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Allevi, Einaudi & altre schifezze

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Guest tom207
Sarà che siete in molti contro di me e non riesco a reggere le fila dei vostri attacchi (abbiate rispetto almeno della persona anziana). Ma se ne avete gli strumenti, spiegatemi perchè Webern è più contemporaneo di Allevi. E prima, magari esponete cosa si intende per "contemporaneo".

Una piccola precisazione: il fatto che vi diate spesso delle cameratesche pacche sulle spalle e vi facciate coraggio tra di voi non aumenta di una briciola la forza delle vostre argomentazioni.

Non so che età hai, io sono piuttosto avanti con gli anni (49 appena compiuti), ma questo credo c'entri poco. Non ho dato nè ricevuto pacche; avevo fatto una domanda: che cosa offre di alternativo Allevi alle tecniche seriali, al minimalismo, ecc.? Il fatto è che da un po' di tempo arriva qualcuno che innalza alle somme vette sto Allevi... insomma, questo è un forum di musica classica, intendendo, con questa, tutta la musica che attraverso i secoli ha scritto pagine di Storia mediante il talento, il genio, l'impegno, l'intuito di grandissimi musicisti che, uno dopo l'altro, hanno elaborato linguaggi nuovi ed efficaci per comunicare le emozioni, i segni del proprio tempo. Il linguaggio dell'800 non va bene, perché era relativo a quel tempo, e risulta efficace con la musica scritta allora, se usato oggi risulta anacronistico. Nel primo Novecento alcuni geni, quali Debussy, Schoenberg, Stravinsky, ecc. hanno elaborato nuove metodologie di comunicazione, che poi i loro seguaci ed allievi hanno raffinato, selezionato, rielaborato, ecc. adeguandole ai nuovi tempi. Ci sono musiche, come è stato detto, piacevoli, che fanno ancora uso della scrittura tonale, più o meno allargata, che hanno molti seguaci, ma che non si possono far rientrare nel genere musicale che si definisce "classica" solo perché "assomigliano" alla grande musica dei geni del passato. E non sono per niente convinto che per il fatto che attiri giovani sia utile alla causa della musica classica.

Se tu sei edotto in merito, vorrei (ri)chiederti: in cosa la musica di Allevi va "oltre" i grandi musicisti del 900 che hai citato?

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Chissà cosa penserebbe il signor Allevi della sua appassionata arringa... :P

e non è escluso che la stia leggendo..come già successe nel forum con un altra utente :D

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e non è escluso che la stia leggendo..come già successe nel forum con un altra utente :D

Cacchio, questa me la sono persa :o Si può saperne di più?

Bene, immagino che neanche l'intervento di Tom, come al solito lucido, intelligente e correttamente argomentato, abbia sortito effetto nel Sig. Ferrari, il quale continua a concepire questa discussione come una sorta di guerra del "palazzo" contro il Robin Hood di turno.

Riconosco che aver portato Webern come esempio non sia stata probabilmente un'azione proficua, dal momento che il Sig. Ferrari ha subito cercato di manipolare in modo strumentale la cosa inserendomi (ci) in quella scuola di pensiero che tende ad accademizzare la musica seriale facendone dogma. Troppo facile Sig. Ferrari, così proprio non andiamo bene.

Credo di parlare a nome di tutti se spiego al Sig. Ferrari che questa interpretazione non è accettabile.

Quando Schoenberg ultimò la definizione della serie e delle regole che la governavano precisò che quello era solo uno dei punti di arrivo nell'infinita e travagliata storia della musica occidentale, non la soluzione.

Di fatto la musica dodecafonica si porta sulle spalle secoli di evoluzione di un linguaggio e ne estremizza le regole e i contenuti, nel tentativo di superare una fase in cui la musica non riusciva più ad aderire perfettamente all'evoluzione culturale di un popolo. Se dopo qualcuno l'ha interpretata come punto di partenza per approdare a qualcos'altro è una questione sulla cui bontà ancora oggi si dibatte.

Però la dodecafonia è fondamentale per la rappresentatività del nostro tempo già solo per la libertà (o illibertà, a seconda dei punti di vista) che porta in dote: essa dimostra che è possibile "uscire" dagli schemi stretti (sembra un paradosso) di un linguaggio limitato che ha raggiunto il suo apice, che la ricerca è possibile. Ed ecco che la pantonalità dello stesso Schoenberg, il neoclassicismo di Stravinsky e Hindemith l'alea di cage, la musica improvvisata, l'allargamento degli orizzonti verso culture extra-europee divengono aspetti validi e rappresentativi di un tempo in cui l'evoluzione non prosegue più in linea retta ma si ramifica in mille direzioni. Però procede.

L'impoverimento dei contenuti musicali di certo pop, della new age e di tanta musica leggera, sono una parte di questa ramificazione. Mi piacerebbe definirli "rami secchi", ma credo farei del torto a coloro che in ambiti vicini invece riescono ancora a dire qualcosa.

Allevi mi sembra collocabile in questi famosi "rami secchi" perchè dimostra di avere idee e una concezione della musica iscrivibile in quest'ambito.

Allevi è probabilmente rappresentativo della contemporaneità, la contemporaneità del "mordi e fuggi" che fa dell'immediatezza e superficialità il suo carattere distintivo, alla stregua di tanta musica leggera che turbina sopra le nostra teste ogni giorno.

Alla fine i valori restano e la forfora viene spazzata via dalla spazzola. Tra 100 anni si parlerà ancora di Schoenberg, di Webern e di John Cage (e naturalmente di tanti altri) come di autori che hanno saputo individualmente rappresentare un frammento del nostro tempo disgregato e multiforme.

Allevi e la sua lineare semplicità probabilmente non lasceranno traccia se non come iscritti in un fenomeno generalizzato e definito come Pop che nel suo insieme ha un peso ed è rappresentativo si, ma solo come fenomeno globale.

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Guest tom207

Ma... c'è stata una risposta di DonatoFerrari? perché non la vedo? :huh:

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Ma... c'è stata una risposta di DonatoFerrari? perché non la vedo? :huh:

No, mi sono solo portato avanti con il lavoro :D

Cacchio Leo! stracomplimenti!

(ma perchè mi perdo sempre tutto?? :ph34r: )

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Allevi credo assolutamente nulla. Io invece (visto che neanche la storia della musica colta europea di almeno tre secoli pare sortire effetti) propongo una alternativa ulteriore ad Allevi stesso:
:o

Il finale mi fa letteralmente impazzire :o

ma che c***o di musica è???? :huh::huh::wacko::wacko::wacko:<_< non dirmi che è jazz.... :ph34r::ph34r:

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Guest Music-Erik
Allevi credo assolutamente nulla. Io invece (visto che neanche la storia della musica colta europea di almeno tre secoli pare sortire effetti) propongo una alternativa ulteriore ad Allevi stesso:
:o

Il finale mi fa letteralmente impazzire :o

ma scusa fai prima a guardare MTV per esaudire il tuo bisogno di ascoltare :o

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ma che c***o di musica è???? :huh::huh::wacko::wacko::wacko:<_< non dirmi che è jazz.... :ph34r::ph34r:

In realtà è molto di più, è un'idea.

L'esempio che ho postato (ed è solo un esempio, sia chiaro, avrei potuto citare mille altre cose) indica qual'è il mio pensiero riguardo il concetto di "rivoluzione" tanto caro a DonatoFerrari.

Una cosa risulta rivoluzionaria nel momento in cui mette in discussione regole e concetti assodati risultando ugualmente coerente e credibile.

Così come la dodecafonia superò le barriere di un sistema giunto all'usura estrema, anche la musica improvvisata (che, per intenderci è vecchia come il mondo) giungendo al momento giusto, riuscì a dare una visione alternativa e nuovi stimoli ad un panorama musicale che stava cercando di progredire, attuando così un piccola rivoluzione sostanziale.

Oggi la musica free è entrata stabilmente nel bagaglio concettuale di molti compositori contemporanei che lasciano grande spazio di libertà all'esecutore nei loro lavori, disponendo di fatto di una risorsa creativa in più.

Di fronte (anche) a queste cose continuo a chiedermi (e a chiedere a DonatoFerrari) dov'è la rivoluzione attuata da Allevi? Dove sono le regole messe in discussione? In quale modo la sua musica contribuisce a determinare una visione alternativa della musica contemporanea? Quali sono i nuovi stimoli che essa ci offre?

ma scusa fai prima a guardare MTV per esaudire il tuo bisogno di ascoltare :o

Questa è una buona battuta <_< me la segno... :D

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Guest Music-Erik
In realtà è molto di più, è un'idea.

L'esempio che ho postato (ed è solo un esempio, sia chiaro, avrei potuto citare mille altre cose) indica qual'è il mio pensiero riguardo il concetto di "rivoluzione" tanto caro a DonatoFerrari.

Una cosa risulta rivoluzionaria nel momento in cui mette in discussione regole e concetti assodati risultando ugualmente coerente e credibile.

Così come la dodecafonia superò le barriere di un sistema giunto all'usura estrema, anche la musica improvvisata (che, per intenderci è vecchia come il mondo) giungendo al momento giusto, riuscì a dare una visione alternativa e nuovi stimoli ad un panorama musicale che stava cercando di progredire, attuando così un piccola rivoluzione sostanziale.

Oggi la musica free è entrata stabilmente nel bagaglio concettuale di molti compositori contemporanei che lasciano grande spazio di libertà all'esecutore nei loro lavori, disponendo di fatto di una risorsa creativa in più.

Di fronte (anche) a queste cose continuo a chiedermi (e a chiedere a DonatoFerrari) dov'è la rivoluzione attuata da Allevi? Dove sono le regole messe in discussione? In quale modo la sua musica contribuisce a determinare una visione alternativa della musica contemporanea? Quali sono i nuovi stimoli che essa ci offre?

Questa è una buona battuta <_< me la segno... :D

a parte gli scherzi, mi sembra daniel powter, quello che cantava bad day.

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A me quel cecil taylor è piaciuto :unsure:

Ne sono lieto Monkey, davvero. Personalmente ritengo sia un musicista di grande talento e lo consiglio sempre ai pianisti perchè merita veramente di essere ascoltato.

a parte gli scherzi, mi sembra daniel powter, quello che cantava bad day.

Si, dopo essere stato al sole per 8 settimane :ph34r:

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Guest Music-Erik
Ne sono lieto Monkey, davvero. Personalmente ritengo sia un musicista di grande talento e lo consiglio sempre ai pianisti perchè merita veramente di essere ascoltato.

Si, dopo essere stato al sole per 8 settimane :ph34r:

il modo di fare è lo stesso.

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il modo di fare è lo stesso.

Si, anche la musica :o . Cavolo ma allora è proprio lui!

No, impossibile. Cecil Taylor canta meglio :D

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Il sofismo e la retorica non vi manca. D'altra parte questo è un forum di persone che PARLANO di musica. E ancora dopo tante parole, e molte pacche sulle spalle (commoventi i reciproci gesti di affetto), nessuno mi ha ancora spiegato con argomentazioni TECNICO MUSICALI cosa sia la contemporaneità e perchè Webern o Schoenberg sono più contemporanei, o "avanti" di Allevi.

Per favore, vorrei sentir parlare di bemolli e diesis, non di rimandi ad altri testi.

Adesso so benissimo di essere capitato nella fossa dei leoni, ma deporrò volentieri le armi solo davanti un discorso autorevole, che abbia forza persuasiva in se stesso e non rimandi ad altre presunte autorità.

Se non saprete rispondere a tono, mi dedicherei volentieri ad altro (ricette di cucina, il gioco delle carte ecc.), cosa che consiglierò di fare anche a voi tutti.

Intanto mi leggo con gusto la lunga intervista di Giovanni Allevi uscita proprio oggi sul Messaggero in pagina intera nazionale, fatta da Gasponi (il più importante critico musicale specialista della musica classica che abbiamo in italia).

P.s. vi siete accorti che alziamo l'audiance????

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Il sofismo e la retorica non vi manca. D'altra parte questo è un forum di persone che PARLANO di musica.

Sei talmente irritante che non meriteresti nemmeno risposta. In questo forum quasi tutti FANNO musica e spesso ad alti livelli. Nonostante ti siano state date risposte io credo esaurienti riguardo la questione Allevi, tu continui a ciurlare nel manico eludendo il nocciolo del discorso. Ho il sospetto che qui l'unico che "parla" e a vanvera sei tu che ignori ogni spunto di discussione costruttivo sputando su tutti gli argomenti che ti poniamo di fronte.

E ancora dopo tante parole, e molte pacche sulle spalle (commoventi i reciproci gesti di affetto), nessuno mi ha ancora spiegato con argomentazioni TECNICO MUSICALI cosa sia la contemporaneità e perchè Webern o Schoenberg sono più contemporanei, o "avanti" di Allevi.

Per favore, vorrei sentir parlare di bemolli e diesis, non di rimandi ad altri testi.

Perchè se si parlasse di "contemporaneità" con i diesis e i bemolli credi ancora che Allevi ne uscirebbe bene? ma vedi he non sai cosa dici? e continui a dare a noi dei cialtroni?

Quando ti parlo di "evoluzione di un lingiuaggio" secondo te che ti racconto, l'ultima puntata di "Beautiful"??

Quando ti dico che la dodecafonia è uno dei passi estremi oltre la crisi del sistema tonale (conosci il termine "tonale"???) secondo te di che parlo, di una partita di calcio? Cedo che il vero punto su cui dibattere l'abbiamo centrato eccome, evidentemente però pare che tu non sia in grado di coglierlo.

Vuoi i diesis e i bemolle? perfetto, comincia tu a raccontarmi come si deve perchè, secondo te, Allevi è più "contemporaneo" di tutti gli altri da un punto di vista TECNICO-MUSICALE. Facciamo un'analisi comparata della sua musica con quella di altri autori, sono curioso di vederlo confrontato in chiave TECNICO-MUSICALE a gente tipo Mahler, Schoenberg, Ligeti. Guarda, per venirti incontro ti lascio libero di spaziare, la "contemporaneità" tutto sommato mi interessa fino ad un certo punto, se vuoi puoi farmi un'analisi comparata anche rispetto ad autori dell'800, sono pronto a tutto.

Naturalmente mi dovrai parlare anche di strutture compositive, di storia dell'evoluzione delle stesse e di tecniche di composizione. Per esempio sarei molto curioso di vedere paragonato in senso TECNICO-MUSICALE un brano di Allevi con la "Kammersymphonie Op.9" o i "5 pezzi Op.16" di Schoenberg (e guarda che ti aiuto, qui la dodecafonia e Webern non c'entrano un fico secco), oppure con un qualunque pezzo di Ligeti, a scelta. Ma davvero credi che la costruzione dei brani di Allevi possa essere superiore e più evoluta di questi citati?

Adesso so benissimo di essere capitato nella fossa dei leoni, ma deporrò volentieri le armi solo davanti un discorso autorevole, che abbia forza persuasiva in se stesso e non rimandi ad altre presunte autorità

Certo, perchè per parlare in modo "autorevole" di musica con te bisogna presentarti credenziali e curriculum, le argomentazioni non bastano. Tu sei il classico personaggio che tiene conto solo delle opinioni di chi è "autorevole". Mi sa che anche qui caschi male perchè qui dentro di "autorevole" ce n'è più d'uno.

Ma quale fossa dei leoni, tu ti sbrani da solo. E basta con quest'atteggiamento da "uno contro tutti" pseudo-vittimistico, qui nessuno ce l'ha con te, come devo fare per fartelo entrare in testa? devo usare il trapano??? :o

Se non saprete rispondere a tono, mi dedicherei volentieri ad altro (ricette di cucina, il gioco delle carte ecc.), cosa che consiglierò di fare anche a voi tutti.

Ecco bravo, prova la "terza via" chissà che ti va meglio. Per quanto mi riguarda cucino già, e mi piace pure. E' un'attività che pratico nel privato quando non faccio il musicista.

Intanto mi leggo con gusto la lunga intervista di Giovanni Allevi uscita proprio oggi sul Messaggero in pagina intera nazionale, fatta da Gasponi (il più importante critico musicale specialista della musica classica che abbiamo in italia).

Il quale, ai tuoi occhi, legittimerà Allevi come grande compositore e noi tutti come delle emerite mezze seghe.

Noto da parte tua (e lo noto non senza un certo disgusto ti confesso) il reiterato utilizzo di formule tipo: "stampato in tutto il mondo da Carich"; "ha fatto il pieno al glorioso Bluenote di New York"; "Il più importante critico musicale italiano" (te ne intendi proprio eh?); "pagina intera nazionale". Colpi portati attraverso la più becera e tipica ottica limitata e provinciale, secondo la quale siccome si parla di Allevi a livello nazionale e internazionale LUI è bravo mentre noi siamo delle merdacce. Di musica (e argomentazioni TECNICO-MUSICALI come piace dire a te) però non ne parli. Bene, è la tua occasione. Aspettiamo.

Naturalmente andrò a cercare on-line questa intervista ad Allevi e la leggerò con molta attenzione.

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Ho trovato l'intervista di Allevi:

Allevi sul messaggero

Dalle sue parole tutto si ridimensiona per quello che è. Pur non trovando interessante il suo progetto risulta certo più credibile raccontato da lui che da DonatoFerrari.

Ribadisco che DonatoFerrari non gli fa una buona pubblicità.

P.S. Caro Donato, noto che ripeti a macchinetta alcuni concetti espressi dallo stesso Allevi. Non sai esprimerne di tuoi o Allevi sei tu? :o

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Guest tom207

Quoto quanto scritto da Pacific (ma con le mani in tasca! B) ) e contesto questo tentativo di girare la frittata da parte di D.F.. Fino a prova contraria la cronologia dice che PRIMA sono venuti Schoenberg, Webern, Berg, ecc. e POI Allevi, quindi non credo che qualcuno debba dimostrare in cosa questi maestri siano più contemporanei di Allevi, ma, scusa tanto, proprio il contrario. Sei tu che ci dovresti convincere che questo compositore ha le carte in regola per entrare nel novero dei grandi, non noi del contrario, visto che ormai costoro ci sono e ci stanno. Di diesis e bemolli ce ne intendiamo parecchio, parla pure con linguaggio sofisticato, se vuoi, ma dicci qualcosa, per ora non abbiamo visto una sola riga di spiegazione tecnica. Se poi non capiamo, chiederemo ...

Non sei in nessuna fossa dei leoni, qui ognuno espone le proprie argomentazione, poi capita abbastanza spesso che ci si prenda in giro, si litighi un po' (vedi tutte le diàtribe su Celibidache!!!... :ph34r: ), e non è che ci si conosca a sufficienza da fare "comunella". La questione è che su compositori di quel tipo la pensiamo, più o meno, allo stesso modo. Rilassati, cucina, riposati... e poi, se vuoi, dacci qualche spunto credibile su cui riflettere, non solo sterile polemica. Ciao.

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Quoto quanto scritto da Pacific (ma con le mani in tasca! B) ) e contesto questo tentativo di girare la frittata da parte di D.F.. Fino a prova contraria la cronologia dice che PRIMA sono venuti Schoenberg, Webern, Berg, ecc. e POI Allevi, quindi non credo che qualcuno debba dimostrare in cosa questi maestri siano più contemporanei di Allevi, ma, scusa tanto, proprio il contrario. Sei tu che ci dovresti convincere che questo compositore ha le carte in regola per entrare nel novero dei grandi, non noi del contrario, visto che ormai costoro ci sono e ci stanno. Di diesis e bemolli ce ne intendiamo parecchio, parla pure con linguaggio sofisticato, se vuoi, ma dicci qualcosa, per ora non abbiamo visto una sola riga di spiegazione tecnica. Se poi non capiamo, chiederemo ...

Non sei in nessuna fossa dei leoni, qui ognuno espone le proprie argomentazione, poi capita abbastanza spesso che ci si prenda in giro, si litighi un po' (vedi tutte le diàtribe su Celibidache!!!... :ph34r: ), e non è che ci si conosca a sufficienza da fare "comunella". La questione è che su compositori di quel tipo la pensiamo, più o meno, allo stesso modo. Rilassati, cucina, riposati... e poi, se vuoi, dacci qualche spunto credibile su cui riflettere, non solo sterile polemica. Ciao.

E se non ci fosse Tom questo forum sarebbe un ring pieno di sangue! :o

Ascolta la voce del buonsenso DonatoFerrari.

(spero non venga interpretato come una cameratesca pacca sulla spalla Tom, io dico sul serio)

P.S. perchè le "mani in tasca"? :ph34r:

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Guest tom207
Ho trovato l'intervista di Allevi:

Allevi sul messaggero

Dalle sue parole tutto si ridimensiona per quello che è. Pur non trovando interessante il suo progetto risulta certo più credibile raccontato da lui che da DonatoFerrari.

Ribadisco che DonatoFerrari non gli fa una buona pubblicità.

P.S. Caro Donato, noto che ripeti a macchinetta alcuni concetti espressi dallo stesso Allevi. Non sai esprimerne di tuoi o Allevi sei tu? :o

:o io non ho visto e/o capito alcun progetto! Questo prende spunti da Chopin, Liszt... e ci costruisce brani suoi. Dove sarebbe la contemporaneità?? Il fatto che Muti lo abbia bellamente snobbato non gli ha aperto gli occhi... Faccia pure la sua musica, visto che gli dà fama e richezza, ma già che la voglia chiamare "classica contemporanea", scusate, ma a me fa ridere!!!

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:o io non ho visto e/o capito alcun progetto! Questo prende spunti da Chopin, Liszt... e ci costruisce brani suoi. Dove sarebbe la contemporaneità?? Il fatto che Muti lo abbia bellamente snobbato non gli ha aperto gli occhi... Faccia pure la sua musica, visto che gli dà fama e richezza, ma già che la voglia chiamare "classica contemporanea", scusate, ma a me fa ridere!!!

Bè, almeno spiega cosa intende lui per "classica contemporanea" (termine comunque stupido oltre che inesatto), non butta il termine lì a vanvera come fanno molti.

Ho usato il termine "progetto" come gentilezza nei suoi confronti visto che, a suo dire, pare pretendere di averne uno.

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E no, Pacific231, ti sei sfogato, mi hai citato tantissime belle opere, hai fatto capire a tutti che sai molte cose, ma non mi hai risposto, e con un furbissimo tocco da maestro, hai rigirato a me la domanda.

Perchè Shoenberg è più contemporaneo di Allevi?

Non è una risposta da poco, perchè c'è in gioco qualcosa di molto importante....

E cosa è la contemporaneità.

Sono una persona che fa due domande ad un'altra persona intelligente e preparata. Mi interessa solo confrontarmi con le tue risposte, e non mi importa niente di avere ragione, perchè non è in gioco la mia soddisfazione personale, ma qualcosa di molto più importante.

Per me Allevi, Giovanni Allevi è più "contemporaneo" di Shoenberg perchè il suo linguaggio riesce a raggiungere, ad emozionare ed a creare dei cambiamenti nella società di oggi. Il suo è un linguaggio colto e non pop, fatto con il pianoforte solo attraverso forme più o meno complesse, ma non è certo fatto di canzoni col testo e la batteria, nell'alternanza strofa ritornello, così come nel pop che tutti conosciamo.

Credi davvero che Giovanni Allevi non sappia cosa è la dodecafonia? Nel cd "13 dita" a partire dalla Toccata in 10/16 in stile "quasi rigorosamente dodecafonico" come lui stesso afferma, senti un progressivo allontanamento da quella che semplicemente è una corrente che ha fatto il suo corso, fino all'ultimo album "No Concept" dove ne prende le distanze per ricominciare a dire qualcosa di significativo e veramente "contemporaneo".

In un altro topic spiegherò in modo dettagliato perchè Giovanni Allevi (e non "questo Allevi") sta realizzando una rivoluzione nel mondo della musica. Spero solo che qualcuno riesca a leggere le mie parole prima che il topic venga cancellato dagli amministratori del forum, cosa che è già avvenuta, e che dimostra che mi trovo davvero nella fossa dei leoni.

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E no, Pacific231, ti sei sfogato, mi hai citato tantissime belle opere, hai fatto capire a tutti che sai molte cose, ma non mi hai risposto, e con un furbissimo tocco da maestro, hai rigirato a me la domanda.

Perchè Shoenberg è più contemporaneo di Allevi?

Non è una risposta da poco, perchè c'è in gioco qualcosa di molto importante....

E cosa è la contemporaneità.

Sono una persona che fa due domande ad un'altra persona intelligente e preparata. Mi interessa solo confrontarmi con le tue risposte, e non mi importa niente di avere ragione, perchè non è in gioco la mia soddisfazione personale, ma qualcosa di molto più importante.

Per me Allevi, Giovanni Allevi è più "contemporaneo" di Shoenberg perchè il suo linguaggio riesce a raggiungere, ad emozionare ed a creare dei cambiamenti nella società di oggi. Il suo è un linguaggio colto e non pop, fatto con il pianoforte solo attraverso forme più o meno complesse, ma non è certo fatto di canzoni col testo e la batteria, nell'alternanza strofa ritornello, così come nel pop che tutti conosciamo.

Credi davvero che Giovanni Allevi non sappia cosa è la dodecafonia? Nel cd "13 dita" a partire dalla Toccata in 10/16 in stile "quasi rigorosamente dodecafonico" come lui stesso afferma, senti un progressivo allontanamento da quella che semplicemente è una corrente che ha fatto il suo corso, fino all'ultimo album "No Concept" dove ne prende le distanze per ricominciare a dire qualcosa di significativo e veramente "contemporaneo".

In un altro topic spiegherò in modo dettagliato perchè Giovanni Allevi (e non "questo Allevi") sta realizzando una rivoluzione nel mondo della musica. Spero solo che qualcuno riesca a leggere le mie parole prima che il topic venga cancellato dagli amministratori del forum, cosa che è già avvenuta, e che dimostra che mi trovo davvero nella fossa dei leoni.

Intanto non hai usato esempi TECNICO-MUSICALI come ti avevo chiesto ma hai semplicemente ribadito quanto affermato in precedenza. Allora visto che ti ostini a mantenere la discussione in questi termini posso dirti di averti già risposto (e più di una volta).

Sulla complessità delle forme di Allevi mi sembra non ci siano dubbi. Nulla di nuovo dice, nulla di nuovo crea.

Cosa significa in "stile quasi dodecafonico"? che usa la serie a tratti? che adotta una forma mista? questa è la rivoluzione? allontanarsi dalla serie perchè ha fatto il suo corso? spiacente deluderti ma pure questo è già stato fatto. La serie è stata usata, rigirata, polverizzata, frammentata, ne ha già viste di tutti i colori povera crista!

Ci risiamo però con il famoso concetto del "prende le distanze per ricominciare a dire qualcosa di significativo e veramente contemporaneo". Stai a dire sempre le stesse cose. Mi vuoi argomentare, cortesemente, cosa significa "sta realizzando una rivoluzione nel mondo della musica" in modo chiaro e comprensibile a tutti una buona volta?

Guarda, ho letto l'intervista del "Messaggero". Allevi pare confermare esattamente quello che noi andiamo dicendo da giorni: è un compositore di musica leggera (guarda che la definizione va presa per quello che è, uno può fare musica leggera anche senza suonare canzoni pop con basso e batteria e pure usando suggestioni e qualche tecnica che si possa ricondurre alla tradizione classica).

Mi piace meno la parte in cui avanza pretese: "mi sento parte della contemporaneità". Va bene, ma gradirei argomentasse pure lui cosa intende con questa affermazione. Io la mia l'ho detta su come lo vedo inserito "nella contemporaneità". Risposte zero però.

Continuo a voler pensare ad una onestà di fondo del suo discorso, anche se il dubbio che il vero volpone sia lui (e non io) si sta pian piano impadronendo dei miei pochi e stanchi neuroni.

Ti consiglio di spiegare QUI il discorso sulla contemporaneità, non in un altro topic, verrebbe certamente chiuso dato che c'è già questo in essere. O forse credi che i moderatori a te ostili non stiano leggendo queste pagine? stai tranquillo, se stiamo scrivendo ancora qui sopra è perchè hanno ritenuto che questa discussione poteva avere un senso, non ti chiudono i topic solo perchè sono cattivi. Quindi approfittane ora, se la discussione langue potrebbero anche cambiare idea ;)

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Guest Music-Erik
E no, Pacific231, ti sei sfogato, mi hai citato tantissime belle opere, hai fatto capire a tutti che sai molte cose, ma non mi hai risposto, e con un furbissimo tocco da maestro, hai rigirato a me la domanda.

Perchè Shoenberg è più contemporaneo di Allevi?

Non è una risposta da poco, perchè c'è in gioco qualcosa di molto importante....

E cosa è la contemporaneità.

Sono una persona che fa due domande ad un'altra persona intelligente e preparata. Mi interessa solo confrontarmi con le tue risposte, e non mi importa niente di avere ragione, perchè non è in gioco la mia soddisfazione personale, ma qualcosa di molto più importante.

Per me Allevi, Giovanni Allevi è più "contemporaneo" di Shoenberg perchè il suo linguaggio riesce a raggiungere, ad emozionare ed a creare dei cambiamenti nella società di oggi. Il suo è un linguaggio colto e non pop, fatto con il pianoforte solo attraverso forme più o meno complesse, ma non è certo fatto di canzoni col testo e la batteria, nell'alternanza strofa ritornello, così come nel pop che tutti conosciamo.

Credi davvero che Giovanni Allevi non sappia cosa è la dodecafonia? Nel cd "13 dita" a partire dalla Toccata in 10/16 in stile "quasi rigorosamente dodecafonico" come lui stesso afferma, senti un progressivo allontanamento da quella che semplicemente è una corrente che ha fatto il suo corso, fino all'ultimo album "No Concept" dove ne prende le distanze per ricominciare a dire qualcosa di significativo e veramente "contemporaneo".

In un altro topic spiegherò in modo dettagliato perchè Giovanni Allevi (e non "questo Allevi") sta realizzando una rivoluzione nel mondo della musica. Spero solo che qualcuno riesca a leggere le mie parole prima che il topic venga cancellato dagli amministratori del forum, cosa che è già avvenuta, e che dimostra che mi trovo davvero nella fossa dei leoni.

:o ribadisco:i suoi motivetti sono orecchiabili e puramente commerciali.Se ti sei iscritto a questo forum parla di classica, please :P

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E no, Pacific231, ti sei sfogato, mi hai citato tantissime belle opere, hai fatto capire a tutti che sai molte cose, ma non mi hai risposto, e con un furbissimo tocco da maestro, hai rigirato a me la domanda.

Perchè Shoenberg è più contemporaneo di Allevi?

Non è una risposta da poco, perchè c'è in gioco qualcosa di molto importante....

E cosa è la contemporaneità.

Sono una persona che fa due domande ad un'altra persona intelligente e preparata. Mi interessa solo confrontarmi con le tue risposte, e non mi importa niente di avere ragione, perchè non è in gioco la mia soddisfazione personale, ma qualcosa di molto più importante.

Allora, riprendiamo in mano queste affermazioni in modo da cercare di correggere il tiro (così evito di passare per il furbissimo manipolatore che non sono).

Alla domanda "perchè Schoenberg è più contemporaneo di Allevi", tra le tante informazioni che ti abbiamo dato credo che la seguente sia già sufficiente per indicarti un pò la risposta. Mi auto-quoto, forse il post in questione ti è sfuggito o non l'hai voluto leggere:

Quando Schoenberg ultimò la definizione della serie e delle regole che la governavano precisò che quello era solo uno dei punti di arrivo nell'infinita e travagliata storia della musica occidentale, non la soluzione.

Di fatto la musica dodecafonica si porta sulle spalle secoli di evoluzione di un linguaggio e ne estremizza le regole e i contenuti, nel tentativo di superare una fase in cui la musica non riusciva più ad aderire perfettamente all'evoluzione culturale di un popolo. Se dopo qualcuno l'ha interpretata come punto di partenza per approdare a qualcos'altro è una questione sulla cui bontà ancora oggi si dibatte.

Però la dodecafonia è fondamentale per la rappresentatività del nostro tempo già solo per la libertà (o illibertà, a seconda dei punti di vista) che porta in dote: essa dimostra che è possibile "uscire" dagli schemi stretti (sembra un paradosso) di un linguaggio limitato che ha raggiunto il suo apice, che la ricerca è possibile. Ed ecco che la pantonalità dello stesso Schoenberg, il neoclassicismo di Stravinsky e Hindemith l'alea di cage, la musica improvvisata, l'allargamento degli orizzonti verso culture extra-europee divengono aspetti validi e rappresentativi di un tempo in cui l'evoluzione non prosegue più in linea retta ma si ramifica in mille direzioni. Però procede.

L'impoverimento dei contenuti musicali di certo pop, della new age e di tanta musica leggera, sono una parte di questa ramificazione. Mi piacerebbe definirli "rami secchi", ma credo farei del torto a coloro che in ambiti vicini invece riescono ancora a dire qualcosa.

Allevi mi sembra collocabile in questi famosi "rami secchi" perchè dimostra di avere idee e una concezione della musica iscrivibile in quest'ambito.

Allevi è probabilmente rappresentativo della contemporaneità, la contemporaneità del "mordi e fuggi" che fa dell'immediatezza e superficialità il suo carattere distintivo, alla stregua di tanta musica leggera che turbina sopra le nostra teste ogni giorno.

Alla fine i valori restano e la forfora viene spazzata via dalla spazzola. Tra 100 anni si parlerà ancora di Schoenberg, di Webern e di John Cage (e naturalmente di tanti altri) come di autori che hanno saputo individualmente rappresentare un frammento del nostro tempo disgregato e multiforme.

Allevi e la sua lineare semplicità probabilmente non lasceranno traccia se non come iscritti in un fenomeno generalizzato e definito come Pop che nel suo insieme ha un peso ed è rappresentativo si, ma solo come fenomeno globale

Come vedi, uno spunto di come la penso te lo avevo già dato in precedenza. Ma ora veniamo a te:

Per me Allevi, Giovanni Allevi è più "contemporaneo" di Shoenberg perchè il suo linguaggio riesce a raggiungere, ad emozionare ed a creare dei cambiamenti nella società di oggi.

E' questo concetto che continuo a non inquadrare. Forse pensi che per rappresentare il sentire dell'uomo contemporaneo sia obbligatorio adottare esclusivamente forme involute ed elementarizzate?

Se è così allora io e tanti altri siamo esseri anacronistici che vivono in un'altra epoca. Personalmente ritengo che la complessità del nostro tempo sia meglio rappresentata da un linguaggio che trovo più vicino a me per evoluzione e struttura. Mi riconosco in Mahler, quindi Mahler è "contemporaneo", mi riconosco nel linguaggio di Ligeti o Xenakis, quindi suppongo che anche loro rappresentino la contemporaneità. Questi autori mi emozionano e come me emozionano tante altre persone.

Ma forse tu sei di quelli che pensano che per fare una rivoluzione culturale l'arte deve "spogliarsi" e regredire fino raggiungere e quindi (nelle intenzioni) accontentare tutti? E' questo il cambiamento che scorgi nel messaggio di Allevi?

Guarda che se è così ti comunico che la storia ci insegna quanto questa strada non sia affatto sgombra da trappole mortali :o

Il linguaggio deve evolversi, non regredire, magari cambiare forma ma non rinnegare quanto fatto in precedenza se questo ha prodotto risultati. Allevi stesso cita Chopin e Liszt come sue fonti di ispirazione. Allora queste fonti sono utili a determinare la contemporaneità di Allevi perchè (chi più, chi meno) adottano un linguaggio che si avvicina a quello scelto dal pianista per esprimersi mentre Schoenberg che fa roba dissonante deve essere considerato "superato"? E' questa la rivoluzione allora, un "ritorno al passato"? Perchè il passato è capace di aggregare mentre le conquiste più recenti del linguaggio musicale no?

Allora tanto vale ascoltarsi Chopin, infinitamente più interessante di Allevi.

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