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Liszt "La Campanella"


Ligei@
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Secondo me ,e secondo alcuni miei amici diplomati al conservatorio,è + difficile la seconda rapsodia che la campanella:chi non fosse d'accordo,mi riporti le pagine e/o le battute della campanella incriminate...riguardo al tempo,un conto l'esecuzione di michelangeli,un conto quella di kissin.

Avete provato a suonarla sta campanella?non capisco tutto questo timore riverenziale basato sullo spartito o su esecuzioni pazzesche(kissin appunto)...nessuno dice che è un pezzo facile,ma di sicuro ci sono mille cose + difficili.Sono sicuro che se uno si mette d'impegno,inizia a studiarla lentamente e senza pedale,con forza,per molto molto tempo,alla fine ci riesce.Anche se non è dio in persona.

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Secondo me ,e secondo alcuni miei amici diplomati al conservatorio,è + difficile la seconda rapsodia che la campanella:chi non fosse d'accordo,mi riporti le pagine e/o le battute della campanella incriminate...riguardo al tempo,un conto l'esecuzione di michelangeli,un conto quella di kissin.

Avete provato a suonarla sta campanella?non capisco tutto questo timore riverenziale basato sullo spartito o su esecuzioni pazzesche(kissin appunto)...nessuno dice che è un pezzo facile,ma di sicuro ci sono mille cose + difficili.Sono sicuro che se uno si mette d'impegno,inizia a studiarla lentamente e senza pedale,con forza,per molto molto tempo,alla fine ci riesce.Anche se non è dio in persona.

<{POST_SNAPBACK}>

Ragionamento che andrebbe fatto per tutti i brani :) . Ovvio che io non la suono di certo adesso che sono al quinto, però chissà magari un giorno.....senza pretendere di suonarla come i suddetti Kissin e Michelangeli, ma con le mie piccole capacità....ed è già qualcosa piuttosto che rifugiarsi in "è un brano troppo difficile" che alla fine è una scusa per giustificare la paura di non riuscire.

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Secondo me ,e secondo alcuni miei amici diplomati al conservatorio,è + difficile la seconda rapsodia che la campanella:chi non fosse d'accordo,mi riporti le pagine e/o le battute della campanella incriminate...riguardo al tempo,un conto l'esecuzione di michelangeli,un conto quella di kissin.

Avete provato a suonarla sta campanella?non capisco tutto questo timore riverenziale basato sullo spartito o su esecuzioni pazzesche(kissin appunto)...nessuno dice che è un pezzo facile,ma di sicuro ci sono mille cose + difficili.Sono sicuro che se uno si mette d'impegno,inizia a studiarla lentamente e senza pedale,con forza,per molto molto tempo,alla fine ci riesce.Anche se non è dio in persona.

<{POST_SNAPBACK}>

ok, abbiamo due concezioni della musica molto diverse.

'alla vera tecnica appartiene il tocco', ha scritto busoni.

allora. innanzi tutto vorrei dire la mia su arturo benedetti michelangeli.

credo che tutti gli amanti di michelangeli abbiano ascoltato le sue registrazioni giovanili dove suona il primo di liszt a velocità inimmaginabili (concerto live - nessun tarocco pensabile). e dove esegue le ottave martellate più rapidamente di quanto cziffra faccia nel miracoloso finale della phester carneval (rapsodia 9). ascoltare per credere.

michelangeli fra l'altro ci ha lasciato anche una registrazione della ciaccona trascritta da busoni che ha dell'incredibile.

superiore perfino alla 'leggendaria' fantasia e fuga sul nome di bach di cziffra (ritenuta dalla critica, anche avversa a cziffra, la sua più grande esecuzione interpretativo/virtuosistica).

ora nessuno credo si possa permettere di pensare che michelangeli non fosse in grado di superare qualsiasi limite tecnico. forse alla pari di busoni, se non fosse che michelangeli non era interessato a molte delle composizioni ritenute 'da virtuosi'.

quindi? possibile che 'la campanella' sia un problema? ovviamente sì. nonostante non sia la 'fragorosa' e impossibile versione del 1838 (non so se la data precisa è quella - ma mi riferisco alla versione che liszt ha riscritto perché era difficile anche per lui. insomma ineseguibile. e che invito ad ascoltare nella prudente incisione di howard (ma leslie purtroppo appare prudente di fronte a qualsiasi difficoltà) ).

c'è un motivo che spiega la vera difficoltà di questo grande studio (nella sua versione più eseguita e 'facilitata'e che spiega la superiorità della campanella di michelangeli (così poco propenso a registrare pezzi dove lui stesso - e sappiamo quanto era critico e oggettivo - non 'aggiungeva' qualcosa che ancora non era stato detto meglio). IL TOCCO.

qui si sta ancora a parlare di problema di velocità d'esecuzione. è una boiata. ho riascoltato diverse volte l'incisione di michelangeli. inspiegabilmente 'tranquilla'. poi però, passate le scalmane quando si sentono le tempistiche di altri (kissin o anche wilde), si sente anche una differenza di suono, di resa.

si scopre che quella di michelangeli è una campanella, non una mitraglietta, per intenderci. si sente che il vero problema che michelangeli ha superato, è quello di contenere la foga di chi strimpella più o meno bene quel pezzo, e di portarlo sul piano musicale e non tecnico.

è chiaro che la versione 'facile' di liszt sia stata facilitata a vantaggio della musica. del tocco. le mostruosità tecniche della prima versione sono diventate difficoltà prettamente musicali.

è inutile fermarsi a chiedere 'mostratemi le difficoltà sullo spartito'. si trovano subito. soprattutto quando gli si dice. avanti. suona. ascoltiamo. li crolla chiunque. come si può dire che sia più facile la rapsodia n.2? per farmi capire, se proprio si deve paragonare la campanella alla rapsodia 2, direi che i problemini di tocco delle due facciate nel lassan della rapsodia, diventano problemoni per quasi la totalità delle pagine del grande studio. ma come si fa a dire che quel tema sempre ben marcato, in p e allegretto, alternato ad una nota staccata più di un'ottava sopra tre in altre, non sia un gigantesco problema di tocco? e che poi una volta risolto nel salto 'facile' lo stesso tema si arricchisce mano a mano di abbellimenti sempre più espressivi, da suonare con il tocco giusto, senza trasformare il tutto in un puro esercizio di tecnica (come fa kissin?).

quante volte siete riusciti ad ascoltare la campanella di kissin con l'orecchio alla musica? mai. si sente solo che è veloce e preciso.

ecco il dramma. che il pezzo nelle sue mani poteva intitolarsi 'studio tecnico sui ribattuti'. tant'è vero che kissin nella parte delle ottave tira fuori il peggio del peggio. praticamente un tocco che pare quella di una della qualsiasi parafrasi lisztiane.

ora io credo che chi dice che 'la campanella' è più facile della rapsodia n.2, lo dice perché guardando la campanella non si è mai posto il problema dell'ascolto. sennò è davvero inconcepibile un'affermazione di quel tipo.

l'esecuzione perfettamente a tempo...senza cadere nella 'piattezza' dell'esercizio tecnico...mantenendo il tocco giusto...con i rischi di quegli abbellimenti scomodissimi da suonare sempre uguali per misure e misure senza incertezze...la cura del suono, le sfumature nel crescendo...o quel pp con la mano che sfiora per 3 ottave la tastiera a tempo...sono sottigliezze che un ascoltatore abituato a kissin dimentica e non trova (e troverebbe se presterebbe 'orecchio' alle altre incisioni ben più ricche). con ciò non sto dicendo che l'esecuzione di kissin faccia schifo. ma che la sua scelta di correre vada di pari passo con la scelta di perdere tutte queste sfumature e con la scelta di rendere la campanella sul piano tecnico-virtuosistico. atteggiamento che avrei compreso se eseguisse la versione del 1838.

bella roba, quando i problemi sono altri. sarebbe come suonare 'un sospiro' agitato assai per far vedere che a 19 anni (tipo kissin) si possono eseguire gli incroci e i legati velocissimamente.

ripeto: se 'la campanella' viene eseguito con una certa velocità (che non è quella da bugs-bunny) è perché il tocco richiede quella velocità.

le garette al chi esegue più velocemente, le lascio a quelli che calcolano la durata dello studio op.25 n.5 di richter rispetto a quella di pinco pallo. etc. etc.

se per qualcuno 'la campanella' è un problema di tempo (della serie basta mettersi lì con forza e a furia di dai e dai viene) beh, questo si può dire di qualsiasi pezzo. nulla è impossibile. ma può venirti come ti viene scarbo o gli studi sinfonici.

certo è che se qualcuno viene qui, mi dice che suona quel pezzo in velocità, etc, dubito che si renda conto delle differenze fra la loeo strimpellata tecnica (magari anche velocissima - con le imprecisioni del caso che in quel pezzo possono scappare ai 'profani') e lo spartito che hanno davanti.

sarebbe come suonare schumann e non capire un tubo di armonia.

solo il fatto che michelangeli l'abbia inciso, dovrebbe far capire l'importanza musicale di quella composizione.

altro che pezzo da portare al bis per strappare applausi altri 12 bis alla kissin, tributati ad una massa di 'ipoudenti' in frenetica eccitazione.

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Non è che ho una concezione diversa della musica,ma di quella musica:cioè,forse perchè la prima versione ascoltata fu proprio kissin,forse per il nome "studio trascendentale",ho sempre visto la campanella principalmente come sfoggio di bravura tecnica,non come altri tipi di studi,tipo chopin.Questo punto di vista mi è stato anche suggerito dal fatto che è una variazione,e la struttura di base non si presenta particolarmente complicata.

E' ovvio che da questo punto di vista del tocco il discorso cambia,e cambierebbe per moltissimi altri pezzi.

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Guest MrPiano
ok, abbiamo due concezioni della musica molto diverse.

'alla vera tecnica appartiene il tocco', ha scritto busoni.

allora. innanzi tutto vorrei dire la mia su arturo benedetti michelangeli.

credo che tutti gli amanti di michelangeli abbiano ascoltato le sue registrazioni giovanili dove suona il primo di liszt a velocità inimmaginabili (concerto live - nessun tarocco pensabile). e dove esegue le ottave martellate più rapidamente di quanto cziffra faccia nel miracoloso finale della phester carneval (rapsodia 9). ascoltare per credere.

michelangeli fra l'altro ci ha lasciato anche una registrazione della ciaccona trascritta da busoni che ha dell'incredibile.

superiore perfino alla 'leggendaria' fantasia e fuga sul nome di bach di cziffra (ritenuta dalla critica, anche avversa a cziffra, la sua più grande esecuzione interpretativo/virtuosistica).

ora nessuno credo si possa permettere di pensare che michelangeli non fosse in grado di superare qualsiasi limite tecnico. forse alla pari di busoni, se non fosse che michelangeli non era interessato a molte delle composizioni ritenute 'da virtuosi'.

quindi? possibile che 'la campanella' sia un problema? ovviamente sì. nonostante non sia la 'fragorosa' e impossibile versione del 1838 (non so se la data precisa è quella - ma mi riferisco alla versione che liszt ha riscritto perché era difficile anche per lui. insomma ineseguibile. e che invito ad ascoltare nella prudente incisione di howard (ma leslie purtroppo appare prudente di fronte a qualsiasi difficoltà) ).

c'è un motivo che spiega la vera difficoltà di questo grande studio (nella sua versione più eseguita e 'facilitata'e che spiega la superiorità della campanella di michelangeli (così poco propenso a registrare pezzi dove lui stesso - e sappiamo quanto era critico e oggettivo - non 'aggiungeva' qualcosa che ancora non era stato detto meglio). IL TOCCO.

qui si sta ancora a parlare di problema di velocità d'esecuzione. è una boiata. ho riascoltato diverse volte l'incisione di michelangeli. inspiegabilmente 'tranquilla'. poi però, passate le scalmane quando si sentono le tempistiche di altri (kissin o anche wilde), si sente anche una differenza di suono, di resa.

si scopre che quella di michelangeli è una campanella, non una mitraglietta, per intenderci. si sente che il vero problema che michelangeli ha superato, è quello di contenere la foga di chi strimpella più o meno bene quel pezzo, e di portarlo sul piano musicale e non tecnico.

è chiaro che la versione 'facile' di liszt sia stata facilitata a vantaggio della musica. del tocco. le mostruosità tecniche della prima versione sono diventate difficoltà prettamente musicali.

è inutile fermarsi a chiedere 'mostratemi le difficoltà sullo spartito'. si trovano subito. soprattutto quando gli si dice. avanti. suona. ascoltiamo. li crolla chiunque. come si può dire che sia più facile la rapsodia n.2? per farmi capire, se proprio si deve paragonare la campanella alla rapsodia 2, direi che i problemini di tocco delle due facciate nel lassan della rapsodia, diventano problemoni per quasi la totalità delle pagine del grande studio. ma come si fa a dire che quel tema sempre ben marcato, in p e allegretto, alternato ad una nota staccata più di un'ottava sopra tre in altre, non sia un gigantesco problema di tocco? e che poi una volta risolto nel salto 'facile' lo stesso tema si arricchisce mano a mano di abbellimenti sempre più espressivi, da suonare con il tocco giusto, senza trasformare il tutto in un puro esercizio di tecnica (come fa kissin?).

quante volte siete riusciti ad ascoltare la campanella di kissin con l'orecchio alla musica? mai. si sente solo che è veloce e preciso.

ecco il dramma. che il pezzo nelle sue mani poteva intitolarsi 'studio tecnico sui ribattuti'. tant'è vero che kissin nella parte delle ottave tira fuori il peggio del peggio. praticamente un tocco che pare quella di una della qualsiasi parafrasi lisztiane.

ora io credo che chi dice che 'la campanella' è più facile della rapsodia n.2, lo dice perché guardando la campanella non si è mai posto il problema dell'ascolto. sennò è davvero inconcepibile un'affermazione di quel tipo.

l'esecuzione perfettamente a tempo...senza cadere nella 'piattezza' dell'esercizio tecnico...mantenendo il tocco giusto...con i rischi di quegli abbellimenti scomodissimi da suonare sempre uguali per misure e misure senza incertezze...la cura del suono, le sfumature nel crescendo...o quel pp con la mano che sfiora per 3 ottave la tastiera a tempo...sono sottigliezze che un ascoltatore abituato a kissin dimentica e non trova (e troverebbe se presterebbe 'orecchio' alle altre incisioni ben più ricche). con ciò non sto dicendo che l'esecuzione di kissin faccia schifo. ma che la sua scelta di correre vada di pari passo con la scelta di perdere tutte queste sfumature e con la scelta di rendere la campanella sul piano tecnico-virtuosistico. atteggiamento che avrei compreso se eseguisse la versione del 1838.

bella roba, quando i problemi sono altri. sarebbe come suonare 'un sospiro' agitato assai per far vedere che a 19 anni (tipo kissin) si possono eseguire gli incroci e i legati velocissimamente.

ripeto: se 'la campanella' viene eseguito con una certa velocità (che non è quella da bugs-bunny) è perché il tocco richiede quella velocità.

le garette al chi esegue più velocemente, le lascio a quelli che calcolano la durata dello studio op.25 n.5 di richter rispetto a quella di pinco pallo. etc. etc.

se per qualcuno 'la campanella' è un problema di tempo (della serie basta mettersi lì con forza e a furia di dai e dai viene) beh, questo si può dire di qualsiasi pezzo. nulla è impossibile. ma può venirti come ti viene scarbo o gli studi sinfonici.

certo è che se qualcuno viene qui, mi dice che suona quel pezzo in velocità, etc, dubito che si renda conto delle differenze fra la loeo strimpellata tecnica (magari anche velocissima - con le imprecisioni del caso che in quel pezzo possono scappare ai 'profani') e lo spartito che hanno davanti.

sarebbe come suonare schumann e non capire un tubo di armonia.

solo il fatto che michelangeli l'abbia inciso, dovrebbe far capire l'importanza musicale di quella composizione.

altro che pezzo da portare al bis per strappare applausi altri 12 bis alla kissin, tributati ad una massa di 'ipoudenti' in frenetica eccitazione.

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Ma qualche volta non si può guardare e valorizzare le cose che si sanno già fare?Sempre ad alludere a grandi pianisti e valutare le loro esecuzioni, troppo veloce di qui troppo lento di la.....Non esisterà mai una felicità perfetta se non si sa valorizzare le cose che si sanno gia fare.Si guarda sempre al prossimo traguardo.

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dimentica e non trova (e troverebbe se presterebbe 'orecchio' alle altre incisioni

<{POST_SNAPBACK}>

A parte questa credo svista -è il mio vizio, chiedo venia- so che la faccenda del tocco è pazzescamente intrigata, è verissimo, ne sono convinta. Però appunto per la sua incredibile complessità ritengo sia bene valutarne l'aspetto in seconda istanza, ovvero una volta studiato il brano dal punto di vista meramente di dita e di note. Una volta che uno sa alla perfezione tutti i passaggi può dedicarsi anima e corpo al perfezionamento del tocco, cosa che per i grandi -non tutti, buona parte, insomma- rappresenta l'aspetto fondamentale dell'esecuzione, ciò che li contraddistingue, la loro capacità di profonda analisi del brano eccetera.

Ma uno studente medio poveretto deve farsi venire i complessi di inferiorità perché non suona come Michelangeli? Va be' allora nessuno si mette più a studiare pianoforte....Come dici tu teniamo presenti i nostri limiti, ma non creiamoceli da soli....Suoniamo al meglio di noi! Mettiamocela tutta! Già suonare al massimo delle nostre capacità è un traguardo, no?

PS: Ma Liszt ha lasciato scritto qualcosa inerente al tocco della Campanella?

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A parte questa credo svista -è il mio vizio, chiedo venia- so che la faccenda del tocco è pazzescamente intrigata, è verissimo, ne sono convinta. Però appunto per la sua incredibile complessità ritengo sia bene valutarne l'aspetto in seconda istanza, ovvero una volta studiato il brano dal punto di vista meramente di dita e di note. Una volta che uno sa alla perfezione tutti i passaggi può dedicarsi anima e corpo al perfezionamento del tocco, cosa che per i grandi -non tutti, buona parte, insomma- rappresenta l'aspetto fondamentale dell'esecuzione, ciò che li contraddistingue, la loro capacità di profonda analisi del brano eccetera.

Ma uno studente medio poveretto deve farsi venire i complessi di inferiorità perché non suona come Michelangeli? Va be' allora nessuno si mette più a studiare pianoforte....Come dici tu teniamo presenti i nostri limiti, ma non creiamoceli da soli....Suoniamo al meglio di noi! Mettiamocela tutta! Già suonare al massimo delle nostre capacità è un traguardo, no?

PS: Ma Liszt ha lasciato scritto qualcosa inerente al tocco della Campanella?

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il problema è che il tuo metodo funziona a livello scolastico.

quando invece si è maturi, i pezzi in realtà si leggono con relativa estrema facilità (anche riguardo le difficoltà tecniche). quando si è maturi, e quindi pronti per musiche come queste, lo studio viene sempre mirato sulle parti maggiormente difficoltose, ma l'esperienza e la sensibilità già ti portano ad affrontare la parte con il giusto tocco.

in realtà non esiste tecnica e tocco. sono 'retaggi' pedagogici. il tocco lo si ottiene solo con una determinata tecnica.

perciò succede che tutti quelli che strafanno - e che cioè studiano pezzi molto, o di gran lunga al di sopra delle proprie possibilità - applicano al pezzo un metodo di studio che li porta irreversibilmente al fallimento.

mi spiego: se tu prendi lo studio di chopin no.5 op 25, non puoi mai e poi mai portarlo in velocità se inizi col classico metodo - prima le note, le dita, le varianti ritmiche, etc.

non funzionerà mai perché ci metterai moltissimo tempo. e in quel moltissimo tempo la mano e la tua mente si formeranno su un tipo di movimento che potrai velocizzare fino ad un certo punto. quel punto non sarà mai la velocità richiesta.

questo perché il pezzo richiede un tipo d'esecuzione tecnica delle terze che è completamente differente da quello che avevi impostato tu o che avevi imparato a furia di dai e dai e continui e lenti miglioramenti col metronomo.

ti trovi la mano sbagliata per il pezzo sbagliato.

idem con la campanella.

è ovvio che dai e dai riesci a suonare il pezzo. ma beccare la note in velocità non vuol dire nulla. perché dopo - mettiamo - due mesi di studio con un tocco SBAGLIATO ti troverai a dover affrontare quelle problematiche di tocco interpretativo che ormai non potrai più apprendere. cambiare tocco significa cambiare tecnica. è molto più difficile correggere il tocco dopo che lo hai quasi ignorato per mesi per suonare articolando, accentuando le note, etc.etc.

un pianista che ha un bagaglio alle spalle invece, riconosce con poche occhiate la difficoltà tecnica. sa già in quali modi poterla superare (fra i vari). e non si soffermerà mai più di tanto sulle ripetizioni. un pianista per preparare un pezzo non può impiegarci mezzo anno solo per leggerlo. l lavoro ENORME del pianista è fin dall'inizio solo sull'interpretazione. sul suono. se un pianista ripete migliaia di volte un passaggio non è per 'beccare' le note ma per tarare il tocco in modo da produrre quel suono e non un altro. è un continuo valutare quale tipo di suono produrre.

pezzi come gli studi di chopin, o la campanella, ma tutti quelli di difficoltà molto alta, sono affrontabili solo da persone che hanno già moltissima 'esperienza'.

non è questione di ostinazione! è questione di metodo.

un ragazzo che ha sempre avuto metodo, che studierà e affronterà gradualmente le difficoltà pianistiche, stai per certo che arriverà certamente a suonare tutto quello che vuole e che è stato scritto per il suo strumento.

ma un ragazzo ostinato che affronta pezzi tentando non solo di bruciare le tappe ma addirittura di saltarle a piè pari per passare all'impossibile', stai per certa che (a meno che non sia un genio superdotato) arriverà a 50 anni ancora con 'la campanella' o gli studi di chopin da portare a velocità.

anche se saprà le note a memoria e se lo 'suonerà' ad occhi chiusi.

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Mi dichiaro d'accordo in modo totale con Vul.

In particolare sull'esigenza che lo studio di qualsiasi brano, sia quelli più semplici che i più difficili, non trascuri mai gli aspetti musicali sin dalle prime stentate letture.

Ed infatti la difficoltà di approccio a determinati brani sta proprio nell'esigenza di concentrarsi subito sugli aspetti musicali, nel "pensare in modo musicale" (uso parole della mia insegnante) fin dai primi momenti. La qual cosa si può fare solo se non ci si deve preoccupare troppo delle note. Non esiste musicalità che prescinda dalle basi tecniche.

Più in generale, ogni strada che debba superare un dislivello deve fare i conti con l'impossibilità di superarlo con una salita verticale. Non a caso le strade di montagna hanno i tornanti. Si fa una strada più lunga, ma in modo più agevole e tale che può passarci anche un camion con relativo carico.

Lo studio del pianoforte, dal livello elementare a quello più elevato, presenta un bel salto verticale: se si vuol superarlo in modo intelligente ed efficiente non v'è altra scelta che affrontare i tornanti con la dovuta lentezza.

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Ciao Ligei!

Io cominciai a studiare la Campanella tempo fa, ma poi l'ho un po' mollata per preparare il diploma... (conto di riprenderla dopo ;) )

Penso che sia un pezzo ai limiti delle possibilità tecniche... e ci vuole davvero tanta pazienza riuscire a portarlo ad una condizione di esecuzione accettabile.... tanto tanto tanto esercizio. Hai presente quei pezzi su cui sbatti i denti per qualche mese senza capirci nulla, senza capire perché non ''compariscono'' e proprio quando decidi di mollarli ad un certo punto crolla un muro e migliorano tutti d'un botto?

Ecco.

Secondo me la Campanella è uno di quelli. La lettura è difficile, l'esecuzione lo è ancora di +, ma con pazienza e tenacia si può riuscirci...

d'altronde la Musica è anche questo! (io ancora sono a prima del crollo del muro ndr)....

Ma ti immagini poi che soddisfazione?????? :D

in bocca al lupo!!!!

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Ciao Ligei!

Io cominciai a studiare la Campanella tempo fa, ma poi l'ho un po' mollata per preparare il diploma... (conto di riprenderla dopo ;) )

Penso che sia un pezzo ai limiti delle possibilità tecniche... e ci vuole davvero tanta pazienza riuscire a portarlo ad una condizione di esecuzione accettabile.... tanto tanto tanto esercizio. Hai presente quei pezzi su cui sbatti i denti per qualche mese senza capirci nulla, senza capire perché non ''compariscono'' e proprio quando decidi di mollarli ad un certo punto crolla un muro e migliorano tutti d'un botto?

Ecco.

Secondo me la Campanella è uno di quelli. La lettura è difficile, l'esecuzione lo è ancora di +, ma con pazienza e tenacia si può riuscirci...

d'altronde la Musica è anche questo! (io ancora sono a prima del crollo del muro ndr)....

Ma ti immagini poi che soddisfazione?????? :D

in bocca al lupo!!!!

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volevi dire, compaiono?

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Non è che ho una concezione diversa della musica,ma di quella musica:cioè,forse perchè la prima versione ascoltata fu proprio kissin,forse per il nome "studio trascendentale",ho sempre visto la campanella principalmente come sfoggio di bravura tecnica,non come altri tipi di studi,tipo chopin.Questo punto di vista mi è stato anche suggerito dal fatto che è una variazione,e la struttura di base non si presenta particolarmente complicata.

E' ovvio che da questo punto di vista del tocco il discorso cambia,e cambierebbe per moltissimi altri pezzi.

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diciamo che solitamente si ascolta 'la campanella' quando di musica non si sa ancora quasi nulla (questo per via della fama del pezzo pianistico in questione).

poi quando si inizia a suonare e a studiare musica e si riprende il pezzo (anche solo per riascoltarlo ovviamente) si apprezzano solitamente altri aspetti di questa composizione. ma risulta quasi sempre molto difficile liberarsi e scollarsi dalla prima impressione: che è quella del classico pezzo sbattuto nei cd intitolati 'i grandi virtuosi', 'il pianoforte virtuoso', etc. etc.

rimane solo il fatto insomma che sia un pezzo orecchiabile, bello, impossibile e difficilissimo e ineseguibile.

praticamente è vero.

ma con la 'conoscenza' si scoprono aspetti interessanti che allontanano l'ascoltatore dal concepirlo (e aspettarselo eseguito) come un mirabolante e suggestivo esercizio di tecnica. per intenderci si scopre che non è un esercizio tecnico (più orecchiabile di tanti altri) alla czerny o alla gradus da portare alla velocità indicata. ma è una composizione vera e propria.

intanto inizialmente si intitolava 'grande fantasia di bravura su 'la campanella' di paganini'. questo nel 1832. poi fu rivisitata nel 38 come 'la campanella' e inserita come il no. 3 di '6 esercizi d'esecuzione trascendentale su paganini' (versione ineseguibile). infine nel '51 fu riscritta e 'facilitata' (ma non è vero) e pubblicata col nome di 'la campanella' e inserito come 3o dei 'grandi studi su paganini', poi nominati comunemente '6 studi da paganini' (che sono quelli che si eseguono ora nella loro versione 'ultima').

dicevo 'facilitata' fra virgolette perché, al di là dei diversi nomi, sono stati pesantemente riscritti dal punto di vista interpretativo: è come se fossero diventati studi sul tocco. dal 38 al 58 tutti (e in particolare 'la campanella') sono stati ripensati e riscritti riducendo notevolmente le difficoltà puramente esecutive (nel senso che, ad esempio, il 1o studio nel '32 aveva il tremolo e melodia alla sinistra anche nelle parti dove nel 58 è stato affidato 'solo' alla destra, etc.). con ciò non dico che siano facili (non sono pazzo) ma che sono mirati su altri aspetti dell'esecuzione.

fra l'altro nemmeno il titolo 'studi trascendentali' dovrebbe trarre in inganno poiché anche i trascendentali furono riscritti e 'semplificati' (non fraintendiamo) nel periodo 26 - 51.

questa facilitazione anche riguardo i trascendentali è uno spostamento dalle difficoltà puramente tecniche a difficoltà di tocco...insomma erano diventati musica e non esercizi. questo perché? innanzi tutto perché nel 1826 - 1832 liszt aveva 15 - 21 anni, e quindi era giovane e al pieno delle sue potenzialità tecnicovirtuosistiche ma ancora 'acerbo' musicalmente' (anche qui non fraintendiamo).

e secondariamente (ma neanche troppo) fra il 1829 e il 1832 un ragazzino 19 - 22 enne aveva composto qualche cosa di fondamentale: gli studi op. 10. ovviamente si parla di chopin. e sappiamo quale abisso (a livello musicale) ci sia fra i due nello dar sfoggio (o meno) della bravura. chopin più 'raffinato' e rubato, liszt più spinto alla ricerca del limite tecnico fine a se stesso (all'inizio) e in seguito a quello 'sonoro'. del tocco. tant'è che in molte sue composizioni si intravedono le sonorità di molta musica del novecento, tant'è che in molte sue composizioni il pianoforte suona imitando la natura. cosa che accade molto più raramente in chopin - non era nelle sue 'intenzioni'.

insomma liszt 'maturando' ha corretto il tiro. e ha portato le difficoltà sul tocco (o timbro). con questo non significa semplificare le cose: tutt'altro!!

e infatti ad esempio per 'la campanella' si parla ancora ancora di 'leggiero style' a livello di tecnica d'esecuzione.

fra l'altro gli studi trascendentali (volendo ignorare la loro difficoltà estrema anche a livello interpretativo) sono trascrizioni pianistiche di studi per pianoforte. i paganini-etudes sono trascrizioni pianistiche di studi per violino.

questo non è un paradosso. ma è la dimostrazione delle 'intenzioni' di liszt. quelle di far suonare il pianoforte come un violino. tant'è che se provate a strimpellare alcuni studi su paganini, vi accorgerete che la mano esegue movimenti che ricordano moltissimoi voli che si vedono fare ai violinisti. tant'è che a livello sonoro, il pianoforte non è più un pianoforte.

questo con 'la campanella' è ancora più udibile. sia perché in realtà ci sono temi del secondo concerto per violino di paganini (e non 'solo' i capricci), sia perché appunto le semplificazioni tecniche (la versione impossibile presentava difficoltà di salti tipo mazzeppa...) sono diventati complicazioni sonore.

fra l'altro, se proprio qualcuno si fosse lasciato ingannare dalla parola 'studi' (intendendoli come 'robe tecniche'), la parola 'studio' in liszt dopo i suoi quindici-diciannove anni (e in chopin dopo il 1829) si riferisce inscindibilmente anche al tocco, soprattutto dopo l'op. 10.

se si cercano esercizi di taglio tecnico in liszt, ci si deve rivolgere a quella versione giovanile degli studi trascendentali o dei paganini (peraltro ovviamente ineseguibili), sennò ci si deve riferire agli studi espressamente scritti per la tecnica (ad esempio gli studi op.1).

tutto il resto è musica, e quindi anche nella valutazione dell'eseguibilità, va considerato l'aspetto della sonorità.

fra l'altro, e non a caso, gli storici ci ricordano come liszt amasse suonare lo stesso pezzo in modo completamente diverso, spesso proponendone di seguito anche tre o quattro interpretazioni contrastanti.

questo perché (ce lo dice uno come busoni e lo ripeto) la vera tecnica sta nel tocco.

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mi spiego: se tu prendi lo studio di chopin no.5 op 25, non puoi mai e poi mai portarlo in velocità se inizi col classico metodo - prima le note, le dita, le varianti ritmiche, etc.

non funzionerà mai perché ci metterai moltissimo tempo. e in quel moltissimo tempo la mano e la tua mente si formeranno su un tipo di movimento che potrai velocizzare fino ad un certo punto. quel punto non sarà mai la velocità richiesta.

questo perché il pezzo richiede un tipo d'esecuzione tecnica delle terze che è completamente differente da quello che avevi impostato tu o che avevi imparato a furia di dai e dai e continui e lenti miglioramenti col metronomo.

ti trovi la mano sbagliata per il pezzo sbagliato.

idem con la campanella.

è ovvio che dai e dai riesci a suonare il pezzo. ma beccare la note in velocità non vuol dire nulla. perché dopo - mettiamo - due mesi di studio con un tocco SBAGLIATO ti troverai a dover affrontare quelle problematiche di tocco interpretativo che ormai non potrai più apprendere.

cambiare tocco significa cambiare tecnica. è molto più difficile correggere il tocco dopo che lo hai quasi ignorato per mesi per suonare articolando, accentuando le note, etc.etc.

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Davvero....? :unsure: E' una cosa tristissima.....

So che purtroppo il tocco trascurato è peggio di un cataclisma....ma allora noi come dobbiamo fare per non combinare questo disastro? Non ci riesco a suonare fin da subito pensando al tocco e al suono....sarà un limite mio, cosa posso farci...

Si accettano suggerimenti :)

Però io pensavo che se un/una pianista ha il diploma la campanella può pensare di suonarla, no?

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Davvero....? :unsure: E' una cosa tristissima.....

So che purtroppo il tocco trascurato è peggio di un cataclisma....ma allora noi come dobbiamo fare per non combinare questo disastro? Non ci riesco a suonare fin da subito pensando al tocco e al suono....sarà un limite mio, cosa posso farci...

Si accettano suggerimenti :)

Però io pensavo che se un/una pianista ha il diploma la campanella può pensare di suonarla, no?

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questo non è un tuo limite. è il tuo modo di sentire la musica.

io da studente venivo sempre rimproverato perché fin dalla prima lettura pensavo solo al suono, all'interpretazione. altri perché pensavano solo a non sbagliare note e poi non riuscivano a dare profondità a quello che facevano.

sono due atteggiamenti diversi. fanno parte di te. è quasi impossibile trovare persone che abbiano entrambi i modi di affrontare il pezzo. e comunque averle entrambe non significa essere più bravi ma avere una visione magari più equilibrata della musica.

fino a quando affronti pezzi che sono previsti dal tuo insegnante di fiducia non ti devi mica preoccupare!!!!!! tanto arriverai sempre al traguardo prefissato: suonarlo molto bene.

saranno sempre pezzi calibrati sulle tue capacità. non saranno mai troppo difficili. difficili sì, è ovvio, ma non andranno mai oltre una certa 'valutazione' che si basa sul tuo percorso tecnico musicale.

quindi in un tempo ragionevole (che non compromette definitivamente il tuo 'percorso d'apprendimento') sistemerai il pezzo - 'aggiungendo' l'interpretazione o 'correggendo' le sbavature tecniche.

chiaramente a livello di diploma le cose si smussano di più. è ovvio che un diplomato (o i più 'abili' poco prima) possa sentirsi di affrontare 'la campanella' o comunque composizioni di quel tipo e difficoltà. ma a quei livelli non ci sono distinzioni fra tecnica e interpretazione così marcate come quando si è in fase formativa. le cose vanno paripasso.

e soprattutto l'esperienza consente di sistemare il pezzo nel minor tempo possibile. sistemarlo in poco tempo significa non formarsi tecnicamente sul pezzo con un atteggiamento interpretativo o tecnico sbagliato.

una volta che impari una tecnica sbagliata non la correggi più facilmente (la mente con la ripetizione crea i suoi percorsi neuronali e le sue 'impronte' che poi sono difficili da cambiare o, nei casi peggiori, cancellare). quando un ragazzo impara a suonare muovendo male le mani gli si precludono tantissime possibilità. infatti i grandi pianisti che muovono le mani in maniera irreale sono tutti dei geni che non hanno mai avuto difficoltà 'tecniche' tali da fargli assumere certe imposizioni del maestro. ma noi qui stiamo parlando di persone 'comuni' che si diplomano. quelli solitamente sono tutti impostati tecnicamente allo stesso modo e nessun diplomando, o studente del conservatorio, potrebbe affrontare uno studio di gran lunga superiore alle sue capacità. proprio perché ci metterebbe troppo tempo. e salterebbe delle tappe che sono indispensabili alle persone nella norma per raggiungere un risultato.

in pratica se mentre sei al 5o ti metti a studiare 'la campanella', ci metterai 5-6 mesi per non sbagliare note. ma quando dovrai suonarla bene dovrai riprendere tutto da capo. con impostazione diversa. cosa molto difficile. perché non dovrai cambiare interpretazione, ma dovrai crearne una partendo da un'impostazione sbagliata.

insomma basta avere pazienza! le cose vengono da sé.

un conto è essere musicalmente pronti, e poter negli anni suonare diversamente uno stesso pezzo che c'è già 'in repertorio'. un conto è essere impreparati ambiziosi, e dover negli anni suonare sempre male quel che si pensa di aver già imparato. in questo secondo modo si suonerà sempre male.

il dramma di alcuni bambini prodigio è proprio questo (e per una volta mi sento d'accordo con la critica). quelli particolarmente dotati in fatto di lettura, bruciano le tappe, si prendono il diploma precocissimamente, vincono concorsi, e poi a cinquant'anni suonano come suonavano da bimbi.

io (bimbi prodigio, o pianisti) preferisco quelli che spiccano per la sensibilità musicale: quelli per intenderci che si lasciano alle spalle un percorso...non quelli che sono morti già a 19 anni.

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Guest MrPiano
ahahahah povero liszt utente!era simpatico,aveva tanta voglia di fare,e sono curioso di sapere che fine ha fatto!

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ha aperto un forum su hilary duff in altervista...:-(((

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Vul, devo ammettere che ne sai veramente tanto, sicuramente molto più di me. E' vero, La Campanella da parecchi problemi a livello di interpretazione e di tocco, ed è proprio lì che sta il suo bello (oltre ovviamente al roboante virtuosismo tecnico, per cui bisogna avere una preparazione elevata), anche se con la lettura non ho incontrato gravi disagi.

Però lo ribadisco...è più semplice rispetto alle Rapsodie (non di molto..non arrabbiarti..), e per esserne sicura ho chiesto anche ad altri, e mi hanno dato ragione..

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