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Notizie dal mondo della musica classica


kraus
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14 minuti fa, Madiel dice:

io escludo dalla mia sfera intellettuale ogni forma di musica extra classica

Io no, però un certo tenore di discorsi mi fa saltare la mosca.
E mi dispiace che hurdy si sia beccato la mia intemerata, non ce l'avevo certo con lui.

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Scusatemi se dico la mia, ma francamente io trovo desolante l'esternazione di Uto Ughi, e vi spiego perché:

1) afferma un'ovvietà al limite del banale;

2) queste ripetute polemiche di Ughi nei confronti di personalità musicalemente irrilevanti (e sto usando un eufemismo) si possono tradurre così: ehi ragazzi, ricordatevi di me che sono stato un grande anche se adesso non mi caga più nessuno!

Proprio di queste prosopopee si alimentano queste meteore del pop, di cui tra qualche anno non avremo più alcuna notizia. Più che giustamente, direi.

Voi non trovereste imbarazzante, che ne so, Garrone (anche se il paragone con Ughi non è azzeccatissimo, visto che il regista romano di bei film ne sforna con una certa costanza) che si lamenta delle pellicole di Neri Parenti, affermando che queste non sono vero cinema etc.? Io, francamente, sì.

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16 ore fa, Wittelsbach dice:

Io no, però un certo tenore di discorsi mi fa saltare la mosca.
E mi dispiace che hurdy si sia beccato la mia intemerata, non ce l'avevo certo con lui.

Tranquillo, capisco che quando ci sono di mezzo le nostre passioni ci possano essere cose o situazioni che urtano.
Intendevo dire, come è già stato fatto notare, che uscite così tranchant non servono a nulla e anzi possono essere controproducenti. Per il 99.9 periodico % di chi legge, magari solo il titolo, fa la figura del vecchio bacucco rintronato che dall'alto della sua torre d'avorio punta il dito giù verso i ragazzetti che schiamazzano in strada. Qui prodest? A parte chi guadagna dai click online.
Avrebbe potuto dire piuttosto: "Qualcuno dovrebbe dire ai millennials che stanno ascoltando la brutta copia o addirittura la parodia della musica che ascoltavano i loro nonni senza saperlo". Ma questo avrebbe richiesto conoscenza del fenomeno. E come ha detto la Fratta se non si conosce, meglio passare oltre.
Tra l'altro non ho capito bene se lei difende i Manichini tout court o piuttosto l'idea che ci sia arte e cultura anche al di fuori dell'accademia. A me pare la seconda, ma è solo la mia interpretazione. Per questo dicevo che sono sostanzialmente d'accordo. C'è vita anche al di fuori delle nostre camerette per fortuna e non mi piace che si usino a pretesto questi fenomeni per buttare il bambino con l'acqua sporca. Che piaccia o meno a noi è irrilevante.
Discorso diverso il caso Allevi, che si proponeva o veniva proposto come "la nuova classica", come se rappresentasse chissà quale avanguardia. In quel caso qualcuno che lo rimettesse a posto ci stava.
E poi nessuno è obbligato ad ascoltare o celebrare i vari prodotti di sintesi usciti dai laboratori delle major discografiche. David Garrett o Achille Lauro? No, grazie. Siamo ancora liberi di ascoltare, proporre, promuovere, discutere e criticare (se fatto nel modo giusto) ciò che più ci aggrada. Se poi il mondo sceglie comunque di strafogarsi al McDonald peggio per loro. Non vedo l'utilità di crociate, non mi sento chiamato a convertire l'infedele.
Poi ci sarebbe il discorso di chi dovrebbe promuovere e stimolare la classica o le attività culturali in genere, proporre qualcosa che non sia parte del desolante orizzonte che abbiamo davanti da anni. Mi chiedo chi ha interesse ad alzare un pochino l'asticella al popolo bove? A me sembra che si preferisca il buon vecchio panem et circenses, anzi più circenses che altro (vedi la solita palla di San Remo in arrivo a sfracassarci gli ammennicoli per qualche settimana con quel personaggetto insulso e insignificante di Amadeus).
Un'amica che di classica ne sa qualcosa, avendo anche alle spalle un matrimonio con addetto ai lavori, mi ha fatto fare grosse risate l'altro giorno parlando di questa querelle. Pungente come è solitamente, mi ha detto che il maestro avrebbe dovuto rivolgersi al nuovo consulente ministeriale, Il Maetro Venezi, lamentandosi che quei ragazzetti ottengono riconoscimenti senza averne i meriti....

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23 minuti fa, hurdy-gurdy dice:

Un'amica che di classica ne sa qualcosa, avendo anche alle spalle un matrimonio con addetto ai lavori, mi ha fatto fare grosse risate l'altro giorno parlando di questa querelle. Pungente come è solitamente, mi ha detto che il maestro avrebbe dovuto rivolgersi al nuovo consulente ministeriale, Il Maestro Venezi, lamentandosi che quei ragazzetti ottengono riconoscimenti senza averne i meriti....

:cat_lol::cat_lol::cat_lol:

Eh ma è più semplice bruciare una pagliuzza che spostare una trave...

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Il punto l'ha centrato hurdy: Ughi attacca i Maneskin per dire "la musica non-classica fa schifo", almeno così è parso. Che è un'opinione legittima (la stessa di Madiel ad esempio) se espressa con questa chiarezza.

Ricordo un'intervista a Pollini su Rai3 in cui diceva chiaramente che l'unica musica è quella "d'arte, a limite il jazz nei suoi momenti migliori" (manco tutto :D ). Peccato che era lì a promuovere per DG un disco di notturni di Chopin, l'operazione commerciale in campo classico più spinta che si possa immaginare. 

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46 minuti fa, Majaniello dice:

Il punto l'ha centrato hurdy: Ughi attacca i Maneskin per dire "la musica non-classica fa schifo", almeno così è parso. Che è un'opinione legittima (la stessa di Madiel ad esempio) se espressa con questa chiarezza.

Ricordo un'intervista a Pollini su Rai3 in cui diceva chiaramente che l'unica musica è quella "d'arte, a limite il jazz nei suoi momenti migliori" (manco tutto :D ). Peccato che era lì a promuovere per DG un disco di notturni di Chopin, l'operazione commerciale in campo classico più spinta che si possa immaginare. 

Non mi pare, dato che se non erro a suo tempo (querelle su Allevi) aveva in un certo senso eligiato Mina e Modugno, ad esempio. Il punto è che questo ORA è il messaggio che passerà: un vecchio boomer (quanto detesto questi termini) che si scaglia contro la nuova musica perché non la capisce andando ancora di più a dare acqua al mulino di questi personaggi.

In fondo non vale anche qui il detto "non importa se in bene o in male, l'importante è che se ne parli"? Ecco perché, secondo me, nelle sedi dove si fa musica alta la migliore cosa è l'indifferenza. Personalmente, non so nemmeno cosa suonino/cantino/urlino i tizi in questione. So solo che nei concerti mandano abbondantemente a quel paese Putin :mellow:

 

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On 21/1/2023 at 09:34, Ives dice:

Esatto, per i Maneskin valgono le critiche delle riviste del settore, soprattutto all'estero. Anche i presunti outfit spacciati per originali, scopiazzano pedissequamente icone pop/rock degli anni 70/80. E dicasi lo stesso per i loro atteggiamenti finti-provocatori, solo fiction per gonzi. L'errore di Ughi (che va anche lui ahimè nella sezione "ritirati" da 40 anni a questa parte) è di pensare che questi gruppi facciano cultura e arte. Si tratta di operazioni di marketing, più o meno furbe, e nel loro caso commercialmente riuscite. Mi sembra però che anche il Maestro giri a vuoto da decenni ormai, facendosi notare solo per queste intemerate che resistono il tempo di un click (poi ci mette dentro Vivaldi, la scuola non riformata, i ministri incompetenti, un pò di tutto...). Alimenta cosi solo la notorietà del gruppo e l'astio verso la classica.

 

 

8 ore fa, Snorlax dice:

Scusatemi se dico la mia, ma francamente io trovo desolante l'esternazione di Uto Ughi, e vi spiego perché:

1) afferma un'ovvietà al limite del banale;

2) queste ripetute polemiche di Ughi nei confronti di personalità musicalmente irrilevanti (e sto usando un eufemismo) si possono tradurre così: ehi ragazzi, ricordatevi di me che sono stato un grande anche se adesso non mi caga più nessuno!

Proprio di queste prosopopee si alimentano queste meteore del pop, di cui tra qualche anno non avremo più alcuna notizia. Più che giustamente, direi.

Voi non trovereste imbarazzante, che ne so, Garrone (anche se il paragone con Ughi non è azzeccatissimo, visto che il regista romano di bei film ne sforna con una certa costanza) che si lamenta delle pellicole di Neri Parenti, affermando che queste non sono vero cinema etc.? Io, francamente, sì.

Sono d'accordo con queste due opinioni.

Ughi onestamente ha un po' annoiato con questi paternalismi, ok che ha 80 anni e a quell'età diventiamo tutti brontoloni, ma non trovo il senso delle sue dichiarazioni. "I Maneskin non fanno arte". A parte il fatto che, chi sei tu per dirlo? secondo, mi sembra anche un po' sparare sulla croce rossa e soprattutto hanno niente a che vedere tra di loro. Ma si può mai paragonare Maneskin a Vivaldi? Contesti diversi, funzioni diverse, intrattenimento diverso. E' un po' come dire "le partite di calcio il mercoledì sera sono un insulto per il documentario su Eisenstein su Rai Cultura che nessuno guarda". Che senso ha?

Comunque sono anche i media, e anche noi, che un po' ci caschiamo sempre. Come se poi
il parere di Ughi fosse veramente così degno di dibattito; un violinista per carità grandissimo, ma che non ha mai dimostrato una profonda cultura musicale (lo dimostrano tutti gli strafalcioni che dice durante le sue lezioni-concerto). 

On 22/1/2023 at 18:28, Majaniello dice:

Rassicuriamo la direttrice che i Litfiba sono meglio dei Maneskin :cat_evil:

poco ma sicuro!

3 ore fa, Wittelsbach dice:

@hurdy-gurdy comunque il povero Garrett quando era giovane ha fatto anche della roba artisticamente di rispetto! Poi purtroppo ha deciso di intraprendere una strada considerata trash sia dai "classicisti" che dagli altri... 😁

Garrett porta ancora avanti una carriera di stampo classico, anche se non ha lo stesso risalto delle "carnevalate". Io ad esempio l'ho accompagnato nel Concerto di Tchaikovsky, suonato egregiamente direi. 

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On 16/7/2022 at 15:15, Majaniello dice:

https://www.open.online/2022/07/16/verona-aida-accuse-razzismo-blackface-anna-netrebko/

Premetto che mi sembra la solita polemica inutile e politicamente corretta, e che un trucco di scena per me non ha alcun significato se non appunto "scenografico" ... Eppure dobbiamo dire che la Verrett o Price non si sbiancavano mica per interpretare ruoli bianchi; così un'Aida bianca non mi scandalizzerebbe, l'impuntarsi della Netrebko mi sembra quindi un'esagerazione pure.

Segnalo:

la rivista "Calibano" del Teatro dell'Opera di Roma (al volo non trovo un sito ufficiale)

che si avvia con un numero Zero (gennaio 2023 EAN:9791280263650) sull'argomento in questione.

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...Raffaella Carrà diventerà un'opera lirica dopo il placet degli eredi al progetto del compositore Lamberto Curtoni, libretto della drammaturga Renata Ciaravico e del noto critico musicale Alberto Mattioli; dirigerà l'orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo il compositore Carlo Boccadoro. Esordio a settembre, titolo "Raffa in the Sky"...

https://milano.repubblica.it/cronaca/2023/01/31/news/raffaella_carra_diventa_unopera_lirica_bergamo_brescia_capitali_cultura_2023-385932978/

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33 minuti fa, Ives dice:

...Raffaella Carrà diventerà un'opera lirica dopo il placet degli eredi al progetto del compositore Lamberto Curtoni, libretto della drammaturga Renata Ciaravico e del noto critico musicale Alberto Mattioli; dirigerà l'orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo il compositore Carlo Boccadoro. Esordio a settembre, titolo "Raffa in the Sky"...

https://milano.repubblica.it/cronaca/2023/01/31/news/raffaella_carra_diventa_unopera_lirica_bergamo_brescia_capitali_cultura_2023-385932978/

Progetto bizzarro, però interessante. Il compositore non lo conosco, ma on line si sente qualcosa:

Musica cinematografica tonalissima e accademica, niente di speciale e tutto già sentito, ma forse uno stile così è anche adatto al soggetto. Chi vivrà... sentirà! :D

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Chissà, ma forse ci volevano gli inglesi o gli americani. Mi viene in mente Turnage, che fece una cosa simile, però su una playmate americana morta a 39 anni e dal seno enorme. Nel suo genere, spettacolo riuscito. Cast strepitoso, peraltro. Io l'avrei fatta comporre a Boccadoro.

Anne-Nicole.jpg

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3 ore fa, Ives dice:

Chissà, ma forse ci volevano gli inglesi o gli americani. Mi viene in mente Turnage, che fece una cosa simile, però su una playmate americana morta a 39 anni e dal seno enorme. Nel suo genere, spettacolo riuscito. Cast strepitoso, peraltro. Io l'avrei fatta comporre a Boccadoro.

Mi sa di sì ! in Italia scriveva su soggetti così un Ferrero, che per altro ha pure composto un'opera su Marylin Monroe, che è un guazzabuglio di stili di marca neo-romantici, neo-tonali e pop in un bel minestrone post moderno.

Non riesco proprio a immaginarmi come tonale la musica per la scena in cui Raffaella ci tiene sulle spine prima di dirci il numero esatto dei famosi fagioli nel barattolo :cat_lol: Una bella tensione-sospensione berghiana! :cat_lol: E poi deflagra in una bella marcetta schnittkeana quando al telefono indovinano e tutto lo studio viene giù dalla gioia ! :cat_lol: 

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11 ore fa, Ives dice:

Chissà, ma forse ci volevano gli inglesi o gli americani. Mi viene in mente Turnage, che fece una cosa simile, però su una playmate americana morta a 39 anni e dal seno enorme. Nel suo genere, spettacolo riuscito. Cast strepitoso, peraltro. Io l'avrei fatta comporre a Boccadoro.

Anne-Nicole.jpg

Non puoi liquidarla così facilmente come una semisconosciuta! Ha fatto anche Una pallottola spuntata 33 1/3!

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7 ore fa, superburp dice:

Non puoi liquidarla così facilmente come una semisconosciuta! Ha fatto anche Una pallottola spuntata 33 1/3!

Non era affatto mia intenzione liquidarla e infatti non l'ho detto, anzi negli USA pare sia ancora oggetto (inspiegabile) di culto, icona pop degli anni '90. E l'opera di Turnage diretta da Pappano lo conferma. Forse la morte prematura, che ricorda vagamente quella della Monroe, ne ha fatto il solito santino da venerare, ma artisticamente valeva nulla, faceva solo tristezza per come venne sfruttata. A 26 anni sposò un miliardario quasi novantenne, cercò in ogni modo di intascare la sua eredità, perse un figlio adolescente, e morì obesa a 39 anni per un'overdose di farmaci. Vero, partecipò al terzo film della saga con Nielsen, ma la sua carriera cinematografica non decollò mai. E' ricordata in Italia per la copertina di Playboy (con seno di plastica?). L'opera di Turnage è tragicomica, avendo inserito anche la morte del figlio; non è un capolavoro, ma possiede quel ritmo indiavolato e quella padronanza di vari generi che è essenziale quando tratti soggetti del genere provenienti dal mondo dello spettacolo e della pubblicità.

15 ore fa, Madiel dice:

Non riesco proprio a immaginarmi come tonale la musica per la scena in cui Raffaella ci tiene sulle spine prima di dirci il numero esatto dei famosi fagioli nel barattolo :cat_lol: Una bella tensione-sospensione berghiana! :cat_lol: E poi deflagra in una bella marcetta schnittkeana quando al telefono indovinano e tutto lo studio viene giù dalla gioia ! :cat_lol: 

:cat_lol:

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Sempre immediati le riflessioni e il dibattito sugli enfant prodige, sugli straordinari e affascinanti esempi di professionalità precoce, con quanto di conforto e speranza per il genere umano e quanto di perplessità per forzature se non deformazioni in età evolutive, che anche non infrequentemente si risolvono in disadattamenti, alla maggiore età.

Alla sua seconda edizione 15-16 gennaio 2023, il Concorso Internazionale Piero Farulli, rivolto specificamente agli ensemble di giovanissimi, ha premiato il Quartetto d'archi dei fratelli Breshears: beh, chapeau, sono questi ragazzini, e sono sempre stati in questi loro primi anni di formazione, davvero bravissimi!

 

Il loro canale YouTube qui.

La performance al Premio Farulli.
 

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