era esaltato per la Quinta si dimostrò tiepido e la critica non mancò di accusare Shosta del solito "formalismo" e di assenza di idee. Presentando la propria sinfonia il compositore la definì "musica contempletiva e lirica, attraverso la quale [intendevo] personificare stati d'animo legati alla primavera, alla gioia ed alla giovinezza". Sulla scorta delle testimonianze affidate a Solomon Solkov è impossibile non interpretare queste parole come una maschera usata dal musicista per nascondere il proprio stato d'animo, nell'impossibilità di dichiarare quale fosse il vero bersaglio del sarcasmo del movimento conclusivo.

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Guest Paganini
Una guida all’ascolto della Quinta Sinfonia (1937) :

Organico strumentale : ottavino, 2 flauti, 2 oboi, clarinetto in mi bemolle, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, triangolo, tamburo, grancassa, piatti, tam-tam, glockenspiel, xilofono, celesta, 2 arpe, piano, archi (violini, viole, celli e contrabbassi).

Nota : Queste liste dell’orchestrazione richiesta danno solo il numero totale degli strumenti richiesti e NON il numero degli esecutori. Nella sezione dei fiati è ad esempio uso comune per gli esecutori il raddoppio all’interno di una famiglia. In altre parole, i flautisti suonano anche l’ottavino, i clarinettisti anche il clarinetto in mi bemolle o clarinetto basso, così come fagotti e controfagotti.

Le discussioni sulla Quinta Sinfonia tendono spesso e troppo volentieri a focalizzare l’attenzione sul fatto che il finale rappresenti o meno una genuina happy-end, per finire col perdere di vista fatti molto più sostanziali. Ciò che un pezzo di musica significa infatti non è determinato esclusivamente dalle ultime note sentite ma piuttosto dall’intero ventaglio di emozioni espresse, dalla loro durata ed intensità. Che poi è esattamente quello che Shostakovich voleva esprimere con le parole :

“Al centro di quella sinfonia ho messo l’uomo con tutte le sue sofferenze e il finale risolve questi passaggi tragicamente tesi della prima parte su un piano ottimistico e gioioso”.

La seconda parte di questa affermazione puo’ essere controversa, ma la prima certamente non lo è.

In altre parole, la musica incorpora l’interezza della personalità umana e questo vale per ognuno dei grandi lavori orchestrali di Shostakovich, benchè differente possa essere il mix di emozioni espresse.

C’è una grandissima varietà emozionale in questa sinfonia : trionfo, disperazione, violenza, tranquillità, innocenza, mistero, volgarità e umorismo.

La sua grandezza è appunto funzione di questa completezza.

Oltre a ciò, forse la cosa più interessante riguardo al finale è osservare quanto logicamente e organicamente questo si sviluppi da quanto abbiamo ascoltato immediatamente prima.

Questo è il motivo per cui nel descrivere il lavoro è importante andare al di là di una visione soggettiva delle emozioni che la musica suscita e dare invece la dovuta considerazione a questioni di coerenza formale, di come ciascuna parte svolga il suo ruolo nello schema di contrasti complessivo e contribuisca alla varietà e al bilanciamento delle emozioni che la sinfonia esprime.

Primo Movimento : Moderato

Come molti dei primi movimenti di Shostakovich questo è in forma sonata, ma una versione di essa davvero personale. Ciò che conta capire è se le forme che un compositore utilizza sono funzionali o meno ad esprimere ciò che la musica intende comunicare.

La forma sonata in sintesi estrema è composta di 3 parti : una esposizione che presenta il materiale tematico principale, uno sviluppo che manipola questo materiale, e una ripresa/coda che riafferma la musica dell’esposizione, spesso in forma considerevolmente alterata, in modo da arrivare ad una conclusione soddisfacente.

Esposizione

Molti dei lavori principali di Shostakovich, incluse le Sinfonie N° 6,8,10 e 14, così come entrambi i Concerti per violino e il Secondo Concerto per Violoncello, iniziano con una lenta, triste elegia per archi. La musica che apre questa sinfonia ne costituisce il primo esempio.

Celli e bassi, seguiti dai violini, incominciano in canone stretto (significa che una parte si sovrappone all’altra, suonando la stessa musica a una distanza fissa). E come la maggior parte degli esempi appena elencati, la forma di questa trenodia iniziale è circolare, cioè il gesto iniziale ritorna dopo varie idee contrastanti o brevi episodi.

Usando lettere per rappresentare ogni sezione, l’intero paragrafo iniziale (o primo soggetto) della Quinta Sinfonia ha la forma ABACADA, con ogni ricorrenza di A variata in modo sottile. Ecco una breve descrizione di ciascuna sezione:

A Prestate particolare attenzione alle prime due note ascendenti, al ritmo seghettato, alla caduta morente immediatamente successiva con cui questo motivo di apertura si conclude, ossia una figura a catena di 3 note.

B (a 0:28) : Questo è il vero tema principale del primo soggetto, una frase discendente dei violini su un accompagnamento degli archi che consiste delle prime due note di A. La melodia contiene più di una volta le figurazioni di 3 note.

A (a 1:02) : una strisciante variazione su oboi e pizzicato di celli e bassi.

C (a 1:28) : I primi violini continuano la loro melodia liberamente, la onnipresente figura di 3 note contrassegna questa idea come una continuazione di B. I flauti si associano solo sui punti più alti della melodia, e la frase dell’oboe a 2:37 diverrà sempre più importante con il progredire della sinfonia.

A (a 2:49) : I violini hanno la melodia su un accompagnamento avviluppato nei celli e oboi, mentre i corni portano avanti la cadenza morente.

D (a 3:15) : I corni, uniti ai violini, ritornano alla melodia B che continua ad evolversi e la passano alle trombe in un climax brillante ma dissonante. Ricordate queste note ripetute a pugnalata. Esse costituiscono uno dei principali motivi dell’intera sinfonia e figurano in molte sembianze.

A (a 3:43) : In canone ancora una volta tra violini e viole più celli, il motivo iniziale appare un’ultima volta, seguito ancora un volta dalla caduta dei corni.

Una precisazione importante : notate la mancanza di ottoni bassi e percussioni. Shostakovich ha la reputazione di essere un compositore pesante, dai suoni tetri ed eccessivamente rumoroso, ma le sue partiture sono estremamente trasparenti e c’è ben poco di superfluo, inoltre tiene sempre qualche strumento di riserva per un ingresso successivo di maggior effetto.

Finora, in parecchi minuti iniziali della sinfonia egli ha usato solo 2 flauti, 2 oboi, 3 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 3 trombe, e archi. Niente di più.

La maggior parte delle esposizioni di forma sonata hanno due soggetti principali, ma tenete a mente che non c’è limite a come molti temi, motivi o idee costituiscano un soggetto. Questi soggetti sono separati uno dall’altro nella maggior parte dei casi da cambi di tonalità, tessitura, ritmo e volume.

Per tutta questa sua abbondanza di materiale non vi è alcun dubbio che l’intero complesso musicale appena descritto costituisce una singola idea.

Il secondo soggetto dimostra di essere anche più scarsamente strumentato del primo, benchè esso introduca le arpe, l’ottavino e il controfagotto, tutti usati con grande contenimento. Esso pure ha la sua forma interna, EFE :

E (a 4:01) : Sopra un ritmo degli archi pulsante e delicati accordi tipici della scrittura di Shostakovich per l’arpa, i violini cantano una soave melodia che, incredibile a dirsi, si dimostra essere niente meno che il motivo scattante di apertura (A) in valori lunghi, con il ritmo parificato.

Così non solamente questo movimento è in forma sonata, esso è in quella che è chiamata forma sonata monotematica, che significa che tutte le sue idee importanti derivano dal suo primo gruppo tematico. Famosi esempi precedenti includono la sinfonia N°88 di Haydn e la Settima Sinfonia di Beethoven.

F (a 5:00) : Questa sezione contiene una serie di motivi, il più importante dei quali è una diversa ripresa di quelle figure di tre note dal tema di apertura. A 6:15 la musica sembra voler tornare da capo alle sezioni B o C del primo soggetto, invece ritorna il tema precedente (E), questa volta un po’ più scuro, alle viole, e si dissolve in più motivi di 3 note, ora dichiaratamente minacciosi …

fine 1° puntata :D

Allora Ludwig le altre puntate!!!!! :cool:

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Sviluppo (a 7:27)

Il tempo prende velocità non appena inizia la sezione di sviluppo con il piano che martella le solite figure di tre-note nel suo registro più basso. E’ un suono meravigliosamente minaccioso, così come lo è la ringhiante entrata dei corni e delle trombe con il tema principale del primo soggetto (B).

Shostakovich spesso incrementa la velocità dei suoi sviluppi, sottolineando il fatto che benchè la parola sviluppo suoni tecnica, è davvero la parte del movimento dove trovano posto gli eventi più drammatici. Prestate particolare attenzione al nuovo tema che i fiati generano dal materiale precedentemente sentito (a 8:05). E’ un amalgama di B più una versione estesa della melodia dell’oboe a 2:37 nell’esposizione (sezione C). Questa idea ritornerà per concludere il movimento e figura inoltre in entrambi lo scherzo e il finale.

A un ritmo galoppante sulle trombe simile a quello nell’ouverture del Guglielmo Tell di Rossini (un’altra impronta digitale molto diffusa in Shostakovich), la musica precipita velocemente verso il suo primo climax, che include l’apparizione iniziale dei tromboni e della tuba. Con un colpo di piatti, le trombe, la batteria e i timpani trasformano il tema B del primo soggetto in una grottesca marcia “a passo d’oca”. Questa tecnica di brutalizzare una melodia precedentemente lirica è qualcosa che Shostakovich ha imparato da Mahler. Lo xilofono infine si fa carico del ritmo di Rossini, prima che la marcia ritorni brevemente e che la musica collassi poi nelle profondità.

Ora arriva il grande climax del movimento (a 10:14). I violini gridano freneticamente il motivo di apertura in canone con gli archi più bassi, mentre in alto gli ottoni suonano un altro canone che consiste dello stesso motivo nella versione a note lunghe del secondo soggetto.

Così si puo’ facilmente ascoltare, questo passaggio terrificante e drammatico risulta dalla rigida logica del progetto tematico del movimento e dallo sviluppo in corso. La forma serve il contenuto espressivo, come in tutti i grandi pezzi di musica.

Mentre gli archi e gli ottoni proseguono la loro disputa, il tempo inizia a rallentare per gradi. Uno dei test più duri per i direttori di questa sinfonia è dato da quanto bene controllano questo particolare rallentando. Con un altro colpo dei piatti (a 10:51) la musica sfora nella:

Ripresa

L’idea di fare il momento della ripresa il climax della sezione di sviluppo non è nuova. Si puo’ trovare, ad esempio, nel movimento iniziale della Prima Sinfonia di Brahms e della Quarta di Tchaikovsky, per nominare solo due casi famosi. Ma Shostakovich non solamente adotta questo processo più estesamente di qualunque altro compositore, egli spesso prolunga il climax ricomponendo il primo soggetto come in un massivo cataclismo orchestrale. Questo è quello che accade qui, così come nelle Sinfonie N°7, 8, 10 e 13. Nei meno tragici primi movimenti di opere come le Sinfonie N°1, 9 e 12, così come nella maggior parte dei concerti, egli ancora spesso mantiene l’idea di un climax musicale coincidente con l’arrivo della ripresa, ma il grado di violenza tende a essere minore, in dipendenza dal carattere dei temi individuali.

Qui l’intero primo soggetto viene compresso in un grande unisono a piena orchestra, interrotto da esclamazioni degli ottoni, piatti e timpani. La musica raggiunge la vetta sulla frase dell’oboe dal primo soggetto (quella a 2:37) e con un colpo di tam-tam, tromboni e tuba tuona l’idea di apertura della sinfonia in un agitato diminuendo. Di nuovo notate l’accompagnamento ritmico a pugnalata, che lentamente si indebolisce sulle trombe e timpani pulsanti.

Una ripresa pastorale in tonalità maggiore del secondo soggetto ora prende forma come duetto tra flauto e corno (a 12:00), con tocchi sul glockenspiel che aggiungono un pizzico di colore.

Molti compositori hanno un particolare affetto per strumenti specifici e questo passaggio sottolinea i due che sempre sembrano avere un trattamento “di favore” nei pezzi orchestrali di Shostakovich.

Questo solo di corno è perfido per l’esecutore, essendo sia molto alto che molto delicato.

Così come il primo soggetto, anche il secondo viene estremamente accorciato, andando a costituire una versione abbreviata della sua sezione di mezzo (F) prima del suo sprofondamento nelle tenebre.

Gli archi iniziano la notturna coda in tonalità minore (a 13:49) con lo stesso accompagnamento – basato sul tema di apertura – che essi avevano all’inizio della sinfonia. Su questa tessitura scura, flauto, ottavino e violino solo si alteranano con quella frase dell’oboe dal primo soggetto, mentre gli archi sotto pulsano delicatamente e l’arpa sparge macchie di colore.

In risposta alla lontana chiamata di trombe e timpani, la celesta porta il movimento ad una indimenticabile chiusa in pianissimo per mezzo di tre scale ascendenti.

Fine primo tempo (Paganini 1- Ludwig 1) fine 2° puntata

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Secondo Movimento : Allegretto

La maggior parte degli scherzi, basati come sono sull'idea di un relativamente semplice movimento di danza, hanno una struttura base ABA, e questo non fa eccezione - benchè Shostakovich usi anche lo schema ABAB (nella Sesta e Quindicesima sinfonia, ad esempio) e anche la piena forma sonata (nell'Ottava).

Violoncelli e contrabbassi inaugurano questo movimento così come accadeva all'inizio della sinfonia, ma quello che suonano è proprio una variante della melodia principale del primo soggetto (B), che fino a questo punto è già stata sentita parecchie volte e così si puo' notarne facilmente la somiglianza.

E' anche da porre attenzione al fatto che tutti i motivi delle sezioni esterne di questo movimento richiamano quella sequenza di note ripetute a pugnalata di cui si diceva.

Dopo la melodia di apertura affidata a celli e bassi, intervengono i fiati strillando beffardi un'altra variazione, questa volta una arguta parodia dell'intera sezione B (a 0'17).

A questo punto è utile comparare quella che suona come l'arrivo di una nuova idea danzante a 0'55 con quello che i violino suonano nel primo movimento a 8'28. Trsformazioni tematiche come questa sono molto comuni in Shostakovich e non hanno lo scopo di suggerire chissà quale significato segreto ma piuttosto quello di donare all'intero lavoro un senso di organica unità : per suggerire, anche inconsciamente, che tutte le sue varie parti in qualche modo fanno famiglia comune.

Questa idea particolare è anche strettamente imparentata con il tema principale del finale del Primo Concerto per Cello.

Una sfacciata marcia di corni, timpani e batteria si alterna con un commento di piccani note ripetute dei violini, finchè sfocia nell'episodio centrale, o sezione di Trio in linguaggio musicale : A (violino solo con arpa) A (flauto solo con arpa) B (capeggiata dagli archi a 2'32) B (capeggiata dai fiati).

La sezione di apertura ritorna, con un arguto fagotto e pizzicato degli archi, e porta a una più regolare ripetizione del materiale iniziale.

Come lo Scherzo della Nona Sinfonia di Beethoven , anche questo sembra che voglia ritornare alla sezione del Trio nuovamente, ma il resto dell'orchestra archivia questa intenzione e finisce rudamente, con lo xilofono tintinnante in primo piano.

fine 3° puntata

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sto ascoltando l'8° quartetto per archi di Schostakovich....

interessante notare che il tema principale, e' un basato su un motto fornito dalle note Re Mib Do si,

che in pratica sono le note derivate dalle lettere(in tedesco) del nome Dimitri Schostakovich...

lo stesso motto ricompare poi anche nella sua sinfonia n10 e credo anche in altre opere.

in questo quartetto vi e' anche un autocitazione del tema del primo tempo del concerto n1 per violoncello.

(la tecnica di ricavere note dalle lettere, non e' certo una cosa nuova...basta pensare a Bach,Schumann,Berg...

cmq il "tema Schostakovich" e' abbastanza simile al famoso "tema Bach",costruiti entrambi su due semitoni e una terza minore,solo che i primi due intervalli sono invertiti)

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Guest Fede_Rinhos
sto ascoltando l'8° quartetto per archi di Schostakovich....

interessante notare che il tema principale, e' un basato su un motto fornito dalle note Re Mib Do si,

che in pratica sono le note derivate dalle lettere(in tedesco) del nome Dimitri Schostakovich...

lo stesso motto ricompare poi anche nella sua sinfonia n10 e credo anche in altre opere.

in questo quartetto vi e' anche un autocitazione del tema del primo tempo del concerto n1 per violoncello.

(la tecnica di ricavere note dalle lettere, non e' certo una cosa nuova...basta pensare a Bach,Schumann,Berg...

cmq il "tema Schostakovich" e' abbastanza simile al famoso "tema Bach",costruiti entrambi su due semitoni e una terza minore,solo che i primi due intervalli sono invertiti)

dunque la fanotmatica S di DSCH è un Mib. Buono a sapersi :D

cmq si era detto che anche Schnittke aveva usato questo tema per omaggiare proprio Sostakovic. In quale brano?

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dunque la fanotmatica S di DSCH è un Mib. Buono a sapersi :D

cmq si era detto che anche Schnittke aveva usato questo tema per omaggiare proprio Sostakovic. In quale brano?

Mi hai anticipato Fede. Nel Prelude in memoriam Dmitri Shostakovich per 2 violini (1975) : questo brano commemorativo è infatti interamente costruito su quelle due sigle, con la sigla BACH ad assumere il significato di Eternità, come dicevo anche a riguardo del Quintetto.

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Terzo movimento : Largo

Forse il fatto più importante riguardo a questo movimento - e la chiave alla sua qualità evocativa e trascendentale della sua intensità emotiva - è che nessuno degli ottoni vi partecipa. Shostakovich divide la famiglia dei violini lungo tutto il brano in tre sezioni e richiede una completa dotazione dei fiati, con due arpe, piano e xilofono, glockenspiel e celesta.

Il risultato è quella atmosfera commossa e al tempo stesso luminosa, toccata anche alla fine della Quarta Sinfonia ma che figurerà in modo rilevante nella sua musica in lavori successivi, particolarmente in tarde sinfonie come la 11° (primo movimento), la 13° (ultimo movimento), 14° (terza lirica "Loreley") e 15° (secondo movimento).

Il tema principale è un'espansione lirica dell'umore, non della melodia, del secondo soggetto del primo movimento, e si puo' anche notare una sottile connessione tematica nelle quattro note di apertura del largo.

Come il primo movimento, anche questo è in forma sonata. Poichè la musica fluisce così lentamente, con ciascuna ripetizione del materiale variata in lunghezza, in orchestrazione e in densità, le usuali divisioni delle sezioni possono risultare difficili da cogliere all'ascolto. Non di meno Shostakovich offre ai suoi ascoltatori due soggetti differenziati molto chiaramente, creando contrasti effettivi di tessitura anche a questi livelli dinamici così attenuati :

Esposizione

Primo soggetto : Questo bellissimo inno per archi è costituito da due metà, le prime battute delle quali ciascuna iniziano con 4 note ripetute: la lunga melodia di apertura e una nuova triste idea per i violini (a 1'58).

Secondo soggetto (a 2'40) : un desolato a solo di flauto (notare quanto importante sia per Shostakovich questo strumento!) con accompagnamento d'arpa, forse basato sul tema principale discendente ai violini del primo movimento.

Sviluppo (a 3'26)

Questa sezione di sviluppo, anche se essa fosse l'unico briciolo della musica di Shostakovich a sopravvivere, sarebbe da sola sufficiente a provare il suo genio musicale. Essa ha tutto : melodia memorabile ed enorme campo di emozioni, è uno sviluppo genuino, una esplorazione sistematica del potenziale delle precedenti idee, con la presenza di una nuova.

Inizia con un ritorno della prima metà del primo soggetto, che lentamente raggiunge un appassionato climax su rullo dei timpani. Questo passaggio include l'insieme completo degli archi e dei legni per la prima volta nel movimento.

Subito dopo un esile tremolo degli archi introduce un tema solitario e pastorale all'oboe solo (a 5'14). Questo si alterna con pezzetti del tema di apertura ad inno. Notate come a 6'17, quando i clarinetti prendono in carico questa nuova idea, Shostakovich la combina con la seconda metà del primo soggetto (la melodia che inizia con 4 note ripetute a 1'58).

Un'ultima ripetizione del tema pastorale, questa volta affidata al flauto, porta ad una nuova variante dell'intero primo soggetto, inizialmente ai fiati gravi ma velocemente sgorgante nel principale climax del movimento raggiunto sulla seconda metà della melodia - la figura di 4 note ripetute - martellate dai violini e dallo xilofono su intensi tremoli di archi e pianoforte. Questa si innalza in un angoscioso, disperato crescendo; sospensione e infine i violoncelli risorgono con una urgente, disperata versione della precedente melodia pastorale dei legni, in seguito combinata con il primo soggetto ai violini (10'09). L'orchestrazione qui è meravigliosa: solo archi e clarinetti, ma puo' essere ricordato come il momento di maggiore impatto dell'intera sinfonia. E' un esempio particolarmente vivido di come le restrizioni possano assolutamente diventare una forza musicale.

Il climax finalmente porta ad un arresto e Shostakovich offre una ripresa altamente sintetica : primo soggetto su una spettrale sordina degli archi, con il secondo - che era stato completamente assente dalla sezione di sviluppo - dato ai violini alti e alla arpe. Queste lente spirali lentamente scendono a terra per mezzo di celli e bassi su un tremolo ai violini alti, fino a che arpa e celesta non inaugurano la coda. E' la melodia dei fiati dalla sezione di sviluppo, ora vera rappresentazione di quiete eterea. Due soffici accordi dai rimanenti archi portano alla sua conclusione naturale il movimento, uno sbalorditivo connubio di pura forma sinfonica e contenuto emotivo profondamente toccante.

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  • 1 month later...
Guest ashaam

Dunque, la faccenda è semplice:

sono un maturando presso il liceo classico D'Azeglio di Torino, e ,come molti di voi sapranno, è prassi da qualche anno a questa parte recare alla commissione d'esame in data dell'orale una "tesina" su argomento a scelta del candidato, la quale rispecchi gli interessi appunto della vittima esaminata(io). E si dà il caso che io queta sciagurata tesina abbia deciso di farla su Shostakovich, come da titolo.

Ho saputo che potrò eseguire, prima di esporla, un brano dell'autore, e sarà il primo tempo del primo concerto per violoncello. Collegherò poi il tutto allo stalinismo per storia e al marxismo per filosofia (lo so, è banale, ma che altro avrei potuto trattare....).

Ciò che vi chiedo è: avete consigli al riguardo? Dovrei cominciare a scrivere entro due-tre giorni, e sarei felice se poteste darmi consigli su come impostare la tesina, informazioni, qualsiasi cosa, oppure suggerirmi un'opera da ascoltare, qualche argomento particolare da trattare, etc.

al momento posseggo le incisioni di:

-4a Sinfonia

-5a Sinfonia

-8a Sinfonia

-10 Sinfonia

-quartetto no.4

-quartetto no.6

-quartetto no.8

-i due concerti per pianoforte

-i due concerti per violino

-i due concerti per violoncello

-sonata per violino

-sonata per viola

-sonata per violoncello

-jazz suite no.1 e 2

-trio op.67 (ho controllato :D)

-vari estratti della sua musica da film

qualunque domanda mi poniate, risponderò al più presto....grazie a tutti coloro che vorranno rispondere e darmi un aiuto anche minimo

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Non posso dirti molto ma se vuoi qualche info ti consiglio

Shostakovich vs Stalin (film-documentario, reperibile anche su p2p)

E il libro delle lettere uscito per Il Saggiatore. Si chiama Trascrivere la vita intera. E' questo

http://www.saggiatore.it/index.php?page=bo...95&site=sag

Potresti anche uscire un po' di tema e parlare del massacro di Babi Yar collegandolo alla Tredicesima Sinfonia, e più precisamente al primo movimento. Gli altri movimenti sono anch'essi basati su poesie di Yevtushenko ma trattano di altro. C'è da dire che la tredicesima sinfonia, sebbene scritta dopo la morte di Stalin, ebbe diversi problemi e pressioni dall'alto tentarono di bloccarne l'esecuzione, almeno quella del primo movimento.

Qualcosina c'è scritto qui

http://en.wikipedia.org/wiki/Symphony_No._...Shostakovich%29

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Guest ashaam
Non posso dirti molto ma se vuoi qualche info ti consiglio

Shostakovich vs Stalin (film-documentario, reperibile anche su p2p)

E il libro delle lettere uscito per Il Saggiatore. Si chiama Trascrivere la vita intera.

Potresti anche uscire un po' di tema e parlare del massacro di Babi Yar collegandolo alla Tredicesima Sinfonia, e più precisamente al primo movimento. Gli altri movimenti sono anch'essi basati su poesie di Yevtushenko ma trattano di altro. C'è da dire che la tredicesima sinfonia, sebbene scritta dopo la morte di Stalin, ebbe diversi problemi e pressioni dall'alto tentarono di bloccarne l'esecuzione, almeno quella del primo movimento.

Qualcosina c'è scritto qui

http://en.wikipedia.org/wiki/Symphony_No._...Shostakovich%29

grazie delle info, il libro del saggiatore l'ho finito ieri, mentre ora sono a metà del libro di solomon volkov, "stalin e shostakovich"....ho letto a grandi linee della tredicesima, ora approfondirò la faccenda e prima ancora me la accaparro dal mio negozietto di fiducia, grazie ancora!

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