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Guest ndonio

L'importanza della memoria

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Guest ndonio

Quando suonate in concerto, vi affidate alla vostra memoria o portate cn voi il leggio con la partitura?

Personalmente preferisco studiare tutto a memoria. Devo solo concentrarmi sulla mia chitarra. Non voglio niente tra me e il pubblico.

Voi cosa ne pensate?

Antonio

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Guest samucito30
Quando suonate in concerto, vi affidate alla vostra memoria o portate cn voi il leggio con la partitura?

Personalmente preferisco studiare tutto a memoria. Devo solo concentrarmi sulla mia chitarra. Non voglio niente tra me e il pubblico.

Voi cosa ne pensate?

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che non hai detto che questo topic l'hai copiato dai violinisti e dai pianisti <_<

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che non hai detto che questo topic l'hai copiato dai violinisti e dai pianisti <_<

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SPAM

Suoni il pianoforte ? Suoni la chitarra ? Dunque che vuoi ? :D

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Guest ndonio
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Suoni il pianoforte ? Suoni la chitarra ? Dunque che vuoi ?  :D

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Lascialo stare Madiel, "..Egli non sa quel che dice.."

Sfido chiunque moderatore ad andare a controllare le mie visite sui nostri forum della giornata di ieri e verificare se io abbia mai aperto un topic che nn sia "Di tutto di più" o "Chitarra".

Credimi Samucito, hai sbagliato persona se cerchi un vile copione di discussioni, nn è proprio da me.

Intanto saluti.

Antonio

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Guest samucito30
SPAM

Suoni il pianoforte ? Suoni la chitarra ? Dunque che vuoi ?  :D

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Lascialo stare Madiel, "..Egli non sa quel che dice.."

Credimi Samucito, hai sbagliato persona se cerchi un vile copione di discussioni, nn è proprio da me.

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:blink: ehi quante storie!si stava solo scherzando!

non credete di esagerare?(tutti e due)

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Guest ndonio
:blink: ehi quante storie!si stava solo scherzando!

non credete di esagerare?(tutti e due)

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No

( :P )

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ma nessuno ha ancora risposto alla domanda di Ndonio. Io personalmente preferisco imparare tutto a memoria.Leggere lo spartito,una volta imparato per benino,mi crea solo confusione. Anzi,a volte,riesco a suonare solo a memoria e certi pezzi,se invece mi metto a rileggerli,non riesco neanche ad improntarli.E poi,in ogni caso,se suoni senza spartito dai un'aria di maggior sicurezza.Il tutto ovviamente,se a monte c'è stato uno studio ben adeguato,e hai compreso come fare scorrere il pezzo dal punto di vista degli abbellimenti.

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Io tendenzialmente suono con la partitura sotto il naso, non perchè sia insicuro di ciò che suono o quant' altro, ma perchè faccio un pò fatica a memorizzare, forse un pò per pigrizia.

Con il grande compositore Heitor Villa Lobos per me è impossibile suonare con la partitura, per il semplice motivo che tutta la sua musicalità ed intensità vengono meno se non si è completamente immersi nelle frasi e nella dinamica sconvolgente. Comunque io non lo vedo un grande problema il fatto di suonare con lo spartito; il grande Emanuele Segre, in un concerto a cui ho assistito, ha saputo suonare due giulianate op. 148 con il massimo dell' espressività ed intenità (mi ricordo ancora erano l" armonia e " la risoluzione") pur avendo la partitura!!!

Ovviamente però, senza smentire quanto detto prima, io quando ho dei concerti preferisco imparare a memoria i brani da eseguire (anche perchè sarei costretto a mettere gli occhiali per leggere e non li sopporto :P ).

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Guest ndonio
Io tendenzialmente suono con la partitura sotto il naso, non perchè sia insicuro di ciò che suono o quant' altro, ma perchè faccio un pò fatica a memorizzare, forse un pò per pigrizia.

Con il grande compositore Heitor Villa Lobos per me è impossibile suonare con la partitura, per il semplice motivo che tutta la sua musicalità ed intensità vengono meno se non si è completamente immersi nelle frasi e nella dinamica sconvolgente. Comunque io non lo vedo un grande problema il fatto di suonare con lo spartito; il grande Emanuele Segre, in un concerto a cui ho assistito, ha saputo suonare due giulianate op. 148 con il massimo dell' espressività ed intenità (mi ricordo ancora erano l" armonia e " la risoluzione") pur avendo la partitura!!!

Ovviamente però, senza smentire quanto detto prima, io quando ho dei concerti preferisco imparare a memoria i brani da eseguire (anche perchè sarei costretto a mettere gli occhiali per leggere e non li sopporto :P ).

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La memoria, Carlo, ha le stesse caratteristiche di qualsiasi altra facoltà del nostro corpo. Come tale, va allenata per potenziarne ed amplificarne le capacità, così come si allenano i muscoli.

Ti consiglio di studiare una pezzo battuta per battuta, memorizzando dapprima i fraseggi e poi fare nient'altro che un lavoro di unificazione del tutto. Solo alla fine di questo tutt'altro che semplice lavoro, ti occuperai dell' espessività e del senso da dare all'opera.

Antonio

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Sarebbe anche interessante (almeno per me) sapere se c'è qualche differenza fra chi sa leggere bene a prima vista e chi no. Io non so leggere bene (ma imparerò!) e devo dire che la mia è una via di mezzo. Io preferisco avere lo spartito, ma mi accorgo che molti passaggi li faccio a memoria, come se le note mi suggeriscano qualcosa, ma se le seguo troppo mi confondo. E' ragionevole?

Ho l'impressione che chi è più avanti con gli studi non ha grossi problemi a fare sia l'una che l'altra cosa.

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Guest ndonio
Sarebbe anche interessante (almeno per me) sapere se c'è qualche differenza fra chi sa leggere bene a prima vista e chi no. Io non so leggere bene (ma imparerò!) e devo dire che la mia è una via di mezzo. Io preferisco avere lo spartito, ma mi accorgo che molti passaggi li faccio a memoria, come se le note mi suggeriscano qualcosa, ma se le seguo troppo mi confondo. E' ragionevole?

Ho l'impressione che chi è più avanti con gli studi non ha grossi problemi a fare sia l'una che l'altra cosa.

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Il problema, texasinstrument, è sempre quello. L'unica differenza che c'è tra chi legge bene e chi meno bene è l'allenamento, lo studio. Nient'altro.

Il fatto che tu ti confonda seguendo troppo lo spartito deriva nient'altro che, scusami se te lo dico, mancanza di studio ed allenamento.

Io sono il primo ad avere problemi del genere. Conosco come risolvere il problema ma in realtà il problema vero e proprio risiede nella volontà di superarlo.

Personalmente, interpretare un pezzo cn lo spartito davanti sarebbe come recitare con il copione tra le mani. Inaudito.

Si tratta però solo di un parere personalissimo e nn voglio influenzare nessuno, assolutamente.

Per me avere lo spartito davanti in concerto significa nn avere assimilato a pieno i pezzi studiati. Quando si interpreta nn bisogna fare altro che pensare alla chitarra, null'altro. Anzi, il pezzo dovrebbe essere stato assimilato talmente bene che le mani dovrebbero andar da sole..senza manco il bisogno, al limite, di pensare alla chitarra..ma solo ed esclusivamente al giusto senso da dare all'opera, curandone solo il lato espressivo e cercando di trasmettere dunque un messaggio. Problemi di tecnica, arrivati ad un concerto, dovrebbero essere stati già ampiamente superati da tempo, percui l'artista nn dovrebbe concentrarsi più di tanto sul moto delle proprie dita sullo strumento, esercizio che rientra invece nell'allenamento quotidiano e giornaliero.

Buono studio.

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Argomento interessante e che si può estendere allo studio di qualsiasi strumento.

B)

Credo che la cosa stia nel mezzo, ovvero: quando si esegue un pezzo correttamente, leggendo lo spartito, significa che il musicista ha comunque bisogno di avere lo spartito sotto gli occhi perchè può non ricordarlo.....oppure può non essere ben sicuro di alcuni passaggi..... (per vati motivi, pigrizia eccetera, come dice Antonio), ma allo stesso tempo dimostra bravura....perchè non sbagliando legge il suo spartito "al volo" e questo è segno comunque di bravura, di allenamento.....io la vedrei una cosa tutta positiva; Imparare le cose a memoria è deleterio...perchè poi quando ti trovi sotto lo spartito di un pezzo che conosci alla nausea ti accorgerai a volte di non saperlo leggere! inoltre imparare le cose a memoria può voler dire che basta una distrazione oppure un meccanismo che ti fa bloccare e poi non riparti più...... Il bravo musicista è colui che sia con lo spartito e senza riesce ad eseguire il pezzo e non va in crisi se dovesse leggerlo....per il semplice motivo che quando lo esegue senza spartito sotto gli occhi, lo "spartito" ce l'ha in testa......e lo legge come se lo avesse sotto gli occhi......un po' contorto.....forse l'ho spiegato male..... :P

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Per me avere lo spartito davanti in concerto significa nn avere assimilato a pieno i pezzi studiati. Quando si interpreta nn bisogna fare altro che pensare alla chitarra, null'altro. Anzi, il pezzo dovrebbe essere stato assimilato talmente bene che le mani dovrebbero andar da sole..senza manco il bisogno, al limite, di pensare alla chitarra..ma solo ed esclusivamente al giusto senso da dare all'opera, curandone solo il lato espressivo e cercando di trasmettere dunque un messaggio. Problemi di tecnica, arrivati ad un concerto, dovrebbero essere stati già ampiamente superati da tempo, percui l'artista nn dovrebbe concentrarsi più di tanto sul moto delle proprie dita sullo strumento, esercizio che rientra invece nell'allenamento quotidiano e giornaliero.

Qui sono perfettamente d' accordo con te Antonio!!!! Infatti, quando due settimane fa ho dovuto suonare in concerto il preludio n° 1 di Villa Lobos, oltre al fatto che lo spartito non mi è sevito, ho suonato con orecchie di un ascoltatore, come se fossi completemante (o quasi) estraneo all' esecuzione, mantenendo comunque lucidità e reattività. Ero talmente assorto nell' esecuzione da esserne quasi distaccato (un pò una contraddizione), non mi preoccupavo della tecnica, visto che i problemi erano ormai superati, e anche la dinamica non mi procurava timori, le dita ormai andavano, sapevano già cosa fare, dove andare, usando il giusto peso nei vari passaggi: aggressivo nel maggiore e delicato nel minore!!!!! Non so se mi spiego........ :huh:

:lol::P

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Guest ndonio
Per me avere lo spartito davanti in concerto significa nn avere assimilato a pieno i pezzi studiati. Quando si interpreta nn bisogna fare altro che pensare alla chitarra, null'altro. Anzi, il pezzo dovrebbe essere stato assimilato talmente bene che le mani dovrebbero andar da sole..senza manco il bisogno, al limite, di pensare alla chitarra..ma solo ed esclusivamente al giusto senso da dare all'opera, curandone solo il lato espressivo e cercando di trasmettere dunque un messaggio. Problemi di tecnica, arrivati ad un concerto, dovrebbero essere stati già ampiamente superati da tempo, percui l'artista nn dovrebbe concentrarsi più di tanto sul moto delle proprie dita sullo strumento, esercizio che rientra invece nell'allenamento quotidiano e giornaliero.

Qui sono perfettamente d' accordo con te Antonio!!!! Infatti, quando due settimane fa ho dovuto suonare in concerto il preludio n° 1 di Villa Lobos, oltre al fatto che lo spartito non mi è sevito, ho suonato con orecchie di un ascoltatore, come se fossi completemante (o quasi) estraneo all' esecuzione, mantenendo comunque lucidità e reattività. Ero talmente assorto nell' esecuzione da esserne quasi distaccato (un pò una contraddizione), non mi preoccupavo della tecnica, visto che i problemi erano ormai superati, e anche la dinamica non mi procurava timori, le dita ormai andavano, sapevano già cosa fare, dove andare, usando il giusto peso nei vari passaggi: aggressivo nel maggiore e delicato nel minore!!!!! Non so se mi spiego........ :huh:

:lol::P

Più chiaro di così si muore, Carlo.

Davvero complimenti.

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io a casa suono sempre a memoria dopo che ho imparato. ma in pubblico preferisco tenere lo spartito davanti visto che una mancanza può sempre capitare. poco tempo fa uno ha fatto uno studio di lobos a memoria. dopo due battute non si ricordava dove andare e ha ricominciato da capo :o

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Guest ndonio
io a casa suono sempre a memoria dopo che ho imparato. ma in pubblico preferisco tenere lo spartito davanti visto che una mancanza può sempre capitare. poco tempo fa uno ha fatto uno studio di lobos a memoria. dopo due battute non si ricordava dove andare e ha ricominciato da capo :o

Vuol dire che a casa ha utilizzato a meno del 10 % le sue reali potenzialità.

Anche il fatto di dimenticare dopo breve la partitura studiata a memoria deriva da mancanza di studio.

Ti sei chiesto perchè l'ha dimenticata?

Se l'ha dimenticata vuol dire che nn ha allenato bene la sua memoria. Tutto qui.

Oppure, come tutti dicono, "si è emozionato"..(per me una grande cag...)

Mah..io l'emozione la vedo come un fatto positivo..nn deve giustificare la mancanza di memoria che è tutt'altro discorso.

Se un'artista nn è emozionato quando suona nn può essere definito tale.

E cmq anche il proprio autocontrollo va allenato a casa.

La capacità di concentrazione va allenata. Bisogna passare ore e ore e ore col fondoschiena spiccicato su una sedia, purtroppo.

Saluti.

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Non ho mai parlato di emozione e sono d'accordo che l'emozione è positiva altrimenti saremmo macchine.

Però suono un pezzo ormai da piu di due anni a memoria, gia eseguito due volte in pubblico senza problemi e l'altra sera mi è venuto un piccolo vuoto improvviso ben compensato, ma è capitato... perchè?

Semplicemente perchè era l'ultimo pezzo ero ormai alla fine e fiero della buona prestazione mi sono distratto pensando al dopo... e cosi è successo il danno.

D'altra parte anche un "certo" Manuel Barrueco a Pistoia anni fa ha avuto un vuoto di memoria e si è fermato un attimo, e sinceramente credo che sia del tutto normale.

Anche lui non studia abbastanza? non sfrutta a pieno il suo potenziale? E meno male visto che studierà 10 ore al giorno.

Rispetto la tua opinione però non la condivido in pieno o almeno non credo che sia sempre cosi (x es credo che quello dell'altra sera abbia avuto un pizzico di spavalderia, x Manuel non so)

mi piacerebbe sapere cosa ne pensi :)

PS Per suonare basta regalare emozioni e adare un senso a quel che si fa, e lo si puo fare benissimo anche suonando con lo spartito davanti (mia opinione sugli altri post)

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Guest ndonio
Non ho mai parlato di emozione e sono d'accordo che l'emozione è positiva altrimenti saremmo macchine.

Però suono un pezzo ormai da piu di due anni a memoria, gia eseguito due volte in pubblico senza problemi e l'altra sera mi è venuto un piccolo vuoto improvviso ben compensato, ma è capitato... perchè?

Semplicemente perchè era l'ultimo pezzo ero ormai alla fine e fiero della buona prestazione mi sono distratto pensando al dopo... e cosi è successo il danno.

D'altra parte anche un "certo" Manuel Barrueco a Pistoia anni fa ha avuto un vuoto di memoria e si è fermato un attimo, e sinceramente credo che sia del tutto normale.

Anche lui non studia abbastanza? non sfrutta a pieno il suo potenziale? E meno male visto che studierà 10 ore al giorno.

Rispetto la tua opinione però non la condivido in pieno o almeno non credo che sia sempre cosi (x es credo che quello dell'altra sera abbia avuto un pizzico di spavalderia, x Manuel non so)

mi piacerebbe sapere cosa ne pensi :)

PS Per suonare basta regalare emozioni e adare un senso a quel che si fa, e lo si puo fare benissimo anche suonando con lo spartito davanti (mia opinione sugli altri post)

Ecco il problema. Devi pensare a quello che stai trasmettendo fino all'ultima nota, fino all'ultima pausa del pezzo in questione. Se nn lo hai fatto vuol dire che sei leggermente(ma proprio molto poco, visto che stiamo parlando della fine del concerto) suscettibile a piccole distrazioni, come il pensiero.

Si chiama professionalità. Hai detto che ti sei distratto per aver pensato alla buona prestazione. Questo ti giustifica? Vallo a dire al tuo maestro. A me come minimo farebbe ripetere il passaggio sbagliato(anche se si trattasse di una singola insignificante nota) per 7 giorni e 7 notti consecutive fino a che le unghie nn si siano completamente consumate in modo che poi dovrò ricominciare tutto da capo nell'attesa che esse ricrescano :blink::angry:<_<:lol::lol:

Proprio normale nn direi. Se fosse normale, e cioè una consuetudine, il povero Barrueco sbaglierebbe praticamente sempre durante i suoi concerti.

Al massimo possiamo dire che è "umano" commettere certi errori, ma nn normale.

Tutti sbagliano passaggi tecnici durante un concerto, purtroppo, ma davvero tutti.

Siamo umani, anche Segovia commetteva frequenti errori nei suoi concerti.

Ma purtroppo gli errori nn sono altro che un prodotto derivante dalla nn sufficiente applicazione durante lo studio.

Più si studia meno si commettono errori, questo nn si può contestare.

Se Barrueco studia 10 ore al giorno vuol dire che per l'errore che ha commesso ce ne vorranno di più per nn commetterlo mai (e dico mai).

Ma questo è impossibile, sarebbe come ragionare al limite delle nostre possibilità. E purtroppo l'uomo è limitato. Buona giornata.

Saluti.

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Guest ndonio
mah...a me sembra che tu esageri un po' cmq rimane un mistero al pari dell'universo.

ciao

Si ma hai ragione..la maggiorparte della gente ragiona come te..

Io sono abituato a portare sempre tutto al limite..ma cmq sono opinioni personalissime che, come ho già detto, nn devono influenzare e convincere nessuno.

Saluti.

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Guest samucito30
mah...a me sembra che tu esageri un po' cmq rimane un mistero al pari dell'universo.

ciao

sì forse un po' al limite...in effetti per sbagliare basta anche solo distrarsi un attimo (tipo uno starnuto).

e poi se dici che per non sbagliare MAI dovresti studiare sempre di + che dici allora ai grandi solisti che studiano 10 ore al giorno e poi sbagliano in concerto?di studiare di più?

dopo un tot di ore è impossibile rendere di più anzi la concentrazione scende e si rischia di rovinare il lavoro.

il suonare bene o no in concerto è in buona parte anche una questione psicologica

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Guest ndonio
sì forse un po' al limite...in effetti per sbagliare basta anche solo distrarsi un attimo (tipo uno starnuto).

e poi se dici che per non sbagliare MAI dovresti studiare sempre di + che dici allora ai grandi solisti che studiano 10 ore al giorno e poi sbagliano in concerto?di studiare di più?

dopo un tot di ore è impossibile rendere di più anzi la concentrazione scende e si rischia di rovinare il lavoro.

il suonare bene o no in concerto è in buona parte anche una questione psicologica

Scarsa è la differenza, dal mio punto di vista, tra questione psicologica e questione tecnica. Vanno allenate entrambe in egual misura.

Non trovate?

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Guest ndonio
sì forse un po' al limite...in effetti per sbagliare basta anche solo distrarsi un attimo (tipo uno starnuto).

e poi se dici che per non sbagliare MAI dovresti studiare sempre di + che dici allora ai grandi solisti che studiano 10 ore al giorno e poi sbagliano in concerto?di studiare di più?

dopo un tot di ore è impossibile rendere di più anzi la concentrazione scende e si rischia di rovinare il lavoro.

il suonare bene o no in concerto è in buona parte anche una questione psicologica

Scarsa è la differenza, dal mio punto di vista, tra questione psicologica e questione tecnica. Vanno allenate entrambe in egual misura.

Non trovate?

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Guest samucito30
Scarsa è la differenza, dal mio punto di vista, tra questione psicologica e questione tecnica. Vanno allenate entrambe in egual misura.

Non trovate?

però è diverso da quello che avevi detto prima.

hai detto che se sbagli in concerto non hai studiato il necessario,quindi devi studiare di più...l'allenamento psicologico,invece, è ben diverso

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Guest ndonio
però è diverso da quello che avevi detto prima.

hai detto che se sbagli in concerto non hai studiato il necessario,quindi devi studiare di più...l'allenamento psicologico,invece, è ben diverso

Assolutamente falso. Così come ci si allena nel riuscire a fare una scala ad una certa velocità, oppure trattenere un barrè per quindici minuti oppure un trillo per trenta lunghissimi secondi, allo stesso modo ci si allena nel tenere la concentrazione quanto + a lungo possibile.

Come? Sarà banale la risposta ma è la + ovvia. Concentrandosi. ;)

Come vedi, nn è poi così diverso.

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