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Notizie dal mondo della musica classica

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10 ore fa, il viandante del sud dice:

Non ha mai diretto Gershwin? 

Immagino che questi compositori rientrino nel contratto, intendo eseguire compositori locali.

Non ricordo quali pagine volesse includere in repertorio, forse il Piano Concerto e American in Paris. Compositori locali rientrano certamente nel contratto (cosi come molte prime mondiali di autori americani viventi), ma certo che la scelta di Grant Still e soprattutto della Price, sono peculiari di Muti, almeno presumo, vista la rarità d'esecuzione.

Segnalo la nuova stagione di Santa Cecilia 2019/2020:

http://www.santacecilia.it/file_gallery/Stagione_Sinfonica_2019-20.pdf

Si apre col "botto" con il Requiem di Berlioz. 😮

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2 ore fa, Ives dice:

 

Segnalo la nuova stagione di Santa Cecilia 2019/2020:

http://www.santacecilia.it/file_gallery/Stagione_Sinfonica_2019-20.pdf

Si apre col "botto" con il Requiem di Berlioz. 😮

Non mi ero accorto che infatti ricorre il 150esimo dalla morte di Berlioz, anche dopo ci sono altre cose di Hector in programma, inclusa ovviamente la Fantastica.

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2 ore fa, giordanoted dice:

Non mi ero accorto che infatti ricorre il 150esimo dalla morte di Berlioz, anche dopo ci sono altre cose di Hector in programma, inclusa ovviamente la Fantastica.

Ho visto che si è partiti in questa stagione con l'Harold, sul podio Gardiner (che per la prima volta dirigeva l'orchestra di Santa Cecilia 😮) . Comunque, per Roma e l'Italia in generale, è uno sforzo notevole fare la Grande Messe des Morts, non a caso hanno chiamato il coro del S. Carlo di Napoli in aggiunta a quello ceciliano (che vanta una 80ina di elementi) per raggiungere i 120 indicati da Berlioz. Vado a memoria, ma la prima assoluta italiana del Requiem berlioziano, fu proprio a Roma, nell'ormai defunto Augusteo con Bernardino Molinari sul podio. Io assistetti all'ultima esecuzione di quest'opera nella Capitale (e quasi sicuramente in Italia), nell'anno 1997-98, Georges Pretre sul podio, stipatissimi nel vecchio auditorium della Conciliazione (avevano costruito delle torrette ai lati della massa orchestrale per posizionare gli ottoni aggiuntivi, scelti tra le bande della Polizia e dei Carabinieri).

Comunque, anche la Semele handeliana di questi giorni, non dovrebbe essere male. In forma semi-scenica, con Gardiner e un cast di giovani.

http://www.santacecilia.it/en/concerti_e_biglietti/schedaEvento.html?i=1000011923&d=20190508&o=20.30

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2 ore fa, Ives dice:

Ho visto che si è partiti in questa stagione con l'Harold, sul podio Gardiner (che per la prima volta dirigeva l'orchestra di Santa Cecilia 😮) . Comunque, per Roma e l'Italia in generale, è uno sforzo notevole fare la Grande Messe des Morts, non a caso hanno chiamato il coro del S. Carlo di Napoli in aggiunta a quello ceciliano (che vanta una 80ina di elementi) per raggiungere i 120 indicati da Berlioz. Vado a memoria, ma la prima assoluta italiana del Requiem berlioziano, fu proprio a Roma, nell'ormai defunto Augusteo con Bernardino Molinari sul podio. Io assistetti all'ultima esecuzione di quest'opera nella Capitale (e quasi sicuramente in Italia), nell'anno 1997-98, Georges Pretre sul podio, stipatissimi nel vecchio auditorium della Conciliazione (avevano costruito delle torrette ai lati della massa orchestrale per posizionare gli ottoni aggiuntivi, scelti tra le bande della Polizia e dei Carabinieri).

Comunque, anche la Semele handeliana di questi giorni, non dovrebbe essere male. In forma semi-scenica, con Gardiner e un cast di giovani.

http://www.santacecilia.it/en/concerti_e_biglietti/schedaEvento.html?i=1000011923&d=20190508&o=20.30

Già... quasi quasi questa "Semele" me la vado a vedere...

Ero presente a quell'Aroldo, niente male, anzi bello, e bravissimo il violista francese Antoine Tamestit.

 

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Ton Koopman è diventato circa quattro ore fa il nuovo direttore dell'Archivio Bach (Stiftung Bach-Archiv) di Lipsia! Succede a John Eliot Gardiner.

Complimenti e auguri :thumbsup_anim:

L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali e vestito elegante

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18 ore fa, Madiel dice:

Ton Koopman è diventato circa quattro ore fa il nuovo direttore dell'Archivio Bach (Stiftung Bach-Archiv) di Lipsia! Succede a John Eliot Gardiner.

Complimenti e auguri :thumbsup_anim:

L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali e vestito elegante

ottima scelta !

un grande.

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La direzione d’orchestra: agli occhi di tutti, un mondo inaccessibile e misterioso. Ma quali sono gli ingredienti per diventare un grande direttore?

Milly Carlucci racconta l’avventura di venti giovani direttori che si sfidano a Londra durante la "Donatella Flick London Symphony Orchestra Conducting Competition".

Stasera alle 21.15, primo appuntamento con "Il Sogno del Podio", il nuovo docu-talent in Prima TV su Rai5.

 

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I nomi non ci sono...presumo sia l'edizione del 2018:

Protagonisti del contest i venti giovani direttori d’orchestra esordienti under 30, selezionati fra centinaia di musicisti provenienti da ogni parte d’Europa, che lo scorso novembre hanno partecipato alle fasi finali del concorso biennale creato da Donatella Flick nel 1990 e patrocinato dal principe Carlo d’Inghilterra che si svolge alla Guildhall School of Music & Drama e al Barbican Centre di Londra. Tante storie diverse, accomunate tutte dalla determinazione, dal talento e dalla passione, raccontate dalla viva voce dei protagonisti, con estratti del backstage e scorci delle loro esibizioni. A valutarli, durante lo svolgimento delle puntate, una giuria internazionale composta da importanti direttori, fra cui Sir Antonio Pappano, Tadaaki Otaka, Sian Edwards e Lennox Mackenzie. In palio per il vincitore l’opportunità di lavorare per un anno come Assistente Direttore nella prestigiosa London Symphony Orchestra al fianco di bacchette quali Sir Simon Rattle, François-Xavier Roth e Gianandrea Noseda.

Nei primi due appuntamenti, giovedì 6 e 13 giugno, i venti concorrenti – dieci per ogni puntata – affrontano il round iniziale della selezione sul podio della Guildhall School Symphony Orchestra. Ad ogni turno ciascun candidato è chiamato a provare e a dirigere tre ‘movimenti’ estratti a sorte dalla giuria e facenti parte di un ampio repertorio studiato durante l’estate. Saranno approfondite le loro storie, sanno raccolte le loro emozioni fra un round e l’altro e le impressioni di accompagnatori e giurati fino al verdetto che dimezzerà il numero dei concorrenti. Giovedì 20 giugno, spazio invece alla semifinale in cui i dieci candidati rimasti, fra speranze e paure, eseguono nuove pagine del repertorio assegnato. Ai tre vincitori del secondo turno l’onore di dirigere in finale la London Symphony Orchestra. Chiude, giovedì 27 giugno, la sfida fra i tre finalisti che entrerà nel vivo al mitico Barbican Centre. Le interviste ai vincitori delle precedenti edizioni, ai parenti e ai sostenitori dei candidati si avvicenderanno alle esibizioni dei tre concorrenti fino alla proclamazione del vincitore, premiato da Sua Altezza Reale il Duca di Kent.

Sembra carino, sempre meglio che trasmettere XFactor...😁

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On 6/6/2019 at 15:02, Ives dice:

La direzione d’orchestra: agli occhi di tutti, un mondo inaccessibile e misterioso. Ma quali sono gli ingredienti per diventare un grande direttore?

Milly Carlucci racconta l’avventura di venti giovani direttori che si sfidano a Londra durante la "Donatella Flick London Symphony Orchestra Conducting Competition".

Stasera alle 21.15, primo appuntamento con "Il Sogno del Podio", il nuovo docu-talent in Prima TV su Rai5.

Poca musica. molte chiacchiere. Peccato, l'idea non era malvagia.

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Ma hanno a disposizione le prove necessarie per concertare come si deve? Perché dirigere un pezzo di repertorio senza prove credo sia quasi inutile, immagino l'orchestra suoni com'è abituata a fare e via.

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2 ore fa, superburp dice:

Ma hanno a disposizione le prove necessarie per concertare come si deve? Perché dirigere un pezzo di repertorio senza prove credo sia quasi inutile, immagino l'orchestra suoni com'è abituata a fare e via.

No, concertano nel tempo che gli è dato dalla giuria, molto poco. Studiano i vari pezzi mesi prima e poi si chiede loro di eseguirne dei brani (non so, tipo primo movimento della Praga di Mozart; una delle Dances di Stravinsky e cosi via).

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On 10/6/2019 at 15:48, Ives dice:

No, concertano nel tempo che gli è dato dalla giuria, molto poco. Studiano i vari pezzi mesi prima e poi si chiede loro di eseguirne dei brani (non so, tipo primo movimento della Praga di Mozart; una delle Dances di Stravinsky e cosi via).

Fanno vedere la parte di prove o solo l'esecuzione? Comunque sono curioso, vedrò una puntata.

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