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Il "Caso Luchesi"


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Quindi, riassumendo, la copia “errata” di Harburg deriva da un antigrafo attualmente irreperibile e gli errori contenuti sono stati causati dalla scarsa chiarezza dell’antigrafo stesso. E di conseguenza l’antigrafo irreperibile sarebbe corretto, ma scarsamente chiaro. Tutto chiaro?

Il giudizio lagunare finale sulle fonti di Regensburg e Harburg è categorico:

Né il testimone presente nella collezione del principe Oettingen-Wallerstein né quello della collezione dei principi Thurn und Taxis di Regensburg tramandano la lezione dell’autografo di Haydn bensì, pur con le loro varianti, quella dello scomparso antigrafo.

Traduzione: le due fonti non derivano dall’autografo di Haydn, ma derivano invece da un antigrafo scomparso che – volemose bene – è stato oggetto di varianti. Non era più semplice, corretto e non ridicolo dire che le varie copie tratte (anche scomparse) dall’autografo di Haydn sono state oggetto di modifiche e/o errori di trascrizione? No.

Ma gli incipit della copia di Modena quale rivelazione mistica avranno per lo S.L.? Leggiamo cosa scrive in merito.

Nella parte di Violino I (cfr. fig. 13a), il copista copia la battuta 1 (pure nel duplicato), allo stesso modo di quello che realizza il testimone della collezione Oettingen-Wallerstein (fig. 10a). Nelle due parti separate di Violino II (fig. 13d), in quella degli Oboi e del Basso le battute 1 e 6 e nell’incipit del frontespizio la battuta 1 è indicata in modo corretto (con la terzina sottintesa).

Lo S.L., campione in fatto di strafalcioni e di analisi “allegre”, dimentica che entrambi gli incipit delle parti Violino I sono errate per l’eccedenza della battuta (errore più evidente rispetto agli altri incipit) e che l’incipit della prima parte di Violino I ha inoltre una correzione a lapis che di fatto non corregge la battuta:

figura-19.jpg

figura 19

Giustamente, in questa occasione, non si tira in ballo Matitino per le correzioni…chissà perché…

Ma lo S.L. incorre in uno strafalcione ancora “analizzando” le parti di Oboi: l’incipit della parte di Oboe II – come ho già fatto notare precedentemente – è uguale a quella del frontespizio ed è errato (stesso errore della parte di Viola):

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figura 20

Nelle due parti separate di Violino II (fig. 13d), in quella degli Oboi e del Basso le battute 1 e 6 e nell’incipit del frontespizio la battuta 1 è indicata in modo corretto (con la terzina sottintesa).

Lo S.L. avrà letto la partitura? Sembra VEROSIMILMENTE di no. L’incipit del frontespizio e l’incipit della parte di Oboe II sono sbagliati! Proprio non ce la fa a capire che se c'è la pausa di 1/16 puntata la terzina deve essere di 64esimi, proprio come l'autografo di Haydn!

Ma continua:

Nella parte di Viola (fig. 13e), si ritrova la medesima errata figurazione presente nella medesimo fascicolo proveniente dalla collezione Oettingen-Wallerstein (fig. 10b), causata dalla scarsa chiarezza dell’antigrafo scomparso. Sembra possibile arguire che nell’antigrafo presente a Bonn il taglio indicante la pausa di semicroma fosse, nella parte dei Violini e in quella di Viola, mal scritto, ingenerando l’idea di una pausa di croma con punto (Violini I) o di semicroma con punto (Viola).

Ci risiamo. Anche qui, per giustificare gli errori della copia di Bonn tratta da un antigrafo presente in Bonn, si inventa che nell’antigrafo scomparso il taglio indicante la pausa di semicroma fosse, nella parte dei Violini e in quella di Viola, mal scritto.

Eh no, il “taglio” era anche mal scritto nella parte di Oboe II !!!! Quanti tagli mal scritti!!!!! E sarebbe interessante vedere come questo taglio potesse somigliare a un punto di valore (contemporaneamente di croma e semicroma) visto che quest’ultimo è a destra della pausa mentre il taglio (altrimenti non sarebbe “taglio”) attraversa la pausa.

Il ricorso a queste idiozie – addirittura ammorbate anche da strafalcioni - è un tentativo ridicolo di non mettere in cattiva luce la copia di Modena. Infatti questa copia dovrebbe essere la più antica, dovrebbe essere stata copiata da un originale del Vero Autore e soprattutto  dovrebbe essere stata oggetto di una esecuzione a Bonn:

…tutto lascia supporre che solo presso la cappella diretta da Andrea Luchesi la sinfonia n. 50 sia stata eseguita prima del 1782.

E perché non sono state corrette le parti dei Violini, della Viola e di Oboe Secondo? Domanda difficile.

Il giudizio finale lagunare sulle fonti è il seguente:

Nessuno dei testimoni presenti nelle collezioni del principe Oettingen-Wallerstein, Thurn und Taxis di Regensburg o cappella elettorale di Colonia-Bonn tramanda la lezione dell’autografo di Haydn mentre tutti provengono dall’antigrafo scomparso, presente  a Bonn poiché copiato dal copista della cappella.

Anche per la sinfonia n. 50 nessun testimone tramanda la lezione dell’autografo. 

Intanto vorrei capire che fine ha fatto l’antigrafo A-GRAVE32 degno di nota per l’indicazione “Grave” anziché “Adagio Maestoso”. La copia di Modena – che sarebbe diretta discendente dell’antigrafo scomparso - non riporta quella indicazione. Quindi? Ah, ok, un’altra analisi sterile ma soprattutto ad minchiam.

Quindi le fonti esistenti – a causa degli errori negli incipit -  non derivano dall’autografo di Haydn, ma dall’antigrafo scomparso. Qui di seguito pubblico un poster con tutti gli incipit discussi e raggruppati:

figura-21.jpg

figura 20

La copia di Modena ha anch’essa problemi di incipit, come la copia di Harburg e come il record nell’Haydn-Verzeichnis. Ah, ma dimenticavo che anche se la copia Mus.D.138 è affetta da errori è solo perché l’antigrafo da cui deriva in alcuni passaggi non è molto chiaro… Ma sarebbe una copia perfetta degna di quel genio chiamato Andrea Luchesi.

Ipotizzare l’esistenza di una copia intermedia che riporti modifiche rispetto ad un autografo, ovviamente, è lecito e serve spesso per giustificare varianti alle quali non è possibile trovare altre spiegazioni. Ma inventarsi che il taglio di una pausa ha generato un fraintendimento sul punto di una pausa copiata su ben tre parti…ecc...ecc…Mi pare eccessivo. Ma anche ridicolo. Questi sono dettagli che si riscontrerebbero avendo a disposizione l’antigrafo. Ma che di fatto, non esiste.

 

..continua con: la terrificante battuta 39...

 

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La terrificante battuta n. 39.

La parte dei Violini II lo certifica: alla battuta 39 del II movimento, come segnalato da J.H.W., Haydn scrisse due crome ma il copista copiò una semiminima (scrittura comune ai tre testimoni esaminati).

La parte dei Violini II nel II movimento lo certifica: alla battuta 39 il copista copiò la versione presente nel testimone delle collezioni Thurn und Taxis/Kees.

Nella parte separata di Violino II del II movimento, il copista bonnense scrisse la battuta 39 allo stesso modo di quella presente nei testimoni delle collezioni Thurn und Taxis (fig. 7) e Oettingen-Wallerstein (fig. 11).

Nell’autografo, perciò, scrisse i Timpani e sotto direttamente i Corni senza lasciare libero il secondo rigo per i Clarini. Giunto al II movimento, nel copiare la parte di Violino II, Haydn commise l’errore alla battuta 39.  Detto errore, in filologia definito monogenetico separativo, è in grado da solo di certificare inequivocabilmente come nessun dei 3 testimoni possa provenire dall’autografo, che va pertanto considerato solo come l’ultima versione ottenuta dallo scomparso antigrafo.

Le differenze tra l’autografo e le copie superstiti non si esauriscono con gli incipit. Tra quelle citate nell’edizione critica, il Nostro pesca quella della battuta 39 del 2° movimento della parte di Violino II. Le evidenze oggettive sono le seguenti.

figura-22.jpg

Figura 22

L’ edizione critica ipotizza che le fonti superstiti siano derivate da una copia contenente questa piccola variante. Infatti  che l’autografo sia andato in altre mani per le copie, lo si capisce dalla prima pagina, dove c’è la firma e la data:

figura-23.jpg

Figura 23

La macchia che oscurerebbe firma e data (ma sono perfettamente leggibili) è uno sversamento di inchiostro penetrato fino al foglio 5 recto. Qualche copista maldestro, dopo aver sporcato l’autografo, ha cercato di rimediare riscrivendo il nome “Haÿdn”. L’inchiostro del nome riscritto è lo stesso di quello della macchia. Per questi motivi anche la sentenza lagunare:

L’autografo di Haydn è un altro “autografo da cassetto”, scritto con i suoi errori e le sue mancanze, nascosto e mai eseguito.

Non è che un’altra stupidaggine. Allora: abbiamo l’autografo che, per questa battuta, differisce da tutte le copie manoscritte esistenti. Lo S.L. asserisce che tutte queste 4 “copie” – compreso l’autografo – derivano dallo stesso antigrafo, ma solo Haydn l’Imbecille ha sbagliato a copiare. Infatti lo S.L. scrive:

Haydn commise l’errore alla battuta 39

Che l’analisi lagunare sia leggera e inadeguata lo si capisce anche dalla descrizione di questo errore:

Haydn scrisse due crome

Due crome anziché una semiminima. Tutto qui. La questione è un po’ più articolata. Quella battuta fa parte di un movimento di una sinfonia, non è possibile decontestualizzarla.

 

...continua...

 

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figura-24.jpg

figura 24

Nella figura 24 (versione dell’autografo) si vede che fino a battuta 38 il Violino I e il Violoncello suonano in unisono (rosso). Da battuta 39 Violino I, Violino II (escluso il sol iniziale di 1/8) suonano all’unisono raddoppiati dal Violoncello (giallo); la Viola raddoppia il basso (verde).

Quale sarebbe stato il contenuto della battuta 39 dell’antigrafo scomparso? Esistono due possibilità in base al fatto di considerarlo  come partitura o come spartito. Come partitura somiglierebbe all’autografo di Haydn:

figura-25.jpg

figura 25

Anziché riscrivere le stesse note, con un segno (//) Haydn indica che il Violino II è in unisono con il Violino I. Quindi in questo caso l’antigrafo  sarebbe simile a:

figura-26.jpg

figura 26

Perché Haydn – solo un copista - non ha copiato esattamente la battuta 39 del Violino I nella battuta 39 del Violino II? Perché ha aggiunto le due crome ? Perché? Silenzio.

Se invece l’antigrafo fosse uno spartito, Haydn avrebbe dovuto copiare semplicemente questa battuta della parte di Violino II:

figura-27.jpg

figura 27

Di nuovo: perché Haydn – solo un copista - non ha copiato esattamente la battuta 39 del Violino II nella battuta 39? Perché ha aggiunto le due crome ? Perché? Ancora silenzio.

Ovviamente lo S.L. non si addentra in queste problematiche. E’ più facile contare i righi e le crome.

...continua...

 

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Se invece di pescare le incongruenze nell’edizione critica e di costruirci sopra speculazioni ridicole, si leggesse la partitura, comprenderebbe molte cose.

La frase musicale del Violino II, contenente il presunto errore a battuta 39 è la seguente:

figura-28.jpg

figura 28

Essa termina con il sol della battuta 39. Proprio perché non è un errore, la ritroviamo uguale all’inizio del movimento:

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figura 29

Anche qui, a battuta 5, c’è il sol di 1/8 e si giunge ad esso sempre con un salto di quinta (dominante==>tonica).

Quindi è chiarissimo che le “due crome” non sono un errore di copiatura, ma fanno parte proprio dell’invenzione compositiva di Haydn.

Ma perché allora in tutte le copie manoscritte esistenti la battuta 39 del Violino II è diversa dalla corrispondente dell’autografo di Haydn?

Se derivanti tutte dallo stesso antigrafo scomparso, risulta che proprio questo antigrafo sarebbe affetto da questo errore. Perché – in definitiva – sono le copie manoscritte che contengono l’errore e non l’autografo. Il secondo movimento ha molti segni che rimandano agli unisoni, e questo deve aver indotto il copista dell’antigrafo a considerare tutta la sezione (che inizia a battuta 39) del Violino II in unisono con quella corrispondente del Violino I. E’ un errore. E infatti qui andiamo nel campo del buon senso. E’ più probabile che Haydn, copiando, abbia cambiato completamente la battuta aggiungendo quelle due crome, o è più probabile che il copista abbia erroneamente considerato tutta la sezione in unisono? La risposta è ovvia, anche partendo dal fatto che l’autografo non è un falso e risale al 1773.

Ma lo S.L. ha dimenticato – stranezza – di considerare un’altra “anomalia” della copia di Modena.

...continua..

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Nell’autografo di Haydn, quarto movimento:

figura-30.jpg

figura 30

Nel rigo della Viola, a battuta 27, scrive “col Basso” per indicare che la Viola raddoppi la linea del Basso e ovviamente non riscrive le note; a battuta 33 nella parte del Basso, nell’ultimo quarto, c’è una correzione: cancella il diesis del sol. Ha commesso un errore? Certo e lo ha anche corretto. Se Haydn fosse stato un copista di autografi avrebbe copiato quell’errore dalla riga del basso dell’antigrafo. Ma non è un errore di ripetizione e non è nemmeno un errore di battuta visto che in tutta la sezione non c’è un sol # che sia uno. Quindi andiamo a guardare le parti di Basso della copia “precoce” di Modena:

figura-31.jpg

figura 31

figura-32.jpg

figura 32

Niente, nessuna anomalia. Vabbè controlliamo la parte di Viola:

figura-33.jpg

figura 33

Oh, oh. Non solo c’è il diesis errato, ma è addirittura inserito sulla nota sbagliata (fa): in chiave di do (viola) la nota scritta è un fa, in chiave di basso (fa) sarebbe un sol. E quindi è chiaro cosa è successo: il copista, scrivendo la parte di viola copiandola dalla parte del basso dell'autografo (perché è la viola a raddoppiare), ha erroneamente lasciato la nota alla stessa altezza della parte del basso. E tutto nasce dalla correzione che ha fatto Haydn. E questo errore nella parte di Viola è presente in tutte le copie manoscritte superstiti (V. edizione critica).

Come mai tutte le battute 33 delle parti di Basso sono giuste mentre le parti di Viola sono errate? Quindi l’antigrafo conteneva questo errore nella sola parte di Viola? E Haydn quindi avrebbe copiato la parte di Basso del suo autografo usando come modello la parte di Viola dell’antigrafo e poi avrebbe rettificato l’accidente? Quando poi – lo sanno anche i sassi - è la viola che raddoppia il Basso e non viceversa.

Ovviamente la risposta a queste domande è tremendamente semplice: il copista è stato tratto d’inganno dalla correzione di Haydn.

...continua..

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Se si volesse approfondire l’argomento si potrebbero citare molte altre anomalie di queste copie superstiti. Come per esempio la battuta 35 di Oboe I del secondo movimento:

figura-34.jpg

figura 34

Nell’autografo l’ultima nota di Oboe I risulta difficilmente leggibile (anche se con l’immagine ad altissima risoluzione si intravede un solo taglio e accennata la nota su di esso). In base alla condotta armonica e all’orchestrazione si deduce che è un la. Infatti Oboe I raddoppia Violino I e Oboe II raddoppia Violino II:

figura-35.jpg

figura 35

Il copista di Modena invece non ci deve aver capito niente, infatti nella parte di Oboe I scrive:

figura-36.jpg

figura 36

Il re alto è sbagliato, in quanto si intenderebbe come una nota di sfuggita (siamo nell’accordo di sottodominante in 6a) nel raddoppio della parte di Violino I:

figura-37.jpg

figura 37

Perché Haydn non ha copiato quel re alto sbagliato, ma ha invece scritto correttamente il la?

E ci sono altri esempi che qualcuno si è guardato bene di citare.

…continua…

 

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Conclusioni.

Potrei continuare a citare esempi su ogni puntino e su ogni trentaduesimo dell’autografo e dei manoscritti, ma – per dirla col poeta – mi sono rotto i co*****i con queste str****te. Concludo.

Ecco i punti “precisi” stabiliti dallo S.L. con la penosa questione del Der Gotterrath.

Si può essere certi che la collocazione del mezzo bifolio con le 14 misure tra la fine dell’Andante Moderato e il Minuetto sia casuale. Infatti, la frase segnata sopra il titolo, riportata da Hoboken (l’ultima frase della entrata in scena di Mercurio) assicura come, eventualmente, manchino pagine di musica.

Già… il mezzo bifolio è stato “collocato” casualmente. Magari da un fantasma che si è rivelato allo S.L. in una seduta spiritica. Il “mezzo bifolio” era la metà del primo e unico e integro bifolio del secondo fascicolo dell’autografo. Se ne faccia una codicologica ragione.

Si può essere certi che l’ipotesi di considerare solo i primi due movimenti della sinfonia n. 50 come appartenenti all’ouverture del Prologo poggi solo sul rinvenimento delle 14 misure del Presto in 6/8 prima del minuetto.

Almeno una cosa giusta l’ha scritta. Ma non ha capito che quelle 14 misure erano nel secondo fascicolo dell'autografo.

Si può essere certi che la sinfonia del Prologo non terminasse con l’Andante Moderato e che manchi un terzo tempo, soprattutto per la presenza dell’Adagio Maestoso introduttivo (vedi l’incisione effettuata da Huss Manfred).

Beh, visto che il fantomatico “terzo movimento” di Manfred è solo un dialogo parlato questo “punto preciso” appare proprio molto sobrio.

Si può essere certi che il rifiuto del Presto finale della sinfonia n. 50, quale movimento conclusivo dell’eventuale Ouverture del Prologo poggi sulla inspiegabile presenza dei clarini, non inseriti nell’autografo del primo movimento, ma presenti in tutti i testimoni conosciuti, nonché sulla presenza del minuetto, chiaramente incompatibile con un Ouverture.

Visto? Non ha capito nulla e non sa nulla. L’Ouverture del Prologo è in due movimenti (saprà che esistono ouverture in due movimenti?). I Clarini non erano contemplati nella ouverture, ma sono stati inseriti nei movimenti successivi quando l’ouverture è diventata una sinfonia. Chiaro?

Si può essere certi che l’autografo della sinfonia n. 50, non evidenziando disomogeneità né di carta né di grafia, fu certamente scritto nello stesso momento (a parte i fiati e i timpani del Presto, inseriti in un secondo momento).

I due movimenti iniziali del prologo e i due movimenti aggiunti frettolosamente sono stati composti nello stesso periodo. Stessa carta, stesso Haydn. Per l’inchiostro è meglio che si informi come componeva Haydn e tanti altri compositori dell’epoca. Ma di questo “punto preciso” sorprende il fatto che parli di carta e grafia dell’autografo quando – come abbiamo visto -  non l’ha manco visto.

Si può essere certi che l’autografo della sinfonia n. 50 non fornisca nessuna appiglio per sostenere l’esistenza di una precedente stesura della sinfonia in tre movimenti, men che meno della possibilità di considerare solo i primi due movimenti come l’ouverture del Prologo Der Götterrath, né che Minuetto e finale (Presto), siano stati aggiunti successivamente.   

Boh, delirio totale. Forse proprio non ce la fa a capire che l’autografo della 50 non è una seconda stesura di una sinfonia in tre movimenti. Ripeto: i primi due movimenti sono stati presi dal prologo e gli sono stati aggiunti il minuetto e il presto. E ancora: saprà che esistono ouverture in due movimenti?. Difficile?

Non v’è, al momento, alcuna possibilità di collegare la nascita della sinfonia al Prologo Der Götterrath, la cui musica è dispersa.

La nascita della sinfonia collegata al prologo non è fattibile perché la musica stessa del prologo è dispersa…. Vogliamo parlare invece degli autografi/originali di Luchesi di tutte le sinfonie di cui si millanta la paternità? Della società segreta? Del contratto di vendita delle sinfonie? Del patto segreto per le intestazioni? Del diritto di esclusiva?

E poi la chicca finale che qualifica chi l’ha scritta:

Il vero autore della sinfonia era pagato per la cessione del lavoro e dei diritti di proprietà mentre nulla era dovuto a Haydn che solo esercitava il ruolo di copista e prestanome.

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  • 3 weeks later...

CONCERTO-NEL-SERRAGLIO.jpg

Filologia alternativa:

ANDREA LUCHESI IN TURCHIA

Un documento finora ignoto riemerge dall'acqua alta che ha devastato il Fondo Torrefranca presso la Biblioteca del Conservatorio "Benedetto Marcello" in Venezia. Consta di un bifolio in antico turco ottomano (Lisân-ı Osmanî), redatto su carta Tre Lune della ditta Antonio Senza Seguito di Bovolone, e della relativa traduzione italiana d'epoca. Purtroppo quest'ultima è stata resa illeggibile dall'acqua salmastra; fortunatamente nell'archivio privato di uno studioso lagunare, che qui ringraziamo rispettando il suo desiderio di anonimato, ne sopravvive una fotocopia facilmente leggibile. Non sfuggirà l'importanza di questa nuova scoperta documentaria per approfondire l'esile trama biografica del Genio di Motta, principale maestro di Beethoven.

Cadono così le speculazioni precedenti (di Giorgio e Agostino Taboga, Silvia Gaddini, Julian van der Maas e altri valenti studiosi) circa il rientro veneziano di Luchesi nel 1784, ufficialmente motivato da problemi di salute e dall'allestimento dell'opera Ademira al Teatro di San Benedetto. L'assenza da Bonn deve logicamente essersi protratta per un intero triennio di attività didattica nell'harem del sultano Abdül Hamid I; lecito ipotizzare che tale soggiorno sia la fonte dei ricchi spunti di musica turca nelle opere dell'allievo; in particolare nelle Rovine d'Atene e nel finale della Nona Sinfonia. Per non parlare del grazioso Singspiel KV 384 falsamente attribuito a Mozart: Il ratto dal Serraglio. Non nel 1782 ebbe luogo la sua prima rappresentazione al Burgtheater di Vienna, bensì nel 1785, quando una copia della partitura di Andrea Luchesi dovette presumibilmente giungere anonima nelle mani di Giuseppe II d'Asburgo, il quale si premurò d'intestarla al suo protetto, il Truffatore di Salisburgo.

Carlo Vitali

 

[c. 1 r., postilla di altra mano in calce]: Il Gran Signore brama che il Praenobilis Dominus Luchesi della Motta si rechi al Gran Seraglio per instruire le Sultane nella Musica all'uso d'Europa. Voltato literalmente dall'idioma Turchesco allo Tagliano da me Huon ben Levy, secondo dragomanno del Residente Cesareo in Gostantinopoli.

[testo]

Nel nome d'Iddio Clemente, e Perdonatore

A Sua Eccellenza illustr.ma il Signor principe di Qawnitz [Kaunitz, ndR], glorioso Primo Visire di Sua Maestà Jusuf, Padiscià di Avustrya, Almanya, & Ongarya [Giuseppe II, imperatore d’Austria, Germania e Ungheria, ndR], il più illustre de' Sovrani che i professa la Fede di Giesù, il primo fra i Grandi della Nazion del Messia figlio di Maryam, fortunatiss.mo, magnificentiss.mo, & sapient.mo Patrone di molti popoli, e Regni.

Da Sua Ecc.za Garzoni efendim [titolo d’onore turco = mio signore, ndR], nobile Bailo veneto presso q.ta Sublime Porta e mio particolar Amigo, ne vien insinuato il nome di Luqesy bey Ustad [ustad = maestro di musica, ndR] come sogetto attivo, capace, et habile in tute le cosse de la Musica, qual oggi trovasi al servitio del Bassà, e Gran Sceic di Cologna [Elettore e arcivescovo di Colonia, ndR], però disideroso di procazzarsi miglior fortuna mutando di padrone.

Sia noto a V.a Ecc.za, che il mio august.mo Patrone – zoè Sua Maestà Abdul Amid Sultan Khan, figlio di Khan Sultan Amed, Prenzipe de' veri Credenti, Custode delle Due Meschite, possessor degli Imperi, paron dei Due Continenti, imperador dei Do' mari, ramaglietto [germoglio, ndR] scielto dell'Ottomana Dinastia – ha in animo introdurre fra le Done del suo imperial Serraglio in Gostantinopoli lo studio, e virtù della Musica all'usanza dei Frenghi Gavurri [Franchi infedeli = europei, ndR] d'Almanya e dell'Italia.

Vi suplico adunque in Suo nome, illustr.mo Gran Visire, di far saver al nobil.mo Sig.r Bassà di Cologna il desìo del Prencipe de' Credenti, assicurandolo che il suo predetto servidor Luqesy bey sarà qui ben accolto, & fornito d'appartamento particolare presso questa Capitale, con assegnamento de zingue cento aspri [moneta ottomana, ndR] al dì, et anco di Cuochi, Dragomanno [interprete, ndR], Eunuchi, & Concubbine secondo l'incomparabile generosità del predetto Gran Signore (che l'Iddio prolunghi il so' regno, e fortuna insino alla consumazion de' secoli!).

[c. 1 v.]

Spera la Sua imperiale Maestà, il Padiscià Pre.pe de' Credenti, ottener pieno l'apagamento delle di lui brame grazzie al V.tro alto Padrocinio e generosità Subblime. Di che io, suo abietto Schiavo, mi sotoscrivo in testimonio col mio Siggillo

Di vostra Eccellenza Ill.ma servidor, e umil.mo schiavo in Cadena

Kara Bescir Assudani, primo Agha della Casa del Contento [capo degli eunuchi neri sorveglianti dell’harem, ndR].

Scritto dal Gran Seraglio di Topcapi il tredic.mo giorno della luna di Sciaual, 1197 de l'Eggira e 11. 7.bre 1783 dell'Era de' Seguaci di Giesù.

(Trascrizione e note esplicative del Prof. Em. Aristarco Scannabufale, già docente di Bubalistica Orientale all'Università di Altamira)

 

Nella foto: la c. 1 r. dell'originale turco.

LETTERA-TURCA.jpg

 

NOTA: In questa fantasia orientalistica Carlo VItali mima perfidamente i metodi arbitrari, le fallacie argomentative e le romanzesche invenzioni dei sedicenti "nuovi musicologi", dimostrando quanto sia facile imbastire castelli di carte che nulla hanno di scientifico.

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Vedo che si divertono molto.

Lei Artifex e il suo sodale, Vitali, entrambi sproloquiate di filigrane, giudicate di filigrane... Contenti voi... io apprezzo i suoi sforzi, e sono contento che anche lei si applichi con i suoi mezzi all'analisi dei testimoni... (almeno da lei si può alle volte imparare qualcosa)

Quanto alla sua pretesa di scardinare la durata triciclica faccia pure.

Mi permetto alcune piccole osservazioni:

La filigrana AS-A che lei ha citato come segnalata da CTMV non rappresenta le filigrane gemelle di un ciclo triennale ma, per errore, CTMV ha unito una del 1763-65 con una del 1769-71. Ma lei lo sa, solo che non lo vuole ammettere: sui duplicati scritti in carta Johann Constantin Bullinger dal copista F. X. Link della cappella di Harburg come sempre lei si rifiuta di capire. Sono duplicati realizzati preso la cappella in un epoca sicuramente successiva all'acquisizione delle copie delle sinfonie londinesi, acquistate e copiate a Vienna. 

sulla celerità con cui le carte prodotte con una nuova filigrana il caso della ditta Agostino e Fratelli Carattoni, che lei sicuramente conosce, dimostra come il primo passaggio in dogana veneziana della prima partita di carta prodotta dal 1773 (esiste il rogito di affitto della cartiera ma lei lo sa già) sia avvenuto prima di un semestre... e non si parla di una risma ma alcuni Balloni pari a 50 risme... (ma lei lo sa già).

Quanto alla prova redimente della composizione di Salieri che lei ha citato datata 1767 (se non erro), che sarebbe scritta in carte REAL GF non è in alcun modo possibile: lo dico io e lo dicono soprattutto le leggi del senato veneziano che obbligarono i produttori a inserire la classe della carta in filigrana solo dopo il 1774. Nessuna coppia di filigrane adottate dalla ditta Gaudenzio Fossati prima del 1774 ha mai presentato il genere in filigrana... ma sono sicuro che lei conosce TUTTE le filigrane in questione dato che l'ha già letto ma probabilmente, forse, arguisco, ipotizzo che lei applichi una lettura selettiva delle cose... Ma tutto ciò gliel'ho già detto...come le ho già scritto del decreto del senato veneziano che tolse l'obbligo introdotto nel 1774. Alcuni produttori e ditte continuarono a usare le filigrane fino all'esaurimento del ciclo produttivo triennale, proprio così, e questo andrebbe esaminato approfonditamente...

Comunque si eserciti pure sul tentativo di dimostrare l'errata triciclicità, purtroppo già dimostrabile per le ditte GF, AS-A, AS-M, CcS, CcS-M, FcA, FF, GB... FC-C, FC-R, FC-A AFC... 

A voi non piace tanto che scriva "probabilmente, si potrebbe dire, parrebbe lecito"; mi spiace ma continuerete a leggerlo dato che io non ho la pretesa di asserire la verità ma di apportare un contributo, buono o meno buono, sinceramente non mi tange. Ma le vostre reazioni, e i vostri disperati e disparati interventi in ogni sede per cercare letteralmente di sputtanare i miei studi sulle filigrane o il citare Lessing, a proposito di Der Götterrhat (due paginette in cui non dice assolutamente nulla o porta alcuna prova per asserire quello che vorrebbe affermare con assoluta certezza lei – bibliografia nulla dato che pare una guida all'ascolto delle sinfonie di Haydn) mi confortano nel proseguire e cercare altre strade per divulgarli. Nel contempo, a parte questo frangente, di voi non mi curo mentre voi sembra che vi interessiate molto al sottoscritto cosa che sinceramente, dato che non vi reputo delle persone interessanti, non mi impensierisce molto. Sono veramente felice che reagiate come reagite leggendo i miei scritti dato che RITENGO, solo delle persone disturbate potrebbero seguire e essere d'accordo con una persona come lei, Artifex,  che non opera una critica, non fa fa ricerca con passione e serenità, ma schiuma livore e bile a ogni parola scritta.

Ma capisco che poi lei si senta appagato dal plauso di persone sue simili. Io apprezzo la gentilezza, il rispetto, il sereno scambio... 

 

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Cita

Nel contempo, a parte questo frangente, di voi non mi curo ...

Però in questo caso, non ha resistito, chissà come mai ... 🤥

Cita

Quanto alla sua pretesa di scardinare la durata triciclica faccia pure.

Lei si sbaglia. E' lei che deve provare la sua teoria dei cicli triennali di produzione della carta. Siamo ancora in attesa di leggere il suo studio.

On 4/7/2020 at 22:49, Taboga Agostino dice:

purtroppo già dimostrabile per le ditte GF, AS-A, AS-M, CcS, CcS-M, FcA, FF, GB... FC-C, FC-R, FC-A AFC... 

... dimostrata dove? Lei non ha dimostrato nulla. Lei si limita ad enunciare ed annunciare.

Cita

A voi non piace tanto che scriva "probabilmente, si potrebbe dire, parrebbe lecito"; mi spiace ma continuerete a leggerlo dato che io non ho la pretesa di asserire la verità ma di apportare un contributo, buono o meno buono, sinceramente non mi tange.

Come sarebbe a dire che non le tange se il suo contributo è "buono" o "meno buono"? La sua "modestia" nell'apportare "contributi" dovrebbe estendersi all'inserimento nel suo cosiddetto "Catalogo tematico" di quelle musiche che lei ha (ri)attribuito a Luchesi, il super genio, e che qui e in altri luoghi (il suo sito e in FB) asserisce di aver analizzato codicologicamente e filologicamente giungendo a conclusioni e che lei, per primo, sembra considerare ipotetiche. Cominci ad usare i punti di domanda nel suo "Catalogo tematico" in corrispondenza di quelle musiche se desidera essere coerente con quanto scrive in questa sede.

Cita

... sulla celerità con cui le carte prodotte con una nuova filigrana il caso della ditta Agostino e Fratelli Carattoni, che lei sicuramente conosce, dimostra come il primo passaggio in dogana veneziana della prima partita di carta prodotta dal 1773 (esiste il rogito di affitto della cartiera ma lei lo sa già) sia avvenuto prima di un semestre... e non si parla di una risma ma alcuni Balloni pari a 50 risme... (ma lei lo sa già).

E lei cosa sa già, ci dica? Lei sa già cioé sicuramente conosce la storia di tutte le cartiere salodiane e degli altri distretti cartari veneti. Dove per storia si intende la conoscenza dell'andamento produttivo stagionale aggregato di queste aree e disaggregato per produttore. L'andamento, aggregato e disaggregato della domanda, l'andamento aggregato e disaggregato della distribuzione cioé i luoghi di destinazione, le modallità qualitative e quantitative dei consumi così come delle vicende dei singoli intermediari di quel prodotto. Eccetera eccetera.

Cita

Ma le vostre reazioni, e i vostri disperati e disparati interventi in ogni sede per cercare letteralmente di sputtanare i miei studi sulle filigrane o il citare Lessing, a proposito di Der Götterrhat (due paginette in cui non dice assolutamente nulla o porta alcuna prova per asserire quello che vorrebbe affermare con assoluta certezza lei – bibliografia nulla dato che pare una guida all'ascolto delle sinfonie di Haydn) mi confortano nel proseguire e cercare altre strade per divulgarli.

Qui gli unici interventi "disperati" sono i suoi che seguono sempre la lettura di qualcosa che rompe la "magia" del mondo parallelo in cui si è cacciato da anni, corre ai ripari assemblando psudo-repliche che invece di aiutarla a uscire dalle paludi della sua pseudo-codicologia la fanno affondare ancor più. E qui valga la sua "replica" alla questione del Der Götterrath (neppure riesce a sciverlo giusto!). Semplicemente ridicolo.

NR

PS, comunicazione importante ad Agostino Taboga:

SE MODIFICA I POST NEL SUO SITO DEVE MODIFICARE ANCHE LA DATA Di REDAZIONE DELLO STESSO. IN ALTRE PAROLE, OLTRE ALLA DATA DELLA PRIMA PUBBLICAZIONE DEVE ESSERE RIPORTATA ANCHE LA DATA DELLA MODIFICA. SI TRATTA DI NETIQUETTE. SE NON ALTRO LE RISPARMIEREBBE LA FIGURACCIA DI FAR RISULTARE ALCUNE SUE "RICERCHE" COME SCRITTE PRIMA DELLA DATA DI PUBBLICAZIONE DELLE FONTI A CUI LEI FA RIFERIMENTO E CHE CON INCREDIBILE SICUMERA CRITICA INSINUANDO LA "MALAFEDE" DEGLI STUDIOSI AUTORI DI QUELLE RICERCHE STESSE (e se non comprende di che cosa sto parlando, glielo dico io: il suo Catalogo tematico delle musiche di Luchesi attualmente in linea risulta scritto nel maggio del 2018 ma fa continuo riferimento (anche polemico) alle ricerche di Birgit Lodes, John Wilson e Elizabeth Reisinger, ricerche che in linea non lo sono mai state prima dell'inverno del 2018-19). PERALTRO, MODIFICHE SEMPRE AD HOC NEI SUOI POST SE NE TROVANO DI CONTINUO VIA VIA CHE LA SUA RICERCA VIENE RIPORTATA ALLA REALTA' DALLE NOSTRE CRITICHE (EMBLEMATICO IL "CASO" PISCHELBERGER).

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13 ore fa, Taboga Agostino dice:

Lei Artifex e il suo sodale, Vitali, entrambi sproloquiate di filigrane, giudicate di filigrane... Contenti voi... io apprezzo i suoi sforzi, e sono contento che anche lei si applichi con i suoi mezzi all'analisi dei testimoni... (almeno da lei si può alle volte imparare qualcosa)

STORIA NATURALE DEGLI SCIOCCHI

Ora uno sciocco ha sempre in riserva una idea falsa per sconcertare le combinazioni più giuste. Egli sta lì come un macigno cui non si può cangiar luogo, perché non s'ajuta d'alcun movimento, e tende sempre a ricadere pel proprio suo peso. L'uomo limitato ti ascolta, non ribatte le tue ragioni, e vi resiste; ovvero se cede su qualche idea accessoria, sta però sempre senza inquietudine rispetto all'idea principale da lui adottata senza ragionamento, e che non si potrà fargli deporre con ragionamento veruno. Lo attacchi su tutte le difficoltà, lo sbaragli su tutti i punti; e nondimeno non puoi far avanzare né retrogradare la massa. A capo della fatica d'un ora l'ostacolo è ancora lo stesso, e sarà lo stesso a capo d'un secolo. Dopo aver tentato di rimoverlo, sei costretto a prendere un'altra strada o a ritornartene. È forse tua colpa se credendo di dover trattare con un uomo, ti sei incontrato in una statua? "Il Conciliatore", a. II, n. 92 (18 luglio 1819), p. 373.

NB: Come sempre, si distingue fra "l'intangibile dignità della persona umana" (art. 1 della Costituzione tedesca ispirato alla legge naturale) e la legittima critica, anche aspra, dei suoi comportamenti. E si rammenta che l'articolo qui citato ottenne l'imprimatur della imperial-regia censura milanese, forse meno illiberale di quel che si tramanda.

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NOI NON SIAMO GENTILI

di Carlo Vitali e altri 9 [*]

Deli deliyi görünce sopasını saklarmış

Quando un pazzo incontra un altro pazzo nasconde il bastone (proverbio turco)

 

Al supponente codicologo veneziano Agostino Taboga manca la prima qualità dell'uomo di cultura: la capacità di aver compassione di se stesso. Cosa pensare di un soggetto che ama descriversi con questi toni da pistolero dell'OK Corral?: "Avevo volutamente messo in mano ai miei detrattori la pistola carica per verificare la bontà della mia tesi". Bene, la pistolettata è partita cogliendolo al bersaglio grosso, ossia le sue fantasticherie sul copista Pischelberger, ma secondo lui gli ha solo pettinato la chioma: "ritengo che la sua mossa sia stata utilissima, non per farmi capitolare, ma per fortificare ancor più la mia costruzione e rinsaldare quelle crepe [...] che oggettivamente la indebolivano".

E poi si lagna che i suoi "detrattori" – si badi bene, non i suoi fucilatori con le armi che lui stesso ha fornito – gli manchino di rispetto. "Quello che risulta in ultima analisi inaccettabile (dal mio punto di vista, ma anche, credo, da quello di chi ha anche solo un normale rispetto per gli altri), sono i continui attacchi alla persona, non alle affermazioni, il dileggio del soggetto, non delle idee [...]". Oh questa è bella! Forse qualcuno ha ridicolizzato la forma della sua barba? Oppure sostiene che gli puzzi il fiato? Onestamente non riusciamo a nascondere la nostra disistima per lo studioso ma, non avendo l'onore di conoscerlo personalmente, lo crediamo senza bisogno di prove un valente regista e agile tersicoreo, un amoroso padre di famiglia e magari un cittadino esemplare che paga le tasse fino all'ultimo centesimo. Sono appunto le sue idee a interessarci, e soprattutto il suo modo di propugnarle con pochissimo rispetto nei confronti di vivi e defunti. Eccone un modesto esempio:

"Solo altre ricerche potranno chiarire se la tournée londinese fu preparata per scongiurare che Haydn seguisse Ferdinando IV a Napoli, come Giorgio Taboga sosteneva, verosimilmente non a torto". Qualis pater, talis (quando non "pejus") filius. Diciamo "pejus" perché balla il minuetto della bienséance nascondendo la grinta risentita dietro al ventaglio ipocrita dei "verosimilmente", "è lecito credere" e simili, mentre Giorgio Taboga buonanima (che Dio l'abbia in gloria) non faceva tanti complimenti. Ecco la versione originale dell'ereditario teorema psico-politico: "Haydn dovette recarsi a Londra con Johann Peter Salomon, nel dicembre 1790, per sfuggire all'obbligo contratto con Ferdinando IV di Borbone di andare a Napoli (M. Vignal, loc. cit., p. 336), dove la sua usurpata fama non sarebbe durata lo spazio di un giorno, con grave danno per l'immagine della musica austriaca". Riferimento abusivo perché Marc Vignal cita un fatto, mentre Taboga senior vi appiccica interpretazioni a suo maltalento.

Tornando a Taboga junior, confessiamo di non poterlo considerare un interlocutore qualificato sul piano scientifico: è solo un garrulo influencer che tramite il vittimismo, la millanteria, il processo alle intenzioni dei suoi critici e una narrativa tutta distorta degli scontri pregressi, si sforza a persuadere l’ignaro lettore di essere uscito vincente dal confronto, mentre invece ha incassato un sacco di legnate su tutta la linea. Ricorda quel pugile suonato che si vantava con gli amici al bar: “Me ne hanno date, ma ne ho anche prese”. Questa di pretendere toni "rispettosi", non distinguendo alla maniera dei relativisti postmoderni fra il doveroso rispetto alla persona umana e quello alle sue arbitrarie ideazioni, è un’infantile manifestazione di arroganza. Egli stesso ha dissipato il diritto a venir preso sul serio; e ciò a prescindere dai toni più o meno melliflui degl’interlocutori. Che rispetto merita un bullo da tastiera, un bugiardo, un calunniatore? Semmai umana pietà per il suo Edipo irrisolto.

[*] Michele Girardi, Lidia Bramani, Carlo Centemeri, Riccardo Mannefei, Artifex Artifex, Mirko Schipilliti, Mario Tedeschi Turco, Paolo Senzamuseruola Congia, Giuliano Dottori

 

Bianchini-Taboga-a-Venezia.jpg

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Pensavo che Mr. Quinta Ascendente fosse rientrato nel forum per comunicarci di aver trovato l'antigrafo luchesiano di qualche sinfonia. Invece niente. Ha rifatto capolino per lamentarsi delle nostre critiche alle stupidaggini che scrive. Come sempre.

Cita

Lei Artifex e il suo sodale, Vitali,

Molto onore per essere "sodale" del dott. Vitali.

Invece Mr. Quinta Ascendente è sicuramente orgoglioso di essere compagno di studi della coppietta di musicologi che tanto ci ha fatto ridere in questo forum.

Ricordo che Mr. Quinta Ascendente ha sempre voluto mantenere una certa distanza - e chissà perché - da questa coppia. Ma ormai sono un tutt'uno. 

Cita

Quanto alla sua pretesa di scardinare la durata triciclica faccia pure.

Come si fa a scardinare una teoria che non esiste? Mr. Quinta Ascendente tiri fuori i suoi archivi e il suo "studio". E lo compareremo con quello di Azcona. Ma VEROSIMILMENTE non è solo il coraggio a fargli difetto.

Cita

Mi permetto alcune piccole osservazioni:

Osservazioni? Dopo le badilate di errori e strafalcioni dei suoi "studi", fa osservazioni alle nostre osservazioni?

Cita

Comunque si eserciti pure sul tentativo di dimostrare l'errata triciclicità, purtroppo già dimostrabile per le ditte GF, AS-A, AS-M, CcS, CcS-M, FcA, FF, GB... FC-C, FC-R, FC-A AFC...

Si, aspettiamo che  Mr. Quinta Ascendente pubblichi questa dimostrazione. E consiglierei - nel frattempo - a Mr. Quinta Ascendente di pubblicare riproduzioni decenti delle sue filigrane. Ma ha avuto "buoni" maestri in questo, quindi non ci spero.

Cita

Ma le vostre reazioni, e i vostri disperati e disparati interventi in ogni sede per cercare letteralmente di sputtanare i miei studi sulle filigrane

A Mr. Quinta Ascendente riesce benissimo sputtanarsi da solo. Chiedo scusa per il francesismo.

Cita

...o il citare Lessing, a proposito di Der Götterrhat (due paginette in cui non dice assolutamente nulla o porta alcuna prova per asserire quello che vorrebbe affermare con assoluta certezza lei – bibliografia nulla dato che pare una guida all'ascolto delle sinfonie di Haydn) mi confortano nel proseguire e cercare altre strade per divulgarli. 

Nonostante sia passato un po' di tempo, Mr. Quinta Ascendente non sa ancora nulla di quel prologo. E cita di nuovo il Lessing che come Mr. Quinta Ascendente ha scritto :

Questa ipotesi nasce verosimilmente dal lavoro di Walter Lessing – Die sinfonie von Joseph Haydn, dazu sämtliche Messen, uscito nel 1987-89 

La questione del Prologo era già presente anni prima in Fisher. Ma cosa lo riscrivo a fare?

Poi per la "guida all'ascolto", Mr. Quinta Ascendente è un Maestro: riesce a scambiare un brano solo parlato per un tempo di una sinfonia. Ma cosa lo riscrivo a fare?

Cita

Nel contempo, a parte questo frangente, di voi non mi curo mentre voi sembra che vi interessiate molto al sottoscritto cosa che sinceramente, dato che non vi reputo delle persone interessanti, non mi impensierisce molto. Sono veramente felice che reagiate come reagite leggendo i miei scritti dato che RITENGO, solo delle persone disturbate potrebbero seguire e essere d'accordo con una persona come lei, Artifex,  che non opera una critica, non fa fa ricerca con passione e serenità, ma schiuma livore e bile a ogni parola scritta.

Più che una persona disturbata mi ritengo una persona che disturba. Lo dimostrano questi piagnistei di Mr. Quinta Ascendente. Ma non siamo nè nella sua pagina FB e nè nel sito dei suoi Amici, quindi niente ban. Se ne faccia una codicologica ragione.

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Dopo l'uscita estemporanea di qualche giorno fa in questo thread, oggi Agostino Taboga ci ha regalato sulla pagina FB dedicata a Luchesi (e a sua cura) questa perla di saggezza:

 

Cita

Quando presentai questa ricerca sulla sinfonia n.50, alcuni piccoli ricercatori, irosi e, a posteriori, per me, molto mediocri, si affrettarono a passarsi voce come le mie tesi fossero state smentite dalle ricerche di Walter Lessing, autore, lui si, di un vero testo scientifico che "tagliava la testa al toro" delle mie assurde, qualcuno le ha anche definite ridicole, teorie.

...

Lessing avrebbe dimostrato come i primi due movimenti della sinfonia n. 50 fossero stati parte del prologo "Der Götterrath", cui Haydn avrebbe aggiunto, successivamente, i due movimenti finali e composto la sinfonia n. 50.

Rilanciate da diversi piccoli personaggi che io chiamo simpaticamente "Vomita Bile" o da quelli che chiamo "Prestidigitatori della Musicologia o della Ricerca" (se uno scrive qualcosa subito bisogna fare un nome redimente che, anche se non si ha la più pallida idea di cosa ha scritto, diventa il vero campione depositario della verità - al contrario di quello che io o altri amici scrivono) gli scritti di Lessing sono assurti a bibbia della ricerca musicologia. (Qualora qualcuno reputi offensivi i miei nomignoli me ne scuso ma li invito anche a leggere come apostrofano questi soggetti il sottoscritto e, purtroppo, il mio scomparso padre nonché i miei amici).

Ora, procuratomi lo "studio" di Lessing, mi accorgo come si tratti di una guida all'ascolto rivolta agli ascoltatori e alle ascoltatrici delle incisioni delle musiche di Haydn, eseguite dall'orchestra Hungarica diretta da A. Dorati. Una sorta di Libretti di CD.

Leggendo quali mirabili informazioni avesse scoperto Lessing, sfuggite a Mandiczewski, Hoboken, Robbins Landon, Stockmeier, e ovviamente a me, sono rimasto totalmente deluso e non ho potuto che ridere della vera dabbenaggine di certi poverini che venderebbero l'anima al diavolo pur di trovare simili campioni. Nessuna nuova prova. Nessuna bibliografia dirimente. Nessuna pretesa di ricerca. Solo 10 righe dedicate all'argomento.

Cari Sputa Bile, Cari Prestidigiatori della ricerca...

Giudicatevi voi...

Però un nome lo faccio:

Il ridicolo Artifex, uno "Sputa Bile" che si nasconde dietro questo pseudonimo, probabilmente vergognandosi della propria miseria e della propria identità (come biasimarlo). Lui mi adora, si studia ogni mia ricerca e imperversa, pontificando in solitudine, su diversi siti teorizzano la Schifocodicoligia, gli schifo testimoni, le ca...te (scritte da me) e ogni sorta di bilioso appellativo...

Il poveretto, solitamente logorroico e capace di trovare fiumi di prove che, ovviamente, contraddirebbero a suo dire ogni mia ricerca, avrebbe addirittura smontato la mia metodologia di datazione delle filigrane: Infatti ha trovato 1, dico 1, solo 1, manoscritto capace di mettere in crisi le mie teorie. Questo sarebbe una composizione di Salieri, se non erro, datata 1767 ma scritta in carta descritta da RISM come GF REAL.

Ovviamente pensare che il manoscritto sia datato erroneamente, in modo fortemente APPROSSIMATO, non lo sfiora nemmeno tanta è la bile che lo prende quando legge i miei scritti che, per inciso, non capisce mai. Quindi la carta GF Real esisteva già nel 1767. I decreti del senato veneziano in materia di carta non esistono. Le mie ricerche fanno schifo.

L’esperto di filigrane é Sputa Bile Artifex.

Comunque, contento lui...

Agostino Taboga

Evidentemente la questione gli "ruga" e parecchio. Meraviglioso esempio di autolesionismo. Prosegua così Agostino perché Artifex, io e gli altri della banda dei "calunniatori" anti-bufalari ci stiamo divertendo un mondo. E un grazie anche a Luca Marcialis, Gaio Petronio della comunicazione internet.

NR

PS: ma non aveva detto che "non si curava di noi"?

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Quando presentai questa ricerca sulla sinfonia n.50, alcuni piccoli ricercatori, irosi e, a posteriori, per me, molto mediocri, si affrettarono a passarsi voce come le mie tesi fossero state smentite dalle ricerche di Walter Lessing, autore, lui si, di un vero testo scientifico che "tagliava la testa al toro" delle mie assurde, qualcuno le ha anche definite ridicole, teorie.

Forse sbaglio a replicare, ma almeno da un punto di vista medico le cose che sto per scrivere potranno avere qualche valore e potranno aiutare qualcuno.

Io non ho mai citato il Lessing, ho citato il dottorato di Fisher che è del 1985, quindi qualche anno prima del Lessing. I miei post sono lì tutti da leggere e criticare.

Ma capisco che se Mr. Quinta Ascendente ha difficoltà a leggere i manoscritti figuriamoci i miei post in un forum. 

Cita

Lessing avrebbe dimostrato come i primi due movimenti della sinfonia n. 50 fossero stati parte del prologo "Der Götterrath", cui Haydn avrebbe aggiunto, successivamente, i due movimenti finali e composto la sinfonia n. 50.

E niente, continua a ottusare. C'è Fisher e altra letteratura. Lessing non pervenuto da me. Ma è inutile.

Cita

Ora, procuratomi lo "studio" di Lessing, mi accorgo come si tratti di una guida all'ascolto rivolta agli ascoltatori e alle ascoltatrici delle incisioni delle musiche di Haydn, eseguite dall'orchestra Hungarica diretta da A. Dorati. Una sorta di Libretti di CD.

E niente ancora. Adesso si è procurato lo studio di Lessing. Adesso - dopo mesi ha letto Lessing, ma si è perso tutto il resto. Cosa devo fare? Rispondere?

Cita

 

Leggendo quali mirabili informazioni avesse scoperto Lessing, sfuggite a Mandiczewski, Hoboken, Robbins Landon, Stockmeier, e ovviamente a me, sono rimasto totalmente deluso e non ho potuto che ridere della vera dabbenaggine di certi poverini che venderebbero l'anima al diavolo pur di trovare simili campioni. Nessuna nuova prova. Nessuna bibliografia dirimente. Nessuna pretesa di ricerca. Solo 10 righe dedicate all'argomento.

Cari Sputa Bile, Cari Prestidigiatori della ricerca...

Giudicatevi voi...

 

E ancora, Lessing. Bollettino medico: io non ho citato il Lessing.

Cita

Il ridicolo Artifex, uno "Sputa Bile" che si nasconde dietro questo pseudonimo, probabilmente vergognandosi della propria miseria e della propria identità (come biasimarlo). Lui mi adora, si studia ogni mia ricerca e imperversa, pontificando in solitudine, su diversi siti teorizzano la Schifocodicoligia, gli schifo testimoni, le ca...te (scritte da me) e ogni sorta di bilioso appellativo...

Quando, con i miei interventi, ho permesso di far rettificare a Mr. Quinta Ascendente il suo "studio" sulla 13 (la parte di Oboe non presente, ecc..ecc...) non ero così cattivo e così vergognosamente anonimo. Ingrato.

Cita

Il poveretto, solitamente logorroico e capace di trovare fiumi di prove che, ovviamente, contraddirebbero a suo dire ogni mia ricerca, avrebbe addirittura smontato la mia metodologia di datazione delle filigrane: Infatti ha trovato 1, dico 1, solo 1, manoscritto capace di mettere in crisi le mie teorie. Questo sarebbe una composizione di Salieri, se non erro, datata 1767 ma scritta in carta descritta da RISM come GF REAL.

Nessuna teoria, nessuna metodologia. Mr. Quinta Ascendente non ha ancora pubblicato niente. Solo pasticci su pagine web.

"1 dico 1 dico 1 dico 1 solo 1."

Perchè Mr. Quinta Ascendente non ha trovato questo "uno"?  Dico io?

Ma il fatto divertente è che c'è anche il 2 e il 3 (che vedremo qui, in questo forum esente da ban di opinione). Ma non è Mr. Quinta Ascendente l'esperto di filigrane?

 

Forse ho sbagliato a replicare, ma almeno da punto di vista medico ho la coscienza pulita.

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Quando presentai questa ricerca sulla sinfonia n.50, alcuni piccoli ricercatori, irosi e, a posteriori, per me, molto mediocri, si affrettarono a passarsi voce come le mie tesi fossero state smentite dalle ricerche di Walter Lessing ...

Perdere la Trebisonda: trebiṡónda s. f. – Soltanto nella locuz. perdere la t., perdere la bussola, l’orientamento, cioè restare disorientato, frastornato, o anche perdere le staffe, cioè il controllo di sé: aveva perso del tutto la t.: pareva impazzire (C. E. Gadda). È parola di formazione pop., forse marin., con passaggio semantico non chiaro (forse per raccostamento a tramontana) del nome della città di Trebisonda, sul Mar Nero (anticam. chiamata Trapezunte, turco Trabzon), nota nei secoli del tardo medioevo per le vicende che la opposero agli Ottomani, e divenuta nella 2a metà del sec. 19° un centro militare e commerciale per gli scambî con la Russia.

da: Vocabolario Treccani

NR

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La metodologia dei complottisti è sempre la stessa, in qualunque ambito: sono gli altri che devono provare che hanno torto e non loro che hanno ragione.

Mischiano ipotesi e tesi e come da esercizio di geometria euclidea con errore da penna blu in prima media dimostrano che le rette parallele non si incontrano partendo dal fatto che la somma degli angoli di un triangolo è 180 gradi.

 

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Il tipo su youtube che dice che sbagliamo ad usare il metronomo e tutta la musica andrebbe suonata a metà velocità lo avete mai incrociato?

 

https://www.youtube.com/channel/UC8vR6VP-3o_SpdnEBrpYGiQ

 

E il direttore di orchestra brasiliano Maximian Cobra che addirittura lo fa davvero (per la gioia di cantanti e violisti)?

 

 

 

 

 

 

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