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Notizie dal mondo della musica classica


kraus
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12 ore fa, Majaniello dice:

Perchè non lanciamo una rubrica sui grandi rinco della storia della musica classica?

secondo me viene fuori una bella carrellata...

Ultimo concerto di Bernstein (da cui un noto disco della DG con Britten):

Il Celi sempre con Beethoven:

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5 ore fa, Ives dice:

Il problema non è l'età in sè, come diceva Oize a 80 si può stare bene e dirigere dignitosamente, ma quanto il fatto che Barenboim si fosse parecchio imbolsito musicalmente, sia come direttore che come pianista. Le ultime cose che ho sentito di lui, sonate di Schubert e l'integrale di Schumann o il disco di Elgar, erano davvero stracche, con tempi larghissimi ma privi di tensione. Le ultime cose ottime per me le ha fatte nell'opera (soprattutto Wagner ma anche Tchaikovsky) ma risalgono ai primi 2000 ormai.

Dopo i sessanta iniziano e venir meno le capacità intellettuali, per la maggior parte, non è solo una questione di salute fisica. Vero che la vita si è allungata molto e a ottant'anni magari si può ancora dire qualcosa d'interessante, ma trovo che sia comunque una esibizione e un attaccamento morboso alla professione (diciamo pure esibizionismo o narcisismo). Il pubblico va a sentire il concerto con il vecchio al pianoforte o sul podio, ad assistere all'evento e, magari, a criticarlo se succede qualcosa di spiacevole.

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15 minuti fa, Madiel dice:

Dopo i sessanta iniziano e venir meno le capacità intellettuali, per la maggior parte, non è solo una questione di salute fisica. Vero che la vita si è allungata molto e a ottant'anni magari si può ancora dire qualcosa d'interessante, ma trovo che sia comunque una esibizione e un attaccamento morboso alla professione (diciamo pure esibizionismo o narcisismo).

Ma perché?

Il pubblico va a sentire il concerto con il vecchio al pianoforte o sul podio, ad assistere all'evento e, magari, a criticarlo se succede qualcosa di spiacevole.

Vabbé, ma allora è il pubblico che deve farsi due domande, non il vecchiaccio di turno...:cat_lol::cat_lol:

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39 minuti fa, Snorlax dice:

Vabbé, ma allora è il pubblico che deve farsi due domande, non il vecchiaccio di turno...:cat_lol::cat_lol:

E allora bisogna aiutarlo ad arrivare alla porta :cat_lol:

Cita

Ma perché?

Perché è evidente in tutti coloro che si sentono necessari alla causa a settant'anni suonati, specie quando non hanno più niente da aggiungere a una carriera gloriosa e tutto da perdere cadendo nel ridicolo. Colmano il vuoto. Gli applausi, le ovazioni e l'approvazione sono come una droga - ma coloro che hanno questo problema lo fanno passare come "affezione" del pubblico nei loro confronti. 

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On 10/1/2023 at 16:11, Madiel dice:

Dopo i sessanta iniziano e venir meno le capacità intellettuali, per la maggior parte, non è solo una questione di salute fisica. Vero che la vita si è allungata molto e a ottant'anni magari si può ancora dire qualcosa d'interessante, ma trovo che sia comunque una esibizione e un attaccamento morboso alla professione (diciamo pure esibizionismo o narcisismo). Il pubblico va a sentire il concerto con il vecchio al pianoforte o sul podio, ad assistere all'evento e, magari, a criticarlo se succede qualcosa di spiacevole.

Si, ma comunque ci sono un bel po' di eccezioni; sia morte che viventi. 

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On 10/1/2023 at 17:00, Madiel dice:

E allora bisogna aiutarlo ad arrivare alla porta :cat_lol:

Perché è evidente in tutti coloro che si sentono necessari alla causa a settant'anni suonati, specie quando non hanno più niente da aggiungere a una carriera gloriosa e tutto da perdere cadendo nel ridicolo. Colmano il vuoto. Gli applausi, le ovazioni e l'approvazione sono come una droga - ma coloro che hanno questo problema lo fanno passare come "affezione" del pubblico nei loro confronti. 

Alcuni pianisti, ebbero successo proprio in età avanzata, un esempio è Raoul Pugno, pianista francese che ha vissuto verso la fine del 19 secolo. 

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15 minuti fa, glenngould dice:

La miglior arma è l'indifferenza.

Una critica dal Maestro Ughi è troppo per i Maneskin

:D :D

Disse lui stesso di Allevi: "è un nano non solo paragonato a Mozart o Chopin, ma anche rispetto a Mina o Modugno", lo stesso vale per i Maneskin. 

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2 ore fa, Pollini dice:

:D :D

Disse lui stesso di Allevi: "è un nano non solo paragonato a Mozart o Chopin, ma anche rispetto a Mina o Modugno", lo stesso vale per i Maneskin. 

Infatti, l'indignazione di Uto Ughi non mi stupisce, credo che l'avrebbe riservata a qualsiasi altro gruppo rock di successo. Per quel che so io i Maneskin sono disprezzati anche da artisti e da critici del loro settore, sono in pratica dei mediocri anche dal punto di vista dell'ascoltatore pop.

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34 minuti fa, Majaniello dice:

Infatti, l'indignazione di Uto Ughi non mi stupisce, credo che l'avrebbe riservata a qualsiasi altro gruppo rock di successo. Per quel che so io i Maneskin sono disprezzati anche da artisti e da critici del loro settore, sono in pratica dei mediocri anche dal punto di vista dell'ascoltatore pop.

Vengon più visti come manieristi, che incarnano per marketing lo stereotipo del gruppo Rock, ma senza averne veramente il carattere e l'ethos. Un po' insomma gli Allevi del Rock :D :D .

Comunque non è sede per parlarne, magari apriamo un thread nella Sezione apposita.

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15 ore fa, Majaniello dice:

Infatti, l'indignazione di Uto Ughi non mi stupisce, credo che l'avrebbe riservata a qualsiasi altro gruppo rock di successo. Per quel che so io i Maneskin sono disprezzati anche da artisti e da critici del loro settore, sono in pratica dei mediocri anche dal punto di vista dell'ascoltatore pop.

Esatto, per i Maneskin valgono le critiche delle riviste del settore, soprattutto all'estero. Anche i presunti outfit spacciati per originali, scopiazzano pedissequamente icone pop/rock degli anni 70/80. E dicasi lo stesso per i loro atteggiamenti finti-provocatori, solo fiction per gonzi. L'errore di Ughi (che va anche lui ahimè nella sezione "ritirati" da 40 anni a questa parte) è di pensare che questi gruppi facciano cultura e arte. Si tratta di operazioni di marketing, più o meno furbe, e nel loro caso commercialmente riuscite. Mi sembra però che anche il Maestro giri a vuoto da decenni ormai, facendosi notare solo per queste intemerate che resistono il tempo di un click (poi ci mette dentro Vivaldi, la scuola non riformata, i ministri incompetenti, un pò di tutto...). Alimenta cosi solo la notorietà del gruppo e l'astio verso la classica.

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45 minuti fa, Ives dice:

Esatto, per i Maneskin valgono le critiche delle riviste del settore, soprattutto all'estero. Anche i presunti outfit spacciati per originali, scopiazzano pedissequamente icone pop/rock degli anni 70/80. E dicasi lo stesso per i loro atteggiamenti finti-provocatori, solo fiction per gonzi. L'errore di Ughi (che va anche lui ahimè nella sezione "ritirati" da 40 anni a questa parte) è di pensare che questi gruppi facciano cultura e arte. Si tratta di operazioni di marketing, più o meno furbe, e nel loro caso commercialmente riuscite. Mi sembra però che anche il Maestro giri a vuoto da decenni ormai, facendosi notare solo per queste intemerate che resistono il tempo di un click (poi ci mette dentro Vivaldi, la scuola non riformata, i ministri incompetenti, un pò di tutto...). Alimenta cosi solo la notorietà del gruppo e l'astio verso la classica.

Esattamente, ripeto, per me la migliore arma è l'indifferenza 

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3 ore fa, Ives dice:

Esatto, per i Maneskin valgono le critiche delle riviste del settore, soprattutto all'estero. Anche i presunti outfit spacciati per originali, scopiazzano pedissequamente icone pop/rock degli anni 70/80. E dicasi lo stesso per i loro atteggiamenti finti-provocatori, solo fiction per gonzi.

Esattamente quel che penso anch'io. Lo specchio del solito ciclo ribellione -> mainstream -> tradizione, altro non sono che manichini di quel museo che è diventato anche il popular, con tanto persino di studi accademici e di un vero e proprio "canone" di classici (Beatles, Stones, Pink Floyd) che possono esser manierati dai Maneskin di turno.

Manco c'è da perderci tempo, preferisco scriver la mia musica e basta.

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E ora la direttrice Fratta su facebook si esibisce in una perfetta acrobazia di relativismo e di sindrome di Stoccolma:

 

UTO UGHI 🎻 CONTRO MANESKIN 🎤 

Una volta ho letto che chi fa classica non fa jazz, chi fa jazz non fa pop, chi non fa pop non fa nulla. 
Siamo così, amiamo i compartimenti stagni, le divisioni, le scissioni. ☠️

Che nessuno si mischi con l’altro per carità! Che l’accademia continui a dettare le regole, che i musicisti classici continuino a sentirsi superiori (salvo poi non riuscire ad improvvisare neanche due note senza spartito), che l’arte e la cultura si continuino a pensare univocamente, come un monolite. 

Chi decide cos’è arte e cosa no? 

Caro Maestro Ughi, amico personale e violinista col suono più bello del mondo, la tua - e anche la mia - di cultura e di arte sono una possibilità. Forse neanche la migliore. 
Le musiche, le arti, le culture sono tante, variegate, plurali. Non dobbiamo capirle tutte, non possiamo occuparci di tutte, non siamo in grado di frequentarle tutte, non ci devono piacere tutte e quindi non dovremmo parlare di ciò che non conosciamo, solo provare ad ammetterlo come alternativa. 

Siamo ancora un Paese lontano anni luce dalle libertà di movimento, di espressione; distanti dai mondi musicali inglesi o d’oltre oceano, da quei posti profondamente plurali in cui l’artista difficilmente vive di scissionismi e molto più facilmente, serenamente e abitualmente sceglie di spostarsi da un genere all’altro, di interessarsi a stili, mondi diversi per diventare migliori nel proprio di mondo. 

Uto 🎻 ti voglio bene e ti stimo, e lo sai, ma, se non lo hai fatto per promozione del tuo programma e per far parlare di te, secondo me era meglio non avventurarsi in giudizi su galassie artistiche di cui non sai nulla. Il rock fatto bene è arte. Un’altra dalla tua. Il pop fatto bene è arte. Un’altra dalla tua. Se ti piace Michelangelo e non ti piace Fontana, non puoi dire che Fontana non sia un artista, perché squarciava la tela. 

Hai detto che sono solo delle urla le loro. E se anche fosse? Urlare è quello di cui ci sarebbe bisogno molto più spesso. 

E poi ci sono casi in cui sarebbe meglio tacere. 

Con tanta stima immutata per la tua storia artistica, per il tuo suono, per la tua arte. Una delle arti possibili. 

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Io mi sento in totale diritto di giudicare. Vogliamo giudicarli sulla base del loro ambito? Ok, rispetto ai Beatles, ai Led Zeppellin od ai Pink Floyd i Maneskin sono triti, mediocri, manieristici e non apportano nulla di nuovo e "contestatore". Non ho altro da dire.

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

E ora la direttrice Fratta su facebook si esibisce in una perfetta acrobazia di relativismo e di sindrome di Stoccolma

Rassicuriamo la direttrice che i Litfiba sono meglio dei Maneskin :cat_evil:

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2 ore fa, Majaniello dice:

Rassicuriamo la direttrice che i Litfiba sono meglio dei Maneskin :cat_evil:

Ormai sono così abituato ai Social che stavo cercando la reaction "Haha" come su Facebook, ma mi trovo costretto ad aggiungere una faccina qui: :lol: :lol: .

Comunque si, a dover scegliere il male minore allora mi tenevo i Litfiba...

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Ma quale figura? In che senso? Non si può più dire che qualcosa fa schifo semplicemente perché fa schifo e basta? Vogliamo farci arredare il comodino dalla società culturalmente e antropologicamente in sfacelo che ci circonda? Dobbiamo aver paura a non incensare un gruppetto di scimmie urlatrici perché altrimenti qualche bamboccio millenial inarca il sopracciglio? Quelli come la Fratta io li definisco in un modo: collaborazionisti.

Oltretutto: che c'entra il sapere improvvisare? Me lo spiega, il maestro Fratta?
 

Scusate, ma io ne ho fin sopra i capelli del relativismo, dei fervorini edificanti tipo "la musica è tutta bella". Tutta bella un par de ciufoli! E perdonate se sono animoso, chiamo a testimonio l'altro admin @Madiel 💖

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

Ma quale figura? In che senso? Non si può più dire che qualcosa fa schifo semplicemente perché fa schifo e basta? Vogliamo farci arredare il comodino dalla società culturalmente e antropologicamente in sfacelo che ci circonda? Dobbiamo aver paura a non incensare un gruppetto di scimmie urlatrici perché altrimenti qualche bamboccio millenial inarca il sopracciglio? Quelli come la Fratta io li definisco in un modo: collaborazionisti.

Oltretutto: che c'entra il sapere improvvisare? Me lo spiega, il maestro Fratta?
 

Scusate, ma io ne ho fin sopra i capelli del relativismo, dei fervorini edificanti tipo "la musica è tutta bella". Tutta bella un par de ciufoli! E perdonate se sono animoso, chiamo a testimonio l'altro admin @Madiel 💖

Io non sapevo proprio chi fossero questi tizi fino a un anno fa, e non li ho mai sentiti cantare né prima e né dopo perché, come sai, io escludo dalla mia sfera intellettuale ogni forma di musica extra classica. Apparivano ovunque sui media! Rimasi subito perplesso per un aspetto caratteristico della questione: il loro capo veniva incensato esclusivamente per il sedere rasato che metteva in faccia alle signore (o signori) ai concerti :D Questo è il livello, per cui tiriamo pure e senza indugio lo sciacquone. Ben vengano coloro che denunciano il bidone Maneskin!

La musica non è tutta bella, però la vera musica è solo quella classica, anche quando è brutta! :cat_goofy:

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