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Beethoven


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4 ore fa, Ives dice:

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E' presente su Spotify. Anche nel '900 storico Kletzki ha lasciato ottime prove, discograficamente fu un pò "sfigato". Non c'è Jochum con la LSO, ma @Snorlax sicuramente può dire la sua. Szell e Wand sono ottime.

Conosco benissimo la Nona

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1 ora fa, Majaniello dice:

Anche io mi sto divertendo in questi giorni a guardare qualche suo video... tra le terze migliori di Brahms ci sono Walter, Jochum, Klemperer, Levine coi Wiener... non cita Solti e Abbado ma sul sito sì. Ma che scoperta!! Insomma sempre i soliti nomi e le solite etichette. L'unica "chicca" è Dohnányi (tanto per dire, direttore di punta DECCA). Ovviamente le mie "terze preferite" non ci sono,

Ecco, se sul thread deputato ti va di approfondire...

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11 minuti fa, Majaniello dice:

 

Gio ma guarda che proprio Klemperer è uno degli amore di Davidone, è riferimento in tutto il repertorio tedesco da Bach a Strauss passando per Haydn, Beethoven, Bruckner, Brahms ecc. Se ti spulci il sito è un profluvio di lodi. Lo ama persino in Berlioz, Dvorak, Tchaikovsky, più fanatico lo volevi?

Be' io a Klemp, redivivo, gli farei dirigere pure le canzoni di Sanremo! In effetti ha sorpreso anche me che Dave lo inserisse in così tante scelte, e per questo mi stupivo che proprio in Beethoven, che sembra un abbinamento ideale, non lo menzionasse. Ma evidentemente non l'ha fatto perché ha seguito il suo criterio di nominare solo integrali (set, come dice lui) in cui tutte le esecuzioni sono indiscutibilmente le migliori sotto quel direttore, e non ce ne siano quindi altre ancora superiori fuori dall'integrale. Criterio che in effetti escluderebbe Klemp, perché immagino che si possano trovare Eroiche, Pastorali, o None ancora migliori tra le altre che incise "sfuse" rispetto al ciclo EMI/Philharmonia.

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20 minuti fa, giobar dice:

Per capire il senso delle sue scelte vanno lette anche le sue risposte ai vari commenti. E' molto pragmatico e in alcuni casi (sia per le sinfonie ei LvB di cui ora stiamo parlando che in altre recensioni) dice candidamente che ha omesso alcune edizioni semplicemente per questioni di durata del video e perché sa che non è tollerabile sentirlo parlare troppo a lungo. Ma a specifiche indicazioni risponde che per lui sono ok e che si possono aggiungere alla sua lista del video memtre per altre dice che no, secondo lui non sono al livello delle sue prime scelte. Quanto a Klemperer, poi, dice in modo preciso che il suo criterio per questa recensione era la valutazione dell'integrale in quanto tale - cioè badando al livello del valore medio (ovviamente sempre secondo lui, precisazione che, per lodevole onestà, non omette mai) - e che si riserva specifiche recensioni per le singole sinfonie preannunciando che in quei casi ci saranno senz'altro altri nomi: cita ad esempio proprio Klemperer e Bohm.

In effetti non ho mai letto i commenti, per ora mi diverto a centellinare i video. Immaginavo infatti che il motivo dell'esclusione di Klemperer fosse quello.

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10 minuti fa, giordanoted dice:

Be' io a Klemp, redivivo, gli farei dirigere pure le canzoni di Sanremo! 

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Scusate, non ho resistito.

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1 ora fa, Ives dice:

E con questo, chiudiamo tutto.

🤣

In futuro potrei intervenire nelle discussioni esclusivamente con fotomontaggi.

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L'argomento del post è singolare e non sapevo dove piazzarlo. Lo metto in Beethoven perché di lui, in fondo, si tratta.

Un curiosissimo evento discografico.  Nel 2012 era uscita, per Decca, l'integrale delle sonate per violino e pianoforte di LvB con Leonidas Kavakos ed Enrico Pace. Non una pubblicazione qualunque, perché vinse diversi premi internazionali ed ebbe recensioni eccellenti. E' ancora in vendita.

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Pochi giorni fa gli stessi dischi sono stati ripubblicati con etichetta Sony (cioè tutt'altra multinazionale, non un'altra etichetta della Universal cui fa capo la Decca). Attualmente Kavakos incide per Sony, ma è rarissimo che un artista si porti appresso le incisioni fatte per altri ( e che gli altri glielo consentano, specie se si tratta di dischi importanti come questi). Questa volta è successo, perché dai crediti stampati sul retro del box  mi sembra di capire che Kavakos in persona si è acquistato i diritti e li ha licenziati alla Sony. Per la cronaca, il box Sony costa molto meno di quello Decca.

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16 ore fa, giobar dice:

 dai crediti stampati sul retro del box  mi sembra di capire che Kavakos in persona si è acquistato i diritti e li ha licenziati alla Sony.

 

Cercando qualche approfondimento in rete ho trovato che effettivamente i diritti sulle registrazioni sono di Kavakos e che, transitando alla Sony, egli ha pensato bene di farle ripubblicare sotto la nuova etichetta in considerazione del successo che avevano riscosso qualche anno fa. E la Sony ci ha messo, di suo, il prezzo concorrenziale.

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On 16/6/2020 at 14:24, giordanoted dice:

Be' però parla del nuovo ciclo di Igor Levit; voi ne avete ascoltato qualcosa? Pareri?

Se vuoi ascoltarlo, al momento è tutto su YouTube.

Sinceramente non capisco tutto questo entusiasmo per l'integrale di Levit adesso, come non capivo l'entusiasmo per quella di Lewis qualche tempo fa. Detto che Levit è meglio di Lewis (... e fin qui d'accordo), non lo trovo migliore dei miei riferimenti (Backhaus e Gulda sulle sonate "minori", Brendel sulle "maggiori", Serkin su quello che ha inciso, Pollini sulle ultime), e quel che è peggio neppure molto diverso.

Di solito Hurwitz per il repertorio pianistico segue i "suggerimenti" del collega Jed Distler, che infatti incensa il Beethoven di Levit e di cui mi è bastato leggere su Classics Today un "pedestrian" sulla Hammerklavier riferito a Gilels per ritenerlo ancor più inaffidabile dello stesso Hurwitz.

Di integrali pianistiche (e non fortepianistiche) davvero interessanti su Beethoven ultimamente ne sono uscite davvero poche: forse salvo solo Jumppanen su Ondine e Bavouzet su Chandos, ed entrambe hanno comunque dei punti "meno forti". Ma dire qualcosa di nuovo e contemporaneamente valido al pianoforte su questo repertorio è quasi impossibile.

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1 ora fa, Florestan dice:

Se vuoi ascoltarlo, al momento è tutto su YouTube.

Sinceramente non capisco tutto questo entusiasmo per l'integrale di Levit adesso, come non capivo l'entusiasmo per quella di Lewis qualche tempo fa. Detto che Levit è meglio di Lewis (... e fin qui d'accordo), non lo trovo migliore dei miei riferimenti (Backhaus e Gulda sulle sonate "minori", Brendel sulle "maggiori", Serkin su quello che ha inciso, Pollini sulle ultime, Richter su alcune, Gilels su altre...), e quel che è peggio neppure molto diverso.

Di solito Hurwitz per il repertorio pianistico segue i "suggerimenti" del collega Jed Distler, che infatti incensa il Beethoven di Levit e di cui mi è bastato leggere su Classics Today un "pedestrian" sulla Hammerklavier riferito a Gilels per ritenerlo ancor più inaffidabile dello stesso Hurwitz.

Di integrali pianistiche (e non fortepianistiche) davvero interessanti su Beethoven ultimamente ne sono uscite davvero poche: forse salvo solo Jumppanen su Ondine e Bavouzet su Chandos, ed entrambe hanno comunque dei punti "meno forti". Ma dire qualcosa di nuovo e contemporaneamente valido al pianoforte su questo repertorio è quasi impossibile.

 

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14 ore fa, Florestan dice:

Di integrali pianistiche (e non fortepianistiche) davvero interessanti su Beethoven ultimamente ne sono uscite davvero poche: forse salvo solo Jumppanen su Ondine e Bavouzet su Chandos, ed entrambe hanno comunque dei punti "meno forti". Ma dire qualcosa di nuovo e contemporaneamente valido al pianoforte su questo repertorio è quasi impossibile.

Ci sono state integrali su fortepiano dopo Brautigam? non sono molto aggiornato...

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4 ore fa, Majaniello dice:

Ci sono state integrali su fortepiano dopo Brautigam? non sono molto aggiornato...

Integrali non ne conosco, singole sonate o lavori per fortepiano e altri strumenti sì.

La mia precisazione era proprio per escludere Brautigan.

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  • 3 weeks later...

Devo totalmente ricredermi su Levit, di cui ho ascoltato di più e meglio l'integrale beethoveniana, ed è di assoluto rispetto: una versione asciutta e rapida, ma non priva di sentimento. Dopo il riascolto non escludo di aver preso una cantonata per distrazione dovuta a stress e di aver ascoltato un altro pianista credendo si trattasse di lui (fortemente indiziato Oppitz, che avevo in agenda e che non ricordo di aver ascoltato, mentre Levit pensavo di averlo ascoltato, ma la seconda volta non ne ero più affatto sicuro, tanto diverso mi è parso dalla prima sbagliatissima impressione...). Levit è un giovanissimo pianista russo formatosi culturalmente e musicalmente in Germania, e si sente. Le ultime sonate di Beethoven, uscite un anno prima prima, si collocano per scelte interpretative tra Schnabel e Backhaus, mentre tutto il resto per tempi e tecnica mi ricorda più Gulda.

Cancello l'opzione Bavouzet, che riascoltato non trovo molto congeniale a Beethoven - a differenza del suo predecessore su Chandos, Lortie, che a conti fatti risulta l'integrale beethoveniana su pianoforte più consigliabile degli ultimi venti anni assieme a Jumppanen e proprio a Levit.

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  • 3 weeks later...

Volevo chiedervi un parere. Forse se ne è già parlato in altri articoli del topic. Ho letto che, nei quaderni di appunti di Beethoven relativi alla Sonata op. 27 n. 2, Ludwig trascrisse le battute della morte del Commendatore nel I atto del Don Giovanni di Mozart. Alcuni critici trovano delle somiglianze tra l'adagio della sonata al chiaro di luna e queste battute del Don Giovanni.  Io all'ascolto ho ravvisato una lieve somiglianza ma non di più e non saprei dire se la somiglianza riguarda le terzine o il primo tema. Qualcuno sa dirmi qualcosa di più? 

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  • 3 months later...

Per chi legge in inglese, qui un articolo della rivista Gramophone circa il Fidelio, e una discografia consigliata dall'autore del pezzo, Mike Ashman.

L'ho trovata una lettura interessante anche per alcuni cenni storici, anche se sul piano delle incisioni nessuna sorpresa, ci sono i soliti nomi: Klemperer su tutti.

https://www.gramophone.co.uk/features/article/beethoven-s-fidelio-a-complete-guide-to-the-best-recordings?utm_content=Read the article&utm_campaign=Gramophone Newsletter 23 Nov 20&utm_source=Gramophone&utm_medium=adestra_email&utm_term=https%3A%2F%2Fwww.gramophone.co.uk%2Ffeatures%2Farticle%2Fbeethoven-s-fidelio-a-complete-guide-to-the-best-recordings

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18 ore fa, giordanoted dice:

Per chi legge in inglese, qui un articolo della rivista Gramophone circa il Fidelio, e una discografia consigliata dall'autore del pezzo, Mike Ashman.

L'ho trovata una lettura interessante anche per alcuni cenni storici, anche se sul piano delle incisioni nessuna sorpresa, ci sono i soliti nomi: Klemperer su tutti.

https://www.gramophone.co.uk/features/article/beethoven-s-fidelio-a-complete-guide-to-the-best-recordings?utm_content=Read the article&utm_campaign=Gramophone Newsletter 23 Nov 20&utm_source=Gramophone&utm_medium=adestra_email&utm_term=https%3A%2F%2Fwww.gramophone.co.uk%2Ffeatures%2Farticle%2Fbeethoven-s-fidelio-a-complete-guide-to-the-best-recordings

Molto interessante! ci sono anche dei suggerimenti meno scontanti, tipo il Fidelio ungherese della Naxos, chissà... Di questa che mi dite? magari c'è già una rece di @Wittelsbach

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conosco solo il film di Bohm, ma la Jones, contrariamente all'opinione del giornalista, non mi persuade proprio in questo ruolo.

Le mie, ne avevo già parlato, sono queste, la prima più "filologica" (tra virgolette, essendo un'incisione del 1969), la seconda più "di personalità":

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tra le storiche sceglierei Klemperer e Bernstein.

Il Fidelio che invece mi desta curiosità e che prima o poi ascolterò è il live a Salisburgo Heppner, Studer, Solti, Wiener.

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