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Rachmaninov, cosa ne pensate?


AlexAngel
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Secondo me:

1) Rachmaninov è stato uno dei più grandi pianisti e virtuosi del 900 (e questa è Storia).

2) Come compositore è del tutto secondario ma non credo che meriti infantili accanimenti. Era un onesto mestierante, che raccoglieva il retaggio di un'epoca al tramonto, tra struggimenti nostalgici e baracconate ridondanti. E' epigono di un romanticismo enfatizzato all'inverosimile, sovraccarico di cromatismi, armonie eleganti e strappalacrime, molto "alla Tchaikovsky" e idee tematiche alquanto semplici. Possiede un ottimo lirismo. Nelle sue opere riscontro una prolissità esagerata, rispetto al materiale proposto. C'è molta spettacolarità ed esteriorità e poca sostanza. I concerti per piano sono decenti (secondo e quarto sono i più riusciti). La produzione orchestrale è nel complesso mediocre, ma un pezzo come la seconda sinfonia, se ben eseguito, può risultare di straordinaria spettacolarità. La sua produzione pianistica è interessante: i preludi sono molto belli; le variazioni e gli studi sono ingegnosi da un punto di vista compositivo-strutturale; altra musica da camera è di bassa levatura (trii, sonate varie...).

3) La musica sinfonico-corale è molto evocativa e ha qualche buono momento (The Bells, Russian Songs, Liturgy of St. John Chrysostom).

4) Non conosco le opere liriche.

Sarà come dici tu, ma io rimango dell'opinione che definire il rach 2 solo "decente" e le relative temaiche "alquanto semplici" (sempre che questo giudizio non fosse in generale) è come mettersi di fronte al Colosseo e dire "So what?". Dico questo perché la tua analisi ha un tono oggettivo. Ma se stai esprimendo la tua opinione, allora siamo qui ognuno per dire la nostra! :thumbsup_still:

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Oggettivamente, per quanto possa essere ininfluente nella storia della musica, i carneadi musicali sono ben altri.

a volte, però, i carnedi riescono a sfondare e diventano parte del repertorio (per nostra somma sfiga) :laughingsmiley:

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a volte, però, i carnedi riescono a sfondare e diventano parte del repertorio (per nostra somma sfiga) :laughingsmiley:

Eh, ma il grande Rach lo odi proprio! :laughingsmiley: Ma che ti ha fatto? La tua punizione divina sarà finire su un'isola deserta dove riecheggiano in continuazione le nove sinfonie di Beethoven massacrate... volevo dire... dirette da Cobra! E tu non potrai fare niente per fermarle! :laughingsmiley: :laughingsmiley: :laughingsmiley: :laughingsmiley: :laughingsmiley:

Altro che Clockwork Orange! :sarcastic_hand:

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  • 2 months later...
Guest Rachmaninov!!

Sei proprio fissato con quel concerto!!! Vedrai che dopo qualche ascolto di troppo ti stancherai di sentirlo e lo ridimensionerai! :whistle:

Com'è che io lo ascolto da ANNI è non mi sono ancora stancato?

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Guest Rachmaninov!!

Se non ti dispiace ti scrivo io...in attesa di una risposta da parte di Desaparecidos. Comincio col dire che non sono assolutamente d'accordo con chi definisce Rachmaninov un compositore da gettare in toto nel pattume. Vengono osannati tanti di quei compositori di dubbio valore, non vedo perchè non debba essere considerato normale il farsi piacere un artista che proprio PICCOLO (minore?) non lo definirei. Detto ciò anche io faccio parte di quella schiera che considera Rach un compositore non indispensabile. In tutta sincerità ho ascoltato poco ma quel poco che ho avuto modo di udire non mi ha troppo entusiasmato. Molto virtuosismo e poco "cuore" e genialità melodica, un po' come per il sottoscritto è Franz Liszt (che però metto 20 spanne a confronto col russo). Se proprio lo si può salvare (e apprezzare) bisogna soffermarsi sull'opera pianistica, che qualcosa di buono ci ha lasciato. Per quanto concerne la sfera sinfonica direi che il discorso cambia...

Bene ascolta di più allora!

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Bene ascolta di più allora!

MA di fatti non mi sono mai preposto di considerare Rachmaninov un compositore di second'ordine PUNTO. Ho solo detto che le poche composizioni che ho avuto modo di ascoltare non mi hanno granchè entusiasmato. Ciò non toglie che approfondirò l'ascolto per avere un quadro generale più ampio :happystrange: Lungi da me considerare un artista come "minore" solo perchè il parere che in genere viene espresso nei suoi confronti è tutt'altro che roseo. La mia era solo una valutazione piuttosto sommaria, per quel poco che conosco di Rach. Tutto qua.

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è da un po' che non lo ascolto se non 'per caso' quando l'incrocio in filodiffusione (standing-ovation per le esecuzioni dei concerti piano e orch di lugansky, uguagliato solo dalle storica integrale 'perfetta' di earl wild per potenza precisione ed equilibrio interpretativo - mai volgarmente romantico). ascolto con interesse quando capita la seconda sonata in cui si riassumono tutti i pregi e tutti i difetti della sua scrittura a-strutturata. rachmaninov è stato devastato dalla concorrenza - myaskovsky in primis. prokofiev è troppo in alto per essere nominabile, ma resta un autore di musiche pianistiche 'ad effetto' e di belle melodie (difficile trovare tanti temi diventati celebri condensati in un solo concerto piano e orch come il 2o - di vagamente simile in fatto a 'fertilità' di 'melodie orecchiabili' c'è solo la rapsodia in blu di gershwin)

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No vabbè mi rifiuto, addirittura è stato DEVASTATO dalla concorrenza di myaskovsky..chiudiamo qua

beh le sue sonate valgono quanto l'intero corpus del rach. però un merito a rach va dato: l'essere stato un pianista infinitamente più grande di quanto sapesse comporre. insomma, l'esatto opposto di ravel ahahah.

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No vabbè mi rifiuto, addirittura è stato DEVASTATO dalla concorrenza di myaskovsky..chiudiamo qua

ps. quando pensi bene di rachmaninov e lo sovrastimi, ricordati semplicemente di ascoltare le variazioni su tema di chopin e le mature variazioni su tema di corelli così per la vergogna cambi subito nick ;)

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Non capirò MAI la ragione di tanta diversità nei giudizi riguardanti il compositore russo, francamente. Un compositore, in fondo, come molti altri che non si lasciò incantare da stili avanzati, percorrendo più cautamente sentieri già visti. Eppure nessuno come lui si è attirato tanta antipatia e odio (!?) da parte degli addetti ai lavori.

Se la ragione fosse solo quella di esser rimasto "nelle retrovie" credo che non vi sarebbe alcuna ragione di detestarlo... No, ci sarà sicuramente dell'altro. Ha ucciso qualcuno? Oppure è/era inviso ai "poteri forti"? :laughingsmiley: O faceva troppo il verso a Tschaikowsky (fosse solo lui)? O era antipatico ad Adorno e Leibowitz, come il povero bistrattato Sibelius? :laughingsmiley::laughingsmiley::laughingsmiley:

Una delle poche ragioni che me lo rendono simpatico è proprio il fatto che ce l'hanno con lui, e senza ragione apparente o spiegabile. :scratch_one-s_head:

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Forse sarò picchiato per questo :laughingsmiley: , ma spezzo una lancia a favore di Maninov (che mi piaciucchia abbastanza).

Credo che Rachmaninov sia particolarmente inviso agli addetti ai lavori perché avendo effettivamente modellato le proprie opere sull'estrema decadenza "kitsch" del pianismo romantico e riscuotendo anche per questo ampio successo presso il più variegato pubblico, ai suddetti addetti ai lavori comunica spesso l'immagine di un compositore da cabaret, un saltimbanco che servendosi di una tecnica virtuosistica estrema spaccia pezzi flamboyant o sentimentali per musica colta. Giudizio forse un po' troppo sbrigativo, perché secondo me Rachmaninov parte sì da basi di musica d'uso (piccolo borghese, direbbe Adorno), ma nel processo compositivo trascende queste basi degradate, le strasfigura.

Il sentimentalismo, come dice Rattalino, è trasformato in arte dalla percezione stessa dell'ascoltatore, poiché su questo si fonda la musica di Rachmaninov in genere: sulla percezione sonora in sé. Questo a mio parere è uno dei tanti modi della musica colta di rapportarsi al pubblico. Non liquiderei tutto Rachmaninov come un corpo estraneo, tanto più che contrariamente alle acide e partigiane profezie del Grove's Dictionary la sua produzione non è ancora caduta nel dimenticatoio (non parlo di pubblico facile, ma degli interpreti che lo hanno in repertorio).

Se da Rachmaninov ci si aspettano progressi di linguaggio paragonabili a quelli di Skrjabin o Bartók, è ovvio che si resta delusi: è un autore che non ha mai fondato nuovi sistemi evolutivi di linguaggio, ma è simasto produttivo all'interno del "vecchio" sistema. Credo sia stato originale... a modo suo, insomma. :P

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Non capirò MAI la ragione di tanta diversità nei giudizi riguardanti il compositore russo, francamente. Un compositore, in fondo, come molti altri che non si lasciò incantare da stili avanzati, percorrendo più cautamente sentieri già visti. Eppure nessuno come lui si è attirato tanta antipatia e odio (!?) da parte degli addetti ai lavori.

Beh, non proprio di tutti gli addetti ai lavori ma soltanto di una parte. Ed è sorprendente come a suo favore si siano schierati moltissimi interpreti. Non soltanto i classici virtuosi a caccia di ottave ma anche alcuni dei pianisti più geniali del 900, interpreti come Richter e Gilels che facevano colazione con Sciostakovich e Prokofiev e che sul piano del background musicale non erano certo degli sprovveduti, o altri grandissimi non riconducibili alla categoria dei puri vertuosi, anche non russi, come Gieseking, Ciccolini, Argerich e Zimerman. Per non parlare dei direttori "insospettabili" che si sono dedicati a Rachmaninov, fra i quali è sufficiente ricordare dei paladini della modernità come Ansermet e Abbado. Tutti costoro ci si sono dedicati soltanto per soldi? Non lo escludo, anche se è gente che avrebbe potuto guadagnare altrettanto eseguendo altri autori ugualmente popolari ma meno invisi a certa critica.

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sufficiente ricordare dei paladini della modernità come Ansermet e Abbado.

Non so cosa abbia fatto Ansermet, ma Abbado non mi pare si sia spinto oltre il solito ruolo di accompagnatore al virtuoso di turno (come peraltro Karajan, Solti o Bernstein). Non credo possa essere citato come direttore che abbia in qualche modo creduto sinceramente in questo repertorio o che abbia contribuito nel diffonderlo. Piuttosto citerei Mitropoulos e Ormandy per la "vecchia scuola" e Previn, Zinman, Dutoit, Maazel, Slatkin, Noseda in epoche più recenti (oltre ai vari direttori russi) che sia in studio, sia dal vivo, hanno frequentato con assiduità il repertorio sinfonico di Rachmaninov, anche nelle sue pagine più misconosciute.

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Se da Rachmaninov ci si aspettano progressi di linguaggio paragonabili a quelli di Skrjabin o Bartók, è ovvio che si resta delusi: è un autore che non ha mai fondato nuovi sistemi evolutivi di linguaggio, ma è simasto produttivo all'interno del "vecchio" sistema. Credo sia stato originale... a modo suo, insomma. :P

E' un discorso condivisibile quello che fai.

Per come lo ricordo, il Quarto concerto è una delle sue cose più sperimentali e più "moderne". Sicuramente non è così melodicamente affascinante come i tre che lo precedono (anche se il secondo tempo emana un profumo arcanamente maliardo), ma ha dalla sua una strumentazione sofisticatissima (soprattutto le percussioni) e un'architettura ritmica di notevole complessità, tanto da ricordare a qualche studioso una certa influenza stravinskiana.

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Non so cosa abbia fatto Ansermet, ma Abbado non mi pare si sia spinto oltre il solito ruolo di accompagnatore al virtuoso di turno (come peraltro Karajan, Solti o Bernstein). Non credo possa essere citato come direttore che abbia in qualche modo creduto sinceramente in questo repertorio o che abbia contribuito nel diffonderlo. Piuttosto citerei Mitropoulos e Ormandy per la "vecchia scuola" e Previn, Zinman, Dutoit, Maazel, Slatkin, Noseda in epoche più recenti (oltre ai vari direttori russi) che sia in studio, sia dal vivo, hanno frequentato con assiduità il repertorio sinfonico di Rachmaninov, anche nelle sue pagine più misconosciute.

Erano solo due esempi di direttori che comunque si sono dedicati moltissimo alla musica moderna e che, non avendo certo problemi di pagnotta, avrebbero ben potuto accompagnare i solisti di turno in altri pezzi.

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Se posso dare il mio modestissimo parere, il problema di Rachmaninoff non è tanto il suo anacronismo stilistico, ma la bruttezza dei temi: rispetto ai compositori precedenti (e basta anche il solo Tchaikowski) i suoi temi secondo me sono grezzi e pesanti. L'ingresso dell'orchestra nel secondo concerto mi sembra un ottimo esempio (e non è che l'orchestrazione giovi molto del resto):
/>http://www.youtube.com/watch?v=4Ud_wGMXRnQ

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