Vai al contenuto

L'opera completa per organo di Mendelssohn


baruch
 Condividi

Recommended Posts

Buongiorno. Sono sul punto di acquistare un'integrale dell'opera per organo di Mendelssohn. Inenarrabili peregrinazioni tra i vari siti specifici, mi hanno messo davanti almeno tre alternative significative:l'integrale della Bate per Somm,quella di Bleicher per Arte Nova Classics e quella di Innig per DMG.

Ultimamente,ho scoperto anche quella di J.B.Robin per Triton -comprendente gli ultimi inediti mendelssohniani eseguiti da Murray nel 1986 (ma anche le altre tre raccolte dovrebbero contenerli).

Ora: non sono un musicologo,bensì semplicemente un appassionato di musica classica. Potreste gentilmente dirmi quale risulta, a vostro parere,l'integrale più 'totalizzante' e qualitativamente più apprezzabile?

Grazie per qualsiasi contributo alla mia ricerca.

Link al commento
Condividi su altri siti

  • 4 years later...

Riuppo questo topic perchè vorrei anch'io procurarmi una integrale mendelssohniana: cosa mi consigliate?

Conviene eventualmente puntare su un mix di interpreti? In questo caso quali sono quelli che più vi convincono?

A titolo informativo riporto qui sotto l'elenco delle composizioni organistiche del sommo Felix (secondo Wikipedia tedesca):

  • Preludio in re minore (1820)
  • Andante in re maggiore (1823)
  • Passacaglia in do minore (1823)
  • Tre Preludi e Fughe op. 37 (1836/37)
  • Tre Fughe (1839)
  • Preludio in do minore (1841)
  • Sei Sonate op. 65 (1844/45)
  • Andante con variazioni in re maggiore (1844)
  • Allegro in B flat major (1844)

Link al commento
Condividi su altri siti

Riuppo questo topic perchè vorrei anch'io procurarmi una integrale mendelssohniana: cosa mi consigliate?

Nella maggior parte dei casi si trovano i Tre Preludi e Fuga e le Sei Sonate (e non è nemmeno facilissimo trovare i 9 pezzi tutti insieme).

Secondo me una buona interpretazione dovrebbe essere quella di Feike Asma:

229b755a09f5.jpg

poiché ho sempre trovato molto raffinate le sue esecuzioni.

In teoria, l'organo "ideale" per suonare i brani di Mendelssohn andrebbe cercato in Gran Bretagna, visto che i suoi brani più importanti sono stati scritti per Thomas Attwood, all'epoca organista della Cattedrale di San Paolo di Londra.

Difatti esiste una incisione di John Scott sull'[attuale] organo della Cattedrale di Londra, e sembra che sia particolarmente interessante:

hyperioncdd22029.jpg

Ecco l'elenco dei brani registrati:

Three Preludes and Fugues for Organ, Op. 37

Organ Sonatas Nos. 1-6, Op. 65

Andante in F

Allegro maestoso in C

Andante in D

Fugue (allegro) in E minor

Fugue (lento) in F minor

Allegro in B flat

Allegro, Chorale and Fugue in D minor

che fa "quasi scopa" con l'elenco che hai postato.

Link al commento
Condividi su altri siti

Nella maggior parte dei casi si trovano i Tre Preludi e Fuga e le Sei Sonate (e non è nemmeno facilissimo trovare i 9 pezzi tutti insieme).

Secondo me una buona interpretazione dovrebbe essere quella di Feike Asma:

229b755a09f5.jpg

poiché ho sempre trovato molto raffinate le sue esecuzioni.

In teoria, l'organo "ideale" per suonare i brani di Mendelssohn andrebbe cercato in Gran Bretagna, visto che i suoi brani più importanti sono stati scritti per Thomas Attwood, all'epoca organista della Cattedrale di San Paolo di Londra.

Difatti esiste una incisione di John Scott sull'[attuale] organo della Cattedrale di Londra, e sembra che sia particolarmente interessante:

hyperioncdd22029.jpg

Buonasera.

Secondo me non ha pensato affatto ad un organo inglese, bensì ad uno strumento di medie dimensioni, quali erano gli strumenti che in vita ebbe l' occasione di suonare, da quanto sappiamo...

Suonò su uno strumento di Silbermann, coltivò da giovane lo studio dell' organo per praticarlo in età "adulta" per diletto. Quindi non credo che la sonorità inglese sarebbe la migliore, anche considerando le dimensioni che gli organi inglesi stavano assumendo già col primo ottocento.

Inoltre, qui tutti sanno che non c' è indicazione di registri, se non il "volles werk" del terzo preludio, ma solamente indicazioni dinamiche, secondo me da rendere con un' unica registrazione, non con gli straordinari "crescendo" all' inglese.

Secondo me, ed è parere personalissimo, sarebbe interessante una buona incisione (che tuttavia non esiste) su un tardo organo Silbermann.

Mandi!

Link al commento
Condividi su altri siti

Buonasera.

Secondo me non ha pensato affatto ad un organo inglese, bensì ad uno strumento di medie dimensioni, quali erano gli strumenti che in vita ebbe l' occasione di suonare, da quanto sappiamo...

Suonò su uno strumento di Silbermann, coltivò da giovane lo studio dell' organo per praticarlo in età "adulta" per diletto. Quindi non credo che la sonorità inglese sarebbe la migliore, anche considerando le dimensioni che gli organi inglesi stavano assumendo già col primo ottocento.

Inoltre, qui tutti sanno che non c' è indicazione di registri, se non il "volles werk" del terzo preludio, ma solamente indicazioni dinamiche, secondo me da rendere con un' unica registrazione, non con gli straordinari "crescendo" all' inglese.

Secondo me, ed è parere personalissimo, sarebbe interessante una buona incisione (che tuttavia non esiste) su un tardo organo Silbermann.

Mandi!

A ben vedere, Elia89, è un dato storico inconfutabile che Mendelssohn pubblicò a Londra i suoi brani per organo e che il destinatario di essi era Thomas Attwood, organista inglese "doc" ma che era stato allievo di Gaetano Latilla a Napoli (e dunque aveva una formazione post-scarlattiana).

A riprova dei contatti inglesi di Mendelssohn, ecco qui un post che ho scritto tempo fa nella discussione "anche loro con l'organo"

E, a riprova dell'antica passione della Famiglia Reale Inglese per l'organo, ecco qui una stampa d'epoca (l'amico che me l'ha inviata dice che proverrebbe da un numero storico di una nota Rivista, ma non mi ha specificato quale):

1824albertoorganistavit.jpg

Londra, 1824: Felix Mendelssohn (ultimo a destra), in visita privata presso la Regina Vittoria (al centro dell'immagine con amplissima gonna), ascolta il principe consorte Alberto mentre suona l'organo privato della Casa Reale.

Alberto era un abile pianista e un provetto organista: era stato allievo di Karl Czerny e di altri noti musicisti. In Italia suonò l'organo Zeffirini della Badia Fiorentina (tuttora esistente).

All'epoca, nella Cattedrale di Londra, vi era ancora l'organo costruito da Bernard Smith (organaro tedesco il cui vero nome era Bernhardt Schmidt, ma secodo altri, era un organaro olandese di nome Bernt Schmitt) con tre tastiere e pedaliera e che, salvo qualche ampliamento, era quello che aveva suonato Haendel.

Probabilmente hai ragione, il tipo di organo per quei brani è un organo di quel genere, quindi di scuola "mista" e con caratteristiche tardosettecentesche.

Sta di fatto, però, che il nucleo storico delle canne dell'organo della cattedrale di Londra è tuttora esistente e le due casse d'organo attualmente visibili non sono altro che la cassa doppia disegnata da Christopher Wren. Quindi, nel bene o nel male, non è poi tanto azzardato eseguire la musica di Mendelssohn sull'organo attuale di quella chiesa.

Tutto dipende, però, dalla sensibilità dell'organista. Ed è per questo che ho segnalato Feike Asma (con l'organo della Oude Kerk, affine agli organi dell'epoca di Mendelssohn) e John Scott (con l'organo che contiene al suo interno l'organo per il quale Mendelssohn ha scritto quei brani).

Link al commento
Condividi su altri siti

Secondo me, ed è parere personalissimo, sarebbe interessante una buona incisione (che tuttavia non esiste) su un tardo organo Silbermann.

Qualcuno ci ha gia' pensato: esiste un CD della serie "die Orgeln von Gottfried Silbermann", ed.Querstand (vol.7) in cui Dietrich Wagler suona il Prel.e fuga in do minore proprio su un Silbermann...

Quanto all'edizione di J.Scott, ce l'ho ma mi pare che suoni usando un po' troppo il "fff", il che non giova alla chiarezza dell'esecuzione, anche considerata l'acustica di St.Paul.

Link al commento
Condividi su altri siti

Non pensavo di ottenere tanto e poco allo stesso tempo rispolverando la questione omnia-Mendelssohn!

"Tanto" perché siete andati ben oltre la semplice richiesta iniziale, avendo fornito indicazioni molto interessanti a me sconosciute sulle circostanze riguardanti la composizione di tali opere. Di questo non posso che esservi grato! thumbsup_still.png

"Poco" perché supponevo sarebbero saltate fuori almeno 5/6 integrali, oltre a quelle già proposte dal creatore di questo topic. Evidentemente non molti organisti si sono dedicati ad incidere le opere organistiche di Mendelssohn nella loro totalità. E questo mi sorprende almeno tre voltescratch_one-s_head.gifscratch_one-s_head.gifscratch_one-s_head.gif, perché

1 - tali opere, o per lo meno le principali, sono eseguite molto sovente in concerto;

2 - si tratta di opere molto belle e tutto sommato di facile ascolto;

3 - non sono troppo corpose, sicché il tutto potrebbe stare su 2 o 3 cd; di conseguenza gli impegni di produzione sarebbero limitati e anche la distribuzione non sarebbe così difficile.

Tirando le somme non mi resta che trovare e assaggiare Asma e Scott!

Link al commento
Condividi su altri siti

:to_pick_ones_nose2:

Ah, se ricordo bene, c'è un'altra integrale registrata da Olivier Vernet, ma non ricordo su quali organi.

Io ho l'integrale di P.Planyavsky sull'organo di S.Augustin, Perchtoldsdorf, e alcuni CD vari tra i quali

quello di P.Hurford.

Io amo tutto quello che fa J.Scott, ma temo che le sonorità di St.Paul siano un pò troppo "ampie" per la musica

in questione; ok, ci sarà anche il vecchio organo, ma è un pò lo stesso discorso che si fa con S.Sulpice e con l'esecuzione

dei classici francesi...

La musica organistica di Mendelsohn non ha grandi richieste in fatto di timbrica e può essere suonata anche su piccoli strumenti;

oltre a questo piace molto a chi ascolta.

Diciamo che è musica che può rappresentare un'ottima scelta per concerti sui nostri poveri strumenti! :to_pick_ones_nose2:

Link al commento
Condividi su altri siti

:to_pick_ones_nose2:

...La musica organistica di Mendelsohn non ha grandi richieste in fatto di timbrica e può essere suonata anche su piccoli strumenti...

Spiacente, Scorpion, ma questa è un'affermazione un po' troppo categorica. E' vero che Mendelssohn sui suoi spartiti organistici ha scritto ben poche indicazioni (qualche "P" qualche "F" e "MF" e poco piu') ma non è automatico affermare che egli intendeva limitare timbricamente o dimensionalmente la sua musica per organo.

Certo "si può" suonarla sui piccoli strumenti, come anche Bach o qualsiasi altro autore, ma non è detto che ciò sia l'unico modo o che sia l'unico voluto dall'Autore.

Per Mendelssohn bisogna tener presente anche LE ALTRE composizioni: se le Sonate per Organo costituiscono l'OP 65, l'OP 64 è il sublime Concerto per Violino e Orchestra. Si può anche eseguirlo con una piccola orchestra di pochi elementi ("a parti reali"), ma con la grande orchestra ottocentesca è un'altra cosa.

Oppure prendiamo le opere pianistiche, dove PP e PPP e i FF e FFF si sprecano... E' chiaro che "si possono" eseguire sul fortepiano, ma se le esegui sul gran coda ottocentesco sono un'altra cosa (e se si ascolta Rudolph Serkin ciò che intendo dire è di immediata comprensione).

Infine, io avevo in repertorio il Preludio e Fuga in Do Minore e la Sonata in Do Minore; sui piccoli organi non mi hanno mai dato soddisfazione anzi mi sembravano pezzi "esangui"... ma su strumenti di adeguate dimensioni (Tamburini a Sant'Ignazio, Balbiani a Cava de' Tirreni, Ruffatti a S.Andrea a Viareggio ecc.) facevano il loro grintoso effetto romantico.

Per quanto sopra, mi permetto di dissentire sui piccoli organi, ma sono d'accordo che l'organo attuale della Cattedrale di Londra è anche troppo grosso. Con tutto il condiviso rispetto per John Scott (le cui interpretazioni sono sempre interessanti, anche per ascoltare in che modo adegua il suo repertorio all'organo di quella chiesa), io continuo a "tifare" per l'integrale di Mendelssohn eseguita Feike Asma nella Oude Kerk... secondo me (anche se ne ho sentito solo un paio di brani) per Mendelssohn organistico è l'equivalente di Serkin per il Mendelssohn pianistico.

Link al commento
Condividi su altri siti

Spiacente, Scorpion, ma questa è un'affermazione un po' troppo categorica. E' vero che Mendelssohn sui suoi spartiti organistici ha scritto ben poche indicazioni (qualche "P" qualche "F" e "MF" e poco piu') ma non è automatico affermare che egli intendeva limitare timbricamente o dimensionalmente la sua musica per organo.

Certo "si può" suonarla sui piccoli strumenti, come anche Bach o qualsiasi altro autore, ma non è detto che ciò sia l'unico modo o che sia l'unico voluto dall'Autore.

Per Mendelssohn bisogna tener presente anche LE ALTRE composizioni: se le Sonate per Organo costituiscono l'OP 65, l'OP 64 è il sublime Concerto per Violino e Orchestra. Si può anche eseguirlo con una piccola orchestra di pochi elementi ("a parti reali"), ma con la grande orchestra ottocentesca è un'altra cosa.

Oppure prendiamo le opere pianistiche, dove PP e PPP e i FF e FFF si sprecano... E' chiaro che "si possono" eseguire sul fortepiano, ma se le esegui sul gran coda ottocentesco sono un'altra cosa (e se si ascolta Rudolph Serkin ciò che intendo dire è di immediata comprensione).

Infine, io avevo in repertorio il Preludio e Fuga in Do Minore e la Sonata in Do Minore; sui piccoli organi non mi hanno mai dato soddisfazione anzi mi sembravano pezzi "esangui"... ma su strumenti di adeguate dimensioni (Tamburini a Sant'Ignazio, Balbiani a Cava de' Tirreni, Ruffatti a S.Andrea a Viareggio ecc.) facevano il loro grintoso effetto romantico.

Per quanto sopra, mi permetto di dissentire sui piccoli organi, ma sono d'accordo che l'organo attuale della Cattedrale di Londra è anche troppo grosso. Con tutto il condiviso rispetto per John Scott (le cui interpretazioni sono sempre interessanti, anche per ascoltare in che modo adegua il suo repertorio all'organo di quella chiesa), io continuo a "tifare" per l'integrale di Mendelssohn eseguita Feike Asma nella Oude Kerk... secondo me (anche se ne ho sentito solo un paio di brani) per Mendelssohn organistico è l'equivalente di Serkin per il Mendelssohn pianistico.

Probabilmente mi sono spiegato male; parlavo di "timbrica" nel senso più stretto del termine, non di "dinamica" del suono.

Quello che volevo dire è che le opere di Mendelsohn, non avendo una specifica richiesta di combinazioni timbriche particolari,

possono tranquillamente venir eseguite su strumenti piccoli anche ad una sola tastiera; la III sonata è un esempio anche se

eseguita su un grandioso strumento fa tutta un'altra musica....

La stessa cosa non si può dire ddella musica di Bach la quale, su uno strumento ad una tastiera, è spesso tagliata fuori, almeno nelle opere più

importanti.

Quindi, non dico che la musica organistica di Mendelsohn sia limitata (magari anche per volere dello stesso compositore), ma semplicemente

non avendo grandi richieste espressamente indicate, si adatta molto bene in diversi casi.

Link al commento
Condividi su altri siti

Quello che volevo dire è che le opere di Mendelsohn, non avendo una specifica richiesta di combinazioni timbriche particolari

In effetti hai centrato il problema: Mendelssohn non ha dato indicazioni particolari. Eppure non erano piu' i tempi di Bach, e molti musicisti della sua epoca (e di quella immediatamente precedente) non lesinavano indicazioni sui registri e sulle tastiere (penso per esempio a Rinck, che spesso dava indicazioni timbriche e di uso di registri). Perché Mendelssohn non lo ha fatto?. Me lo sono chiesto molte volte.

Le uniche due ragioni che ho trovato possono essere queste (una "ideale" e una "prosaica"):

1. per rispetto verso il destinatario (Thomas Attwood), un organista "veterano" e che era stato in tutta Europa, che Mendelssohn stimava quasi come fosse un suo maestro cui non si sarebbe permesso di dare consigli.

2. per mandare alle stampe i brani al piu' presto, riservandosi semmai di aggiungere tali indicazioni in caso di successo editoriale e di ristampa (ma Mendelssohn volò relativamente giovane nelle Celesti Cantorie e non poté fare un enorme numero di cose che avrebbe voluto fare "passati gli -anta").

Quanto a Feike Asma, ho postato tre video di grande interesse in QUESTO POST

Link al commento
Condividi su altri siti

Perché Mendelssohn non lo ha fatto?. Me lo sono chiesto molte volte.

Le uniche due ragioni che ho trovato possono essere queste (una "ideale" e una "prosaica"):

1. per rispetto verso il destinatario (Thomas Attwood), un organista "veterano" e che era stato in tutta Europa, che Mendelssohn stimava quasi come fosse un suo maestro cui non si sarebbe permesso di dare consigli.

2. per mandare alle stampe i brani al piu' presto, riservandosi semmai di aggiungere tali indicazioni in caso di successo editoriale e di ristampa (ma Mendelssohn volò relativamente giovane nelle Celesti Cantorie e non poté fare un enorme numero di cose che avrebbe voluto fare "passati gli -anta").

Potrebbe esserci una terza opzione, che se vogliamo è estensione della 1: a differenza di Rinck e di altri organisti, Mendelssohn non mi risulta tenesse lezioni di organo, perciò ciò che lo differenzia dagli altri è proprio la mancanza di intento didattico, che è invece ben presente, ad esempio, nelle opere di Rinck.

Link al commento
Condividi su altri siti

Potrebbe esserci una terza opzione, che se vogliamo è estensione della 1: a differenza di Rinck e di altri organisti, Mendelssohn non mi risulta tenesse lezioni di organo, perciò ciò che lo differenzia dagli altri è proprio la mancanza di intento didattico, che è invece ben presente, ad esempio, nelle opere di Rinck.

In effetti è un'ulteriore spiegazione anche questa...

Comunque, se CLICCHI QUI c'è il Link con la pagina dedicata a Mendelssohn del sito olandese ORGELCONCERTEN con una marea di "mp3". Ci sono vari brani di Mendelssohn di cui uno interpretato da Feike Asma, secondo me in maniera talmente appassionata da non temere confronti con nessun altro interprete... Dai un'occhiata, anzi un'ascoltata...

Link al commento
Condividi su altri siti

  • 2 weeks later...

Una interessante novità discografica mendelssohniana è sicuramente questa:

mendelssohn-a-roma_cover_220x220.png

Non è un'integrale, ma è comunque un'ottima sintesi della produzione del grande compositore.

L'incisione vede due interpreti di grande fama, Livia Mazzanti e Francesco Finotti (entrambi allievi di J.Guillou), alle prese con l'organo Steinmeyer del 1930 della Chiesa Luterana di Roma. Il CD è iniziativa della Comunità Luterana di Roma e va a vantaggio delle opere culturali e benefiche di essa, dunque merita il massimo rispetto.

Per molti organisti italiani il repertorio mendelssohniano è sempre stato abbastanza negletto, mentre Mazzanti e Finotti dimostrano di sapervi entrare e di saper dire la loro con grande competenza.

Questo CD lo consiglio vivamente a TUTTI! :D

Segnalo in particolare la Sesta Sonata (brano di apertura del CD), poiché è interpretata da Livia Mazzanti in modo semplicemente superlativo. Sugli altri pezzi si può anche discutere ed obiettare (per esempio su scelta di tempi, ritmi e accenti) ma la padronanza del repertorio e dello strumento da parte dei due interpreti è davvero impressionante e fuori discussione.

Link al commento
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Puoi rispondere adesso e registrarti subito dopo. Se hai un account, ACCEDI.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

 Condividi

  • Chi sta navigando   0 utenti

    • Nessun utente registrato visualizza questa pagina.
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy