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Notizie dal mondo della musica classica


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Che noia sta tizia...:lazy:Ricordo che Piero Santi, grande pucciniano e studioso coi controfiocchi, lo definì, da gran signore quale era, "pezzo convenzionale, privo di qualsiasi interesse musicale". In realtà, una vera schifezza. La nostra lo definisce:"...inno patriottico, davvero bello...". E lo dirige in modo pedestre, come tutto quello che tocca, incredibile. Ma in realtà lo tira fuori solamente per far parlare di sè ed attizzare fruste polemiche al sole...

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Che Puccini avesse aderito al fascismo delle origini vuol dire poco, lo fecero anche Vittorini, Bontempelli e Pratolini. Perfino Benedetto Croce, che poi firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti, esordì come ammiratore di Mussolini; e anche Giolitti fino al 1924 fu suo alleato. La destra italiana è da sempre alla disperata ricerca di artisti del passato su cui mettere il cappello, non è una novità. La novità è che stavolta ha vinto le elezioni, ed ecco spiegato il rilievo mediatico accordato ai "fenomeni parastatali" come Venezi e altri nani e ballerine.

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17 ore fa, besugo dice:

"È artista attenta, preparata. Non a caso diventa consulente per la musica classica, lirica del governo Meloni". Ecco... un'altro mattoncino cementato al muro sempre più solido della reputazione pubblica dell' "artista" Venezi, paradossalmente aggiunto per mezzo di un articolo in generale molto critico nei confronti del maestro. Di solito non mi importa molto delle piume altrui, tanto meno di quelle finte, ma insomma, ci sono già i suoi amici camerati a lisciargliele. Comunque la consulenza non è per caso, questo è vero.

 

49 minuti fa, Ives dice:

Che noia sta tizia...:lazy:Ricordo che Piero Santi, grande pucciniano e studioso coi controfiocchi, lo definì, da gran signore quale era, "pezzo convenzionale, privo di qualsiasi interesse musicale". In realtà, una vera schifezza. La nostra lo definisce:"...inno patriottico, davvero bello...". E lo dirige in modo pedestre, come tutto quello che tocca, incredibile. Ma in realtà lo tira fuori solamente per far parlare di sè ed attizzare fruste polemiche al sole...

Io credo ragazzi che lei stia facendo il gioco per cui è stata piazzata lì (in questo senso ironico e "attenta e preparata"), e cioè provare a dimostrare che esiste un modo di fare cultura "di destra", e soprattutto che la destra post-fascista ha dei riferimenti culturali da poter sventolare. E' come se, dopo decenni in cui la sinistra radical-chic, quella delle famiglie milanesi borghesi degli Abbado, Pollini ecc. (guarda caso presi di mira dalla Venezi in una recente intervista), ha monopolizzato gli ambienti culturali del paese, oggi loro dicessero "ecco ora ci siamo noi che non siamo da meno". La sinistra (quale sinistra poi, parliamone..) ha sempre avuto questo complesso di superiorità che ha evidentemente generato nella destra un complesso di inferiorità che oggi, a sua volta, genera una reazione. Nulla di male, il problema è che hanno dimostrato fino ad ora di avere intellettuali scadenti da mettere in campo, e la Venezi è proprio l'espressione di questa mediocrità. Certo, lei è stata scelta anche perchè donna, giovane, avvenente, in qualche modo riconoscibile, "che viene dal popolo" (il papà dirigente di Forza Nuova, più "sociale" di così....); inutile girarci attorno, avrebbero potuto prendere quel campione di Veronesi, pure di area conservatrice, e invece... 

Tra l'altro Bacchetta Nera non mi ha dato neanche il tempo di dirlo che ne ha sfornata un'altra:

https://www.open.online/2023/08/07/beatrice-venezi-critica-elodie-rappresentazione-corpo/

Mi pare chiaro che, in maniera goffa, la nostra con queste dichiarazioni faccia "politica", seppure una politica di costume come si usa oggi. 

 

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1 minuto fa, Majaniello dice:

 

Io credo ragazzi che lei stia facendo il gioco per cui è stata piazzata lì (in questo senso ironico e "attenta e preparata"), e cioè provare a dimostrare che esiste un modo di fare cultura "di destra", e soprattutto che la destra post-fascista ha dei riferimenti culturali da poter sventolare. E' come se, dopo decenni in cui la sinistra radical-chic, quella delle famiglie milanesi borghesi degli Abbado, Pollini ecc. (guarda caso presi di mira dalla Venezi in una recente intervista), ha monopolizzato gli ambienti culturali del paese, oggi loro dicessero "ecco ora ci siamo noi che non siamo da meno".

 

Scusami, ma Abbado e Pollini, che possono pure non piacere, per carità, nella stessa frase con Venezi non ci possono stare. Che la Venezi li critichi è del tutto irrilevante, come è irrilevante lei come artista. Dovremmo semplicemente smettere di parlare di lei, è chiaro che è in cerca di grancasse e tromboni mediatici.

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27 minuti fa, Florestan dice:

Che Puccini avesse aderito al fascismo delle origini vuol dire poco, lo fecero anche Vittorini, Bontempelli e Pratolini. Perfino Benedetto Croce, che poi firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti, esordì come ammiratore di Mussolini; e anche Giolitti fino al 1924 fu suo alleato. La destra italiana è da sempre alla disperata ricerca di artisti del passato su cui mettere il cappello, non è una novità. La novità è che stavolta ha vinto le elezioni, ed ecco i "fenomeni parastatali" come Venezi e altri nani e ballerine.

Beh Puccini si dice proprio contro la democrazia... è un po' il solito discorso dell'uomo forte al comando, da vecchi rinco, però quello è. Puccini morì e fu strumentalizzato, ma Mascagni ad esempio campò sufficientemente a lungo da diventare una specie di compositore di regime. Poi vabbè cerano quelli degli '80, là il discorso si fa un po' più complesso, il duce non è che avesse molto in simpatia la musica strumentale, ognuno di loro aveva rapporti controversi.. Malipiero andava a piagnucolare dal duce quando voleva qualche riconoscimento, visibilità, o la difesa da presunti nemici, Casella probabilmente era più scaltro e spregiudicato ma in fondo faceva gli affari suoi, quello che invece mi sembra ideologicamente vicino è Pizzetti. Anyway...

21 minuti fa, Florestan dice:

Scusami, ma Abbado e Pollini, che possono pure non piacere, per carità, nella stessa frase con Venezi non ci possono stare.

Beh la mia era solo un'analisi... chiaro che Abbado sia cinquantamila volte meglio.

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30 minuti fa, Majaniello dice:

Beh Puccini si dice proprio contro la democrazia... è un po' il solito discorso dell'uomo forte al comando, da vecchi rinco, però quello è.

Anche i comunisti dell'epoca erano contro la democrazia, e lo erano anche molti che diventarono comunisti nel dopoguerra. Perfino molti liberali che poi cambiarono completamente idea, freschi delle ferite del biennio rosso, erano contro la democrazia e rimproveravano a Giolitti l'estensione del diritto di voto agli analfabeti dopo i 30 anni. Rientra tutto nella crisi dello stato liberale di inizio Novecento, che colpì non solo l'Italia: alcuni stati ne uscirono passando direttamente a forme di stato democratico, l'Italia e tante altre nazioni misero in piedi stati totalitari. Puccini lodava Crispi e Bismarck accostando loro una figura che soltanto dopo il 1924, anno della sua morte, si rivelò sostanzialmente diversa come Mussolini, quindi anche Puccini temeva i disordini e le rivendicazioni di braccianti e operai che i primi due avevano represso e con cui Giolitti invece era accusato di essere troppo morbido; la situazione insomma era complessa, sia all'interno del fronte che sosteneva Mussolini sia fra chi non lo appoggiava. Solo dal 1925 in poi le cose diventarono molto più chiare. E anche in quei tempi, c'erano parecchi distinguo: fra Pirandello e D'Annunzio chi prese la tessera fu Pirandello, D'Annunzio detestava Hitler e l'alleanza con la Germania; eppure D'Annunzio ebbe i funerali solenni a cui presenzio tutto lo stato maggiore del fascismo, Pirandello no.

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3 minuti fa, hurdy-gurdy dice:

Per me la state sottovalutando eccessivamente. Forse non riuscite ad afferrare il suo gesto, elegante e deciso, tra i più belli in circolazione. Provate ad attivare anche voi il vostro lato....

20210308-110956452-8708.jpg

:cat_lol:

Per un attimo ho pensato ad una pubblicità di fermenti lattici per l'intestino... invece no, è un prodotto per capelli :cat_lol:

 

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19 ore fa, Majaniello dice:

 

Io credo ragazzi che lei stia facendo il gioco per cui è stata piazzata lì (in questo senso ironico e "attenta e preparata"), e cioè provare a dimostrare che esiste un modo di fare cultura "di destra", e soprattutto che la destra post-fascista ha dei riferimenti culturali da poter sventolare. E' come se, dopo decenni in cui la sinistra radical-chic, quella delle famiglie milanesi borghesi degli Abbado, Pollini ecc. (guarda caso presi di mira dalla Venezi in una recente intervista), ha monopolizzato gli ambienti culturali del paese, oggi loro dicessero "ecco ora ci siamo noi che non siamo da meno". La sinistra (quale sinistra poi, parliamone..) ha sempre avuto questo complesso di superiorità che ha evidentemente generato nella destra un complesso di inferiorità che oggi, a sua volta, genera una reazione. Nulla di male, il problema è che hanno dimostrato fino ad ora di avere intellettuali scadenti da mettere in campo, e la Venezi è proprio l'espressione di questa mediocrità. Certo, lei è stata scelta anche perchè donna, giovane, avvenente, in qualche modo riconoscibile, "che viene dal popolo" (il papà dirigente di Forza Nuova, più "sociale" di così....); inutile girarci attorno, avrebbero potuto prendere quel campione di Veronesi, pure di area conservatrice, e invece... 

Tra l'altro Bacchetta Nera non mi ha dato neanche il tempo di dirlo che ne ha sfornata un'altra:

https://www.open.online/2023/08/07/beatrice-venezi-critica-elodie-rappresentazione-corpo/

Mi pare chiaro che, in maniera goffa, la nostra con queste dichiarazioni faccia "politica", seppure una politica di costume come si usa oggi. 

 

Quello che dici è verissimo.

Io la vedo un po' diversamente però. Lei non è tanto un tentativo di intellettuale "fallito" di destra, ma uno dei tanti esempi che abbiamo oggi dell'abbassamento del livello culturale.

Perché anche nella sinistra chi ci sarebbe oggi di intellettuale? Abbado e Pollini guarda caso non ci sono più o sono alla fine della loro vita (non gliela voglio tirare a Pollini, ma non è certo più un ragazzino).

Che poi ormai si dà dell'intellettuale a chiunque, anche perché non mi pare ci sia una definizione di intellettuale e questo lascia aperto il campo a qualsiasi soluzione. A ben vedere, Abbado e Pollini (per tornare sui nomi già fatti), perché erano intellettuali? Perché erano dei grandi nel loro campo? Forse. Perché erano dei grandi nel loro campo ed erano schierati a sinistra (cosa che per molti era segno di intelligenza = intellettualità - come suona male questa parola -)? Sicuro. Sta tutto lì. Non mi pare di aver mai sentito parlare di Muti come di un intellettuale, ma solo di lui come un grande direttore.

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6 ore fa, superburp dice:

Io la vedo un po' diversamente però. Lei non è tanto un tentativo di intellettuale "fallito" di destra, ma uno dei tanti esempi che abbiamo oggi dell'abbassamento del livello culturale.

Perché anche nella sinistra chi ci sarebbe oggi di intellettuale?

Nessuno in effetti :D anche tu hai ragione...

6 ore fa, superburp dice:

A ben vedere, Abbado e Pollini (per tornare sui nomi già fatti), perché erano intellettuali? Perché erano dei grandi nel loro campo? Forse. Perché erano dei grandi nel loro campo ed erano schierati a sinistra (cosa che per molti era segno di intelligenza = intellettualità - come suona male questa parola -)? Sicuro. Sta tutto lì. Non mi pare di aver mai sentito parlare di Muti come di un intellettuale, ma solo di lui come un grande direttore.

I salotti bene sono sempre stati di questa sinistra ultraborghese perbenista e saccentona, l'ambito musicale non credo faccia eccezione. Abbado provava a fare politica a modo suo, magari non era intellettuale lui ma era sostenuto da un certo sistema di cui faceva parte... Muti è un altro modello, il direttore accentratore appoggiato dal clero, dalle istituzioni, e da una bella fetta di critica compiacente (almeno nell'epoca d'oro). 

On 8/8/2023 at 13:20, Florestan dice:

Puccini lodava Crispi e Bismarck accostando loro una figura che soltanto dopo il 1924, anno della sua morte, si rivelò sostanzialmente diversa come Mussolini, quindi anche Puccini temeva i disordini e le rivendicazioni di braccianti e operai che i primi due avevano represso e con cui Giolitti invece era accusato di essere troppo morbido

Comunque Puccini era giolittiano, almeno all'inizio, ne parlava lui esplicitamente... io credo, leggendo le lettere, che con l'età si sia radicalizzato anche in virtù di questo flirtare di Giolitti coi socialisti. Puccini è sempre stato, anche da giovane, conservatore e antisocialista... ora, premetto che non ho la tua conoscenza della storia, ma quando si cita Crispi, un monarchico, militarista, imperialista, ammirato dallo stesso Mussolini, mi pare che siamo lì. Che poi Mussolini non mantenne quello che promise ok, ma insomma... l'area ideologica del Maestro mi pare chiara.

Qualcuno negli anni ha pure provato a mitigare questa contiguità che nel dopoguerra doveva apparire sconveniente, con congetture per me un po' campate in aria, la verità è che anche nelle sue opere i poveracci rimangono dei poveracci, visti sempre attraverso la lente borghese (Boheme, ma anche, più tragicamente, il Tabarro), non hanno mai possibilità di riscatto. Per collegarmi al discorso di prima, gli Abbado e co. non l'hanno mai sofferto più di tanto, penso lo reputassero un compositore avvezzo ad una visione piccolo-borghese di destra. Aggiungo che anche il personaggio Puccini, guascone, donnaiolo, amante delle auto ecc. era in sintonia con quel mondo lì. 

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All'inizio Mussolini appariva come un novello Crispi, assolutamente sì: pur non avendo né il curriculum militare di Crispi, ex garibaldino della prima ora (ebbe anche una parte importante nella spedizione dei Mille), né quello politico (Mussolini era anzi un ex socialista licenziato dalla direzione dell'Avanti per il suo interventismo all'inizio della Prima guerra mondiale). Dopo il 1924 Mussolini però diventò il dittatore che Crispi non era mai stato: anzi, lo statista siciliano si dovette dimettere dopo le batoste nell'avventura coloniale che aveva voluto (e che dopo qualche anno Giolitti continuò portandola al successo, questo sicuramente poteva piacere a Puccini e non solo). La realtà è che il carissimo nemico Toscanini fece in tempo a vedere in cosa si trasformò il regime mussoliniano, Puccini no: e su come l'avrebbe pensata in proposito non possiamo fare neanche congetture.

Per quanto riguarda gli intellettuali, Luciano Canfora assegna questo titolo anche a chi nelle grandi banche influenza le scelte dei governi; ma lascerei perdere questo discorso, che è lungo. Un grande artista o un grande scienziato è un intellettuale? Certo, anche se non capisce molto altro a parte il campo in cui eccelle: in questo senso anche Puccini era un intellettuale.

Esistono oggi gli intellettuali di sinistra? Non so: esiste oggi una sinistra italiana? Chiedo per sapere. Quanto agli intellettuali di destra, sicuramente ci sono: tali sono Franco Cardini e Massimo Fini, ad esempio: che non piacciano alle mediocrità politiche in auge nell'attuale destra italiana non fa che confermare il loro rilievo. In campo musicale di intellettuali di destra ce ne saranno senz'altro, ma Beatrice Venezi non è fra quelli: il motivo, molto semplice, è che non è un'artista.

Spero di aver spiegato il mio punto di vista: non me ne frega nulla delle ideologie, Karajan e Bohm, e ancor più Gieseking e Cortot, erano fior di nazisti, ma erano artisti veri.

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34 minuti fa, Florestan dice:

Spero di aver spiegato il mio punto di vista: non me ne frega nulla delle ideologie, Karajan e Bohm, e ancor più Gieseking e Cortot, erano fior di nazisti, ma erano artisti veri.

Esatto, alla fine della fiera, è tutto qui, se parliamo di musica/arte. Britten e Copland erano liberal di sinistra, Mahler flirtava coi circoli socialisti viennesi, ma nessuno ne mette in dubbio la primaria grandezza artistica. Qua invece parliamo di un fenomeno quasi circense, assunto agli onori delle cronache nazionali perché "bella donna di destra (?) che dirige", non c'è altro, vuoto pneumatico sia artistico che intellettuale. A peggiorare le cose, fa da consulente al ministero (gratis per fortuna), pur non avendo uno status adeguato al ruolo (e quindi vien da pensare sia stata catapultata dai politici oggi in maggioranza). Deve catalizzare l'attenzione in qualche modo e, complice anche sprovveduti dell'altra sponda, cerca casus belli a manetta sull'Inno a Roma o Mascagni per far parlare di sé. Avete mai visto Muti, che sarebbe, in un paese normale, un conservatore moderato di destra, avere rapporti con queste classi dirigenti? Ovviamente, no e se ne guarda bene. Invece, è molto brava la Scappucci, per rimanere in tema di donne sul podio.

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4 ore fa, Florestan dice:

La realtà è che il carissimo nemico Toscanini fece in tempo a vedere in cosa si trasformò il regime mussoliniano, Puccini no: e su come l'avrebbe pensata in proposito non possiamo fare neanche congetture.

Credo che abbastanza sicuramente si sarebbe integrato nel sistema come hanno fatto tutti i suoi colleghi, con quanta convinzione non si sa... Una congettura almeno la possiamo fare:

Cita

Caro Tito, io non so niente di questo mio rifiuto per la protesta a proposito del bombardamento di Reims. Tu conosci i miei sentimenti e sai anche che benché io sia un germanofilo non ho voluto mai mostrarmi pubblicamente né per una né per l’altra parte deplorando sempre che la guerra sparga i suoi strazi nel mondo e anche perché desidero rimanermene nel mio guscio e nel mio riserbo seguendo la neutralità che il nostro paese s’è imposta.

diciamo che il Puccini ottantenne una seconda guerra non l'avrebbe presa bene probabilmente.

3 ore fa, Ives dice:

Avete mai visto Muti, che sarebbe, in un paese normale, un conservatore moderato di destra, avere rapporti con queste classi dirigenti? Ovviamente, no e se ne guarda bene.

Muti è un conservatore cattolico moderato, ne ha la cultura, l'atteggiamento, il pensiero, persino il suono, ha anche lo status di self-made man tipico della destra (non viene certo dai salotti), ma è più un uomo da prima repubblica :D "Non sono nè di destra nè di sinistra", infatti il centro non esiste più e lui da secoli non ha più riferimenti. Secondo me l'intaccarsi dei riferimenti di potere ne ha logorato il prestigio lungo gli anni '90. Muti è arrivato a Milano come salvatore della patria, è stato per anni coccolato (la critica ha contribuito a crearne il mito, le istituzioni lo hanno protetto) ed è stato cacciato come il male assoluto, alla fine ad Abbado era successa la stessa cosa, si era sgretolato il sistema che l'aveva portato lì (parlo dell'esperienza scaligera ovviamente).

4 ore fa, Ives dice:

Invece, è molto brava la Scappucci, per rimanere in tema di donne sul podio.

Ma non lo sai che l'hip è di sinistra? :P  scherzi a parte, ricordiamo che ha fatto pure una trasmissione con Augias su Rai 3, diciamo che non aveva proprio il giusto profilo...

 

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14 ore fa, superburp dice:

 

Ma questa è solo l'ennesima riprova del fatto che politica e arte è bene che viaggino separati. Un governo, in caso necessiti di esperti in qualche materia, dovrebbe prendere persone competenti in materia a prescindere dal credo politico (cosa che, ad esempio, ha fatto anche Mussolini).

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8 ore fa, Majaniello dice:

Ma non lo sai che l'hip è di sinistra? :P  scherzi a parte, ricordiamo che ha fatto pure una trasmissione con Augias su Rai 3, diciamo che non aveva proprio il giusto profilo...

Anche su Augias, potrà non piacere, ma credo nessuno possa negarne la professionalità e lo stile ed è l'unico che in 40 anni ha portato un pò di classica nel servizio pubblico (semplificata, divulgativa, nazional-popolare, quello che si vuole, ma l'ha fatto...). I primi programmi erano con la consulenza di Roman Vlad, per dire il livello proposto; insieme si prodigarono per la messa in onda del ciclo mahleriano di Bernstein su Rai Tre il sabato sera in prima serata...poi le interviste di Augias ai grandi direttori, ancora oggi godibilissime, trasmesse su Rai5 e RaiStoria.

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Muti è (era?) democristiano, ed è un grande artista.

Auguas e Vlad, due intellettuali veri, consideravano il Mahler di Bernstein un riferimento assoluto, il non plus ultra. Si può discutere questa tesi, che è più un fatto di gusto personale, ma è un'opinione rispettabilissima.

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  • 2 weeks later...

Ossignur, Sir Gardiner aggredisce (con pugni e schiaffi) il basso William Thomas durante le prove de "Les Troyens" di Berlioz. Pare perchè sia uscito dalla parte sbagliata del palco. Il direttore inglese si scusa e annulla tutte le restanti recite dell'opera (per una doverosa pausa di riflessione) tra cui quella molto attesa ai Proms...:o

https://operawire.com/sir-john-eliot-gardiner-apologizes-in-statement-withdraws-from-les-troyens-tour/?fbclid=IwAR1gDE5gKU174uydy1nZGLZMgfU2gVxLV1W_tS222A0HlkZOx0NVukZF8_Q

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9 minuti fa, Ives dice:

Ossignur, Sir Gardiner aggredisce il basso William Thomas durante le prove de "Les Troyens" di Berlioz. Pare perchè sia uscito dalla parte sbagliata del palco. Il direttore inglese si scusa e annulla tutte le restanti recite dell'opera (per una doverosa pausa di riflessione) tra cui quella molto attesa ai Proms...:o

https://operawire.com/sir-john-eliot-gardiner-apologizes-in-statement-withdraws-from-les-troyens-tour/?fbclid=IwAR1gDE5gKU174uydy1nZGLZMgfU2gVxLV1W_tS222A0HlkZOx0NVukZF8_Q

Non vorrei sbagliarmi, ma sembrerebbe la tipica situazione di un soggetto che sta manifestando segni di demenza senile, purtroppo. 

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1 ora fa, glenngould dice:

Non vorrei sbagliarmi, ma sembrerebbe la tipica situazione di un soggetto che sta manifestando segni di demenza senile, purtroppo. 

Pare che fosse già successo una decina d'anni fa... Il maestro sarà focoso di suo. 

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