Vai al contenuto
kraus

Ti piace Brahms?

Recommended Posts

1 ora fa, Ives dice:

Non ti piaceva molto quella Pollini/Abbado con i Wiener? Esiste in disco, non solo in video:

Mi piaceva molto nella misura in cui mi può piacere un prodotto Pollini/Abbado! :D La registrazione è valida, poi io preferisco sempre i Wiener ai Berliner... però dopo aver ascoltato l'edizione Brendel/Abbado ho dovuto riconoscere la schiacciante superiorità in termini di fantasia, flessibilità ritmica, varietà del fraseggio del pianista austriaco. Oltrechè, fatto non trascurabile, lo stile di Brendel mi sembra più in sinergia con la visione chiaroscurale che Abbado offre di Brahms. L'unico vantaggio che ha Pollini su Brendel è una dinamica decisamente più ampia e una più facile gestione del virtuosismo più percussivo (dove il giovane Pollini era una macchina da guerra) e, va da sè, il volume generato dal suo strumento è maggiore, che di per sè non è un pregio. Purtroppo, come spesso accade in Pollini, certi passaggi suonano tutti uniformi, tutti uguali. Brendel sfrutta il limite di non essere virtuoso per trovare una soluzione meno spettacolare ma più musicale a certi problemi tecnici, e in generale preferisco questo tipo di soluzioni.

Per aggiungere qualche altro tassello a latere, un buon compromesso tra poesia, energia e nitore mi è sembrato questo:

81Vl7p+uh4L._SX522_.jpg

se piace l'approccio leggeremente rilassato e molto rifinito è un'edizione che funziona, anche se non è il mio ideale. Come pure mi è piaciuta la già segnalata Achucarro/Davis in dvd. Queste però hanno il solito difetto di diluire il disegno generale del pezzo catturando l'attenzione sul singolo dettaglio. Più che una sinfonia-concerto ne vien fuori un poema sinfonico, qualcosa che attiene più al concetto di discorsività.

A tratti piuttosto arbitraria ma di certo soddisfacente quest'edizione storica:

R-3025091-1444171030-7903.jpeg.jpg

Cliburn domina con facilità la scrittura brahmsiana, ma contrariamente a quanto ci si aspetterebbe pensa il concerto in senso lirico, quasi elegiaco... nel live a Mosca con Kondrashin si concede tempi ampi e più di un "allargando" , qui è messo in riga da Reiner che lo disciplina ad un'agogica più opportuna e regolare. Neanche questa è una lettura vorticosa, eppure a suo modo sta in piedi meglio di altre, sfoggiando un suono luminosissimo e una tendenza non frequente in Brahms al colorismo. La preferisco forse all'edizione Gilels/Reiner, per me comunque superiore alla blasonata Gilels/Jochum.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Quando ci si mettono di buzzo sanno il fatto loro, altroché. Questa è una bellissima edizione...recentissima, che io ho preso in versione BOX, che comprende anche le 4 Sinfonie e il Concerto per violino.

MI0004068705.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
9 ore fa, Majakovskij dice:

(...)

Segnalo in ogni caso la registrazione che, tra i giovani pianisti, mi ha soddisfatto maggiormente:

mi0001084707.jpg?itok=TRrgHx_c

Berglund non solo è un direttore sempre troppo poco ricordato, ma è stato artefice negli ultimi anni della sua vita di un ripensamento in senso più moderno ed informato della musica di Brahms; la sua direzione anche qui è appassionata e felice nell'attenzione ai piani sonori e alla scorrevolezza del discorso. Guy, che negli anni si è specializzato nel repertorio tedesco, offre il suo contributo forse non originalissimo, ma pertinente quando non avvincente. Per certi versi ricorda proprio il Rubinstein citato prima, per spontaneità, energia, senso del ritmo. 

(...)

 

Questo di sicuro me lo ascolterò, dato che possiedo la sua integrale dei concerti di Beethoven con Philippe Jordan alla direzione che mi piacciono molto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
38 minuti fa, zeitnote dice:

Quando ci si mettono di buzzo sanno il fatto loro, altroché. Questa è una bellissima edizione...recentissima, che io ho preso in versione BOX, che comprende anche le 4 Sinfonie e il Concerto per violino.

MI0004068705.jpg

... certo potevano scegliere una foto migliore: sembra che Thielemann stia accompagnando per mano il nonnetto all'ospizio :lol:

°°°°

La cosa che mi ha stupito quando mi sono messo alla ricerca di registrazioni recenti è stato scoprire l'assenza di una vera e propria edizione storicamente informata. Insomma, Brahms è stato sdoganato da un po' di tempo da questo punto di vista, poteva essere interessante ascoltare una registrazione di quel tipo. 

Rittner ha registrato molti dischi dedicati a Brahms su strumenti d'epoca, ma mi risulta che esista solo un live del primo concerto e non del secondo:

MI0003225575.jpg

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

MI0004353982.jpg?partner=allrovi.com

Finalmente un giovane che dice qualcosa di nuovo su questo concerto. Qui ci sono un po' tutti gli ingredienti che cercavo: aggressività e leggerezza, libertà e rigore, un flowing ritmico naturale in cui si percepisce bene il senso della macrostruttura, c'è persino posto per una tornitura piuttosto personale delle frasi (in un repertorio dove si pensa sempre che si sia detto tutto il possibile). Niente trucchetti tipo pedalizzazioni strategiche o accomodanti allargando, i passaggi difficili sono eseguiti come prescrive il testo, ma il risultato è - stranamente - lontano da quella sensazione di liofilizzato da "primo della classe" che trasmettono molte incisioni di pianisti moderni, anzi si respira una godibile spontaneità lontana da facili sentimentalismi (chè ormai sono sempre più convinto che la retorica romantica in Brahms sia solo un mezzo e quasi mai il nucleo del suo discorso). La concertazione è in sintonia, con grande ricchezza di dettagli. Non sono sicuro della qualità della ripresa sonora (quello delle dinamiche un po' appiattite in post-produzione è un difetto comune a molte registrazioni moderne, DG compresa), ma in fondo è un aspetto secondario per un'incisione comunque di pregio. Consigliato a chi ama la direzione interpretativa di Rubinstein o Richter, o le incisioni di Abbado, sconsigliato a tutti gli altri.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Majakovskij dice:

MI0004353982.jpg?partner=allrovi.com

Finalmente un giovane che dice qualcosa di nuovo su questo concerto. Qui ci sono un po' tutti gli ingredienti che cercavo: aggressività e leggerezza, libertà e rigore, un flowing ritmico naturale in cui si percepisce bene il senso della macrostruttura, c'è persino posto per una tornitura piuttosto personale delle frasi (in un repertorio dove si pensa sempre che si sia detto tutto il possibile). Niente trucchetti tipo pedalizzazioni strategiche o accomodanti allargando, i passaggi difficili sono eseguiti come prescrive il testo, ma il risultato è - stranamente - lontano da quella sensazione di liofilizzato da "primo della classe" che trasmettono molte incisioni di pianisti moderni, anzi si respira una godibile spontaneità lontana da facili sentimentalismi (chè ormai sono sempre più convinto che la retorica romantica in Brahms sia solo un mezzo e quasi mai il nucleo del suo discorso). La concertazione è in sintonia, con grande ricchezza di dettagli. Non sono sicuro della qualità della ripresa sonora (quello delle dinamiche un po' appiattite in post-produzione è un difetto comune a molte registrazioni moderne, DG compresa), ma in fondo è un aspetto secondario per un'incisione comunque di pregio. Consigliato a chi ama la direzione interpretativa di Rubinstein o Richter, o le incisioni di Abbado, sconsigliato a tutti gli altri.

Io più che altro ho problemi proprio col pezzo, non l'ho mai capito, pur essendo uno dei primi pezzi di musica classica che abbia ascoltato. Sembra quasi un ritorno a Mozart, o addirittura al concerto grosso. Infatti concordo con la tua osservazione circa la sua antiromanticità. È come fosse un ponte verso l'ultimo Brahms cameristico, quello dei pezzi per clarinetto. Però continua a sfuggirmi, a sembrare un guazzabuglio, come fosse una suite più che un concerto. Dopodiché ci sono momenti bellissimi, ma stranamente manca proprio quel senso formale rigoroso - che a molti fa risultare Brahms indigesto, persino pedante - e che invece io apprezzo moltissimo (vedi ad es. tutti i suoi cicli di variazioni, pianistiche e sinfoniche).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, giordanoted dice:

Io più che altro ho problemi proprio col pezzo, non l'ho mai capito, pur essendo uno dei primi pezzi di musica classica che abbia ascoltato. Sembra quasi un ritorno a Mozart, o addirittura al concerto grosso. Infatti concordo con la tua osservazione circa la sua antiromanticità. È come fosse un ponte verso l'ultimo Brahms cameristico, quello dei pezzi per clarinetto. Però continua a sfuggirmi, a sembrare un guazzabuglio, come fosse una suite più che un concerto. Dopodiché ci sono momenti bellissimi, ma stranamente manca proprio quel senso formale rigoroso - che a molti fa risultare Brahms indigesto, persino pedante - e che invece io apprezzo moltissimo (vedi ad es. tutti i suoi cicli di variazioni, pianistiche e sinfoniche).

Io la pensavo come te, da qualche parte nel forum ci sono i soliti miei sbotti su quanto sia pomposo, incoerente ed indigesto questo concerto. Per anni l'ho snobbato preferendovi il più tradizionale e melodico primo concerto. Alcune registrazioni (che segnalo qualche pagina indietro) mi hanno fatto ricredere, in particolare Rubinstein (ascolta l'edizione che vuoi, tanto più o meno il taglio è sempre quello, c'è pure un'incisione con Krips), che restituisce proprio l'idea della grande suite di danze senza rinunciare al fraseggio romantico. Penso che il problema principale del pezzo sia la tendenza a sfaldarsi ogni 10 secondi, se si perde di vista la sopraffina invenzione ritmica che vi è alla base, che è l'unica camicia di forza che tiene insieme i singoli episodi (tutta la parte di piano è costruita sulle cellule ritmiche delle danze barocche, è piena di figurazioni puntate, di accenti in punti precisi ecc), la struttura principale scompare, diventa tutto una sequela di spunti diversamente caratterizzati come può essere un concerto di Villa-Lobos (esagero). Per come la vedo io il limite delle grandi esecuzioni tipo Gilels o Arrau (ma anche della maggior parte di quelle più recenti) è proprio quello della cura estrema dell'espressività del singolo momento a discapito del disegno complessivo. 

Quanto al mio rapporto con Brahms, devo dire che l'ascolto della musica moderna mi ha aiutato molto ad avvicinarmi a quest'autore, forse il compositore romantico che in passato ho amato meno e l'unico che mi interessa davvero oggi. L'idea generale che mi sono fatto, ma mi posso sbagliare eh, è che quei grandi gesti retorici che riprende continuamente quasi fossero stereotipi (l'affettività bucolica, la melodia struggente, l'attacco aggressivo ecc) non sono altro che la facciata esterna di una musica che si svolge all'interno, attraverso la forma come dici, con gli sviluppi e le trame. La mia percezione è che in fondo sia un compositore agile, che scrive musica intellettuale, che da un certo momento in poi utilizza il linguaggio romantico come mero veicolo di comunicazione (è pur sempre il linguaggio del suo tempo). Mi pare che a Brahms interessi la musica in quanto tale, nulla più, in fondo la sua ricerca si concentra su quello. Più che un novello Beethoven mi pare un Bach profano. Capisco così anche la grande ammirazione che nutriva per lui gente come Schoenberg o Hindemith. Secondo me era avanti tanto quanto Bruckner solo in una direzione diversa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Concordo con la tua analisi, Maja. Brahms va approcciato dall'interno, già le sue prime sonate per pianoforte, opere giovanili e influenzate dalle ultime di Beethoven, in fondo mostrano il suo essere tutt'altro che un amante del virtuosismo o dell'eccesso romantico, hanno momenti di finezze inaudite (mescolate poi anche a momenti zingareschi più spettacolari ed esteriori, come un "cosa credete, anch'io posso fare il virtuoso se voglio"), e neanch'io ho mai creduto al suo "conservatorismo", anche sulla scorta dello scritto famoso di Schoenberg a lui dedicato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Puoi rispondere adesso e registrarti subito dopo. Se hai un account, ACCEDI.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy