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andreozzo

Glenn Gould, Variazioni Goldberg

Qual'è la migliore interpretazione?  

27 voti

  1. 1. Variazioni Goldberg, Glenn Gould

    • 1955
      9
    • 1981
      18


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Bene, come da sondaggio: Quale della due interpretazioni effettuate da Glenn Gould

delle Variazioni Goldberg è la migliore? :rolleyes:

comincio io: secondo me la migliore è quella del 1955, in quanto quella del 1981 mi

sembra troppo lenta e meno significativa... :o^_^^_^

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Bene, come da sondaggio: Quale della due interpretazioni effettuate da Glenn Gould

delle Variazioni Goldberg è la migliore? :rolleyes:

comincio io: secondo me la migliore è quella del 1955, in quanto quella del 1982 mi

sembra troppo lenta e meno significativa... :o^_^^_^

beh nell'82 glenn gould era molto piu vecchio e prossimo al decesso

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Sicuramente la SECONDA!!! Ed ecco cosa dice anche Glenn Gould riguardo l'incisione del 1981(della durata di 51:15 minuti rispetto ai 38:27 della prima):

"Gran parte della musica che mi tocca profondamente vorrei sentirla suonare in un tempo molto lento e meditativo(e naturalmente suonarla così anch'io). [...] In passato la spinta ritmica era per me estremamente importante, ma col passare degli anni ho avuto sempre più l'impressione che molte interpretazioni(e certamente anche buona parte delle mie) erano troppo veloci. Penso che una delle ragioni sia il fatto che tutta la musica che mi interessa, senza eccezioni, è contrappuntistica; [...] e trovo che la musica contrappuntistica richieda semplicemente un tempo lento e ponderato. Ed è proprio la mancanza di tempi lenti [...] che mi dà fastidio nella mia vecchia incisione delle Variazioni Goldberg."

Racconta ancora (la dichiarazione viene fatta qualche giorno prima della registrazione dell'81 riascoltanto l'incisione precedente):

"Devo dire che l'impressione è stata ambivalente. Ho ascoltato ampie sezioni dell'incisione con grande divertimento, ad esempio per quanto riguarda l'humour che vi ho sempre ripetutamente scoperto, [...] ed effettivamente ho riconosciuto dovunque la mia impronta, per lo meno in senso pianistico. [...] Ma, e si tratta di un 'ma' colossale, non riuscivo assolutamente ad identificarmi con lo spirito della persona che aveva compiuto quell'incisione. Mi sembrava quasi un estraneo il quale si era trovato dentro la mia pelle. [...] L'incisione, è semplicemente molto 'pianistica', ed è più o meno il peggior rimprovero che possa fare a un'interpretazione."

E in ultimo, ma è la parte più interessante, quello che deve aver irritato Gould nella sua prima incisione era l'incoerenza dell'impostazione dell'opera nel suo insieme:

"Col passare degli anni mi è divenuto chiaro che per un'opera musicale, indipendentemente dalla sua lunghezza, vi è un..., avrei quasi detto 'tempo', ma sarebbe stata la parola sbagliata, vi è una pulsazione fondamentale, un punto di riferimento ritmico che rimane costante. Naturalmente non vi potrebbe essere nulla di più mortalmente noioso di un metro che continua all'infinito, [...] ma è possibile scegliere una pulsazione fondamentale che si può suddividere o moltiplicare(non necessariamente secondo lo schema 2-4-8-16-32, ma spesso secondo parametri assai meno evidenti), e i risultati di queste divisioni o moltiplicazioni agiscono come pulsazioni 'subordinate' per la rispettiva sezione."

Non si può che esser d'accordo con questa "riscoperta della lentezza" e con questa idea della "pulsazione fondamentale" che rimane sempre percettibile nella seconda incisione... ;)B)

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Sicuramente la SECONDA!!! Ed ecco cosa dice anche Glenn Gould riguardo l'incisione del 1981(della durata di 51:15 minuti rispetto ai 38:27 della prima):

"Gran parte della musica che mi tocca profondamente vorrei sentirla suonare in un tempo molto lento e meditativo(e naturalmente suonarla così anch'io). [...] In passato la spinta ritmica era per me estremamente importante, ma col passare degli anni ho avuto sempre più l'impressione che molte interpretazioni(e certamente anche buona parte delle mie) erano troppo veloci. Penso che una delle ragioni sia il fatto che tutta la musica che mi interessa, senza eccezioni, è contrappuntistica; [...] e trovo che la musica contrappuntistica richieda semplicemente un tempo lento e ponderato. Ed è proprio la mancanza di tempi lenti [...] che mi dà fastidio nella mia vecchia incisione delle Variazioni Goldberg."

Racconta ancora (la dichiarazione viene fatta qualche giorno prima della registrazione dell'81 riascoltanto l'incisione precedente):

"Devo dire che l'impressione è stata ambivalente. Ho ascoltato ampie sezioni dell'incisione con grande divertimento, ad esempio per quanto riguarda l'humour che vi ho sempre ripetutamente scoperto, [...] ed effettivamente ho riconosciuto dovunque la mia impronta, per lo meno in senso pianistico. [...] Ma, e si tratta di un 'ma' colossale, non riuscivo assolutamente ad identificarmi con lo spirito della persona che aveva compiuto quell'incisione. Mi sembrava quasi un estraneo il quale si era trovato dentro la mia pelle. [...] L'incisione, è semplicemente molto 'pianistica', ed è più o meno il peggior rimprovero che possa fare a un'interpretazione."

E in ultimo, ma è la parte più interessante, quello che deve aver irritato Gould nella sua prima incisione era l'incoerenza dell'impostazione dell'opera nel suo insieme:

"Col passare degli anni mi è divenuto chiaro che per un'opera musicale, indipendentemente dalla sua lunghezza, vi è un..., avrei quasi detto 'tempo', ma sarebbe stata la parola sbagliata, vi è una pulsazione fondamentale, un punto di riferimento ritmico che rimane costante. Naturalmente non vi potrebbe essere nulla di più mortalmente noioso di un metro che continua all'infinito, [...] ma è possibile scegliere una pulsazione fondamentale che si può suddividere o moltiplicare(non necessariamente secondo lo schema 2-4-8-16-32, ma spesso secondo parametri assai meno evidenti), e i risultati di queste divisioni o moltiplicazioni agiscono come pulsazioni 'subordinate' per la rispettiva sezione."

Non si può che esser d'accordo con questa "riscoperta della lentezza" e con questa idea della "pulsazione fondamentale" che rimane sempre percettibile nella seconda incisione... ;)B)

io non sono molto d'accordo con Gould... nel senso; va bene voler suonare piu lentamente, però credo

che sia davvero troppo lenta l'interpretazione dell'81... io, contrariamente a lui trovo più emozioni

nell'ascoltare la prima incisione... B);)^_^:P:D

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cancellate pure asd

:D:D:D:D:D

no, no questa rimane solo per il fatto di aver riso come un idiota

*************************************************

quella dell'81

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:D:D:D:D:D

no, no questa rimane solo per il fatto di aver riso come un idiota

*************************************************

quella dell'81

perchè dita tutti 81?!?! era dell'82! :blink::huh:B)

ok era dell'81... B)

Modificato da andreozzo

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perchè dita tutti 81?!?! era dell'82! :blink::huh:B)

pensavo che la registrazione fosse dell'81.. :o

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pensavo che la registrazione fosse dell'81.. :o

ora faccio una ricerchina veloce e ti faccio sapere... se sono dell'81 poi magari lo modifichi anche nel sondaggio così... B);)

ora faccio una ricerchina veloce e ti faccio sapere... se sono dell'81 poi magari lo modifichi anche nel sondaggio così... B);)

avevi ragione!!! :o scusate!!! :lol::D:PB)

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ora faccio una ricerchina veloce e ti faccio sapere... se sono dell'81 poi magari lo modifichi anche nel sondaggio così... B);)

avevi ragione!!! :o scusate!!! :lol::D:PB)

si è dell'81, nell'82 è morto :(

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1981. Quando ripete l'aria dopo il quodlibet ti senti sempre un po' morire.

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Quella del 55.

Piena di brio ed energia, originalità e cuore, genialità e gioia di vivere, spontaneità ed assenza di intellettualismi.

Un'incisione che emoziona dalla prima nota all'ultima

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Guest bradipoalpiano

premettendo che io e glenn non andiamo molto d'accordo, ma premettendo anche che le sue goldberg mi piacciono di molto...voto quelle dell'81

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ho votato 1955,perche' fu un incisione rivoluzionaria sotto molti punti di vista,ma adoro anche l'incisione del 1981 (che esiste anche in video).

esistono anche altre due registrazioni di Gould, una in studio del 1954 e una Live a Salisburgo del 1957.

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81 senza pensarci due volte.

Molto più meditativa e profonda, insomma matura. Anche quelle del 51 non sono male ma mi sembrano più superficiali.

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Glenn Gould non è un interprete di Bach: è stato pianista, le Variazioni Goldberg ascoltiamole al cembalo che è lo strumento per le quali sono scritte...non siamo come 100 anni fa...i cd di Bach al pianoforte sono da mettere al rogo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

EVOLVIAMOCI!!!

potrei elencare molti motivi per dire che Gould non sa suonare Bach ma penso lo sapete anche voi...

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potrei elencare molti motivi per dire che Gould non sa suonare Bach ma penso lo sapete anche voi...

eeeeeeeeeeeh? Sei un bestemmiatore!

:ph34r: :ph34r:

Le variazioni di Gould sono incredibilmente belle, così come i concerti per cembalo, i brandenburghesi, le suite inglesi, le sinfonie e le invenzioni, le toccate, le partite... come si fa a dire che Gould non sappia suonare Bach!

Che Dio ti perdoni per la bestemmia che hai detto, benedetto figliolo! :ph34r:

ps: congiuntivi... :rolleyes:

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Benedetto figliolo al di là dei gusti personali è evidente che non hai mai ascoltato le suite eseguite da Gustav Leonhardt o Ton Koopman (e non dire che le esegue troppo veloci perchè Gould non rallenta nemmeno quando si conclude un tema e ne inizia un altro in divesa tonalità). Non per dire ma sai che gli artisti che ho citato sopra sono considerati i migliori interpreti di Bach al mondo??

Non ti piace Koopman??Ascolta Vrenna o Dantone o comunque cembalisti affermati.

Forse Gould può tecnicamente essere stato una rivoluzione a suo tempo (anni '50) ma ora non è più concepibile non far nemmeno sentire la contrapposizione fra "tutti" e "soli".

poi:essendo le Suite inglesi in tre ottavi l'accento cade sl primo movimento mentre gli altri 2 vanno (andrebbero) eseguti leggermente più piano.Il signor Gould non concepisce tutto cio! per lui le crome di accompagnamento vanno fatte allo stesso modo. Il tema portante della melodia (che la faccia la sinistra o la destra non cambia) a volte è quasi sopraffatto dall'accompagnamento...manca il carattere di una suite strumentale.

devo continuare? meglio di no...

p.s. sono fresco di studi sul barocco quindi un pochino ne so in proposito.

Ciao!(comunque l'ascolto di Gould è sempre utile a fini prettamente didattici)

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Benedetto figliolo al di là dei gusti personali è evidente che non hai mai ascoltato le suite eseguite da Gustav Leonhardt o Ton Koopman (e non dire che le esegue troppo veloci perchè Gould non rallenta nemmeno quando si conclude un tema e ne inizia un altro in divesa tonalità). Non per dire ma sai che gli artisti che ho citato sopra sono considerati i migliori interpreti di Bach al mondo??

Non ti piace Koopman??Ascolta Vrenna o Dantone o comunque cembalisti affermati.

Forse Gould può tecnicamente essere stato una rivoluzione a suo tempo (anni '50) ma ora non è più concepibile non far nemmeno sentire la contrapposizione fra "tutti" e "soli".

poi:essendo le Suite inglesi in tre ottavi l'accento cade sl primo movimento mentre gli altri 2 vanno (andrebbero) eseguti leggermente più piano.Il signor Gould non concepisce tutto cio! per lui le crome di accompagnamento vanno fatte allo stesso modo. Il tema portante della melodia (che la faccia la sinistra o la destra non cambia) a volte è quasi sopraffatto dall'accompagnamento...manca il carattere di una suite strumentale.

devo continuare? meglio di no...

p.s. sono fresco di studi sul barocco quindi un pochino ne so in proposito.

Ciao!(comunque l'ascolto di Gould è sempre utile a fini prettamente didattici)

proprio il fatto che tu sia fresco di studi ti fa dare giudizi errati e allo stesso tempo ti fa pensare che tu ne sappia più di chiunque altro!!

nei migliori conservatori del mondo, agli studenti viene fatto ascoltare gould! Vrenna o altri sono degli eccellenti suonatori ma gould era un artista con la A maiuscola. con il tempo ti ricrederai.

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non volevo essere presuntuoso verso nessuno. mi scuso se ho dato questa impressione

resto comunque fermamente nelle mie posizioni. portate dunque affermazioni a vostro favore per sostenere Gould

(parlando in modo tecnico magari così non restiamo sul vago).

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Benedetto figliolo al di là dei gusti personali è evidente che non hai mai ascoltato le suite eseguite da Gustav Leonhardt o Ton Koopman (e non dire che le esegue troppo veloci perchè Gould non rallenta nemmeno quando si conclude un tema e ne inizia un altro in divesa tonalità). Non per dire ma sai che gli artisti che ho citato sopra sono considerati i migliori interpreti di Bach al mondo??

Non ti piace Koopman??Ascolta Vrenna o Dantone o comunque cembalisti affermati.

Forse Gould può tecnicamente essere stato una rivoluzione a suo tempo (anni '50) ma ora non è più concepibile non far nemmeno sentire la contrapposizione fra "tutti" e "soli".

poi:essendo le Suite inglesi in tre ottavi l'accento cade sl primo movimento mentre gli altri 2 vanno (andrebbero) eseguti leggermente più piano.Il signor Gould non concepisce tutto cio! per lui le crome di accompagnamento vanno fatte allo stesso modo. Il tema portante della melodia (che la faccia la sinistra o la destra non cambia) a volte è quasi sopraffatto dall'accompagnamento...manca il carattere di una suite strumentale.

devo continuare? meglio di no...

p.s. sono fresco di studi sul barocco quindi un pochino ne so in proposito.

Ciao!(comunque l'ascolto di Gould è sempre utile a fini prettamente didattici)

io non sono molto d'accordo.

Innanzitutto è necessario capire cosa intendiamo per polifonia. Se tu intendi "far sentire" una voce più delle altre o cose simili, sei completamente fuori strada (secondo me). Una persona è in grado di fare polifonia quando sa seguire contemporaneamente due o tre o più voci, il che a volte implica il volerne sottolineare una più importante delle altre, ma questo è secondario. Ma se sei un cultore del clavicembalo questa cosa dovresti saperla meglio di tutti noi: il clavicembalo NON PERMETTE di suonare una voce più forte o più piano delle altre (a meno che non si suoni su diverse tastiere) e quindi il senso della polifonia sta tutto quanto nella testa di chi suona.

Gould in questo senso era strepitoso :o e non sono io a dirlo... se per definirlo un mediocre interprete di Bach ti attacchi alla presunta uniformità della sua polifonia, beh, è una cosa che non sta né in cielo né in terra.

L'apprezzamento o meno del suo modo di fare musica è opinabile, ovviamente, ma devi riconoscergli il valore che merita.

Edit: ho scritto di frettissima :wacko: magari più tardi rivedo e amplio :P

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Non trovo corretta la tua affermazione che dice "è secondario mettere in risalto la voce portante del tema" in quanto proprio perchè Gould eseguiva Bach al pianoforte non poteva permettersi di trascurare questo dettaglio.al cembalo è ovvio che la variazione di tocco è molto impegnativa e quindi non si può pretendere la differenziazione sonora ma al pianoforte è d'obbligo!il pianoforte è nato proprio per far fronte a questa mancanza del cembalo. Per polifonia non si intende certo soltanto suonare più voci separatamente, ma occorre tener presente il ruolo di ogni voce all' interno del brano.è come se nei concerti brandeburghesi i violoncelli suonassero più forte dei violini I.ti pare? :guiltysmiley:

fatto sta che non riconosco la grandezza di Gould perchè paragonato per esempio a Leonhardt non regge il confronto da tutti i punti di vista.e poi esegue Bach al pianoforte e a chi studia organo (come me) non va molto giù...

è come dire che Shweitzer (non so se ho scritto il nome correttamente) al suo tempo era un grande interprete di Bach e dunque degno di considerazione tuttora. mi pare ridicolo... :sarcastic_hand:

Gould era un buon interprete al suo tempo ma ora è stato surclassato ampiamente da molti musicisti... :i-m_so_happy:

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