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Come strutturate la vostra sessione di studio


Fryderyk

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Salve ragazzi! Non partecipo di frequente alle discussioni del forum perché ho poco tempo ma leggo con interesse le vostre considerazioni. Io faccio la tecnica studiando le variazioni di brahms-paganini, mezz´ora al giorno con la mano destra e mezz´ora con la mano sinistra. Di solito studio la stessa variazione per una settimana col metronomo, partendo da un tempo lentissimo fino ad arrivare dove le mie mani mi permettono. Ovviamente bisogna fare attenzione a non esagerare, poiché essendo variazioni basate sul doppio meccanismo possono causare problemi ai tendini.

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insistere, avere pazienza e occasionalmente pregare.

Nella mia seppur piccola esperienza, non ho mai MAI MAI trovato un pezzo che resistesse ad uno studio a mani separate fatto super-bene. Il che non significa "lo faccio due volte a mani separate e poi metto insieme" ma "lo faccio per una settimana a mani separate e poi lo metto insieme".

Un altro utilissimo metodo è... studiare un'altra cosa. Nel senso di capire che difficoltà stai incontrando, mollare il pezzo e fare uno studio su quella difficoltà per poi riprendere il pezzo. A volte ci si fossilizza, aiuta anche soltanto cambiare aria per due o tre giorni: non sempre insistere è la soluzione migliore, perché a un certo punto la cosa inizia a prendere le forme di una psicosi e studiando studiando anziché migliorare finisci per peggiorare e deprimerti.

Quindi studi a mani separate lentamente e poi alzando sempre più la velocità?

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io studio 3 ore e 20...(a volte 4 ore...a volte 2.45)

in ogni caso faccio:

1 ora e mezza tra esercizi preparatori di rilassamento di Piergiusto :ph34r: esercizi giornalieri stupidi di Piergiusto :ph34r: scale :ph34r: arpeggi :ph34r: e dopo di che sono stanco morto :D ahahaa

beh poi faccio 45 minuti di Bach, 45 minuti di Cramer o Czerny, ed il resto (20 minuti) Beethoveen e Chopin 10 minuti a testa, (tanto dovrò suonare sempre la stessa roba fino a settembre)...

poi a volte faccio tutto il megariscaldamento, Chopin e Beethoven senza fare il resto... :ph34r::ph34r:

(forse spreco troppo tempo a fare tecnica...però è fondamentale visto ke mi mancano le basi...ho bruciato mooooolte tappe fondamentali, e ormai non posso più tornare indietro!)

Poi ovviamente ogni giorno mi guardo i video di Yundi Li per studiare tutte le facce che fa, i suoi movimenti ecc...

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Io studio un'ora e mezza/due circa al giorno. Faccio circa 40 minuti di tecnica e di studi, 20 Bach e poi gli altri pezzi. Il mio problema principale penso sia la tecnica e solo ultimamente ho recuperato un po' . Poi ovviamente ci sono autori che mi vengono velocemente e altri che a forza di studio "matto e disperatissimo" non mi vogliono venire... Per esempio riesco a studiare relativamente velocemente Bach mentre è da novembre che studio il primo pezzo dei Children's Corner di Debussy che non ne vuole sapere di diventare più fluido e veloce. Certo questo è dovuto anche al fatto che il mio insegnante mi sente sempre Bach mentre Debussy no, però è deprimente :( .

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Io studio tipo un'ora e mezza al giorno quando ho il cons perché arrivo alle sette di sera a casa, o alle otto :mellow:

In quella ora e mezza chiaramente non posso permettermi uno studio disordinato o una perdita di tempo. Perciò mi organizzo ferreamente* B)

Ovvero nei giorni di lezione di piano [lunedì e giovedì], quando torno mi schianto su quello che ho fatto a lezione. In modo da essere fresca a proposito di quello che mi ha spiegato il maestro, non solo a livello mentale, nel senso di ricordarmi quanto mi ha detto, quali varianti applicare, come studiare un passaggio; ma anche nel senso "fisico", cioè proprio la SENSAZIONE esatta che mi sentivo quando suonavo in modo corretto, con la giusta posizione blabla, in modo da cercare più possibile di ricrearla studiando. E' difficile per me, non so per voi, perché ogni volta temo sbagliare tutto :(

Nei giorni in cui torno da armonia [martedì e venerdì] invece studio ciò che non ho studiato il giorno precedente. Ma sempre un pezzo solo, o massimo due..! Cioè se ho un'ora e mezza io in un'ora e mezza studio due passaggi della ballata, o magari un primo tempo degli addii in generale, o una pagina di fuga... cioè mi concentro su poche cose.

Il mercoledì invece studio un paio d'ore, e in genere faccio tecnica soprattutto e poi Clementi o Chopin lo studio. -_-

Sabato e domenica il delirio studio tre o quattro ore (vabbè lo so che non sono comunque tante ma per me sì!) e allora posso fare pure più brani, tipo fare lo stesso giorno due tempi di sonata, o preludio e fuga, o ballata intera con annesso studio... inZomma libertà a quello che sento ha più bisogno di cure :D

*neologismo temo :ph34r:

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Quindi studi a mani separate lentamente e poi alzando sempre più la velocità?

sì, è l'unica soluzione.

Del resto scusami, ma è logico... se non sai fare solo la destra o solo la sinistra come puoi pensare che ti vengano bene quando le metti insieme?

(E' semplicissimo da scrivere in un forum, molto più difficile capirlo, ancora di più crederci e incredibilmente più impegnativo farlo ogni giorno. Quando studio, almeno io, ho sempre la tentazione di dire "ma tanto sono diplomata, so fare, a che serve lo studio a mani separate?" E invece... ;) )

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  • 2 months later...

ciao a tutti, ogni tanto anche io inserisco un messaggio!!!

io ho iniziato da pochi mesi lo studio per il pianoforte e vi elenco come strutturo le mie lezioni giornaliere. Sono ben accetti consigli e critiche.

10.00- 15.00 beethoven 5° concerto per pianoforte (suonato sia dall'inizio alla fine che dall'ultima battuta alla prima)

15.00- 18.00 compongo almeno 2 variazioni del concerto.............. magari fosse vero!!!!

solitamente studio 1 ora e mezza al giorno

primi 30 minuti longo (tecnica pianistica. che al contrario dell'hanon richiede suono pulito movimento fluido e metronomo massimo a 60)

poi 15 minuti di hanon(per rinforzare le dita)

30 minuti czerniana (corso preparatorio rev. Longo)

restanti minuti Cesi-marciano o bach (Anna Magdalena)

logicamente non sto con l'orologio in mano, però orientativamente è quanto impiego per ogni esercizio.

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?????????????

a parte il fatto che stavo scherzando ma volevo dire che leggevo lo spartito al contrario partendo dall'ultima battuta dell'ultima pagina.

sono pochi mesi che studio piano (da 15 anni il sax)quindi non riesco a suonare pezzi che siano un pò più difficili di un esercizio di tecnica!

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  • 1 month later...

Esisteva un topic sull'organizzazione della sessione di studio, non sull'arco della giornata.

Comunque ti rispondo qui.

Mattino: un quarto d'ora di solfeggio e quaranta minuti sul pezzo più recente. Suono tutto di filato cercando soprattutto di migliorare la memria.

Sera: un'ora di tecnica (scale, arpeggi, terze più varia) e poi a (rapido) esaurimento il pezzo più avanzato. Qui lavoro a pezzi, usando se serve il metronomo e i ritmi.

Nelfine settimana la buona volontà va a farsi friggere, e sto tanto al pianoforte, ma tutto sommato suonicchio e non studio veramente.

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Guest sPaCeMaN

le mie sessioni di studio sono molto variabili, quando ci sono.. in genere, se non sono proprio a corto di tempo, cerco di iniziare con un'ora di tecnica cortot, poi passo a quello che mi dice la testa, che in genere vuol dire attingere a qualcosa dell'assegno settimanale, possibilmente quello che sta messo peggio tra tutti i pezzi.

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Mi scuso anticipatamente se esistesse già un topic simile...

Volevo chiedere qui a tutti voi come impostate le vostre ore giornaliere di studio... Ossia, da che pezzo incominciate come lo studiate ecc ecc...

c'è tutto, c'è tutto B) (basterebbe leggere l'indice <_< )

Cosa state studiando?

Come ripassare i brani

Imparare un pezzo a memoria

Come organizzare la settimana?

Come strutturate la vostra sessione di studio?

Piano di studi quotidiano

Ore di studio quotidiane

Come studiare e migliorarsi

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  • 7 months later...

Salve a tutti.

Io non sono una pianista bensì una mamma di un piccolo pianista (o aspirante tale) e vorrei qualche suggerimento da voi esperti per poter meglio aiutare mio figlio nell'organizzare lo studio durante la settimana.

Allora...

Jacopo ha 10 anni e ha iniziato a studiare pianoforte a 4 anni e mezzo, dopo aver visto che da solo prendeva i cd di Mozart che erano a disposizione in casa e li ascoltava ripetutamente (non a caso Mozart è il suo autore preferito!). Studia da allora con un Maestro del Conservatorio di Fermo e devo dire che c'è un gran feeling tra loro. Premesso ciò, secondo quanto dice il Maestro, in previsione di una eventuale e futura ammissione in conservatorio, nonchè del prox passaggio alla scuola media, deve imparare a razionalizzare lo studio in casa, rendendolo più fruttuoso. Preciso che frequanta la V^ elem fino alle 16,30 e che tra il nuoto, il catechismo e i compiti scolastici (sebbene non molto numerosi) il tempo da dedicare allo studio del pianoforte non può essere moltissimo. Ora sta studiando Clementi e Bartok (non ricordo esattamente cosa) ma la difficoltà maggiore che sta trovando è, nella tecnica, gli arpeggi.

Avete qualche suggerimento sia per superare le difficoltà per gli arpeggi, che sulla tempistica di studio?

Ho dato un'occhiata all'indice del forum ma sono metodologie che forse si adattano meglio ai più grandi.

Mi rendo conto che non è facile dare consigli quando si tratta di piccoli studenti ma ogni minimo suggerimento può essere utile.

Complimenti a tutti e grazie.

:rolleyes_anim:

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Salve a tutti.

Io non sono una pianista bensì una mamma di un piccolo pianista (o aspirante tale) e vorrei qualche suggerimento da voi esperti per poter meglio aiutare mio figlio nell'organizzare lo studio durante la settimana.

Allora...

Jacopo ha 10 anni e ha iniziato a studiare pianoforte a 4 anni e mezzo, dopo aver visto che da solo prendeva i cd di Mozart che erano a disposizione in casa e li ascoltava ripetutamente (non a caso Mozart è il suo autore preferito!). Studia da allora con un Maestro del Conservatorio di Fermo e devo dire che c'è un gran feeling tra loro. Premesso ciò, secondo quanto dice il Maestro, in previsione di una eventuale e futura ammissione in conservatorio, nonchè del prox passaggio alla scuola media, deve imparare a razionalizzare lo studio in casa, rendendolo più fruttuoso. Preciso che frequanta la V^ elem fino alle 16,30 e che tra il nuoto, il catechismo e i compiti scolastici (sebbene non molto numerosi) il tempo da dedicare allo studio del pianoforte non può essere moltissimo. Ora sta studiando Clementi e Bartok (non ricordo esattamente cosa) ma la difficoltà maggiore che sta trovando è, nella tecnica, gli arpeggi.

Avete qualche suggerimento sia per superare le difficoltà per gli arpeggi, che sulla tempistica di studio?

Ho dato un'occhiata all'indice del forum ma sono metodologie che forse si adattano meglio ai più grandi.

Mi rendo conto che non è facile dare consigli quando si tratta di piccoli studenti ma ogni minimo suggerimento può essere utile.

Complimenti a tutti e grazie.

:rolleyes_anim:

Ciao!

Oltre che da utente "anziana" del forum :P ti rispondo in qualità di tirocinante al conservatorio B)

Parlare di una razionalizzazione dello studio significa già classificare Jacopo tra i grandi ;) , l'unica differenza sarebbe quindi nel numero delle ore di studio giornaliere.

Io consiglio di fare così.

La sessione di studio, per quanto breve, deve SEMPRE essere aperta da uno o più esercizi tecnici. Possono essere scale, arpeggi o esercizi tratti da qualche libro di tecnica, ma bisogna farli! Ai piccoli studenti che sono affidati alla mia supervisione consiglio di lavorare sulla tecnica pochi minuti al giorno e sempre a mani separate, con molta lentezza. Mi rendo conto che è difficile da chiedere a un piccolo pianista di dieci anni, ma nel pianoforte vale il detto "chi ha fretta vada piano"; più lentamente si studia, più forti ed indipendenti diventeranno le dita, più veloce sarà l'apprendimento dei pezzi andando avanti. In particolare questo vale per gli arpeggi: si fissa la diteggiatura come prima cosa, poi si lavora da subito a mani separate controllando sempre l'impostazione corretta della mano. Prima di suonare la prima nota si posizionano correttamente tutte le altre che dovranno suonare sui tasti giusti, poi si parte. Suonata la prima, si suona la seconda e contemporaneamente si alza il pollice e lo si porta sotto il palmo della mano, in maniera che quando dovremo girare il pollice sarà già pronto per suonare e la nota non arriverà in ritardo. Creare questo automatismo, valido anche per le scale, risolve un sacco di problemi quando poi si tratterà di acquisire velocità. Poi si continua suonando la terza nota (sempre tenendo il pollice sotto il palmo), e infine si ruota leggermente il gomito verso l'esterno per permettere al pollice di raggiungere la nota giusta. Velocemente si riposiziona la mano nella posizione di partenza (cioè dito giusto su nota giusta) e si può ripartire con un'altra ottava. Scendendo ci assicuriamo di aver ben posizionato le dita, quando arriviamo al pollice facciamo perno e sporgendo di nuovo il gomito verso l'esterno ruotiamo la mano fino ad arrivare col dito giusto sulla nota da suonare. Riposizioniamo la mano e così via. [L'esempio era fatto su un arpeggio di tre note - es. do mi sol - eseguito con la mano destra. Per la sinistra basta invertire la salita con la discesa.]

Dopo la tecnica si passa a studiare i pezzi. Se sono pezzi già un po' studiati si può partire con una esecuzione, cioè suonandolo tutto (o tutta la parte studiata) per sentire quali sono i passaggi deboli da rinforzare.

In generale si parte dal pezzo meno gradito, o da quello che viene peggio :P , isolando i passaggi che hanno bisogno di essere ristudiati, e se ne fa poco per volta, a mani separate (questo va fatto sempre, anche con i pezzi che ormai si sanno a memoria... non esiste il "ripasso": suonare da capo a fondo un pezzo a mani unite in sede di studio e considerarlo "ripassato" è solo un modo efficientissimo di far prendere difetti al brano). Diciamo che basta studiare poche battute per volta, ripetendo a mani separate e poi cercando di metterle insieme; poi si prosegue fino ad esaurire la porzione di brano che ci si è proposti di fare per quel giorno.

Si va avanti così fino all'esaurimento dei compiti per quel giorno. Avendo da fare, ad esempio, sette righe in sette giorni, può essere utile porsi come obiettivo lo studio di due rghe il primo giorno e di una in tutti gli altri giorni. Questo perché, se abbiamo sette righe nuove da fare, il primo giorno non ci saranno passaggi "vecchi" da ripetere e ristudiare, quindi si può lavorare un po' di più. Dal secondo giorno in poi, invece, oltre a studiare la riga nuova, bisognerà anche isolare e ristudiare i passaggi difficili presenti nelle righe studiate nei giorni precedenti.

Questo metodo non dà risultati immediati, ma lo studio a mani separate getta le basi per un metodo di studio che, nella mia esperienza, serve a far risparmiare tantissimo tempo - anche se sembra una contraddizione - quando si hanno tantissimi pezzi da studiare. In più facendo anche la tecnica, pure così lentamente ma facendola tutti i giorni, si arriverà nel giro di qualche mese ad avere le dita più pronte e più scattanti (oltre che più forti!).

Buono studio!

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Ragazzi.... scusate la prolungata assenza dal Forum, ma il lavoro mi seppellisce (sempre ammesso che Ve ne freghi qualcosa).

Visto che l'interessante topic è stato riesumato, ne approfitto.

Come vanno le sperimentazioni sulle sessioni di studio alternate (cioè studiando cose diverse a giorni alterni)?

Io infatti comincio ad avere il problema tempo. Ieri sera ho iniziato lo studio alle 21.45: studio op. 25 n. 8 a mani separate con varianti ritmiche, poi a mani unite con varianti ritmiche.

Poi Wanderer, tutte le parti più critiche della prima parte a mani separate e prosecuzione lettura della seconda parte (quasi terminata) a mani separate con insistenza sui passaggi critici. Poi a mani unite di seguito, prima e seconda parte + inizio della terza.

A quel punto ho cominciato a vedere la Madonna di Fatima, e mi sono accorto che era mezzanotte e venti.

Quindi ho smesso.

Problema: devo fare anche i Miroirs, la 101 e il concerto di Grieg.

Quindi non mi resta che studiare a giorni alterni durante la settimana. Ma ho paura della discontinuità.

Vostra illustre opinione, please!

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Ragazzi.... scusate la prolungata assenza dal Forum, ma il lavoro mi seppellisce (sempre ammesso che Ve ne freghi qualcosa).

Visto che l'interessante topic è stato riesumato, ne approfitto.

Come vanno le sperimentazioni sulle sessioni di studio alternate (cioè studiando cose diverse a giorni alterni)?

Io infatti comincio ad avere il problema tempo. Ieri sera ho iniziato lo studio alle 21.45: studio op. 25 n. 8 a mani separate con varianti ritmiche, poi a mani unite con varianti ritmiche.

Poi Wanderer, tutte le parti più critiche della prima parte a mani separate e prosecuzione lettura della seconda parte (quasi terminata) a mani separate con insistenza sui passaggi critici. Poi a mani unite di seguito, prima e seconda parte + inizio della terza.

A quel punto ho cominciato a vedere la Madonna di Fatima, e mi sono accorto che era mezzanotte e venti.

Quindi ho smesso.

Problema: devo fare anche i Miroirs, la 101 e il concerto di Grieg.

Quindi non mi resta che studiare a giorni alterni durante la settimana. Ma ho paura della discontinuità.

Vostra illustre opinione, please!

Se dividi il programma di studio in due giornate non succede niente, tranquillo... La paura di dimenticare quello che studi in questo modo è solo psicologica...

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  • 4 weeks later...
Sono d'accordo Mirou, ma come diavolaccio si fa a correggere con questo metodo gli errori occasionali? (dovuti spesso ai vuoti di memoria) Il pianoforte mi fa inkazzare abbbbestia, pagine e pagine, fiumi e fiumi di note......al quadrato....:cussing_kid:

ti dai la risposta da solo... se l'errore è dovuto ai vuoti di memoria, devi puntare su quella. Per la mia limitatissima esperienza, lo studio della memoria dovrebbe avere parte quotidiana nelle sessioni di studio, dovrebbe sempre esserci un pezzo che oltre che tecnicamente e musicalmente vogliamo risolvere anche mnemonicamente.

Per gli errori random, invece, quelli che ti capitano quando il pezzo tecnicamente è a posto, non c'è altra soluzione che tenere il pezzo sotto ogni giorno, dividendoselo tutto in sezioni da studiare quotidianamente: può essere una riga al giorno, possono essere diverse pagine, ma vanno sempre studiate e ristudiate a mani separate e lentamente e per voci qualora fosse necessario. Sembra una cosa da scemi ma, come ho scritto prima, nella musica vale il detto "chi ha fretta vada piano"... solo studiando con questa lentezza e con questa attenzione ogni giorno, si ottengono risultati sicuri e duraturi nel tempo.

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  • 1 year later...

Giorno a tutti, premetto che sono solamnete 3 anni che studio anche se caparbiamente e a testa bassa.

Purtoppo riesco a studiare per non più di 2/3 ore al giorno ma fortunatamente riesco a farlo tutti i giorni.

nel mio piccolo ho studiato diverse cosucce.

E da un po che mi sono accorto che quando credi di aver studiato qualcosa di veramente difficili ....arriva la prof, ti appioppa qualcosa di nuovo...e...inevitabilmente ti rendi conto che il difficile nn è mai morto...

...mi è capitato con le Suite inglesi di Bach sia la numero due che la numero tre (quest'ultima ha la Giga che secondo me è veramente tosta)....

mi sta capitando ora ..ho appena cominciato le invenzioni a tre voci di Bach..

e mi sta capitando con gli appena iniziati studi di Chopin....sto studiando la prima pagina a mani separate..nn so quando lo terminerò..

..ho cominciato forse con uno dei più semplici...il n° 1 dell'op. 25 se non sbaglio in la bemolle..a me gia sembra bello difficile, ma a sto punto comincio a pensare che il ''peggio'' nn è mai morto...

un ultima cosa...

studio:

Cramer

devo finire di studiare la terza suite inglese di Bach

invenzoni a tre voci Bach

e lo studio Di Chopin

ma ho sempre il dubbio...come distribuisco la mia unica sessione di 2/3 ore di studio giornaliero?

ringrazio anticipatamente.

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3 ore tutti i giorni fatte bene dovrebbero esserti sufficienti, anche se è consigliabile suonare di più quando se ne presenta l'occasione. E' meglio approfondire dei pezzi per volta, e non studiare tutto il repertorio tutti i giorni in fretta e furia per farlo entrare nelle 3 ore.

Non si finisce mai di studiare un pezzo, e le difficoltà (di qualunque tipo siano) sono sempre in agguato, è un dato di fatto quindi non allarmarti! Gli studi di Chopin si affrontano di solito al 6 anno, tuttavia alcuni come quello scelto da te sono facili(anche io ho iniziato con quello).

Riguardo allo studio, io l'ho studiato le prime volte articolando molto ed esasperando le notine piccole(se hai una mano piccola è anche un po' doloroso), poi l'ho studiato lentamente avendo cura di essere il più delicato possibile sulle note piccole(ma suonandole tutte!), infine anche se lo so a memoria ogni tanto lo eseguo lentamente per non farmelo sfuggire troppo.

Il punto più difficile dello studio è nell'ultima facciata prima della ripresa del tema iniziale, ma si fa tranquillamente.

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Cerco di fare le mie ore di studio dando il massimo e nn alzando mai la testa, però, purtroppo solo il fine settimana riesco a studiare un po di più.

Il ''problema'' è che alla mia età....43 anni sposato con prole.....dopo 8 ore di ufficio, .. è già un miracolo il tempo che riesco a dedicare.

Sto portando anche avanti il solfeggio ...sono al terzo e spero ultimo anno, anno e se tutto va come dovrebbe andare questa estate dovrei avere anche l'esame....speriamo di passarlo : ))

purtroppo quello che mi fa arabbiare e che davanti al piano purtroppo il tempo vola , nn è mai abbastanza.

Mi sono anche reso conto che dopo un'ora di studio (mi capita se studio Bach) mi devo fermare 10 minuti, bo forse mi impegna più di altri studi..

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Ah, non ti preoccupare! Non sarai MAI a corto di roba veramente tosta! :D

Ma... ti spiace spiegarmi come cavolo riesci a studiare ben due/tre ore ogni giorno, lavorando otto ore? Io non riesco assolutamente a fare più di un'ora, nel migliore dei casi un'ora e mezza. E non tutti i giorni. :(

Complimenti per la tua dedizione! :)

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