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Ciaccona

Callas o Tebaldi?

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Quello che vi propongo è un sondaggio su una delle rivalità più storiche della lirica. Spero siano in tanti ad esprimersi. Io, senza esitazione, dico Maria Callas: il suo timbro era aspro e l’emissione disomogenea ma possedeva una tecnica a dir poco perfetta, che le permetteva di spaziare da ruoli di soprano drammatico a ruoli di coloratura senza sforzo… E voi cosa ne pensate?

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Guest tom207
Quello che vi propongo è un sondaggio su una delle rivalità più storiche della lirica. Spero siano in tanti ad esprimersi. Io, senza esitazione, dico Maria Callas: il suo timbro era aspro e l’emissione disomogenea ma possedeva una tecnica a dir poco perfetta, che le permetteva di spaziare da ruoli di soprano drammatico a ruoli di coloratura senza sforzo… E voi cosa ne pensate?

Senz'altro anch'io Maria. Sulla tecnica bisogna intendersi; non è che avesse realmente una tecnica superlativa; in gioventù intubava spesso i suoni, e li ingolava quando scendeva (vedi la famosa Gioconda del 50, se non erro), e i sovracuti erano eccessivamente schiariti, il che portò, ancora in giovane età, ad una perdita degli stessi (nel 56 già non riusciva più ad emettere il mib, che un paio d'anni prima faceva con incredibile facilità) e quindi ad un "ballamento" generale della voce. Aveva un talento naturale come raramente possono essercene: possedere in un medesimo strumento vocale la tempra e la potenza di un lirico-drammatico e l'agilità e l'estensione di un coloratura, non è cosa di tutti i giorni. Ma ciò che era unico e inimitabile nella Callas era l'intelligenza! Intelligenza umana e musicale. Era una musicista come poche ce ne sono state, una professionista di rara serietà e preparazione.

Il confronto con la Tebaldi è destinato col tempo a sgretolarsi. Questa fu una cantante importante in quel momento storico perché inaugurò la stagione delle "belle voci", che si sarebbe perpetuato poi con la Scotto, la Stella, la Caballé, la Ricciarelli, però ascoltando una Tosca con l'una e l'altra (o, peggio, vedendo!), ci si accorge di quanto "vuoto" ci sia "dietro" alla voce della Tebaldi, con tutta l'ammirazione che è giusto tributarle, e quante arte ci sia "davanti" alla Callas.

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Senz'altro anch'io Maria. Sulla tecnica bisogna intendersi; non è che avesse realmente una tecnica superlativa; in gioventù intubava spesso i suoni, e li ingolava quando scendeva (vedi la famosa Gioconda del 50, se non erro), e i sovracuti erano eccessivamente schiariti, il che portò, ancora in giovane età, ad una perdita degli stessi (nel 56 già non riusciva più ad emettere il mib, che un paio d'anni prima faceva con incredibile facilità) e quindi ad un "ballamento" generale della voce. Aveva un talento naturale come raramente possono essercene: possedere in un medesimo strumento vocale la tempra e la potenza di un lirico-drammatico e l'agilità e l'estensione di un coloratura, non è cosa di tutti i giorni. Ma ciò che era unico e inimitabile nella Callas era l'intelligenza! Intelligenza umana e musicale. Era una musicista come poche ce ne sono state, una professionista di rara serietà e preparazione.

Il confronto con la Tebaldi è destinato col tempo a sgretolarsi. Questa fu una cantante importante in quel momento storico perché inaugurò la stagione delle "belle voci", che si sarebbe perpetuato poi con la Scotto, la Stella, la Caballé, la Ricciarelli, però ascoltando una Tosca con l'una e l'altra (o, peggio, vedendo!), ci si accorge di quanto "vuoto" ci sia "dietro" alla voce della Tebaldi, con tutta l'ammirazione che è giusto tributarle, e quante arte ci sia "davanti" alla Callas.

Sì, hai perfettamente ragione. Ormai è anacronistico parlare di rivalità tra le due. E infatti devo ammettere che questo sondaggio è, più che altro, un pretesto per rendere omaggio al mio mito adolescenziale, appunto Maria Callas. Come hai detto tu, la sua forza risiedeva soprattutto nella sua eletrizzante presenza scenica e nel suo carisma. Lei, come una dea greca, era capace di catturare e stregare lo spettatore. L’arte ce l’aveva nel sangue… Per quanto riguarda la tecnica, non mi riferivo a quella dell’emissione che, appunto, poteva lasciare a desiderare, ma alla tecnica interpretativa. Ci sono brani (ovviamente belcantistici) in cui la Divina sfoggia scale discendenti ed arpeggi “acrobatici” senza la minima stonatura. Hai mai sentito il suo “Marten aller Arten” (naturalmente in versione italiana) del “Ratto dal Serraglio”? Io ho la registrazione fatta al Teatro del Casinò di Sanremo: è perfetta, a parte un’unica impercettibile indecisione, (all’incirca a metà aria). Il brano è compreso nell’album “Maria Callas, Rarities”, lo conosci? Ci sono alcune perle degne di nota in questa raccolta. Anche il “Tranquillo ei posa” della “Lucrezia Borgia” merita attenzione, nonostante sia stato inciso intorno al ’60, quando la voce di Maria era ormai al tramonto. Eppure l’arpeggio finale sulle parole “non ti desti che al piacer” è davvero perfetto e rende bene l’idea. Spero che tu lo abbia sentito così potrai darmi il tuo parere. Comunque alla fine siamo tutti d’accordo: Maria è ineguagliabile, no?!!!

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Lei.. la Divina .. l'unica..

Io di tecniche non ci capisco nulla.. ma quando ascolto l'una o l'altra.. chi mi trasmette più emozioni è indubbiamente lei.

Quanto avrei voluto conoscerla di persona!!

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Lei.. la Divina .. l'unica..

Io di tecniche non ci capisco nulla.. ma quando ascolto l'una o l'altra.. chi mi trasmette più emozioni è indubbiamente lei.

Quanto avrei voluto conoscerla di persona!!

A chi lo dici! Solo che nel mio caso è impossibile perchè sono nata cinque anni dopo la sua morte... :(

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Guest tom207
Sì, hai perfettamente ragione. Ormai è anacronistico parlare di rivalità tra le due. E infatti devo ammettere che questo sondaggio è, più che altro, un pretesto per rendere omaggio al mio mito adolescenziale, appunto Maria Callas. Come hai detto tu, la sua forza risiedeva soprattutto nella sua eletrizzante presenza scenica e nel suo carisma. Lei, come una dea greca, era capace di catturare e stregare lo spettatore. L’arte ce l’aveva nel sangue… Per quanto riguarda la tecnica, non mi riferivo a quella dell’emissione che, appunto, poteva lasciare a desiderare, ma alla tecnica interpretativa. Ci sono brani (ovviamente belcantistici) in cui la Divina sfoggia scale discendenti ed arpeggi “acrobatici” senza la minima stonatura. Hai mai sentito il suo “Marten aller Arten” (naturalmente in versione italiana) del “Ratto dal Serraglio”? Io ho la registrazione fatta al Teatro del Casinò di Sanremo: è perfetta, a parte un’unica impercettibile indecisione, (all’incirca a metà aria). Il brano è compreso nell’album “Maria Callas, Rarities”, lo conosci? Ci sono alcune perle degne di nota in questa raccolta. Anche il “Tranquillo ei posa” della “Lucrezia Borgia” merita attenzione, nonostante sia stato inciso intorno al ’60, quando la voce di Maria era ormai al tramonto. Eppure l’arpeggio finale sulle parole “non ti desti che al piacer” è davvero perfetto e rende bene l’idea. Spero che tu lo abbia sentito così potrai darmi il tuo parere. Comunque alla fine siamo tutti d’accordo: Maria è ineguagliabile, no?!!!

Si, conosco molto bene l'aria del Ratto, mentre non ricordo quella della Lucrezia Borgia, lo cercherò! Un'aria sicuramente di grande effetto ed impeccabile esecuzione è l'aria delle campanelle, che incise ancor giovane, quindi con pulizia e agilità impeccabili. Poi, per un saggio della grande estensione anche centrale, c'è il "bolero" dai Vespri siciliani, dove scende fino al fa basso. Posseggo anche le famose variazioni di Proch, ma sono pochissimo ascoltabili, però si sentono cose da brividi!

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Io come piùomeno ho come unico metro la mia sensibilità.

E proprio sulla citata Tosca vidi un confronto tra le due cantanti in una trasmissione televisiva...

Oh Tom, la Callas mi fece 'sentire' il dolore e piansi quando lei disperata cantava-recitava 'Vissi d'arte' (e così ogni volta che la riascolto )...non così la Tebaldi, proprio come dici tu.

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Guest tom207
Io come piùomeno ho come unico metro la mia sensibilità.

E proprio sulla citata Tosca vidi un confronto tra le due cantanti in una trasmissione televisiva...

Oh Tom, la Callas mi fece 'sentire' il dolore e piansi quando lei disperata cantava-recitava 'Vissi d'arte' (e così ogni volta che la riascolto )...non così la Tebaldi, proprio come dici tu.

Eh, penso che la differenza tra un grandissimo cantante e un fuori classe sta proprio lì; la Tebaldi vocalmente affascinante, brava scenicamente, ma non ti puoi scordare che è la Tebaldi, perché lei sta lì a ricordarlo, è la cantante che canta e recita sempre, anche fuori della scena; la Callas in scena è Floria Tosca, e bisogna stare attenti che non si faccia male quando si getta da Castel Sant'Angelo alla fine dell'opera, ti emoziona, ti commuove, ti fa anche arrabbiare quando fa la perfida, ecc. ecc. "dopodiché" ridiventa la Callas.

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Eh, penso che la differenza tra un grandissimo cantante e un fuori classe sta proprio lì; la Tebaldi vocalmente affascinante, brava scenicamente, ma non ti puoi scordare che è la Tebaldi, perché lei sta lì a ricordarlo, è la cantante che canta e recita sempre, anche fuori della scena; la Callas in scena è Floria Tosca, e bisogna stare attenti che non si faccia male quando si getta da Castel Sant'Angelo alla fine dell'opera, ti emoziona, ti commuove, ti fa anche arrabbiare quando fa la perfida, ecc. ecc. "dopodiché" ridiventa la Callas.

in poche parole la Callas era più "attrice". Mi pare però che questo discorso alla fine vada solo per le registrazioni televisive (che sono poche poche). Del magistero teatrale della Callas oramai non rimane che il solo ricordo.... ci tocca riferirci principalmente alle incisioni!

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Guest tom207
in poche parole la Callas era più "attrice". Mi pare però che questo discorso alla fine vada solo per le registrazioni televisive (che sono poche poche). Del magistero teatrale della Callas oramai non rimane che il solo ricordo.... ci tocca riferirci principalmente alle incisioni!

Sicuramente vedere e sentire sarebbe il miglior tributo alla Callas, proprio perché impareggiabile artista in scena, però non è che solo sentendola il mito crolli! la Callas non aveva la bellezza angelicata nel timbro della Tebaldi e delle altre cantanti sopra menzionate, però aveva una gamma di colori, di sfumature e una capacità di vocalizzazione unica nel settore dei lirico - drammatici del 900. Se infatti C. e T. potevano essere rivali in Tosca, Manon Lescaut o Forza del destino, la Tebaldi si avvicinava con terrore alla Traviata, e manco sapeva dove stessero di casa la Fiorilla del Turco in Italia, l'Elena dei Vespri Siciliani, Norma, Anna Bolena, Maria Stuarda, e uno stuolo di ruoli da soprano di coloratura, tipo l'Elvira dei Puritani, ma non si avvicinò neppure ai grandi ruoli realmente drammatici, come Turandot o la Kundry del Parsifal, che la Callas invece affrontò con successo. Direi che l'unico ruolo dove la Tebaldi fu sovrana e a cui la Callas non si avvicinò è l'Otello (Desdemona) di Verdi.

Quello del rapporto video/voce è un problema che riguarda uno stuolo di artisti che fu grande in scena, ma che il disco non premia. Cito ad es.: Tito Gobbi, baritono celebre per ruoli come Scarpia e Figaro, che in disco risulta quasi sempre vocalmente al limite dell'ascoltabile, per gli acuti schiacciati e fissi, oppure Nicola Rossi Lemeni, un vero mito in scena in ruoli come Mosè, Boris Godunov e Filippo II, e che in disco è sempre di intonazione precaria e di timbro incerto.

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in poche parole la Callas era più "attrice". Mi pare però che questo discorso alla fine vada solo per le registrazioni televisive (che sono poche poche). Del magistero teatrale della Callas oramai non rimane che il solo ricordo.... ci tocca riferirci principalmente alle incisioni!

Ma sappiamo tutti che le mettevano un bel po' di segni sul palcoscenico e che quando faceva sonnambula le mettevano un bel fazzoletto con suo profumo dove doveva arrivare alla fine della trave... era praticamente cieca..

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Caro Tom, a proposito della versatilità della Callas, sempre da profana ti chiedo di spiegarmi una mia sensazione forte.

Ascoltando una raccolta di arie celebri da lei cantate, mi ha colpito...la variazione della voce...insomma io rimango stordita sentendo 'oh mio babbino caro'....sembra che sia davvero una fanciulla :rolleyes: a cantarla...e la traviata al finale... una malata, con un filo di voce e di vana speranza...

Sembrano donne diverse, di età diverse...voci diverse...

( le incisioni sono tutte dello stesso periodo )

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Guest tom207
Caro Tom, a proposito della versatilità della Callas, sempre da profana ti chiedo di spiegarmi una mia sensazione forte.

Ascoltando una raccolta di arie celebri da lei cantate, mi ha colpito...la variazione della voce...insomma io rimango stordita sentendo 'oh mio babbino caro'....sembra che sia davvero una fanciulla :rolleyes: a cantarla...e la traviata al finale... una malata, con un filo di voce e di vana speranza...

Sembrano donne diverse, di età diverse...voci diverse...

( le incisioni sono tutte dello stesso periodo )

Esatto, Isabella! la Callas è stata una delle pochissime cantanti che modificava anche profondamente le caratteristiche timbriche, coloristiche e di peso/volume per adattarle ai ruoli interpretati. Il caso più eclatante di una simile versatilità è stata data da Beniamino Gigli, come ho scritto da qualche parte in questo forum proprio pochi giorni fa. Egli cantava l'Ostias del Requiem con un fil di voce, oppure l'aria "mi par d'udire ancora", che sembra Kraus, Tagliavini, Schipa, cioè un tenore leggerissimo, e poi cantava Andrea Chenier o Pagliacci ecc. da vero tenore eroico o drammatico (anche Schipa aveva la capacità di utilizzare molte varietà di registri, però le caratteristiche vocali non gli consentivano di uscire dal repertorio lirico e leggero). Questo implica capacità tecniche e talento non comune, ma anche una grande intelligenza, perché bisogna rischiare, avere coraggio, per imboccare questa strada, che può portare a risultati storici, ma anche tradirti e portarti alla rovina.

Per quanto riguarda la Callas, il caso che proprio mi fece rimanere a bocca aperta fu la Fiorilla del Turco in Italia, dove sembra una bambina. Se l'accosti alla sua Gioconda, specie la prima incisione del 52, sembrano due persone diverse! :rolleyes:

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Sono entrambe cantanti eccellenti ciascuna nel proprio genere. Sulla Tebaldi non posso pronunciarmi più di tanto perché l'ho sentita una volta o due, e la conosco molto meno della Callas. La Callas ha voce meno pura e adamantina della Tebaldi, ma ha una intensità espressiva invidiabile...solo che a volte, trascinata dalla sua abilità di attrice tragica, drammatizza in maniera un po' pesante personaggi anche come Cio cio san o Lucia che invece io preferisco interpretate da cantanti che ne esaltino il lato più introspettivo (ad esempio la Scotto e la Sills). Della Callas mi piacciono moltissimo la Tosca, la Norma, la Turandot (anche se si abbandona un po' troppo, anche qui, al suo impeto drammatico) e Santuzza. Non ho ascoltato altro (oltre alle già citate butterfly e lucia di lammermoor). E' una grande voce, senza dubbio, una delle più orginali da me mai sentite, una delle pochissime che riesco a distinguere anche al primo ascolto...anch'io ne ammiro la grande versatilità, e almeno l'audacia di farsi un repertorio così vasto che comprende tra l'altro la Regina della Notte, Rosina, Tosca e Isotta...sa calarsi alla perfezione in ciascun personaggio (ovviamente interpretato secondo il suo gusto e punto di vista), è straordinariamente realistica, quasi psicologa.

mi spiace solo non averla mai vista in teatro; mi piacerebbe procurarmi delle videocassette o dvd...secondo voi ce ne sono in commercio?

sulla Tebaldi dirò qualcosa tra un paio di mesi; mi sono ripromessa di fare rifornimento di sue incisioni per un utile confronto ;-)

Vi ricordo che non sono una cantante e quindi queste opinioni, da "profana", possono essere un po' azzardate...

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Guest tom207
Sono entrambe cantanti eccellenti ciascuna nel proprio genere. Sulla Tebaldi non posso pronunciarmi più di tanto perché l'ho sentita una volta o due, e la conosco molto meno della Callas. La Callas ha voce meno pura e adamantina della Tebaldi, ma ha una intensità espressiva invidiabile...solo che a volte, trascinata dalla sua abilità di attrice tragica, drammatizza in maniera un po' pesante personaggi anche come Cio cio san o Lucia che invece io preferisco interpretate da cantanti che ne esaltino il lato più introspettivo (ad esempio la Scotto e la Sills). Della Callas mi piacciono moltissimo la Tosca, la Norma, la Turandot (anche se si abbandona un po' troppo, anche qui, al suo impeto drammatico) e Santuzza. Non ho ascoltato altro (oltre alle già citate butterfly e lucia di lammermoor). E' una grande voce, senza dubbio, una delle più orginali da me mai sentite, una delle pochissime che riesco a distinguere anche al primo ascolto...anch'io ne ammiro la grande versatilità, e almeno l'audacia di farsi un repertorio così vasto che comprende tra l'altro la Regina della Notte, Rosina, Tosca e Isotta...sa calarsi alla perfezione in ciascun personaggio (ovviamente interpretato secondo il suo gusto e punto di vista), è straordinariamente realistica, quasi psicologa.

mi spiace solo non averla mai vista in teatro; mi piacerebbe procurarmi delle videocassette o dvd...secondo voi ce ne sono in commercio?

sulla Tebaldi dirò qualcosa tra un paio di mesi; mi sono ripromessa di fare rifornimento di sue incisioni per un utile confronto ;-)

Vi ricordo che non sono una cantante e quindi queste opinioni, da "profana", possono essere un po' azzardate...

Ciao, Giada!

Indubbiamente c'è del vero in quel che tu dici. La vera natura della Callas era quella di soprano drammatico d'agilità di matrice romantica. Credo che quasi tutti gli storici della musica e della voce, in particolare, ammettano che la Callas abbia ripristinato in modo credibilissimo i fasti della Malibran e della Pasta, cioè le cantanti che rivoluzionarono il primo periodo romantico italiano spostando la vocalità da quella rossiniana imperniata sui contralti (spesso en travesti), a quella delle eroine femminili, facendo parallelamente emergere la figura del tenore. Non per nulla i personaggi legati indissolubilmente a lei sono stati appunto quelli Belliniani (Norma, in primis), Donizettiani (Anna Bolena, Poliuto, Lucia - che io invece trovo molto credibile), del primo Verdi (Abigaille e Lady Macbeth), ma anche Rossiniani (Armida). La sua intelligenza, versatilità, musicalità e capacità sceniche, l'hanno resa anche importante cantante tardo romantica e verista, come hai già ben esemplificato, ma ad essere pignoli effettivamente dobbiamo ammettere che non era proprio il suo terreno elettivo, così come Giacomo Lauri Volpi, che era vero tenore contraltino romantico, ma si gettò con impeto anche in tutto il repertorio verdiano e verista, convincendo per le doti artistiche, ma risultando un po "eccezione" laddove timbro, colore e declamazione richiedevano altre sfumature. La Callas, al contrario di Lauri Volpi, aveva tutti i colori e le capacità declamatorie che voleva; l'unica dote di cui soffriva forse un po' la carenza, era la capacità di seduzione femminile, che le voci che hai citato sicuramente sapevano offrire con molto maggior agio.

ps: a me personalmente la sua Rosina del Barbiere piace poco; la regina della notte è una leggenda metropolitana, non mi risulta abbia mai interpretato nemmeno l'aria. Video sì, ne esistono diversi, sia di concerti che di documentari su di lei.

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Non l'ho specificato, ma la sua Rosina non l'ho mai ascoltata (e neppure la Regina della notte); la ammiro solamente per essersi "gettata" in queste due interpretazioni così estranee al suo repertorio più drammatico, non penso che siano molte le cantanti cimentatesi in una tale vastità di ruoli! Addirittura Rosina è un contralto, quindi in questo caso potrebbe essere stato il timbro della Callas a lasciarti perplesso; e non escludo che possa avere apportato varianti melodiche alla parte per adeguarla alla sua tessitura vocale acuta...ho sentito dire che alcuni cantanti lo fanno.

:-)

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Non l'ho specificato, ma la sua Rosina non l'ho mai ascoltata (e neppure la Regina della notte); la ammiro solamente per essersi "gettata" in queste due interpretazioni così estranee al suo repertorio più drammatico, non penso che siano molte le cantanti cimentatesi in una tale vastità di ruoli! Addirittura Rosina è un contralto, quindi in questo caso potrebbe essere stato il timbro della Callas a lasciarti perplesso; e non escludo che possa avere apportato varianti melodiche alla parte per adeguarla alla sua tessitura vocale acuta...ho sentito dire che alcuni cantanti lo fanno.

:-)

Rosina si fa anche col soprano... vedi la Serra che l'ha cantato più volte... allora si invertono le parti di Berta e Rosina nei concertati...

Neanche a me piace la Callas che fa Rossini... né Rosina né "nacqui all'affanno e al pianto"...

Il top per Rossini per me è la Bartoli :)

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Anche a me piace molto la Bartoli! Comunque, sempre parlando da profana, mi sembra sempre un po' una forzatura per un cantante cimentarsi in ruoli poco adeguati alla loro tessitura vocale... apprezzo, come ho già detto, il tentativo della Callas di interpretare parti da soprano leggero, lirico o drammatico, ma spingersi addirittura fino al contralto mi pare un po' "contro natura"...che ne dici? Come ho già detto, non conosco la Rosina della Callas (la migliore Rosina per me è la Berganza) ma ho sentito diverse Carmen (e altre parti di mezzosoprano) interpretate da soprani anche leggeri, che magari oltre a faticare tantissimo per arrivare alle note più basse, non riescono neppure a rendere il personaggio, a conferirgli uno spessore umano e psicologico. La scelta del registro di un personaggio non è sicuramente casuale per il compositore, (specie in un maestro della caratterizzazione come Rossini) o almeno per me non lo sarebbe se fossi compositrice. Perché, dunque, non si lascia ai contralti quel che è dei contralti, dal momento che ci sono così tanti ruoli sopranili nel panorama operistico?

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Guest tom207
Anche a me piace molto la Bartoli! Comunque, sempre parlando da profana, mi sembra sempre un po' una forzatura per un cantante cimentarsi in ruoli poco adeguati alla loro tessitura vocale... apprezzo, come ho già detto, il tentativo della Callas di interpretare parti da soprano leggero, lirico o drammatico, ma spingersi addirittura fino al contralto mi pare un po' "contro natura"...che ne dici? Come ho già detto, non conosco la Rosina della Callas (la migliore Rosina per me è la Berganza) ma ho sentito diverse Carmen (e altre parti di mezzosoprano) interpretate da soprani anche leggeri, che magari oltre a faticare tantissimo per arrivare alle note più basse, non riescono neppure a rendere il personaggio, a conferirgli uno spessore umano e psicologico. La scelta del registro di un personaggio non è sicuramente casuale per il compositore, (specie in un maestro della caratterizzazione come Rossini) o almeno per me non lo sarebbe se fossi compositrice. Perché, dunque, non si lascia ai contralti quel che è dei contralti, dal momento che ci sono così tanti ruoli sopranili nel panorama operistico?

Sono perfettamente in sintonia con te: Rossini-Berganza. Il ruolo di Rosina non è da autentico contralto, dal punto di vista della tessitura, è più un soprano centrale, o mezzosoprano, ed è abbasta semplice trasportare qualche scala in ottava per renderla agevole, tant'è che l'hanno cantata non solo i coloratura tipo la Serra, come diceva Fidalma, o la Toti, ma anche dei lirici con agilità, come la Battle o la de Los Angeles. La Callas faceva un po' una commistione tra le versioni da soprano coloratura e quelle da contralto. Ma il fatto che a me non convince è la sua credibilità; non riesce proprio a sembrare una ragazza astuta ma ingenua; insomma non ha replicato il grande successo della Fiorilla nel Turco in Italia, molto più a lei congeniale e pietra miliare nella discografia. (condivido anch'io le riserve sul "nacqui all'affanno..." di Fidalma). Comunque devo dire che anche la sua Carmen non mi ha mai convinto molto, per mancanza di quel fascino un po' perverso che in lei proprio non c'era... non è questione di voce, è proprio il carattere che secondo me le faceva da ostacolo!

Ah, ribadisco, la Callas la regina della notte non mi consta l'abbia mai fatta!

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E' vero, la Carmen della Callas non è convincente neppure per me...anche lei è resa troppo enfaticamente tragica, non servono a nulla tutti quegli struggimenti per rendere la leggerezza e la malignità del personaggio. Mi è piaciuta molto di più la Carmen della Ewing; le altre che ho ascoltato (non molte) non mi hanno entusiasmata. Sai consigliarmi una incisione valida?

Ma visto che stiamo divagando, torniamo a parlare della Callas...eppure a me sembra di aver visto in un negozio di dischi una registrazione del flauto magico con la callas nella parte della regina della notte...mah avrò avuto un'allucinazione! Una curiosità: visto che mi sembri esperto (o esperta?) volevo sapere se la Callas ha mai interpretato produzione non operistica, tipo oratori, lieder, cantate...anche se mi sembra improbabile per una come Maria che contava molto sulla presenza scenica...

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Guest tom207
E' vero, la Carmen della Callas non è convincente neppure per me...anche lei è resa troppo enfaticamente tragica, non servono a nulla tutti quegli struggimenti per rendere la leggerezza e la malignità del personaggio. Mi è piaciuta molto di più la Carmen della Ewing; le altre che ho ascoltato (non molte) non mi hanno entusiasmata. Sai consigliarmi una incisione valida?

Ma visto che stiamo divagando, torniamo a parlare della Callas...eppure a me sembra di aver visto in un negozio di dischi una registrazione del flauto magico con la callas nella parte della regina della notte...mah avrò avuto un'allucinazione! Una curiosità: visto che mi sembri esperto (o esperta?) volevo sapere se la Callas ha mai interpretato produzione non operistica, tipo oratori, lieder, cantate...anche se mi sembra improbabile per una come Maria che contava molto sulla presenza scenica...

Masculo sogno!!! :rolleyes::lol::)

Incisione valida di Carmen? RCA: Karajan, L. Price, F. Corelli, M. Freni, R. Merrill.

Non mi risulta che la Callas abbia lasciato incisioni di musiche vocali non operistiche, il che è un peccato. Non mi pare abbia nemmeno realizzato il requiem di Verdi!

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Ah sì, ne avevo sentito parlare bene ma non volevo arrischiarmi a procurarmela senza una conferma... invece per conoscere meglio la tebaldi cosa mi consigli? io non ho nulla di suo, solo delle arie...

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Guest tom207
Ah sì, ne avevo sentito parlare bene ma non volevo arrischiarmi a procurarmela senza una conferma... invece per conoscere meglio la tebaldi cosa mi consigli? io non ho nulla di suo, solo delle arie...

Per quanto riguarda la Tabaldi, le opere che ha inciso (decca) sono grossomodo tutte notevoli, comunque:

Otello (dir. Karajan)

La forza del destino

Adriana Lecouvreur (dir. Capuana)

Don Carlos (Solti)

Aida (Karajan)

Manon Lescaut (M. Pradelli)

Tosca (ne esistono 2 versioni, una del 52 con Campora e una del 59 con del Monaco)

Wally di Catalani

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