LudwigII Posted March 5, 2007 Report Posted March 5, 2007 Sinfonia N° 4 per soli, coro e orchestra (1984)UNDER CONSTRUCTION Quote
Guest Paganini Posted March 5, 2007 Report Posted March 5, 2007 Questo si che è un topic interessante. Andrebbe fatto per molti compositori. Un enunciazione e spiegazione sistematica del percorso compositivo di ogni autore. Così si stimola la curiosità e l'interesse per compositori poco noti ( e per i quali reperire informazioni anche attraverso lo strumento informatico è comunque un impresa). Giusto in questi giorni mi sto informando molto su Schnittke perchè così a pelle (e giudicando dal breve ascolto che ho dato all'unico suo cd in mio possesso) lo reputo un autore che si sposa bene con i miei gusti. Continua nella tua impresa prode Ludwig voglio almeno una composizione al giorno. Ma il libro su Schnittke da cui hai estrapolato la descrizione della Quarta sinfonia è ancora in stampa? P.S. Madiel voglio anche i tuoi topic specialistici. Quote
LudwigII Posted March 5, 2007 Author Report Posted March 5, 2007 Questo si che è un topic interessante. Andrebbe fatto per molti compositori. Un enunciazione e spiegazione sistematica del percorso compositivo di ogni autore. Così si stimola la curiosità e l'interesse per compositori poco noti ( e per i quali reperire informazioni anche attraverso lo strumento informatico è comunque un impresa). Giusto in questi giorni mi sto informando molto su Schnittke perchè così a pelle (e giudicando dal breve ascolto che ho dato all'unico suo cd in mio possesso) lo reputo un autore che si sposa bene con i miei gusti. Continua nella tua impresa prode Ludwig voglio almeno una composizione al giorno. Ma il libro su Schnittke da cui hai estrapolato la descrizione della Quarta sinfonia è ancora in stampa? P.S. Madiel voglio anche i tuoi topic specialistici. Grazie, infatti da tempo sentivo la mancanza e quindi la necessità di sviluppare un luogo del forum dedicato all'approfondimento dei compositori di cui ci stiamo interessando o che più amiamo. Poi per un motivo o per l'altro (mancanza di tempo, pigrizia, ecc.) rimandavo l'iniziativa, che ora ho deciso di inaugurare, spinto anche dai numerosi topic simili aperti in questi giorni dal simpatico Kraus.Sarebbe utile che se ne aprisse uno per ogni compositore, in modo da poter stimolare la curiosità soprattutto verso quelli poco noti come giustamente hai detto, o per aiutare a comprendere i meriti di quelli già celebrati (visti anche i facili giudizi o pregiudizi che circolano spesso in forum, roba del tipo "Brahms non mi piace perchè aveva la barba lunga" o "Brahms non mi piace ma conosco solo l'Ave Maria").Quanto a Schnittke è un compositore di cui mi interesso da alcuni anni, che amo molto e, nonostante abbia letto a volte giudizi critici o denigratori sulla sua produzione che mi hanno spinto più volte a domandarmi quale fosse il suo reale valore, ritengo sia uno dei grandi del Novecento, per non dire di più. La portata della sua opera è ancora tutta da valutare, sebbene sia uno dei compositori contemporanei più eseguiti e registrati.Pertanto nei prossimi giorni continuerò a postare analisi o commenti alle sue composizioni, parallelamente ai miei ascolti. Quote
LudwigII Posted March 7, 2007 Author Report Posted March 7, 2007 Proseguiamo con una composizione che inizio ad ascoltare ora per la prima volta, il Concerto N° 1 per violino e orchestra, considerato tra le sue maggiori degli anni Sessanta.I movimenti sono :1. Allegro non tanto 13'062. Presto 4'483. Andante 10'214. Allegro Scherzando 8'45Riporto quindi una mia sommaria traduzione delle note del booklet del CD-487 BIS : The Alfred Schnittke Edition Volume 7 - Violin Concertos N° 1 e N° 2 - Mark Lubotsky, violin - Eri Klas, conductor - Malmö Symphony Orchestra."Il Concerto N° 1 per Violino e Orchestra di Schnittke (1957, rivisto nel 1963) è ricco di idee ed esplora un largo spettro di emozioni. Grande inventiva è mostrata nel trattamento dello strumento solo, ma l'attenzione del compositore è incentrata non sugli aspetti di virtuosismo quanto sul canto del violino. La ricchezza e bellezza unica delle sue melodie sono tra le qualità più attraenti del concerto.Il soggetto principale del primo movimento (in forma sonata) inizia con una melodia scorrevole al violino solo. Il profilo melodico particolarmente complicato del tema principale in combinazione con una formula ritmica complessa, suggeriscono grande concentrazione e considerazioni dolorose. I motivi iniziali di questo tema diverranno intrecciati con quasi tutti i temi degli altri movimenti, giocando così il ruolo di motivi conduttori. Anche il soggetto secondario del primo movimento, con una caratteristica seconda aumentata, acquisisce un posto importante nel drammatico sviluppo.Il secondo movimento è un veloce scherzo basato sull'alternanza e sviluppo di tre temi, che sono tutti in relazione l'uno all'altro. Essi sono unificati da un toccante ritmo nervoso, contorni melodici spigolosi e taglienti. Il motivo conduttore del concerto è facilmente distinguibile nella melodia del primo tema.Il terzo movimento apre con un tema tranquillo e cantabile, contenente anch'esso il motivo conduttore. La sezione centrale, interamente basata su materiale tematico del primo movimento, arriva come un contrasto sorprendente al calmo e semplice canto. Dopo l'affermazione di un tema agitato - ma fluente - dallo strumento solo (questo tema è imparentato con il soggetto secondario del primo movimento), inizia nell'orchestra uno sviluppo contrappuntistico.Questo episodio, in cui il controsoggetto alla giusta velocità richiama i profili del motivo conduttore, porta a un climax drammaticamente teso.Il motivo conduttore subisce una trasformazione nel risoluto e plastico soggetto principale del quarto movimento (in forma sonata); il suo profilo melodico diviene più semplice e più definito, il suo ritmo dal taglio netto e preciso.Il secondo tema del finale, giocoso e capriccioso, somiglia al soggetto secondario del primo movimento. La somiglianza dei due temi diviene ancora più apparente quando, dopo l'affermazione di questo secondo tema, il soggetto secondario del primo movimento fa esso stesso una apparizione. Una breve sezione di sviluppo è seguita da una ricapitolazione e una estesa sezione conclusiva che presenta, uno dopo l'altro, i due temi del primo movimento e i temi del Finale in ordine inverso.Il concerto è stato eseguito per la prima volta il 26 Novembre 1963 da Mark Lubotsky e dalla Moscow Radio Symphony Orchestra sotto la bacchetta di Gennady Rozhdestvensky." M. Yakubov"Nell'autunno del 1956, mentre ero ancora studente al Conservatorio di Mosca, iniziai la composizione di questo Violin Concerto. Lo chiamai mio Opus 1 - l'ultimo dei miei pezzi a ricevere un numero d’opera. Il concerto non fu rivisto fino al 1963 …tutto quello che avevo scritto fino ad allora era inesatto ed è rimasto così.Soprattutto vedo un disperato sforzo di trovare me stesso nella composizione di questo concerto. Questa ricerca fu molto poco riuscita, davvero solo occasionalmente - il tema all'unisono all'inizio, il climax del terzo movimento, la coda finale. Era un mondo sonoro di Tchaikovsky e Rachmaninov, oscurato da Shostakovich e abbellito con le convenzioni orchestrali del tempo. Ma c'era anche un piccolo respiro di tutto quello che sarebbe venuto più tardi, e per questa ragione esso deve rimanere, con tutti i difetti di un primo concerto per violino ..." Alfred Schnittke Quote
Madiel Posted March 7, 2007 Report Posted March 7, 2007 state attenti a non inserire testi presi da libri, anche se inserite la citazione della fonte. Sono coperti da copyright SIAE e si rischiano casini Sarò costretto a cancellare i post, per cui regolatevi. Vi raccomando di inserire commenti frutto del vostro ingegno (se esiste )Adamo docet. Quote
compositore1980 Posted March 7, 2007 Report Posted March 7, 2007 state attenti a non inserire testi presi da libri, anche se inserite la citazione della fonte. Sono coperti da copyright SIAE e si rischiano casini io so, che secondo le ultime disposizioni SIAE,il 15% di un libro,e' riproducibile senza problemi.(almeno per le fotocopie e' cosi'...) Quote
LudwigII Posted March 7, 2007 Author Report Posted March 7, 2007 io so, che secondo le ultime disposizioni SIAE,il 15% di un libro,e' riproducibile senza problemi.(almeno per le fotocopie e' cosi'...)infatti conoscevo proprio questa limitazione, comunque possiamo proseguire con qualcosa di più personale, schematizzando e filtrando le nostre letture o le nostre esperienze .. Quote
Madiel Posted March 7, 2007 Report Posted March 7, 2007 infatti conoscevo proprio questa limitazione, comunque possiamo proseguire con qualcosa di più personale, schematizzando e filtrando le nostre letture o le nostre esperienze ..sì, sono d'accordo. Sarebbe anche più originale. Magari evitiamo pure di ripetere le fregnacce di "illustri" critici facendo qualcosa di meglio e di più utile! Quote
LudwigII Posted March 8, 2007 Author Report Posted March 8, 2007 Proseguiamo con la Prima Sonata per violino e pianoforte del 1963, un pezzo altamente godibile, come direbbe Madiel (di cui comunque esiste anche la versione per violino e orchestra da camera del 1969) composta dei seguenti movimenti :1. Andante2. Allegretto - attacca3. Largo4. Allegretto scherzandoQuesta sonata appartiene allo stesso periodo del Primo concerto per violino di cui si parlava sopra, ed è da annoverare tra le maggiori opere di Schnittke degli anni Sessanta, un periodo cosiddetto di "laboratorio strumentale" dedicato alla ricerca di un proprio linguaggio e di un proprio stile. A differenza del concerto però è basata su materiale seriale, anche se l'aspetto dei temi e il carattere della musica nel complesso sono lontani dalla tipica immagine di molti lavori seriali. Schnittke per mezzo di un lavoro molto accurato che ha preceduto la composizione, costruisce la serie un po' alla maniera del Concerto per violino di Alban Berg, cioè per terze. Nello stesso momento però tiene in serbo delle varianti della serie di partenza che gli permettono di offrire una musica dal volto diverso e contrastante per ognuno dei quattro movimenti, celando così astutamente le basi razionali di partenza.1. Andante: un lungo monologo del violino in pieno stile berghiano.2. Allegretto : uno scherzo in cui fanno la loro comparizione motivi di valzer e dal carattere jazzistico, davvero insoliti per una composizione seriale3. inizia placidamente con un accordo di do maggiore, le prime tre note della serie, e rifacendosi ancora al concerto per violino di Berg, impiega per la prima volta un Adagio lirico (come poi farà in numerose altre opere : Sonata per violoncello, Primo Concerto per violoncello e Terza sinfonia).La collisione tra una triade maggiore tonale e gli "armonici" seriali morbidamente dissonanti diverranno in seguito simboli di segnali provenienti da due mondi diversi. Da un lato il mondo tonale ordinato, con le sue citazioni provenienti da Beethoven, Bach, Brahms, dall'altro quello atonale, cromatico, ritmicamente libero."Scrissi la mia Sonata N°1 per violino e piano nel 1963 e nel 1967 ne feci una versione per violino e orchestra da camera". Il pezzo è uno dei miei primi tentativi con la tecnica dodecafonica ma con una serie variabile (primo movimento: triadi diminuite e aumentate; secondo movimento: triadi minori; terzo movimento: triadi maggiori; quarto movimento: interazioni di tutti e quattro i tipi di triadi precedenti).Essa descrive un mondo tonale per mezzo di strade atonali, ma tematicamente è completamente tradizionale (anche con quasi-citazioni dalla musica popolare e dal secondo Trio per piano di Shostakovich)" Alfred Schnittke Quote
Guest Posted March 13, 2007 Report Posted March 13, 2007 io conosco solo il celebre quintetto per piano, anch'esso godibile come dite voi, articolato in 5 movimenti:1 moderato2 in tempo di valse3 andante4 lento5 moderato pastoralecredo che proprio nel quinto movimento si abbia il massimo della suggestione, col piccolo inciso del piano che ritorna di continuo come a rallegrare una situazione estremamente tragica(parole mie non riprese da alcun sito o testo ) Quote
LudwigII Posted March 16, 2007 Author Report Posted March 16, 2007 Quintetto per pianoforte ed archi (1976).Schnittke sul suo Quintetto con pianoforte :"L’ho terminato nel 1976 e ci volle molto tempo per scriverlo. E’ dedicato alla memoria di mia madre, Maria Vogel. Lo iniziai nel 1972 e ricordo di aver scritto il primo movimento molto rapidamente, poi però per tre anni non riuscii a proseguire. Feci tanti tentativi che non mi soddisfacevano e tutti quei materiali accumulati andavano a finire in altre opere, il mio Requiem è costruito con materiali tematici provenienti dal Quintetto. Soltanto alla fine del 1976 trovai quello che cercavo, ovvero la continuazione del secondo movimento in forma di valzer. Non il solito valzer, magari poetico o tragico, ma un valzer tetro e stanco, capace di esprimere il rapporto con quell’evento dal quale era partita l’idea dell’intera composizione. A questo punto continuare fu più facile. Il movimento più importante doveva essere per me quello finale, a cui diedi la forma di una Passacaglia. Il tema della Passacaglia viene suonato nel registro acuto del pianoforte mentre tutti gli altri temi inferiori sono come un’ombra. Nel 1978 me ne è stata commissionata una versione per orchestra dal direttore Gennadi Rozhdestvensky, intitolata poi In Memoriam."- Verso la metà degli anni Settanta, lo stile di Schnittke diventa più monolitico, scompaiono citazioni e allusioni apertamente dichiarate che caratterizzarono opere come la Prima Sinfonia. Vengono creati il Requiem e il Quintetto, lavori segnati da una semplicità e da una limpidezza di linguaggio finora sconosciute all’arte del compositore.- Quintetto del 1972-76 e Requiem sono opere di commemorazione, scritte in memoria della madre morta d’infarto nel Settembre 1972 (un memoriale quindi), questo è il motivo del loro carattere limpido e raccolto.- Nacque così un’opera dalla forma libera, costituita da 5 movimenti pacati, quasi statici che rimangono per quasi tutta la durata del brano in un ambito di piano e pianissimo, solo raramente subiscono un aumento dinamico.- La morte di Shostakovich avvenuta il 9 Agosto del 1975 puo’ aver fatto da catalizzatore per il completamento del quintetto, influenzato com’è dagli ultimi 3 quartetti del più anziano compositore. Non è impossibile infatti che esso sia un doppio omaggio. Un requiem strumentale.- Il lavoro rimarrà un modello stilistico per la musica di Schnittke dei successivi 15 anni.- Per l’ascoltatore è quasi una immersione nel suono, nella sua profondità incommensurabile.- E’ come un cristallo che gira per mostrare le sue diverse facce. Non percepiamo alcuno sviluppo, è statico come l’eternità.- La drammaturgia dell’opera non vive di contrasti, ma di concentrazione meditativa di pochi elementi. Il suo effetto emotivo è un’interiorizzazione, un approfondimento, quasi ci si allontanasse sempre più dal mondo esteriore.- A riguardo Ivashkin parla di "profondità del velluto" come densità del segno, cioè come profondità simbolica.- Per aspera ad astra : dal cupo impenetrabile cromatismo, una densa claustrofobica ragnatela di cluster cromatici del primo tempo ad un mondo di luce del pastorale finale. Ma non è un viaggio facile…- Dal polistilismo apertamente manifesto delle sue prime composizioni Schnittke passa ad un nuovo linguaggio musicale nel quale i diversi elementi stilistici sono combinati in un tutto omogeneo. Non è mero "primitivismo commerciale" fondato sulla copia di vecchi idiomi, di ciò sono state infatti più volte accusate le opere di Schnittke e di altri compositori della post-avanguardia. Si dà nuovo significato alle vecchie forme in un contesto moderno.Esempio : L’ultimo movimento è una passacaglia, una luminosa melodia pastorale al piano è ripetuta all’infinito. E’ una presentazione di post-avanguardia della interpretazione romantica (schubertiana) di una idea barocca.- Profondamente malinconico nel carattere e raffinato nella tessitura musicale, generalmente suona abbastanza tradizionale, ma è impossibile dire quale tradizione richiama alla mente. Il solo materiale preso a prestito, unica concessione polistilistica del lavoro, è il monogramma B-A-C-H, dal carattere simbolico.- La sigla B-A-C-H infatti viene usata spesso da Schnittke come espressione "in codice" dell’eternità e in questo specifico contesto compare apertamente all’inizio del secondo movimento, il valzer (prime 4 note).- Il lavoro è uno "sgradevole" classico del XX secolo e una chiave a tutta la produzione di Schnittke.1° Moderato : un fragile a solo del piano apre il lavoro con grande incertezza, un trillo minaccioso schubertiano alla mano sinistra (vedi sonata per piano D.960), la musica non assume un carattere tangibile o definito. Il "coro impersonale" degli archi aggiunge (1’34) un senso di claustrofobia (dovuto al loro stretto range intervallare), rinforzato poi in una graduale crescita nella dinamica e nell’espressione. Il piano rimane distaccato a contemplare, con un gesto austero di una nota ripetuta. Un’idea più conciliante prepara il secondo movimento.2° In tempo di Valse : si apre con una malinconica dolce-amara idea di valzer sul nome B-A-C-H che presto viene avviluppata dagli archi in densi strati dissonanti, trasformandosi così in una danza della morte. I trilli discendenti (da 1’56 in poi ) sono molto vicini al 13° quartetto di Shostakovich. Il piano rilancia il moto di valzer, ma questa volta di nuovo gli archi collassano su loro stessi definitivamente, il movimento si estingue su un accordo cromatico tenuto.I due movimenti successivi costituiscono il cuore del lavoro, Schnittke spiega che sono state reali esperienze di dolore.3° Andante : inizia in modo pensoso, una dolorosa trenodia per archi, il piano mantiene un instabile profilo tonale, sferzate dissonanti degli archi (3’02) su una nota ripetuta del piano che crea un clima sospeso di attesa, si alternano a cellule del primo tempo e ad un burbero passaggio al cello solo, prima che (4’51) una improvvisa cadenza richiami esplicitamente l’accordo iniziale del Quintetto di Shostokovich. Il movimento si dissolve nel nulla con il bisbiglio dei pedali del piano abbassati, che trasfigurano la nota segna-tempo.4° Lento : finalmente il quarto movimento rompe quella stretta ragnatela di cromatismi che sembra paralizzare l’intero lavoro. E’ un recitativo altamente drammatico e costituisce il vero climax emotivo della composizione. Dopo la distruttiva crisi catartica su una singola nota ripetuta, alla fine (3’19) la musica si congela in un accordo dissonante che cade nel finale, con il contrasto più forte immaginabile.5° Moderato Pastorale : appare la possibilità di uscire dallo spazio del dramma in una vastità extra-temporale, con un finale le cui ultime frasi muoiono fisicamente nello spazio, allorchè vengono ripetute dal pianoforte muto (l’ultima ripetizione del refrain è indicata in partitura come Soundless playing). Una cullante melodia schubertiana viene ripetuta 14 volte dal piano, mentre gli archi conservano reminiscenze dei movimenti precedenti., prima che un senso di stabilità tonale venga raggiunta (2’47). Il piano ripete senza suono il suo ritornello come una benedizione a tutto quello cui abbiamo appena assistito.Buon ascolto, in particolare a Falstaff e ad Heitor P.S. Dimenticavo .. per i minutaggi mi sono riferito all'edizione Naxos 8.554728, in cui il Quintetto è interpretato dalla moglie Irina Schnittke al piano, con altri stretti collaboratori come Mark Lubotsky, pregevole cd che continene anche la prima registrazione mondiale della Fuga per violino solo (1953). Esistono comunque numerose altre valide alternative. Quote
Guest Posted March 16, 2007 Report Posted March 16, 2007 Buon ascolto, in particolare a Falstaff e ad Heitor grazie mille, analisi interessantissima Quote
LudwigII Posted March 16, 2007 Author Report Posted March 16, 2007 grazie mille, analisi interessantissima Di niente, è un piacere anche per me scoprire ed approfondire queste composizioni, è da un paio di giorni che ci lavoravo, in particolare mi sono letto a riguardo libri, siti e almeno 5 booklet di cd, poi ho frullato il tutto secondo la nota tecnica schnittkiana Mi sembra completa e ben riuscita, in ogni singola analisi che ho letto infatti mancavano elementi importanti che apparivano in altre e che aiutano a comprendere il significato dell'opera.Ora faccio qualche correzione a errori che mi sono scappati qua e là. Quote
Guest Norbe Posted January 16, 2008 Report Posted January 16, 2008 Ho sentito alcune opere di Schnittke, ma ammetto che non ho mai compiuto un'esplorazione attenta del suo repertorio. Sono fin d'ora grato a chiunque mi indicherà alcune composizioni con cui potrei iniziare ad apprezzare meglio l'arte di questo autore. Quote
Fingal Posted January 16, 2008 Report Posted January 16, 2008 A chiunque abbia ascoltato poco o nulla di quest'autore, consiglio il Primo Concerto Grosso (ma anche il Secondo, Quinto, Sesto) la Faust Cantata ("Seid nuchtern und wachet ")...o magari la relativa opera !Da evitare inizialmente - a mio parere - le Sinfonie Quote
miaskovsky Posted January 16, 2008 Report Posted January 16, 2008 Beh, Schnittke è autore dalla produzione talmente vasta sia per numero di composizioni che per la varietà di generi e forme frequentate che indicare poche opere per iniziare è impresa difficile. Sicuramente centrali nel complesso dell'opera sono le prime 5 sinfonie, i due concerti per violoncello, 3 concerti per violino, il bellissimo concerto per viola e orchesta, il quintetto famoso, la Faust Cantata, i concerti grossi (una forma re-inventata da Schnittke) ed il balletto Peer Gynt forse il suo capolavoro. Per prendere confidenza con il compositore che ha avuto vari "periodi" direi che la Prima Sinfonia, la Sonata per violino e pianoforte "Quasi una sonata", il quintetto e la Cantata Faust unita al Primo Concerto grosso possono darti le coordinate lungo le quali l'arte Schnittke si è sviluppata ed affermata. In genere raccomando l' edizione discografica della BIS che dopo la Melodya è stata l'etichetta che per interessamento dello stesso Schnittke ha curato una quasi integrale del compositore. Particolarmente interessante ho trovato anche la lettura le testo curato da Restagno ed edito dalla EDT che mette insieme diverso materiale e scritti ed interviste di Alexander Ivashkin, Elisabeth Wilson e Restagno stesso. E' forse il compositore al quale mi sento più vicino e rispetto al quale ho una totale resa critica. Quote
Guest Fede_Rinhos Posted January 16, 2008 Report Posted January 16, 2008 Ho sentito alcune opere di Schnittke, ma ammetto che non ho mai compiuto un'esplorazione attenta del suo repertorio. Sono fin d'ora grato a chiunque mi indicherà alcune composizioni con cui potrei iniziare ad apprezzare meglio l'arte di questo autore.io, nel mio piccolo, ho molto gradito i conc per violino e orchestra Quote
Guest Fede_Rinhos Posted January 16, 2008 Report Posted January 16, 2008 la Sonata per violino e pianoforte "Quasi una sonata"ma si chiama così sul serio? Quote
miaskovsky Posted January 16, 2008 Report Posted January 16, 2008 ma si chiama così sul serio?Guarda anche la Prima sinfonia potrebbe chiamarsi "quasi una sinfonia" il rapporto con la forma è una delle questioni fondamentali in tutta l'opera di Schnittke. La forma, in particolare la forma-sonata viene sempre messa in piedi ma mai portata a conclusione e non solo perchè non ci sono più percorsi tonali da compiere, ma anche perchè il rispetto della forma in Unione Sovietica era uno dei postulati artistici per chinuque volesse comporre e Schnittke invece destruttura il linguaggio e scrive una sonata sull'impossibilità di scrivere una sonata. Esiste una bellissima analisi formale di quest'opera fatta dal compositore e teorico Philip Herschkovitz che mette in luce la trama complessa di temi, citazioni e motivi che la compongono. Basterebbe solo questa sonata a fare di Schnittke uno dei grandissimi del novecento. Quote
superburp Posted January 17, 2008 Report Posted January 17, 2008 Per gli interpreti che mi dite? A parte Rozhdestvensky (che dirige gli unici 2 cd di questo compositore che ho), quali altri ci sono di validi (non solo direttori ovviamente)? Quote
Guest Bollore Posted June 23, 2013 Report Posted June 23, 2013 Vedo che questo topic non è decollato. Ci penso io... Non so niente di Schnittke. Chi sa dirmi quali sono i suoi capolavori e da quali iniziare, magari consigliando anche qualche buona edizione? Grazie Quote
Majaniello Posted June 23, 2013 Report Posted June 23, 2013 io partirei da questi dischetti: successivamente affronterei concerti solisti e opere sinfoniche. Quote
Guest Bollore Posted June 23, 2013 Report Posted June 23, 2013 Grazie mille. Mentre in ambito sinfonico e concertistico cosa consiglieresti? Quote
miaskovsky Posted June 23, 2013 Report Posted June 23, 2013 Cofanetto BIS per le sinfonie complete Doppio Chandos per i concerti per violoncello e le sonate sempre per cello (Polyansky-Ivashkin) CD Apex per i concerti per pianoforte (Postnikova-Rozhdestvensky) CD Regis per il concerto per viola (Bashmet-Rozhdestvensky) CD BIS con la Cantata Faust ed altre opere orchestrali fondamentali CD BIS con il balletto Peer Gynt Doppio Teldec con i concerti per violino (Kremer) Quote
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