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L'ultimo CD acquistato (musica classica)


BaBi_YAR
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3 ore fa, Wittelsbach dice:

Tornando all'opera che ho preso io, il solito Giudici fa un paragone con Weill riguardo i numerosi parlati su sfondo strumentale, sostenendo che l'architettura musicale dell'opera ne resta indebolita.

Sì, è proprio come scrive, ha ragione! Zemlinsky guardava al Weill "serio", ma penso avesse nelle sue coordinate anche Hindemith , Toch e un po' tutti i compositori "oggettivisti" tedeschi di quel periodo. Molto singolare è anche il timbro orchestrale, costituito da sonorità limpide ma smorte. E' anche molto parco di gesti musicali, la stilizzazione è estrema, quasi fosse un corrispettivo di una stampa cinese o giapponese. Insomma, grande sforzo di rinnovamento linguistico, ma non del tutto convincente a mio modo di vedere perché è un'operazione fatta per necessità e non per convinzione interiore. Per mio gusto un risultato un po' monotono, poi giudicherai tu. Di sicuro non ha nulla a che fare con altri lavori dello stesso autore e che hai già apprezzato.

3 ore fa, Majaniello dice:

La tua è un'ottima guida all'ascolto, come al solito... Però c'è sempre il problema del libretto. Siamo in una fase storica in cui la musica si trova legalmente in digitale un po' ovunque (anche sui siti ufficiali da scaricare in flac) ma sono pochi i libretti digitalizzati. A me che non interessa il supporto fisico che faccio? Spendo 15 euro per un libretto cartaceo? Spero che trovino presto una soluzione. 

Te l'ascolti con attenzione lo stesso,! Se hai digerito Penelope di Fauré che è un bel mattone, in senso positivo intendo, potrai fare un sforzo anche con Schreker. Tra l'altro, la complessità della storia non corrisponde affatto a quella della musica, che è piuttosto diretta, per cui si potrebbe apprezzare anche solo in "astratto".  Prova, puoi :cat_lol:

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3 ore fa, Madiel dice:

Te l'ascolti con attenzione lo stesso,! Se hai digerito Penelope di Fauré che è un bel mattone, in senso positivo intendo, potrai fare un sforzo anche con Schreker. Tra l'altro, la complessità della storia non corrisponde affatto a quella della musica, che è piuttosto diretta, per cui si potrebbe apprezzare anche solo in "astratto".  Prova, puoi :cat_lol:

Di Faurè il libretto l'ho trovato! Semplicemente faccio un primo preascolto per capire se la musica mi piace, altrimenti non mi sbatto a cercare le parole. Gli ascolti che ho fatto di opere senza libretto (specie in lingue diverse dall'italiano) sono stati disastrosi. L'ultimo, Mother di Haba, l'ho dovuto spegnere poco dopo perchè non riuscivo a rimanere concentrato. 

Comunque, alla fine ho trovato il libretto anche di Christophorus, avevo bisogno di tempo :yess:

On 28/8/2021 at 16:46, Wittelsbach dice:

 

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Ma questo Gluck metastasiano? acquisto a scatola chiusa o sai già com'è? le poche cose che ho ascoltato del periodo italiano le ho trovate piuttosto deludenti, niente a che vedere con la produzione francese, ma magari c'è la perla che non conosco.

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41 minuti fa, Majaniello dice:

Di Faurè il libretto l'ho trovato! Semplicemente faccio un primo preascolto per capire se la musica mi piace, altrimenti non mi sbatto a cercare le parole. Gli ascolti che ho fatto di opere senza libretto (specie in lingue diverse dall'italiano) sono stati disastrosi. L'ultimo, Mother di Haba, l'ho dovuto spegnere poco dopo perchè non riuscivo a rimanere concentrato. 

Come scrivevo in altra discussione, quella di Haba è un'opera difficile e proibitiva, sconsiglio di nuovo l'approccio senza adeguata preparazione! 

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15 minuti fa, Madiel dice:

Come scrivevo in altra discussione, quella di Haba è un'opera difficile e proibitiva, sconsiglio di nuovo l'approccio senza adeguata preparazione! 

Evidentemente il mio tentativo risale a prima del tuo sconsiglio :D Avevo in lista anche il Re Ruggero, di cui mi interessa molto il tema e mi incuriosisce l'architettura formale, ma con Szymanowski ho un rapporto controverso, apprezzo moltissimo la sua abilità di scrittura (è veramente un musicista abilissimo e coltissimo!) ma più a livello cerebrale che emotivo, direi che nell'800 ho lo stesso rapporto con Brahms. Ciò che temo è l'effetto 3P: Parsifal + Pelleas + Prometeo, una combo che potrebbe uccidermi in quindici minuti, ma ho letto pure di sincretismo, inni bizantini, stilizzazioni orientali... insomma, la curiosità è comunque tanta e credo che mi butterò (sarà facile trovare il libretto data la relativa fama dell'opera). 

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42 minuti fa, Majaniello dice:

Evidentemente il mio tentativo risale a prima del tuo sconsiglio :D Avevo in lista anche il Re Ruggero, di cui mi interessa molto il tema e mi incuriosisce l'architettura formale, ma con Szymanowski ho un rapporto controverso, apprezzo moltissimo la sua abilità di scrittura (è veramente un musicista abilissimo e coltissimo!) ma più a livello cerebrale che emotivo, direi che nell'800 ho lo stesso rapporto con Brahms. Ciò che temo è l'effetto 3P: Parsifal + Pelleas + Prometeo, una combo che potrebbe uccidermi in quindici minuti, ma ho letto pure di sincretismo, inni bizantini, stilizzazioni orientali... insomma, la curiosità è comunque tanta e credo che mi butterò (sarà facile trovare il libretto data la relativa fama dell'opera). 

Hai inutili preconcetti! Szymanowski è stato un genio, metabolizzava i modelli in uno stile personale, unico ed inimitabile, non ci sono ricalchi. Grosso modo, lo stile di Re Ruggero, un capolavoro del Novecento operistico, è quello del 1° Concerto per violino. La trama è essenziale e molto chiara, in effetti sapendo cosa succede sulla scena non è neppure determinante seguire il libretto. E' l'esatto opposto di Christophorus.

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2 minuti fa, Madiel dice:

Hai inutili preconcetti! Szymanowski è stato un genio, metabolizzava i modelli in uno stile personale, unico ed inimitabile, non ci sono ricalchi.

No certo, però la sua musica ha dei momenti edonisti e intossicanti, è un mood che maltollero (e questo non è un pregiudizio ma un'esperienza d'ascolto), e che da lui tutto sommato accetto perchè realizzato con strumenti neoclassici (o vogliamo dire accademici, ma non in senso deletereo, proprio di perizia compositiva, contrappunto ecc). Non c'entra niente, lo premetto, ma l'altro giorno ascoltavo Manzoni e ho avuto la stessa impressione, cioè che mi intrigasse la sua capacità di creare un'atmosfera notturna e nebulosa attraverso una scrittura molto leggibile, dalla struttura forte insomma. 

9 minuti fa, Madiel dice:

La trama è essenziale e molto chiara, in effetti sapendo cosa succede sulla scena non è neppure determinante seguire il libretto. E' l'esatto opposto di Christophorus.

Sì la trama l'ho letta, e mi pare che ci siano delle simbologie piuttosto forti e inequivocabili.

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2 ore fa, Madiel dice:

Hai inutili preconcetti! Szymanowski è stato un genio, metabolizzava i modelli in uno stile personale, unico ed inimitabile, non ci sono ricalchi. Grosso modo, lo stile di Re Ruggero, un capolavoro del Novecento operistico, è quello del 1° Concerto per violino. La trama è essenziale e molto chiara, in effetti sapendo cosa succede sulla scena non è neppure determinante seguire il libretto. E' l'esatto opposto di Christophorus.

Diciamo che praticamente la trama non esiste, non è teatrale quell'opera.
Comunque dopo un iniziale imbruttimento (mio) un riascolto me l'ha fatta piacere. C'è dentro tutta la malsanità che mi piace non poco.

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

Diciamo che praticamente la trama non esiste, non è teatrale quell'opera.
Comunque dopo un iniziale imbruttimento (mio) un riascolto me l'ha fatta piacere. C'è dentro tutta la malsanità che mi piace non poco.

Diciamo che ci sono poche cose rappresentate in modo essenziale e simbolico. Isotta in uno dei suoi ultimi libri fa un'analisi affascinante dell'opera, che legge in chiave simbolica cristiano-cattolica tralasciando ogni "decadenza".  

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Della stessa serie:

Gluck - Alceste (Flagstad, Jones); Rossini - Mosé (Rossi Lemeni, Serafin); Cherubini - Medea (Callas, Rescigno), Monteverdi - L'Incoronazione di Poppea (Zareska - Ewerhart)

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16 minuti fa, il viandante del sud dice:

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Di questa serie ho l'Otello diretto da Toscanini (comprato ai tempi in cui bazzicavo ebay!).

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2 ore fa, il viandante del sud dice:

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Della stessa serie:

Gluck - Alceste (Flagstad, Jones); Rossini - Mosé (Rossi Lemeni, Serafin); Cherubini - Medea (Callas, Rescigno), Monteverdi - L'Incoronazione di Poppea (Zareska - Ewerhart)

                                               

No vabbè dove li hai trovati? uscivano in edicola questi, quel Trovatore è stata la prima opera che ho acquistato coi miei soldi, tra l'altro in musicassetta perchè non avevo manco il lettore cd :D 

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3 ore fa, superburp dice:

Di questa serie ho l'Otello diretto da Toscanini (comprato ai tempi in cui bazzicavo ebay!).

 

1 ora fa, Majaniello dice:

No vabbè dove li hai trovati? uscivano in edicola questi, quel Trovatore è stata la prima opera che ho acquistato coi miei soldi, tra l'altro in musicassetta perchè non avevo manco il lettore cd :D 

Da uno dei miei "discai" di fiducia, loro vendono stock di cd usati e c'era questa offerta, ho visto gli interpreti e mi son detto: perché no :D

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Ehi, ma questa è scienza! (con questo voglio dire che l'interpretazione morbidamente concentrata ne esce con un'espressione capace di destare splendide riflessioni impreviste).
E sembra persino registrato bene, mo' verificheremo sul piatto (certe etichette sans façon sono una tale angoscia).

Fernanda Damiano alle sonate di Baldassarre Galuppi (2, 3, 6, 7, 9, 10) al pianoforte.
CD 67:45 DDD 2021 Brilliant Classics 96346 5028421963464

Poi con calma me lo accosto ai cari vecchi (se solo li ritrovo...!)

715jmMb9fBL.jpg81WswrPIlgL.jpg818eWqwWx3L.jpg81P+Mm+vHJL.jpg

Baldassarre Galuppi: le Sonate, Peter Seivewright al pianoforte, CD DDD The Divine Art
(...che ehm però ricordo noiosetto...)

e

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Baldassarre Galuppi: Sonate
Wolfgang Glemser al pianoforte
(che ricordo vagamente come valido)

ma anzitutto

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Baldassarre Galuppi: Sonate
Andrea Bacchetti al pianoforte
(ehh, bella storia...)


Per l'occasione ho preso anche questi:

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Baldassarre Galuppi: Concerti per clavicembalo
Accademia dei Solinghi
Rita Peiretti, clavicembalo e direzione

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Baldassarre Galuppi: Concerti a quattro 1-2-3-4, Concerto per clavicembalo e archi, Sinfonia della Serenata, Sinfonia in Re Maggiore
English Chamber Orchestra, José Luis Garcia dir.
Jörg Ewald Dähler, clavicembalo

 

 

 

 

 

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Zippie e la full immersion in Galuppi!

Sapete quando ho cominciato a sapere dell'esistenza di Galuppi?
In gita scolastica, terza media, dunque anno 1993-94, andammo a Venezia, con tanto di visita a Burano. Il carattere così popolare dell'isola, tutto sommato diverso da quello del resto della città, mi colpì profondamente e iniziai a fare ricerche. All'epoca niente internet, solo enciclopedie libresche! Così, saltò fuori che Galuppi era nativo di Burano.

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1 ora fa, il viandante del sud dice:

Ho i concerti per piano di questa serie (editi da Brilliant).

E' uno stile particolare, veramente, mi riesce difficile inquadrarlo

E' vero, sembra un miscuglio disinvolto della scuola russa post Rimsky-Korsakov, Stravinsky, Ravel, Debussy, neoclassici francesi vari, una punta di atonalità e folklorismi russi-orientali vari.  Non si faceva mancare nulla! Alla fine, però, non si sa come classificarlo e non è neppure facile descrivere lo stile. 

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7 minuti fa, Madiel dice:

E' vero, sembra un miscuglio disinvolto della scuola russa post Rimsky-Korsakov, Stravinsky, Ravel, Debussy, neoclassici francesi vari, una punta di atonalità e folklorismi russi-orientali vari.  Non si faceva mancare nulla! Alla fine, però, non si sa come classificarlo e non è neppure facile descrivere lo stile. 

Della serie: evviva il minestrone :D Però devo dire che ha un suo perché, e ci sento pure un po' Bartok e Prokofiev negli aspetti più percussivi.

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Adesso, il viandante del sud dice:

Della serie: evviva il minestrone :D Però devo dire che ha un suo perché, e ci sento pure un po' Bartok e Prokofiev negli aspetti più percussivi.

Senz'altro, in un paio di concerti per pianoforte si era ispirato proprio a Prokofiev ! Oggi, però, Tcherepnin viene ricordato più che altro per le influenze che ebbe sulla sua opera il folklore cinese. Ad un certo punto elaborò anche una scala armonica derivata dalla musica cinese che applicò nelle opere della maturità. 

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4 minuti fa, Madiel dice:

Senz'altro, in un paio di concerti per pianoforte si era ispirato proprio a Prokofiev ! Oggi, però, Tcherepnin viene ricordato più che altro per le influenze che ebbe sulla sua opera il folklore cinese. Ad un certo punto elaborò anche una scala armonica derivata dalla musica cinese che applicò nelle opere della maturità. 

Ecco si, un concerto è proprio basato su quella musica, lo ricordo.

Le sinfonie non le conosco proprio, ma ho in mente di acquistare dei cd singoli in futuro

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Ok, non è un cd.
E' un e-book che parla di quello che dice il titolo.
Interessante, con qualche lieve imprecisione e molta concentrazione su certe cose: negli anni Cinquanta parla principalmente dei Ring di Karajan, Krauss e Knappertsbusch, senza spendere quasi alcuna parola su Keilberth che non ne ha diretti certo pochi.
Negli anni Sessanta, si parla solo di Bohm, citando Kempe di sguincio (ma ipotizzo che l'autore non abbia mai sentito Kempe, Klobucar, Suitner e Maazel, cosa che io sinceramente, nel progetto di scrivere un libro come questo, avrei fatto, procurandomi le registrazioni su operadepot, dove ci sono tutte). Interessantissima la parte che riguarda il 1970-1975, in cui si parla dell'interpretazione di Horst Stein, di cui Bartolucci ha sentito il Ring del '75.

Comunque, c'è anche un'analisi dei metronomi dei direttori che hanno lavorato a Bayreuth dal 1876 in avanti, ed emerge un particolare illuminante: alla fine dell'Ottocento erano circa il doppio più veloci a dirigere! Lo segnalo a @Majaniello

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