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L'ultimo CD acquistato (musica classica)


BaBi_YAR
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6 ore fa, Wittelsbach dice:

Il Sacre è formidabile. Piace anche a Madiel.
 

Se è l'edizione "vecchia" che girava sui dischi Melodya, allora è di spessore e l'ho ascoltata: tra i casi strani della mia vita, è stato il secondo Sacre che ascoltai da ragazzo e il primo in cd. Non so se l'ha incisa in seguito. 

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13 ore fa, Madiel dice:

Se è l'edizione "vecchia" che girava sui dischi Melodya, allora è di spessore e l'ho ascoltata: tra i casi strani della mia vita, è stato il secondo Sacre che ascoltai da ragazzo e il primo in cd. Non so se l'ha incisa in seguito. 

È quella lì. Definizione tua: “tenebroso e tellurico”.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

È quella lì. Definizione tua: “tenebroso e tellurico”.

Proprio così. Pensa che all'epoca conoscevo solo una edizione di von Karajan-DG II, e ascoltando Svetlanov il Sacre pareva tutta un'altra cosa: mi faceva spavento! Oggi la prospettiva è cambiata, direi che la versione di von K. sia proprio da buttare :cat_lol:

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On 23/1/2021 at 17:20, giobar dice:

Nemmeno io avevo mai fatto copie dei miei cd fino a quando, dopo essermi accorto che due dischi di Amadeus si stavano abbronzando, ho negligentemente tardato qualche mese a copiarli e ho perso le ultime tracce. Uno era scadente e l'ho lasciato al suo destino; l'altro erano le ultime tre sonate di Beethoven con Arrau e ho dovuto ricomprarlo nell'edizione Philips. Un vecchio cd della Collins con musiche di Maxwell Davies, che pure si sentiva bene al momento dell'acquisto, è diventato del tutto inascoltabile. Perciò, se hai notato segni di abbronzatura, ti suggerirei di correre ai ripari al più presto investendo qualche decimo di euro in un CDR.

 

On 23/1/2021 at 17:24, Madiel dice:

Anche a me è capitata una disavventura con AS abbronzato. Restituito subito al venditore e rimborsato senza problemi.

Ho trovato il cd Arts con lo stesso programma quasi regalato, e l'ho preso (onde evitare futuri problemi, anche se, a onor del vero, mi sono reso conto che le ultime due tracce hanno un gracchio che disturba).

Oggi:

Music For Bassoon & Piano: Jensen, Kitagawa: Amazon.it: Musica

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5 ore fa, Madiel dice:

Proprio così. Pensa che all'epoca conoscevo solo una edizione di von Karajan-DG II, e ascoltando Svetlanov il Sacre pareva tutta un'altra cosa: mi faceva spavento! Oggi la prospettiva è cambiata, direi che la versione di von K. sia proprio da buttare :cat_lol:

Sono contento, anche se continuo ad essere un grande estimatore di Karajan II: continuo a non capire perché la si trovi una interpretazione sbagliata. Ma anch'io ho i miei masochismi, non lo nego.

Il mio primo imprinting col Sacre invece fu questo:

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...registrazione che posseggo tutt'ora e che mi è parsa scialba come poche. Altro che brutalismo, sembra di vedere un gruppo di converse che ballano la quadriglia. Per fortuna poi ho scoperto altre letture, ma questa l'ho riascoltata da poco e francamente il mio giudizio non è affatto mutato. Peccato perché, al contrario, credo che il Petrushka di Abbado sia tra i migliori mai incisi.

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26 minuti fa, Snorlax dice:

Sono contento, anche se continuo ad essere un grande estimatore di Karajan II: continuo a non capire perché la si trovi una interpretazione sbagliata. Ma anch'io ho i miei masochismi, non lo nego.

Perché, secondo me, il vecchio Herbert non ha mai capito la partitura. E' Stravinsky romanticizzato alla von Karajan, non Stravinsky interpretato da von Karajan. Me ne sono accorto, però, solo da adulto dopo averne ascoltati un bel po' di edizioni.

Cita

Il mio primo imprinting col Sacre invece fu questo:

61xjDe69kBL._AC_SX425_.jpg

...registrazione che posseggo tutt'ora e che mi è parsa scialba come poche. Altro che brutalismo, sembra di vedere un gruppo di converse che ballano la quadriglia. Per fortuna poi ho scoperto altre letture, ma questa l'ho riascoltata da poco e francamente il mio giudizio non è affatto mutato. Peccato perché, al contrario, credo che il Petrushka di Abbado sia tra i migliori mai incisi.

Concordo sul Pétrouchka, questa edizione, invece, l'ho ascoltata un paio di volte ma non la ricordo proprio :D Ci sarà un motivo che ora mi sfugge....

Il mio vero ascolto attento del Sacre è stato, invece, con Bernstein DG, avvenuto diversi anni dopo i primi approcci infantili (tutti negativi) a Stravinsky. Iniziai a capire il Sacre solo con Bernstein. Poi sono venute molte altre edizioni, al momento in discoteca dovrei avere solo Boulez I, Markevitch, von Karajan II (residuato di guerra), Muti, Dutoit, Stravinsky. Le mie preferite sono Boulez I, Markevitch e Muti.

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The Art of Ataúlfo Argenta81XnY7TEPwL._AC_SL1300_.jpg51yaJIhhKzL._AC_.jpg713dBDvyOXL._AC_SL1201_.jpg81F7mVOJqwL._AC_SL1429_.jpgOpere da Camera

Quest'ultimo su consiglio di Hurwitz...

NOn sono molto convinto dell'acquisto di Argenta....caso mai lo rimanderò indietro se la qualità audio dovesse essere scadente; molto interessante il repertorio, praticamente introvabile

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1 ora fa, Madiel dice:

Il mio vero ascolto attento del Sacre è stato, invece, con Bernstein DG, avvenuto diversi anni dopo i primi approcci infantili (tutti negativi) a Stravinsky. Iniziai a capire il Sacre solo con Bernstein. Poi sono venute molte altre edizioni, al momento in discoteca dovrei avere solo Boulez I, Markevitch, von Karajan II (residuato di guerra), Muti, Dutoit, Stravinsky. Le mie preferite sono Boulez I, Markevitch e Muti.

Il mio primo Sacre serio invece fu questo:

918oQuVyz-L._SL1500_.jpg

...a Detroit il vecchio Dorati ha lasciato una manciata di registrazioni stravinskiane che a me paiono riuscitissime, anche se non così considerate da certa critica: ho visto che si tende a ricordare le incisioni anni '50 per Mercury, che personalmente trovo un po' troppo al fulmicotone. Qui c'è maggior approfondimento, nonché maggior cura per la timbrica orchestrale. L'uccello di fuoco completo è la mia personale reference. Anche il primo digitale Decca è invecchiato molto bene.

Oltre a questo (e a Bernstein/CBS) in terra americana i miei Sacre preferiti sono questi (scelte ovvie, mi dirai):

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22 ore fa, dejure dice:

NOn sono molto convinto dell'acquisto di Argenta....caso mai lo rimanderò indietro se la qualità audio dovesse essere scadente; molto interessante il repertorio, praticamente introvabile

E' stato un ottimo direttore, il meglio di sé lo diede nel repertorio iberico (de Falla & soci). E' vero che le sue incisioni sono quasi tutte monofoniche, ma spesso sono di ottima qualità per l'epoca. Poi dipende se ti piace o meno il genere.

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Ives* / Varese*, Christoph von Dohnányi, The Cleveland Orchestra And  Chorus* - Amériques / Symphony No. 4 / The Unanswered Question (1994, CD) |  Discogs

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On 23/1/2021 at 21:20, Snorlax dice:

5060028045013.jpg

Beethoven: Symphonien Nr. 3 & 5
Brahms: Symphonien Nr. 1-4
Bruckner: Symphonie Nr. 8
Dvorak: Symphonie Nr. 9
Elgar: Sea Pictures op. 37; Symphonie Nr. 2
Franck: Symphonie d-moll
Khrennikov: Symphonien Nr. 1-3
Mosolov: The Iron Foundry
Rachmaninoff: Symphonie Nr. 2
Respighi: Fonate di Roma; Pini di Roma; Feste Romane
Saint-Saens: Symphonie Nr. 3
Schostakowitsch: Symphonie Nr. 7 (2 Versionen: Aufnahmen 1968 & 1978)
Strawinsky: Le Sacre du Printemps
Tschaikowsky: Francesca da Rimini op. 32; Symphonien Nr. 1-6; Slawischer Marsch op. 31; The Tempest op. 18; Francesca da Rimini op. 32; Capriccio Italien op. 45; Andante cantabile aus dem Streichquartett Nr. 1; 1812-Ouvertüre op. 49; Serenade für Streicher op. 48; Manfred-Symphonie; Romeo & Julia

Sono un estimatore dei cofanetti Scribendum - se potessi me li porterei tutti a casa! - i quali, nonostante la confezione spartana, riescono a far andare in sollucchero il collezionista, grazie al recupero di registrazioni spesso assai difficili da trovare altrove. A meno di 40 euro su JPC, il presente boxino ha solleticato il mio interesse, soprattutto per via dell'integrale sinfonica ciaikovskiana di Svetlanov, che ad oggi, non ho ancora avuto occasione di sentire. Ma come potete vedere dall'elenco qui postato, le perle sono tantissime. Di sicuro, anche nelle letture meno riuscite, ci sarà da divertirsi. E poi a me Svetlanov a me piace parecchio, è il classico direttore di cuore che non mi può lasciare indifferente...:man_in_love:

 

Sto spulciando qua e là da questo cofanetto. Anche da un ascolto assai parziale, la prima cosa che salta all'orecchio, è la buona resa fonica delle registrazioni. Ero abituato al suono vetroso e ruvido della Melodiya, ma nelle versioni ivi presentate, anche se il suono non è perfetto, il miglioramento rispetto ad altri riversamenti è evidentissimo. Vedo che i remastering sono a cura del celeberrimo Abbey Road Studio, che in questo caso ha fatto un ottimo lavoro. L'ennesima riprova che i succosi cofanetti Scribendum, nonostante la veste spartana, esibiscono spesso una qualità audio da poco, soprattutto in registrazioni che, di primo acchito, non sembrano del tutto attendibili sotto questo aspetto.

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On 1/2/2021 at 16:52, Snorlax dice:

Sto spulciando qua e là da questo cofanetto. Anche da un ascolto assai parziale, la prima cosa che salta all'orecchio, è la buona resa fonica delle registrazioni. Ero abituato al suono vetroso e ruvido della Melodiya, ma nelle versioni ivi presentate, anche se il suono non è perfetto, il miglioramento rispetto ad altri riversamenti è evidentissimo. Vedo che i remastering sono a cura del celeberrimo Abbey Road Studio, che in questo caso ha fatto un ottimo lavoro. L'ennesima riprova che i succosi cofanetti Scribendum, nonostante la veste spartana, esibiscono spesso una qualità audio da poco, soprattutto in registrazioni che, di primo acchito, non sembrano del tutto attendibili sotto questo aspetto.

Beh, queste registrazioni sono decisamente buone! Con in più le copertine cartacee molto divertenti.

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On 26/1/2021 at 10:08, Ives dice:

Il vecchio Dorati a Detroit fece tanti bei dischi: Copland, Stravinsky, Dvorak, Szymanovski. E pure questo Strauss:

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Questo ce l'avevo: magnifico il Macbeth, il Zarathustra manca di intensità.

On 25/1/2021 at 20:47, Snorlax dice:

Il mio primo Sacre serio invece fu questo:

918oQuVyz-L._SL1500_.jpg

...a Detroit il vecchio Dorati ha lasciato una manciata di registrazioni stravinskiane che a me paiono riuscitissime, anche se non così considerate da certa critica: ho visto che si tende a ricordare le incisioni anni '50 per Mercury, che personalmente trovo un po' troppo al fulmicotone. Qui c'è maggior approfondimento, nonché maggior cura per la timbrica orchestrale. L'uccello di fuoco completo è la mia personale reference. Anche il primo digitale Decca è invecchiato molto bene.

Conosco questa edizione, in effetti è molto interessante e gode di ottima critica. Di Dorati-Stravinsky ho la 1a Sinfonia, però non la trovo entusiasmante a dirla tutta. Il pezzo è mediocre e il direttore fa capire di annoiarsi: si caratterizza da tempi lenti e suono smaltato, niente di più. Mehta, invece, è un direttore che mi esalta raramente, per cui in discoteca ho pochissimo: solo quattro incisioni (Ravel-Tzigane, Rochberg, Druckman e Kraft).

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2 ore fa, Madiel dice:

Questo ce l'avevo: magnifico il Macbeth, il Zarathustra manca di intensità.

Conosco questa edizione, in effetti è molto interessante e gode di ottima critica. Di Dorati-Stravinsky ho la 1a Sinfonia, però non la trovo entusiasmante a dirla tutta. Il pezzo è mediocre e il direttore fa capire di annoiarsi: si caratterizza da tempi lenti e suono smaltato, niente di più. Mehta, invece, è un direttore che mi esalta raramente, per cui in discoteca ho pochissimo: solo quattro incisioni (Ravel-Tzigane, Rochberg, Druckman e Kraft).

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Non so chi sia costui, ma io per fare pendant

Questo e altri pezzi del Ballo Excelsior di Romualdo Marenco, una "cosa" di cui conosco l'esistenza fin dalle medie, per via della citazione in un capitoletto del libro di storia.
L'ascolto non è avvenuto su youtube ma su spotify.
Protagonisti, il mitologico Silvano Frontalini con la fantomatica Orchestra Sinfonica di Olsztyn, che sembra migliore delle solite compagini di solito impiegate da questo globetrotter della bacchetta, così come di qualità superiore al solito è la registrazione. @Madiel

@giobar

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Non so chi sia costui, ma io per fare pendant

Questo e altri pezzi del Ballo Excelsior di Romualdo Marenco, una "cosa" di cui conosco l'esistenza fin dalle medie, per via della citazione in un capitoletto del libro di storia.
L'ascolto non è avvenuto su youtube ma su spotify.
Protagonisti, il mitologico Silvano Frontalini con la fantomatica Orchestra Sinfonica di Olsztyn, che sembra migliore delle solite compagini di solito impiegate da questo globetrotter della bacchetta, così come di qualità superiore al solito è la registrazione. @Madiel

@giobar

Che abbinamento terrificante! :D Intendiamoci, Excelsior non è affatto un pezzo "brutto", però con Gaslini, il padre del jazz sinfonico italiano del dopoguerra, ci sta come i cavoli a merenda :rofl: Gaslini, famoso anche per le sue colonne sonore, iniziò come compositore "serio" nei primi anni cinquanta, scrisse musica nel gusto delle avanguardie del tempo (anche elettronica), ma poi già alla fine di quel decennio prese una terza via stranissima che chiamava musica "totale". Un po' sulla scia dei coevi esperimenti dell'americano Schuller, tentò una fusione tra il jazz di quel periodo e l'avanguardia, in seguito si avvicinò anche ad altri generi. Criticatissimo (e disprezzato) in vita dagli accademici che ne dicevano peste e corna, i suoi esperimenti morirono con lui. Lo conosco poco nelle partiture "serie, sono per lo più eclettiche e tonaleggianti, con qualche caduta qua e là. Niente di terribile alla fine, per esempio negli USA certe commistioni sono piuttosto comuni ancora oggi. Conosceva a fondo il repertorio novecentesco ed è stato un lucido testimone del suo tempo. Come jazzista era celebre in tutto il mondo, aveva pubblicato decine di dischi venduti ovunque.

Non è musica che ti piace! :D  Questo è un classico esempio dell'"ambiguità" gasliniana

 

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