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Il "Caso Luchesi"


Conte Caramella

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Terzo. La supercazzola ritmica

Nella musica di Gazzaniga, tra i passi più suggestivi quanto a somiglianze con la partitura mozartiana ricordiamo:

l’aria del catalogo animata dal medesimo spirito beffardo e da somiglianti soluzioni ritmiche;

Ricordo che questa sarebbe l’ ”analisi” del Rausa alla quale quei due musicologiari rimandano per dare fondamento all’accusa di “catena di montaggio” operata da Mozart. Si, proprio un’analisi bella.

Io vorrei sapere – anche qui – come si fa a parlare di somiglianza per lo “spirito beffardo” di due arie aventi lo stesso soggetto. Qui abbiamo il servo di un libertino che deve rivelare a una donna innamorata che il suo amato è un porcello avvezzo a saltare di letto in letto. Tale soggetto ha una carica buffa enorme che spinge il testo verso sviluppi pruriginosi. Poi, se tale aria è diventata l’aria del catalogo, è solo grazie a Mozart e a Da Ponte.

Per non incappare nella somiglianza Mozart e Da Ponte cosa avrebbero dovuto fare? Confezionare un’aria seria, rispettosa? Magari un adagio in stile severo.

La seconda somiglianza riguarderebbe le “soluzioni ritmiche”. Quando si scrivono certe cose bisognerebbe addurre riscontri, perché tale affermazione buttata lì come se fosse una pregevole notiziola ha la prerogativa di dire tutto e soprattutto di dire UN BEL NIENTE. Aria fritta per riempire righe vuote di pagine web. E le due arie sono facilmente ascoltabili da chiunque.

Consiglieri ai tre geni di analisi musicale di guardare in altri luoghi per scoprire vere somiglianze ed evitare quindi continue ridicolaggini.

Nell’opera Gli amanti alla prova, dramma giocoso per musica, del maestro palermitano Piticchio Francesco su libretto di Giovanni Bertati (Toh! Che coincidenza fortunata…), prima rappresentazione a Dresda nel 1785 (il libretto è del 1784) nel Teatro  di S.A.E. di Sassonia (RISM ID no.: 270001424),  nel Finale del Primo Atto, il Barone di Campo Nero canta “Se per caso la mia sposa”. Confronto con l’aria di Pasquariello (ho trasposto dall'originale in Re quella di Piticchio) del Grande Gazzanigher:

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Ritmo, note e armonia sono UGUALI.

Quante gazzanigate stiamo leggendo…

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On 5/8/2023 at 00:11, Carlo Vitali dice:

Poi entra in ballo la musica, e questo è il risultato della catena di montaggio, più lunga e aggrovigliata di quanto non sembri sotto il profilo testuale. Ma tu, o Artifex, noti per caso qualche traccia di armonia vallottiana schönberghiana nel passo parallelo Gazzaniga/ Mozart?

 

16.jpg

Quei due musicologiari, che si dicono esperti di musica oltre a vantarsi di essere musicisti loro stessi, non si trattengono dallo spendere giudizi sulla coerenza drammaturgica di Mozart che, a loro dire, sarebbe scarsa. Nel capitoletto sull’Idomeneo leggiamo le loro “intelligenti” valutazioni:

La terza Aria di Idomeneo "Torna la pace al core" (atto III, scena ultima) è affine a una precedente ("Se al labbro ... Il cor dolente" K.295) anch'essa scritta per Raaff tre anni prima a Mannheim. E' morbida e sentimentale […] Non si può certo parlare di approfondimento psicologico, di attenzione ai carattere del personaggi.

Gli esempi che si possono portare sono numerosi. L'Aria di Elettra (n. 13 “Idol mio, se ritroso" nell'atto II, scena V) non concorda con il carattere del personaggio. Il suo sentimento di gioia è espresso in un tono così lieve e grazioso, che si stenta a riconoscere in lei l'orgogliosa e appassionata figlia di Agamennone. Anche per lo stile, quest'Aria si differenzia dalle altre due dedicate allo stesso personaggio, in quanto inclina più verso l’Opera comica francese che verso quella italiana".

La terza aria di Ilia (n .19 "Zeffiretti lusinghieri" nell'atto III scena 1) suona convenzionale.

Ma che bravi questi due! Come sono studiati in drammaturgia! Da applausi.

Così aristocratici a profondere giudizi su Mozart, nulla dicono dell’opera di Gazzaniga. Il risultato è: il Don Giovani di Gazzaniga è un capolavoro, quello di Mozart una scopiazzatura mediocre.

Due sono le vie: o non sanno di cosa parlano o sono faziosi. Io scelgo invece la terza via: entrambe le cose.

E infatti adesso vediamo una prima scena del finale.

La statua del Commendatore mantiene la promessa e va a cena da Don Giovanni. Situazione terribile, assurda. Don Giovanni insiste, vuole che il Commendatore mangi qualcosa. La statua a questo punto pronuncia delle parole che dovrebbero essere spaventose. Vediamo come il Grande Gazzaniger, campione di coerenza drammaturgica, rende la scena:

17.jpg

18.jpg

 

Alle parole del Commendatore:

Di vil cibo non si pasce

chi lasciò l'umana spoglia.

A te guidami altra voglia,

ch'è diversa dal mangiar.

Siamo in mi bemolle maggiore, ci sono solo passaggi tonica – dominante (T-D) e due cadenze (S6 – D – T). L’incipit di questo passaggio ricorda musica di molte opere buffe: aria di Don Fabrizio de “La frascatana” di Paisiello, il solo di Eustocchio de “Lo sposo disperato” di Anfossi, il solo di Mosiu Le Blo de “La finta parigina” di Cimarosa, ecc…

19.jpg

(per ragioni di metrica i tempi di C sono stati dimezzati)

Ma stupefacente è il confronto con il “Conoscete signor Figaro” del Finale dell’atto 2° de Le Nozze di Figaro del copione Mozart. Qui le prime 4 battute del Commendatore e del Conte possono essere suonate contemporaneamente con l’accompagnamento di Mozart senza alcun problema (l’armonia è la stessa):

20.jpg

 

 

Rausa (sempre avvallato da quei due) invece in base alla sua “analisi” ha trovato (ma non mostrato) somiglianze ritmiche e spiriti beffardi tra Gazzaniga e Mozart. Che vergogna.

Ma torniamo al Grande Gazzaniger.

Egli fa cantare alla terribile statua del Commendatore un motivo buffo. Qui la drammaturgia è andata a farsi benedire. E nessuno tra Rausa, Bianchini e Trombetta ha scritto NULLA in merito. Il loro compitino è di ripetere con strampalate indagini la favola della catena di montaggio.

E allora andiamo a guardare come Mozart tratta questa prima scena (qui la catena di montaggio avrà un brusco inceppamento).

22.jpg

BATTUTE 1 e 2

Siamo in re minore. Anche qui Don Giovanni vuole far mangiare il Commendatore, ma la statua lo interrompe bruscamente sostenuto da un accordo di settima diminuita che sospende la cadenza alla dominante di re minore (la maggiore).

 

BATTUTE 3 e 4

Sfruttando il LA raggiunto, in unisono alle parole “Non si pasce di”, si crea una ambiguità tonale di riferimento. Il fa# in re minore potrebbe essere la sensibile di una dominante secondaria (quella famosa che porta alla sottodominante sol minore).

BATTUTE 5 e 6

Qui sembra che l’ambiente sonoro sia in sol minore, visto l’accordo di settima diminuita, ma potrebbe ancora essere re minore visto che sol minore ne è la sottodominante. A battuta 6 la risoluzione del ritardo di quarta viene arricchito cromaticamente (DO=>SI bequadro=>SI bemolle).

BATTUTE 7 e 8

Qui l’ambiguità tonale si allarga. Potrebbe essere in sol minore vista la battuta precedente, oppure in re minore dato che il DO# è la terza della dominante e dato che il MI bemolle è la sesta napoletana di re minore, oppure la minore per il fatto che dopo il fa naturale si presenterà il SOL# (intervallo quindi di settima diminuita).

BATTUTE 9 e 10

Con l’accordo di settima di dominante si raggiunge il la minore (impreziosito da un dissonante ritardo di nona SI=>LA).

E questo è il preludio alla catastrofe tonale che accadrà di lì a poco.

Ma non è tutto.

Questo passaggio contiene tutti i 12 semitoni della scala temperata:

21.jpg

Anticipazione della musica dodecafonica? Ovviamente no, questo pezzo ha ancora una struttura cadenzale. Quelle 12 noterelle dimostrano però la complessità del passaggio e marcano profondamente uno squilibrio armonico composito. Mozart per questa scena non si accontenta di una marcetta buffa come ha fatto Gazzaniga; marcetta preferita dai soliti quattro musicologiari da strapazzo. I quali dimostrano ancora una volta la loro miseria intellettuale.

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9 ore fa, artifex dice:

 Mozart per questa scena non si accontenta di una marcetta buffa come ha fatto Gazzaniga; marcetta preferita dai soliti quattro musicologiari da strapazzo. I quali dimostrano ancora una volta la loro miseria intellettuale.

Musicologie de la misère; proprio così mio caro Artifex; e tu l'hai appena dimostrato in punta di analisi comparativa. Mi viene voglia di fare un link dei tuoi piccoli video a beneficio di quel morto di sonno che sulla citata pagina del Tubo ha ragliato due anni fa: "Opera magnifica. Il mito di Mozart è un'invenzione della massoneria. Grazie al teatro Colon:sarcastic: per questa splendida operazione culturale".

Il Teatro Colón (e non Colon, che non sta in Argentina ma nel tratto terminale dell'apparato digerente) ha fatto benissimo ad inscenare un'opera rara del Settecento italiano, ma tu -- o meschinello commentatore intabogato -- non ci hai capito una beata. Come ti ha giustamente obiettato un altro internauta: "[...] Chiunque abbia orecchie, cervello, e un minimo di preparazione musicale può cogliere la differenza fra la piacevole farsetta di Gazzaniga e un capolavoro tragico (o se vuoi tragicomico) come il Don Giovanni di Mozart/Da Ponte". 

"Titoli cruscanti", direbbe Leporello; a me preme soltanto aggiungere che nel capitolo dedicato nominalmente al Don Giovanni di Mozart i coniugi sondrioti dedicano paginate su paginate all'esegesi dell'Icosameron, romanzo fantascientifico di Casanova, mentre l'analisi musicale dell'intonazione mozartiana e (non sia mai) di quella gazzanighiana latita cospicuamente. Quella drammaturgica è affidata ad un paio di paragrafetti copiati da Rausa; il resto è un delirio sulla setta degli Illuminati e il complotto pluto-giudaico-massonico, senza farsi mancare la solita raccolta indifferenziata di cianfrusaglia aneddotica. Il tutto narrato in uno stile letterario che sposa "Novella 3000" a "Dagospia". Se sapessero scrivere in italiano avrebbero un futuro assicurato nel genere pulp fiction.

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17 ore fa, artifex dice:

Ma stupefacente è il confronto con il “Conoscete signor Figaro” del Finale dell’atto 2° de Le Nozze di Figaro del copione Mozart. Qui le prime 4 battute del Commendatore e del Conte possono essere suonate contemporaneamente con l’accompagnamento di Mozart senza alcun problema (l’armonia è la stessa):

Facciamo due conti della colf:

1) Secondo B&T se un breve passo scelto ad libitum dal Mitridate di Mozart (1770) fa uso della stessa successione armonica di un altro passo dal Mitridate di Gasparini (1767), questa è la prova di un plagio-plagio-orrendo plagio 🦬.

2) Se invece un passo del Don Giovanni di Gazzaniga (1787) è armonicamente del tutto sovrapponibile ad un altro passo delle mozartiane luchesiane Nozze di Figaro (1786), che cosa se ne ricava, per dirla col nostro Conte Caramella?

Secondo i principi della defecanalisi di scuola copernicana: Gazzaniga ha plagiato Mozart Luchesi; secondo il buon senso e i principi elementari della musicologia storica non "revisionata":shifty_x:: non c'è plagio di sorta a carico di nessuno perché all'altezza di quelle date la lingua corrente della musica operistica italiana -- parlata e compresa a Torino come a Milano, a Venezia come a Praga (o magari a Lisbona e San Pietroburgo) --  non prevedeva infinite possibilità per allineare successioni di note, o di accordi, o di ritmi. Cfr. il tormentone della Marchia di cui abbiamo recentemente trattato su queste pagine.

Semmai ad essere "rivoluzionaria" è proprio la scelta mozartiana di utilizzare il totale cromatico di 12 note in quelle 8 battute del Commendatore che il pubblico medio del tempo avrà per forza giudicato oltraggiosamente atonali, barbariche e inaccettabili. Commento di Giuseppe II come tramandato dalle Memorie di Da Ponte: «L'opera è divina; è forse forse più bella del Figaro, ma non è cibo pei denti de' miei viennesi.» Raccontai la cosa a Mozzart [sic], il quale rispose senza turbarsi: «Lasciam loro tempo da masticarlo.» Non s'ingannò.

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Ho ascoltato l' aria "siedi Commendatore" del Don Giovanni di Gazzaniga. Da un punto di vista musicale (visto che il soggetto è lo stesso) il solo confrontarla con l' aria drl Commendatore di Mozart mi fa rabbrividire. Come si può pensare di paragonare le due opere? Con rispetto parlando, è come paragonare un asteroide a Giove (per Giove intendo l'opera mozartiana). Due corpi celesti completamente diversi. 

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3 ore fa, ken dice:

Come si può pensare di paragonare le due opere? Con rispetto parlando, è come paragonare un asteroide a Giove (per Giove intendo l'opera mozartiana). Due corpi celesti completamente diversi. 

Il registro delle metafore astronomiche è molto caro ai musicologiari di Sondrio. In un'intervista "in ginocchio":sarcastic: pubblicata nel 2016, quei due cari ragazzi lo usavano per spiegare le loro pretese revisioniste (o meglio: negazioniste) travestite da una fraseologia democratica d'accatto:  "Ci sono voluti vent’anni di ricerche per liberarci dai preconcetti. Spegnendo i riflettori tedeschi puntati al cielo, d’un tratto ci sono apparsi astri che brillano di luce propria. La trinità viennese è solo l’inquinamento luminoso creato ad arte dai nazisti".

Col tempo la loro megalomania è lievitata fino ad affermazioni come questa (da uno dei loro sitarelli ufficiali):

Una rivoluzione copernicana in musica

Come Galileo Galilei sostenne che è la Terra a girare intorno al sole, e non viceversa, così Bianchini e Trombetta hanno dimostrato :shifty_x: che non è il mondo musicale a girare intorno a Mozart, ma che è Mozart a girare attorno ad esso insieme ad altri stimatissimi autori.

O anche, in versione espansa:
rivoluzione-copernicana.jpg

Tutti ugualmente "stimatissimi" e stimabili questi compositori che orbiterebbero attorno ad un'astrazione chiamata "il mondo musicale"? "Una visione non nazionalista?":sarcastic: Abbiamo visto, con rispetto parlando...  È evidente che per (s)ragionare in termini siffatti bisogna evitare il più possibile di parlare degli oggetti musicali concreti se non per dichiarli apocrifi, frutto di plagio, convenzionali, privi di valore. Ma solo quelli di una certa nazione🇩🇪+🇦🇹; il resto è tutto oro colato. Codesti astronomi immaginari non s'ispirano né a Copernico né a Galileo; piuttosto al mugnaio autodidatta Menocchio, che sul finire del Cinquecento fu perseguitato dagli inquisitori friulani per aver sostenuto che il cosmo, Dio, gli angeli, gli uomini e le bestie fossero tutti vermi nati da una massa di formaggio primordiale (cfr.  Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del '500, Torino, Einaudi, 1976).

In questi nostri illuminati tempi postmoderni esiste per fortuna la libertà di dire e stampare che la luna è fatta di gorgonzola; non si finirà sul rogo ma nemmeno si potrà aspirare ad una cattedra di astrofisica a Cambridge. Cospirazione della scienza ufficiale infeudata ai dogmi nazisti? Non ci facciano ridere.:sarcastic:

Per dirla con Pierre Vidal-Naquet, lo storico francese che ha demistificato la cosiddetta menzogna dell'Olocausto: "il contributo dei 'revisionisti' alle nostre conoscenze si colloca al livello della correzione di qualche refuso in un lungo testo. Ciò non giustifica un dialogo, poiché essi hanno anzitutto ampliato a dismisura il registro della menzogna."

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Quarto. La tarantella del pantano

il tema della festa di Maturina, “Tarantan, tarantan, tarantà”, simile a quello di “Giovinette che fate all’amore” di Zerlina (li attraversa una medesima sensuale esuberanza);

Lo schema delle sezioni della festa è il seguente:

Scena XI.

Maturina, Biagio, e Villani, che suonano le nacchere, indi Pasquariello.

 

1)     INTRODUZIONE ORCHESTRALE – sol maggiore – Allegro - 6/8

MATURINA SOLA

2)   sol minore – Larghetto – 6/8

Bella cosa per una ragazza

è il sentirsi promessa in isposa!

3)   sol maggiore – Allegro – 6/8

Ma più bella diventa la cosa

in quel giorno che sposa si fa.

TUTTI

4)   sol minore – Larghetto – 6/8

Tarantan, tarantan, tarantà (libretto)

[Tarantela con tantaranta

Lalalalalaralala ecc.. (partitura)]

5)    sol maggiore – Allegro – 6/8

Su via, allegri balliamo, e saltiamo,

che quel giorno ben presto verrà.

MATURINA SOLA

6)   sol minore – Larghetto – 6/8

Bella cosa per una ragazza

E l’aver un amante che adora!

7)    sol maggiore – Allegro – 6/8

Ma più bella diventa in allora

Che in marito a pigliarlo se n’và.

TUTTI

8 )   sol minore – Larghetto – 6/8

Tarantai, tarantai, tarantà. (libretto)

[Tarantela con tantaranta

Lalalalalaralala ecc.. (partitura)]

9)   sol maggiore – Allegro – 6/8

Su via, allegri balliamo, e saltiamo,

che quel giorno ben presto verrà.

PASQUARIELLO SOLO

10)               sol minore – Larghetto – 6/8

Bella cosa, cospetto di Bacco,

è il trovar una femmina bella!

11)  sol maggiore – Allegro – 6/8

Ma facendo la tantarantella

molto meglio la cosa se n' va.

TUTTI

12)               sol minore – Larghetto – 6/8

Tarantai, tarantai, tarantà. (libretto)

[Tarantela con tantaranta

Lalalalalaralala ecc.. (partitura)]

13)               sol maggiore – Allegro – 6/8

Via su, allegri balliamo, e saltiamo,

che un piacere maggior non si dà.

 

Il tema della festa di Maturina “Tarantan, tarantan, tarantà” è intonato dal coro (TUTTI), nella sezione lenta (larghetto) della scena e non c’entra ‘na beata con “Giovinette che fate all’amore” di Zerlina.

Qui, come al solito, i nostri musicòfani hanno commesso un altro strafalcione con l’aggravante di non aver ascoltato o letto ciò di cui scrivono.

Questo è il “Tarantan, tarantan, tarantà”:

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Questo è “Giovinette che fate all’amore”:

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Ascoltiamoli:

 

La “somiglianza” di cui parlano riguarda invece il brioso “Riposate vezzose ragazze” di Don Giovanni e Leporello facente parte sempre di una festa (il ballo della scena XX) e le sezioni Allegro della festa di Maturina:

25.jpg

26.jpg

 

 

La somiglianza poi non è altro che una scala ascendente in terzine con note di volta inferiori. Se applicassimo il metodo dei Bianchini diremmo che Mozart ha copiato Gazzaniga, ma Gazzaniga ha copiato il Coro di Ninfe, 6/8, Larghetto in fa maggiore di Vincenzo Righini (dall'Armida su libretto di Marco Coltellini, 1782):

27.jpg

Ne azzeccassero una.

 

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Quinto. La terzana d’avere ei sembra

Va inoltre notato che la parte conclusiva del duetto di Gazzaniga (“Aspetta, o stolido, che per convincerti”) esordisce con un quieto e interrogativo inciso strumentale in terzine degli archi, volto a creare un clima di magica sospensione idoneo alla scena catacombale, inciso che Mozart riprende e trasporta invece al momento della morte del Commendatore (diventerà in seguito l’indimenticabile incipit della pianistica Sonata op 27 n. 2 di Beethoven).

Qui ogni commento scritto è superfluo.

 

 

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1 ora fa, artifex dice:

Quinto. La terzana d’avere ei sembra

Va inoltre notato che la parte conclusiva del duetto di Gazzaniga (“Aspetta, o stolido, che per convincerti”) esordisce con un quieto e interrogativo inciso strumentale in terzine degli archi, volto a creare un clima di magica sospensione idoneo alla scena catacombale, inciso che Mozart riprende e trasporta invece al momento della morte del Commendatore (diventerà in seguito l’indimenticabile incipit della pianistica Sonata op 27 n. 2 di Beethoven).

Qui ogni commento scritto è superfluo.

 

 

Pazzesco. Non si possono leggere cose simili. 

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2 minuti fa, ken dice:

Pazzesco. Non si possono leggere cose simili. 

Quindi, secondo loro, Gazzaniga è stato plagiato da Mozart e poi da Beethoven. Incredibile. Non dimentichiamo poi un aspetto : il caso Luchesi non riguarda solo Mozart, ma investe anche Beethoven. 

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7 ore fa, ken dice:

Pazzesco. Non si possono leggere cose simili. 

8 ore fa, artifex dice:

Qui ogni commento scritto è superfluo.

🦬🐳!! SONDRIO, ABBIAMO UN PROBLEMA !!

Se qui Mozart ha plagiato Gazzaniga, non è che per caso Gazzaniga aveva già plagiato Mozart? Secondo il canone della defecanalisi sondriota🎃 non può sussistere alcun ragionevole dubbio; ed ecco a voi il Genio della Motta in uno dei suoi più riusciti travestimenti!

Es. 1: Gazzaniga, Don Giovanni, 1787

GAZZANIGA5.jpg

Es. 2: Mozart (Luchesi, secundum B&T), Nozze di Figaro, 1786

ARIA-DI-BARBARINA.jpg

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Va inoltre notato che la parte conclusiva del duetto di Gazzaniga (“Aspetta, o stolido, che per convincerti”) esordisce con un quieto e interrogativo inciso strumentale in terzine degli archi, volto a creare un clima di magica sospensione idoneo alla scena catacombale, inciso che Mozart riprende e trasporta invece al momento della morte del Commendatore (diventerà in seguito l’indimenticabile incipit della pianistica Sonata op 27 n. 2 di Beethoven). [Giuseppe Rausa, Mozart e Da Ponte: il misterioso "backstage"].

Caro Artifex, tu hai dichiarato superfluo ogni commento a questa insigne muccata🐃; ciò nonostante i commenti continuano ad arrivare in redazione via e-mail, YouTube, TikTok, ecc. Ci scrive stamattina il maestro Carmelo Ciaramella, già terzo clarinetto della banda municipale di Randazzo (CT):

"Scusasse Maestru Artifici, ma si 'sti scassapagghiara nun canosceno 'a differenzia fra 'na battuta 'e terzini arpiggiati in tempu tagghiatu (Mozzarto e macara Bettovenn) e un'autra in nurmali 6/8 (Cazzanica), dintru ccaquali fitinzia 'e scola mosecali 'mpararu, ah? 'U conservatoriu Frastuchi de Favara?!? Miiiiiiiii! Nuttata persa e figghia fimmina, cu rriverenzia parrando."

Per rispetto alla cultural diversity abbiamo scelto di riportare il commento nella sua veste linguistica originale; di seguito la pallida traduzione in italiano standard fornita dalla app di intelligenza artificiale Chat GPT-4 (TM).

"Mi perdoni Maestro Artifex, ma se questi sprovveduti non conoscono la differenza fra una battuta di terzine arpeggiate in tempo tagliato (Mozart ed anche Beethoven) e un'altra in normale 6/8 (Gazzaniga), in che mediocre scuola musicale hanno studiato, mi domando? Al conservatorio Pistacchi di Favàra?!? [cittadina in provincia di Agrigento, rinomata per la produzione del pistacchio, NdT]. Perbacco! Tempo sprecato per scarsi risultati, con rispetto parlando."

800px-Pistacchio_di_Bronte.jpg

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Neutral Reader dice:
PS: mi scuso ancora, ho scordato un'altra domanda, o meglio, una "ri-domanda": lei è consapevole degli assunti di "fondo" di natura politica (o para-politica) degli scritti di Taboga, Rausa, Newman e di Bianchini e Trombetta?

Conte Caramella: Ahi! Sotto anche il povero Rausa, che non ha detto nulla di male coi suoi acuti articoli.

Roba da inquisizione... :scratch_one-s_head:

==================================

Così parlò Rausa, Massoneria e scenari europei (ibidem)

La guerra di aggressione alla Serbia turca, fonte di carestie e ribellioni all’interno dell’impero asburgico e fonte di instabilità e tensioni nell’intera Europa (vi si oppongono Prussia, Inghilterra e Francia), fortemente voluta da un Giuseppe II alleato di ferro di Caterina II, conferma il nazionalismo esasperato del monarca e la strumentalizzazione per fini interni delle logge massoniche, piegate a diventare strumento della violenta politica imperiale in cambio di concessioni anticlericali e libertarie sul fronte interno. Il pacifismo universale degli uguali si rivela un’ipocrita menzogna, la tolleranza e l’amore filantropico si fermano ai confini dell’impero fuori dai quali ci sono “sottouomini” (musulmani) da conquistare e i cantori di regime si allineano per soddisfare la vanità del fatuo monarca. Mozart è in prima linea, pronto a soddisfare le esigenze del suo datore di lavoro (come noto è stato ufficialmente assunto a corte nel 1787) e come sempre incapace di svolgere la minima considerazione critica sui gravissimi fatti in corso (la guerra unilaterale contro i Turchi, la povertà indotta da ciò, lo scenario di morte, il diffuso malcontento, “le astronomiche spese di guerra” [...] 

Si prende atto che nella "acuta" visione geopolitica del "povero" Rausa:

1) La guerra austro-russo-turca del 1787-1792 NON:sarcastic: fu scatenata preventivamente dal sultano Abdülhamit I con l'attacco dell'esercito ottomano contro la Russia alleata dell'impero asburgico. Facciamo parlare le date. Metà agosto 1787: dichiarazione di guerra della Turchia alla Russia; febbraio 1788: dichiarazione di guerra di Giuseppe II alla Turchia. Il Kaiser non era affatto ansioso di entrare in guerra, ma vi fu costretto dalle clausole del trattato di alleanza che aveva firmato nel 1781 con Caterina II.

2) Per quasi tre secoli, dal 1529 al 1792, il pacifico impero ottomano NON:sarcastic: aveva condotto campagne militari di conquista nei Balcani, in Ungheria, Slovacchia, ecc. tentando di espugnare Vienna nel 1529, 1532 e 1683 con l'obiettivo ultimo di aggiungere qualche grazioso minareto alla Basilica di San Pietro in Vaticano. Questa NON era "violenta politica imperiale", manco per sogno; soltanto il legittimo desiderio di espandere il dominio della vera religione islamica nelle terre degli infedeli.  Per dirla in codice: al-jihad fi sabil Allah (sforzo sulla via di Allah).

Abbiamo capito: il "povero" Rausa è un cripto-jihadista che rinfaccia a Mozart di aver composto un canto patriottico (Ich möchte wohl der Kaiser sein K 539, su testo di Johann Wilhelm Gleim) invece di scendere in piazza sventolando la bandiera arcobaleno contro quell'islamofobo massone di Giuseppe II.  Lievemente anacronistico o mi sbaglio? Applicata ai tempi nostri, questa filosofia genera il seguente corollario (Rausa, op. stracit.):

A un livello più globale la medesima incorenza tra affermazioni di principio e prassi concreta si rileva nella condotta di intere classi politiche come quando, nei recenti anni duemila, nella repubblica massonica per eccellenza, l’ “illuministica” dirigenza neocon di Bush decide di “esportare” (a suon di bombe) benessere, progresso e democrazia verso alcune popolazioni colpevoli di vivere in un’ “oscurità medievale” (Iraq, Afghanistan) e nel frattempo lascia morire a casa propria centinaia di persone nella tragedia di New Orleans (l’uragano Kathrina del 2005), privandole dei necessari, urgenti soccorsi. La diffusione della “Luce” è in definitiva, da sempre, una maschera; dietro di essa nomenclature poco attraenti gestiscono il Potere in modo totalmente amorale e anarchico, avendo, come unica bussola, il proprio avido e perpetuo rafforzamento.

Le "attraenti nomenclature" di Ankara, Teheran e Kabul ringraziano.

Allāhu akbar

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Gentili forumisti, sono nuovo a questa discussione e vedo che dovrò navigare a lungo prima di capirci qualcosa sullo stato della questione. Qualcuno di voi veterani può gentilmente fornirmi un elenco dei libri cartacei e dei siti dove informarmi su chi era veramente questo Andrea Luchesi? Finora ho letto solo un paio di voci su Wikipedia (la versione francese e quella inglese si contraddicono di brutto), più questo articolo di un tale Giuliano Dal Mas a p. 34 e seguenti del link che allego. Nella mia lontana gioventù ho studiato privatamente musica e per 35 anni ho insegnato storia in un liceo. Non posso considerarmi un erudito, però qui mi sembra che qualcuno stia barando come un disperato per spacciare merce avariata. Mi sbaglio?

Grazie per qualche rapido aggiornamento!

http://www.padovaeilsuoterritorio.it/wp-content/uploads/2010/10/Padova-e-il-suo-territorio_145b.pdf

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13 ore fa, NonnoCarognone dice:

Qualcuno di voi veterani può gentilmente fornirmi un elenco dei libri cartacei e dei siti dove informarmi su chi era veramente questo Andrea Luchesi? [...] Grazie per qualche rapido aggiornamento! 

Benvenuto, NonnoCarognone. Anche se non sono un veteranissimo in questo forum, mi permetto di segnalarti alcuni degli autori che qui hanno fornito i più abbondanti e argomentati contributi sul tema. In ordine alfabetico: Artifex, Carlo Sanga e Neutral Reader; ma sicuramente ne dimentico qualcuno.

Fuori di qui, potrai consultare con profitto e divertimento un sito più giovane che ho contribuito a co-fondare nel 2016: "ACCADEMIA DELLA BUFALA. Un progetto di ricerca contro le fake news musicali" https://www.accademiadellabufala.it/

Per la bufalografia a stampa troverai tutti o quasi i riferimenti che ti servono nel sito autopromozionale dei due sedicenti "musicologi copernicani" Luca Bianchini e Anna Trombetta: https://www.mozartlacadutadeglidei.it/

Se hai molto posto in casa e godi di un buon trattamento pensionistico comprali pure, altrimenti rivolgiti alle biblioteche pubbliche. Il catalogo nazionale Sebina Opac potrà indicarti quelle più prossime alla tua residenza. QUI un suggerimento per iniziare la ricerca: https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata?fieldstruct[1]=ricerca.parole_tutte%3A4%3D6&struct%3A1001=ricerca.parole_almeno_una%3A%40or%40&fieldvalue[1]=bianchini+trombetta&fieldaccess[1]=Any%3A1016%3Anocheck#1692311103254

Ma vedo che tu cercavi soprattutto "un rapido aggiornamento" sulla vita e le opere di Andrea Luchesi. Scusandomi per l'immodestia dell'autocitazione, ti raccomando allora questa intervista che ho rilasciato nel 2018 a Nicola Cattò, il direttore del mensile "Musica": https://www.accademiadellabufala.it/2018/02/27/andrea-luchesi-cattivi-maestri-pessimi-allievi-di-carlo-vitali-intervista-su-musica-marzo-2018/

È un bilancio di estrema sintesi, ma vedo che ha avuto l'onore di una citazione nelle pagine italiana e tedesca di Wikipedia; e, dulcis in fundo🍰, ha fatto imbufalire a morte il noto Agostino Taboga, figlio ed erede spirituale di quel Giorgio (professore di matematica) il quale lanciò negli anni Novanta la supercazzola controversa teoria di un genio misconosciuto che il martedì scriveva nello stile di Mozart, il giovedì in quello di Haydn, e nel fine settimana dava "lunghe e approfondite":sarcastic:lezioni di armonia e contrappunto al giovane Beethoven. Di entrambi i Taboga e dei loro compagni di merende in quel di Sondrio troverai numerosi interventi in questo stesso forum, da cui si sono poi dileguati con le pive nel sacco. Qui sotto trovi un esempio del loro civilissimo approccio alla discussione scientifica.🦬

Buona lettura!

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Egregio professore Carlo Vitali, la ringrazio per la dettagliata risposta. La regione in cui vivo è ricca di biblioteche pubbliche, e per di più una mia parente (chiamiamola NipotinaCarognetta) gestisce una libreria cooperativa ben fornita che pratica sconti interessanti. Data la mia età consulto ancora più volentieri i libri cartacei, ma siti autorevoli come il vostro (pochi, per la verità) mi sembrano più attendibili di tanta fuffa stampata che si pubblicizza con recensioni altisonanti. Approfondirò.

Grazie alla cara nipotina ho comunque potuto iniziarmi ai misteri dell'intelligenza artificiale, e guardi cosa mi ha risposto una di queste nuove diavolerie (Chat Gpt) a una domanda sul revisionismo nella storia della musica. Notevole...

Esistono esempi di revisionismo o di negazionismo nella storia della musica classica?

Nella storia della musica classica, ci sono stati esempi di revisionismo e controversie relative a diverse questioni, sebbene il negazionismo vero e proprio sia meno comune rispetto ad altre aree della storiografia. Ecco alcuni esempi:

Revisionismo nella Musica Classica:

  1. Rivalutazione di Compositori e Opere: Nel corso della storia, alcune opere o compositori della musica classica che erano inizialmente poco apprezzati o ignorati sono stati successivamente rivalutati e riconosciuti come capolavori. Ad esempio, la musica di Johann Sebastian Bach è stata riscoperta e rivalutata nel XIX secolo dopo essere stata relativamente trascurata nel XVIII secolo.

  2. Pratiche Interpretative Storiche: Nella musica antica e barocca, gli interpreti spesso cercano di eseguire le composizioni seguendo le pratiche storiche dell'epoca, utilizzando strumenti d'epoca e stili di esecuzione autentici. Questo approccio è noto come "esecuzione storicamente informata" ed è una forma di revisionismo che cerca di avvicinarsi il più possibile all'interpretazione originale delle opere.

Negazionismo nella Musica Classica:

  1. Controversie sulla Paternità delle Composizioni: In alcuni casi, si sono verificate controversie sulla paternità di composizioni musicali. Ad esempio, alcune composizioni attribuite a un compositore potrebbero essere state contestate o ricondotte a un altro autore. Tali controversie possono portare a dispute accademiche e di attribuzione:sarcastic:.

  2. Negazione dell'Importanza di Compositori o Periodi Storici: In rari casi, alcuni individui potrebbero negare l'importanza di certi compositori o periodi storici nella musica classica. Ad esempio, qualcuno potrebbe sostenere che un compositore celebre non ha avuto un'influenza significativa sulla musica, anche se questa affermazione è in contrasto con l'opinione accademica.🦨

È importante sottolineare che, nella comunità musicale classica, la ricerca e la rivalutazione sono pratiche accettate e benvenute quando basate su prove e ricerche rigorose:shifty_x:. Tuttavia, il negazionismo, inteso come la negazione dei contributi dei compositori o l'attribuzione falsa o infondata di opere, è generalmente considerato poco accettabile e non supportato dalla ricerca storica o musicologica.

Mi sa che l'algoritmo americano, a parte l'abuso di maiuscole e di virgole, conosce a fondo l'italiano ed è anche bene informato su certi "musicologi" di casa nostra.

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On 17/8/2023 at 12:24, NonnoCarognone dice:

Gentili forumisti, sono nuovo a questa discussione

Caro Nonno Carognone, benvenuto.

Mi sembra strano che Lei abbia trovato, su Luchesi, solo un paio di voci su Wikipedia e solo quell'articolo di Dal Mas. Le consiglio di usare Google invece di Chat GPT. Se prova a digitare "Luchesi Taboga" vedrà che di materiale gratuito in rete ce n'è per iniziare a informarsi. E infatti, in base alla sua richiesta di fonti, le consiglio inizialmente di leggere gli scritti di Giorgio Taboga. Da costui è nato tutto e, come si sa, il difetto sta sempre nel manico.

Se poi la sua cara nipotina riuscirà a trovare i libri di Bianchini e Trombetta, si ritroverà a cavallo degli asini.

Buona lettura.

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Onoratissimo di fare la Sua conoscenza, Maestro Artifex. Per la verità di questo Giorgio Taboga ho trovato in rete diverse vecchie cose: articoli in riviste (anche una spagnola), una recensione alla biografia beethoveniana di Buscaroli, e altre cosette. Aspetto di mettere le mani su L'assassinio di Mozart, che dalle recensioni mi pare più che altro un giallo. Vedo che ne hanno perfino tratto uno spettacolo registrato su YouTube, roba da dliettanti allo sbaraglio:

Cordiali saluti.

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3 ore fa, Neutral Reader dice:

In cui si parla di Salieri come di un "caPRIo espiatorio" ... (2:28) 😁 ...

Egregio Neutral, ne sparano tante in quel video che ce ne vorrebbe un altro di pari lunghezza per elencarle tutte. Mi limito a segnalare due perle nere da antologia.

11:36 "[Salieri] era voluto bene. [...] Mozart glie ne volle perché gli affidò poi anche il figlio, che studiò dopo la morte :shifty_x:pianoforte, e fortepiano, e diventò anche un ottimo cembalista".

23:56 [Magdalena Hofdemel] "A più riprese il suo nome è entrato. È uscito prima nei pettegoli salotti viennesi, poi anche nelle biografie mozartiane, poi anche le fonti ne hanno parlato, cominciando con quella ottocentesca di Giaan" [= Otto Jahn:sarcastic:]

Il "pianista e musicologo" siculo sembra patire di qualche disorientamento temporale, oltre che linguistico e organologico.

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  • 3 months later...

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