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Quale compositore americano preferite?


bruyland

Chi è secondo voi il compositore più rappresentativo della musica americana?  

103 members have voted

  1. 1.

    • Charles Ives (1874-1954)
      24
    • George Gershwin (1898-1937)
      33
    • Aaron Copland (1900-1990)
      11
    • Elliot Carter (1908)
      2
    • Samuel Barber (1910 - 1981)
      5
    • John Cage (1912-1992)
      8
    • Leonard Bernstein (1918 - 1990)
      8
    • Steve Reich (1936)
      3
    • Philip Glass (1937)
      3
    • Roy Harris (1898-1979)
      0
    • George Rochberg (1918-2005)
      0
    • Carl Ruggles (1876-1971)
      1
    • William Schuman (1910-1992)
      2
    • Peter Mennin (1923-1983)
      0
    • Ned Rorem (1929)
      0
    • Henry Cowell (1897-1965)
      1
    • Charles Wuorinen (1938)
      0
    • John Corigliano (1938)
      0
    • George Crumb (1929)
      0
    • altri
      3


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il jazz è un fenomeno popolare ma mi sembra non sia da considerare una vera forma d'arte. Concordo con Bruyland per quanto concerne l'influenza musicale degli USa sull'Europa, seppure limitata ad un solo decennio e alla sola musica cosidetta colta. I nostri compositori scoprirono l'idiozia di Cage dopo l'idiozia di post-weberniana come liberatoria: è vero. E come al solito, perchè far gregge è la cosa che viene meglio agli artisti politicizzati europei o che credono di possedere chissà quale verità artistica, si sono buttati anche su Cage facendolo diventare inutile moda.

Le influenze romantiche su Ives esistono, specie nelle prime tre sinfonie e in molte opere anteriori al 1905 (e del romanticismo più becero: Brahms, Schumann ecc.). E sono dell'opinione di considerarlo un figlio genuino del romanticismo americano di metà ottocento con forti venature metafisiche, benchè il suo modus operandi sia in tutto e per tutto d'avanguardia o a-sistematico.

Allargherei il discorso dell'originalità di Bruiyland a tutte le generazioni americane del 900, non solo al periodo post 1950. Esclusi Ives e Ruggles per il primo ventennio, non ci sono di fatto compositori che ebbero autonomia artistica. Ciò invece succede dopo il 1920, quando una generazione intera andò a studiare qui da noi. Però poi tutti gli autori indistintamente (di qualsiasi corrente o "stile") cercarono di dare una risposta americana alle domande tecniche-filosofiche che andavano facendosi in Europa. Nessun compositore statunitense, ma dico nessuno a ragion veduta avendo ascoltato molto in proposito, nonostante qualche influenza superficiale nella orchestrazione o in certe forme utilizzate, ha seguito pedestramente gli esempi europei. Faccio qualche esempio: la politonalità di Schuman non è paragonabile con quella neoclassica francese, la dodecafonia di Sessions è autonoma e diversa rispetto a quella europea schoenberghana e post weberniana (lo stesso dicasi per il quasi "seriale" Riegger), il cosidetto classicismo-jazzistico di Copland e c. è frutto di lavoro e aspirazioni autonome. Ecc. ecc. (a proposito, se qualcuno può provi ad ascoltarsi i brani Connotations e Inscape di Copland e noterà l'utilizzo innovativo della serie dodecafonica, lontanissimo da quello europeo post-schoenberghiano, fuso con le esigenze e lo stile suo solito !)

Detto questo poi si può ragionare sul valore intrinseco delle composizioni, perchè scrivere con originalità non significa necessariamente essere musicisti geniali.

ekkeppalle neanche una faccina! :ph34r:

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il jazz è un fenomeno popolare ma mi sembra non sia da considerare una vera forma d'arte.

Ascoltati (e leggiti) qualcosa di Dave Brubeck, Bill Evans, Michel Petrucciani, Keith Jarret, MIles Davis... forse ti libererai dai tuoi preconcetti e potremo discuterne tranquillamente...

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Non è giusto però ridurre la musica americana a jazz (che se vogliamo ben vedere poi ha origini afro-cubane, è un genere di importazione).

Anche la musica colta ha una fisionomia propria e ricchissima, Gershwin occupa un posto a parte, né jazz né classico ha avuto successo sia nelle revisioni di jazzisti e di interpreti classici. E' di fatto popular music.

Sugli infussi europei in Ives, ci sono ma più per motivi coercitivi che altro. I suoi maestri hanno sempre cercato di inquadrarlo in una disciplina di tipo europeo, ma lui era più attratto dalla libertà empirica e pionieristica del padre.

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il mio post aveva come scopo quello di parlare di altro non di jazz et similia :o

Allora, arte per arte, consideriamo tale anche il country o la cajun music, che sono forme di musica popolare schiettamente americane.... :o

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Non è giusto però ridurre la musica americana a jazz (che se vogliamo ben vedere poi ha origini afro-cubane, è un genere di importazione).

Anche la musica colta ha una fisionomia propria e ricchissima, Gershwin occupa un posto a parte, né jazz né classico ha avuto successo sia nelle revisioni di jazzisti e di interpreti classici. E' di fatto popular music.

Sugli infussi europei in Ives, ci sono ma più per motivi coercitivi che altro. I suoi maestri hanno sempre cercato di inquadrarlo in una disciplina di tipo europeo, ma lui era più attratto dalla libertà empirica e pionieristica del padre.

infatti io menzionavo, per Ives, le influenze fino al 1905 circa. Se tieni conto che fu allievo del bramsiano Horatio Parker fino al 1900, i conti tornano. Resto dell'opinione che fu, comunque, un romantico, seppure atipico, sopravvissuto al 900. Come lo fu Schoenberg !

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...jazz (che se vogliamo ben vedere poi ha origini afro-cubane, è un genere di importazione).

Certo, ma non puoi negare che la forma e l'espressione siano nate e si siano sviluppate (e "accademizzate") in U.S.A, con grande aiuto degli europei aggiungo.

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Gershwin occupa un posto a parte, né jazz né classico ha avuto successo sia nelle revisioni di jazzisti e di interpreti classici.

Infatti non ho detto che appartiene a un genere specifico, semmai che è l'artista che più si avvicina alle sonorità jazzistiche (anche se poi si dovrebbe aprire un altro discorso).

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Lui aderì alla filosofia trascendentalista, mi sembra che il romanticismo abbia basi diverse.

E la sua musica sempre al di sopra delle "regole" lo sta a dimostrare...

per quanto riguarda il jazz non lo prenderei in considerazione al momento, anche se negli ultimi anni anche in ambiente colto sono in uso pratiche come l'improvvisazione, ecc.

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il mio post aveva come scopo quello di parlare di altro non di jazz et similia  :o 

Allora, arte per arte, consideriamo tale anche il country o la cajun music, che sono forme di musica popolare schiettamente americane....  :o

Meno male che abbiamo sotterrato le asce di guerra... :D:D:lol::lol:;)

Ok, se non vi garba che io parli di jazz me ne vado da un'altra parte. :(

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il mio post aveva come scopo quello di parlare di altro non di jazz et similia :o

Allora, arte per arte, consideriamo tale anche il country o la cajun music, che sono forme di musica popolare schiettamente americane.... :o

io ci includerei anche techno e house :o

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Di fronte a tutto ciò, vi rispondo con una mia esecuzione di 4'33" di John Cage.

Un po' di musica, finalmente...  <_<

STANDING OVATION, il pubblico delirante si accostò in festa a Bruyland acclamandolo Padre della Patria e Protettore delle Arti !

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