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Notizie dal mondo della musica classica


kraus

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2 ore fa, giobar dice:

No dai... questo è uno dei contenuti più belli della storia di questo thread!

Ci sono delle perle tipo "le cause si vincono e si perdono" oppure "da privatista è più difficile" che sono inarrivabili. :sarcastic: Ma chi è quel poveraccio che si è prestato a cantare Rossini? sarà uno studente...

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1 ora fa, Majaniello dice:

No dai... questo è uno dei contenuti più belli della storia di questo thread!

Ci sono delle perle tipo "le cause si vincono e si perdono" oppure "da privatista è più difficile" che sono inarrivabili. :sarcastic: Ma chi è quel poveraccio che si è prestato a cantare Rossini? sarà uno studente...

Senza volerlo, richiamano in modo prepotente alcuni vertici di Totò e Peppino o di Walter Chiari e Carlo Campanini

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"Ma avevo vent'anni..." "No, è di due anni fa!" "Eh?"

"Il diploma ce l'ho!" "Ma se il suo professore l'ha bocciata, legga cosa dice..." "E' gente rancorosa, mi sono rifiutato di eseguire la sua musica..."

"Da quella causa sono uscito vincitore!" "No, veramente lei quella causa l'ha persa..." "E che significa? Le cause si vincono e si perdono, adesso siamo in Cassazione!"

"Perché le date dei suoi titoli nelle pubblicazioni non coincidono?" "Ma evidentemente non me le ricordavo bene..." "Scusi, ma lei quando li ha conseguiti?" "Mi faccia leggere, l'ho scritto qui..."

Benvenuti in Italia

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(Ricalco, non potendo che ridire tutto uguale, il mio intervento del 30 agosto 2023, aggiornando i dati a consuntivo dell'anno 2023)

La gente oggi ascolta più o meno musica? o più precisamente: quanto è disposta, rispetto al solito, a spendervi qualcosa delle proprie disponibilità esistenziali, anziché dirottarlo su altro, risparmio compreso? a differenza di cibo vestiti ricovero notturno e cure mediche, senza musica a occhio si vive a lungo lo stesso, così come senza viaggi, altro interesse così curiosamente istintivo senza che sia esiziale il farne senza, eppure: eppure quanta musica e quanti viavai 🙂.

Ma vogliamo qualche dato. E allora leggiamo il report dell'industria musicale italiana per il 2023 (ripreso da vari media in questi giorni):

un fatturato di 444 M€ ha voluto dire un non indifferente +18.8% sul 2022 (+10.2% il dato mondiale) che è risultato così composto:
un 65% (+16.2%) di malmostoso (alle mie orecchie 🙂streaming
un 14% (+14.4%) s
u (ai bei tempi raffinato, ora più facilmente degradato anch'esso, a mio parere, a qualità trasmissiva) supporti fisici;

dopodiché: la crescita percentualmente maggiore per il comparto su vinile (+24.3) e una resistenza del CD (+3.8%) significa solo che per questi supporti sono più aumentati (rispetto al downloadato) i ricarichi sui prezzi, o davvero le quantità vendute in assoluto?

Di certo, ed ecco una notazione per la domanda iniziale: la gente l'anno scorso 2023 in Italia non ha tagliato sulla musica, all'attuale crescere generalizzato per non dire speculativo del costo della vita.

E io da acquirente non so se rallegrarmene: maggiori disponibilità all'acquisto uguale crescere dei prezzi, come non me ne fossi già ben accorto senza che me lo rilevassero a bilancio, ma anche ...maggior probabilità di raccolta nell'usato del successivamente gettato via dalla gente 🙂.

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  • 2 weeks later...

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Qualcuno ha già parlato di flop al botteghino, ma cosa vuoi che gliene freghi al maeshtre... 

Dal Corriere:

Cita

Puccini, autore amatissimo ma da qualcuno ancora snobbato. Qual è il suo pensiero in proposito?

«Quando studiavo a Napoli, frequentavo il Teatro San Carlo, e ogni volta che qui si dava un’opera di Puccini, il critico musicale Alfredo Parente si scagliava contro Puccini, ne parlava come se fosse un superficiale autore di musical di bassa lega. Io mi meravigliavo, perché a me Puccini piaceva molto. Studiandolo, mi sono reso conto che negli anni è stata abbandonata ai capricci degli interpreti.

In che senso, maestro?

«L’interpretazione di Puccini è sempre stata deformata da languori e abbandoni che non sono assolutamente previsti dalla partitura. Puccini è precisissimo nella scrittura, indica tutto, i segni d’espressione, le dinamiche. Sappiamo poi che non amava i tempi particolarmente lenti, che teneva all’articolazione precisa delle parole. Segnava il ritmo da adottare col metronomo, pur specificando che esiste anche, sono sue parole, “un metronomo del cuore”. Ma questo non giustifica le esagerazioni e le libertà che sono spesso state riservate alla sua musica. Non è casuale che Puccini amasse Toscanini, un direttore rigoroso, dallo stile asciutto. Riscorrendo e ristudiando le sue partiture, mi sono reso ancor più conto di quanto la sua orchestrazione sia sofisticatissima. Puccini è stato un musicista sommo, dopo Verdi.

Però lei fino ad oggi ha affrontato solo due titoli di Puccini, Tosca e Manon Lescaut

«Come direttore e musicista sono nato a Firenze, e qui le vicende e le occasioni mi hanno portato a concentrarmi su altri autori, come Cherubini, Meyerbeer, Verdi… Di recente, ho deciso di affrontare per la prima volta la Missa Solemnis di Beethoven (con la Chicago Symphony Orchestra ndr), dopo averla studiata per cinquant’anni. Ho diretto Tosca e Manon Lescaut perché allora le sentivo più congeniali alla mia sensibilità: Tosca è un dramma fulmineo, di Manon mi ha sempre interessato l’operazione che qui fa Puccini di rivisitare il Settecento, un Settecento mozartiano.

Corre voce che fra i suoi prossimi progetti ci sia proprio un’opera di Puccini…

«Prima di tirar le cuoia (ride), voglio dirigere La fanciulla del West. Mi interessa molto, per la storia in sé, per l’audacia di Puccini di guardare a un mondo lontano come allora era l’America, per una scrittura orchestrale ricca e modernissima. Ma se ci riesco, la presenterò in forma di concerto».

E in calce, la polemica politica:

 

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Francamente, mai abbinerei Muti a Puccini e pensavo avesse diretto (e inciso per Philips anni '90) solo Tosca. In quel disco, c'erano tanti bei suoni, levigati, potenti, straripanti, l'accompagnamento al canto sempre perfetto, l'orchestra mirabolante ma non uno straccio di "pensiero" o "visione" interpretativa. Ha ragione in teoria il Maestro, nel dire che servirebbe un approccio più soffuso e meno crasso verista, ma lui predica bene e razzola male, giacchè il suo Puccini più recente (Intermezzo da Manon) è scadente proprio perchè sovraccarico di parossismo sonoro.

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8 ore fa, Ives dice:

Francamente, mai abbinerei Muti a Puccini e pensavo avesse diretto (e inciso per Philips anni '90) solo Tosca. In quel disco, c'erano tanti bei suoni, levigati, potenti, straripanti, l'accompagnamento al canto sempre perfetto, l'orchestra mirabolante ma non uno straccio di "pensiero" o "visione" interpretativa. Ha ragione in teoria il Maestro, nel dire che servirebbe un approccio più soffuso e meno crasso verista, ma lui predica bene e razzola male, giacchè il suo Puccini più recente (Intermezzo da Manon) è scadente proprio perchè sovraccarico di parossismo sonoro.

Diciamo che dirigere Puccini perchè "mi ricorda Verdi e Mozart" non è una bella premessa :D Secondo me non è neanche questione di visione interpretativa, non è che gli altri big del podio la avessero, ognuno suona come sa suonare. Sinopoli ci piace tanto perchè, forse per primo, fa suonare Puccini come Strauss e Mahler (cambiando pure mezza partitura, come suo solito), perchè quello è il suo milieu, Muti è un direttore di mentalità ottocentesca e italiana per giunta (anche quando dirige le poche cose del '900 che fa), e quindi lavora coi suoi strumenti, in più ha questo vizietto di levigare il suono che Toscanini certo non aveva, e così vien fuori una roba un po' post-wagneriana stile Catalani. La storia della "nobiltà contro la volgarità" poi è un classico di Muti, ma qui ci vorrebbe ben altro che un aggiornamento della tradizione. Mi stupisce l'interesse tardivo per Fanciulla, una roba quasi espressionista che non so cosa c'entri con un verdiano ottuagenario. Se mai la facesse sarebbe peraltro l'opera in lingua italiana più moderna diretta dal nostro. 

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Del Puccini di Muti esistono anche documenti più recenti, tipo una seconda Tosca fatta in Scala col suo incomprensibile amore Maria Guleghina, nonché una Manon captata da DG con l'improbabile coppia Guleghina-Josè Cura...

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10 ore fa, Majaniello dice:

Diciamo che dirigere Puccini perchè "mi ricorda Verdi e Mozart" non è una bella premessa :D Secondo me non è neanche questione di visione interpretativa, non è che gli altri big del podio la avessero, ognuno suona come sa suonare. Sinopoli ci piace tanto perchè, forse per primo, fa suonare Puccini come Strauss e Mahler (cambiando pure mezza partitura, come suo solito), perchè quello è il suo milieu, Muti è un direttore di mentalità ottocentesca e italiana per giunta (anche quando dirige le poche cose del '900 che fa), e quindi lavora coi suoi strumenti, in più ha questo vizietto di levigare il suono che Toscanini certo non aveva, e così vien fuori una roba un po' post-wagneriana stile Catalani. La storia della "nobiltà contro la volgarità" poi è un classico di Muti, ma qui ci vorrebbe ben altro che un aggiornamento della tradizione. Mi stupisce l'interesse tardivo per Fanciulla, una roba quasi espressionista che non so cosa c'entri con un verdiano ottuagenario. Se mai la facesse sarebbe peraltro l'opera in lingua italiana più moderna diretta dal nostro. 

Rientra tutto nel mio concetto di "visione". Non a caso si è tenuto ben lontano da Puccini, evidentemente non ha trovato una chiave giusta per entrare nel suo mondo sonoro. Passi Tosca, ma appunto Fanciulla la vedo proprio lontanissima anni luce da Muti, per atmosfere e storia...farà qualcosa di dignitoso ma routinario, come la sua Missa Solemnis.

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46 minuti fa, Ives dice:

In autunno programma su Rai1 in seconda serata per la Venezi, dal titolo Musica Maestro...

https://www.libero.it/magazine/news/palinsesti-rai-trionfo-telemeloni-arrivano-barbareschi-latella-venezi-bortone-imbavagliata-128058

Ives con questa notizia ti batto: 

https://www.parmatoday.it/cultura/morgan-saro-il-direttore-di-villa-verdi.html

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Appena qualche giorno fa si era sparsa la notizia che il grande violoncellista brasiliano Antonio Meneses aveva improvvisamente lasciato il suo incarico di insegnamento presso l'Accademia Stauffer di Cremona. Subito dopo, purtroppo, egli stesso ha comunicato la sospensione di ogni attività perché, a seguito della recentissima diagnosi di un aggressivo tumore al cervello, sta già ricevendo cure palliative.

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La Gurzenich-Orchester di Colonia caccia il direttore principale François-Xavier Roth con effetto immediato e più di un anno prima della conclusione del contratto. La causa? Il gentiluomo in questione ha pensato bene di diffondere fotografie dei suoi attributi fra le musiciste dell'orchestra (ma qualche fonte parla anche di una maggiore inclusività comprendendo fra i destinatari anche i maschietti) . Pare che il regalo non sia stato gradito. Insomma, si è messo al livello dei dodicenni che molestano le compagne di scuola.

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14 ore fa, giobar dice:

La Gurzenich-Orchester di Colonia caccia il direttore principale François-Xavier Roth con effetto immediato e più di un anno prima della conclusione del contratto. La causa? Il gentiluomo in questione ha pensato bene di diffondere fotografie dei suoi attributi fra le musiciste dell'orchestra (ma qualche fonte parla anche di una maggiore inclusività comprendendo fra i destinatari anche i maschietti) . Pare che il regalo non sia stato gradito. Insomma, si è messo al livello dei dodicenni che molestano le compagne di scuola.

Ma che vergogna...

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