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Notizie dal mondo della musica classica


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7 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ho letto anch'io. Ma ho letto che è Utet grandi opere, non Utet. Quante di queste opere sono pubblicate in Grandi Opere?

Lo spiega bene l'articolo di Repubblica, soprattutto alla fine. Le altre Utet rimaste, che sono società autonome, sono costole staccatesi via via dalla casa madre che è, di fatto, quella fallita. Sono Grandi opere, per esempio, tutte quelle che ho citato nel post precedente, ma ce ne sono molte altre. In genere erano opere in più volumi di grande formato e in veste editoriale particolarmente curata.

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  • 4 weeks later...

Simone Kermes molla il contratto in esclusiva con la Sony e si mette in proprio: Spotify per la divulgazione delle sue nuove incisioni e il canale bandcamp.com (finora a me ignoto) per la vendita in download, con abbandono, per il momento, della produzione di dischi fisici. Direte tutti: non me ne può fregar di meno! :cat_lol: Anche a me importa ben poco della cantante specifica. Molto più interessante invece la spiegazione dettagliata della sua decisione, illuminante per capire come funziona oggi il rapporto dei musicisti, anche famosi, con le case discografiche importanti e quali possano essere le scelte alternative per consentire agli artisti, e non alle multinazionali, di guadagnare sul loro lavoro.
L'intervista è in tedesco, ma con Chrome o col traduttore di google si capisce tutto:
https://www.abendzeitung-muenchen.de/kultur/musik/simone-kermes-abrechnung-und-neuanfang-art-689774

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  • 4 weeks later...

Fra le conseguenze della Brexit c'è la forte limitazione agli spostamenti per lavori temporanei da e per la Gran Bretagna rispetto ai paesi UE. Ciò, ovviamente, è di grande importanza per il lavoratori dello spettacolo e in specie per i musicisti. Fra l'altro, incontreranno gravi ostacoli le tournées di orchestre e ensemble vari, per le difficoltà connesse al rilascio contestuale di visti e autorizzazioni lavorative per diverse persone e al trasporto del materiale necessario (ad esempio gli strumenti di un'orchestra).
I musicisti inglesi che ne hanno la possibilità (per esempio per matrimonio con cittadini UE o per aver lavorato a lungo in paesi UE) stanno correndo ai ripari e chiedono la doppia cittadinanza. E' di oggi la notizia che Simon Rattle, nominato qualche giorno fa prossimo direttore stabile dell'orchestra del Bayerischen Rundfunks, prenderà la cittadinanza tedesca.

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3 minuti fa, Ives dice:

Notizia che era un pò nell'aria, viste anche le dichiarazioni anti-Brexit di Rattle. E a Londra chi va?

Sembra che per un po' mantenga il doppio incarico. La London Symphony, temendo l'abbandono definitivo per Monaco, gli ha rinnovato l'incarico.

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5 minuti fa, giobar dice:

Sembra che per un po' mantenga il doppio incarico. La London Symphony, temendo l'abbandono definitivo per Monaco, gli ha rinnovato l'incarico.

Ok. Tra l'altro, secondo direttore inglese per i bavaresi dopo i 10 anni di Colin Davis.

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La carriera di Rattle a così alti livelli è una delle cose che personalmente considero più misteriose.
Nulla contro di lui, è anche bravo, ma mi sale il rispetto per un Maag che, a un certo punto, anticonformisticamente decise di ripudiare la carriera da star che aveva davanti per inseguire soltanto la sua libertà.

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31 minuti fa, Wittelsbach dice:

La carriera di Rattle a così alti livelli è una delle cose che personalmente considero più misteriose.
Nulla contro di lui, è anche bravo, ma mi sale il rispetto per un Maag che, a un certo punto, anticonformisticamente decise di ripudiare la carriera da star che aveva davanti per inseguire soltanto la sua libertà.

Ecco, l'hai ammesso pure tu: è bravo. E' in atto in tutto il mondo una sorta di caccia senza quartiere ai direttori bravi, tanto che alcune orchestre prestigiosissime (v. Concertgebouw) ormai da tempo non riescono a trovare un direttore adeguato. In più, altre orchestre che prima erano ritenute di secondo piano hanno raggiunto livelli qualitativi straordinari e hanno avuto le risorse per accaparrarsi alcuni fra i direttori più bravi, sottraendoli alle orchestra storicamente di primissimo livello (v. Pittsburgh con Honeck o Dallas con Luisi). Più misteriose, in quell'ambito, ritengo le carriere prestigiose di altri direttori che a Rattle potrebbero fare solo da voltapagine. Che poi altri possano fare scelte diverse e anticonformiste è un po' nella norma. E' pieno di grandi musicisti che, per mille motivi, hanno rinunciato, del tutto o in parte, alla carriera eclatante e si sono ritagliati un ambito più a loro misura.

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Quoto, alla fine Rattle è un ottimo direttore che, secondo me, potrà dire ancora molto (se poi pensiamo che solitamente i direttori invecchiando dedicano più tempo all'approfondimento e meno ai concerti). Fossi Londra prenderei Roth che già è ospite ed è bravissimo. Dudamel per Amsterdam? potrebbe essere una buona idea visto che è molto propenso a variare molto il repertorio (ma è bravo?). Effettivamente in orchestre minori ci sono grandi direttori (Honeck, Petrenko per citarne due) che potrebbero andare in una big. Vedremo

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