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Heitor

è lecito cambiare?

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studiando la sonata 35 di paganini, mi sono chiesto se è lecito ogni tanto modificare leggermente le note di un accordo o una legatura, per migliorare la diteggiatura e rendere i passaggi più fluidi

l'esempio a cui mi riferisco è nella prima battuta; abbiamo un accordo di mi maggiore cosi composto (dal basso verso l'alto): mi-sol#-si-mi-sol#, ovvero un accordo di cinque note che per come è fatto è suonabile o utilizzando il mignolo oppure usando il pollice sia sul mi che sul sol# in questo modo però l'accordo sarebbe spezzato anche se solo leggermente; è in casi come questi che ci si chiede perchè non semplificarci la vita e togliere il primo sol che non solo è già presente nell'accordo ma si trova anche nella voce superiore; in questo modo l'accordo si suona con un semplicissimo p-i-m-a che mantiene l'unità dell'accordo e inoltre è la stessa diteggiatura dell'accordo precedente. questa scelta è sostenuta anche dal fatto che non ricorrono più per tutto il pezzo accordi di più di tre note; unica eccezione l'accordo successivo così composto mi-re#-fa#-si-re#-si ovvero un quinto grado. in questo caso l'accordo è di sei note quindi può essere benissimo arpeggiato, ma nel caso si scelga di cambiare l'accordo precedente, forse è opportuno modificare anche questo in modo da mantenere lo stesso peso armonico e la stessa impostazione della mano destra; in tal caso allora si eliminerebbero il re# e il fa# che verrebbe a mancare nell'accordo, ma di cui si può fare a meno dato che, come ho detto prima, tutto il pezzo è scritto con accordi al più di tre note.

analogamente, per l'agevolezza della mano destra si può scegliere lo spostamento di una legatura, cosa fatta tra l'altro molto spesso dal signor segovia negli studi di sor, inserendo legature che sor non aveva previsto (esempio luminoso è lo studio numero 16 op.31 ovvero l'ottavo della raccolta da esame)

voi che ne pensate?

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Guest ndonio
studiando la sonata 35 di paganini, mi sono chiesto se è lecito ogni tanto modificare leggermente le note di un accordo o una legatura, per migliorare la diteggiatura e rendere i passaggi più fluidi

l'esempio a cui mi riferisco è nella prima battuta; abbiamo un accordo di mi maggiore cosi composto (dal basso verso l'alto): mi-sol#-si-mi-sol#, ovvero un accordo di cinque note che per come è fatto è suonabile o utilizzando il mignolo oppure usando il pollice sia sul mi che sul sol# in questo modo però l'accordo sarebbe spezzato anche se solo leggermente; è in casi come questi che ci si chiede perchè non semplificarci la vita e togliere il primo sol che non solo è già presente nell'accordo ma si trova anche nella voce superiore; in questo modo l'accordo si suona con un semplicissimo p-i-m-a che mantiene l'unità dell'accordo e inoltre è la stessa diteggiatura dell'accordo precedente. questa scelta è sostenuta anche dal fatto che non ricorrono più per tutto il pezzo accordi di più di tre note; unica eccezione l'accordo successivo così composto mi-re#-fa#-si-re#-si ovvero un quinto grado. in questo caso l'accordo è di sei note quindi può essere benissimo arpeggiato, ma nel caso si scelga di cambiare l'accordo precedente, forse è opportuno modificare anche questo in modo da mantenere lo stesso peso armonico e la stessa impostazione della mano destra; in tal caso allora si eliminerebbero il re# e il fa# che verrebbe a mancare nell'accordo, ma di cui si può fare a meno dato che, come ho detto prima, tutto il pezzo è scritto con accordi al più di tre note.

analogamente, per l'agevolezza della mano destra si può scegliere lo spostamento di una legatura, cosa fatta tra l'altro molto spesso dal signor segovia negli studi di sor, inserendo legature che sor non aveva previsto (esempio luminoso è lo studio numero 16 op.31 ovvero l'ottavo della raccolta da esame)

voi che ne pensate?

Non conosco la partitura. Di chi è la trascrizione ? E la revisione ? E la diteggiatura ?

:ph34r:

Io per prima cosa non ho capito a quale sol# ti riferisci nel primo accordo. Quello sulla sesta corda quarto tasto ? Oppure quinta corda nono tasto ?

Nel primo caso credo che si debba ragionare così:

sulla chitarra, è ineseguibile quell'accordo se non spezzato come dici tu. Se il trascrittore ha inserito nello stesso accordo di mi maggiore quel sol# sulla sesta corda a seguire del mi basso a vuoto è ovvio che fosse a conoscenza del fatto che sarebbe stato tecnicamente impossibile suonare contemporaneamente i due suoni ( a meno che non siano emessi a velocità elevatissima ).

Quindi credo che il problema non si pone nemmeno, non so se sia antipaganiniano e meno, ma secondo il trascrittore quell'accordo và eseguito arpeggiato, o almeno questo vale quantomeno per la prima coppia di suoni: mi - sol#.

Nel secondo caso invece, non vedo proprio dove sia il problema, dato che è possibile, con un barrè al nono tasto e anulare della sinistra sul sol# della quinta corda, eseguire quell'accordo suonando tutte le note contemporaneamente.

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revisione e diteggiatura di ruggero chiesa

ho detto espressamente che enunciavo le note dell'accordo dal basso verso l'alto, quindi se parto dal mi, come fa il sol# a essere sulla sesta corda? il sol# è quello sulla quarta corda niente nono tasto, è per questo che c'è il salto; quindi vista la velocità sostenuta della sonata, spezzertarlo suonando due volte il pollice è, oltre che difficile, anche brutto; il secondo accordo l'ho detto che non è un problema, ho solo detto che se si sceglie di togliere le note a quello prima, forse è possibile toglierle anche al secondo per una questione sonora

vabbè senza spartito è impossibile rendersene conto, poi te lo mando

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Guest ndonio
revisione e diteggiatura di ruggero chiesa

Alzo le mani e non parlo più :ph34r:

ihihihihih dai scherzo, attendo lo spartito :D

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Guest ndonio
revisione e diteggiatura di ruggero chiesa

ho detto espressamente che enunciavo le note dell'accordo dal basso verso l'alto, quindi se parto dal mi, come fa il sol# a essere sulla sesta corda? il sol# è quello sulla quarta corda niente nono tasto, è per questo che c'è il salto; quindi vista la velocità sostenuta della sonata, spezzertarlo suonando due volte il pollice è, oltre che difficile, anche brutto; il secondo accordo l'ho detto che non è un problema, ho solo detto che se si sceglie di togliere le note a quello prima, forse è possibile toglierle anche al secondo per una questione sonora

vabbè senza spartito è impossibile rendersene conto, poi te lo mando

Adesso che ci penso, mi pare di avere incontrato anche io questo problema, se non erro nella Ciaccona di Bach.

Vado a controllare :D

Comunque mi pare che sia una formula - non molto ricorrente, ma comunque esistente - esecutiva per niente nuova sulla chitarra.... percui credo che bisogna studiarla così, se così sta scritto.

Io non oso mettere in dubbio l'operato di Chiesa :o

Se non siamo in grado di farlo, credo siano c***i nostri.

:ph34r:

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Adesso che ci penso, mi pare di avere incontrato anche io questo problema, se non erro nella Ciaccona di Bach.

Vado a controllare :D

Comunque mi pare che sia una formula - non molto ricorrente, ma comunque esistente - esecutiva per niente nuova sulla chitarra.... percui credo che bisogna studiarla così, se così sta scritto.

Io non oso mettere in dubbio l'operato di Chiesa :o

Se non siamo in grado di farlo, credo siano c***i nostri.

:ph34r:

probabilmente lui avrà riportato fedelmente la scrittura di paganini; stiamo ricontrollando gli originali, poi ti saprò dire;

la ciaccona non saprei, dopo tutto è una trascrizione, ognuno può farla come meglio crede

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Guest ndonio
probabilmente lui avrà riportato fedelmente la scrittura di paganini; stiamo ricontrollando gli originali, poi ti saprò dire

Allora ? :o

la ciaccona non saprei, dopo tutto è una trascrizione, ognuno può farla come meglio crede

Non esageriamo, trascrizione o meno, sempre di Bach si tratta :rolleyes:

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