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L'ultimo CD acquistato (musica classica)


BaBi_YAR

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On 29/11/2023 at 19:32, Vigione dice:

Belli acquisti Reger e Spohr, che come penso tu sappia sono un grande loro fan. Stenhammer non lo conosco ma ascoltando questa sonata l'ho subito apprezzato

 

 

Grazie Vigione,

si, ho letto della tua predilezione su quei compositori. Nei prossimi giorni mi arrivano i trii per piano e i lavori per violino e arpa di Spohr, che da un primo ascolto sembrano parecchio interessanti.

Spohr ha un catalogo bello ampio, tra cui più di 30 quartetti per archi e di cui spero esca in un futuro non troppo lontano un'integrale in box (l'unica esistente, della Marco Polo, è a cd singoli).

Ti consiglio anche Georges Onslow di cui mi è arrivato oggi questo cd:

                                       eyJidWNrZXQiOiJwcmVzdG8tY292ZXItaW1hZ2VzIiwia2V5IjoiOTM2ODg5OC4xLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6OTAwfSwianBlZyI6eyJxdWFsaXR5Ijo2NX0sInRvRm9ybWF0IjoianBlZyJ9LCJ0aW1lc3RhbXAiOjE2NjA2NDQwMDF9

soprannominato all'epoca il "Beethoven francese" (anche se, in realtà, le sue opere hanno dei tratti che a volte ricordano più Schubert che Beethoven), è praticamente contemporaneo di Spohr, con un ampio catalogo di opere da camera, tra cui una trentina tra quartetti e quintetti per archi, oltre ad opere per formazioni miste di archi e fiati (come il Nonetto).

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On 2/12/2023 at 21:14, il viandante del sud dice:

Grazie Vigione,

si, ho letto della tua predilezione su quei compositori. Nei prossimi giorni mi arrivano i trii per piano e i lavori per violino e arpa di Spohr, che da un primo ascolto sembrano parecchio interessanti.

Spohr ha un catalogo bello ampio, tra cui più di 30 quartetti per archi e di cui spero esca in un futuro non troppo lontano un'integrale in box (l'unica esistente, della Marco Polo, è a cd singoli).

Ti consiglio anche Georges Onslow di cui mi è arrivato oggi questo cd:

                                       eyJidWNrZXQiOiJwcmVzdG8tY292ZXItaW1hZ2VzIiwia2V5IjoiOTM2ODg5OC4xLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6OTAwfSwianBlZyI6eyJxdWFsaXR5Ijo2NX0sInRvRm9ybWF0IjoianBlZyJ9LCJ0aW1lc3RhbXAiOjE2NjA2NDQwMDF9

soprannominato all'epoca il "Beethoven francese" (anche se, in realtà, le sue opere hanno dei tratti che a volte ricordano più Schubert che Beethoven), è praticamente contemporaneo di Spohr, con un ampio catalogo di opere da camera, tra cui una trentina tra quartetti e quintetti per archi, oltre ad opere per formazioni miste di archi e fiati (come il Nonetto).

Molto bello questo CD di Onslow, l'ho ascoltato adesso di sfuggita ma mi è subito apparso interessante. Grazie del consiglio.

 

Spero anche io in una integrale di quartetti di Spohr.

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On 2/12/2023 at 21:14, il viandante del sud dice:

Ti consiglio anche Georges Onslow di cui mi è arrivato oggi questo cd: soprannominato all'epoca il "Beethoven francese" (anche se, in realtà, le sue opere hanno dei tratti che a volte ricordano più Schubert che Beethoven), è praticamente contemporaneo di Spohr, con un ampio catalogo di opere da camera, tra cui una trentina tra quartetti e quintetti per archi, oltre ad opere per formazioni miste di archi e fiati (come il Nonetto).

Io consiglio il Nonetto, una pagina ispiratissima e un piccolo gioiellino cameristico poco noto:

41H9M8IC1xL._AC_.jpg

Lettura intensa e trascinante, su splendidi strumenti originali.

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On 4/12/2023 at 09:20, Madiel dice:

Busoni: Late Piano Music by Marc-Andre Hamelin : Amazon.it: CD e Vinili}

 

 

Ottimo! Busoni merita davvero di essere più conosciuto e non relegato solo alle trascrizioni da Bach.

E' musica che perde i residui post-romantici per farsi portatrice di una asciutta, sublime rarefazione.

 

On 4/12/2023 at 21:24, Vigione dice:

Molto bello questo CD di Onslow, l'ho ascoltato adesso di sfuggita ma mi è subito apparso interessante. Grazie del consiglio.

 

Spero anche io in una integrale di quartetti di Spohr.

Mi fa piacere che tu abbia apprezzato. Onslow ha scritto anche 4 sinfonie, che non conosco ancora.

 

5 ore fa, Ives dice:

Io consiglio il Nonetto, una pagina ispiratissima e un piccolo gioiellino cameristico poco noto:

41H9M8IC1xL._AC_.jpg

Lettura intensa e trascinante, su splendidi strumenti originali.

Non ho questo cd, il nonetto è però opera davvero notevole. Curiosa anche l'evoluzione della forma e dell'interesse di questa forma, che non ha mai toccato i grandi compositori, a mia memoria, mentre è stata coltivata in terre alla periferia dei centri musicali che cont(av)ano, come l'Inghilterra con gli esempi di un Parry, Stanford o Coleridge-Taylor.

Oggi:

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On 30/11/2023 at 12:13, zippie dice:

 

...non ho resistito dall'ordinarmi anche queste altre registrazioni...!
(se e quando mi arriveranno integrerò con gli ascolti!)


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Nicholai Ghiarurov, Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Montserrat Caballé ecc.
National Philarmonic Orchestra ecc.
Oliviero de Fabritiis
Rec. Aug 1980 & Jan 1982, Walthamstow Town hall, London
3CD 1985 Decca 410 175-2 oppure ristampa 0028947566663

 

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Nicola Ghiuselev (Nikola N. Gjuzelev), Kaloudi Kaloudov, Stefka Evstatieva, Rumjana Bareva, Mincho Popov
Sofia National Opera Chorus & Orchestra
Ivan Martinov
Rec. [1985? 1986?]
2CD 1997 Capriccio Delta Musica Laserlight Classics 4006408244318 [ristampa 2005: 4006408511861]

 

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Nazzareno De Angeis, Antonio Melandri, Mafalda Favero, Giannina Arangi-Lombardi ecc.
Grande Orchestra Sinfonica Milano ecc.
Lorenzo Molajoli
Rec. 1931, Teatro alla Scala, Milano
2CD 2003 TIM 4011222215413

(1931...!)

 

Davvero A. Boito non lo riascoltavo da quando m'intrigava la bohéme italiana così ideologizzata (altro che Puccini) dagli esiti nient'affatto scontati, ah quanto non nocquero i piemontesi nel fare l'Italia...

Ma per restare al teatro cantato, temo io non ce la farò mai comunque a sopportare queste soprano inviluppate su se stesse, in un lavoro musicale così lontano dalla mia concezione di sviluppo esecutivo, coerente pertinente, di una partitura.

Allora, di slancio:

L. Pavarotti e M. Freni (ediz. 1985) porgono l'opera in forma lirica, in chiave di estetica vocale, tale da farmi dire: una registrazione molto efficace, ovvero adatta, per chi fosse più interessato a un ascolto d'attrattiva più musicale che teatrale, un Mefistofele in forma di serata di gala.
Faust e Margherita l'hanno vinta sul satanasso di forza nell'abilità artistica (craft) prima ancora che nei passaggi di contenuti spirituali[1].
Ma anche: ci fosse un italiano all'estero, o un nativoitaliano in penisola, basterebbe che sparasse ad alto volume fuori dalle finestre queste pennellate così vertiginosamente sostanziose per ...farsi riconoscere[2], ricreare nell'intero quartiere un'aspettativa d'arte irripetibile impagabile al mondo...

Splendida in ogni momento, in definizione e carattere di intelligenza interpretativa, anche la scansione espressiva dalla (spettrale di suo[3]) National Philharmonic Orchestra sotto la direzione, evidentemente di bel polso, di Oliviero de Fabritiis, seppure giocoforza via via soppraffatta dalle primevoci.

Decca batte BMG/RCA 1995 anche per i bibliofili: librozzo di 188 pagg (va detto entrambe le edizioni d'altri tempi comprendono ogni apparato anche nella traduzione italiana).

[1] peraltro una certa dirittura del N. Ghiaurov, quel tanto scolastico nella sua encomiabile pulizia (tutto il contrario del rubizzo se non gigionesco e insomma davvero scapigliato scapestrato J. Relyea 2023, laddove lo sfrontato 1985 è L. Pavarotti 🙂) ma va detto capace comunque di ricreare un'allure di italianità, risulta non poco utile nel mantenere sorreggendo una sanità anche di ritmo cromatico, beh sì insomma in sorta di basso continuo 🙂)

[2] certo ho detto una mezza stupidaggine: nulla vieta a uno scozzese di ascoltare un sensazionale tenore italiano a tutto volume e un italiano cornamuse, ma penso d'aver reso l'idea

[3] certamente di sede londinese ma all'epoca ricreata misteriosamente al volo di volta in volta in sede di incisioni discografiche

-

Ovviamente una massima attenzione, me ne anticipo l'ascolto, per la proposta alla Scala milanese del 1931, nel suo ottimo riversamento 2003 seppure ovviamente con sonorità rapportata alle prese foniche dell'epoca, ma per intenderci inserti di arpe e campane non poco acusticamente significativi (vabbé trombe più che altro di tradizione verdiana direi).
Il basso (Nazzareno De Angelis) non ha affatto i baffoni da comiche d'un secolo fa esatto, come piuttosto sembrano richiamare quel tanto i Mefistofele di secondo Novecento, ma una spettacolare consistenza di rovere ...volendo sì d'altri tempi per un pianeta oggi irreversibilmente idrocarburato e digitofiltrato, e insomma che bel sentire di virilità neppure dannunziana ma comeadire specchiata.
Molto interessante la scansione ritmica delle parti corali, con validissimi effetti spaziali (tridimensionalità) e proprio perché all'opposto dell'immaginario ancora una volta rétro, più precisamente Liberty, di Cielo e borghi fantasticati nelle rivisitazioni più recenti.

-

Per ultima son qui che mi ascolto la versione bulgaro-sovietica (I. Marinov anni '80, pare) ...beh, bellissima 🙂 : sontuosa drammatica curata raffinata (tempi meditativi e teatralità ustoria)...
Il basso ricco di russicità e italianità.
I cori celesti forse tra i più liturgici ieratici limpidi candidi insomma iconici, e da quei luoghi ci sta, e che bene; quelli cittadini altrettanto in grado di ricreare romanzo tedesco come forse non altri.
Sezioni d'archi percussioni e quant'altro d'un tale corporeo (una densità organica) davvero emozionante; effetti di bordoni ctoni che mi domando dov'ero io prima che non ne avevo notato il cotanto tessuto agli altri ascolti; e infine una presenza strumentale di tra le voci così sensata e nutriente.
Un Faust ancor più all'italiana, di colore e carattere sorprendenti;
un bel Wagner teatrale, per un Atto II tra i meno inutili tra tutti;
una Margherita di garbato costume scenico: che bel contrasto di voce dal basso (negli slanci verticali) allo svettante tenorile maschile;
un'Elena proprio di poema epico greco beh sì all'operà, quindi senso di sana (da dirla fin inedita) misura narrativa nell'affettazione, insieme a quello della sfida...

 

Boh, poi riascolterò con più calma tutto questo mio curioso rosario pardon aconitario 🙂 di interpretazioni, rivedrò le recensioni istantanee, ora sono qui con ancora le buste postali appena aperte...

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On 6/12/2023 at 13:48, il viandante del sud dice:

Ottimo! Busoni merita davvero di essere più conosciuto e non relegato solo alle trascrizioni da Bach.

E' musica che perde i residui post-romantici per farsi portatrice di una asciutta, sublime rarefazione.

E, soprattutto, la musica tarda per pianoforte è tutta di rara perfezione e intensità. Il problema è recuperare una integrale degna delle difficoltà tecniche che richiede. Ho girato un po' e alla fine credo che Hamelin vada più che bene. Avrei voluto l'integrale di Madge (Philips), ma è introvabile e costosissima.

---

Menotti: The Consul Opera Chandos

Saygun - Viola and Cello Concertos - CPO: 7772902 - download | Presto Music

Strauss, R: Schlagobers/ München Orchestral & Concertos Chandos

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On 6/12/2023 at 17:31, Madiel dice:

E, soprattutto, la musica tarda per pianoforte è tutta di rara perfezione e intensità. Il problema è recuperare una integrale degna delle difficoltà tecniche che richiede. Ho girato un po' e alla fine credo che Hamelin vada più che bene. Avrei voluto l'integrale di Madge (Philips), ma è introvabile e costosissima.

---

Si, tante gemme di grande valore. L'unica integrale in corso d'opera è quella della Naxos, quella di Madge non credo fosse un'integrale vera e propria, ma più un'ampia selezione.

Io ho più o meno interpolato con cd della Naxos (Harden), Capriccio (Groschopp), Hyperion (Hamelin) e Music&Arts (Grante).

Oggi:

                                             eyJidWNrZXQiOiJwcmVzdG8tY292ZXItaW1hZ2VzIiwia2V5IjoiOTUwNzMzMC4xLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6OTAwfSwid2VicCI6eyJxdWFsaXR5Ijo2NX0sInRvRm9ybWF0Ijoid2VicCJ9LCJ0aW1lc3RhbXAiOjE2ODc5NDg0NDV9

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22 ore fa, il viandante del sud dice:

Si, tante gemme di grande valore. L'unica integrale in corso d'opera è quella della Naxos, quella di Madge non credo fosse un'integrale vera e propria, ma più un'ampia selezione.

Io ho più o meno interpolato con cd della Naxos (Harden), Capriccio (Groschopp), Hyperion (Hamelin) e Music&Arts (Grante).                           

Sì, è una integrale che riguarda solo la produzione pianistica matura di Busoni, che, però, è anche quella di maggiore interesse. Busoni scrisse alcune centinaia di pezzi pianistici tra l'infanzia e la gioventù che, esclusi rari casi, hanno poca importanza essendo per lo più lavori imitativi o accademici. L'edizione Philips, sei cd mi pare, è costosissima. Dei pianisti elencati direi migliori gli ultimi due, anche se non stravedo per Hamelin. Intendiamoci, è un virtuoso bravissimo, però anche molto superficiale come interprete. Prende tutto con piglio macchinale, non lascia mai respirare la musica e nei momenti che richiedono lirismo è per lo più gelido, vitreo. Quando suona pezzi tipo Perpetuum Mobile o la Toccata è perfetto, con le Elegie è sempre troppo corrivo. Comunque, il cofanetto Hyperion è pur sempre da dieci e lode, la qualità delle esecuzioni resta altissima, unita a una magnifica registrazione. Unica nota dolente sul libretto, poco curato e di poche pagine, per il prezzo che richiedono mi sarei aspettato di più.

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3 ore fa, Madiel dice:

Sì, è una integrale che riguarda solo la produzione pianistica matura di Busoni, che, però, è anche quella di maggiore interesse. Busoni scrisse alcune centinaia di pezzi pianistici tra l'infanzia e la gioventù che, esclusi rari casi, hanno poca importanza essendo per lo più lavori imitativi o accademici. L'edizione Philips, sei cd mi pare, è costosissima. Dei pianisti elencati direi migliori gli ultimi due, anche se non stravedo per Hamelin. Intendiamoci, è un virtuoso bravissimo, però anche molto superficiale come interprete. Prende tutto con piglio macchinale, non lascia mai respirare la musica e nei momenti che richiedono lirismo è per lo più gelido, vitreo. Quando suona pezzi tipo Perpetuum Mobile o la Toccata è perfetto, con le Elegie è sempre troppo corrivo. Comunque, il cofanetto Hyperion è pur sempre da dieci e lode, la qualità delle esecuzioni resta altissima, unita a una magnifica registrazione. Unica nota dolente sul libretto, poco curato e di poche pagine, per il prezzo che richiedono mi sarei aspettato di più.

Ecco, più o meno ricordavo bene allora.

Grante è un signor pianista, ho avuto modo anche di assistere di persona ad un suo concerto tanti anni fa (anche se all'epoca interpretò Schumann).

 

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On 6/12/2023 at 13:48, il viandante del sud dice:

Non ho questo cd, il nonetto è però opera davvero notevole. Curiosa anche l'evoluzione della forma e dell'interesse di questa forma, che non ha mai toccato i grandi compositori, a mia memoria, mentre è stata coltivata in terre alla periferia dei centri musicali che cont(av)ano, come l'Inghilterra con gli esempi di un Parry, Stanford o Coleridge-Taylor.

Dovresti gradire anche quello della Louise Farrenc:

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Vecchio ottimo disco della Naive, suonato a regola d'arte. Recentemente, stanno riesumando le opere orchestrali (Erato) di questa autrice francese accademica di metà 800, anche un pò per moda visto il dibattito sulla parità di genere, ma che secondo me valgono relativamente poco, cioè è musica gradevole ma già sentita, nell'alveo di un Mendelssohn o di uno Schubert. Le gemme vere sono invece nella cameristica, a mio parere, dove la sensibilità armonica e timbrica dell'autrice, viene fuori al massimo grado.

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On 8/12/2023 at 19:02, Madiel dice:

Intendiamoci, è un virtuoso bravissimo, però anche molto superficiale come interprete. Prende tutto con piglio macchinale, non lascia mai respirare la musica e nei momenti che richiedono lirismo è per lo più gelido, vitreo.

Secondo me non è superficiale, nel senso che è uno che studia molto lo spartito, e spesso è più attendibile di altri suoi colleghi, dirò che ha anche delle soluzioni sue peculiari... il vero problema come tu dici è che è gelido, ha un suono puntiforme, brillante e lievemente metallico che non è molto espressivo, e in più è incapace di lasciarsi davvero andare, è un po' la mentalità del supervirtuoso che deve avere il controllo assoluto in ogni momento. 

 

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3 ore fa, Majaniello dice:

Secondo me non è superficiale, nel senso che è uno che studia molto lo spartito, e spesso è più attendibile di altri suoi colleghi, dirò che ha anche delle soluzioni sue peculiari... il vero problema come tu dici è che è gelido, ha un suono puntiforme, brillante e lievemente metallico che non è molto espressivo, e in più è incapace di lasciarsi davvero andare, è un po' la mentalità del supervirtuoso che deve avere il controllo assoluto in ogni momento. 

 

Esatto, una macchina. Si applicherà pure, ma con quel modo di suonare non può pretendere di penetrare il mondo sonoro di specifici autori. Il risultato sarà, di conseguenza, solo di superficie.

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12 ore fa, Ives dice:

Dovresti gradire anche quello della Louise Farrenc:

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Vecchio ottimo disco della Naive, suonato a regola d'arte. Recentemente, stanno riesumando le opere orchestrali (Erato) di questa autrice francese accademica di metà 800, anche un pò per moda visto il dibattito sulla parità di genere, ma che secondo me valgono relativamente poco, cioè è musica gradevole ma già sentita, nell'alveo di un Mendelssohn o di uno Schubert. Le gemme vere sono invece nella cameristica, a mio parere, dove la sensibilità armonica e timbrica dell'autrice, viene fuori al massimo grado.

Grazie, questa compositrice mi è già capitata sotto l'occhio e credo che in futuro mi ci affaccerò.

Oggi invece, sempre dalla Francia una compositrice di epoca posteriore:

                                            Lili Boulanger, nouvel Indispensable de Diapason !

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37 minuti fa, il viandante del sud dice:

zitto zitto, che questo l'ho preso proprio a scatola chiusa :D

presi tempo addietro A Child of Our Time, che mi è piaciuto e voglio provare le opere strumentali. Speriamo bene... :whistle3: (ogni tanto è bello rischiare :ph34r:)

Quella raccolta è proprio bella, ci sono diverse incisioni di riferimento che danno una idea adeguata della musica di Tippett: le sinfonie con Davis, i concerti sempre con Davis (il Triple Concerto un capolavoro), le sonate con Crossley, i quartetti... Forse si può chiedere qualcosa in più dalla 4a Sinfonia diretta da Solti o dalla Fantasia Concertante diretta da Marriner, ma vanno bene lo stesso anche se sono esecuzioni un po' corrive. Un vero affare se lo hai pagato poco.

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9 ore fa, il viandante del sud dice:

presi tempo addietro A Child of Our Time, che mi è piaciuto e voglio provare le opere strumentali. Speriamo bene... :whistle3: (ogni tanto è bello rischiare :ph34r:)

Le sinfonie e il Triplo concerto (indubbiamente un capolavoro) hanno un linguaggio, però, più complesso, modernista e meno "accogliente" rispetto all'oratorio. Ottimo il cofanetto.

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