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kraus

Beethoven

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2 ore fa, kraus dice:

Curioso segno dei tempi: quel che ai nostri orecchi, avvezzi fin dai primi anni di passione musicale alla musica del Romanticismo (secolo d'oro quant'altri mai per la storia di quest'arte), suona indubbiamente come uno Scherzo per ritmo e per carattere, Hoffman lo sente ancora come minuetto. Lo scrittore doveva attribuire al brano una natura di danza che ormai, fin dalle prime Sinfonie, Beethoven aveva accantonato e che aveva già ripescato di tanto in tanto, nelle Sonate, solo con un intento più o meno ironicamente nostalgico!

 

La differenza tra Scherzo e Minuetto doveva sembrargli così sottile da propendere per la danza graziosa.

Nel dubbio conviene , a noi uditori del nuovo millennio, tenere bene a mente una regola che ho sentito enunciare da un maestro di musica : " II Minuetto passeggia, lo Scherzo.....vola ! "

😊

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Da Hoffman a Berlioz, che a sua volta ha lasciato ai posteri qualche impressione a tinte molto forti sulla prima della Quinta (scusate il giüoco di parole). Si fatica a credergli:

"Alcuni esecutori erano paralizzati dall'emozione e si mostravano incapaci di continuare la loro parte, perfino di tener saldo l'archetto, che sfuggiva loro dalle mani. Nei palchi di prima fila ho visto molti visi che si nascondevano per soffocare singhiozzi convulsi; alcuni giovani ridevano forte, altri si strappavano i capelli, altri ancora si abbandonavano a mille contorsioni stravaganti. La signora Malibran fu addirittura colta da un attacco di nervi così forte che dovette essere trasportata fuori dalla sala; un'altra signora, in lacrime, dovette lasciare il teatro, mentre un vecchio militare, alzando le braccia al cielo, si mise a gridare: «È l'imperatore! È l'imperatore»". 

Della Quinta parlò, con un fare scostante a dir poco, anche Goethe, come riferisce nientemeno che Felix Mendelssohn-Bartholdy: "Il poeta se ne sta seduto come Giove, nell'angolo più buio della camera, e manda lampi di luce dai suoi occhi di vegliardo. Alla musica di Beethoven non voleva assolutamente accostarsi. Una volta gli dissi che non potevo esimermi dal fargli ascoltare almeno il primo tempo della Quinta. Questa pagina lo colpì in modo insolito. Prima disse: «Non è affatto commovente, desta soltanto stupore essendo una cosa grandiosa». Poi continuò a borbottare, e dopo qualche tempo aggiunse «È una creazione grandissima ma folle, vien da temere che persino la  casa crolli. Figurarsi quando suona un'orchestra al completo!». Eppure a tavola, interrompendo un altro discorso, riprese a parlarne".

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On 7/4/2020 at 15:26, kraus dice:

Curioso segno dei tempi: quel che ai nostri orecchi, avvezzi fin dai primi anni di passione musicale alla musica del Romanticismo (secolo d'oro quant'altri mai per la storia di quest'arte), suona indubbiamente come uno Scherzo per ritmo e per carattere, Hoffman lo sente ancora come minuetto. Lo scrittore doveva attribuire al brano una natura di danza che ormai, fin dalle prime Sinfonie, Beethoven aveva accantonato e che aveva già ripescato di tanto in tanto, nelle Sonate, solo con un intento più o meno ironicamente nostalgico!

 

... ma si sta parlando del terzo movimento della quinta sinfonia di Beethoven..?

Se ha ben poco di minuettoso, ha sicuramente pochissimo anche dello scherzoso (difatti mi pare manchi in partitura questa indicazione). 

Probabilmente è solo una questione di chiamare le cose con un nome convenzionale e il terzo tempo di una sinfonia all'inizio dell''800 è un minuetto. E se invece all'epoca il pezzo venisse eseguito con un ritmo molto più "danzante" di quello cui siamo abituati. In fondo, anche se suona più come una ! marcia, è pur sempre in 3/4...

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On 10/4/2020 at 10:21, kraus dice:

Da Hoffman a Berlioz, che a sua volta ha lasciato ai posteri qualche impressione a tinte molto forti sulla prima della Quinta (scusate il giüoco di parole). Si fatica a credergli:

"Alcuni esecutori erano paralizzati dall'emozione e si mostravano incapaci di continuare la loro parte, perfino di tener saldo l'archetto, che sfuggiva loro dalle mani. Nei palchi di prima fila ho visto molti visi che si nascondevano per soffocare singhiozzi convulsi; alcuni giovani ridevano forte, altri si strappavano i capelli, altri ancora si abbandonavano a mille contorsioni stravaganti. La signora Malibran fu addirittura colta da un attacco di nervi così forte che dovette essere trasportata fuori dalla sala; un'altra signora, in lacrime, dovette lasciare il teatro, mentre un vecchio militare, alzando le braccia al cielo, si mise a gridare: «È l'imperatore! È l'imperatore»". 

Della Quinta parlò, con un fare scostante a dir poco, anche Goethe, come riferisce nientemeno che Felix Mendelssohn-Bartholdy: "Il poeta se ne sta seduto come Giove, nell'angolo più buio della camera, e manda lampi di luce dai suoi occhi di vegliardo. Alla musica di Beethoven non voleva assolutamente accostarsi. Una volta gli dissi che non potevo esimermi dal fargli ascoltare almeno il primo tempo della Quinta. Questa pagina lo colpì in modo insolito. Prima disse: «Non è affatto commovente, desta soltanto stupore essendo una cosa grandiosa». Poi continuò a borbottare, e dopo qualche tempo aggiunse «È una creazione grandissima ma folle, vien da temere che persino la  casa crolli. Figurarsi quando suona un'orchestra al completo!». Eppure a tavola, interrompendo un altro discorso, riprese a parlarne".

Fantastiche queste testimonianze, spesso mi son chiesto come potesse suonare questo pezzo ad orecchie sostanzialmente settecentesche. La "recensione" di Berlioz sembrerebbe riferirsi alla celebre "prima" del Sacre di Stravinskij, con tafferugli annessi, anche se qui c'era solo la musica a scatenare gli animi (mentre pare che il balletto stravinskiano fosse molto provocatorio e osato in quanto a coreografia).

Goethe è un "protoromantico" che evidentemente poco gradiva i protoromantici più protoromantici di lui. Tempo fa ho sentito un profondo conoscitore dell'opera del poeta dirsi certo che i lieder di Schubert scritti sui suoi testi non gli sarebbero affatto piaciuti...

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11 ore fa, Eduard Hanslick dice:

... ma si sta parlando del terzo movimento della quinta sinfonia di Beethoven..?

Sì; faticavo a crederci anch'io quando l'ho riportato...

11 ore fa, Eduard Hanslick dice:

Se ha ben poco di minuettoso, ha sicuramente pochissimo anche dello scherzoso (difatti mi pare manchi in partitura questa indicazione). 

Vero: Beethoven non ha apposto in cima al brano neppure l'indicazione "Scherzo", bensì solo "Allegro". Però attenzione: per Scherzo non s'intende necessariamente alcunché di burlesco; pensiamo all'esempio battagliero della Nona, ma anche alle osservazioni dell'infida e fuorviante Wikipedia, da sempre fonte segreta degli italiani:

"Rispetto al minuetto, lo scherzo è di solito più veloce: Allegro, Vivace o Presto. La sua forma è tripartita (ABA), dove la sezione centrale, chiamata trio, ha spesso tonalità diversa e carattere contrastante, in genere più lirico. (...)

Lo scherzo punta di solito all'arguzia, alla giocosità e tende ad alleggerire la tensione tra il movimento lento e il finale, distendendo la concentrazione richiesta all'ascoltatore durante i primi due movimenti. Nonostante ciò, può assumere tratti drammatici e persino grotteschi (come in Gustav Mahler e Dmitrij Šostakovič). Nelle prime tre sinfonie, Johannes Brahms rinunciò addirittura allo scherzo di stampo beethoveniano per inserire composizioni che, pur mantenendo la struttura dello scherzo, hanno tempo moderato e carattere elegiaco."

Avvezzi a sentir seguire un tempo lento da un minuetto, i contemporanei devono aver preso per scontato come tale un pezzo che comincia loschissimo e serpeggia indisturbato, tra citazioni sinistre del primo movimento, fino all'apoteosi del finale (dove peraltro viene anche ripreso, cooptato e scritturato a titolo di elemento contrastante).

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On 10/4/2020 at 10:21, kraus dice:

Da Hoffman a Berlioz, che a sua volta ha lasciato ai posteri qualche impressione a tinte molto forti sulla prima della Quinta (scusate il giüoco di parole). Si fatica a credergli:

"Alcuni esecutori erano paralizzati dall'emozione e si mostravano incapaci di continuare la loro parte, perfino di tener saldo l'archetto, che sfuggiva loro dalle mani. Nei palchi di prima fila ho visto molti visi che si nascondevano per soffocare singhiozzi convulsi; alcuni giovani ridevano forte, altri si strappavano i capelli, altri ancora si abbandonavano a mille contorsioni stravaganti. La signora Malibran fu addirittura colta da un attacco di nervi così forte che dovette essere trasportata fuori dalla sala; un'altra signora, in lacrime, dovette lasciare il teatro, mentre un vecchio militare, alzando le braccia al cielo, si mise a gridare: «È l'imperatore! È l'imperatore»". 

Della Quinta parlò, con un fare scostante a dir poco, anche Goethe, come riferisce nientemeno che Felix Mendelssohn-Bartholdy: "Il poeta se ne sta seduto come Giove, nell'angolo più buio della camera, e manda lampi di luce dai suoi occhi di vegliardo. Alla musica di Beethoven non voleva assolutamente accostarsi. Una volta gli dissi che non potevo esimermi dal fargli ascoltare almeno il primo tempo della Quinta. Questa pagina lo colpì in modo insolito. Prima disse: «Non è affatto commovente, desta soltanto stupore essendo una cosa grandiosa». Poi continuò a borbottare, e dopo qualche tempo aggiunse «È una creazione grandissima ma folle, vien da temere che persino la  casa crolli. Figurarsi quando suona un'orchestra al completo!». Eppure a tavola, interrompendo un altro discorso, riprese a parlarne".

La Sig.ra Malibran probabilmente non ebbe una crisi di nervi, bensì un malore causato molto probabilmente dal corsetto eccessivamente stretto . 😊😊😊

Scherzi a parte...i critici del tempo con i loro intelletti deformati avevano ravvisato in Beeth uno slancio appassionato ma caotico , un genio assoluto ma con esiti confusi.

Lo Scherzo della quinta aveva suscitato l'impressione di "Una strana e terribile voce, da provocare il brivido della paura degli spettri" (Magnani) 

Aridaje...

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18 ore fa, Eduard Hanslick dice:

Goethe è un "protoromantico" che evidentemente poco gradiva i protoromantici più protoromantici di lui. Tempo fa ho sentito un profondo conoscitore dell'opera del poeta dirsi certo che i lieder di Schubert scritti sui suoi testi non gli sarebbero affatto piaciuti...

Infatti non sopportava di doversi trovare alla pari con chicchessia in termini di livello artistico: non a caso gli stava benissimo che musicasse molti dei suoi testi un compositore non di primo piano come Zelter (noto paradossalmente più per l'amicizia con Goethe che per il valore delle sue composizioni), mentre non volle aver che fare con Schubert, non rispondendo alle sue missive, e si tenne musicalmente a debita distanza da Beeth.

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Probabilmente Zelter non mostrò mai i lieder al poeta. In tarda età finalmente riuscì ad ascoltare il Re degli Elfi nell'interpretazione della Schroder-Devrient e si commosse profondamente.

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All'improvviso uno sconosciuto:

Signori, ecc'a voi il prototipo della Sinfonia n. 6 di Beethoven.

No, fermi tutti: non si tratta di un autore espropriato delle sue composizioni poi riattribuite alla triade classica grazie al solito complotto, bensì d'una sinfonia del 1784, intitolata "Le portrait musical de la nature" che reca lo stesso programma e sottotitoli dei movimenti simili a quelli del celebre capolavoro. Se il registro è lo stesso, la musica, come sentirete, c'entra poco con quella della Pastorale beethoveniana.

Qui di seguito i sottotitoli della sinfonia knechtiana:

"1. Une belle contrée où le soleil luit, les doux zéphyrs voltigent, les ruisseaux traversent le vallon, les oiseaux gazouillent, un torrent tombe du haut en murmurant, le berger siffle, les moutons sautent et la bergère fait entendre sa douce voix.

2. Le ciel commence à devenir soudain et sombre, tout le voisinage a de la peine de respirer et s'effraye, les nuages noirs montent, les vents se mettent à faire un bruit, le tonnerre gronde de loin et l'orage approche à pas lents.

3. L'orage accompagné des vents murmurants et des pluies battantes gronde avec toute la force, les sommets des arbres font un murmure et le torrent roule ses eaux avec un bruit épouvantable.

4. L'orage s'apaise peu à peu, les nuages se dissipent et le ciel devient clair.

5. La Nature transportée de la joie élève la voix vers le ciel et rend au créateur les plus vives grâces par des chants doux et agréables." (https://imslp.org/wiki/Pastoral_Symphony%2C_'Portrait_musical_de_la_nature'_(Knecht%2C_Justin_Heinrich))

Beethoven ebbe modo di conoscere quest'opera, tanto più che il relativo annuncio pubblicitario e quello delle sue tre Sonate giovanili per il Principe elettore WoO 47 vennero pubblicati sullo stesso giornale e nella stessa pagina.

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Anche il musicologo Tarcisio Balbo, nel suo saggio dedicato alla Sesta Sinfonia, cita questa composizione come modello ispiratore della Pastorale, benché poi quest'ultima sia musicalmente diversa. 

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41 minuti fa, ken dice:

Anche il musicologo Tarcisio Balbo, nel suo saggio dedicato alla Sesta Sinfonia, cita questa composizione come modello ispiratore della Pastorale, benché poi quest'ultima sia musicalmente diversa. 

Se ne parla anche qui:

https://www.lvbeethoven.it/opus068/

"La musica descrittiva o a programma, intesa nel senso più esteso, ha offerto sempre ai musicisti mediocri facili possibilità di sfruttamento. Particolarmente vicino a Beethoven per l’epoca e il soggetto, e da lui forse non ignorato, è un modesto Ritratto musicale della natura del compositore svevo J. H. Knecht, pubblicato circa nel 1784. Ma dichiarando che aveva voluto esprimere dei sentimenti piuttosto che fare della pittura Beethoven volle probabilmente significare che, a differenza della maggior parte dei suoi predecessori e nonostante l’analogia della struttura esteriore rafforzata dai sottotitoli stessi, la sostanza della composizione corrispondeva ad una interiorità; vera musica, cioè, e non curiosità o scherzo o artificio, o semplice pittura."

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Ieri ascoltavo l'opera 111 in una bellissima esecuzione di Richter (registrata perfettamente dal vivo) e mi sono accorto di non essermi mai accorto di quanto la prima parte del secondo tempo ricordi questo celebre pezzo di Schubert...

 

Forse Richter lo suona in modo particolarmente schubertiano...

Da 1:15

 

Scusate, somiglia più a questo

 

 

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