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Notizie dal mondo della musica classica


kraus

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  • 2 weeks later...
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  • 2 months later...

Anna Netrebko è stata ricoverata in ospedale per polmonite da Covid. Al di là degli aspetti strettamente sanitari del momento, rispetto ai quali ovviamente mi auguro che la cantante si riprenda al più presto, mi chiedo che conseguenze possa avere a medio e lungo termine una malattia del genere su una persona che i polmoni li usa per lavoro.

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Riparte Santa Cecilia. Pappano all'esordio propone il Te Deum di Bruckner e il Das Lied von der Erde mahleriano:

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/09/19/news/roma_accademia_di_santa_cecilia_parata_di_star_mondiali_e_la_ripartenza_in_sala_cancella_l_intervallo-267838271/

L'Elias è raro a queste latitudini. Pappano ripropone la San Matteo. Pinnock fa l'Oratorio di Natale. Quinta di Bruckner con Blomstedt sul podio, molto interessante. Ritorna il vecchio Levine con un programma austro-tedesco per ensemble. Tanti lieder di Mahler. XX secolo sono affidati a Berio, Ades, Gubaidulina, Kancheli e John Adams (anche dal podio) e la Repression di Abudushalamu (!!??), vincitore del concorso Berio. Per la cameristica Thibaudet, Kavakos, Pollini, Sokolov e Antonini con Haydn e l'orchestra da camera di Berna.

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2 ore fa, Ives dice:

Riparte Santa Cecilia. Pappano all'esordio propone il Te Deum di Bruckner e il Das Lied von der Erde mahleriano:

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/09/19/news/roma_accademia_di_santa_cecilia_parata_di_star_mondiali_e_la_ripartenza_in_sala_cancella_l_intervallo-267838271/

L'Elias è raro a queste latitudini. Pappano ripropone la San Matteo. Pinnock fa l'Oratorio di Natale. Quinta di Bruckner con Blomstedt sul podio, molto interessante. Ritorna il vecchio Levine con un programma austro-tedesco per ensemble. Tanti lieder di Mahler. XX secolo sono affidati a Berio, Ades, Gubaidulina, Kancheli e John Adams (anche dal podio) e la Repression di Abudushalamu (!!??), vincitore del concorso Berio. Per la cameristica Thibaudet, Kavakos, Pollini, Sokolov e Antonini con Haydn e l'orchestra da camera di Berna.

Cast imponente...  certo tutti vecchi e stravecchi. Ma con i cori come si fa? per il covid dico... 

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Dagli articoli usciti qua e là dopo la sua morte, avvenuta pochi giorn fa, si apprende che Ruth Bader Ginsburg - celebre giudice "liberal" della Corte SUprema USA - era una grandissima appassionata di musica classica, stregata da ragazzina dall'ascolto delle rappresentazioni e dei concerti per un pubblico giovanile curati dal grande direttore di colore Dean Dixon. Da allora ebbe rapporti strettissimi col mondo musicale di New York e di Washington. E la musica costituisce anche parte integrante dell'attività della sua famiglia, perché il figlio James Ginsburg è il fondatore e titolare della Cedille Records nonché attivo animatore nell'ambito della musica contemporanea, mentre la nuora è una soprano.

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  • 3 weeks later...

Dopo un'assenza dalla scena musicale protratta per oltre due anni e giustificata finora con misteriosi motivi di salute, Keith Jarrett ha rivelato di avere subito due ictus, di essere rimasto invalido e di non considerarsi più un pianista :o

https://www.corriere.it/spettacoli/20_ottobre_21/keith-jarrett-dopo-due-ictus-non-sono-piu-pianista-ora-suono-sogni-09d3d59a-13ad-11eb-8b5f-364ba608c2f1.shtml

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  • 3 weeks later...

Il mio intento è prevalentemente storicista, qui fors'anche sociologico.

Così registro qui, senza quindi voler neppure far troppo politica, la selezione che IBS (nonché una certa "grande distibuzione" di "major labels") propone per gli acquisti sotto Natale 2020, di musica classica e diciamo pure al mercato italiano[*].

IBS: i dischi da regalare a Natale, la nostra guida (Musica Classica)

E storicizziamo dunque (salvo errori od omissioni):

- un cofanetto di musiche natalizie;

- una raccolta di canti natalizi, ma a cura di un ensemble, i Chanticleer, di successo (e io direi giustamente per raffinatezza e amabilità);

- un Ezio Bosso, figura abbastanza rappresentativa della ricezione locale più popolare della classica, oltre che biografia di sofferenza e morte prematura durante l'anno;

- un Nick Cave in versione Covid19-lockdown acustica, ritengo correttamente inserito nella classica (sezione Lieder, seppure di provenienza rock-pop colto-autoriale) (con la nota, vedi mo', dell'accordo per una trasmissione integrale via Radio3 RAI, un paio di notti fa);

- un Glass ("gli altri post '80": voglio dire un certo filone della deriva della blank generation, non marginale ahimè nella classica sia popolare che d'élite)

- due integrali e un album di sinfonie beethoveniane (anno centenario, di un già longseller), un album di trii ma anche un curioso recital liederistico (I. Bostridge);

- ben quattro raccolte di colonne sonore (d'altronde l'approdo, specie sul Pacifico, bramato da quanti? di più o di meno dei tre quarti? degli studenti di conservatorio nostrani);

- tre raccolte di sempreverdi, quali si sono fissati come ascolto prevalente e ininterrotto da un settant'anni in qua (e tra queste direi delle raccolte specifiche per il mercato italiano, eventualmente meno giovane);

- quattro recital (programmi) di classica benintenzionale oltreché autopromozionale, di gusto uno euroamericano (I. Levit) uno italiano (R. Ramin Bahrami) uno Proms (S. Hauser) e uno di trascrizione (A. Avital);

- un Bach (L. Lang);

- due tra barocco e neo-barocco con zampino (intenzionalità) italiano;

- un belcanto italiano: un Donizetti dall'Accademia Nazionale;

- un Vero Italiano (O. Respighi per R. Chailly).

Per:
17 Universal (2 Universal, 2 Decca, 11 DGG, 1 Universal/DGG, 1 Erato)
3 Sony
2 Warner
1 Outhere (Alpha): l'unico "indie", peraltro anche per i contenuti

[*] E no, non ho granché interesse a commentare, la mia opinione anche troppo assestata essendo che da un mezzo secolo in qua la bislunga penisola meridionale dell'Europa abbia di molto perduto il senso della Storia e della propria cultura in particolare, di fatto rissosamente andando alla deriva per relegarsi ai margini periferici più deboli d'ogni elaborazione progressiva della cultura mondiale, e beh certo anche economia.

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Polemiche sulla programmazione musicale in tempi di Covid: Danilo Rossi, prima viola della Scala, in rotta di collisione col teatro e con i sindacati sulla scelta di stare fermi anziché dedicarsi alla produzione in streaming come stanno facendo altri teatri con grande successo. Insomma, ha ricevuto una lettera di richiamo per aver chiesto di tornare a lavorare, ancorché in sicurezza. Nell'articolo anche il link alla lettera di Rossi al Corriere.

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_novembre_12/scala-battaglia-streaming-lettera-richiamo-musicista-controcorrente-1e9d9c06-2517-11eb-9615-de24e09c8a4a.shtml

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Notizia tristissima soprattutto per chi, come me, a quei libri deve una grossa parte della formazione culturale generalista e anche dello specifico approfondimento in ambito musicale. E' stato dichiarato (ormai da un mese, ma se ne è avuta notizia solo in questi giorni) il fallimento della UTET GRANDI OPERE. In pratica, la più antica casa editrice italiana,  quella che, soprattutto nel corso del 900, ha contribuito a formare lo zoccolo duro del patrimonio librario del ceto medio, producendo e distribuendo capillarmente, anche con le formule rateali che costituivano uno specifico della sua azione commerciale, opera di taglio enciclopedico generalmente di notevole spessore scientifico e culturale.  Sono cresciuto attingendo, a casa di mio nonno, ai bellissimi volumi della Scala d'oro, collana di letteratura per ragazzi che presentava, in elegantissime traduzioni e riscritture di ottimi scrittori italiani, capolavori di tutto il mondo. E poi il Grande Dizionario Enciclopedico, con le voci sui musicisti scrite da gente come Massimo Mila e Domenico De Paoli, e il Grande Dizionario della Lingua Italiana di Battaglia (la prima cosa che io abbia ereditato, da una prozia che me lo lasciò nel testamento!) che, più che un vocabolario, è un'appassionante rassena della storia della nostra lingua. Fino al DEUMM e alla Storia della Musica di Alberto Basso, ragionati, impegnativi e prestigiosi acquisti da adulto e fonte quotidiana di consultazione e approfondimento.  

https://www.repubblica.it/cultura/2020/11/12/news/fallisce_utet_grandi_opere_in_crisi_il_modello_dei_libri_di_pregio-274150002/?ref=RHBT-VS-I273288661-P12-S2-T1

https://www.corriere.it/economia/finanza/20_novembre_13/utet-grandi-opere-fallita-era-piu-antica-casa-editrice-italiana-e122fda2-25a8-11eb-9464-032251e7abf1.shtml

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7 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ho letto anch'io. Ma ho letto che è Utet grandi opere, non Utet. Quante di queste opere sono pubblicate in Grandi Opere?

Lo spiega bene l'articolo di Repubblica, soprattutto alla fine. Le altre Utet rimaste, che sono società autonome, sono costole staccatesi via via dalla casa madre che è, di fatto, quella fallita. Sono Grandi opere, per esempio, tutte quelle che ho citato nel post precedente, ma ce ne sono molte altre. In genere erano opere in più volumi di grande formato e in veste editoriale particolarmente curata.

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  • 4 weeks later...

Simone Kermes molla il contratto in esclusiva con la Sony e si mette in proprio: Spotify per la divulgazione delle sue nuove incisioni e il canale bandcamp.com (finora a me ignoto) per la vendita in download, con abbandono, per il momento, della produzione di dischi fisici. Direte tutti: non me ne può fregar di meno! :cat_lol: Anche a me importa ben poco della cantante specifica. Molto più interessante invece la spiegazione dettagliata della sua decisione, illuminante per capire come funziona oggi il rapporto dei musicisti, anche famosi, con le case discografiche importanti e quali possano essere le scelte alternative per consentire agli artisti, e non alle multinazionali, di guadagnare sul loro lavoro.
L'intervista è in tedesco, ma con Chrome o col traduttore di google si capisce tutto:
https://www.abendzeitung-muenchen.de/kultur/musik/simone-kermes-abrechnung-und-neuanfang-art-689774

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  • 4 weeks later...

Fra le conseguenze della Brexit c'è la forte limitazione agli spostamenti per lavori temporanei da e per la Gran Bretagna rispetto ai paesi UE. Ciò, ovviamente, è di grande importanza per il lavoratori dello spettacolo e in specie per i musicisti. Fra l'altro, incontreranno gravi ostacoli le tournées di orchestre e ensemble vari, per le difficoltà connesse al rilascio contestuale di visti e autorizzazioni lavorative per diverse persone e al trasporto del materiale necessario (ad esempio gli strumenti di un'orchestra).
I musicisti inglesi che ne hanno la possibilità (per esempio per matrimonio con cittadini UE o per aver lavorato a lungo in paesi UE) stanno correndo ai ripari e chiedono la doppia cittadinanza. E' di oggi la notizia che Simon Rattle, nominato qualche giorno fa prossimo direttore stabile dell'orchestra del Bayerischen Rundfunks, prenderà la cittadinanza tedesca.

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