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Iniziare a studiare da adulti


Kreutzer

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Se lo fai solo per passione va benissimo...

Ovviamente è scontato dirti che certi brani e/o autori ti saranno sempre esclusi.

Comunque, l'importante è fare una cosa piacevole che possa soddisfare.

Ciao a tutti!

Sono tornata dopo lunga assenza!

Non è vero, Ligei@. Il tuo è un giudizio affrettato, perdonami la franchezza. Ho conosciuto diplomati che erano una vera schifezza e autodidatti molto bravi. Bisognerebbe sempre sapere con chi si ha a che fare. In particolare Ida è al quarto anno di pianoforte ed ha 23 anni, pensa fino ai trenta quante cose avrà imparato, tante, magari, da fare le scarpe a parecchi diplomati. Non è affatto scontato che "certi" brani le saranno per sempre esclusi, non saranno nè più ne meno che quelli normalmente esclusi anche al giovane diplomato medio.

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Non è vero, Ligei@. Il tuo è un giudizio affrettato, perdonami la franchezza. Ho conosciuto diplomati che erano una vera schifezza e autodidatti molto bravi. Bisognerebbe sempre sapere con chi si ha a che fare. In particolare Ida è al quarto anno di pianoforte ed ha 23 anni, pensa fino ai trenta quante cose avrà imparato, tante, magari, da fare le scarpe a parecchi diplomati. Non è affatto scontato che "certi" brani le saranno per sempre esclusi, non saranno nè più ne meno che quelli normalmente esclusi anche al giovane diplomato medio.

Esisteranno pure delle eccezioni ma sono molto rare, appunto delle eccezioni.

Generalmente il pianoforte si impara a 5/6 anni se si vogliono ottenere reali risultati, poi è ovvio che si è inizialmente costretti e quindi non lo si fa volentieri, però i concertisti non iniziano a suonare a 20 anni, ma anzi compongono ed eseguono a quell'età.

Cmq avevo anche già fatto un discorso simile.

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Esisteranno pure delle eccezioni ma sono molto rare, appunto delle eccezioni.

Generalmente il pianoforte si impara a 5/6 anni se si vogliono ottenere reali risultati, poi è ovvio che si è inizialmente costretti e quindi non lo si fa volentieri, però i concertisti non iniziano a suonare a 20 anni, ma anzi compongono ed eseguono a quell'età.

Cmq avevo anche già fatto un discorso simile.

Quoto! e di esempi ce ne sono molti B)

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Esisteranno pure delle eccezioni ma sono molto rare, appunto delle eccezioni.

Generalmente il pianoforte si impara a 5/6 anni se si vogliono ottenere reali risultati, poi è ovvio che si è inizialmente costretti e quindi non lo si fa volentieri, però i concertisti non iniziano a suonare a 20 anni, ma anzi compongono ed eseguono a quell'età.

Cmq avevo anche già fatto un discorso simile.

Generalmente un allievo veramente talentuoso, affidato ad un maestro che sa il fatto suo, già a 5/6 anni rivela l'inclinazione ad una carriera concertistica, si diploma prestissimo, e dopo pochi anni di perfezionamento comincia ad andare in giro per il mondo.

Ma questa potrebbe essere la minibiografia di un Arrau, o di un Accardo; sta di fatto che invece nel mondo reale ci sono in larga parte dei diplomati, che hanno cominciato anche presto, (metti 5/6 anni) ma che NON sono in lizza per una carriera concertistica, che peraltro non è l'obbiettivo di tutti quelli che si diplomano nè, certamente, di quelli che studiano da privati e che hanno cominciato in età avanzata. Ma non è immediato che questi ultimi debbano rinunciare ad un certo repertorio, visto che, come ti ho già scritto prima, i brani a loro preclusi saranno nè più ne meno quelli preclusi al diplomato medio se hanno studiato per lo stesso tempo. Il cominciare prima, per le persone normali, fa sì che certe regole vengano assimilate con più facilità, mentre il cominciare dopo permette di affrontare lo studio con una serietà maggiore.

I geni meritano sempre un discorso a parte, ed io non ne conosco personalmente nessuno.

Perciò, magari tra pochi anni Ida ti snocciola tutta l'Op.10 di Chopin e fa le scarpe a tanti diplomati che l'hanno sempre accuratamente evitata..... :P

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Ragazzi, le generalizzazioni sono pericolose perchè portano ad affermazioni azzardate.

Io non parlo di me, perchè ho iniziato a 4 anni, salvo poi avere interrotto ed infine avere ripreso in età avanzata. Comunque non faccio testo.

Però il mio insegnante di quando ero al Conservatorio, aveva iniziato in età adulta mentre lavorava in banca , si era diplomato in pochi anni ed era arrivato in cattedra, ancora giovane. Ovviamente ha mandato a quel paese la banca (evidentemente si rompeva i coglioni... :D )

Per cui, non vedo la ragione per affermare a priori che l'età precluda questo o quel risultato... ...io ho promesso a me stesso che un giorno suonerò Petrouchka... il segreto è che mi sono dato tempo fino all'età della pensione uahahahahaha :D

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Io non ho capito cosa si intende per brano precluso.

Metti che ci sta 10 anni per impararlo, poi lo impara.

Ma che discorsi sono? :huh:

Avendo iniziato tardi magari ci metterà di più, ma può suonare quello che vuole secondo me. Non avendo poi intenzione, se ho capito bene, di dare esami eccetera non ha nemmeno la predisposizione ministeriale del programma.

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Ragazzi, le generalizzazioni sono pericolose perchè portano ad affermazioni azzardate.

Questo è assolutamente vero! per cui vedremo la nostra utente come se la caverà B) Certo le generalizzazioni ci sono, è impossibile che non ci siano, è su quello che ci si basa per dei regionamenti. Tuttavia tutto è possibile, alcune cose possono essere improbabili. :rolleyes: Certo, prima si comincia e meglio è, su questo sono d'accordo anch'io.....

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Questo è assolutamente vero! per cui vedremo la nostra utente come se la caverà B) Certo le generalizzazioni ci sono, è impossibile che non ci siano, è su quello che ci si basa per dei regionamenti. Tuttavia tutto è possibile, alcune cose possono essere improbabili. :rolleyes: Certo, prima si comincia e meglio è, su questo sono d'accordo anch'io.....

...Basta non tagliare le ali a chi vuole volare in alto... B)

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Spezziamo una lancia verso la casta dei diplomati medi sopracitati:

il discorso logico statistico è completamente incongruente poichè si paragona una serie di diplomati medi preferibilmente incapacitati con "una singolarità" di potenziali genii, che seppure anonimi, suonano sicuramente meglio dei diplomati medi.

Per come sono abituato a vedere le cose, ci sono fin troppe supposizioni che si contraddicono. Quindi l'impossibilità di alcun paragone tra diplomati medi e anonimi tal dei tali.

E in più aggiungo che un paragone simile sia altamente riduttivo verso il diploma in se come certificazione di un corso di studi e come traguardo che seppur raggiunto con mediocrità non può essere svalorizzato da gente spesso incompetente.

Tornando al tema auguro ad Ida di appagare il suo desiderio di suonare il piano secondo i suoi obiettivi e secondo le sue capacità.

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Spezziamo una lancia verso la casta dei diplomati medi sopracitati:

il discorso logico statistico è completamente incongruente poichè si paragona una serie di diplomati medi preferibilmente incapacitati con "una singolarità" di potenziali genii, che seppure anonimi, suonano sicuramente meglio dei diplomati medi.

Per come sono abituato a vedere le cose, ci sono fin troppe supposizioni che si contraddicono. Quindi l'impossibilità di alcun paragone tra diplomati medi e anonimi tal dei tali.

E in più aggiungo che un paragone simile sia altamente riduttivo verso il diploma in se come certificazione di un corso di studi e come traguardo che seppur raggiunto con mediocrità non può essere svalorizzato da gente spesso incompetente.

Tornando al tema auguro ad Ida di appagare il suo desiderio di suonare il piano secondo i suoi obiettivi e secondo le sue capacità.

I diplomati medi della serie di sopra non sono "preferibilmente incapacitati" ma "mediamente dotati", per definizione. E' un modo per raccogliere quelli più e meno bravi. Possiamo anche supporre che siano tutti bravi, logicamente non è un problema.

La "singolarità dei geni" (ma io preferirei chiamarla "piccola rappresentanza", dove il piccolo s'intende rispetto al numero dei diplomati medi di cui sopra), devono suonare sicuramente meglio dei diplomati medi, -anzi dei diplomati bravi secondo la nuova definizione- sennò, diamine, non sarebbero dei geni.

Non riscontro proposizioni contraddittorie in quanto (molto) sopra.

Non vi è un tentativo di ridurre l'importanza e il prestigio del titolo rilasciato dai conservatori, che volentieri mi prenderei se me lo regalassero, a trent'anni suonati; il mio post voleva solo difendere la possibilità di uno studente dotato e seriamente dedito allo studio di poter raggiungere per altre vie ciò che solitamente si raggiunge iniziando a 5/6 anni i regolari studi di conservatorio. Non tutti scoprono la musica così presto, purtroppo. Rimarcavo il fatto che non bisogna apostrofare i giovani (e meno giovani) volenterosi con epiteti tipo: "QUEL PEZZO, PERO'...non lo suonerai mai, perchè non hai fatto studi regolari e perchè non sei come me che la mamma mi ha messo la maestra di piano quand'ero piccino"....

Tornando ad Ida, mi associo all'augurio.

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I diplomati medi della serie di sopra non sono "preferibilmente incapacitati" ma "mediamente dotati", per definizione. E' un modo per raccogliere quelli più e meno bravi. Possiamo anche supporre che siano tutti bravi, logicamente non è un problema.

La "singolarità dei geni" (ma io preferirei chiamarla "piccola rappresentanza", dove il piccolo s'intende rispetto al numero dei diplomati medi di cui sopra), devono suonare sicuramente meglio dei diplomati medi, -anzi dei diplomati bravi secondo la nuova definizione- sennò, diamine, non sarebbero dei geni.

Non riscontro proposizioni contraddittorie in quanto (molto) sopra.

Non vi è un tentativo di ridurre l'importanza e il prestigio del titolo rilasciato dai conservatori, che volentieri mi prenderei se me lo regalassero, a trent'anni suonati; il mio post voleva solo difendere la possibilità di uno studente dotato e seriamente dedito allo studio di poter raggiungere per altre vie ciò che solitamente si raggiunge iniziando a 5/6 anni i regolari studi di conservatorio. Non tutti scoprono la musica così presto, purtroppo. Rimarcavo il fatto che non bisogna apostrofare i giovani (e meno giovani) volenterosi con epiteti tipo: "QUEL PEZZO, PERO'...non lo suonerai mai, perchè non hai fatto studi regolari e perchè non sei come me che la mamma mi ha messo la maestra di piano quand'ero piccino"....

Tornando ad Ida, mi associo all'augurio.

Quoto dalla prima all'ultima sillaba ;)

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Generalmente un allievo veramente talentuoso, affidato ad un maestro che sa il fatto suo, già a 5/6 anni rivela l'inclinazione ad una carriera concertistica, si diploma prestissimo, e dopo pochi anni di perfezionamento comincia ad andare in giro per il mondo.

Ma questa potrebbe essere la minibiografia di un Arrau, o di un Accardo; sta di fatto che invece nel mondo reale ci sono in larga parte dei diplomati, che hanno cominciato anche presto, (metti 5/6 anni) ma che NON sono in lizza per una carriera concertistica, che peraltro non è l'obbiettivo di tutti quelli che si diplomano nè, certamente, di quelli che studiano da privati e che hanno cominciato in età avanzata. Ma non è immediato che questi ultimi debbano rinunciare ad un certo repertorio, visto che, come ti ho già scritto prima, i brani a loro preclusi saranno nè più ne meno quelli preclusi al diplomato medio se hanno studiato per lo stesso tempo. Il cominciare prima, per le persone normali, fa sì che certe regole vengano assimilate con più facilità, mentre il cominciare dopo permette di affrontare lo studio con una serietà maggiore.

I geni meritano sempre un discorso a parte, ed io non ne conosco personalmente nessuno.

Perciò, magari tra pochi anni Ida ti snocciola tutta l'Op.10 di Chopin e fa le scarpe a tanti diplomati che l'hanno sempre accuratamente evitata..... :P

Utopia.

quali ad esempio?

Ad esempio gli improvvisi di Shubert...Listz in generale...e tanti mille altri...

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Ad esempio gli improvvisi di Shubert...Listz in generale...e tanti mille altri...

Decidi, o sono tanti o sono mille B)

Comunque su gli improvvisi di Schubert non sono d'accordo (non su tutti perlomeno), dipende da che livello di esecuzione pretendi.

Credo che arrivare a fare un'esecuzione decente (per esecuzione decente intendo fare tutte le note a tempo con un minimo di musicalità) non sia un'impresa impossibile anche per dei dilettanti come me :unsure: .

Saper suonare bene, concordo con te, è tutt'altra faccenda.

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Signori belli..... che dirvi?

A giugno dell'anno scorso, quando ho avuto l'insana idea di rimettere le mani sulla tastiera dopo diciassette anni, mi sembrava di avere dei pezzi di marmo al posto delle dita....

E sapete da cosa ho ricominciato?

DAGLI IMPROVVISI OP. 142 DI SCHUBERT!

Ora, va bene tutto. Va bene che si tratta di composizioni che, dal punto di vista musicale, richiedono enorme maturità interpretativa.

Ma sarei portato ad escludere categoricamente (miiiii che espressioni forti che mi vengono stamattina) che si tratti di brani tecnicamente preclusi a chi inizia a suonare tardi.

Nè mi pare che si possano accomunare alle composizioni di Liszt, che prevalentemente, sul piano tecnico sono ben più difficili.

Dico prevalentemente perchè anche Liszt, come tutti gli autori, ha cose più e meno difficili. Lo stesso Schumann affianca l'album per la gioventù alla fantasia in do maggiore o agli studi sinfonici.....

Quindi, per favore, ridimensioniamo la nostra tendenza a generalizzare.

Ricordiamoci che chi inizia da piccolo può avere molta facilità nell'apprendimento tecnico, ma si scontra con la carenza sotto il profilo della maturità umana e musicale (così è stato per me, che infatti avevo smesso). Chi inizia in età avanzata ha dalla sua una maggiore esperienza e maturità, che non significa poco.

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Utopia.

Ad esempio gli improvvisi di Shubert...Listz in generale...e tanti mille altri...

quindi anche pezzi per il quinto..considerando che gli improvvisi si portano al quinto,le consolazioni di Liszt idem,ed io,che non ho iniziato a 6 anni,non mi sn affatto trovato in difficoltà.E nn credo che la ragazza troverà tutti questi problemi,visto che dice di essere al 4 anno(o che suona da 4 anni?non è chiarissimo).

Posso capire Rachmaninov se ha delle mani piccole,o autori come balakirev...ma se uno ci impiega tutto il tempo necessario,riesce a fare cose significative stanne certa.Hai dato un occhiata nel topic registrazioni?c'è un utente che ha postato la polacca di liszt dicendo di essere un dilettante,e non la suona affatto male.

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Ricordiamoci che chi inizia da piccolo può avere molta facilità nell'apprendimento tecnico, ma si scontra con la carenza sotto il profilo della maturità umana e musicale (così è stato per me, che infatti avevo smesso). Chi inizia in età avanzata ha dalla sua una maggiore esperienza e maturità, che non significa poco.

..Infatti, come ho già scritto la penso allo stesso modo. Non bisogna precludere "per principio", anche perchè spesso capita che quello che ad alcuni riesce facile, ad altri invece risulta molto più impegnativo, e viceversa.

Riuscire a suonare bene un pezzo difficile non è un'utopia, semmai un risultato del tempo, dell'impegno e della costanza, salvo alcuni casi estremi in cui sono richieste doti nettamente superiori alla media; ma io questi casi non li prenderei in considerazione, perchè spesso richiedono anni di studio esclusivo persino ai concertisti, quindi saremmo un pò troppo fuori scala. Ma voglio pensare che se un tardone del pianoforte serio, motivato e preparato voglia cimentarsi in uno studio trascendentale di Liszt possa essere certo di riuscire ad eseguirlo bene prima di tirare le cuoia, suonandolo come un non genio proveniente da studi più regolari.

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Signori belli..... che dirvi?

A giugno dell'anno scorso, quando ho avuto l'insana idea di rimettere le mani sulla tastiera dopo diciassette anni, mi sembrava di avere dei pezzi di marmo al posto delle dita....

E sapete da cosa ho ricominciato?

DAGLI IMPROVVISI OP. 142 DI SCHUBERT!

Ora, va bene tutto. Va bene che si tratta di composizioni che, dal punto di vista musicale, richiedono enorme maturità interpretativa.

Ma sarei portato ad escludere categoricamente (miiiii che espressioni forti che mi vengono stamattina) che si tratti di brani tecnicamente preclusi a chi inizia a suonare tardi.

Nè mi pare che si possano accomunare alle composizioni di Liszt, che prevalentemente, sul piano tecnico sono ben più difficili.

Dico prevalentemente perchè anche Liszt, come tutti gli autori, ha cose più e meno difficili. Lo stesso Schumann affianca l'album per la gioventù alla fantasia in do maggiore o agli studi sinfonici.....

Quindi, per favore, ridimensioniamo la nostra tendenza a generalizzare.

Ricordiamoci che chi inizia da piccolo può avere molta facilità nell'apprendimento tecnico, ma si scontra con la carenza sotto il profilo della maturità umana e musicale (così è stato per me, che infatti avevo smesso). Chi inizia in età avanzata ha dalla sua una maggiore esperienza e maturità, che non significa poco.

Sono daccordo.

Chi iniza da piccolo ha il vantaggio che le sue mani si svilupperanno in una direzione,quella del pianismo.Ma questo può essere fatto,con sforzi enormemente maggiori,ma sempre che può essere fatto,in età adulta.Si avrà anche la tendenza a perdere i miglioramenti fisici se si abbandona lo strumento per qualche tempo,e quindi secondo me è importante la costanza nell'esercizio.

Poi da piccoli non si studia come da adulti se c'è passione:ascoltando l'intervista di kissin,lui dice che al primo anno studiava seriamente 20 minuti,per il resto suonava per piacere;al secondo anno 1 ora mi sembra,ora nn ricordo bene.

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Signori belli..... che dirvi?

A giugno dell'anno scorso, quando ho avuto l'insana idea di rimettere le mani sulla tastiera dopo diciassette anni, mi sembrava di avere dei pezzi di marmo al posto delle dita....

E sapete da cosa ho ricominciato?

DAGLI IMPROVVISI OP. 142 DI SCHUBERT!

Ora, va bene tutto. Va bene che si tratta di composizioni che, dal punto di vista musicale, richiedono enorme maturità interpretativa.

Ma sarei portato ad escludere categoricamente (miiiii che espressioni forti che mi vengono stamattina) che si tratti di brani tecnicamente preclusi a chi inizia a suonare tardi.

Nè mi pare che si possano accomunare alle composizioni di Liszt, che prevalentemente, sul piano tecnico sono ben più difficili.

Dico prevalentemente perchè anche Liszt, come tutti gli autori, ha cose più e meno difficili. Lo stesso Schumann affianca l'album per la gioventù alla fantasia in do maggiore o agli studi sinfonici.....

Quindi, per favore, ridimensioniamo la nostra tendenza a generalizzare.

Ricordiamoci che chi inizia da piccolo può avere molta facilità nell'apprendimento tecnico, ma si scontra con la carenza sotto il profilo della maturità umana e musicale (così è stato per me, che infatti avevo smesso). Chi inizia in età avanzata ha dalla sua una maggiore esperienza e maturità, che non significa poco.

Quoto in toto !

Come al solito i tuoi interventi portano chiarezza alla discussione.

Certo pensando ai miei sforzi per suonare decentemente alcuni improvvisi :wub: , provo un po d'invidia per te che li hai scelti per sgranchirti le dita :D

Adesso sto studiando il secondo dei Klavierstucke D946 Meraviglioso!!!

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Quoto in toto !

Come al solito i tuoi interventi portano chiarezza alla discussione.

Certo pensando ai miei sforzi per suonare decentemente alcuni improvvisi :wub: , provo un po d'invidia per te che li hai scelti per sgranchirti le dita :D

Adesso sto studiando il secondo dei Klavierstucke D946 Meraviglioso!!!

Veramente belli i D 946... e non certo facili. Primo e terzo sono impegnativi tecnicamente, il secondo dal punto di vista musicale rischia di scadere facilmente nella banalità, con quel tema cantabile...

Il mio sogno proibito schubertiano resta la Wanderer.... proibito perchè ora sono impegnato su altre cose, ma chissà in futuro...

P.s. Grazie per gli apprezzamenti sulla chiarezza nelle discussioni

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Dunque, mi sembra di essere una mosca bianca e di dire delle caz..., probabilmente molti la penseranno così, ma penso di avere abbastanza esperienza (teorica e pratica) per affermare quello che penso.

Può anche essere che una persona che inizia a suonare a 20 anni diventi bravina, che riesca a suonare certi pezzi difficili come, che so, i notturni di Chopin (che comunque sono lenti quindi più alla portata), ma un conto è saperli suonare e un conto riuscire a renderli al meglio, con esatezza e precisione ritmica, tecnica, ecc. ecc.

Iniziare da bambini è un enorme vantaggio perchè innanzitutto la mano si forma sullo strumento e soprattutto la mente è fluida e aperta all'apprendimento (cosa che manca totalmente a 20 anni, con questo non intendo che si è stupidi ma semplicemente meno portati all'apprendimento, infatti si inizia a studiare qualsiasi materia da bambini non da 90enni).

Quindi, come al solito, se vogliamo incitare a suonare il pianoforte un adulto è bene dargli speranze e incoraggiamenti ma se si vuole essere obiettivi bisogna ammettere certe cose che sono delle assolute realtà.

Poi è ovvio che se un adulto già predisposto e che suona 10 ore al gg riuscirà in breve ad ottenere grandi risultati...ma quanti ce ne sono?...forse 1 su 1 milione (...e insano di mente voglio aggiungere).

Tutto qui.

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Quoto in toto !

Come al solito i tuoi interventi portano chiarezza alla discussione.

Certo pensando ai miei sforzi per suonare decentemente alcuni improvvisi :wub: , provo un po d'invidia per te che li hai scelti per sgranchirti le dita :D

Adesso sto studiando il secondo dei Klavierstucke D946 Meraviglioso!!!

Anch'io ho studiato i primi due Klavierstücke D946. Sono bellissimi!

Dico la mia anche sul tema del topic.

Io ho studiato dai 12 ai 16 anni, poi ho smesso e ho ricominciato a 30 anni.

Quando ho ricominciato non sapevo più nemmeno suonare una invenzione a due voci di Bach. :ph34r:

Ora ho 36 anni, il mio livello tecnico si è elevato notevolmente (per non parlare di quello musicale), ho già affrontato ad es. 3 studi e un Notturno di Chopin, l'Allegro de concierto di Granados, il Rondò capriccioso di Mendelssohn, un preludio di Rachmaninov, un Intermezzo di Brahms, i Klavierstücke D946 di Schubert, i Preludi di Gershwin, ho letto Waldesrauschen di Liszt (che non mi spaventa) e Feux follets (che mi spaventa) e altre cose che non si possono considerare facili ...

Beh, ci sono alcune cose che voglio studiare prima di morire - Studi sinfonici di Schumann, la 111 di Beethoven, la seconda sonata di Skriabin, la quarta Ballata di Chopin - e sono convinto che ce la farò.

Ecco, magari lascerò perdere Islamey, le Brahms-Paganini e cose del genere, ma che importa? In ogni modo la letteratura che mi è preclusa in eterno diminuisce dopo ogni anno di studio impegnato.

Vedremo tra 10 anni ...

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Poi un'altra cosa...per saper suonare certi pezzi (vedi per esempio La Campanella) bisogna, me lo dovete concedere, avere una preparazione tecnica, uno conoscenza della teoria della musica sopraffina...quindi mi potete spiegare come fa un ventenne ad acquisirla visto che gli è negato l'accesso al conservatorio?...

Comunque forse è qui che sta la diatriba, che per me è necessario per diventari bravi (e per bravi intendo perfetti) la preparazione che da il conservatorio, per voi, probabilmente, basta un insegnante privato.

A parte che tutti quelli che scrivono qui sembrano dei super talenti fuori dalla norma...tutti mini Mozart...ci credo molto poco..

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Poi un'altra cosa...per saper suonare certi pezzi (vedi per esempio La Campanella) bisogna, me lo dovete concedere, avere una preparazione tecnica, uno conoscenza della teoria della musica sopraffina...quindi mi potete spiegare come fa un ventenne ad acquisirla visto che gli è negato l'accesso al conservatorio?...

Comunque forse è qui che sta la diatriba, che per me è necessario per diventari bravi (e per bravi intendo perfetti) la preparazione che da il conservatorio, per voi, probabilmente, basta un insegnante privato.

A parte che tutti quelli che scrivono qui sembrano dei super talenti fuori dalla norma...tutti mini Mozart...ci credo molto poco..

..non penso proprio che ci siano i mini Mozart, e questo perchè nessuno o quasi dei dilettanti del forum ha intenzione di andare in tourneè con la sua Campanella, seppure imparata dopo anni di fatica, o col suo Improvviso. Quando Ida (chissà dov'è?) dice "Ciao a tutti, suono da quattro anni e ne ho 24...", arriva qualcuno e fa "Brava, ma non illuderti troppo cara...vedrai che dopo il Preludio di Rachmaninov non ti resterà molto da suonare...." allora qualcuno che difende le speranze dei non-istituzionali pure ci vuole.

Poi, concordo con te con il bisogno di un certo realismo, ma tu concorderai con me che il diploma non implica l'automatica capacità (e diritto) di eseguire qualunque cosa.

Lasciateci suonare&sognare, chè tanto la Campanella non la fanno bene neppure i diplomati.... :P

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