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Bach al pianoforte?


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Qualche tempo fa ad un mio intervento (in verità un pò polemico) sulla liceità d'eseguire Bach al pianoforte (soprattutto per le musiche destinate ad un generica tastiera - questo vuol dire clavier in tedesco-) qualcuno mi citò una stizzita frase di Leonhardt che compiangeva i pianisti che scimmiottavano il clavicembalo e che Bach al pianoforte era come mettere i colori di Chagall su un dipinto di Rembrandt (spero di ricordare giustamente i pittori) e che in ultima analisi era preferibile il Bach trascritto da Busoni.

La frase mi ha dato molto da pensare, così mi sono ripreso in mano tutto il mio Bach al pianoforte ed ho incominciato a riascoltarlo tutto con attenzione.

Per dovere di correttezza vi elenco di seguito i pianisti che ho ascoltato: Gould, Gulda, Fisher, Gieseking, Tureck, Nikolajeva, Richter, Arrau, Kempff, Serkin, Argherich, Jarrett, Askehazi, Rubsam, Bacchetti e Peraya. (Ci saranno una marea di imprecisioni grafiche nei nomi mi scuso ma non ho sotto mano i CD).

Conclusioni: la frase di Leonhardt mi pare sconclusionata per i seguenti motivi:

punto 1° i pianisti che scimmiottano i clavicembalisti; non vale nemmeno la pena di rispondere ma tant'è provate ad ascoltare il 1° libro della tastiera ben temperata nell'esecuzione di Richter, le sonorità che estrae dal pianoforte vi sembrano scimmiottare il metallo squillante del cembalo? a me pare proprio di no anzi a dover ben guardare ricordano più l'organo... ed il Bach della Argherich (uno dei mie preferiti) non è smaccatamente pianistico? ed i rubati di un Gulda che riporta l'esecuzione ad una vena interpretativa quasi improvvisativa? mah non so che pianisti abbia scoltato il buon vecchio cembalista, quelli che ho ascoltato io (e non mi sembrano dei signori nessuno) non scimmiottano affatto i clavicembalisti, anzi nel caso di due pianisti coma Gould o la Tureck, studiano la tecnica clavicembalistica (entrami hanno suonato molto il clavicembalo) per riuscire ad estrarre dal pianoforte delle nuove sonorità (ascoltate i bassi dei preludi eseguiti da Gould o le voci delle fughe eseguite dalla Tureck, limpide cristalline sembra di leggera la partitura!).

punto 2° i colori di Chagall su Rembrandt. Mi sembra di capire che i colori di Chagall siano più squillanti di quelli di Rembrandt, più ricchi. Il problema credo non si ponga però in questi termini, perchè fare un appunto simile avrebbe avuto senso se Bach fosse stato trascritto che sò per ottoni, allora si ci sarebbe stata una sovrapposizione di colori; credo invece che il problema si possa porre in questi termini, il Bach al pianoforte è un pò come la cappella sistina restaurata. I colori divengono più vivi, si notano dei particolari che il funo ed il tempo avevano nascosto. Bach al pianoforte risulta più chiaro soprattutto nell'andamento ritmico e delle voci, a mio parere come vengono squadernate le fughe della tastiera ben temperata da un Fisher (pur con tutte le carenze dovute alla registrazione) non nsono minimamente paragonabili alle medesime suonate che ne sò da un Ghilbert o da un Rousset (senza contare la noia poi... ma questa è una mia opinione).

Per concludere questo mio intervento vorrei anche ricordare che la tradizione di Bach al pianoforte affonda le sue radici nell'evoluzione stessa dello strumento. Beethoven era famoso per eseguire a memoria tutti i preludi e tutte le fughe della tastiera ben temperata a memoria indifferentemente sul cembalo o sul fortepiano, Chopin Liszt e Mendelshonn amavano eseguire Bach al pianoforte (celebri le loro esecuzioni dei concerti per 3 cembali ed archi). Direi che da subito Bach è stato adottato dal neonato strumento e subito è nata una prassi esecutiva che non si è mai interrotta, sarei porato a dire che Bach al cembalo è stata una riesumazione della Landowska nei primi del 900, quando oramai Bach era eseguito quasi esclusivamente al pianoforte, nelle sale da concerto (più raramente è vero ma ci sono sul finire dell'ottocento intere serate dedicate a Bach) e nei salotti di studio.

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Sostanzialmente sono d'accordo. Perché dovrei privarmi di Richter che suona Bach, dato che lo suona così bene? Non si può forse ascoltare Bach sia al cembalo che al pianoforte?

Gli integralismi della prassi esecutiva proprio non li capisco.

:mellow:

Addirittura peggio: questo è integralismo..."strumentale" :D

Sulla prassi si potrebbe ancora discutere e lecitamente direi (oramai credo sia chiaro a tutti il significato effettivo del termine "filologia").

Naturalmente sono d'accordo anche io con voi. Detto fuori dai denti mi sembra un falso problema e in special modo quando è riferito alla musica di Bach che funziona bene sempre, anche se la suoni con le pentole...

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Ottime premesse.

Alchè,distinguiamo il sommo Bach nelle esecuzioni storiche dalle reinterpertazioni al pianoforte moderno.

C'è tanta carne al fuoco.

Sinceramente,mi sento di dire che la dicotomia da me citata precedentemente non ha storia.Nel senso che ,se vogliamo confrontare J.S.Bach reinterpretato da G.Gould,R.Tureck,Haskil etc..abbiamo a che fare con una immagine filtrata.

Non voglio dire che sia meno valida di altre,ma non paragonabile alle interpretazioni di chi si affanna a decifrare trattati antichi e di chi si affatica a render funzionali strumenti d'epoca.

Sottolineo:con NON PARAGONABILE non intendo riferirmi a geriarchie di qualsivoglia tipo,ma intendo rivendicare a ciascuono il suo(Pirandello?)

Anna Silvia

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Addirittura peggio: questo è integralismo..."strumentale" :D

Sulla prassi si potrebbe ancora discutere e lecitamente direi (oramai credo sia chiaro a tutti il significato effettivo del termine "filologia").

Naturalmente sono d'accordo anche io con voi. Detto fuori dai denti mi sembra un falso problema e in special modo quando è riferito alla musica di Bach che funziona bene sempre, anche se la suoni con le pentole...

Giusta la precisazione e giusto il paradosso. Bach è l'unico compositore di cui riesco a sopportare l'utilizzo nelle suonerie del cellulare. :D

Ora non prendetemi troppo sul serio, però. ;)

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Guest Fede_Rinhos
Addirittura peggio: questo è integralismo..."strumentale" :D

Sulla prassi si potrebbe ancora discutere e lecitamente direi (oramai credo sia chiaro a tutti il significato effettivo del termine "filologia").

Naturalmente sono d'accordo anche io con voi. Detto fuori dai denti mi sembra un falso problema e in special modo quando è riferito alla musica di Bach che funziona bene sempre, anche se la suoni con le pentole...

e allora mi spieghi perché Bach ha scritto per clavicembalo e non per pentole?

i compositori scrivono i loro pezzi con la consapevolezza del timbro dello strumento a cui si indirizzano. Che poi ci siano trascrizioni o orchestrazioni magari fatte dall'autore stesso, questa è un'altra cosa. Ma non si puo pretendere che una musica, messa su un qualsiasi strumento e suonata in qualsiasi modo, dia l'impressione che da sullo strumento per il quale è stata scritta....

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Ottime premesse.

Alchè,distinguiamo il sommo Bach nelle esecuzioni storiche dalle reinterpertazioni al pianoforte moderno.

C'è tanta carne al fuoco.

Sinceramente,mi sento di dire che la dicotomia da me citata precedentemente non ha storia.Nel senso che ,se vogliamo confrontare J.S.Bach reinterpretato da G.Gould,R.Tureck,Haskil etc..abbiamo a che fare con una immagine filtrata.

Non voglio dire che sia meno valida di altre,ma non paragonabile alle interpretazioni di chi si affanna a decifrare trattati antichi e di chi si affatica a render funzionali strumenti d'epoca.

Sottolineo:con NON PARAGONABILE non intendo riferirmi a geriarchie di qualsivoglia tipo,ma intendo rivendicare a ciascuono il suo(Pirandello?)

Anna Silvia

Comprendo il tuo discorso. Bisogna però tenere anche presente che la filologia stessa è "una via" e non necessariamente "l'unica via", non esiste un decreto legge che stabilisce una priorità nelle modalità di esecuzione della musica antica. Inoltre bisogna considerare che la flologia stessa (anche quella più smaccatamente "talebana", passatemi il termine) non è altro che un'immagine filtrata da un sentire di studiosi con 300 anni di storia della musica nel DNA in più di Bach (volenti o no) sebbene con elementi che fanno lecitamente supporre una ricostruzione quanto più fedele possibile all'originale. C'era un recente pensiero sull'argomento che condividevo appieno di compositore1980 da qualche parte (non ricordo più dove però). Se sta leggendo e lo ricorda potrebbe trasportarlo qui come utile spunto di discussione.

Per quanto mi riguarda considero (per esempio) Gould un valore aggiunto nella musica di Bach, un elemento capace di sviscerare aspetti di ulteriore universalità nel linguaggio del Maestro tedesco.

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Infatti non è Bach suonato da Gould, ma Gould che suona Bach :rolleyes:

E questo trasfigura la musica al punto da fargli perdere i certo qual modo la paternità? :unsure:

E se Bach ascoltasse Leonhardt in una delle sue celebri "cembalate" siamo sicuri che lo troverebbe aderente al suo pensiero musicale? Può essere...ma qualche dubbio sinceramente mi viene.

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per Pacific,forse la discussione che intendevi tu e' questa :

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?showtopic=8198

(daniele gatti e la filologia).

ritengo che Bach al piano sia irrinunciabile,in particolare se eseguito da mostri sacri come Gould o Richter.

(poi se si esegue magari chopenizzandolo e' un altro discorso)

Bach come gia' e' stato ricordato,e' l'unico autore che funziona sempre in qualsiasi trascrizione o arrangiamento...

e' vero che un compositore ha generalmente un idea sonora precisa quando scrive,ma lo stesso

Bach (grazie alla potenza e alla perfezione suprema della sua musica)era spesso indifferente agli strumenti...scrivendo diverse versioni di uno stesso brano..(qualche esempio celebre: i concerti per tastiera sono per lo piu' derivati da concerti per violino..il doppio per oboe e violino esiste anche per 2 cembali...alcune fughe e pezzi per cembalo esistono anche per liuto,per violino...o viceversa..per non parlare poi di molti brani dalle cantate che circolano in varie composizioni...ecc)..lo stesso Clavicembalo ben temperato in realta' si traduce "tastiera ben temperata"...per non parlare poi dell'arte della fuga...musica senza nessuna destinazione strumentale...

:rolleyes:

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......mi pare doveroso però citare ANDRAS SCHIFF quando si parla di Bach al pianoforte... :rolleyes:

Quoto completamente! Per me è in assoluto il milgior esecutore di Bach. Qualche anno fa lo sentii dal vivo. Faceva le Variazioni Golberg. E' stato il cocnerto più bello che abbia sentito fino ad oggi. Fu solo un po' spocchioso: alla fine dell'aria da capo la sala esplose in un applauso, e lui si alzò sdegnato, zittì tutti e disse in un discreto ma tedesco italiano: "dopo Beethoven...Brav! BIS..! dopo Bach silenzio ASSOLUTO"

Gould secondo me merita un discorso a parte. ha ragione mahler 75 ha dire che è Gould che suona bach

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Guest Paganini

A postare il pensiero di Leonhardt (che condivido in toto) sono stato io.

Ha ragione Pacific a asostenere che non esiste nessun decreto legge che vieti l'ascolto di Bach al piano, io stesso ogni tanto mi faccio prendere dalle Goldberg gouldiane trovandone diletto all'ascolto. Ma non mi tramettono quello che invece la musica di Bach trasmette al cembalo. Unica. Un suono puro e perfetto, senza tempo. Il piano ovatta tutto, spezza quel magico incantesimo che il suo antenato magicamente crea.

Chiuso il discorso sul gusto personale se ne può fare un altro sul reale senso di suonare Bach al piano. Per quale arcano motivo nel corso della storia si è sempre cercato di plasmare, trasformare, adattare la musica di Bach in tutti i modi e le forme possibili? perchè si sente sempre questa necessità mentre altri autori del suo stesso periodo non sono stati toccati (o comunque solo marginalmente) da questa morbosa tendenza?

Perchè non suonare Chopin, Prokofiev o Brahms al cembalo? sarebbe interessante no?

Per carità cerchiamo di rispettare quelle che sono le volontà dell'autore, con tutta la bella letteratura per piano che c'è dobbiamo scomodare quel vecchio panzone del Giovanni Sebastiano? ;)

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A postare il pensiero di Leonhardt (che condivido in toto) sono stato io.

Ha ragione Pacific a asostenere che non esiste nessun decreto legge che vieti l'ascolto di Bach al piano, io stesso ogni tanto mi faccio prendere dalle Goldberg gouldiane trovandone diletto all'ascolto. Ma non mi tramettono quello che invece la musica di Bach trasmette al cembalo. Unica. Un suono puro e perfetto, senza tempo. Il piano ovatta tutto, spezza quel magico incantesimo che il suo antenato magicamente crea.

Chiuso il discorso sul gusto personale se ne può fare un altro sul reale senso di suonare Bach al piano. Per quale arcano motivo nel corso della storia si è sempre cercato di plasmare, trasformare, adattare la musica di Bach in tutti i modi e le forme possibili? perchè si sente sempre questa necessità mentre altri autori del suo stesso periodo non sono stati toccati (o comunque solo marginalmente) da questa morbosa tendenza?

Perchè non suonare Chopin, Prokofiev o Brahms al cembalo? sarebbe interessante no?

Per carità cerchiamo di rispettare quelle che sono le volontà dell'autore, con tutta la bella letteratura per piano che c'è dobbiamo scomodare quel vecchio panzone del Giovanni Sebastiano? ;)

incredibilmagicamente quoto Paganini. Non sono un "talebano della filologia" ma penso che l'esecutore debba cercare di rendere il meglio possibile ciò che ha scritto il compositore. Anche volendo intendere il termine klavier come tastiera in modo generico non mi pare (se sbaglio correggetemi e insultatemi pure) che al tempo di Bach esistesse il piano quindi Il Sommo non pensò mai (suppongo) alla possibilità di ascoltare e suonare la propria musica su quel demoniaco (uhuhh lol scherzo) strumento. Una cosa è adattare un pezzo di Bach ad un organico usato dal compositore stesso, un'altra adattarlo ad un organico nato successivamente. E se si suonasse Bach con strumenti elettronici? Penso che molti storcerebbero il naso.

Cmq anche a me piacciono le Goldberg di Gould ma sono ben conscio che di Bach c'è pochissimo, un 30%, contro il 70-80 o anche 90% di un'esecuzione su strumenti d'epoca suonati come si deve.

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Guest Paganini
incredibilmagicamente quoto Paganini. Non sono un "talebano della filologia" ma penso che l'esecutore debba cercare di rendere il meglio possibile ciò che ha scritto il compositore. Anche volendo intendere il termine klavier come tastiera in modo generico non mi pare (se sbaglio correggetemi e insultatemi pure) che al tempo di Bach esistesse il piano quindi Il Sommo non pensò mai (suppongo) alla possibilità di ascoltare e suonare la propria musica su quel demoniaco (uhuhh lol scherzo) strumento. Una cosa è adattare un pezzo di Bach ad un organico usato dal compositore stesso, un'altra adattarlo ad un organico nato successivamente. E se si suonasse Bach con strumenti elettronici? Penso che molti storcerebbero il naso.

Cmq anche a me piacciono le Goldberg di Gould ma sono ben conscio che di Bach c'è pochissimo, un 30%, contro il 70-80 o anche 90% di un'esecuzione su strumenti d'epoca suonati come si deve.

E bravo Alu ;)

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... non mi pare (se sbaglio correggetemi e insultatemi pure) che al tempo di Bach esistesse il piano quindi Il Sommo non pensò mai (suppongo) alla possibilità di ascoltare e suonare la propria musica su quel demoniaco (uhuhh lol scherzo) strumento.

Credo che esistesse già, fin dal principio del '700. E da qualche parte devo anche aver letto che Bach era scettico nei confronti di questo strumento. Scusate l'intromissione. :)

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Beninteso: all'epoca non si chiamava ancora pianoforte, ma fortepiano. Con un suono più smorzato rispetto a quello cui siamo abituati oggi.

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Infatti non è Bach suonato da Gould, ma Gould che suona Bach :rolleyes:

Gould secondo me merita un discorso a parte. ha ragione mahler 75 ha dire che è Gould che suona bach

Cmq anche a me piacciono le Goldberg di Gould ma sono ben conscio che di Bach c'è pochissimo, un 30%, contro il 70-80 o anche 90% di un'esecuzione su strumenti d'epoca suonati come si deve.

:huh:

Ma non state un po' esagerando, raga?

E questo trasfigura la musica al punto da fargli perdere i certo qual modo la paternità? :unsure:

E se Bach ascoltasse Leonhardt in una delle sue celebri "cembalate" siamo sicuri che lo troverebbe aderente al suo pensiero musicale? Può essere...ma qualche dubbio sinceramente mi viene.

Bravo. Finalmente qualcuno con dei sani dubbi...

ritengo che Bach al piano sia irrinunciabile,in particolare se eseguito da mostri sacri come Gould o Richter.

(poi se si esegue magari chopenizzandolo e' un altro discorso)

Infatti il problema è tutto qui. Anche al pianoforte bisogna saper suonare Bach.

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:huh:

Ma non state un po' esagerando, raga?

Ogni volta che leggo l'abbreviazione raga mi vengono in mente i truzzetti dance-style D&G certified :lol:

Servirebbe qualche studioso della prassi esecutiva e della personalità di Bach. Dai chiamate Suzuki e Koopman e fateli iscrivere qui!

Bravo. Finalmente qualcuno con dei sani dubbi...

Di certo non rimarrebbe totalmente spaesato. Purtroppo la tecnologia non è ancora arrivata così avanti da poter riesumare Sebastian.

Infatti il problema è tutto qui. Anche al pianoforte bisogna saper suonare Bach.

Su questo sono d'accordo.

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Chiuso il discorso sul gusto personale se ne può fare un altro sul reale senso di suonare Bach al piano.

Se devo essere sincero, è proprio il discorso sul gusto personale quello che mi interessa di più. Se ti piace di più (o soltanto) Bach al cembalo, nessun problema. Su quello che dici dopo, invece, non sono tanto d'accordo.

Credo che esistesse già, fin dal principio del '700. E da qualche parte devo anche aver letto che Bach era scettico nei confronti di questo strumento. Scusate l'intromissione. :)

Anch'io conosco questo aneddoto. Se corrisponda a verità, non so.

Ogni volta che leggo l'abbreviazione raga mi vengono in mente i truzzetti dance-style D&G certified :lol:

E' un modo per sentirsi giovane. ;)

"D&G certified" non me l'aveva mai detto nessuno. <_<

(se sbaglio correggetemi e insultatemi pure)

"Se mi sbaglio, mi coriggerete." :D

Insultare Alucardo mai, nemmeno quando fa il talebano. :P

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Però se non ammettessimo la musica di Bach eseguita al pianoforte ci saremmo persi Gould che esegue in staccato il primo Preludio del Clavicembalo Ben Temperato (1° parte). Non so se fosse ironico, ma l'ho trovato geniale e totalmente diverso dalle altre esecuzioni.

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Però se non ammettessimo la musica di Bach eseguita al pianoforte ci saremmo persi Gould che esegue in staccato il primo Preludio del Clavicembalo Ben Temperato (1° parte). Non so se fosse ironico, ma l'ho trovato geniale e totalmente diverso dalle altre esecuzioni.

L'esecuzione di cui parli, a dire il vero, non mi piace; mi sembra innaturale. Ma lo spirito del tuo discorso lo condivido totalmente.

Non so se avete presente lo stacco tra la fine dell'Aria e la Variatio I nelle "Goldberg" gouldiane (reg. 1981). :o Sarà arbitrario, ma è roba da saltare sulla sedia. E io dovrei rinunciare a un'esecuzione di quella caratura per un presunto e malinteso rispetto a Bach? Ma che senso ha?

P.S. - Complimenti per la firma. E' perfetta in questo contesto. ;)

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L'esecuzione di cui parli, a dire il vero, non mi piace; mi sembra innaturale. Ma lo spirito del tuo discorso lo condivido totalmente.

Non so se avete presente lo stacco tra la fine dell'Aria e la Variatio I nelle "Goldberg" gouldiane (reg. 1981). :o Sarà arbitrario, ma è roba da saltare sulla sedia. E io dovrei rinunciare a un'esecuzione di quella caratura per un presunto e malinteso rispetto a Bach? Ma che senso ha?

P.S. - Complimenti per la firma. E' perfetta in questo contesto. ;)

Grazie :) Per essere un'esecuzione innaturale, effettivamente, lo è da far paura. Quando l'ho sentita per la prima volta mi veniva da ridere e pensavo: ma Gould non ci starà prendendo in giro? E' anche vero che, se lo fa lui, diciamo "è un genio", se lo fa uno sconosciuto pensiamo che sia matto e basta.

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per Pacific,forse la discussione che intendevi tu e' questa :

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?showtopic=8198

(daniele gatti e la filologia).

ritengo che Bach al piano sia irrinunciabile,in particolare se eseguito da mostri sacri come Gould o Richter.

(poi se si esegue magari chopenizzandolo e' un altro discorso)

Bach come gia' e' stato ricordato,e' l'unico autore che funziona sempre in qualsiasi trascrizione o arrangiamento...

e' vero che un compositore ha generalmente un idea sonora precisa quando scrive,ma lo stesso

Bach (grazie alla potenza e alla perfezione suprema della sua musica)era spesso indifferente agli strumenti...scrivendo diverse versioni di uno stesso brano..(qualche esempio celebre: i concerti per tastiera sono per lo piu' derivati da concerti per violino..il doppio per oboe e violino esiste anche per 2 cembali...alcune fughe e pezzi per cembalo esistono anche per liuto,per violino...o viceversa..per non parlare poi di molti brani dalle cantate che circolano in varie composizioni...ecc)..lo stesso Clavicembalo ben temperato in realta' si traduce "tastiera ben temperata"...per non parlare poi dell'arte della fuga...musica senza nessuna destinazione strumentale...

:rolleyes:

Esattamente, l'intervento era proprio dentro la discussione che hai riportato nel link. Quoto pure questo ultimo tuo pensiero che va bene anche come risposta ad altri utenti che hanno sollevato il problema sulla "destinazione" delle composizioni bachiane.

A postare il pensiero di Leonhardt (che condivido in toto) sono stato io.

Per quale arcano motivo nel corso della storia si è sempre cercato di plasmare, trasformare, adattare la musica di Bach in tutti i modi e le forme possibili? perchè si sente sempre questa necessità mentre altri autori del suo stesso periodo non sono stati toccati (o comunque solo marginalmente) da questa morbosa tendenza?

Perchè non suonare Chopin, Prokofiev o Brahms al cembalo? sarebbe interessante no?

Potrebbe...

Compositore ha sottolineato un aspetto dell'Arte di Bach che è fondamentale e che riguarda il valore assoluto del suo lavoro. Egli (e parlo soprattutto della musica strumentale) scrive costantemente musica "pura" che può tranquillamente trascendere dal forzoso abbinamento con l'oggetto utile a riprodurla. La sua capacità è talmente elevata da arrivare a concedersi il lusso di non porsi nemmeno il problema, direi. Paradossalmente a dimostrarlo sono proprio molti filologi e Leonhardt per primo, dato che si è preso proprio lui la briga di trascrivere per cembalo addirittura la Partita per flauto BWV1013 (i suoi compari poi si sono divertiti invece a trascriverne parti per altri strumenti, Bylsma in testa) e ad orchestrare insieme a Kuijken parti della stupenda sonata per flauto BWV1030. Come la mettiamo? Non è forse un'operazione ai limiti dell'azzardo? O forse può avere un senso se intesa a valorizzare certi aspetti universali del linguaggio bachiano?

incredibilmagicamente quoto Paganini. Non sono un "talebano della filologia" ma penso che l'esecutore debba cercare di rendere il meglio possibile ciò che ha scritto il compositore. Anche volendo intendere il termine klavier come tastiera in modo generico non mi pare (se sbaglio correggetemi e insultatemi pure) che al tempo di Bach esistesse il piano quindi Il Sommo non pensò mai (suppongo) alla possibilità di ascoltare e suonare la propria musica su quel demoniaco (uhuhh lol scherzo) strumento. Una cosa è adattare un pezzo di Bach ad un organico usato dal compositore stesso, un'altra adattarlo ad un organico nato successivamente. E se si suonasse Bach con strumenti elettronici? Penso che molti storcerebbero il naso.

Cmq anche a me piacciono le Goldberg di Gould ma sono ben conscio che di Bach c'è pochissimo, un 30%, contro il 70-80 o anche 90% di un'esecuzione su strumenti d'epoca suonati come si deve.

Ma per nulla. Il Bach di Karl Richter per esempio è tra i più straordinari e coinvolgenti che si possano ascoltare ancora oggi eppure non usava affatto strumenti d'epoca nè organici "ridotti", concertava come gli pareva e sovente non era nemmeno troppo aderente al testo in modo...filologico. Nonostante ciò chi ha il coraggio di buttarlo via? Io no di certo.

L'esecuzione su strumenti d'epoca non è di per sè sinonimo di affidabilità assoluta e di adesione perfetta con l'intento del compositore. Si tratta di tentativi di ricostruzione che si basano su elementi e su studi sempre più efficaci e approfonditi i quali vanno inseriti in un contesto globale di interpretazione come "possibilità" ma non come bibbia.

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