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Allevi, Einaudi & altre schifezze


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On 1/9/2017 at 19:58, glenngould dice:

Nemmeno, caro ragioniere, se non altro Rovazzi dice di sé stesso: Non so se son pazzo o sono un genio :D

(Non avrei mai pensato di spezzare in vita mia una lancia a favore di Rovazzi :ph34r:, guarda Allevi cosa ti costringe a fare...)

 

.ahahaha 😂😂😁

Se non altro Rovazzi è demenziale e comico in modo consapevole e dichiarato. (Insomma..Non finge di essere serio)

Modificato da Persephone
Mancava una parte di frase
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49 minuti fa, glenngould dice:

@Persephone che fai, tiri fuori i miei scheletri dall'armadio? 😀

😀😀😀 Perdonami , mi sono imbattuta in questa dissertazione assai divertente e non mi sono resa conto della data piuttosto "antica" del topic.

Poi , per dirla tutta...quando mi capita di leggere citazioni a proposito di personaggi cosi culturalmente elevati, ( Rovazzi in questo caso😁😁😀😀😀😀) non posso esimermi dall' esprimere la mia opinione.

Ma non preoccuparti...TUTTI hanno scheletri nell'armadio 😎😎

Modificato da Persephone
C'era un errore ortografico
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8 ore fa, Persephone dice:

....tutto ciò conferma la teoria per cui " quella batterica è l'unica cultura che la maggior parte della gente intende coltivare.

:D:D

8 ore fa, Persephone dice:

Eppure Bollani gode di grande fama e riempie le sale e le piazze dei festival musicali...🤔🙄....bah....Non si spiegano certe cose.

Per fortuna non tra gli addetti ai lavori.

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La 110 non si tocca, però quando Bollani imita l'aristocratico che si stupisce che non sia stato servito il fagiano mi fa ridere... 

E quanto al fatto che una certa esperienza di vita, una certa "vissutezza" per affrontare la 110 ci voglia, non credo sia un'eresia anche se la dice un jazzista come Bollani.

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1 ora fa, giordanoted dice:

E quanto al fatto che una certa esperienza di vita, una certa "vissutezza" per affrontare la 110 ci voglia, non credo sia un'eresia anche se la dice un jazzista come Bollani.

Su questo non credo ci siano dubbi (nonostante penso che comunque faccia bene affrontare queste cose anche da giovani). Però non era ciò che voleva dire lui, o meglio, anche se avesse voluto intenderlo non è quello che poi è uscito e non credo sia quello che il pubblico abbia recepito. Poi non mi va giù il considerare i giovani come per loro natura estranei all'arte, che è un po' quello che ha lasciato intendere, come se fossero tutti schiavi di una cultura imposta che non lascia loro libertà o modi di esprimersi adeguati per la loro età. Semplicemente se vuoi studiare Beethoven vai in conservatorio, se vuoi fare jazz scegli altri percorsi. In ogni caso il fatto che sia un jazzista non c'entra nulla, fosse stato anche il mio pianista preferito mi avrebbe irritato.

 

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  • 3 months later...
  • 4 weeks later...
On 31/10/2018 at 23:22, giordanoted dice:

La 110 non si tocca, però quando Bollani imita l'aristocratico che si stupisce che non sia stato servito il fagiano mi fa ridere... 

E quanto al fatto che una certa esperienza di vita, una certa "vissutezza" per affrontare la 110 ci voglia, non credo sia un'eresia anche se la dice un jazzista come Bollani.

Sì, fa ridere, ma per me Beethoven (e la 110) non è per niente l'esempio giusto. Avesse suonato un minuetto, qualcosa che inevitabilmente richiama ai secoli passati, avrebbe avuto più senso (almeno dal punto di vista comico).

Comunque ho letto il libro di Bollani (mi è stato regalato eh) e, in mezzo a qualcosa di sensato, rilascia a piene mani sempre questo concetto su quanto è bello fare jazz, essere liberi col jazz, suonare jazz dopo essersi fumato qualche canna (perchè l'artista è così, no?) che mi ha infastidito non poco.

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13 minuti fa, superburp dice:

Sì, fa ridere, ma per me Beethoven (e la 110) non è per niente l'esempio giusto. Avesse suonato un minuetto, qualcosa che inevitabilmente richiama ai secoli passati, avrebbe avuto più senso (almeno dal punto di vista comico).

Comunque ho letto il libro di Bollani (mi è stato regalato eh) e, in mezzo a qualcosa di sensato, rilascia a piene mani sempre questo concetto su quanto è bello fare jazz, essere liberi col jazz, suonare jazz dopo essersi fumato qualche canna (perchè l'artista è così, no?) che mi ha infastidito non poco.

Ma forse con un minuetto, non proprio poi una forma tipica di Beethoven, lo scherno sarebbe stato meno efficace. Una burla vuole un bersaglio importante...

Sull'immagine di Bollani che si è liberato col jazz, la penso così: se per lui è stato tanto opprimente il conservatorio, e il jazz le canne ecc. lo hanno fatto un po' più felice, buon per lui. Non mi sento di biasimarlo per questo. Poi, in tarda età, lo vedremo uscire con la Decca o la DG con un disco dove ovviamente suona la 110.

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On 12/3/2019 at 14:00, giordanoted dice:

Ma forse con un minuetto, non proprio poi una forma tipica di Beethoven, lo scherno sarebbe stato meno efficace. Una burla vuole un bersaglio importante...

Sull'immagine di Bollani che si è liberato col jazz, la penso così: se per lui è stato tanto opprimente il conservatorio, e il jazz le canne ecc. lo hanno fatto un po' più felice, buon per lui. Non mi sento di biasimarlo per questo. Poi, in tarda età, lo vedremo uscire con la Decca o la DG con un disco dove ovviamente suona la 110.

E sarà salutato come una grandissima rivelazione quando invece sarà un'esecuzione molto scolastica.

P.S.: Visto che gli piace il jazz, facesse la 111.

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  • 1 year later...

0028948396603.jpg

Spulciando le future uscite DG, vedo questa roba, con questa reboante presentazione: "Während die Welt den 250. Jahrestag der Geburt Beethovens feiert, ehren Institutionen auf der ganzen Welt diesen Tag mit Beethovens Repertoire. Der Klassik-Gigant Deutsche Grammophon, hat jedoch einen anderen Ansatz gewählt und den deutschen Produzenten Christian Löffler eingeladen, vier Originalaufnahmen der 1920er Jahre aus dem Beethoven-Repertoire neu zu interpretieren. Nach einer Reihe erfolgreicher Neubearbeitungen einiger der frühesten Shellac-Aufnahmen von Beethovens Meisterwerken durch die Deutsche Grammophon, kehrt Christian Löffler mit einer vollständigen Albumveröffentlichung von Shellac Reworks zurück. Auf Parallels werden uns kompositorische Neubearbeitungen von Bach bis Bizet vorgestellt, darunter auch seine früheren Aufnahmen von Beethoven".

Il puzzo di bruciato mi è arrivato subito.

Ho cercato. Ecco i prodotti musicali di cotanto artista

 

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

Il puzzo di bruciato mi è arrivato subito.

Ho cercato. Ecco i prodotti musicali di cotanto artista

Idem. Già vedendo la pellegrina sulla capoccia nun se subodorava niente di buono...

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On 29/12/2020 at 14:18, Wittelsbach dice:

0028948396603.jpg

Spulciando le future uscite DG, vedo questa roba, con questa reboante presentazione: "Während die Welt den 250. Jahrestag der Geburt Beethovens feiert, ehren Institutionen auf der ganzen Welt diesen Tag mit Beethovens Repertoire. Der Klassik-Gigant Deutsche Grammophon, hat jedoch einen anderen Ansatz gewählt und den deutschen Produzenten Christian Löffler eingeladen, vier Originalaufnahmen der 1920er Jahre aus dem Beethoven-Repertoire neu zu interpretieren. Nach einer Reihe erfolgreicher Neubearbeitungen einiger der frühesten Shellac-Aufnahmen von Beethovens Meisterwerken durch die Deutsche Grammophon, kehrt Christian Löffler mit einer vollständigen Albumveröffentlichung von Shellac Reworks zurück. Auf Parallels werden uns kompositorische Neubearbeitungen von Bach bis Bizet vorgestellt, darunter auch seine früheren Aufnahmen von Beethoven".

Il puzzo di bruciato mi è arrivato subito.

Ho cercato. Ecco i prodotti musicali di cotanto artista

 

Ormai ho imparato che di solito quando un autore "Popular" cerca troppe legittimazioni tirando per la giacca il mondo Classico bisogna iniziare ad alzare l'attenzione: "the man who needs to shout 'I am the King!', he's not the King", ed allo stesso modo chi è bravo, qualunque sia il suo campo, non ha bisogno di tentare di riflettere l'altrui luce per legittimarsi. Pensavo ad esempio a Stuart Copeland, il batterista dei Police: pur avendo chiarissime influenze dal Jazz, da varie Musiche Popolari (in particolari quelle del "Medio Oriente") e da quella Classica sia nella tecnica esecutiva che nel modo di "incastrarsi" con gli altri componenti del gruppo, non ha mai insistito su di esse, è il modo in cui suona a parlare per lui, e lo trovo molto migliore dei tanti autoproclamati "geni" di cui si parla in questo thread:

13 ore fa, franco santi dice:

Consiglio, per avere un'idea, di "diverso,  originale, armonicamente nuovo, l'ascolto della" toccata settima" di Michelangelo Rossi.  Salutissimi, franco santi. 

Me la sono andata ad ascoltare per curiosità. Bel Pezzo, si muove più sulle coordinate di quello che sarà lo stile anche di Zipoli o Pasquini, però i cromatismi della seconda parte iniziano a divergere. Ma siamo un po' off-topic, quindi mi fermerei qui.

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