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Notizie dal mondo della musica classica


kraus
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On 12/9/2021 at 22:35, Majaniello dice:

Se è per questo la stagione 2021/22 della CSO prevede anche la sinfonia 11 di Glass. Molto mutiana devo dire :D  

Vero, ho visto la partitura nel suo studio in un video... 😮

Ma la Ricciarelli perchè partecipa a questo ciarpame televisivo? Mi pare che avesse intrapreso, con una certa fortuna, l'attività di attrice cinematografica...vabbè che anni fa, fece la Fattoria...... :stun:

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  • 1 month later...
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L'amore per il pianoforte di João Carlos Martins, 81 anni, va oltre ogni limite. La sua storia sembra quasi un film di fantascienza: grazie a speciali guanti ultra-tecnologici può tornare a suonare il pianoforte dopo che una grave malattia glielo ha impedito per 21 lunghissimi anni. Il musicista e pianista di fama internazionale, è riuscito a suonare di nuovo il pianoforte, a emozionare e a emozionarsi dopo tanto tempo. Nonostante la distonica focale, un incidente, un'aggressione e altre coincidenze poco fortunate che si siano accanite sulle sue mani - tanto da essere stato soprannominato "il pianista sfortunato" - il musicista e direttore d'orchestra brasiliano non si è dato per vinto. Un paio di guanti creati dal designer Ubiratan Bizarro Costa gli hanno restituito il suo tocco. Quando li ha indossati per la prima volta e ha potuto, di nuovo, suonare, non è riuscito a trattenere le lacrime di gioia.

https://video.repubblica.it/tecnologia/tech/guanti-bionici-per-tornare-a-suonare-la-storia-di-carlos-martins-il-pianista-piu-sfortunato/404595/405305

😢

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  • 3 weeks later...
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4 ore fa, glenngould dice:

Sarebbe troppo facile,Glenn, dire che anche questa regia ha raschiato il fondo del barile, che, in nome dell'inedito e dell'eccentrico, ogni trovata è lecita se non persino benaccetta.

Tosca che muore uccisa a revolverate dalla Marchesa "beltade ignota,cinta di chiome bionde", sembra una stravaganza registica tirata per i capelli, ma, a ben guardare, ha una sua logica stringente perché riprende il filo della gelosia, interrotto nel primo atto dal fascinoso Andante sostenuto "Qual occhio al mondo" con cui il bel Mario lusinga e ammansisce la gelosissima Floria.

A ben vedere è proprio la gelosia di Tosca la miccia che innesca la tragedia. E non a caso il perfido Scarpia si paragona a Jago. Quindi la trovata del regista per il finale è più che giustificata.

 

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37 minuti fa, Pinkerton dice:

Sarebbe troppo facile,Glenn, dire che anche questa regia ha raschiato il fondo del barile, che, in nome dell'inedito e dell'eccentrico, ogni trovata è lecita se non persino benaccetta.

Tosca che muore uccisa a revolverate dalla Marchesa "beltade ignota,cinta di chiome bionde", sembra una stravaganza registica tirata per i capelli, ma, a ben guardare, ha una sua logica stringente perché riprende il filo della gelosia, interrotto nel primo atto dal fascinoso Andante sostenuto "Qual occhio al mondo" con cui il bel Mario lusinga e ammansisce la gelosissima Floria.

A ben vedere è proprio la gelosia di Tosca la miccia che innesca la tragedia. E non a caso il perfido Scarpia si paragona a Jago. Quindi la trovata del regista per il finale è più che giustificata.

 

Sai che proprio in questo caso avrei detto più o meno la stessa cosa che tu hai detto meglio? Non mi sembra in fondo così stravagante

 

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Spero che sia stato letto l'articolo e non solo il titolo.

Perché qui la stravaganza sarebbe, a mio modesto modo di vedere, il problema minore dato che di porcherie ne abbiamo viste ben più succulente in questo senso.

L'articolo parla di cambiamenti nel testo, nei riferimenti ecclesiastici, senza considerare il fatto che anche le didascalie fanno parte del corpo del testo del libretto licenziato da Illica e Giacosa e che, di conseguenza, il testo proposto in questo caso non rispetterebbe l'ultima volontà degli autori in barba alla filologia.

Inoltre, il cambiamento  del suicidio in omicidio fa perdere di senso proprio quello "Scarpia avanti a Dio!": Tosca incredibilmente non pensa a raggiungere Mario nell'aldilà, ma Scarpia per sedere davanti al tribunale divino.  Cioè avanti a Dio non ci viene mandata, ci va e non per disperazione, ma per ricevere quella giustizia che in terra le è stata negata ("nell'ora del dolore perché, Signore, me ne rimuneri così?").

Se la forzatura del testo è irritante, il cambiamento di esso è deplorevole.

Perdonatemi, rileggendo quanto ho scritto, volevo specificare che il tutto è senza polemica

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1 ora fa, glenngould dice:

Spero che sia stato letto l'articolo e non solo il titolo.

Perché qui la stravaganza sarebbe, a mio modesto modo di vedere, il problema minore dato che di porcherie ne abbiamo viste ben più succulente in questo senso.

L'articolo parla di cambiamenti nel testo, nei riferimenti ecclesiastici, senza considerare il fatto che anche le didascalie fanno parte del corpo del testo del libretto licenziato da Illica e Giacosa e che, di conseguenza, il testo proposto in questo caso non rispetterebbe l'ultima volontà degli autori in barba alla filologia.

Inoltre, il cambiamento  del suicidio in omicidio fa perdere di senso proprio quello "Scarpia avanti a Dio!": Tosca incredibilmente non pensa a raggiungere Mario nell'aldilà, ma Scarpia per sedere davanti al tribunale divino.  Cioè avanti a Dio non ci viene mandata, ci va e non per disperazione, ma per ricevere quella giustizia che in terra le è stata negata ("nell'ora del dolore perché, Signore, me ne rimuneri così?").

Se la forzatura del testo è irritante, il cambiamento di esso è deplorevole.

Perdonatemi, rileggendo quanto ho scritto, volevo specificare che il tutto è senza polemica

Nessuna polemica, anzi, esprimi concetti che in genere condivido. Ma, a leggere proprio tutto l'articolo, mi viene da pensare che, a volte, qualche stravolgimento "ci può stare": discutibilissimo, è vero, è un rischio che si può correre se lo spettacolo funziona. Poi, magari, se fossi a teatro e mi rendessi conto che è davvero uno scempio, non esiterei un attimo a fischiare e buare, non sono il tipo da applausi di circostanza o da silenzio di tomba. E quanto al testo del libretto, ricordiamoci che spesso sono gli stessi cantanti, per questioni di memoria o per esigenze foniche del momento, a fare cambiamenti persino grotteschi e non vedo molti che si scandalizzano. Se per una volta il mutamento è previsto dal regista...

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Io ribalto il discorso. Non ho visto ovviamente l'allestimento (diciamo che "raccontato" non fa lo stesso effetto) però prendo di buon grado le modifiche che vanno nella direzione del levare un po' di polvere dalla tradizione del Puccini oleografico, tutto concentrato sulle belle melodie, i costumi d'epoca ecc. (per questo sono fan del Puccini "tutto sbagliato" di Sinopoli). So che esistono le note del libretto, ma esiste anche un fortissimo sottotesto psicologico (anzi direi psicanalitico) che è il cuore della poetica pucciniana e che spesso al pubblico non arriva (ricordo ancora una discussione tra noi su Manon dove questa figura piuttosto meschina era addirittura percepita come un'eroina). Se una forzatura può essere utile a far emergere certi aspetti perchè no; a qualcuno può stupire la mia posizione, ma in realtà è ciò che ho sempre sostenuto, e cioè che l'arbitrio diventa distorsione solo quando va nella direzione opposta al pensiero dell'autore (la romanticizzazione della poetica barocca mi pare un cortocircuito esemplare in questo senso).

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4 ore fa, Majaniello dice:

Io ribalto il discorso. Non ho visto ovviamente l'allestimento (diciamo che "raccontato" non fa lo stesso effetto) però prendo di buon grado le modifiche che vanno nella direzione del levare un po' di polvere dalla tradizione del Puccini oleografico, tutto concentrato sulle belle melodie, i costumi d'epoca ecc. (per questo sono fan del Puccini "tutto sbagliato" di Sinopoli). So che esistono le note del libretto, ma esiste anche un fortissimo sottotesto psicologico (anzi direi psicanalitico) che è il cuore della poetica pucciniana e che spesso al pubblico non arriva (ricordo ancora una discussione tra noi su Manon dove questa figura piuttosto meschina era addirittura percepita come un'eroina). Se una forzatura può essere utile a far emergere certi aspetti perchè no; a qualcuno può stupire la mia posizione, ma in realtà è ciò che ho sempre sostenuto, e cioè che l'arbitrio diventa distorsione solo quando va nella direzione opposta al pensiero dell'autore (la romanticizzazione della poetica barocca mi pare un cortocircuito esemplare in questo senso).

Discorso interessante, che mi pare applicabile anche a tutte quelle opere in cui il libretto, lungi dall'essere espressione della precisa volontà dell'autore dell'opera, è invece il frutto di compromessi, di pressioni della censura, di una raccolta di trovate drammaturgiche del momento. Penso, per citare un caso illustre, alle vicende che segnarono la nascita di Un ballo in maschera di Verdi, opera che ben si presta a manipolazioni drammaturgiche anche radicali.  

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3 ore fa, giobar dice:

Discorso interessante, che mi pare applicabile anche a tutte quelle opere in cui il libretto, lungi dall'essere espressione della precisa volontà dell'autore dell'opera, è invece il frutto di compromessi, di pressioni della censura, di una raccolta di trovate drammaturgiche del momento. Penso, per citare un caso illustre, alle vicende che segnarono la nascita di Un ballo in maschera di Verdi, opera che ben si presta a manipolazioni drammaturgiche anche radicali.  

Non solo, c'è anche l'aspetto dell'adattamento poetico del testo in prosa che a volte porta con sè lacune e contraddizioni drammaturgiche. Nella Tosca di Puccini ad esempio manca tutta la parte in cui Tosca torna a casa da Cavaradossi col ventaglio della presunta amante e il conseguente chiarimento tra i due, che all'inizio del secondo atto dell'opera noi possiamo solo intuire. Sono spazi che si possono riempire, come dire. E poi non ci sono solo le ragioni psicologiche, ma anche quelle politiche (giustamente citavi Verdi, dove puoi lavorare tanto ma sempre all'interno di un pensiero molto chiaro e lucido). In Tosca si mette in scena l'incontro-scontro tra il rivoluzionario illuminista Cavaradossi e la borghesissima cattolica Tosca, con tutte le contraddizioni del caso. Trovo ad esempio molto corretto mettere in luce le affinità tra Tosca e Scarpia (due che in fondo provengono dallo stesso humus e si piacciono reciprocamente in maniera ben più viscerale, seppur malata), anche a costo di qualche forzatura sull'originale. Insomma per un interprete l'importante è navigare nella stessa direzione ideologica, secondo me.

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@Majaniello e @Pinkerton io vi presto il fianco e voi mi pugnalate così :D

Intanto grazie per aver risposto (anche giobar); comprendo il vostro punto di vista e in talune cose posso anche essere d'accordo. Nel caso specifico, come spiegato nel mio intervento, la forzatura mi era sembrata eccessiva

 

ps. anche a me piace il Puccini di Sinopoli

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8 ore fa, glenngould dice:

@Majaniello e @Pinkerton io vi presto il fianco e voi mi pugnalate così :D

Intanto grazie per aver risposto (anche giobar); comprendo il vostro punto di vista e in talune cose posso anche essere d'accordo. Nel caso specifico, come spiegato nel mio intervento, la forzatura mi era sembrata eccessiva

 

ps. anche a me piace il Puccini di Sinopoli

Vuoi dire sparato! :D 

No magari hai ragione tu eh! bisognerebbe guardare bene lo spettacolo, molti registi fanno cose senza senso... però ammetto che l'idea dell'omicidio di Tosca per mano dell'Attavanti mi sta proprio simpatica! Visto che ne stiamo parlando, non giriamoci attorno tanto: l'opera è la messinscena del fallimento della società borghese, delle sue contraddizioni interne, delle sue ingenuità, delle sue "malattie" (prendo ad esempio il modo in cui il cattolicesimo viene continuamente ridicolizzato, uscendone a pezzi). L'Attavanti, marchesa, era pure la sorella di Angelotti, quella che lo aiuta a fuggire... insomma l'opera ci racconta che anche in Italia ci fu una saldatura (per ragioni di ovvia opportunità) di un pezzo di aristocrazia col giacobinismo (magari mi aiuta @Snorlax sulla storia, prima che io dica fesserie). Del resto, un pittore rivoluzionario come Cavaradossi non poteva che dipingere una madonna con le sembianze di una rivoluzionaria! Se tanto mi dà tanto, l'omicidio di Tosca è una sorta di colpo di grazia degli ideali rivoluzionari su quelli borghesi, e dico colpo di grazia perchè in realtà il mondo borghese autoimplode già per conto suo; il colpo di pistola (in questo hai ragione) è superfluo, ma rappresenta (rappresenterebbe) una sottolineatura di indubbio impatto - che potrebbe anche nascondere una critica implicita alla rivoluzione, i cui effetti collaterali sono noti, ma così vado troppo lontano.

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4 ore fa, Majaniello dice:

Vuoi dire sparato! :D 

No magari hai ragione tu eh! bisognerebbe guardare bene lo spettacolo, molti registi fanno cose senza senso... però ammetto che l'idea dell'omicidio di Tosca per mano dell'Attavanti mi sta proprio simpatica! Visto che ne stiamo parlando, non giriamoci attorno tanto: l'opera è la messinscena del fallimento della società borghese, delle sue contraddizioni interne, delle sue ingenuità, delle sue "malattie" (prendo ad esempio il modo in cui il cattolicesimo viene continuamente ridicolizzato, uscendone a pezzi). L'Attavanti, marchesa, era pure la sorella di Angelotti, quella che lo aiuta a fuggire... insomma l'opera ci racconta che anche in Italia ci fu una saldatura (per ragioni di ovvia opportunità) di un pezzo di aristocrazia col giacobinismo (magari mi aiuta @Snorlax sulla storia, prima che io dica fesserie). Del resto, un pittore rivoluzionario come Cavaradossi non poteva che dipingere una madonna con le sembianze di una rivoluzionaria! Se tanto mi dà tanto, l'omicidio di Tosca è una sorta di colpo di grazia degli ideali rivoluzionari su quelli borghesi, e dico colpo di grazia perchè in realtà il mondo borghese autoimplode già per conto suo; il colpo di pistola (in questo hai ragione) è superfluo, ma rappresenta (rappresenterebbe) una sottolineatura di indubbio impatto - che potrebbe anche nascondere una critica implicita alla rivoluzione, i cui effetti collaterali sono noti, ma così vado troppo lontano.

Figurati Maja, poi non essendo uno storico di professione, ma solamente un appassionato posso aggiungere ben poco. Il giacobinismo italiano è stato uno dei rami pù vigorosi di quello francese, a differenza del quale presenta caratteri piuttosto eterogenei: di città in città, di uomo in uomo, infatti, si passa dal moderatismo al babuvismo più radicale. Tuttavia, come già accennavi, si tratta sempre di un movimento minoritario, anzi elitario, che divulgava i suoi principi attraverso numerose riviste - talvolta copie carbone di quelle d'oltralpe - e club assai ristretti sparsi in tutto il territorio. Una delle ragioni fondamentali del crollo della Repubblica Romana - e di tante altre repubbliche sorelle - è proprio questo: l'incapacità del giacobinismo italiano di essere stato un movimento veramente popolare. Tosca - che non a caso si svolge in una data ben precisa, essendo la battaglia di Marengo un momento fatidico per il consolidamento del potere napoleonico - rappresenta il tramonto di quest'epoca di grandi - e bellissimi, per conto mio - ideali, e il sorgere, quasi violento, di quel clima di restaurazione che a breve dominerà tutta Europa. Non è solamente Cavaradossi - che vede ancora in Napoleone, erratamente, il generale rivoluzionario -  a morire, ma una realtà che avendo esaurito la sua spinta propulsiva, si ribalta in tutto ciò che aveva cercato di sconfiggere.

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"Abbiamo alla Scala 'La dama di picche' diretta dal maestro Valery Gergiev che ha più volte dichiarato la sua vicinanza a Putin, con il sovrintendente del teatro gli stiamo chiedendo di prendere una posizione precisa contro questa invasione e se non lo facesse saremmo costretti a rinunciare alla collaborazione". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/02/24/news/scala_gergiev_ucraina-8833259/?ref=HHLF-BH-I8832776-P1-S3-T1

Non capisco... Gergiev era amico di Putin anche il mese scorso, perchè lo hanno chiamato... allora andava bene solo perchè non c'era la guerra? A prescindere dal fatto che, per me, bisognerebbe giudicare un interprete sul piano artistico.

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