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L'ultimo CD acquistato (musica classica)


BaBi_YAR
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20 ore fa, Majaniello dice:

Pensa che io l'avevo confuso con Maurice Duruflé, che mi sa pure che era organista...

Mi sono ritrovato "per caso" di nuovo in quella libreria e ho trovato un suo cd contenente il requiem op. 9 che sto ascoltando ora (più tre pezzi per organo). Cosa ne pensate? La conoscete l'opera in questione? 

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1 ora fa, Vigione dice:

Mi sono ritrovato "per caso" di nuovo in quella libreria e ho trovato un suo cd contenente il requiem op. 9 che sto ascoltando ora (più tre pezzi per organo). Cosa ne pensate? La conoscete l'opera in questione? 

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Il Requiem è un suo pezzo famoso, ma dubito di averlo mai sentito :mda:Questo è un repertorio che non frequento.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Tra trent’anni finisci di pagarlo!

Lo cercavo da anni, era uno di quei due o tre cd introvabili della mia lista di acquisti. L'ho scovato di seconda mano a un prezzo accettabile considerata la rarità, per cui non mi sono fatto scappare l'occasione. 

---

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41 minuti fa, il viandante del sud dice:

L'hai preso! Aspetto impressioni :)

Per adesso l'ho solo ascoltato on line e mi è sembrato magnifico. Tipica musica jazz americana "colta" degli anni venti (per la precisione, i pezzi furono scritti tra il 1917 e il 1925). L'aspetto più incredibile del disco è che una musica così "pop" sia opera di uno come Sowerby, in seguito diventato accademico e posato organista. Neanche pare la stessa persona!

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2 ore fa, giobar dice:

Acquisto eccellente. Davis ispiratissimo e a fuoco in pressoché tutti i pezzi inclusi nel box e bostonians che ti lasciano a bocca aperta dal primo all'ultimo minuto.

Sono curioso di ascoltarlo anche per fare un paragone con il ciclo fatto dallo stesso direttore con la LSO (RCA)

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34 minuti fa, Ives dice:

Adesso tocca che ci dici se veramente è pessima come dice lui, però.

:cat_lol:

:D (stay away...)

Se non sbaglio si riferisce in particolare a Kullerwo come peggior esecuzione nel box.

Ma tu pensa che, al tempo dell'acquisto del famigerato box, avevo cercato recensioni in giro per il web che mi guidassero tra i tre cicli registrati da Davis e il parere (quasi) unanime indicava il boxino RCA come essenziale!

A questo punto credo che lascerò decidere alle mie orecchie ;)

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17 ore fa, Madiel dice:

American Classics - William Bolcom - Music for Two Pianos - Naxos: 8559244  - CD or download | Presto Music

ah proprio la fissa :D 

Qualche anno fa eri critico nei confronti di quest'autore, me lo ricordo bene perchè ne parlammo in forum io e Ives (io l'avevo scoperto per caso, ovviamente) e sull'onda di quella discussione mi pare ordinasti il cd Cri. Una rara volta in cui, molto involontariamente, ho dato io uno spunto a Madiel. :yess:

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21 minuti fa, Majaniello dice:

ah proprio la fissa :D 

Qualche anno fa eri critico nei confronti di quest'autore, me lo ricordo bene perchè ne parlammo in forum io e Ives (io l'avevo scoperto per caso, ovviamente) e sull'onda di quella discussione mi pare ordinasti il cd Cri. Una rara volta in cui, molto involontariamente, ho dato io uno spunto a Madiel. :yess:

Lo conoscevo già da prima, abbiamo caricato diverse cose on line :D Più che altro, non erano pezzi determinanti per capire bene il suo stile, la discografia è abbastanza magra, e Bolcom a volte è talmente proteiforme che va studiato con attenzione. Difficile inquadrarlo da uno o due pezzi, ne avevo una conoscenza proprio insufficiente. Immaginati se incrociassi un suo pezzo "weberniano" insieme a un suo ragtime, non ci si capisce niente e viene il sospetto spontaneo che sia un pagliaccio.

Vero, mi lasciava perplesso, ma soprattutto riguardo al suo "capolavoro" Songs of Innocence and of Experience, che proprio trovo assurdo - ma non escludo che in un prossimo futuro riesca a penetrare in qualche maniera. Altri lavori, specie quelli strumentali, sono spesso così spiazzanti e perfino divertenti. Il classico compositore che infila messaggi tragici o surreali in un contesto in apparenza disimpegnato. Adoro la musica fatta così :cat_lol: Ultimamente avevo preso il cd Argo con la 5a e il Concerto per violino, quest'ultimo un vero gioiello. Nel cd Naxos c'è un pezzo serissimo, Frescoes, che fa uno strano contrasto con gli altri lavori "jazz" che accompagnano.

 

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1 ora fa, Madiel dice:

Lo conoscevo già da prima

Sì figurati, me lo ricordo... non aspiravo certo a tanto! :glare: (sarei curioso di sapere da quando non "scopri" un grande compositore, un nome che non conoscevi già dico).

1 ora fa, Madiel dice:

Ultimamente avevo preso il cd Argo con la 5a e il Concerto per violino, quest'ultimo un vero gioiello.

Avevo visto ma non ho avuto tempo di tornarci, mo me l'ascolto va...

1 ora fa, Madiel dice:

Nel cd Naxos c'è un pezzo serissimo, Frescoes, che fa uno strano contrasto con gli altri lavori "jazz" che accompagnano.

Per un attimo avevo letto FRESCONES :cat_lol:

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On 29/10/2021 at 19:21, Majaniello dice:

Sì figurati, me lo ricordo... non aspiravo certo a tanto! :glare: (sarei curioso di sapere da quando non "scopri" un grande compositore, un nome che non conoscevi già dico).

Riguardo al mio repertorio direi da tanto ormai. Il mio problema è che se trovo un autore nuovo che sembra meritevole, poi non posso sentire nulla perché i pezzi sono assenti dal repertorio discografico: di recente cercavo qualcosa su un autore polacco-svizzero che piaceva molto a Lutoslawski (ora mi sfugge il cognome), assente pure dal tubo. Per cui rimane una conoscenza esclusivamente letteraria. Nel caso di Bolcom, invece succede che è notevolmente sottovalutato in disco, rispetto alla sua relativa fama (scrivo relativa, perché limitata al mondo americano... da noi uno così non tira a prescindere). Le sorprese, più che da nomi totalmente sconosciuti che non possono aggiungere niente al Novecento nel suo complesso, possono venire da composizioni o da repertori non ancora esplorati di nomi già noti o mal noti. Per esempio, nel caso dell'Italia d'inizio secolo ci sarebbe un bel serbatoio di sorprese e, penso, di buona musica sia strumentale che teatrale. Le opere liriche maggiori di Malipiero non esistono in disco, come pure è totalmente dimenticato il repertorio operistico italiano degli anni cinquanta estraneo all'avanguardia. In Francia il repertorio ballettistico di un Honegger è praticamente ignoto ai più, e ci sono margini di manovra anche con gli altri Six o quei compositori tonali non allineati. Nella Cecoslovacchia e nella Polonia degli anni venti-trenta ci potrebbero essere delle sorprese con gli autori che tendevano al "leggero" o all'espressionismo. Anche l'avanguardia russa andrebbe approfondita meglio. In USA con diversi avanguardisti dello stesso periodo per lo più ignorati, per esempio del giro newyorkese. Anche la Germania di Weimar ha ancora qualcosa da darci: per esempio qualche settimana fa ci si chiedeva cosa possono aver creato i diversi allievi di Schoenberg oggi caduti nell'oblio. Il Sud America è pieno di cose interessanti: per esempio, di recente è uscito un cd Naxos con i magnifici Choros di Guarnieri, autore famoso ma come in questo caso ancora con larghi margini di potenziali scoperte. Magari, nella massa di tutti questi repertori e autori salta fuori senz'altro qualche capolavoro. Non essenziale alla storia della musica e neanche rappresentativo del suo creatore, ma pur sempre capolavoro frutto ottimo del suo tempo.

Riguardo al secondo novecento, sono molto pessimista. Esclusi i soliti grandi, una decina in tutto,  non c'è poi molto e sono convinto che avrò rare sorprese anche studiando nei minimi dettagli il repertorio.

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