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L'ultimo CD acquistato (musica classica)


BaBi_YAR

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2 ore fa, Majaniello dice:

Mai visto, è uscito ora? 

Fresco fresco ! :o

2 ore fa, Ives dice:

Hello, friend...😁

Mi era sfuggita! :o

--------

Product Family | STRAVINSKY Chant Funèbre / Chailly

Shostakovich: Symphony No. 5, Op. 47 by Lorin Maazel (1981-10-20)

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On 26/4/2024 at 16:10, Madiel dice:

 

Product Family | STRAVINSKY Chant Funèbre / Chailly

 

Mah, inzomma...-_-:wacko:

Però forse è un mio problema perché non mi ha fatto gridare al miracolo nemmeno la precedente - ed elogiatissima - registrazione con la Cleveland Orchestra. Non è il Sacre come lo immagino io. Tanto per restare in casa Decca, continuo a preferirgli di molto questo:

Ni01NTk4LmpwZWc.jpeg

(una delle mie personali reference, ripeto per l'ennesima volta):D:rolleyes:

 

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Adesso, Snorlax dice:

Mah, inzomma...-_-:wacko:

Però forse è un mio problema perché non mi ha fatto gridare al miracolo nemmeno la precedente - ed elogiatissima - registrazione con la Cleveland Orchestra. Non è il Sacre come lo immagino io.

Preso solo per il Chant funèbre e Le Faune, di Sacre in discoteca ne avrò almeno cinque o sei.... :crazy: Alla fine, però, ascolto sempre Boulez I o Markevitch.

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3 minuti fa, Madiel dice:

Preso solo per il Chant funèbre e Le Faune, di Sacre in discoteca ne avrò almeno cinque o sei.... :crazy: Alla fine, però, ascolto sempre Boulez I o Markevitch.

Io ne avrò una ventina ma alla fine, oltre a Dorati, ascolto sempre Bernstein/New York e Ozawa/Chicago...

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15 ore fa, Snorlax dice:

Io ne avrò una ventina ma alla fine, oltre a Dorati, ascolto sempre Bernstein/New York e Ozawa/Chicago...

Ottime edizioni! Senz'altro migliori di Dorati per Decca, il suo Stravinsky tardo è quasi tutto anemico. Si salva un poco solo nel Sacre, ma c'è di meglio in circolazione.

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4 ore fa, Madiel dice:

Ottime edizioni! Senz'altro migliori di Dorati per Decca, il suo Stravinsky tardo è quasi tutto anemico. Si salva un poco solo nel Sacre, ma c'è di meglio in circolazione.

Pensa te Dorati/Decca per me ai tempi è stata un'autentica rivelazione! :rolleyes::D E' stata la mia sseconda incisione del Sacre... venivo da Abbado, quella sì una lettura anemica e perfetta per delle suorine in convento!

Comunque ieri sera preso da un impeto stravinskiano, ho ordinato questa:

esa-pekka-salonen-le-sacre-du-printemps.

...mi pare me l'avesse caldamente consigliata @giobar e in rete ho letto mirabilia. Attendo trepidante che arrivi...

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2 ore fa, Snorlax dice:

Pensa te Dorati/Decca per me ai tempi è stata un'autentica rivelazione! :rolleyes::D E' stata la mia sseconda incisione del Sacre... venivo da Abbado, quella sì una lettura anemica e perfetta per delle suorine in convento!

in effetti, strano a dirsi ma Abbado non è mai stato un riferimento in questa opera! Preferisco Dorati del periodo Mercury, a volte da anziano fa grandissime cose unite a roba ordinaria. Per esempio, in Stravinsky un pallido l'Oiseau de Feu, una 1a Sinfonia formato mattone, non mi è piaciuto neanche in Bartok (un insipido Mandarino) o in altre pagine del Novecento (ondivago in Grand Canyon Suite di Grofé). Secondo me, bisogna selezionare.

2 ore fa, Snorlax dice:

Comunque ieri sera preso da un impeto stravinskiano, ho ordinato questa:

esa-pekka-salonen-le-sacre-du-printemps.

Questa è bella e mi manca in discoteca! Magari a un prossimo giro....

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Ma avete notato che le incisioni belle di Stravinsky sono molte di più di quelle brutte? non vale per tutti i compositori, più la musica è geniale e più è difficile rovinarla, viceversa più è imperfetta e più serve il lampo di genio dell'interprete per renderla viva. 

Comunque @Snorlax io faccio parte di quella minoranza che trova il disco DG di Salonen "solo un bel disco", nel senso che non mi sembra niente di eccezionale. Con @giobar però condivido la passione per il Sacre di Suitner, che sarà pure un direttore di serie b ma quando l'azzecca... Di Salonen mi piace molto Orpheus e la recente Persephone, l'unica che può competere con Nagano (altro grande stravinskiano). Anche perchè di Persephone ci sono davvero poche registrazioni :( 

E comunque ragazzi, cominciate a mandarmi in privato i vostri indirizzi che a Natale vi regalo:

4943674208098.jpg?q=40&auto=compress,for

le basi accidenti!

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15 ore fa, Majaniello dice:

Di Salonen mi piace molto Orpheus e la recente Persephone, l'unica che può competere con Nagano (altro grande stravinskiano). Anche perchè di Persephone ci sono davvero poche registrazioni :( 

Perséphone di Nagano è magnifica, però il Sacre che lo accompagna non si può sentire... :mellow: Avevo come prima scelta quella di Salonen, ma ascoltando on line il tenore non è sembrato gran cosa e dunque ho lasciato perdere.

15 ore fa, Majaniello dice:

E comunque ragazzi, cominciate a mandarmi in privato i vostri indirizzi che a Natale vi regalo:

4943674208098.jpg?q=40&auto=compress,for

le basi accidenti!

Ce l'ho già, la terza versione che preferisco dopo le due che ho citato  :umnik2:

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4 ore fa, Madiel dice:

Perséphone di Nagano è magnifica, però il Sacre che lo accompagna non si può sentire... :mellow:

Perchè Nagano è sempre un po' leggerino... Il Sacre non lo conosco ma conosco Petrushka, ed è una registrazione che mi piace anche se diversa da altre, diciamo che si concentra sul lato coloristico della musica, un'edizione un po' fiabesca:

61KaHEVu2-L._UF1000,1000_QL80_.jpg

Persephone ha una musica bellissima, dovrebbe avere decine di registrazioni, io non ci ero entrato subito, ma ero una pessima persona quando ascoltavo tutti quei tedeschi... poi ho visto la luce! Comunque nell'edizione Salonen ha Staples che non è così male, ha una bella voce timbrata e non è mai sgradevole, forse spinge troppo qui e là e perde di espressività, ma in generale l'edizione Salonen è più sterilizzata, da Nagano c'è Rolfe Johnson che ha metà della voce ma è più idiomatico.

4 ore fa, Madiel dice:

Ce l'ho già, la terza versione che preferisco dopo le due che ho citato  :umnik2:

"Vedo che lei è uno che se ne intende..." :cat_lol:

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17 ore fa, Majaniello dice:

Comunque @Snorlax io faccio parte di quella minoranza che trova il disco DG di Salonen "solo un bel disco",

Concordo, comunque "bel disco" non è poco. Molto più viscerale, per me, la prima versione con la Philarmonia Orchestra:

600x600bf-60.jpg

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17 ore fa, Majaniello dice:

E comunque ragazzi, cominciate a mandarmi in privato i vostri indirizzi che a Natale vi regalo:

 

4943674208098.jpg?q=40&auto=compress,for

le basi accidenti!

Ce l''ho! Trovata usata - credo sia proprio una delle prime stampe anni '80 - in una bancarella non molto fa... Lettura esaltante, ma ammetto che l'ascolto di rado perché è un CD che nel mio impianto suona malissimo. Il Sacre mi piace ascoltarlo a volumi piuttosto sostenuti, ma questo digitale d'antan scartavetra le orecchie veramente come pochi!

1 ora fa, Madiel dice:

Perséphone di Nagano è magnifica, però il Sacre che lo accompagna non si può sentire... :mellow: Avevo come prima scelta quella di Salonen, ma ascoltando on line il tenore non è sembrato gran cosa e dunque ho lasciato perdere.

Amo molto Perséphone e tra le registrazioni in mio possesso c'è pure Salonen... L'ascolterei volentieri, ma purtroppo il disco preso su JPC è difettoso e salta ogni 3/4 minuti...:cat_angry::axehead:

Alla fine torno sempr su questa:

Mi01OTk2LmpwZWc.jpeg

...la qualità audio non sarà un granché - siamo ancora in mono - anche se tutto sommato più che godibile, tuttavia per me è ancora una lettura che ha pochissimi rivali!

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5 ore fa, Ives dice:

Sacre + Persephone c'era anche in questa alternativa:

NDQtNDEwOC5qcGVn.jpeg

Il tenore neanche qui è un fulmine di guerra, però. Evidentemente, è una costante nelle poche registrazioni di questo lavoro.

Questa giurerei di averla ascoltata ma non mi ricordo nulla. MTT ha anche un Sacre su DG! mai sentito però. 

5 ore fa, Snorlax dice:

 

Alla fine torno sempr su questa:

Mi01OTk2LmpwZWc.jpeg

...la qualità audio non sarà un granché - siamo ancora in mono - anche se tutto sommato più che godibile, tuttavia per me è ancora una lettura che ha pochissimi rivali!

Questa invece non sapevo neanche esistesse! Snorlino tiri fuori delle incisioni storiche dimenticate da dio... ma l'hanno mai stampata su cd? devo verificare se c'è su Spotify, da sentire assolutamente! (avanzo ancora la 11 di Shosta, ma ho poco tempo ultimamente e non ho gran voglia di sentirla) .

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7 ore fa, Majaniello dice:

Perchè Nagano è sempre un po' leggerino... Il Sacre non lo conosco ma conosco Petrushka, ed è una registrazione che mi piace anche se diversa da altre, diciamo che si concentra sul lato coloristico della musica, un'edizione un po' fiabesca:

Esatto, è leggero e poco tellurico nel Sacre, ma più in generale è proprio la sua concezione apollinea fuori luogo. Gli manca, oltre al carattere, la visceralità. A volte, mi è parso andare quasi alla cieca, senza una idea interpretativa chiara (ci momenti veramente pallosi ovunque). Un peccato, perché invece è in perfetta sintonia con Perséphone.

7 ore fa, Majaniello dice:

Persephone ha una musica bellissima, dovrebbe avere decine di registrazioni, io non ci ero entrato subito, ma ero una pessima persona quando ascoltavo tutti quei tedeschi... poi ho visto la luce! Comunque nell'edizione Salonen ha Staples che non è così male, ha una bella voce timbrata e non è mai sgradevole, forse spinge troppo qui e là e perde di espressività, ma in generale l'edizione Salonen è più sterilizzata, da Nagano c'è Rolfe Johnson che ha metà della voce ma è più idiomatico.

Nel complesso è così, ma Staples mi è parso poco in forma e poco in sintonia. Mi ha lasciato una pessima sensazione. Le edizioni sono effettivamente pochissime, e mi pare ce ne siano almeno tre dirette dall'autore! Una in studio e due dal vivo, riprese tra anni cinquanta e sessanta in giro nei suoi concerti europei. Cosa strana, pur ammirando Perséphone ne ho poco indagato la discografia. A forza di sentirla sempre con Stravinsky sul podio nella sua incisione CBS, mi ero talmente abituato che Nagano ha avuto un effetto dirompente: come se avesse aperto le finestre, c'erano colori e ritmi ovunque! In alcuni punti neanche riconoscevo l'opera... :mellow: Quanta potenza quando si aprono le porte infere nell'ultima sezione! Rolfe-Johnson canta in un perfetto idioma francese.

7 ore fa, Majaniello dice:

"Vedo che lei è uno che se ne intende..." :cat_lol:

Ascoltare quel Sacre è sempre una rivelazione, perché Muti ha la rara capacità di creare un'atmosfera luminosa nei suoi mille dettagli, senza snaturarne la natura dionisiaca e negativa. Direi un Sacre mediterraneo, più che delle steppe russe.

7 ore fa, Snorlax dice:

Ce l''ho! Trovata usata - credo sia proprio una delle prime stampe anni '80 - in una bancarella non molto fa... Lettura esaltante, ma ammetto che l'ascolto di rado perché è un CD che nel mio impianto suona malissimo. Il Sacre mi piace ascoltarlo a volumi piuttosto sostenuti, ma questo digitale d'antan scartavetra le orecchie veramente come pochi!

Sono d'accordo, con il Sacre bisogna esagerare - col volume intendo 🤣

7 ore fa, Snorlax dice:

Amo molto Perséphone e tra le registrazioni in mio possesso c'è pure Salonen... L'ascolterei volentieri, ma purtroppo il disco preso su JPC è difettoso e salta ogni 3/4 minuti...:cat_angry::axehead:

Secondo me non ti sei perso niente. Non so perché, ma non l'ho mai ben digerito il suo Stravinsky "apollineo" (Cantata, Apollon ecc.)

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12 ore fa, Majaniello dice:

MTT ha anche un Sacre su DG! mai sentito però.

Come no, incisione ormai totalmente storica, vivida, chiara, essenziale, una magnifica prova di tenuta, duttilità e varietà di colori (ancor maggiore se si pensa che il direttore aveva 28 anni!): alla bellezza inesauribile di questa musica, alla fantasia dell'invenzione ritmica e timbrica e soprattutto melodica (un aspetto che spesso si dimentica in Stravinsky e che invece, ad esempio, Ned Rorem indicava come il vero segreto della sua impermeabilità allo scorrere degli anni) MTT dona un dirompente splendore fantastico e con i Bostonians in stato di grazia. Originariamente abbinato a Le Roi des Etoiles. MTT meriterebbe dei cofanetti ad hoc...

Ny02NDM4LmpwZWc.jpeg

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11 ore fa, Madiel dice:

Nel complesso è così, ma Staples mi è parso poco in forma e poco in sintonia. Mi ha lasciato una pessima sensazione. Le edizioni sono effettivamente pochissime, e mi pare ce ne siano almeno tre dirette dall'autore! Una in studio e due dal vivo, riprese tra anni cinquanta e sessanta in giro nei suoi concerti europei. Cosa strana, pur ammirando Perséphone ne ho poco indagato la discografia. A forza di sentirla sempre con Stravinsky sul podio nella sua incisione CBS, mi ero talmente abituato che Nagano ha avuto un effetto dirompente: come se avesse aperto le finestre, c'erano colori e ritmi ovunque! In alcuni punti neanche riconoscevo l'opera... :mellow: Quanta potenza quando si aprono le porte infere nell'ultima sezione! Rolfe-Johnson canta in un perfetto idioma francese.

Tipico di Nagano, ariosità, colorismo, un senso costante di pulsazione... quella Persephone in particolare sembra riconnettersi ad un mondo fiabesco fatto di riflessi anche esotici se vogliamo, in pratica - per come la vedo io - si riallaccia a Rimski (e dicono che il Gallo D'oro di Nagano sia superbo). Io non sottovaluterei Salonen qui. La sua è una lettura all'opposto, piuttosto monocroma ma direi tragica, una tragedia molto composta, all'insegna di un pudore nordico, eppure certi fraseggi leggermente ripiegati, l'enfasi costante sulle dissonanze, è il racconto dell'Ade secondo l'estetica neoclassica. Di base in entrambi emerge come in questa musica ci sia molto dell'anima di Stravinsky, direi in un senso quasi "romantico" (virgolette d'obbligo). Salonen non mi dice niente nel periodo russo (la sua violenza, come il suo entusiasmo, sono troppo in provetta), e neanche nei balletti tipo Apollon, Jeux, Pulcinella (zero giocosità) ma in Persephone e Orpheus secondo me può avere il suo senso.

11 ore fa, Madiel dice:

Ascoltare quel Sacre è sempre una rivelazione, perché Muti ha la rara capacità di creare un'atmosfera luminosa nei suoi mille dettagli, senza snaturarne la natura dionisiaca e negativa. Direi un Sacre mediterraneo, più che delle steppe russe.

Muti riesce a fare pure Bruckner "mediterraneo" :D (dichiarazioni sue, circa la seconda sinfonia). Quello che mi piace del Muti d'altri tempi è la forza viscerale unita al rigore, il bagliore coloristico che però non capitola mai di fronte alla bellezza della linea melodica, insomma come al solito il rapporto tra elementi irrazionali e schemi razionali, quando gli riusciva (come in questo caso), si percepivano due forze opposte molto intense ma così ben bilanciate da essere in perfetto equilibrio, questa contrapposizione crea molta tensione interna alla musica. Oggi quest'operazione non gli riesce più, e di Muti rimangono solo la capacità di fraseggiare (quella è innata) e il gusto per la levigatezza delle superfici sonore. Una palla insomma.

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On 30/4/2024 at 20:57, Majaniello dice:

Questa invece non sapevo neanche esistesse! Snorlino tiri fuori delle incisioni storiche dimenticate da dio... ma l'hanno mai stampata su cd? devo verificare se c'è su Spotify, da sentire assolutamente! (avanzo ancora la 11 di Shosta, ma ho poco tempo ultimamente e non ho gran voglia di sentirla) .

Io ce l'ho nel boxone di Cluytens, non so se esista in CD singolo, ma non credo...

Io la trovo eccezionale, è un'esecuzione molto sentita, ma mai enfatica, divesa dalle solite letture eccessivamente calligrafiche e in bianco e nero che ormai sono lo standard dello Stravinsky neoclassico. Poi c'è Gedda, mica un tenore qualsiasi. Claude Nollier gigantesca.

Per me una grande perla, non ho ancora trovato una lettura più recente che mi convanca in egual modo.

Comunque, se vuoi, c'è sul Tubo:

 

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On 1/5/2024 at 09:55, Ives dice:

 fantasia dell'invenzione ritmica e timbrica e soprattutto melodica, un aspetto che spesso si dimentica in Stravinsky e che invece, ad esempio, Ned Rorem indicava come il vero segreto della sua impermeabilità allo scorrere degli anni

Ma guarda, questa è una cosa verissima che probabilmente il mio cuore ha capito prima della mia testa... anche quando è seriale, anche quando è "minimalista" (nel senso di estrema economia di mezzi), Stravinsky è melodico... forse me lo fece notare Madiel, perchè io stesso ad un certo punto non mi spiegavo il mio apprezzamento per cose che avrei dovuto rigettare. La dico male ma cercate di capirmi: l'idea che in Stravinsky le note, tante o poche che siano a seconda del pezzo, servano tutte, siano tutte indispensabili, è un'idea bellissima per me, riesco a godere della sua musica in ogni istante come accade in Bach. 

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16 ore fa, Majaniello dice:

Ma guarda, questa è una cosa verissima che probabilmente il mio cuore ha capito prima della mia testa... anche quando è seriale, anche quando è "minimalista" (nel senso di estrema economia di mezzi), Stravinsky è melodico... forse me lo fece notare Madiel, perchè io stesso ad un certo punto non mi spiegavo il mio apprezzamento per cose che avrei dovuto rigettare. La dico male ma cercate di capirmi: l'idea che in Stravinsky le note, tante o poche che siano a seconda del pezzo, servano tutte, siano tutte indispensabili, è un'idea bellissima per me, riesco a godere della sua musica in ogni istante come accade in Bach. 

Certo, anche perché è una mia caratteristica, anche se con la pratica acustica e il tempo sono tendenzialmente diventato un ascoltatore polifonico-astrattista più radicale. Anzi, a dirla tutta e vedendo la mia esperienza personale in retrospettiva dopo quarant'anni posso affermare che non sono mai stato un ascoltatore "melodista" in senso assoluto, neanche da bambino. Forse è una impostazione naturale del cervello e dell'orecchio, forse una tendenza naturale venuta dall'educazione e dall'ambiente, dal carattere, non saprei. Comunque, si capisce dal tipo di musica che ascolto e apprezzo, ho una impostazione mentale polifonica di quel tipo. Nonostante ciò, non rigetto in toto la melodia e tendo sempre a riportarmi a quel tracciato di base, quasi fosse un fossile su cui poggiare il tutto, anche gli autori più ostici - Webern, per esempio, e come sai apprezzo proprio la Sinfonia diretta da von Karajan (mamma mia, mein Gott! :P) perché mette in equilibrio ratio ed espressione. 

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8 minuti fa, Madiel dice:

Certo, anche perché è una mia caratteristica, anche se con la pratica acustica e il tempo sono tendenzialmente diventato un ascoltatore polifonico-astrattista. Anzi, a dirla tutta e vedendo la mia esperienza personale in retrospettiva dopo quarant'anni posso affermare che non sono mai stato un ascoltatore "melodista" in senso assoluto neanche da bambino. Forse è una impostazione naturale del cervello e dell'orecchio, forse una tendenza naturale venuta dall'educazione e dall'ambiente, dal carattere, non saprei. Comunque, si capisce dal tipo di musica che ascolto e apprezzo, ho una impostazione mentale polifonica di quel tipo. Nonostante ciò, non rigetto in toto la melodia e tendo sempre a riportare a quel tracciato di base, quasi fosse un fossile su cui poggiare il tutto, anche gli autori più ostici - Webern, per esempio, e come sai apprezzo proprio la Sinfonia diretta da von Karajan (mamma mia, mein Gott! :P) perché mette in equilibrio ratio ed espressione. 

Ma io non contrapporrei melodia e contrappunto... io ad esempio fin da bambino sono stato rapito da entrambi gli aspetti, sono cresciuto con l'opera italiana e col Clavicembalo ben temperato (oltre al fatto che Bach era un grande melodista, non alla maniera degli italiani ovviamente). La melodia è un sistema di costruzione orizzontale, tanto quanto il contrappunto è un sistema di costruzione verticale, così me la sono spiegata (un inflazionato come Chopin ad esempio mi ha interessato moltissimo, al netto delle melensaggini era un grande artigiano della costruzione orizzontale). Ciò che negli anni ha destato sempre meno il mio interesse è la musica che si concentra primariamente sul timbro, sull'effetto, che usa l'armonia "defunzionalizzata"... in questa musica spesso le melodie sono anonime (come le definì De La Motte), e il contrappunto appare come un accidente. Gli aspetti costruttivi, quando presenti, sono celati, e non c'è sviluppo, che a limite è solo "emotivo". Mi rendo conto che ho la stessa forma mentis nell'arte figurativa.

Tornando a Stravinsky, se ben ricordi il mio non è stato certo un amore al primo ascolto, ma un interesse via via crescente. Stravinsky è un enigma, all'inizio ti arriva il lato burlesco, la complessità ritmica e poco altro, sembra quasi che scriva sempre la stessa cosa, come Vivaldi... poi vai oltre e scopri un mondo. Anche questo è stupendo, sembra un autore che non esibisce il suo genio (forse solo il Sacre ha degli elementi esteriori un po' sfacciati), come dire, diresti che non è un grande teorico dell'armonia come Schoenberg nè contrappuntista agguerrito come Hindemith, che non è esorbitante nella scrittura come Milhaud nè ha la capacità mimetica e coloristica di Ravel... eppure è il più completo e profondo di tutti 😮   

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2 ore fa, Majaniello dice:

Ma io non contrapporrei melodia e contrappunto...

Assolutamente, non in senso assoluto. Però, mi concedi che esistono "orecchi" tendenzialmente polifonici - il perché non lo saprei dire, posso solo affermarlo per esperienza diretta mia o di amici.

2 ore fa, Majaniello dice:

io ad esempio fin da bambino sono stato rapito da entrambi gli aspetti, sono cresciuto con l'opera italiana e col Clavicembalo ben temperato (oltre al fatto che Bach era un grande melodista, non alla maniera degli italiani ovviamente).

Io lo stesso, però mi sono ricordato che da piccolo ero attirato da Bach solo per motivi di "costruzione". Un qualcosa di inconscio, che me lo rendeva speciale rispetto ad altri autori barocchi che pure amavo. Per esempio, adoravo Vivaldi, dove la questione è più sottile e nascosta, ma che a un orecchio infantile poteva sembrare meno avanzato.

2 ore fa, Majaniello dice:

La melodia è un sistema di costruzione orizzontale, tanto quanto il contrappunto è un sistema di costruzione verticale, così me la sono spiegata (un inflazionato come Chopin ad esempio mi ha interessato moltissimo, al netto delle melensaggini era un grande artigiano della costruzione orizzontale). Ciò che negli anni ha destato sempre meno il mio interesse è la musica che si concentra primariamente sul timbro, sull'effetto, che usa l'armonia "defunzionalizzata"... in questa musica spesso le melodie sono anonime (come le definì De La Motte), e il contrappunto appare come un accidente. Gli aspetti costruttivi, quando presenti, sono celati, e non c'è sviluppo, che a limite è solo "emotivo". Mi rendo conto che ho la stessa forma mentis nell'arte figurativa.

Naturale che sia consequenziale, se i sensi fanno parte di un tutt'uno. Anche per me è così, pur su livelli diversi perché siamo esseri umani diversi.

2 ore fa, Majaniello dice:

Tornando a Stravinsky, se ben ricordi il mio non è stato certo un amore al primo ascolto, ma un interesse via via crescente. Stravinsky è un enigma, all'inizio ti arriva il lato burlesco, la complessità ritmica e poco altro, sembra quasi che scriva sempre la stessa cosa, come Vivaldi... poi vai oltre e scopri un mondo. Anche questo è stupendo, sembra un autore che non esibisce il suo genio (forse solo il Sacre ha degli elementi esteriori un po' sfacciati), come dire, diresti che non è un grande teorico dell'armonia come Schoenberg nè contrappuntista agguerrito come Hindemith, che non è esorbitante nella scrittura come Milhaud nè ha la capacità mimetica e coloristica di Ravel... eppure è il più completo e profondo di tutti 😮   

Io ho avuto la prima esperienza di Stravinsky a dodici anni, o giù di lì, e lo trovai totalmente schifoso. Iniziai a capirlo più tardi, ma passando per la Scuola di Vienna e altre esperienze del Novecento (per esempio Bartok, che pure non è tra i miei compositore preferiti in senso assoluto). Quando mi feci un'idea, lo rigettai ugualmente perché non riuscivo a concepire il passaggio tra il Sacre, les Noces e il neoclassicismo. Dalla vita alla morte, mi pareva! Ci ho messo tanto a superare questo pregiudizio, ed è stata la melodia ad aiutarmi. A un certo punto, dopo anni e anni di studio, mi resi conto che Stravinsky coniugava mirabilmente i due aspetti (melodia = anima; polifonia = intelletto), e che il neoclassicismo era probabilmente la strada corretta dello sviluppo della musica rispetto alla serialità o ad altre esperienze dell'avanguardia (esperienze, lo sottolineo, del tutto legittime e forse inevitabili per motivi storici). Forse ho solo sviluppato la maturità intellettuale, chi lo sa, ma credo sia così.

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