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BaBi_YAR

L'ultimo CD acquistato (musica classica)

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On 9/10/2019 at 18:04, il viandante del sud dice:

Mi sono spinto (un po' troppo) avanti, mi sa (infatti Ligeti non l'ho digerito bene, tranne il Concerto per cello), però adesso Schoenberg riesco a metabolizzarlo meglio (Holst e Weill mi sono sempre piaciuti in verità).

A proposito di Holst, quel cd diretto dalla figlia presenta il raro Capriccio per orchestra jazz, pezzo che ha una storia stramba: pare che l'originale non sia stato mai pubblicato e in circolazione ci sia solo una versione manomessa dalla figlia. Imogen Holst si difese con il pretesto che l'opera originale era troppo "eccentrica", come per sottintendere che era fatta male, lontana dallo stile del padre, che evidentemente si era "sbagliato" e, dunque, l'operina andava corretta con un arrangiamento per orchestra classica... :stitchface:

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1 ora fa, glenngould dice:

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il secondo è magnifico in tutti i sensi, invece il primo è piuttosto soporifero....

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On 14/10/2019 at 00:46, Madiel dice:

il secondo è magnifico in tutti i sensi, invece il primo è piuttosto soporifero....

Alla fine ho annullato l'ordine del primo, investirò i 10€ diversamente, ho bisogno di rimanere sveglio 😀

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6 ore fa, glenngould dice:

Alla fine ho annullato l'ordine del primo, investirò i 10€ diversamente, ho bisogno di rimanere sveglio 😀

Forse hai fatto bene. Il triplo cd è una mezza rarità, non si trova facilmente e a poco prezzo almeno sul mercato italiano, però se i pezzi poi non ti piacciono inutile spendere soldi per tenere in discoteca un confanetto che prende polvere. Raphael era un bravissimo contrappuntista, ma gli mancava senso della misura e la capacità di creare temi memorabili. Le sue sinfonie vanno avanti per sviluppi accademici quanto prolissi (specie nella 1a) Sinfonia, alla fine rimane la sensazione di rimanere con un pugno di mosche tanto è sottile la qualità della materia. Si era un po' liberato della pedanteria nelle sinfonie del dopoguerra, dove limita le dimensioni e risulta più incisivo, a volte c'è qualche sfumatura modernista con l'accentuarsi del cromatismo, ma ancora troppo poco per librarsi verso i cieli del talento. Se lo si confronta al coetaneo Hartmann, il maggiore sinfonista tedesco del XX secolo, proprio cadono i cosidetti per terra e vien da piangere per le notevoli capacità tecniche sprecate :stitchface:

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              VALERY  GERGIEV

                " Russian Heart "

 cofanetto della DECCA  con  registrazioni dal  1989 al 2002.

a detta di molti il periodo migliore di Gergiev.

il libretto allegato esaustivo e............ in italiano !!!!!!

un saluto

paolo

 

 

 

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On 14/10/2019 at 00:43, Madiel dice:

A proposito di Holst, quel cd diretto dalla figlia presenta il raro Capriccio per orchestra jazz, pezzo che ha una storia stramba: pare che l'originale non sia stato mai pubblicato e in circolazione ci sia solo una versione manomessa dalla figlia. Imogen Holst si difese con il pretesto che l'opera originale era troppo "eccentrica", come per sottintendere che era fatta male, lontana dallo stile del padre, che evidentemente si era "sbagliato" e, dunque, l'operina andava corretta con un arrangiamento per orchestra classica... :stitchface:

Eh, quando non sanno dove mettersi le mani...

Ad ogni modo, dall'ultima trasferta (preso il 18):

Risultati immagini per tartini newton classics

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Finalmente, a poco prezzo, ho colmato una grave lacuna interpretativa? Tuttavia, la DGG, che ora sta producendo boxini e boxoni di varia foggia, si deciderà a produrre cofanetto omnicomprensivo dedicato al grandissimo direttore siculo-veneziano? Ci sono cose che vorrei assolutamente recuperare al più presto...

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5 minuti fa, Snorlax dice:

Tuttavia, la DGG, che ora sta producendo boxini e boxoni di varia foggia, si deciderà a produrre cofanetto omnicomprensivo dedicato al grandissimo direttore siculo-veneziano? Ci sono cose che vorrei assolutamente recuperare al più presto...

Ma non l'ha già fatto con questi?

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2 minuti fa, Ives dice:

Ma non l'ha già fatto con questi?

51Wr-OB7GfL.jpg

No, questi boxini della serie "The Art of..." sono un un po' truffaldini, perché, come sempre, manca un bel po' di roba all'appello. E poi, a distanza di qualche anno, di solito vengono seguiti dai cofanetti "completi" che mandano repentinamente in pensione queste operazioni selettive. Di roba contenuta qui dentro ne ho già parecchia, io invece attendo con ansia una cosa dedicata ai completisti...

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2 ore fa, Snorlax dice:

No, questi boxini della serie "The Art of..." sono un un po' truffaldini, perché, come sempre, manca un bel po' di roba all'appello. E poi, a distanza di qualche anno, di solito vengono seguiti dai cofanetti "completi" che mandano repentinamente in pensione queste operazioni selettive. Di roba contenuta qui dentro ne ho già parecchia, io invece attendo con ansia una cosa dedicata ai completisti...

Ah ecco, capito. Sinopoli sempre seguito pochissimo nel sinfonico.

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Raccattati in una bancarella dell'usato a meno di due euro l'uno (e pure in ottime condizioni):

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MI0001051081.jpg?partner=allrovi.com

Devo dire che mi ritengo molto soddisfatto. Aspetto l'approvazione di @Wittelsbach e @Pinkerton...:rolleyes:;)

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Approvo. Peccato per l'erroraccio sul cover della Lucia, che menziona un inesistente Giovannoli, quando in realtà si tratta di Muzio Giovagnoli, tenore che canta lo sposino Arturo.

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Io invece...

der-ring-des-nibelungen-keilberth-bayreu

Ho dovuto recuperarlo dall'amazon tedesca, per giunta usato. L'arrivo e la sparizione successiva e continua delle edizioni storiche di Bayreuth hanno dell'incredibile: dei tre Ring completi di Knappertsbusch ormai si trova, tutto insieme, solo quello del '56, mentre '57 e '58 si rinvengono solo spezzettati.
Nella fattispecie, questo Archipel è evidentemente appetibile solo per i fanatici wagneriani, visto che il fascicolo contiene solo le tracce senza neanche specificare i personaggi coinvolti in ogni singolo brano.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Approvo. Peccato per l'erroraccio sul cover della Lucia, che menziona un inesistente Giovannoli, quando in realtà si tratta di Muzio Giovagnoli, tenore che canta lo sposino Arturo.

Con le edizioni storiche, spesso recuperate da case discografiche così-così, si incorre spesso in questi svarioni. A tal proposito, oggi mi sono fatto gabbare: infatti ho pure intravisto Un ballo in maschera in cui si millantava la direzione di Marinuzzi, con le voci di Masini, Caniglia e Tagliabue (insomma lo stesso cast de La Forza verdiana) e non ho saputo resistere. In realtà tale incisione è una pura invenzione di fantasia, poiché al suo interno ci si ritrova con questa roba:

51yXMzIEm4L.jpg

...per carità, non è poi così malaccio, ma come si fa a spacciare così sfacciatamente una cosa per un'altra, confidando nel pollo (io, in tal caso) di turno? :huh::angry:

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Io invece...

der-ring-des-nibelungen-keilberth-bayreu

Ho dovuto recuperarlo dall'amazon tedesca, per giunta usato. L'arrivo e la sparizione successiva e continua delle edizioni storiche di Bayreuth hanno dell'incredibile: dei tre Ring completi di Knappertsbusch ormai si trova, tutto insieme, solo quello del '56, mentre '57 e '58 si rinvengono solo spezzettati.
Nella fattispecie, questo Archipel è evidentemente appetibile solo per i fanatici wagneriani, visto che il fascicolo contiene solo le tracce senza neanche specificare i personaggi coinvolti in ogni singolo brano.

Io infatti è da un pezzo che vado cercando il Ring di Kna del '58 che a detta di alcuni esperti sarebbe una delle summae - con tutti i pro et contra - interpretative del grandissimo direttore tedesco. Purtroppo posseggo solo le annate precedenti - quella del '56 la trovo assai più riuscita rispetto a quella dell'anno successivo - dato che quello del '58 si trova solo spezzettato o, se integrale, ad un prezzo a dir poco proibitivo...

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3 ore fa, Snorlax dice:

Con le edizioni storiche, spesso recuperate da case discografiche così-così, si incorre spesso in questi svarioni. A tal proposito, oggi mi sono fatto gabbare: infatti ho pure intravisto Un ballo in maschera in cui si millantava la direzione di Marinuzzi, con le voci di Masini, Caniglia e Tagliabue (insomma lo stesso cast de La Forza verdiana) e non ho saputo resistere. In realtà tale incisione è una pura invenzione di fantasia, poiché al suo interno ci si ritrova con questa roba:

51yXMzIEm4L.jpg

...per carità, non è poi così malaccio, ma come si fa a spacciare così sfacciatamente una cosa per un'altra, confidando nel pollo (io, in tal caso) di turno? :huh::angry:

L’hai preso? Ne avevo sentito parlare di questa storia... Ma cosa ti ha spinto a documentarti e a farti ipotizzare la gabola? Certo che prendere Peerce e il suo itangliano per la dizione toscanissima di Masini... Mi domando come possa essere saltato in mente ai diffusori di questa leggenda.

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3 ore fa, Snorlax dice:

Io infatti è da un pezzo che vado cercando il Ring di Kna del '58 che a detta di alcuni esperti sarebbe una delle summae - con tutti i pro et contra - interpretative del grandissimo direttore tedesco. Purtroppo posseggo solo le annate precedenti - quella del '56 la trovo assai più riuscita rispetto a quella dell'anno successivo - dato che quello del '58 si trova solo spezzettato o, se integrale, ad un prezzo a dir poco proibitivo...

Il ‘58 sulla carta è interessante per un cast in parte nuovo: Vickers e Rysanek alle prese con gli amanti gemelli per la prima volta, il Fasolt di Theo Adam (un unicum), il primo Mime di Stolze, il Loge di Uhl (nuovo ma forse non irresistibile, l’ho sentito dieci anni dopo con Swarowski e non diceva nulla, com’è la regola con questo tenore fin troppo ambizioso), il Gunther di Otto Wiener, la Fricka della Gorr (sulla carta adattissima per fare finalmente una dea meno dimessa del solito, visto il focoso temperamento), la somma Grümmer come Gutrune, la Waltraute della Madeira e soprattutto Alberich, strappato a Neidlinger per finire nelle mani dello sconosciuto danese Frans Andersson, che vorrei tanto capire come se la cava. E non contiamo intriganti camei come la Freia della medesima Grümmer e il Froh di Konya, che nello stesso Festival era Lohengrin con il tuo amato Cluytens in una recita celeberrima!

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12 ore fa, Wittelsbach dice:

Il ‘58 sulla carta è interessante per un cast in parte nuovo: Vickers e Rysanek alle prese con gli amanti gemelli per la prima volta, il Fasolt di Theo Adam (un unicum), il primo Mime di Stolze, il Loge di Uhl (nuovo ma forse non irresistibile, l’ho sentito dieci anni dopo con Swarowski e non diceva nulla, com’è la regola con questo tenore fin troppo ambizioso), il Gunther di Otto Wiener, la Fricka della Gorr (sulla carta adattissima per fare finalmente una dea meno dimessa del solito, visto il focoso temperamento), la somma Grümmer come Gutrune, la Waltraute della Madeira e soprattutto Alberich, strappato a Neidlinger per finire nelle mani dello sconosciuto danese Frans Andersson, che vorrei tanto capire come se la cava. E non contiamo intriganti camei come la Freia della medesima Grümmer e il Froh di Konya, che nello stesso Festival era Lohengrin con il tuo amato Cluytens in una recita celeberrima!

Infatti, oltre al cast vocale assai interessante e alla direzione di Kna, anche la resa fonica non sembra affatto malaccio. Eppure è il ciclo che, dal punto di vista discografico, ha patito molto di più rispetto agli altri due...

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