Vai al contenuto

Liszt "La Campanella"


Ligei@
 Condividi

Recommended Posts

Vul, devo ammettere che ne sai veramente tanto, sicuramente molto più di me. E' vero, La Campanella da parecchi problemi a livello di interpretazione e di tocco, ed è proprio lì che sta il suo bello (oltre ovviamente al roboante virtuosismo tecnico, per cui bisogna avere una preparazione elevata), anche se con la lettura non ho incontrato gravi disagi.

Però lo ribadisco...è più semplice rispetto alle Rapsodie (non di molto..non arrabbiarti..), e per esserne sicura ho chiesto anche ad altri, e mi hanno dato ragione..

<{POST_SNAPBACK}>

non mi arrabbio anche perché almeno ora riconosci che sottosotto (ma neanche sottosotto) le difficoltà vere de 'la campanella' ci sono e stanno proprio nel tocco.

quel che però dico è che - per me - la campanella è più difficile di molte rapsodie. ma il punto non è quello anche perché in fondo dipende quali rapsodie e poi dipende dalla tua concezione di 'difficoltà' e dalle abilità del singolo.

non sto negando la difficoltà delle rapsodie.

le rapsodie richiedono sicuramente e senz'ombra di dubbio maggior completezza tecnica perché - considero quelle più ardue - le difficoltà tecniche da superare riguardano tantissimi aspetti (ribattuti cadenze terze seste anche in arpeggi scale velocissime cromatiche parallele glissando martellati trilli con terze tremoli e chi più ne ha più ne metta).

'la campanella' invece richiede 'solo' precisione. tant'è vero che è leggibilissima dopo poche ore di studio e richiede (ad esempio) una tecnica di ottave quasi elementare (rispetto alle rapsodie o a moltissime altre composizioni lisztiane), un'abilità nelle scale cromatiche da 5o anno di conservatorio etc.

ma quale precisione!!!

dal mio punto di vista le rapsodie sono interpretativamente molto più libere e 'personalizzabili'.

'la campanella' no. ed infatti, escludendo i tecnici che lo prendono come una gara di velocità e bravura, musicalmente quasi tutte le incisioni si somigliano spaventosamente. questo perché le differenze sono molto più sottili. stanno nel tocco. e soprattutto stanno nel saper gestire il tempo senza tentennamenti.

il problema gigantesco della campanella è che se la consideriamo una variazione, non permette 'trucchetti'. non è come nelle rapsodie, o nelle variazioni di qualsiasi autore, che puoi lavorare sul tempo dilatandolo dove il tema si 'complica' o velocizzandolo dove il tema si semplifica, o viceversa, e non puoi nemmeno lavorare sui 'ritardi' o i rubati o le improvvise accelerazioni (che sono lo spirito delle rapsodie e - perché no - anche il motivo della loro - relativa - semplicità). se michele campanella porta una rapsodia come la 12 e nelle ultime due facciate rallenta e arranca, non puoi dire 'sta sbagliando non ce la fa nemmeno lui'. può farti schifo il fatto che lui 'strategicamente' rallenti per riuscire a suonarlo in pulizia, ma non puoi dire che sta sbagliando, in poche parole.

con 'la campanella' invece non ci sono trucchi e nemmeno libertà.

una volta che inizi con un tempo, con una velocità e con un tocco, l'unico momento di respiro e di libertà ti arriva nella parte elementare delle ottave e in quella cadenza cromatica facilissima.

il resto è un estenuante esercizio di bravura sui salti che procedendo si complicano, il tema si arricchisce di abbellimenti e decori, e il tutto va eseguito mantenendo un precisissimo tempo, un tocco assolutamente sempre uguale e che non può cambiare da 'variazione' a 'variazione' nemmeno quando il trillo alla destra diventa interminabile e all'interno si inserisce il tema prima solo alla sinistra, poi il tema rimane alla sinistra ma il trillo si 'srotola' alternandosi su due ottave', poi rimane 'fermo' ma il tema lo deve incastrare la destra...

insomma qui l'uguaglianza di tocco è quasi impossibile.

e non si può barare correndo dove viene 'facile' o anche solo per dare quel tocco di 'personalità'. perché accelerare nella campanella significa cannare completamente l'interpretazione e dare l'impressione di non essere capaci. ovviamente nessuno vorrebbe apparire incapace... insomma ci sono delle parti che ricordano moltissimo le difficoltà mostruose di 'ondine'. solo che ondine e ravel lasciano spazio all'estro. qui l'estro se ne va al diavolo e la bravura sta proprio nel tenerlo sotto il sedere per avere il controllo sull'uguaglianza nelle diverse misure. fra l'altro se la si considera una 'variazione' (è una forzatura, lo so) è difficile proprio perché in realtà non varia di quasi nulla il tema. non è una variazione che gioca sulla composizione. ma una variazione che gioca solo sulla tecnica del tocco, perché ogni spostamento di mano del tema richiede un'esecuzione diversa per affrontare lo 'stesso' problema tecnico (un'apparente 'banale' indipendenza di tocco nelle dita della stessa mano). insomma richiede una capacità di cambiare tecnica mantenendo identico il tema.

e infatti quello che sorprende l'ascoltatore 'preparato' non è la velocità (e non dev'esserlo) ma è l'assoluta precisione. insomma si deve sentire solo una cosa, un motivetto semplicissimo divertente banalissimo ripetitivo e sempre uguale. ma attorno, quasi sottovoce, un arabesque di tre mani che svolazzano liberamente.

cosa che fa sentire michelangeli. e che kissin si sogna.

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Risposte 231
  • Creato
  • Ultima Risposta

Top utenti di questa discussione

Top utenti di questa discussione

Senti, Vul, una curiosità...

ma cosa fai nella vita?..non posso crederci che non sei diplomato..hai una cultura musicale incredibile..(non ti sto leccando il "fondoschiena", giuro...)..

sì hai ragione sulla Campanella, è un brano di incomparabile precisione e prende vita solo se suonato alla giusta velocità, cosa assai ardua..ti farò sapere quando riuscirò nell'impresa (purtroppo ho talmente poco tempo...)..

Che ne pensi dell'op. 66 di Chopin?..la cosidetta "Fantasie Impromptu"?..è uno dei miei pezzi preferiti..adoro Chopin..

Link al commento
Condividi su altri siti

Senti, Vul, una curiosità...

ma cosa fai nella vita?..non posso crederci che non sei diplomato..hai una cultura musicale incredibile..(non ti sto leccando il "fondoschiena", giuro...)..

sì hai ragione sulla Campanella, è un brano di incomparabile precisione e prende vita solo se suonato alla giusta velocità, cosa assai ardua..ti farò sapere quando riuscirò nell'impresa (purtroppo ho talmente poco tempo...)..

Che ne pensi dell'op. 66 di Chopin?..la cosidetta "Fantasie Impromptu"?..è uno dei miei pezzi preferiti..adoro Chopin..

<{POST_SNAPBACK}>

beh ti capisco...

hai mai ascoltato la versione di cortot??

se ti va quando ho tempo ti mando l'mp3...

purtroppo non conosco il pezzo dal punto di vista storico ma lo conosco perché lo suono anch'io.

è il classico pezzo che viene straziato al conservatorio da bambini pseudoprodigio che arrivano a pelo al pedale. quindi beccano l'otto contro sei ma non sanno usare il pedale e quindi l'agitazione sta tutta nel loro affanno ad arrivarci con la punta talvolta centrandolo talvolta in ritardo con un uso quasi casuale e secondario. chopin è davvero uno strazio da sentire quando è in mano a persone prive di 'tatto'. al confronto liszt è una meraviglia. anche a me comunque piace molto la fantasia improvviso, anche se non riesco a dire altro rispetto cortot (ad esempio). cioé quando la suono cerco di dire - con le dovute 'distanze' - la stessa cosa. mi viene più forte di me. comunque ti sembrerà strano, ma se perfino l'op.25 n.1 sul digitale è bello da ascoltare, questo improvviso diventa uno schifo. questo perché il digitale - secondo me - tira fuori il peggio proprio nei pezzi di puro pedale. questo, secondo me, è uno dei pochi pezzi dove davvero tutto sta nell'uso del pedale (oltre che nel modo di rubare quel motivetto isterico più che agitato), però non lo suono mai sul digitale. l'ho un po' perso e quando lo riprendo sul verticale mi fa pesare particolarmente la mancanza dell'acustico anche qui a milano. se non sbaglio è inserito nel programma del 5° di conservatorio..

tu hai qualche registrazione in mente?

Link al commento
Condividi su altri siti

Anche a me viene in mente solo quella registrazione, che anche credo sia la più famosa..sì effettivamente è semi-impossibile suonare l'op.66 con una tastiera digitale..è un brano talmente ricco di sfumature che anche con un piano acustico normale è diffile da rendere..richiede un tocco fatato..il primo tempo (motivo poi ripreso nel terzo) mi ricorda il mare in burrasca..è un brano di un romanticismo esaltante..

Link al commento
Condividi su altri siti

Anche a me viene in mente solo quella registrazione, che anche credo sia la più famosa..sì effettivamente è semi-impossibile suonare l'op.66 con una tastiera digitale..è un brano talmente ricco di sfumature che anche con un piano acustico normale è diffile da rendere..richiede un tocco fatato..il primo tempo (motivo poi ripreso nel terzo) mi ricorda il mare in burrasca..è un brano di un romanticismo esaltante..

<{POST_SNAPBACK}>

davvero? :blink:

io che pensavo di avere una rarità :(

avevo trovato quel cd in allegato su una rivista. nello stesso cd si sente cortot in versione 'casalinga' che suona la berceuse su un piano che pare avere un'intonazione strampalata e mentre suona sbagliando moltissime note e pasticciando...ma come fa lui...si sente il rombo attutito di un fulmine :D fuori pioveva...ma forse era chopin che apprezzava.

non sto scherzando ma non immaginavo fosse la versione addirittura più famosa.

fra l'altro quando un'amica mi chiese cosa fosse e me la fece ascoltare su un cd della dg (mi pare) c'era una versione orrenda di vasary (se non ricordo male).

comunque mi piace da suonare, da ascoltare la trovo effettivamente troppo carica e ridondante e con poca inventiva. a quanto pare chopin lo tenne sempre fra gli 'appunti' tanto che fu pubblicato solo postumo. a me i pezzi come questo improvviso, o come lo studio 12 op 25 o il 12 op 10 o la 5a rapsodia di liszt o il 'sogno d'amore'...questi pezzi così infarciti di romanticismo ostentato e ripetuto fino alla pesantezza non mi sono mai piaciuti oltre quei tot ascolti (pochissimi) o quei tot film che li ripropongono per strappare qualche emozione in più al pubblico incantato. infatti se sono 'facili' da studiare riesco anche a portarli a termine in breve e li mollo subito (per riprenderli in caso d'ospiti - tipo la 5a o il sogno). se sono lunghi da sistemare (per la mia tecnica e per le mie esigenze musicali) li abbandono senza rimpianti dopo pochissimo tempo.

devo ammettere che a livello didattico però la fantasia è molto utile per il già citato fatto del respiro nel pedale (soprattutto in rilascio) e anche per quei tempi (otto contro sei più che quattro contro tre :D ) che richiedono indipendenza nella mani e soprattutto un automatismo nell'esecuzione dei passaggi (a causa della velocità) che inizialmente è difficile da combinare ad un suono espressivo...

l'unica cosa è che sarebbe meglio avere delle mani grandi per quegli arpeggi alla sinistra con la nota bassa da tenere...ma non casca il mondo tanto è un tenuto quasi 'ad libitum' ;)

Link al commento
Condividi su altri siti

Infatti per me è sempre stato un pò un dramma Chopin, a causa del discorso delle mani...ho dovuto fare esercizi di tecnica impossibili e pesantissimi per riuscire a prendere gli accordi..per cercare di distendere la mano...anche 4 ore di fila ai tempi del conservatorio..

Per me invece la musica romantica esprime un impeto travolgente...ogni volta è un'emozione nuova..la rievocazione degli eventi passati più belli..

Suonare la musica di Chopin (così come ascoltarla) è una liberazione e una rivelazione allo stesso tempo...

Io sono un spirito maledettamente romantico (quasi decadente..eh eh eh..)...

Che ne pensi della Rivoluzionatria? (Vul ti ho preso 1 pò come mio Guru personale..non ti infastidisce vero?)...

Link al commento
Condividi su altri siti

Infatti per me è sempre stato un pò un dramma Chopin, a causa del discorso delle mani...ho dovuto fare esercizi di tecnica impossibili e pesantissimi per riuscire a prendere gli accordi..per cercare di distendere la mano...anche 4 ore di fila ai tempi del conservatorio..

Per me invece la musica romantica esprime un impeto travolgente...ogni volta è un'emozione nuova..la rievocazione degli eventi passati più belli..

Suonare la musica di Chopin (così come ascoltarla) è una liberazione e una rivelazione allo stesso tempo...

Io sono un spirito maledettamente romantico (quasi decadente..eh eh eh..)...

Che ne pensi della Rivoluzionatria? (Vul ti ho preso 1 pò come mio Guru personale..non ti infastidisce vero?)...

<{POST_SNAPBACK}>

dopo che te la sei distesa con chopin te la sei aperta con schumann?? :P;):D

il 12 op 10 è molto bello da ascoltare due o tre volte. forse il più bello da ascoltare dell'op 10. ma sinceramente lo trovo martellante (in senso negativo). cioé è ovvio che gli studi servano a far superare alla mano alcune difficoltà tecniche e che quindi siano basati sulla ripetizione del medesimo problema in diverse tonalità etc. ma il 12 è lunghissimo sia da suonare (secondo me) sia da ascoltare. e poi musicalmente non lo trovo così interessante come ad esempio il 2 o il 6 e perfino l'11. sarà perché al 12 lego ancora quella nausea e vomito che mi sono venuti quando con la sinistra ripetevo e ripetevo e ripetevo prima di imparare la giusta tecnica... ma anche quando passa la nausea e viene decentemente (in fondo è uno degli studi più 'facili' - se ti insegnano o capisci come muovere la sinistra) rimane il fastidio di quell'allegro con fuoco' che non lo sento per niente mio (anche perché ammetto di suonarlo male). certo a te, che dici di essere maledettamente romantica, riesce facile 'venderti' e suonare con passione quella roba, ma a me non riesce perché mi infastidisce. e poi quando penso a chopin penso a tutto tranne che ad un musicista che cerca di strappare qualche lacrima al pubblico (o che per altri motivi provoca quella sensazione di 'ostentazione'). sono supposizioni infondate, ma credo che chopin abbia scritto le cose più belle quando le immaginava e non quando le viveva in prima persona. credo infatti che vada capito il momento storico in cui lo scrisse, in fondo dicono fosse preoccupato per le sorti della famiglia (il diario di stoccarda non l'ho letto). le sue parole rivelano tormento (dicono). ma, come altri grandissimi, ci sono artisti che di fronte a drammi personali, non riescono a mantenere il distacco critico che rendeva grande e perfetta la loro arte come quando invece vedevano le cose dal di fuori. insomma chopin non era un espressionista e nemmeno un poeta maledetto. almeno credo. a differenza di liszt.

comunque sia parlo così perché a me piacciono le composizioni di chopin meno pompate. insomma non sono un amante delle sue polacche. d'altra parte è un genere che richiede una scrittura un po'...diciamo gonfiata. a me di chopin piacciono gli scherzi (il 4 in particolare - perché tutti i ghirigori fanno parte del gioco), i preludi sono stupendi ma su tutti in assoluto il 23...e se dovessi dirti quale studio mi piace di più per tornare agli studi...non saprei. spesso penso all'1 op 25 perché è proprio 'bello da suonare'. ma pensando all'atteggiamento negli 'scherzi' e alle sonorità particolari e alla scrittura...penso al 5 op. 25. forse anche perché è il 'meno' studio e suddiviso in 3 parti come i notturni (che mi piacciono tanto e che metto al primo posto come vetta artistica sua...ma non prima come preferenza mia - troppo depressivi e terribilmente improponibili su un digitale e su un verticale sprovvisto di lunghissime e dolcissime corde per far risuonare i bassi e il pedale etc). certamente gli studi op.25 sono superiori agli op 10 per ricercatezza...non trovi?? perché parlando di chopin ti è venuto in mente proprio il 12 op 10? (comunque io mi schiero decisamente contro rattalino che vede nelle musiche di chopin continui riferimenti simbolici alla natura - ne ha uno da raccontare per ogni studio. non capisco se rattalino prenda in giro le persone o faccia sul serio. io non ci vedo nulla di liszt in chopin. lui evidentemente sì e il suo parere pesa perché è 'autoritario'. vabbé, tanto, chissenefrega).

Link al commento
Condividi su altri siti

Caro Vul, posso aver l'ardire di dichiararmi in perfetta sintonia con quanto hai appena espresso?

Non solo per le considerazioni musicali (che non saprei esprimere con tanta proprietà e che mi limito a condividere) ma anche, epidermicamente, per la stessa tua sensazione che sto provando ora, che lo studio del n. 12 op. 10 progredisce e dunque mi trovo a fare i conti con i suoi aspetti musicali... che mi mettono, per così dire, un po' a disagio perchè forse un po' troppo espliciti dal punto di vista romantico. Preferisco quel romanticismo un po' più intimista e "schivo" del Chopin che scrive "scherzando" come indicazione nella parte minore dello studio op. 25 n. 5 (che sto cominciando a leggere ora).

Mi associo, quindi, alla tua dichiarata preferenza per i brani meno "pompati" di Chopin ed in particolare il quarto scherzo che considero sublime....

Ma allora, dove mettiamo la barcarola, per non dire la quarta ballata o la fantasia op. 49? Oppure - per restare in tema di studi - il n. 3 op. 25, il n. 7 op. 10, lo stesso n. 5 op. 10?

Per curiosità, che rapporto hai con Schubert? Credo che, tra i romantici, sia il maestro dell'understatement...

Link al commento
Condividi su altri siti

Meraviglioso Schubert...

Cmq il re dei Romantici nella musica è Schumann! :P

<{POST_SNAPBACK}>

In questo esatto momento mentre sono in studio e lavoro alla redazione di un atto giudiziario, sto ascoltando Kreisleriana e Nachtstucke nell'esecuzione di Andras Schiff.....

Di Schubert caldeggio vivamente le "celestiali lunghezze" delle sonate, in particolare ho una predilezione per la 959 in la maggiore...

Link al commento
Condividi su altri siti

Caro Vul, posso aver l'ardire di dichiararmi in perfetta sintonia con quanto hai appena espresso?

Non solo per le considerazioni musicali (che non saprei esprimere con tanta proprietà e che mi limito a condividere) ma anche, epidermicamente, per la stessa tua sensazione che sto provando ora, che lo studio del n. 12 op. 10 progredisce e dunque mi trovo a fare i conti con i suoi aspetti musicali... che mi mettono, per così dire, un po' a disagio perchè forse un po' troppo espliciti dal punto di vista romantico. Preferisco quel romanticismo un po' più intimista e "schivo" del Chopin che scrive "scherzando" come indicazione nella parte minore dello studio op. 25 n. 5 (che sto cominciando a leggere ora).

Mi associo, quindi, alla tua dichiarata preferenza per i brani meno "pompati" di Chopin ed in particolare il quarto scherzo che considero sublime....

Ma allora, dove mettiamo la barcarola, per non dire la quarta ballata o la fantasia op. 49? Oppure - per restare in tema di studi - il n. 3 op. 25, il n. 7 op. 10, lo stesso n. 5 op. 10?

Per curiosità, che rapporto hai con Schubert? Credo che, tra i romantici, sia il maestro dell'understatement...

<{POST_SNAPBACK}>

quel 'scherzando' della 5 op 25 è davvero uno burla :lol: non si potrebbe spiegare altrimenti...perché anche se l'avesse omesso non si potrebbe suonare diversamente ;) anche lo studio 7 op 10 mi piace tantissimo, ma dipende come lo si suona. mi sembra l'unico che scarterei nell'integrale di pollini perché mi piace suonato 'strampalato' alla paderewski. sul black-keys invece...non lo so. non l'ho mai studiato (chi l'ha fatto dice che è fra i facili dell'op. 10) ma non mi piace da ascoltare. dev'essere un piacere suonarlo per quella sensazione di scivolata che danno i tasti neri (cosa che io posso provare solo nei jeux di liszt) e per quella genialità compositiva di riuscire a scrivere solo per i neri...(pazzesco :blink: )...

schubert purtroppo non lo conosco bene...odio gli improvvisi però...non riesco ad ascoltarli. interminabili. volevo iniziare ad ascoltarlo dai 'momenti musicali' ma ancora non ho nulla a casa... conosco solo una sua sonata, la D960, con serkin al pianoforte...bellissima ma l'ho ascoltata pochissimo...e la wanderer che non ho mai capito. non sarei capace di suonare schubert...mi sembra misterioso e difficilissimo. mi mancano i mezzi per comprenderlo. bu. penso che sia in ottime mani con serkin. mi sembra adatto al 'genere' :) gli improvissi suonati da zimerman invece mi sembrano solo interminabili, pestatissimi e meditatissimi. mah

Link al commento
Condividi su altri siti

quel 'scherzando' della 5 op 25 è davvero uno burla  :lol: non si potrebbe spiegare altrimenti...perché anche se l'avesse omesso non si potrebbe suonare diversamente ;) anche lo studio 7 op 10 mi piace tantissimo, ma dipende come lo si suona. mi sembra l'unico che scarterei nell'integrale di pollini perché mi piace suonato 'strampalato' alla paderewski. sul black-keys invece...non lo so. non l'ho mai studiato (chi l'ha fatto dice che è fra i facili dell'op. 10) ma non mi piace da ascoltare. dev'essere un piacere suonarlo per quella sensazione di scivolata che danno i tasti neri (cosa che io posso provare solo nei jeux di liszt) e per quella genialità compositiva di riuscire a scrivere solo per i neri...(pazzesco  :blink: )...

schubert purtroppo non lo conosco bene...odio gli improvvisi però...non riesco ad ascoltarli. interminabili. volevo iniziare ad ascoltarlo dai 'momenti musicali' ma ancora non ho nulla a casa... conosco solo una sua sonata, la D960, con serkin al pianoforte...bellissima ma l'ho ascoltata pochissimo...e la wanderer che non ho mai capito. non sarei capace di suonare schubert...mi sembra misterioso e difficilissimo. mi mancano i mezzi per comprenderlo. bu. penso che sia in ottime mani con serkin. mi sembra adatto al 'genere'  :) gli improvissi suonati da zimerman invece mi sembrano solo interminabili, pestatissimi e meditatissimi. mah

<{POST_SNAPBACK}>

Io il black keys lo sto studiando, non mi sembra facile, ma sono io che sono scarso :ph34r:

Il 7 di Paderewsky mi manca.... devo assolutamente sentirlo... confesso, ho sentito solo quello di Pollini e a me piaceva...

La Wanderer? La adoro ed è uno dei miei sogni proibiti. E' un'espressione di grandiosità compositiva enorme, secondo me, anche se mi mancano gli strumenti di analisi musicale per esprimere meglio il concetto... mi piace soprattutto la capacità di Schubert di elaborare uno stesso tema dandogli forme così diverse, così antitetiche, dalla magniloquenza della prima parte, al pathos della seconda, alla leggerezza dello scherzo per finire con la grandiosa architettura della fuga finale... poi ha una scrittura pianistica bellissima, secondo me, per come sfrutta gli arpeggi e per come arricchisce l'armonia, nonostante la semplicità della scrittura. Perchè secondo me la Wanderer non è complessa da un punto di vista della scrittura, semmai è difficile tecnicamente. Il che è un po' una caratteristica di tutto Schubert.... poi mi rendo conto che sto esprimendo delle impressioni mie piuttosto che un'analisi seria... Però a me piace tantissimo

Link al commento
Condividi su altri siti

Cari ragazzi...penso di andare d'accordissimo (per quanto riguarda ovviamente i gusti musicali) con Carlo, che credo sia un "romantico" come me (non forse così estremista...), ma con Vul mi scontro proprio!...Vul, come fai a criticarmi gli Improvvisi di Schubert...i miei preferiti...neanche il 90-2 ti piace?...è vero, forse sono un pò lunghi e ripetitivi ma creano una tale tempesta emozionale!..

Invece sulla cosidetta Black Keys concordo..è un pezzo utile tecnicamente ma anche a me non dice nulla..mi sembra quasi un mero esercizio di abilità di dita...improprio come parere non è così?...e molto impopolare mi sa!...

Link al commento
Condividi su altri siti

i pianisti sono sempre un po' monomaniaci...  :D

mai sentita la sonata di Bartok, la suite op. 25 di Schoenberg, la sonata di Berg, gli studi di Ligeti, la Concord di Ives, la Sequenza di Berio? ma che è sta disputa fra la Campanella e le Rapsodie...  :rolleyes:

<{POST_SNAPBACK}>

La sonata di Berg certo! Il resto no (chiedo venia e mi appresto a rimediare), però conosco bene le sonate di Hindemith, il ludus tonalis sempre di Hindemith, l'allegro barbaro, la settima sonata di Prokofiev.... in un post recente in tema di Petrouchka avevamo parlato anche della seconda sonata di Boulez e delle variazioni di Webern.....

Ma per non essere monomaniaci occorre necessariamente spingersi così avanti nella modernità?

Dove sono Ravel, Debussy e Fauré?

Link al commento
Condividi su altri siti

Bruyland!...è nata così questa discussione ma ormai è diventata una specie di chat-line... :)

<{POST_SNAPBACK}>

già, ma non avendo fatto statistiche, mi sembra che i due terzi dei topic del forum pianoforte riguardi Liszt-Chopin-Rachmaninov. Il vero compositore romantico in realtà fu Schumann, ogni sua battuta vale oro, altro che Liszt... B)

Ma per non essere monomaniaci occorre necessariamente spingersi così avanti nella modernità?

Dove sono Ravel, Debussy e Fauré?

<{POST_SNAPBACK}>

già, si parlava di virtuosismo... la Sequenza di Berio è un pezzo scritto per virtuosi, ma dietro a tutta sta enfasi per la musica di Liszt e Chopin vedo una pigrizia diffusa verso la conoscenza del repertorio pianistico, se poi ci aggiungiamo tutti i commenti tipo Horowitz fa così, Michelangeli fa colà, Rubinstein li batte tutti... mah ci vorrebbe un ranapo illuminato che facesse da picconatore. :lol:

Link al commento
Condividi su altri siti

già, ma non avendo fatto statistiche, mi sembra che i due terzi dei topic del forum pianoforte riguardi Liszt-Chopin-Rachmaninov. Il vero compositore romantico in realtà fu Schumann, ogni sua battuta vale oro, altro che Liszt...  B)

<{POST_SNAPBACK}>

Quoto! Quoto! Quoto! Quoto! Quoto!

Adoro Schumann. Darei via parti anatomiche innominabili per riuscire a studiare gli studi sinfonici o la fantasia in do...

E nel contempo devo ammettere che personalmente verso Liszt ho una certa idiosincrasia.... spero che la mia insegnante desista dal suo proposito di farmi studiare il Mazeppa perchè non mi andrebbe gran che di dirigere immani sforzi (immani per me che son scarso) verso un qualcosa che non mi soddisfa fino in fondo...

Quanto a Schumann, anche solo Arabeske op. 18 è un vero orgasmo...

Non parliamo dei Fantasiestucke o del Carnaval.....

Link al commento
Condividi su altri siti

già, ma non avendo fatto statistiche, mi sembra che i due terzi dei topic del forum pianoforte riguardi Liszt-Chopin-Rachmaninov. Il vero compositore romantico in realtà fu Schumann, ogni sua battuta vale oro, altro che Liszt...  B)

già, si parlava di virtuosismo... la Sequenza di Berio è un pezzo scritto per virtuosi, ma dietro a tutta sta enfasi per la musica di Liszt e Chopin vedo una pigrizia diffusa verso la conoscenza del repertorio pianistico, se poi ci aggiungiamo tutti i commenti tipo Horowitz fa così, Michelangeli fa colà, Rubinstein li batte tutti... mah ci vorrebbe un ranapo illuminato che facesse da picconatore.  :lol:

<{POST_SNAPBACK}>

certo certo ma a me il romanticismo pianistico mi piaceva da quando facevo la seconda elementare...fino alla terza media...poi mi è piaciuto altro. sinceramente non ci trovo nulla di 'romantico' né in chopin né in liszt...però ammetto di avere una visione sbagliata delle cose.

il fatto che si parli spesso di chopin-liszt dal mio punto di vista è un limite. più che pigrizia è una mancanza di cultura musicale che vada molto al di là e al di qua dell'ottocento. non ho tempo per ascoltare, e io se ad esempio parlo di uno studio di chopin, ne parlo perché ho ascoltato decine di incisioni, diversi pianisti, etc. non ho tempo e modo per fare la stessa cosa di composizioni 'contemporanee' o del novecento, che certamente mi piacciono ma che non ho ascoltato più di una decina di volte. certe composizioni, avendo avuto il tempo per riascoltarle centinaia di volte (ad esempio il 1° di brahms l'avro ascoltato sicuramente più di cento volte, senza contare le singole misure, decine di interpreti, svariati cd, etc), le 'conosco' meglio. riesco, in un qualche modo, a sviscerarle in tutte le possibilità interpretative che offrono o che sono state eseguite.

con la stessa 'conoscenza' non posso parlare del repertorio del novecento. perché sebbene mi piaccia (tanto per citare qualcosa che hai citato), la concord di ives, o diverse composizioni di bartok, o quel poco che ho ascoltato di reger, etc, sono tutte musiche che ho riascoltato pochissime volte. delle quali non so quasi nulla, e delle quali non ho ascoltato sufficienti interpretazioni per poter 'capire' cosa i pianisti (a volte veri musicisti-compositori) riescano ad 'estrapolare' o a far vedere in esse.

insomma non sono pigro, semplicemente sono uno che si fissa sulle - pochissime - cose che deve studiare e tenta di approfondirle con l'ascolto diversificato e ripetuto e attento. non studio 'la musica' (semmai UNA musica) per passione, ma per 'necessità' d'esecuzione. se mai mi capiterà di affrontare qualcosa del repertorio 'contemporaneo' magari potrò anche parlare di quello...ma ne parlerò con un minimo di tatto in più.

certo non è affatto detto che per parlare di una musica si debba per forza eseguirla. ma i discorsi su musiche che eseguono gli altri, le lascio fare a chi è all'altezza. e mi vengono in mente tutti quei compositori, anche pianisti, che scrivevano cose che erano incapaci di suonare, e quindi di conoscere dal punto di vista che a me interessa di più (e che forse è il meno 'nobile' e alto).

il tutto poi è ovviamente complicato dalla scrittura. sarebbe più semplice raccontarsi tutte queste cose davanti ad un pianoforte. suonando lo stesso pezzo in modi diversi. e lasciando poi che l'ascoltatore (meglio se 'esperto' di armonia e composizione) tragga le sue elevate conclusioni da ciò che ascolta.

in fondo anche l'ascoltatore (soprattutto se 'preparato') compone proprie idee sulla musica scritta da chi, molto spesso componeva di getto lontano anni luce da quelle 'intenzioni' musicali che i parolieri gli attribuiscono. ma questi sono altri (e soliti, lo so) discorsi.

Link al commento
Condividi su altri siti

già, si parlava di virtuosismo... la Sequenza di Berio è un pezzo scritto per virtuosi, ma dietro a tutta sta enfasi per la musica di Liszt e Chopin vedo una pigrizia diffusa verso la conoscenza del repertorio pianistico

Anche Masques, Jardins sous la pluie, L'Isle Joyeuse o Gaspard de la nuit o Tombeau de Couperin sono pezzi per virtuosi....

Link al commento
Condividi su altri siti

Cari ragazzi...penso di andare d'accordissimo (per quanto riguarda ovviamente i gusti musicali) con Carlo, che credo sia un "romantico" come me (non forse così estremista...), ma con Vul mi scontro proprio!...Vul, come fai a criticarmi gli Improvvisi di Schubert...i miei preferiti...neanche il 90-2 ti piace?...è vero, forse sono un pò lunghi e ripetitivi ma creano una tale tempesta emozionale!..

Invece sulla cosidetta Black Keys concordo..è un pezzo utile tecnicamente ma anche a me non dice nulla..mi sembra quasi un mero esercizio di abilità di dita...improprio come parere non è così?...e molto impopolare mi sa!...

<{POST_SNAPBACK}>

io ricordo bene il 90-1, 90-2 e 90-3. il primo non lo capisco. scusa ma tu per caso comprendi quel 'allegro molto moderato'? che cavolo significa? quegli accordi sono tutto tranne che un allegro molto moderato. e infatti se ascolti zimerman lo suona come fosse l'adagio di funerailles. mah. il 90-2 è divertentissimo da suonare quando inizia a venire bello legato ma è ripetitivo alla nausea: cosa ci trovi in più dell'inarrivabile e bellissimo 'spinning song' di mendelssohn? il 90-3 prende il peggio della 2 e diventa un'interminabile agonia spalmata su 85 misure...una noia mortale da suonare. ma è impossibile suonarlo concentrati e con la giusta tensione senza pensare già a metà pezzo che l'ascoltatore e tu stesso non vedete l'ora che finisca (spesso è meglio pensare al pezzo da suonare dopo). la concentrazione torna all'accordo finale da prolungare il più possibile per poi rilasciare il pedale di colpo facendo scivolare via il piede. solo che il tutto invece di risolversi subito in un giocoso allegretto come nella op. 27 n. 2 di beethoven, muore lì lasciandoti in bocca una depressione inculcata a forza e una tristezza della quale ci si libera subito dopo dicendo ad alta voce: 'che stronzata 'sto pezzo'.

tanto per rallegrare un po' l'incolpevole ascoltatore e bacchettare il peggior schubert.

piuttosto mi ascolto duecento volte la sonata D960. che, ripeto, mi sembra su un altro pianeta rispetto 'sta roba' strappalacrime.

Link al commento
Condividi su altri siti

io ricordo bene il 90-1, 90-2 e 90-3. il primo non lo capisco. scusa ma tu per caso comprendi quel 'allegro molto moderato'? che cavolo significa? quegli accordi sono tutto tranne che un allegro molto moderato. e infatti se ascolti zimerman lo suona come fosse l'adagio di funerailles. mah. il 90-2 è divertentissimo da suonare quando inizia a venire bello legato ma è ripetitivo alla nausea: cosa ci trovi in più dell'inarrivabile e bellissimo 'spinning song' di mendelssohn? il 90-3 prende il peggio della 2 e diventa un'interminabile agonia spalmata su 85 misure...una noia mortale da suonare. ma è impossibile suonarlo concentrati e con la giusta tensione senza pensare già a metà pezzo che l'ascoltatore e tu stesso non vedete l'ora che finisca (spesso è meglio pensare al pezzo da suonare dopo). la concentrazione torna all'accordo finale da prolungare il più possibile per poi rilasciare il pedale di colpo facendo scivolare via il piede. solo che il tutto invece di risolversi subito in un giocoso allegretto come nella op. 27 n. 2 di beethoven, muore lì lasciandoti in bocca una depressione inculcata a forza e una tristezza della quale ci si libera subito dopo dicendo ad alta voce: 'che stronzata 'sto pezzo'.

tanto per rallegrare un po' l'incolpevole ascoltatore e bacchettare il peggior schubert.

piuttosto mi ascolto duecento volte la sonata D960. che, ripeto, mi sembra su un altro pianeta rispetto 'sta roba' strappalacrime.

<{POST_SNAPBACK}>

Premesso che Schubert non è fra i miei preferiti, ho suonato in concerto proprio qualche giorno fa l'improvviso op90 n 1 :) .

Devo dire che a me Schubert non è mai piaciuto a me <_< perchè lo trovo di una ripetitività ossessiva in quanto un'idea buona che ha la rigira in tutte le salse :blink: però devo dire che il primo improvviso mi è piaciuto nonostante le difficoltà che ho trovato nel memorizzarlo :o .

All'apparenza sembra facile ma credo che se studi quest'improvviso saprai cavartela in tutti i larghi e i cantabili :)

Riguardo il tempo "allegro molto moderato" non credo ci sia alcun "problema se lo si può chiamare tale in quanto il senso dell' improvviso sì è un po' implicito, ma lo si può capire perfettamente :) .

Cmq man mano che lo conosci più a fondo il pezzo sempre meglio riesci a capirlo e alla fine sai anche che senso hanno quegli accordi.

La bellezza sostanziale di questo improvviso è la differenza di colore, di timbro, di dinamica, di fraseggio fra le stesse affermazioni e il significato che dai a tutto ciò che Schubert ribadisce ;):)

Link al commento
Condividi su altri siti

leggendo gli ultimi messaggi ero indeciso se rispondere visto che siamo così fuori argomento, ma siccome non ho un pikkio da fare dico la mia sulla campanella :P

alura..

secondo me si è partiti da un concetto che ovviamente non può essere oggettivo ovvero la difficoltà di un brano: spero che siamo tutti d'accordo che un brano può essere difficile per un soggetto e facile per un altro.

la soggettività della difficoltà vale anche per il confronto tra pezzi? secondo me si, sempre per il medesimo motivo. (Es. un pianista può essere + portato per un certo tipo di tecnica oppure essere abituato a esplosioni di forza oppure ancora a tenere l'interesse nella musica per molto tempo)

ne consegue che il confronto tra la difficoltà delle rapsodie e la campanella è un po' campato in aria...

secondo mio modestissimo parere è comunque notabile il fatto che la campanella sia uno dei pezzi + difficili del repertorio pianistico, ben oltre alle rapsodie, per un principale motivo:

la difficoltà tecnica

la campanella è un pezzo che dire "scoperto" è un eufemismo: poche note, tutte difficili da beccare e per giunta con tecniche sempre diverse: si va dai salti stratosferici a velocità folli a ribattuti, scale, ottave, articolazione fra 4°e5° dito.

per di + è un pezzo che secondo me va suonato quando ci si è già scaldati per bene le mani, perchè non offre possibilità di rodare le articolazioni prima di passare di botto da poche note saltanti a scale a velocità incredibile. Vi garantisco che è abbastanza traumatico...

ora sempre per opinione personale, in un pezzo di tale difficoltà l'interpretazione dipende al 100% dal livello tecnico del pianista. Insomma quando non penserete + "ora devo cercare di non scivolare su quel maledetto tasto nero e poi articolare bene bene per far venire fuori tutte le note..." allora potrete dedicarvi all'interpretazione.

penso che nessuna rapsodia ungherese presenti questo tipo di difficoltà.

ah come ultima cosa: secondo me la rapsodia + difficile è quella spagnola, non la seconda :P

Link al commento
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Puoi rispondere adesso e registrarti subito dopo. Se hai un account, ACCEDI.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

 Condividi

  • Chi sta navigando   0 utenti

    • Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy