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sibelius

Il buon Peppino

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Vorrei spendere alcune parole su Verdi, spesso tanto bistrattato qua. Ma vorrei spenderle non tanto sul suo lato artistico, ma quanto sul lato umano, nel senso che ritengo sia stato un grandissimo uomo , prima ancora che un genio della musica.

E' stato dalla nascita alla morte un uomo umile e semplice, scendendo sempre e quasi con sdegno da tutti i piedistalli su cui veniva posto.

Nonostante le ricchezze accumulate, si è sempre dimostrato un acuto investitore delle proprie risorse, senza sperperare mai neppure una lira, dimostrandosi invece straordinariamente generoso (vedi le borse di studio che assegnava ai ragazzi + meritevoli delle Roncole, agli ospedali e alla casa di riposo per musicisti che ha fatto costruire a proprie spese, a tutti gli operai che assumeva presso la sua tenuta si Sant'Agata in periodo di carestia per lavori tutto sommato inutili, ma utili agli operai stessi per guadagnarsi lo stipendio per vivere).

Nonostante il suo genio, amava lavorare nei campi dalla mattina alla sera.

La disgrazia della perdita nel giro di un anno della prima moglie Margherita Barezzi e dei due figli non lo ha distrutto, ma bensì ha saputo rialzarsi, costruirsi una nuova vita con la Strepponi e andare avanti, sopportandone in vecchiaia la scomparsa dopo averla assistita nella sua infermità.

Ha ordinato funerali semplici, in sordina, senza alcun accompagnamento musicale, quasi per andarsene senza recar disturbo.

Mi scuso se son stato un po' prolisso, ma scrivo sull'onda della lettura di una bellissima biografia che mi ha fatto letteralmente innamorare del Verdi uomo e che ha fatto lievitare alle stelle la mia ammirazione verso lui.

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beh io non so molto sulla vita, ma di certo ha avuto un ruolo cardine per il popolo italiano.

Già, anche per quanto riguarda l'unità italiana. Non vi partecipò militarmente solo per ragioni legate alla sua salute un po' cagionevole, e fu Cavour stesso ad insitere con lui affinchè accettasse l'elezione a senatore.

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mmm...e dimmi, quale è questo libro?

B)

L'edizione dovrebbe essere "I Dioscuri", è un libro del 1941 ma con seconda edizione del 1991, l'autore non ricordo, devo controllare a casa.

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per esempio molti tendono a emarginare il ruolo di Verdi nella conquista dell'unità d'Italia, rispetto a personalità come quelle del Manzoni. ora io non voglio dire che il ruolo di verdi sia stato più importante. tutti i meriti al grande Alessandro per il contributo decisivo all'unità linguistica dello Stivale, ma l'opera di Verdi non è stata da meno; un simbolo, un eroe da seguire

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L'edizione dovrebbe essere "I Dioscuri", è un libro del 1941 ma con seconda edizione del 1991, l'autore non ricordo, devo controllare a casa.

Ma il titolo qual è? è per caso "L'uomo Verdi" di Walter Frank?

...(quasi quasi me lo compro :rolleyes: )...

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Ma il titolo qual è? è per caso "L'uomo Verdi" di Walter Frank?

...(quasi quasi me lo compro :rolleyes: )...

no, è "Giuseppe Verdi" di BOTTI. Il libro è vecchio, credo non sia + in circolazione. L'ho comprato tanti anni fa e fa parte di una collana dedicata ai compositori (io ho anche Berlioz e Bach).

Ad ogni modo, nel frattempo:

http://www.giuseppeverdi.it/page.asp?IDCat...2&IDSezione=573

Tra l'altro, forse è uno dei pochi compositori che ha sempre goduto della stima e dell'ammirazione di tutti (praticamente) in vita.

Curiosa la "guerra civile" scoppiata a Busseto tra sostenitori di Verdi e non alla successione alla guida della locale filarmonica (all'epoca era ancora giovane, non era ancora partito per Milano e non aveva scritto alcuna opera ma era stimato come organista).

Ok, basta, lo so, sto diventando pedante. Mi fermo. :D

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fu Cavour stesso ad insitere con lui affinchè accettasse l'elezione a senatore.

E poi non è mai andato in parlamento e chiedeva solo riduzione delle tasse per le tenute agricole (e lui aveva fior di terra a Sant'Agata)

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E poi non è mai andato in parlamento e chiedeva solo riduzione delle tasse per le tenute agricole (e lui aveva fior di terra a Sant'Agata)

C'è andato, c'è andato, anche se appena gli è stato possibile s'è tolto di mezzo, dato che non era vita per lui.

Ha passato anche diversi mesi a Torino a causa dele sedute al Parlamento.

Certo, aveva fior di terra, ma comprata coi proventi dei suoi guadagni. Altri compositori han mangiato tutto in baggianate, sperperando tutti i guadagni. Lui invece li ha investiti nella terra, dando lavoro, in certi periodi, anche a centinaia di persone del paese.

Tornando al discorso del suo spirito patriottico, secondo me è stata straordinaria la risposta data agli austriaci quando gli avevano ordinato la composizione di una marcia trionfale, o qualcosa del genere (la memoria fa un po' cilecca): ha risposto loro di aver solo marce di ritirata e se volevano averle comunque.

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Ragazzi,

mi hanno regalato questo libro che si chiama semplicemente Verdi di un certo Casini, Rusconi Editore.

Cosa ne pensate? L'avete letto? E' affidabile?

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Guest Sognatore
Ragazzi,

mi hanno regalato questo libro che si chiama semplicemente Verdi di un certo Casini, Rusconi Editore.

Cosa ne pensate? L'avete letto? E' affidabile?

Il Casini di cui parli è sicuramente Claudio, storico della musica italiano e docente universitario, scomparso nel 1994. È autore di volumi monografici su diversi compositori, editi per Bompiani, facilmente reperibili.

La sua biografia di Verdi non l'ho letta, per cui non saprei fornirti ragguagli sulla qualità complessiva dell'opera; il libro, però, è parte di una eccellente collana dedicata ai compositori indirizzata ai lettori non specialisti, curata da Paolo Isotta e Piero Buscaroli, di cui posseggo qualche numero, il che potrebbe essere un punto a suo favore.

Ciao e buona lettura.

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Claudio Casini è stato uno dei più preparati e acuti studiosi di storia della musica della seconda metà del novecento. Io non ho la su biografia di Verdi ma ho letto quella di Mozart e di Puccini. Lo stile sembra divulgativo perchè scorrevole e avvincente, ma a una più attenta lettura si apprezza una conoscenza profonda della materia e un'acuta capacità di analisi. Niente dilettantismi agiografici, niente sterili accademismi.

Un musicologo dotato di lucida intelligenza e di un'ironia forse un po' cinica ma di ottima grana.

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Vorrei spendere alcune parole su Verdi, spesso tanto bistrattato qua. Ma vorrei spenderle non tanto sul suo lato artistico, ma quanto sul lato umano, nel senso che ritengo sia stato un grandissimo uomo , prima ancora che un genio della musica.

E' stato dalla nascita alla morte un uomo umile e semplice, scendendo sempre e quasi con sdegno da tutti i piedistalli su cui veniva posto.

Nonostante le ricchezze accumulate, si è sempre dimostrato un acuto investitore delle proprie risorse, senza sperperare mai neppure una lira, dimostrandosi invece straordinariamente generoso (vedi le borse di studio che assegnava ai ragazzi + meritevoli delle Roncole, agli ospedali e alla casa di riposo per musicisti che ha fatto costruire a proprie spese, a tutti gli operai che assumeva presso la sua tenuta si Sant'Agata in periodo di carestia per lavori tutto sommato inutili, ma utili agli operai stessi per guadagnarsi lo stipendio per vivere).

Nonostante il suo genio, amava lavorare nei campi dalla mattina alla sera.

La disgrazia della perdita nel giro di un anno della prima moglie Margherita Barezzi e dei due figli non lo ha distrutto, ma bensì ha saputo rialzarsi, costruirsi una nuova vita con la Strepponi e andare avanti, sopportandone in vecchiaia la scomparsa dopo averla assistita nella sua infermità.

Non penso Verdi sia bistrattato. Anzi ancora oggi il suo nome è sinonimo di patriottismo e di legame affettivo con la nostra amata (quanto??) patria. :)

Ha ordinato funerali semplici, in sordina, senza alcun accompagnamento musicale, quasi per andarsene senza recar disturbo.

Mi scuso se son stato un po' prolisso, ma scrivo sull'onda della lettura di una bellissima biografia che mi ha fatto letteralmente innamorare del Verdi uomo e che ha fatto lievitare alle stelle la mia ammirazione verso lui.

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Facendo riferimento alla accurata e seria biografia di F. Walker non è che tutto, ma proprio tutto, quanto concerne l''"uomo Verdi" sembrerebbe condivisibile alla luce di una mentalità e di una sensibilità moderne.

Certo Verdi era uomo di carattere e forse, per temperamento, intransigente. Non si discute il suo valore umano

nella scelta di sostituirsi a una allora inesistente politica previdenziale.

Ma certa durezza coi sottoposti in qualità di "imprenditore agricolo"; l'atteggiamento sprezzante verso tutto ciò che riguardava la vita della Strepponi (figli compresi) prima della loro convivenza; il comportamento cocciutamente ostile

nei confronti di Mariani(forse il miglior chef d'orchestre di allora) reo in fondo di essere stato l'amante di Teresa Stolz

e il primo direttore italiano di Wagner (salvo poi sentenziare ,alla sua prematura scomparsa,:"Che perdita per l'Arte!"),

ecco, atteggiamenti come questi, che noi oggi chiameremmo meschini, ridimensionano un po' la ua statura di uomo.

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Il Casini di cui parli è sicuramente Claudio, storico della musica italiano e docente universitario, scomparso nel 1994. È autore di volumi monografici su diversi compositori, editi per Bompiani, facilmente reperibili.

La sua biografia di Verdi non l'ho letta, per cui non saprei fornirti ragguagli sulla qualità complessiva dell'opera; il libro, però, è parte di una eccellente collana dedicata ai compositori indirizzata ai lettori non specialisti, curata da Paolo Isotta e Piero Buscaroli, di cui posseggo qualche numero, il che potrebbe essere un punto a suo favore.

Ciao e buona lettura.

Scusate se mi intrometto: più del volume di Casini vi consiglierei assolutamente la monografia di Frank Walker per quanto riguarda l'uomo; il saggio di Massimo Mila per quanto riguarda il musicista. Sono due testi fondamentali e di agevole lettura. Si trovano ancora entrambi molto facilmente.

Vorrei aggiungere che Verdi fu personaggio fondamentale per quanto riguarda l'unità d'Italia in quanto parlava un linguaggio che tutti potevano capire, a differenza dei poeti e romanzieri che ovviamente si servivano di un idioma non a tutti comprensibile. Del resto devo aggiungere che l'uomo non fu così 'mitico' come crediamo: fu una persona con debolezze e meschinerie come tanti altri; fu altresì attentissimo a creare un'immagine pubblica improntata all'umiltà, alla riservatezza e alla austera onestà. Questa immagine la costruì molto accuratamente e la difese strenuamente. Molti tratti frono reali e in fondo fu l'uomo che conosciamo dall'agiografia che ci è pervenuta... ma non sempre all'altezza della sua fama. Tutto ciò non toglie nulla alla sua fondamentale opera artistica e filantropica.

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Sia pure senza forse chiaramente usare il termine voce verdiana, spesso negli interventi lo si è accennato. Io penso che con riferimento a qualunque tipo di registro vocale le voci verdiane in grado di cantare tutto o quasi il Verdi bene o quasi bene, a livello storico, e quindi se andiamo anche indietro di 100 e passa anni, si contino sulla punta delle dita. E sin qui non credo d' avere fatto chissà quale scoperta anche perchè Verdi abbraccia tutto l' 800 e quindi, ovviamente, le sue prime opere non possono che avere anche per le voci uno stile completamente diverso delle ultime.E' naturalmente più facile trovare voci adatte a "pezzi" del Verdi per cui, sempre considerando qualunque tipo di registro vocale, ci saranno gli "specialisti" del Verdi maturo o quelli/e più adatti al Verdi giovane...

Cioè insomma se oggi, e non ne sono sicuro, mancano le voci verdiane, nel passato eravamo forse messi meglio ma scrivo che anche allora voci autenticamente verdiane era assai difficile trovarne

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Cioè insomma se oggi, e non ne sono sicuro, mancano le voci verdiane, nel passato eravamo forse messi meglio ma scrivo che anche allora voci autenticamente verdiane era assai difficile trovarne

Per cantare bene Verdi, specie nei ruoli tenorili e baritonali, occorrono due cose: una è saper cantare, perchè Verdi presenta ripetute notazioni espressive, impossibili da realizzare senza bagaglio tecnico completo, l'altra è avere una voce "ibrida", per colore e consistenza, adatta sia a momenti lirici che a accensioni drammatiche, perchè i ruoli verdiani spesso sono compositi.

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Ma proprio per questi motivi son giunto alla conclusione che le voci autenticamente verdiane siano state poche anche in passato e non solo ora...La descrizione delle caratteristiche che deve avere un tenore o baritono verdiano porta innanzitutto a dire che una pura voce lirica va bene sino a un certo punto se non riesce a sostenere certe orchestrazioni soprattutto del tardo-verdi o certi momenti infuocati del primo. E in più per essere perfetto questo cantante dovrebbe anche sapere rispettare se possibile tutte le indicazioni dell' autore...

Non parliamo poi delle donne. Un soprano verdiano ideale dovrebbe avere la voce di una Tebaldi per sostenere senza sforzo il tardo-Verdi e le capacità virtuosistiche della Callas per uscirsene da certe trappole del primo ...

Onestamente in virtù delle numerose opere prodotte e dell' arco di tempo lungo che abbracciano, ripeto che è più facile trovare artisti validissimi per determinati periodi del Verdi piuttosto che per il Verdi intero.

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Onestamente in virtù delle numerose opere prodotte e dell' arco di tempo lungo che abbracciano, ripeto che è più facile trovare artisti validissimi per determinati periodi del Verdi piuttosto che per il Verdi intero.

Anche questo è vero, max, ma è vero anche per Bellini e Donizetti. Su Rossini poi il dibattito è tuttora apertissimo ( anche qui in Forum).

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Suppongo che per Bellini e Donizetti ti riferisci alla figura del tenore o del baritenore ma a livello di ruoli femminili, personalmente penso che se una cantante ha determinate caratteristiche possa cantare tutto il Bellini o tutto il Donizetti senza problemi.

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Suppongo che per Bellini e Donizetti ti riferisci alla figura del tenore o del baritenore ma a livello di ruoli femminili, personalmente penso che se una cantante ha determinate caratteristiche possa cantare tutto il Bellini o tutto il Donizetti senza problemi.

Supponi e pensi bene, max. Con l'eccezione di Norma che richiede un soprano ben diverso sia da Amina che da Elvira.

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