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L'ultimo CD acquistato (musica classica)


BaBi_YAR
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8 ore fa, Ives dice:

Bolcom: Songs of Innocence and of Experience (Live)

Ascoltato molti anni fa. A me ricorda Mass di Bernstein per la continua contaminazione tra mille generi e stili. C'è pure un pezzo country  e un brano raggae 😮 tra Varese, Schoenberg, Ives, cacofonia e cori alla Handel.

Io ci ho rinunciato all'ascolto parziale della prima parte, troppo caos per i miei gusti. Non escludo, però, che questo minestrone abbia un suo senso e abbia anche qualcosa di geniale.

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On 26/10/2021 at 22:53, Madiel dice:

Per adesso l'ho solo ascoltato on line e mi è sembrato magnifico. Tipica musica jazz americana "colta" degli anni venti (per la precisione, i pezzi furono scritti tra il 1917 e il 1925). L'aspetto più incredibile del disco è che una musica così "pop" sia opera di uno come Sowerby, in seguito diventato accademico e posato organista. Neanche pare la stessa persona!

Io lo conosco per via della sua fama tra gli organisti, ma personalmente ho ascoltato solo qualche estratto qua e là, non ho ancora un'idea precisa del suo stile.

Intanto oggi qualche nuovo arrivo...

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9 minuti fa, superburp dice:

Anche Debussy? Non pensavo, anche solo per un discorso cronologico.

è il n.6 della Children's Corner Suite. Anche Satie, in effetti, non rientrerebbe cronologicamente perché il pezzo del cd (Jack-in-the-Box) è del 1899! 

----

Riprendo in mano il dossier Part (solo strumentale), anche se con poca convinzione :unsure:

Symphonies 1-3(Neeme Jarvi) - Arvo Part - 31934

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22 ore fa, il viandante del sud dice:

Io lo conosco per via della sua fama tra gli organisti, ma personalmente ho ascoltato solo qualche estratto qua e là, non ho ancora un'idea precisa del suo stile.

Intanto oggi qualche nuovo arrivo...

     MOZART: LA CLEMENZA Di Tito 1955 WDR Kolns 2-CD -Josef Keilberth  (Gedda/Zadek) - EUR 10,89 | PicClick IT

Niente da dire sul resto degli acquisti, ma questa la conosco ed è quasi un vero orrore, a parte Gedda. L'ho recensita, scoprirai che è una Clemenza in cui i recitativi sono sostituiti da un narratore che riassume la vicenda in tedesco...

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

Niente da dire sul resto degli acquisti, ma questa la conosco ed è quasi un vero orrore, a parte Gedda. L'ho recensita, scoprirai che è una Clemenza in cui i recitativi sono sostituiti da un narratore che riassume la vicenda in tedesco...

Ah guarda, il prezzo mi ha spinto (praticamente 3,50 euro).

Avevo letto di questa cosa curiosa del narratore, però mi son detto: ma si dai...

Non è il primo cd fuori dai canoni per me, in discoteca c'è anche una Dannazione di Faust in tedesco :D (diretta da Furtwaengler peraltro)

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6 ore fa, il viandante del sud dice:

Ah guarda, il prezzo mi ha spinto (praticamente 3,50 euro).

Avevo letto di questa cosa curiosa del narratore, però mi son detto: ma si dai...

Non è il primo cd fuori dai canoni per me, in discoteca c'è anche una Dannazione di Faust in tedesco :D (diretta da Furtwaengler peraltro)

Tutta quella collana della Capriccio dedicata alla Radio di Colonia è molto interessante.

La Dannazione di Faust di Fürtwangler (che però non è della collana, vero?) è considerata un classico da vari appassionati. Secondo certi critici, il tenore Frans Vroons è uno dei Faust più belli da ascoltare. Sentire anche @Snorlax!

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12 ore fa, Wittelsbach dice:

La Dannazione di Faust di Fürtwangler (che però non è della collana, vero?) è considerata un classico da vari appassionati. Secondo certi critici, il tenore Frans Vroons è uno dei Faust più belli da ascoltare. Sentire anche @Snorlax!

Verissimo, fa sfigurare la Schwarzkopf e Hotter, due nomi proprio a caso! :o

Io invece a poco prezzo ho appena ordinato questi due boxini:

81FJfiJldWL._AC_SL1475_.jpg

81dDbUBjHGL._AC_SL1474_.jpg

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On 4/11/2021 at 14:28, Madiel dice:

 

Riprendo in mano il dossier Part (solo strumentale), anche se con poca convinzione :unsure:

Symphonies 1-3(Neeme Jarvi) - Arvo Part - 31934

Part, assieme a Gorecki, Stockhausen, Nono, Sciarrino, Reich, Messiaen, Takemitsu e pochi altri (qualche palato fine aggiunge Xenakis, Ligeti e financo Penderecki) fa parte della cerchia dei compositori gettonati dagli ascoltatori di musica non-classica che vogliono darsi un tono ascoltando occasionalmente l'avanguardia colta. Sarebbe interessante indagare le motivazioni che nel tempo hanno reso "prezzemoli" proprio questi autori presso un certo pubblico. Confesso di aver sempre avuto un sano pregiudizio rispetto ai gusti di costoro (indipendentemente dal valore effettivo dei compositori), tanto quanto ne ho rispetto agli ascoltatori di musica classica quando parlano di altri generi eh, va detto.

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9 ore fa, Majaniello dice:

Part, assieme a Gorecki, Stockhausen, Nono, Sciarrino, Reich, Messiaen, Takemitsu e pochi altri (qualche palato fine aggiunge Xenakis, Ligeti e financo Penderecki) fa parte della cerchia dei compositori gettonati dagli ascoltatori di musica non-classica che vogliono darsi un tono ascoltando occasionalmente l'avanguardia colta. Sarebbe interessante indagare le motivazioni che nel tempo hanno reso "prezzemoli" proprio questi autori presso un certo pubblico. Confesso di aver sempre avuto un sano pregiudizio rispetto ai gusti di costoro (indipendentemente dal valore effettivo dei compositori), tanto quanto ne ho rispetto agli ascoltatori di musica classica quando parlano di altri generi eh, va detto.

Piano, la lista che hai fatto è vera e hai ragione a diffidare, però le motivazioni della popolarità dei singoli sono molto diverse. Ci sono delle cause storiche e sociali ben precise, e spesso le une e le altre non sono neanche sovrapponibili. Questi autori neppure sono popolari alla stessa maniera. Grosso modo, accantonando la storicità e la qualità, posso dire che qualcuno di essi è diventato famoso presso il grande pubblico per caso a seguito di pubblicità (Gorecki), altri perché scoperti da celebri musicisti rock, pop o metal con effetto ricaduta sui loro fans (il caso parziale di Penderecki, già affermato presso il pubblico colto). Altri ancora rientrano in specifiche correnti musicali o di pensiero che tirano in certi ambienti intellettuali (Stockhausen simbolista e mistico; Nono politicamente impegnato; Ligeti è diretto e ha l'impostazione del "classico"; Xenakis è l'"alternativo" espressionista ideale per l'attuale civiltà delle macchine) o di cultura pop (Reich e Glass si possono accostare alla pop art in effetti). Riguardo a Part, mi sono sempre chiesto il motivo della sua fama immeritata. Penso sia per lo più extra musicale, perché la sua arte ha evidenti tendenze misticheggianti, praticamente assenti nell'arte di oggi. Nel momento storico attuale, confuso sotto l'aspetto religioso, Part è il compositore "new age" che può colmare un vuoto. Il suo misticismo è così generico che va bene per tutti! Volendo, il suo vago panteismo lo si può anche accostare all'attuale fase "green": lo possiamo ascoltare seduti in un bosco immersi nella natura, magari abbracciando un albero! Lo si può accostare a Papa Francesco, campione del generico nella fede ed eroe di questi tempi disgraziati. Musicalmente la sua materia è minima, nel senso che è quasi assente, tende ad essere statica all'ascolto, nonostante a volte sia polifonicamente complessa (penso al Cantus, questo secondo me da considerare un capolavoro). Il "tintinnabulum" gli dà una parvenza di originalità e una verniciata di cultura accademica. Part è, soprattutto, tonaleggiante, rigetta la dissonanza ed è di immediata fruizione. Non impegna la mente, suscita una religiosità di pancia, ha qualche aspetto perfino neo-romantico e, soprattutto, dura poco perché ha sempre scritto pezzi brevi. Per l'ascoltatore medio di oggi con una spolverata di cultura generica, a cui manca il tempo di approfondire perché distratto dalla tecnologia e dalla velocità, è praticamente perfetto.

Detto questo, i pezzi del cd sono tutti anteriori al 1971 e riguardano la sua fase di ricerca e (relativa) avanguardia.  Mica mi faccio del male ! :cat_lol:

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On 5/11/2021 at 14:39, Snorlax dice:

Verissimo, fa sfigurare la Schwarzkopf e Hotter, due nomi proprio a caso! :o

Io invece a poco prezzo ho appena ordinato questi due boxini:

81FJfiJldWL._AC_SL1475_.jpg

81dDbUBjHGL._AC_SL1474_.jpg

Proprio negli scorsi giorni ho iniziato ad ascoltare su YouTube l'integrale delle sinfonie di Beethoven fatta da Harnoncourt con l'English Chamber Orchestra. L'Eroica mi è piaciuta molto, la nona meno perché presa con tempi troppo rapidi secondo me perde molto.

Comunque è vero che ha un suono che può piacere a noi tromboni 😄. La cosa che temevo però era una certa pesantezza (riscontrata nella musica sacra sia di Mozart che di Haydn), invece con Beethoven ha decisamente un altro piglio.

Cercherò questo Brahms su YouTube, mi incuriosisce.

10 ore fa, Madiel dice:

Piano, la lista che hai fatto è vera e hai ragione a diffidare, però le motivazioni della popolarità dei singoli sono molto diverse. Ci sono delle cause storiche e sociali ben precise, e spesso le une e le altre non sono neanche sovrapponibili. Questi autori neppure sono popolari alla stessa maniera. Grosso modo, accantonando la storicità e la qualità, posso dire che qualcuno di essi è diventato famoso presso il grande pubblico per caso a seguito di pubblicità (Gorecki), altri perché scoperti da celebri musicisti rock, pop o metal con effetto ricaduta sui loro fans (il caso parziale di Penderecki, già affermato presso il pubblico colto). Altri ancora rientrano in specifiche correnti musicali o di pensiero che tirano in certi ambienti intellettuali (Stockhausen simbolista e mistico; Nono politicamente impegnato; Ligeti è diretto e ha l'impostazione del "classico"; Xenakis è l'"alternativo" espressionista ideale per l'attuale civiltà delle macchine) o di cultura pop (Reich e Glass si possono accostare alla pop art in effetti). Riguardo a Part, mi sono sempre chiesto il motivo della sua fama immeritata. Penso sia per lo più extra musicale, perché la sua arte ha evidenti tendenze misticheggianti, praticamente assenti nell'arte di oggi. Nel momento storico attuale, confuso sotto l'aspetto religioso, Part è il compositore "new age" che può colmare un vuoto. Il suo misticismo è così generico che va bene per tutti! Volendo, il suo vago panteismo lo si può anche accostare all'attuale fase "green": lo possiamo ascoltare seduti in un bosco immersi nella natura, magari abbracciando un albero! Lo si può accostare a Papa Francesco, campione del generico nella fede ed eroe di questi tempi disgraziati. Musicalmente la sua materia è minima, nel senso che è quasi assente, tende ad essere statica all'ascolto, nonostante a volte sia polifonicamente complessa (penso al Cantus, questo secondo me da considerare un capolavoro). Il "tintinnabulum" gli dà una parvenza di originalità e una verniciata di cultura accademica. Part è, soprattutto, tonaleggiante, rigetta la dissonanza ed è di immediata fruizione. Non impegna la mente, suscita una religiosità di pancia, ha qualche aspetto perfino neo-romantico e, soprattutto, dura poco perché ha sempre scritto pezzi brevi. Per l'ascoltatore medio di oggi con una spolverata di cultura generica, a cui manca il tempo di approfondire perché distratto dalla tecnologia e dalla velocità, è praticamente perfetto.

Detto questo, i pezzi del cd sono tutti anteriori al 1971 e riguardano la sua fase di ricerca e (relativa) avanguardia.  Mica mi faccio del male ! :cat_lol:

Qualche settimana fa ho visto in tv una puntata di Nessun dorma dove c'era un trio di giovani fratelli che suonava un pezzo sperimentale di Pärt per due violini, sintetizzatore e violoncello. Ricordo che mi ha fatto un'impressione neutra, ma mi ha sorpreso il fatto che avesse scritto un pezzo del genere fatto che l'ho sempre accostato anch'io alla musica new age (comunque sempre per sentito dire dato che non avevo mai ascoltato nulla di suo).

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18 ore fa, Madiel dice:

Piano, la lista che hai fatto è vera e hai ragione a diffidare, però le motivazioni della popolarità dei singoli sono molto diverse. Ci sono delle cause storiche e sociali ben precise, e spesso le une e le altre non sono neanche sovrapponibili. Questi autori neppure sono popolari alla stessa maniera. Grosso modo, accantonando la storicità e la qualità, posso dire che qualcuno di essi è diventato famoso presso il grande pubblico per caso a seguito di pubblicità (Gorecki), altri perché scoperti da celebri musicisti rock, pop o metal con effetto ricaduta sui loro fans (il caso parziale di Penderecki, già affermato presso il pubblico colto). Altri ancora rientrano in specifiche correnti musicali o di pensiero che tirano in certi ambienti intellettuali (Stockhausen simbolista e mistico; Nono politicamente impegnato; Ligeti è diretto e ha l'impostazione del "classico"; Xenakis è l'"alternativo" espressionista ideale per l'attuale civiltà delle macchine) o di cultura pop (Reich e Glass si possono accostare alla pop art in effetti).

Bene, in buona sostanza tu citi tutte ragioni extramusicali, giustissime. Mi chiedo però se esistono ragioni meno sovrastrutturali del (semplifico) "perchè fa figo", dato che - ma è solo una mia convinzione - la scelta d'ascolto dovrebbe avere sempre una ragione profonda che poggia nell'inconscio. Io più che altro mi sono chiesto perchè Henze o Schniktte o Maderna no e quegli altri sì, e penso perchè in questi citati ora sia ancora evidente una tradizione classica, come se per capire pienamente il loro linguaggio fosse necessaria una cultura della storia e delle forme classiche o più in generale un orecchio (e per orecchio intendo una sensibilità) che abbia familiarità con un certo ambiente sonoro. Gli altri è come se scardinassero la tradizione, eludendola, rendendola impotente o cercando di crearne una alternativa, ponendosi così su un piano sì "colto" ma "non-classico" (mi contesterai Ligeti sicuramente, ma chiediamoci di Ligeti cosa è diventato celebre in questi ambienti). L'idea che mi sono fatto è che i vari Gorecki, Xenakis, Nono ecc si prestino quindi ad un ascolto pop che prescinde tranquillamente dalla capacità di apprezzare Vivaldi o Bach (per dire), qualcosa di completamente epidermico, che ogni autore realizza toccando corde diverse (lo spiritualismo, l'espressionismo, l'evocazione ecc) in maniera anti-costruttivista, in senso classico almeno (anche nei casi dove ci sono regole costruttive rigorose esse non vengono percepite, o comunque la loro non comprensione non inficia la potenza del messaggio). L'idea è quella di una musica fintamente intellettuale per finti intellettuali, ma magari mi sbaglio.

18 ore fa, Madiel dice:

Riguardo a Part, mi sono sempre chiesto il motivo della sua fama immeritata. Penso sia per lo più extra musicale, perché la sua arte ha evidenti tendenze misticheggianti, praticamente assenti nell'arte di oggi. Nel momento storico attuale, confuso sotto l'aspetto religioso, Part è il compositore "new age" che può colmare un vuoto. Il suo misticismo è così generico che va bene per tutti! Volendo, il suo panteismo lo si può anche accostare all'attuale fase "green": lo possiamo ascoltare seduti in un bosco immersi nella natura! Lo si può accostare a Papa Francesco, campione del generico nella fede ed eroe di questi tempi disgraziati. Musicalmente la sua materia è minima, nel senso che è quasi assente, tende ad essere statica all'ascolto, nonostante a volte sia polifonicamente complessa (penso al Cantus, questo secondo me da considerare un capolavoro). Il "tintinnabulum" gli dà una parvenza di originalità e una verniciata di cultura accademica. Part è, soprattutto, tonaleggiante, rigetta la dissonanza ed è di immediata fruizione. Non impegna la mente, suscita una religiosità di pancia, ha qualche aspetto perfino neo-romantico e, soprattutto, dura poco perché ha sempre scritto pezzi brevi. Per l'ascoltatore medio di oggi con una spolverata di cultura generica, a cui manca il tempo di approfondire perché distratto dalla tecnologia e dalla velocità, è praticamente perfetto.

Io Papa Francesco non lo collego a nulla che attenga al misticismo o alla spiritualità, mi sembra proprio un papa populista, chiamato scientemente a rinsaldare lo scollamento ormai esagerato tra la Chiesa e i valori della comunità. Insomma non è un Pastore, semmai cavalca i nuovi valori già formatisi nella collettività (e ormai ineradicabili) cercando un'improbabile mediazione col cattolicesimo. La classica operazione di un'istituzione, la Chiesa, che perdeva sempre più consensi, un intervento di vero e proprio "scouting" in un elettorato esterno, non è un caso che piaccia molto ai non-cattolici mentre i cattolici duri e puri lo guardino con diffidenza. Non conosco Part, ma se è così il suo misticismo è solo formale, una specie di esca costruita apposta per acchiappare il pubblico di ascoltatori di musica non-classica. Musica pop travestita da musica classica (come fa Glass, mi pare, con altri mezzi). Quando Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. 

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3 ore fa, Majaniello dice:

Io Papa Francesco non lo collego a nulla che attenga al misticismo o alla spiritualità, mi sembra proprio un papa populista, chiamato scientemente a rinsaldare lo scollamento ormai esagerato tra la Chiesa e i valori della comunità. Insomma non è un Pastore, semmai cavalca i nuovi valori già formatisi nella collettività (e ormai ineradicabili) cercando un'improbabile mediazione col cattolicesimo. La classica operazione di un'istituzione, la Chiesa, che perdeva sempre più consensi, un intervento di vero e proprio "scouting" in un elettorato esterno, non è un caso che piaccia molto ai non-cattolici mentre i cattolici duri e puri lo guardino con diffidenza

Completamente d'accordo... e comincio a pensare che tu mi legga nel pensiero! ;):rolleyes:

12 ore fa, superburp dice:

Proprio negli scorsi giorni ho iniziato ad ascoltare su YouTube l'integrale delle sinfonie di Beethoven fatta da Harnoncourt con l'English Chamber Orchestra. L'Eroica mi è piaciuta molto, la nona meno perché presa con tempi troppo rapidi secondo me perde molto.

Comunque è vero che ha un suono che può piacere a noi tromboni 😄. La cosa che temevo però era una certa pesantezza (riscontrata nella musica sacra sia di Mozart che di Haydn), invece con Beethoven ha decisamente un altro piglio.

Cercherò questo Brahms su YouTube, mi incuriosisce.

Io sono in grande simbiosi con l'Harnoncourt degli ultimi trent'anni, mentre quello giovanile lo trovo un po' troppo rigido per i miei gusti, se non invecchiato male in qualche caso. Nella tarda maturità, in connubio con la sua concezione di prassi, ha maturato ed esibito sempre di più una sorta afflato romatico nell'affrontare tutto il suo repertorio, dal barocco al '900 storico. Alcuni vedono questo come una grande contraddizione, io, al contrario lo trovo un approccio assai stimolante e fresco, e che in questa strana sintesi può dire qualcosa di nuovo, pur rimanendo nella continuità.

Inutile dire che amo il suo essere soggettivista e, dunque interventista, carattere che lo porta a fare scelte poco ortodosse e spesso controverse. Proprio l'altro giorno ascoltavo il suo ultimo Messiah (DHM): ci sono degli estremi agogici e delle scelte metronomiche fuori da ogni schema, robe che neanche Mangelberg e Golovanov! Non parliamo poi del suono - che come dici tu, non può che convincere noi tromboni - lontano mille miglia da certe anemie HIP...

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13 ore fa, Majaniello dice:

Bene, in buona sostanza tu citi tutte ragioni extramusicali, giustissime. Mi chiedo però se esistono ragioni meno sovrastrutturali del (semplifico) "perchè fa figo", dato che - ma è solo una mia convinzione - la scelta d'ascolto dovrebbe avere sempre una ragione profonda che poggia nell'inconscio. Io più che altro mi sono chiesto perchè Henze o Schniktte o Maderna no e quegli altri sì, e penso perchè in questi citati ora sia ancora evidente una tradizione classica, come se per capire pienamente il loro linguaggio fosse necessaria una cultura della storia e delle forme classiche o più in generale un orecchio (e per orecchio intendo una sensibilità) che abbia familiarità con un certo ambiente sonoro.

Sì e no, in effetti alcuni dei citati come Nono richiedevano uno sforzo nuovo di ascolto da parte del pubblico. Un pubblico nuovo per una musica nuova come pretendeva, ma il problema è un altro: il pubblico è consapevole di ciò che ascolta ? Cioè capisce cosa sta facendo e dove si va a parare? Secondo me no, o non del tutto. Ad un certo punto entrano in gioco il caso e le mode. Alla fine, noto che al di là della passività dell'ascoltatore, quello che fanno è un atto di volontà, per cui qualcosa riescono comunque a percepire dell'essenza della musica. Cosa non lo posso sapere...

13 ore fa, Majaniello dice:

Gli altri è come se scardinassero la tradizione, eludendola, rendendola impotente o cercando di crearne una alternativa, ponendosi così su un piano sì "colto" ma "non-classico" (mi contesterai Ligeti sicuramente, ma chiediamoci di Ligeti cosa è diventato celebre in questi ambienti).

Nel caso di Ligeti è contestabile, perché è un compositore fortemente radicato nella tradizione europea e popolare ungherese. Non riesco a capirlo neanche con Nono, a dirla tutta. Potrebbe essere parzialmente vero per uno Xenakis, forse per un Glass, ma alla fine tutti lavorano su un qualcosa lasciato dalla tradizione, a volte trovando una nuova strada nei suoni. Nessuno è totalmente avulso dalla contemporaneità e dalla Storia, sempre che non lo faccia di proposito o si riallacci ad altra tradizione. Non credo sia il caso dei signori sopra citati.

13 ore fa, Majaniello dice:

L'idea che mi sono fatto è che i vari Gorecki, Xenakis, Nono ecc si prestino quindi ad un ascolto pop che prescinde tranquillamente dalla capacità di apprezzare Vivaldi o Bach (per dire), qualcosa di completamente epidermico, che ogni autore realizza toccando corde diverse (lo spiritualismo, l'espressionismo, l'evocazione ecc) in maniera anti-costruttivista, in senso classico almeno (anche nei casi dove ci sono regole costruttive rigorose esse non vengono percepite, o comunque la loro non comprensione non inficia la potenza del messaggio). L'idea è quella di una musica fintamente intellettuale per finti intellettuali, ma magari mi sbaglio.

Non afferro il sunto del tuo discorso: io ne faccio un problema esclusivamente esterno, tu pensi che sia intrinseco esclusivamente alla materia. La musica di questi autori è tutta intellettuale ed è anche frutto di intelletto sopraffine in molti casi. Quello che scrivi è ingeneroso, perché implica che costoro sarebbero, altrimenti, degli imbroglioni o, nella migliore delle ipotesi, degli illusi. Non credo sia la strada giusta. Bisogna anche capirsi su cosa intendiamo per "intellettuale".

Al d là di questioni estetiche e della capacità dei singoli, molto diverse da autore ad autore, alla fine secondo me, il problema è solo relativo al caso. Ci sono state delle occasioni favorevoli che hanno permesso la pubblicità presso la massa, in secondo luogo bisogna vedere "cosa" è la loro musica. Se un domani un Fedez  si fa un video mentre ascolta Gloria Coates, stai tranquillo che diventa una moda presso i suoi fans lobotomizzati. Questo, però, non implica affatto una decadenza dei valori musicali. Poi bisogna ragionare su cosa credono di percepire o sulla reale comprensione, ma è un altro problema ancora.

Cita

Non conosco Part, ma se è così il suo misticismo è solo formale, una specie di esca costruita apposta per acchiappare il pubblico di ascoltatori di musica non-classica. Musica pop travestita da musica classica (come fa Glass, mi pare, con altri mezzi). 

Più che formale, è solo illusione. 

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12 ore fa, Madiel dice:

Bisogna anche capirsi su cosa intendiamo per "intellettuale".

Non lo so neanche io 🤣 hai ragione, ho esagerato perchè ho guardato la cosa dalla mia prospettiva, mi rendo conto che tendo a classificare come non-intellettuale tutto ciò che si presta ad un ascolto "romantico", basato sulla fascinazione, anzi meglio, ciò che io percepisco in quella maniera lì, mentre forse la definizione va cercata nelle qualità del gesto artistico non nei suoi contenuti... esempi: nella mia testa un mistico non può essere un intellettuale (mi pare contraddittorio), ma anche chi si trincera in certi schemi senza uscita - tipo Xenakis o i darmstadtiani - mi pare che in fondo faccia un esercizio di iperintellettualismo fine a se stesso, come a sfruttare una retorica del "modo". Trovo infine che quello di chi si autoproclama intellettuale, cavalcando la retorica di certi argomenti tipici, sia un altro gesto molto poco intellettuale. Non parlerei di imbroglio (magari è pure bella musica), ma di furbizia. Ma forse intellettuale è solo il contrario di istintivo, e questo è solo un altro pipponiello. Curioso di sapere che ne pensa @Snorlax 

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4 ore fa, Majaniello dice:

Non lo so neanche io 🤣 hai ragione, ho esagerato perchè ho guardato la cosa dalla mia prospettiva, mi rendo conto che tendo a classificare come non-intellettuale tutto ciò che si presta ad un ascolto "romantico", basato sulla fascinazione, anzi meglio, ciò che io percepisco in quella maniera lì, mentre forse la definizione va cercata nelle qualità del gesto artistico non nei suoi contenuti... esempi: nella mia testa un mistico non può essere un intellettuale (mi pare contraddittorio), ma anche chi si trincera in certi schemi senza uscita - tipo Xenakis o i darmstadtiani - mi pare che in fondo faccia un esercizio di iperintellettualismo fine a se stesso, come a sfruttare una retorica del "modo". Trovo infine che quello di chi si autoproclama intellettuale, cavalcando la retorica di certi argomenti tipici, sia un altro gesto molto poco intellettuale. Non parlerei di imbroglio (magari è pure bella musica), ma di furbizia. Ma forse intellettuale è solo il contrario di istintivo, e questo è solo un altro pipponiello. Curioso di sapere che ne pensa @Snorlax 

Il tuo discorso implica anche il fatto che esisterebbe una musica classica (di svago ?) non intellettuale. Il problema, però, è difficile da inquadrare nella modernità. Per esempio, la musica in apparenza disimpegnata di Bolcom, per citare un signore che ascoltiamo spesso ultimamente in forum, non è intellettuale ? La risposta è no! :D Alla fine contano i risultati, ma è importante capire come si è arrivati a "crearli".

Certo, il gesto è essenziale per avere successo, evidentemente i signori citati sopra hanno avuto la fortuna di trovarsi nel momento giusto con la musica giusta, il resto vien da sé.

La musica di Part è frutto di un alto intellettualismo, l'autore conosce molto bene i linguaggi della classicità del XX secolo perché li ha vissuti tutti (proprio materialmente, avendo conosciuto i grandi della sua generazione). Per me un mistico può essere un intellettuale, anzi lo deve essere soprattutto perché con la ragione, cioè in senso lato con i ferri del mestiere musicale, dà corpo alle sue aspirazioni interiori. Bisogna poi capire se ci riesce.

Postilla al mio primo paragrafo: ho dimenticato di specificare un aspetto saliente della cosiddetta nuova musica, e cioè oltre a capirci qualcosa gli ascoltatori sono consapevoli se c'è o meno qualcosa da capire ? Molti linguaggi del novecento sono frutto di intellettualismo sopraffine, ma non è detto che poi siano capaci di veicolare un qualche messaggio, di avere un contenuto o di creare il bello. La gente, ne consegue, può anche ingannarsi da sola.

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1 ora fa, Madiel dice:

Il tuo discorso implica anche il fatto che esisterebbe una musica classica (di svago ?) non intellettuale. Il problema, però, è difficile da inquadrare nella modernità. Per esempio, la musica in apparenza disimpegnata di Bolcom, per citare un signore che ascoltiamo spesso ultimamente in forum, non è intellettuale ? La risposta è no! :D Alla fine contano i risultati, ma è importante capire come si è arrivati a "crearli".

Beh ma io non collego l'intellettualismo all'impegno che ci vuole nell'ascolto, Pulcinella di Stravinsky mi pare un esercizio super-intellettuale pur essendo apparentemente disimpegnato, o mi sbaglio?! diciamo più che tendo a considerare non intellettuale ciò che punta alla visceralità dell'ascoltatore ed esaurisce il suo messaggio in maniera evidente, indipendentemente se è stato concepito o no con uno sforzo intellettivo/culturale. Ciò che non ha bisogno di uno sforzo intellettuale e culturale per essere compreso. Stravinsky, Sacre a parte, mi pare che punti quasi sempre al cervello e abbia sempre un meta-messaggio, anche quando è di facile ascolto. Prokofiev non lo chiamerei intellettuale.

1 ora fa, Madiel dice:

La musica di Part è frutto di un alto intellettualismo, l'autore conosce molto bene i linguaggi della classicità del XX secolo perché li ha vissuti tutti (proprio materialmente, avendo conosciuto i grandi della sua generazione). Per me un mistico può essere un intellettuale, anzi lo deve essere soprattutto perché con la ragione, cioè in senso lato con i ferri del mestiere musicale, dà corpo alle sue aspirazioni interiori. Bisogna poi capire se ci riesce.

Mi sto confondendo però, perchè se mi parli di "ferri del mestiere" associo l'intellettualismo all'abilità formale o artigianale, ma è davvero così? Part conosce i linguaggi della storia, ma per apprezzare appieno il messaggio di Part serve conoscere i linguaggi della storia? o tutto si esaurisce in quel che ascolti? una musica psedo-new age per la meditazione? Glass ha una preparazione classica, ma se io ascoltatore ho una cultura classica ho accesso ad un valore aggiunto (di contenuto e quindi anche di emozione) rispetto ad un ascoltatore pop? o la musica di Glass si esaurisce così per quel che è? una serie di arpeggetti modulati in modo neo-romantico? Questo non è anche importante?

Quanto al misticismo, mi verrebbe da dire che un mistico è intellettuale quando è in grado di esprimere (e quindi anche di suscitare) una riflessione autentica e personale sullo spirito, qualcosa che parli all'intelletto. Di certo un religioso non è detto che sia intellettuale (molto spesso non lo è secondo me). Lego il misticismo al raggiungimento di uno stato "altro" attraverso metodi non intellettivi. Ma ho la sensazione che anche qua ci sia un equivoco tra mezzi intellettivi (l'organizzazione sonora, i rimandi culturali ecc che possono essere frutto di profonda conoscenza) e obiettivi e contenuti (il parlare alla testa o alla pancia, e di cosa). Non voglio parlare di Part perchè avrò sentito mezza cosa sua una vita fa (interessandomi pochissimo il genere), ma se lo paragoni a papa Francesco mi vien da dire che non è nè mistico nè intellettuale (il che non significa che non valga niente in senso assoluto, ribadisco).

1 ora fa, Madiel dice:

Postilla al mio primo paragrafo: ho dimenticato di specificare un aspetto saliente della cosiddetta nuova musica, e cioè oltre a capirci qualcosa gli ascoltatori sono consapevoli se c'è o meno qualcosa da capire ? Molti linguaggi del novecento sono frutto di intellettualismo sopraffine, ma non è detto che poi siano capaci di veicolare un qualche messaggio, di avere un contenuto o di creare il bello. La gente, ne consegue, può anche ingannarsi da sola.

Credo che se capissi bene ciò che dici qui su capirei bene anche quello di cui stiamo parlando! :D Stai dicendo che molta avanguardia è ricerca fine a sè stessa ed è la gente che ci vuole leggere qualcosa dentro?

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7 ore fa, Majaniello dice:

Beh ma io non collego l'intellettualismo all'impegno che ci vuole nell'ascolto, Pulcinella di Stravinsky mi pare un esercizio super-intellettuale pur essendo apparentemente disimpegnato, o mi sbaglio?!

E' giusto!

7 ore fa, Majaniello dice:

diciamo più che tendo a considerare non intellettuale ciò che punta alla visceralità dell'ascoltatore ed esaurisce il suo messaggio in maniera evidente, indipendentemente se è stato concepito o no con uno sforzo intellettivo/culturale. Ciò che non ha bisogno di uno sforzo intellettuale e culturale per essere compreso. Stravinsky, Sacre a parte, mi pare che punti quasi sempre al cervello e abbia sempre un meta-messaggio, anche quando è di facile ascolto. Prokofiev non lo chiamerei intellettuale.

Concorderei, ma mi sto ricredendo. Sto leggendo una biografia molto approfondita e ne sta venendo fuori il ritratto di un intellettuale "ingenuo". Aveva anche tanti difetti che produssero effetti devastanti sulla sua vita. Ma si sa, chi è causa del suo male...

7 ore fa, Majaniello dice:

Mi sto confondendo però, perchè se mi parli di "ferri del mestiere" associo l'intellettualismo all'abilità formale o artigianale, ma è davvero così? Part conosce i linguaggi della storia, ma per apprezzare appieno il messaggio di Part serve conoscere i linguaggi della storia? o tutto si esaurisce in quel che ascolti? una musica psedo-new age per la meditazione? Glass ha una preparazione classica, ma se io ascoltatore ho una cultura classica ho accesso ad un valore aggiunto (di contenuto e quindi anche di emozione) rispetto ad un ascoltatore pop? o la musica di Glass si esaurisce così per quel che è? una serie di arpeggetti modulati in modo neo-romantico? Questo non è anche importante?

No, forse mi sono spiegato male, non intendevo e non implicavo questo. Dicevo soltanto che Part è un compositore colto e capace, mettiamola così. Poi, dipende da cosa ci fa con questa cultura, io direi che la usa per creare un certo prodotto che a me non piace.

Nel caso di Glass direi sia essenziale :cat_lol:

7 ore fa, Majaniello dice:

Quanto al misticismo, mi verrebbe da dire che un mistico è intellettuale quando è in grado di esprimere (e quindi anche di suscitare) una riflessione autentica e personale sullo spirito, qualcosa che parli all'intelletto. Di certo un religioso non è detto che sia intellettuale (molto spesso non lo è secondo me). Lego il misticismo al raggiungimento di uno stato "altro" attraverso metodi non intellettivi. Ma ho la sensazione che anche qua ci sia un equivoco tra mezzi intellettivi (l'organizzazione sonora, i rimandi culturali ecc che possono essere frutto di profonda conoscenza) e obiettivi e contenuti (il parlare alla testa o alla pancia, e di cosa). Non voglio parlare di Part perchè avrò sentito mezza cosa sua una vita fa (interessandomi pochissimo il genere), ma se lo paragoni a papa Francesco mi vien da dire che non è nè mistico nè intellettuale (il che non significa che non valga niente in senso assoluto, ribadisco).

Part è un figlio del nostro tempo perché, volenti o nolenti, riflette un certo tipo di spiritualità che ha in Bergoglio un largo seguito. Mettiamo da parte il misticismo, altrimenti ci confondiamo.

7 ore fa, Majaniello dice:

Stai dicendo che molta avanguardia è ricerca fine a sè stessa ed è la gente che ci vuole leggere qualcosa dentro?

Esatto. Certa avanguardia non è neppure musica in senso stretto, non ha niente di preciso da comunicare e non crea una forma d'arte anche se sembra in apparenza. E' un linguaggio privo di reali significati. Ne consegue che chiunque può leggerci quello che meglio crede. 

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42 minuti fa, Madiel dice:

Esatto. Certa avanguardia non è neppure musica in senso stretto, non ha niente di preciso da comunicare e non crea una forma d'arte anche se sembra in apparenza. E' un linguaggio privo di reali significati. Ne consegue che chiunque può leggerci quello che meglio crede. 

Mi viene in mente Milton Babbitt: pura matematica.

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2 ore fa, Madiel dice:

Esatto. Certa avanguardia non è neppure musica in senso stretto, non ha niente di preciso da comunicare e non crea una forma d'arte anche se sembra in apparenza. E' un linguaggio privo di reali significati. Ne consegue che chiunque può leggerci quello che meglio crede. 

Mi viene in mente quello che diceva Paolo Castaldi! 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Mi viene in mente quello che diceva Paolo Castaldi! 

Non lo diceva solo lui ! Per esempio, ci ha dedicato molto pensiero e inchiostro il principe d'Avalos, tanto per citare un pensatore importante. Con la fine delle avanguardie si sta tornando poco alla volta con i piedi per terra, è una tendenza storica inevitabile.

Certa avanguardia è come il Codice Voynich: bellissimo a vedersi e piacevole all'occhio, ma totalmente incomprensibile e illeggibile, e alla fine inutile.

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50 minuti fa, Madiel dice:

Non lo diceva solo lui ! Per esempio, ci ha dedicato molto pensiero e inchiostro il principe d'Avalos, tanto per citare un pensatore importante. Con la fine delle avanguardie si sta tornando poco alla volta con i piedi per terra, è una tendenza storica inevitabile.

Certa avanguardia è come il Codice Voynich: bellissimo a vedersi e piacevole all'occhio, ma totalmente incomprensibile e illeggibile, e alla fine inutile.

In alcuni casi questa inversione di rotta si è manifestata proprio da alcuni di quelli che un tempo furono i duri e puri dell'avanguardia stessa. Penso allo stesso Boulez più maturo, ma anche il Maderna pochi anni prima della morte e lo Donatoni.

Oggi si tende al gesto più chiaro e facilmente riconoscibile oltre che di un ritorno alla cantabilità.

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