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Iniziare a studiare da adulti


Kreutzer
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....come credi...io so il fatto mio..posso provarlo e sono tranquillo e sereno...tra poco sentirete/vedrete la ballata..la faccia è sempre la mia..e ci saranno anche degli errori purtroppo..credevo che fosse una conversazione costruttiva...ho di fronte un muro!! Grazie per avermi detto prima di avere messo in linea un video di qualcun'altro e poi per avermi definiti "spettacolo da baraccone". Insisto..incontriamoci (vieni col bodyguard!!)..poi però ci rimani male...

Ciao Ivo.

Devo intervenire, per dirTi che non hai di fronte un muro. Non condivido in nulla l'atteggiamento di Ligei@, vista l'alterigia con la quale dichiara di non voler perdere tempo a sentire le tue registrazioni, salvo poi dire che le ascolterà come se fosse una sua graziosa concessione. E scrivo queste cose sapendo benissimo che mi leggerà, quindi cara Ligei@, queste critiche sono dirette anche a Te.

A GorgeousIvo voglio esprimere solidarietà per l'impegno e la dedizione, nelle quali mi riconosco perchè anche io sono un "vecchione alla tastiera", avendo trentasei anni ed essendo costretto a studiare di notte su un digitale (orrore, orrore! I puristi insorgeranno) per risicare tre ore al giorno.

Non ho ancora sentito le tue registrazioni, ma solo perchè sono in vacanza con una scheda cellulare per navigare in internet e la musica "pesa"... però le ascolterò e ti farò i meritati complimenti nella discussione apposita. Per ora ho letto i commenti positivissimi di tutti gli altri e comunque, a prescindere da questo, mi pare che accusarti di un bluff sia grave e sbagliato.

Anche io mi misuro con brani impegnativi (di Chopin sto studiando la terza ballata e lo studio op. 10 n. 5), probabilmente con risultati meno lusinghieri dei tuoi.

Avanti così, e viva i matusalemme dello studio del pianoforte!!!

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Ciao Ivo.

Devo intervenire, per dirTi che non hai di fronte un muro. Non condivido in nulla l'atteggiamento di Ligei@, vista l'alterigia con la quale dichiara di non voler perdere tempo a sentire le tue registrazioni, salvo poi dire che le ascolterà come se fosse una sua graziosa concessione. E scrivo queste cose sapendo benissimo che mi leggerà, quindi cara Ligei@, queste critiche sono dirette anche a Te.

A GorgeousIvo voglio esprimere solidarietà per l'impegno e la dedizione, nelle quali mi riconosco perchè anche io sono un "vecchione alla tastiera", avendo trentasei anni ed essendo costretto a studiare di notte su un digitale (orrore, orrore! I puristi insorgeranno) per risicare tre ore al giorno.

Non ho ancora sentito le tue registrazioni, ma solo perchè sono in vacanza con una scheda cellulare per navigare in internet e la musica "pesa"... però le ascolterò e ti farò i meritati complimenti nella discussione apposita. Per ora ho letto i commenti positivissimi di tutti gli altri e comunque, a prescindere da questo, mi pare che accusarti di un bluff sia grave e sbagliato.

Anche io mi misuro con brani impegnativi (di Chopin sto studiando la terza ballata e lo studio op. 10 n. 5), probabilmente con risultati meno lusinghieri dei tuoi.

Avanti così, e viva i matusalemme dello studio del pianoforte!!!

L'hai proprio presa a cuore questa causa..complinasi!

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Ma non ci crederò mai...ho troppa esperienza...e ormai non credo più ai sogni.

Certo che tu hai sempre troppa esperienza vero? <_< Ma ci hai mai pensato che non si finisce mai di imparare? O pensi di saper tutto? Vabbè contenta te.

Ma non perdo neanche tempo ad ascoltare perchè so già che non sarai tu, e se voglio ascoltare una registrazione di Chopin me l'ascolto sul mio lettore mp3 non vado "a giro" a perder tempo su internet..

L'esperienza insegna i pregiudizi...interessante...

Ora non posso, perchè non mi funzionano le casse...appena posso ti dico...cmq effettivamente i notturni sono pezzi abbastanza facili (anche se è arduo saperli suonare dopo solo 1 anno di studio)..

...e insegna anche che i notturni sono pezzi abbastanza facili. Yeah B)

Di' che ti ha costretta ad ammettere che è lui che suona e adesso cerchi un altro modo di smontarlo... :o

PS: A Carlo: ti quoto. E non preoccuparti dei puristi, che insorgano pure; c'è gente che il pianoforte se lo sogna proprio, è già una grazia di Dio avere il digitale.

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L'hai proprio presa a cuore questa causa..complinasi!

Sissignora. Ho preso a cuore la causa dei matusalemme dediti allo studio del pianoforte, dal momento che faccio parte della categoria.

E quindi, parallelamente, mi prendo a cuore la causa di ribatterti colpo su colpo alle tue affermazioni, troppo recise, troppo categoriche, troppo spesso tagliate con l'accetta anzichè con il bisturi, visto che me ne sento direttamente offeso.

Non pretendo che tu capisca, anzi ti sentirai più soddisfatta a sapere che mi offendi, visto che te ne compiaci. Lo dico ad uso degli altri partecipanti, che non si pensi che sono gratuitamente dedito al flame

PS: A Carlo: ti quoto. E non preoccuparti dei puristi, che insorgano pure; c'è gente che il pianoforte se lo sogna proprio, è già una grazia di Dio avere il digitale.

E io quoto Te, cara Varsavia....

...mi consenti di andare un pochino off topic? Sto facendo una stanza insonorizzata in casa, a settembre quando torno dal mare potrò finalmente godermi lo Steinway... non vedo l'ora!!!

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....come credi...io so il fatto mio..posso provarlo e sono tranquillo e sereno...tra poco sentirete/vedrete la ballata..la faccia è sempre la mia..e ci saranno anche degli errori purtroppo..credevo che fosse una conversazione costruttiva...ho di fronte un muro!! Grazie per avermi detto prima di avere messo in linea un video di qualcun'altro e poi per avermi definiti "spettacolo da baraccone". Insisto..incontriamoci (vieni col bodyguard!!)..poi però ci rimani male...

"Non ti curar di Lady Ligei@ ma guarda e passa ..."

Le persone intelligenti di questo forum hanno ascoltato/visto la tua registrazione e ti hanno dato ottimi consigli, altre (in realtà una sola) partono da quei pochi (pre)concetti che hanno in testa e tirano dritto come cavalli.

Una domanda, nell'altro topic hai accennato al libro di Chang, in che cosa in particolare ha modificato il tuo modo di studiare ?

Ho preso a cuore la causa dei matusalemme dediti allo studio del pianoforte, dal momento che faccio parte della categoria.

Grazie, fa piacere avere un avvocato a nostra disposizione (gratuitamente si intende :D )

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Certo che tu hai sempre troppa esperienza vero? <_< Ma ci hai mai pensato che non si finisce mai di imparare? O pensi di saper tutto? Vabbè contenta te.

L'esperienza insegna i pregiudizi...interessante...

...e insegna anche che i notturni sono pezzi abbastanza facili. Yeah B)

Di' che ti ha costretta ad ammettere che è lui che suona e adesso cerchi un altro modo di smontarlo... :o

PS: A Carlo: ti quoto. E non preoccuparti dei puristi, che insorgano pure; c'è gente che il pianoforte se lo sogna proprio, è già una grazia di Dio avere il digitale.

Perchè adesso viene anche fuori che un notturno genericamente parlando è un pezzo difficile???

Se il notturno è un'esecuzione difficile cosa si dovrebbe dire di un improvviso per dire?...o del Rivoluzionario allegro con fuoco?

Ma per favore.

Sono contenta che l'utente Carlo si sia così infervorato...buon per lui...comunque io rimango della mia idea.

Simpatico passare da un digitale ad uno Steinway...praticamente la stessa cosa...

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"Non ti curar di Lady Ligei@ ma guarda e passa ..."

Le persone intelligenti di questo forum hanno ascoltato/visto la tua registrazione e ti hanno dato ottimi consigli, altre (in realtà una sola) partono da quei pochi (pre)concetti che hanno in testa e tirano dritto come cavalli.

Una domanda, nell'altro topic hai accennato al libro di Chang, in che cosa in particolare ha modificato il tuo modo di studiare ?

Grazie, fa piacere avere un avvocato a nostra disposizione (gratuitamente si intende :D )

..per quanto riguarda il libro di Chang vorrei dire alcune cose in merito. Innanzitutto non è un libro che imposta la mano tecnicamente..lì direi che solo un buon insegnante può fare i "miracoli"..ed io sono stato miracolato trovando un insegnante formidabile..tornando al libro...mi ha insegnato l'approccio con i pezzi più avanti del mio attuale livello..come studiarlo (mani separate/unite, mai metronomo aumentando gradualmente la velocità (vecchia tecnica ma utile!!), come superare i passaggi "impossibili", ma soprattutto mi ha insegnato a non perdere troppo tempo studiando la tecnica. Mi spiego. Trascorrere un'ora al giorno sul'Hanon, sostiene l'autore, è una perdita di tempo. Meglio utilizzare quell'ora studiando un pezzo anche vedendolo sotto l'ottica dell'esercizio tecnico. O magari, focalizzati i punti più difficili, trovare (o meglio creare) esercizi tecnici specifici per superare quel punto. Insomma, se invece di passare 365 ore all'anno studiando la tecnica pura, uso quel tempo per studiare i pezzi anche come esercizi tecnici..va da se no!?. Poi vari consigli (utilissimi!!!) su come affrontare, anche nel piccolo della festicciola tra amici, l'esibizione in pubblico. Tecniche di memorizzazione (formidabili). Insomma un libro davvero ottimo.,..

..vorrei esprimere un parere sul concetto di pezzo facile o difficile. Un pezzo facile NON è un pezzo con poche note per battuta o al di sotto dell'allegretto!!. Distinguiamo inoltre la tecnica dall'interpretazione. Ricordiamo che la velocità delle dita può acquisirla CHIUNQUE in tempi più o meno lunghi. La capacità di interpretare non viene con gli anni..si pùò acquisire certo (fino ad un cert punto..) ma senza l'anima non se ne acquisirà mai abbastanza..non a caso i notturni sono considerati pezzi per musicisti maturi..non nelle dita ma nel cuore!!

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..per quanto riguarda il libro di Chang vorrei dire alcune cose in merito. Innanzitutto non è un libro che imposta la mano tecnicamente..lì direi che solo un buon insegnante può fare i "miracoli"..ed io sono stato miracolato trovando un insegnante formidabile..tornando al libro...mi ha insegnato l'approccio con i pezzi più avanti del mio attuale livello..come studiarlo (mani separate/unite, mai metronomo aumentando gradualmente la velocità (vecchia tecnica ma utile!!), come superare i passaggi "impossibili", ma soprattutto mi ha insegnato a non perdere troppo tempo studiando la tecnica. Mi spiego. Trascorrere un'ora al giorno sul'Hanon, sostiene l'autore, è una perdita di tempo. Meglio utilizzare quell'ora studiando un pezzo anche vedendolo sotto l'ottica dell'esercizio tecnico. O magari, focalizzati i punti più difficili, trovare (o meglio creare) esercizi tecnici specifici per superare quel punto. Insomma, se invece di passare 365 ore all'anno studiando la tecnica pura, uso quel tempo per studiare i pezzi anche come esercizi tecnici..va da se no!?. Poi vari consigli (utilissimi!!!) su come affrontare, anche nel piccolo della festicciola tra amici, l'esibizione in pubblico. Tecniche di memorizzazione (formidabili). Insomma un libro davvero ottimo.,..

..vorrei esprimere un parere sul concetto di pezzo facile o difficile. Un pezzo facile NON è un pezzo con poche note per battuta o al di sotto dell'allegretto!!. Distinguiamo inoltre la tecnica dall'interpretazione. Ricordiamo che la velocità delle dita può acquisirla CHIUNQUE in tempi più o meno lunghi. La capacità di interpretare non viene con gli anni..si pùò acquisire certo (fino ad un cert punto..) ma senza l'anima non se ne acquisirà mai abbastanza..non a caso i notturni sono considerati pezzi per musicisti maturi..non nelle dita ma nel cuore!!

sono curiosa, vorrei sapere qualcosa di piu' su questo libro.Suono il pianoforte da anni ma non l'ho mai sentito nominare :huh:

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Guest sìsìnono
..tornando al libro...mi ha insegnato l'approccio con i pezzi più avanti del mio attuale livello..come studiarlo (mani separate/unite, mai metronomo aumentando gradualmente la velocità (vecchia tecnica ma utile!!)

Ciao, io purtroppo non riesco ad ascoltarti.

Mai metronomo aumentando gradualmente la velocità cosa significa esattamente?

Grazie :)

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Ivo mi puoi raccontare come hai iniziato, cioè cosa hai fatto nei primi 3-4 mesi?

Complimenti per il notturno, è sorprendente per uno che suonava da 11 mesi.

Direi che il primo anno ho seguito il percorso classico di tutti i pianisti, cioè Beyer e Bertini per la lettura, scale, Pischna e Hanon. Quindi quel notturno non ha alcun segreto in particolare se non molta molta molta dedizione. L'ho studiato di nascosto al mio insegnante e poi glielo fatto ascoltare..è rimasto molto sospreso...poi ho cambiato insegnante e ho letto il libro di Chang..e di li la svolta totale..basta Hanon e Pischna...basta letture come Bertini...metodo nuovo completamente...Grazie per i complimenti..fanno sempre piacere e ti stimolano ad andare avanti..Ciao..beh..dimmi anche del tuo percorso..

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Ciao, io purtroppo non riesco ad ascoltarti.

Mai metronomo aumentando gradualmente la velocità cosa significa esattamente?

Grazie :)

Ci sono dei metodi utilizzati da "sempre" nello studio del pianoforte...e il fatto che siano stati sempre utilizzati non significa ne che siano i metodi giusti ne che non ce ne siano di più efficaci. Esempio pratico relativo al metronomo: la maggior parte degli aspiranti pianisti (..me compreso fino a un anno fa!!) di fronte a passaggi difficili individuano la velocità di metronomo con cui riescono ad eseguire il passaggio agevolmente e poi aumentano la velocità gradualmente giorno per giorno. Si arriva ad un punto in cui non si riesce ad andare avanti, cioè ad aumentare la velocità. Questo punto è descritto nel libro come "muro". Quando aumentiamo la velocità gradualmente in realtà studiamo il passaggio ogni volta da capo perchè aumentando la velocità cambiamo il movimento utilizzato e quindi ogni giorno studiamo un movimento differente. Io personalmente faccio esattamente il contario. Prendo poche (anche pochissime!!) note del passaggio e le suono subito a velocità. Poi cerco di memorizzare il movimento e poi eseguo il passaggio a tutte le velocità (dalla più veloce alla più lenta) con gli stessi identici movimenti. La cosa fondamentale è suonare il passaggio prima di lasciare lo studio quotidiano il più lento possibile. Ciò significa che lo eseguirò alla fine dello studio quotidiano l'ultima volta ad una velocità talmente lenta per cui sarò certo che 1. non utilizzerò la memoria muscolare ma solo quella cerebrale e 2. che i movimenti saranno perfetti. Suonare il passaggio difficile a tutte le velocità intermedie tra la max e quella lentissima assicurerà una padronanza ed un controllo assoluto. Ovviamente questo metodo non fa miracoli ma accorcia i tempi di apprendimento notevolmente. Quando eseguo un pezzo "a velocità" e poi vado a dormire, il giorno dopo l'esecuzione non sarà affatto precisa. Quando lo eseguo lentissimissimissimo e poi vado a dormire il giorno dopo l'esecuzione è molto migliore. E' come quando si deve eseguire un pezzo con un pubblico. La mattina dell'esecuzione eseguiamo il pezzo più veloce del normale credendo che questa esecuzione ci permetteràdi eseguire il pezzo la sera un pò più lento in maniera perfetta..SBAGLIATO!! Per eseguirlo la sera perfetto lo eseguirò la mattina una sola volta in maniera lentissima (per dare un'idea un pezzo con metronomo 140 lo eseguirò a 50..praticamente molto meno della metà.) Fate un esperimento, provate a suonare un pezzo che sapete a memoria in maniera veramente lentissima. Scoprirete di non conoscere il pezzo così bene come credete.

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Ci sono dei metodi utilizzati da "sempre" nello studio del pianoforte...e il fatto che siano stati sempre utilizzati non significa ne che siano i metodi giusti ne che non ce ne siano di più efficaci. Esempio pratico relativo al metronomo: la maggior parte degli aspiranti pianisti (..me compreso fino a un anno fa!!) di fronte a passaggi difficili individuano la velocità di metronomo con cui riescono ad eseguire il passaggio agevolmente e poi aumentano la velocità gradualmente giorno per giorno. Si arriva ad un punto in cui non si riesce ad andare avanti, cioè ad aumentare la velocità. Questo punto è descritto nel libro come "muro". Quando aumentiamo la velocità gradualmente in realtà studiamo il passaggio ogni volta da capo perchè aumentando la velocità cambiamo il movimento utilizzato e quindi ogni giorno studiamo un movimento differente. Io personalmente faccio esattamente il contario. Prendo poche (anche pochissime!!) note del passaggio e le suono subito a velocità. Poi cerco di memorizzare il movimento e poi eseguo il passaggio a tutte le velocità (dalla più veloce alla più lenta) con gli stessi identici movimenti. La cosa fondamentale è suonare il passaggio prima di lasciare lo studio quotidiano il più lento possibile. Ciò significa che lo eseguirò alla fine dello studio quotidiano l'ultima volta ad una velocità talmente lenta per cui sarò certo che 1. non utilizzerò la memoria muscolare ma solo quella cerebrale e 2. che i movimenti saranno perfetti. Suonare il passaggio difficile a tutte le velocità intermedie tra la max e quella lentissima assicurerà una padronanza ed un controllo assoluto. Ovviamente questo metodo non fa miracoli ma accorcia i tempi di apprendimento notevolmente. Quando eseguo un pezzo "a velocità" e poi vado a dormire, il giorno dopo l'esecuzione non sarà affatto precisa. Quando lo eseguo lentissimissimissimo e poi vado a dormire il giorno dopo l'esecuzione è molto migliore. E' come quando si deve eseguire un pezzo con un pubblico. La mattina dell'esecuzione eseguiamo il pezzo più veloce del normale credendo che questa esecuzione ci permetteràdi eseguire il pezzo la sera un pò più lento in maniera perfetta..SBAGLIATO!! Per eseguirlo la sera perfetto lo eseguirò la mattina una sola volta in maniera lentissima (per dare un'idea un pezzo con metronomo 140 lo eseguirò a 50..praticamente molto meno della metà.) Fate un esperimento, provate a suonare un pezzo che sapete a memoria in maniera veramente lentissima. Scoprirete di non conoscere il pezzo così bene come credete.

Eheh infatti io studio sempre la memoria da lenta perché se no mi entra in gioco quella di dita! :P

A proposito: non è che magari potresti riassumere un po' come quel libro dice di studiare la memoria? Beh o se no anche per pm se siamo fuori topic.....sarei proprio curiosa.... :)

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Guest sìsìnono
Ci sono dei metodi utilizzati da "sempre" nello studio del pianoforte...e il fatto che siano stati sempre utilizzati non significa ne che siano i metodi giusti ne che non ce ne siano di più efficaci. Esempio pratico relativo al metronomo: la maggior parte degli aspiranti pianisti (..me compreso fino a un anno fa!!) di fronte a passaggi difficili individuano la velocità di metronomo con cui riescono ad eseguire il passaggio agevolmente e poi aumentano la velocità gradualmente giorno per giorno. Si arriva ad un punto in cui non si riesce ad andare avanti, cioè ad aumentare la velocità. Questo punto è descritto nel libro come "muro". Quando aumentiamo la velocità gradualmente in realtà studiamo il passaggio ogni volta da capo perchè aumentando la velocità cambiamo il movimento utilizzato e quindi ogni giorno studiamo un movimento differente. Io personalmente faccio esattamente il contario. Prendo poche (anche pochissime!!) note del passaggio e le suono subito a velocità. Poi cerco di memorizzare il movimento e poi eseguo il passaggio a tutte le velocità (dalla più veloce alla più lenta) con gli stessi identici movimenti. La cosa fondamentale è suonare il passaggio prima di lasciare lo studio quotidiano il più lento possibile. Ciò significa che lo eseguirò alla fine dello studio quotidiano l'ultima volta ad una velocità talmente lenta per cui sarò certo che 1. non utilizzerò la memoria muscolare ma solo quella cerebrale e 2. che i movimenti saranno perfetti. Suonare il passaggio difficile a tutte le velocità intermedie tra la max e quella lentissima assicurerà una padronanza ed un controllo assoluto. Ovviamente questo metodo non fa miracoli ma accorcia i tempi di apprendimento notevolmente. Quando eseguo un pezzo "a velocità" e poi vado a dormire, il giorno dopo l'esecuzione non sarà affatto precisa. Quando lo eseguo lentissimissimissimo e poi vado a dormire il giorno dopo l'esecuzione è molto migliore. E' come quando si deve eseguire un pezzo con un pubblico. La mattina dell'esecuzione eseguiamo il pezzo più veloce del normale credendo che questa esecuzione ci permetteràdi eseguire il pezzo la sera un pò più lento in maniera

perfetta..SBAGLIATO!! Per eseguirlo la sera perfetto lo eseguirò la mattina una sola volta in maniera lentissima (per dare un'idea un pezzo con metronomo 140 lo eseguirò a 50..praticamente molto meno della metà.) Fate un esperimento, provate a suonare un pezzo che sapete a memoria in maniera veramente lentissima. Scoprirete di non conoscere il pezzo così bene come credete.

Credo di aver capito, grazie. :)

Ad ogni modo ti appoggi comunque al ticchettio del metronomo per la precisione ritmica, giusto? Solo che invece di partire dalla velocità che ti permette di eseguire il passaggio senza sbagliare, e di lì sempre più veloce fino alla velocità richiesta, non disdegni di studiare il passaggio anche molto molto lentamente. Se ho capito bene mi sembra un metodo sensato. Io non sono una pianista ma sto comunque studiando per l'esame complementare, ho pochissima esperienza, e la cosa che mi terrorizza di più è proprio la mancanza di controllo. Questo mi sembra davvero un buon metodo per sviluppare una memoria 'cerebrale' più solida a scapito di quella 'muscolare', che comunque verrà a trarne giovamento, giusto?

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Credo di aver capito, grazie. :)

Ad ogni modo ti appoggi comunque al ticchettio del metronomo per la precisione ritmica, giusto? Solo che invece di partire dalla velocità che ti permette di eseguire il passaggio senza sbagliare, e di lì sempre più veloce fino alla velocità richiesta, non disdegni di studiare il passaggio anche molto molto lentamente. Se ho capito bene mi sembra un metodo sensato. Io non sono una pianista ma sto comunque studiando per l'esame complementare, ho pochissima esperienza, e la cosa che mi terrorizza di più è proprio la mancanza di controllo. Questo mi sembra davvero un buon metodo per sviluppare una memoria 'cerebrale' più solida a scapito di quella 'muscolare', che comunque verrà a trarne giovamento, giusto?

..esatto..la parola chiave è "CONTROLLO". Il controllo si ottiene suonando il passaggio a tuttele velocità (soprattutto le velocità intermedie e lentissime) e non velocemente. Il concetto non è "non disdegno le velocità lente" ma "studio soprattutto a velocità lenta!!". Non puoi immaginare quanto sia producente suonare lentamente.

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  • 2 months later...

Ciao Kreutzer

Io ho 38 anni e ho iniziato un anno fa.

Siamo in tanti ad intraprendere l'avventura in tarda età, più di quanti tu possa immaginare.

Ho trovato un'insegnante paziente e il mio entusiasmo sta facendo il resto.

Abbiamo fatto la settimana scorsa l'ultimo studio del Beyer, e in quest'anno ho affrontato anche qualche minuetto di Bach dal quaderno di Anna Magdalena.

Al momento di aquistare il piano ho sopportato lo scetticismo di moglie e famiglia, ma per il tempo che ho a disposizione, sono più che soddisfatto dei risultati che sto ottenendo e più che mai determinato ad andare avanti. Anche a casa hanno capito che la mia passione è più forte del resto.

L'unico consiglio che posso darti è quello di trovare un'insegnante paziente e pieno di comprensione per un neofita adulto che sgobba sul piano nel dopolavoro.

In bocca al lupo!!!

Davide

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