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Alfred Schnittke (1934-1998)


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Grazie mille.

Mentre in ambito sinfonico e concertistico cosa consiglieresti?

direi che valgono i suggerimenti di miasko, il vero esperto, poco sopra...

quanto alle edizioni discografiche, la BIS ha in catalogo molto materiale (sinfonie, balletti, la Faust cantata, concerti e altro).

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no dai, Polyansky no, è sempre stato un emerito asino :ohno01: Per i concerti per violoncello, se si vuole, c'è la Gutman (, n.1, Regis da te citato con il Concerto per viola) e Markiz (n.2, Bis, abbinato ad un ottimo Concerto Grosso n.2). Per i concerti per pianoforte è eccellente questo



cd-feature-ewa-kupiec-alfred-schnittke-p



riguardo alla produzione per film sempre Capriccio e CPO hanno prodotto una serie ottima.


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Mah a dire il vero non trovo tanto male quel doppio Chandos, permette di avere i due concerti per cello e le sonate con Ivashkin ed il concerto grosso n.2 con anche la Grindenko, Polyansky non sarà li massimo quando tutto dipende da lui come nelle opere sinfoniche ma qui si limita ad accompagnare ed è stato comunque tra i collaboratori più stretti del Compositore.



Il disco è piaciuto anche a Gramophone:



http://www.alexanderivashkin.com/10press_article.php?issue=cd_schnittke_grammophone



Il Primo concerto con la Gutman che sta nel CD Regis è sì superiore anche e soprattutto per l'apporto di Rozhdestvensky ma il devastante finale purtropp è rovinato dalle distorsioni dei microfoni che dal forte in su iniziano crepitare rendendo arduo l'ascolto, per fortuna il concerto per viola è immune da difetti simili.


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Mah a dire il vero non trovo tanto male quel doppio Chandos, permette di avere i due concerti per cello e le sonate con Ivashkin ed il concerto grosso n.2 con anche la Grindenko, Polyansky non sarà li massimo quando tutto dipende da lui come nelle opere sinfoniche ma qui si limita ad accompagnare ed è stato comunque tra i collaboratori più stretti del Compositore.

Il disco è piaciuto anche a Gramophone:

http://www.alexanderivashkin.com/10press_article.php?issue=cd_schnittke_grammophone

Il Primo concerto con la Gutman che sta nel CD Regis è sì superiore anche e soprattutto per l'apporto di Rozhdestvensky ma il devastante finale purtropp è rovinato dalle distorsioni dei microfoni che dal forte in su iniziano crepitare rendendo arduo l'ascolto, per fortuna il concerto per viola è immune da difetti simili.

Non possiedo il cd e magari non significa niente, però fatevi un favore, evitate come la peste i cd Regis, è un'etichetta che fa riversamenti a dir poco dilettanteschi. Distorti, artificiali, stonati. Poiché è un'etichetta che riprende materiale altrui (o fuori diritti o da fonti russe, con cui sembra avere un rapporto privilegiato) vedete se trovate gli originali.

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Non possiedo il cd e magari non significa niente, però fatevi un favore, evitate come la peste i cd Regis, è un'etichetta che fa riversamenti a dir poco dilettanteschi. Distorti, artificiali, stonati. Poiché è un'etichetta che riprende materiale altrui (o fuori diritti o da fonti russe, con cui sembra avere un rapporto privilegiato) vedete se trovate gli originali.

Sì è vero, per tacere delle copertine amatoriali, però nel caso del concerto per violoncello n.1 il difetto è della registrazione originaria. La Melodija che oggi è così attiva dovrebbe prendere seriamente in considerazione la ripubblicazione delle incisioni di Schnittke realizzate negli anni dell'URSS. Ci sono almeno le prime quattro sinfonie con Rozhdestvensky, diversi concerti con solisti eccezionali, alcuni concerti grossi, suite di musiche per il cinema ed il teatro. Finora dai vecchi cataloghi è apparsa soltanto la Faust Cantata.

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  • 1 year later...

Della quarta sinfonia non c'ho capito nulla. Peccato che non riesca a leggere il primo post...

Il libro sull'autore edito da edt è buono? È presente l'analisi delle composizioni più importanti come nel tomo su shostakovich di Pulcini?

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  • 3 months later...

Della quarta sinfonia non c'ho capito nulla. Peccato che non riesca a leggere il primo post...

Il libro sull'autore edito da edt è buono? È presente l'analisi delle composizioni più importanti come nel tomo su shostakovich di Pulcini?

beh diciamo che è utile perchè è l'unico libro in italiano esistente su Schnittke, ne esistono anche un paio in inglese, ma nessuno contiene analisi dettagliate delle opere, solo introduzioni e commenti. Il libro edt l'ho trovato un po' confusionario, non è ordinato come quello di Pulcini su Shostakovich, la materia chiaramente è complessa, la produzione di Schnittke è vasta e richiederebbe ben altri sforzi (esistono comunque ormai numerose tesi a livello universitario di analisi di opere di Schnittke, alcune si trovano facilmente in rete, in inglese, ovviamente sono analisi molto approfondite).

Ora non ricordo cosa si dice della Quarta sinfonia, ma non vi troverai molto di diverso da quanto viene scritto su un normale booklet che accompagna il cd, cioè vaghe notizie per inquadrare l'opera.

Sono convinto che queste descrizioni - come per qualsiasi altra musica - non siano assolutamente indispensabili e necessarie per apprezzarla. Per apprezzare una sonata o una sinfonia di Beethoven occorrono analisi, libretti e quant'altro ? no, basta ascoltarla, non una volta, ma molte volte, per molti giorni di seguito, l'assimilazione avviene gradualmente, il piacere cresce durante l'assimilazione fino a diventare massimo quando la musica sarà completamente metabolizzata, solo allora tutto acquisterà il suo senso e diventerà chiaro, persino banale. La stessa cosa vale per la Quarta di Schnittke e per qualunque altro contemporaneo che sembra ostico. Naturalmente più è ostico più gli ascolti necessari per l'assimilazione dovranno essere numerosi e occorrerà perseveranza e pazienza, solo dopo numerosi ascolti la musica acquisterà il suo senso e non ci sembrerà più un'accozzaglia di suoni messi a caso.

Certo se vogliamo comprendere in profondità un'opera possiamo analizzarla finemente quanto vogliamo, comprenderne la struttura, i temi, le tecniche, gli stili, la sua collocazione storica, la sua importanza, il legame con le altre opere del compositore, dove si colloca nella sua produzione, e mille altri approfondimenti ed analisi, tutti interessanti ed utili ma nessuno strettamente necessario per goderne all'ascolto.

Ho approfittato della tua domanda per aggiungere queste considerazioni sull'ascolto della musica, domande che mi sono sempre fatto, e a cui solo con un po' di esperienza d'ascolto ho saputo trovare risposte che mi hanno soddisfatto, forse potrà essere utile a qualcuno che sta iniziando, penso che molti ascoltatori o appassionati non sappiano con quale metodo abbordare compositori di ascolto difficile e quindi al primo ostacolo rinunciano.

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beh diciamo che è utile perchè è l'unico libro in italiano esistente su Schnittke, ne esistono anche un paio in inglese, ma nessuno contiene analisi dettagliate delle opere, solo introduzioni e commenti. Il libro edt l'ho trovato un po' confusionario, non è ordinato come quello di Pulcini su Shostakovich, la materia chiaramente è complessa, la produzione di Schnittke è vasta e richiederebbe ben altri sforzi (esistono comunque ormai numerose tesi a livello universitario di analisi di opere di Schnittke, alcune si trovano facilmente in rete, in inglese, ovviamente sono analisi molto approfondite).

Ora non ricordo cosa si dice della Quarta sinfonia, ma non vi troverai molto di diverso da quanto viene scritto su un normale booklet che accompagna il cd, cioè vaghe notizie per inquadrare l'opera.

Sono convinto che queste descrizioni - come per qualsiasi altra musica - non siano assolutamente indispensabili e necessarie per apprezzarla. Per apprezzare una sonata o una sinfonia di Beethoven occorrono analisi, libretti e quant'altro ? no, basta ascoltarla, non una volta, ma molte volte, per molti giorni di seguito, l'assimilazione avviene gradualmente, il piacere cresce durante l'assimilazione fino a diventare massimo quando la musica sarà completamente metabolizzata, solo allora tutto acquisterà il suo senso e diventerà chiaro, persino banale. La stessa cosa vale per la Quarta di Schnittke e per qualunque altro contemporaneo che sembra ostico. Naturalmente più è ostico più gli ascolti necessari per l'assimilazione dovranno essere numerosi e occorrerà perseveranza e pazienza, solo dopo numerosi ascolti la musica acquisterà il suo senso e non ci sembrerà più un'accozzaglia di suoni messi a caso.

Certo se vogliamo comprendere in profondità un'opera possiamo analizzarla finemente quanto vogliamo, comprenderne la struttura, i temi, le tecniche, gli stili, la sua collocazione storica, la sua importanza, il legame con le altre opere del compositore, dove si colloca nella sua produzione, e mille altri approfondimenti ed analisi, tutti interessanti ed utili ma nessuno strettamente necessario per goderne all'ascolto.

Ho approfittato della tua domanda per aggiungere queste considerazioni sull'ascolto della musica, domande che mi sono sempre fatto, e a cui solo con un po' di esperienza d'ascolto ho saputo trovare risposte che mi hanno soddisfatto, forse potrà essere utile a qualcuno che sta iniziando, penso che molti ascoltatori o appassionati non sappiano con quale metodo abbordare compositori di ascolto difficile e quindi al primo ostacolo rinunciano.

In linea di massima sono d'accordo con te. Tuttavia mi sono reso conto negli anni che due parole sulle parti principali dell'opera sono illuminanti per capire meglio un'opera. L'ascolto ripetuto rischia spesso di farti imparare bene l'opera senza capirla. Ad esempio, citando me stesso, conosco da tempo molto bene i poemi sinfonici di Strauss ma dopo le lezioni di Solbiati li ho ascoltati sotto un'altra prospettiva e finalmente il cerchio si è chiuso. Però, effettivamente, ci si può lecitamente chiedere se sia indispensabile sempre una guida: Ed allora come fare ad ascoltare una prima di un contemporaneo? L'esperienza d'ascolto dovrebbe aiutare ad individuare i caratteri principali di una composizione in modo da riuscire a rintracciarli in qualsiasi pezzo musicale. Punto a cui, ahimè, io non sono ancora giunto

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In linea di massima sono d'accordo con te. Tuttavia mi sono reso conto negli anni che due parole sulle parti principali dell'opera sono illuminanti per capire meglio un'opera. L'ascolto ripetuto rischia spesso di farti imparare bene l'opera senza capirla. Ad esempio, citando me stesso, conosco da tempo molto bene i poemi sinfonici di Strauss ma dopo le lezioni di Solbiati li ho ascoltati sotto un'altra prospettiva e finalmente il cerchio si è chiuso. Però, effettivamente, ci si può lecitamente chiedere se sia indispensabile sempre una guida: Ed allora come fare ad ascoltare una prima di un contemporaneo? L'esperienza d'ascolto dovrebbe aiutare ad individuare i caratteri principali di una composizione in modo da riuscire a rintracciarli in qualsiasi pezzo musicale. Punto a cui, ahimè, io non sono ancora giunto

personalmente sto seguendo il percorso opposto (sebbene mi piacciano analisi approfondimenti, guide all'ascolto e quant'altro per comprendere meglio), cioè preferisco ora ascoltare un'opera nuova senza conoscere nient'altro, fino ad arrivare ad apprezzarla pienamente con il solo ascolto, solo in seguito approfondisco e mi informo meglio.

Ma negli anni passati l'avrei pensata al contrario, cioè che per accedere a musiche più complicate occorressero guide, analisi e simili, niente di più falso.

Anche senza ascoltare le lezioni di Solbiati, posso apprezzare i poemi di Strauss, basta ascoltarli con attenzione e soprattutto molte volte. Certo poi Solbiati mi farà apprezzare particolari che magari non avevo notato, e così sarà anche per Schnittke, di analisi ne possiamo fare finchè vogliamo, non si esauriscono in una sola analisi, ogni analisi andrà ad evidenziare degli aspetti dell'opera, caratteristiche, particolari.

I nostri problemi nascono solo dalla paura nell'affrontare cose nuove, in cui è facile perdersi, e dalla pigrizia.

La Quarta di Schnittke ti renderai conto dopo numerosi ascolti che è bella, facile, emozionante, e anche in alcuni punti la trovo particolarmente toccante (quando entrano i cantanti dopo le cadenze pianistiche).

All'inizio non ci capisci niente perchè devi far l'orecchio su un mondo sonoro abbastanza diverso da quello normale classico, poi devi individuare i temi, le cellule e la struttura. Questo lavoro molto difficilmente (soprattutto se non si è ascoltatori esperti di Novecento) potrà avvenire ai primissimi ascolti, in quanto c'è una quantità di novità da immagazzinare notevole (suoni nuovi, cellule o temi da individuare, struttura da comprendere, cioè l'organizzazione dei vari temi, ecc.). Occorrono numerosi ascolti, e tempo perchè la musica maturi in noi. Lo dico per esperienza diretta :D

Non è dissimile da quanto avviene per qualunque altra musica.

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  • 1 year later...
On 1/16/2008, 9:35:45, miaskovsky dice:

Beh, Schnittke è autore dalla produzione talmente vasta sia per numero di composizioni che per la varietà di generi e forme frequentate che indicare poche opere per iniziare è impresa difficile. Sicuramente centrali nel complesso dell'opera sono le prime 5 sinfonie, i due concerti per violoncello, 3 concerti per violino, il bellissimo concerto per viola e orchesta, il quintetto famoso, la Faust Cantata, i concerti grossi (una forma re-inventata da Schnittke) ed il balletto Peer Gynt forse il suo capolavoro. Per prendere confidenza con il compositore che ha avuto vari "periodi" direi che la Prima Sinfonia, la Sonata per violino e pianoforte "Quasi una sonata", il quintetto e la Cantata Faust unita al Primo Concerto grosso possono darti le coordinate lungo le quali l'arte Schnittke si è sviluppata ed affermata. In genere raccomando l' edizione discografica della BIS che dopo la Melodya è stata l'etichetta che per interessamento dello stesso Schnittke ha curato una quasi integrale del compositore. Particolarmente interessante ho trovato anche la lettura le testo curato da Restagno ed edito dalla EDT che mette insieme diverso materiale e scritti ed interviste di Alexander Ivashkin, Elisabeth Wilson e Restagno stesso. E' forse il compositore al quale mi sento più vicino e rispetto al quale ho una totale resa critica.

Ho scoperto da qualche mese questo compositore e me ne sono innamorato...ormai è tra i miei 3-5 preferiti di tutti i tempi e mi sono comprato quasi tutti i cd che ho trovato.

Una curiosità: Ho visto che hai nominato 3 concerti per violino, e lui ne ha scritti 4. Qual è secondo te quello inferiore? Io l'unico che non riesco ancora ad apprezzare è il secondo.

 

Ah, qualcuno ha letto questo libro? Com'è?

L'unica immagine che ho trovato è piccola, comunque dovrebbe essere "Schnittke" di E.Restagno. È l'unico libro che vedo su di lui, quello di Ivashkin in inglese è introvabile a prezzi umani.

 

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27 minuti fa, Geralt dice:

Ho scoperto da qualche mese questo compositore e me ne sono innamorato...ormai è tra i miei 3-5 preferiti di tutti i tempi e mi sono comprato quasi tutti i cd che ho trovato.

Resta sintonizzato, a breve sul mio canale posterò un'esecuzione di uno dei Concerti Grossi, mi pare il Terzo, direttamente dalla radio tedesca.

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

Resta sintonizzato, a breve sul mio canale posterò un'esecuzione di uno dei Concerti Grossi, mi pare il Terzo, direttamente dalla radio tedesca.

Ottimo, anche se il terzo non è tra i miei preferiti.

Penso che i migliori siano il primo, secondo e quarto.

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