Jump to content

CONSERVATORI ITALIANI


adamo

COME GIUDICATE I CONSERVATORI ITALIANI  

57 members have voted

  1. 1. COME GIUDICATE I CONSERVATORI ITALIANI

    • OTTIMI
      1
    • BUONI
      13
    • SUFFICIENTI
      16
    • NO COMMENT
      24


Recommended Posts

  • Replies 57
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Penso che sia difficile esprimere un voto netto che valga per tutti. Dipende da conservatorio a conservatorio, da realtà musicale a realtà musicale, ma soprattutto da insegnante a insegnante.Il livello dei conservatori italiani si sa che non è per nulla elevato rispetto agli altri paesi ma ci sono alcuni, pochi, pochissimi, insegnanti che davvero valgono e che ti danno la possibilità di capire cos'è davvero la musica e cosa vuol dire fare musica. Cerchiamo, quindi, se vogliamo migliorare le cose, di vedere il bicchiere mezzo pieno e non sempre mezzo vuoto. Cerchiamo di creiticare quello che è da criticare ma anche di apprezzare quello che bisogna apprezzare.

Chiara

Link to comment
Share on other sites

  • 4 weeks later...

Son daccordo con te cucciola. Dipende molto dall'insegnante che si ha. Sappiamo benissimo che è impossibile insegnare se non si suona costantemente difronte ad un pubblico. E purtroppo molti insegnanti dei conservatori hanno smesso da tempo di coltivare l'attività da solista.

Leimer-Gieseking afferma proprio ciò che anche io penso, e cioè che si può insegnare solo se si ha suonato (e parlo di solisti con almeno 80 anni sulle spalle) o se si continua a suonare.

Inoltre nei conservatori manca la selettività. Abbiamo milioni di diplomati e fra questi soltanto la minor parte riescono ad affrontare il pubblico in maniera degna. Bisognerebbe cercare di sfoltire un pò di più i musicisti e far salire il livello. Con questo non voglio dire che sia basso, ma indubbiamente all'estero e soprattutto in europa troviamo una concorrenza spietata.

Speriamo che le nuove riforme non portino il musicista a collezionare punti di credito come si fa quando si fa a fare benzina... perché penso che in regalo non ti danno "il manuale del perfetto strumentista".

Musicisti di alto rango come Szeryng, Milstein, Ciccolini, Michelangeli, Rampal, Marion, Fournier, giusto per citarne alcuni, son cresciuti chi a pane e Kreutzer chi con Hanon e studi Chopin... e non attarverso la raccolta di crediti. Forse si sta perdendo un pò questa visione della musica...

E questa idea che prima era solo nella mia testa è riaffiorata quando il mese scorso ho suonato ad una Masterclass di Eugenio Bagnoli. E proprio con lui ho discusso di questa tematica e di come all'epoca per guadagnarsi da vivere studiavano sodo e con tanto sangue sul proprio strumento.

Forse sarebbe più importante imparare a studiare piuttosto che a raccogliere punti di credito...

Link to comment
Share on other sites

  • 2 months later...

...io vengo da Trento e qui la riforma è già entrata in vigore da quest'anno in via sperimentale.

...è praticamente un disastro...allora...per esempio...un povero studente universitario iscritto ad una facoltà che con la musica non a niente a che fare...NON PUO PIU ISCRIVERSI AL CONSERVATORIO!!!!!! ....perchè ora il conservatorio è equiparato ad un'università e la legge dice che non si possono frequentare due università contemporaneamente.

Allora cosa si fa? si aspetta di laurearsi? a me non sembra così corretto...

Per non parlare di quei poveretti che hanno già cominciato il conservatorio e che decidono di passare alla laurea...non esistono ancora i corsi integrativi...

...e i vecchi diplomati che vorrebbero ottenere il nuovo attestato cosa possono fare?

...scusate se mi sfogo ma quassù è una vera disperazione... :o

...voi che ne dite?

:(

Link to comment
Share on other sites

  • 1 month later...
  • 2 weeks later...
...io vengo da Trento e qui la riforma è già entrata in vigore da quest'anno in via sperimentale.

...è praticamente un disastro...allora...per esempio...un povero studente universitario iscritto ad una facoltà che con la musica non a niente a che fare...NON PUO PIU ISCRIVERSI AL CONSERVATORIO!!!!!! ....perchè ora il conservatorio è equiparato ad un'università e la legge dice che non si possono frequentare due università contemporaneamente.

Allora cosa si fa? si aspetta di laurearsi? a me non sembra così corretto...

Per non parlare di quei poveretti che hanno già cominciato il conservatorio e che decidono di passare alla laurea...non esistono ancora i corsi integrativi...

...e i vecchi diplomati che vorrebbero ottenere il nuovo attestato cosa possono fare?

...scusate se mi sfogo ma quassù è una vera disperazione... 

...voi che ne dite?

Io non vedo una situazione così disastrosa, almeno nel medio-lungo termine... :)

Si forse ora è un gran kaos, ma probabilmente tra una decina d'anni avremo alcuni conservatori che potranno competere con le Università straniere, come quelle austriache, tedesche o svizzere, che sono avanti anni luce (io sono stato a Graz...), al momento nessun conservatorio italiano lo può fare.

D'altronde lasciare tutto così com'era, con i mitici programmi fascisti, sarebbe stato il male peggiore, tanto vale buttarsi nel vuoto istituzionale, no?

Comunque per fare chiarezza:

il vecchio diploma è già equiparato ad un diploma di laurea di primo livello (attuale Triennio)

il Biennio consente di raggiungere il diploma di secondo livello.

Il vero scandalo secondo me è l'attuale Parlamento italiano! :wacko:

Link to comment
Share on other sites

Secondo me non potremo mai arrivare a competere con il livello che c'è all'estero almeno finché non si cambia non il modo di chiamare il diploma o di chiamare il conservatorio (ovvero diploma=laurea, Conservatorio= università). Questo secondo me incide non sulla preparazione ma bensì sullo stipendio della gente che vi lavora!

Per cambiare ed essere competitivi bisogna creare opportunità di lavoro, così si aumenta lo studio.

Io mi son diplomato a giugno. Se avessi dovuto seguire il programma ministeriale mi sarei trovato a conoscere un concerto completo (suonandolo all'ottavo integralmente) una sonata fatta al diploma e poi alla fin fine due cocnerti dei quali suono solo un tempo al diploma ed un pezzo di musica antica per il V anno. Ora intendiamoci che è sicuramente osceno e molto metaforico il fatto che non si possano portare sonate come brahms e le altre di beethoven (solo le prime due infatti) ad un esame di diploma. E' altresì ignobile non poter suonare tutto il programma al diploma ma solo una parte.

Ma mi dite come si fa ad esser competitivi?

Io vi dico che nella mia carriera ho accumulato questo repertorio:

2 sonate di Brahms

3 di Beethoven

4 di Mozart

Sonata di Franck

Suite di Longo

Triplo concerto di Beethoven

Concerto di Dvorak, Mendelssohn, Mozart (Sol maggiore)

Concerto per vl pf e orchestra di Mendelssohn

Rapsodia di Bartok n.1

Danze rumene

COncerto in la min e in re min di bach

Concerti di vivaldi e di corelli

sonate per vl e cembalo

Bach per violino solo I sonata e II partita

7 capricci di paganini (altri son in cantiere)

e non voglio continuare...

ebbene questo è solo una parte...

di quasi tutto o fatto esecuzione pubblica... ora in Italia per fare un concerto o si è figli di papà e ti paghi tutto da solo (anche un eventuale CD) o dai il culo a qualcuno... scusate l'espressione, ma ho avuto esperienza di un amico e quindi non è solo letterale, oppure entri a studiare e spender soldi (ma veramente molti) con la gente che sta nello star sistem...

Vi rendete conto?

Allora se i conservatori, i docenti e gli allievi che vi stan dentro invece di pensare alla legge al modo di chiamare il diploma, pensano a trovare e organizzare concerti a dare a tutti la possibilità di suonare poi secondo me si potrebbe forse competere con l'estero...

Pensate che i concerti che su o mensionato o li ho fatti gratis o sottopagato!

E poi cmq ricordo a tutti che i grandi musicisti non tutti son stati diplomati... o per lo meno non hanno frequentato un "università della musica".

Lo strumento si impara grazie al contatto col pubblico... all'esperienza che si accumula in sede di un concerto...

Secondo voi Szeryng, Rostropovic o Zimmermann sarebbero stati più preparati grazie a questi conservatori... eppure son dei mostri sacri e usciti da un "normale" corso di studi che qualcuno pensa sia arretrato... secondo me si sta perdendo la vera essenza della musica...

La musica è secondo me una "materia artigianale", cioè si impara e si tramanda con un contatto diretta fra insegnante e allievo... si plasma nelle mani e nella libera espressione dell'esecutore...

Vi immaginate, come all'università, (e immagino che qualcuno come me la frequenta al di là della musica) 300 musicisti in un aula a vedersi impartire lezioni di strumento da un docente...

A questo si vuole arrivare secondo me... perchè in finde dei conti altrimenti, per i motivi su menzionati, che senso avrebbe modficare una scuola musicale (e quella italiana ha delle solide radici) che ha formato artisti del calibro di: Michelangeli, Abbado, Muti, Ughi, Accardo, Fiorentino, Bagnoli, Persichilli, Gulli, Ancillotti, Gazzelloni, Maria Tipo, Ciccolini... e se non smetto riempio una pagina intera lunga un km...

Link to comment
Share on other sites

Secondo me non potremo mai arrivare a competere con il livello che c'è all'estero almeno finché non si cambia non il modo di chiamare il diploma o di chiamare il conservatorio (ovvero diploma=laurea, Conservatorio= università). Questo secondo me incide non sulla preparazione ma bensì sullo stipendio della gente che vi lavora!

Per cambiare ed essere competitivi bisogna creare opportunità di lavoro, così si aumenta lo studio.

Io mi son diplomato a giugno. Se avessi dovuto seguire il programma ministeriale mi sarei trovato a conoscere un concerto completo (suonandolo all'ottavo integralmente) una sonata fatta al diploma e poi alla fin fine due cocnerti dei quali suono solo un tempo al diploma ed un pezzo di musica antica per il V anno. Ora intendiamoci che è sicuramente osceno e molto metaforico il fatto che non si possano portare sonate come brahms e le altre di beethoven (solo le prime due infatti) ad un esame di diploma. E' altresì ignobile non poter suonare tutto il programma al diploma ma solo una parte.

Ma mi dite come si fa ad esser competitivi?

Io vi dico che nella mia carriera ho accumulato questo repertorio:

2 sonate di Brahms

3 di Beethoven

4 di Mozart

Sonata di Franck

Suite di Longo

Triplo concerto di Beethoven

Concerto di Dvorak, Mendelssohn, Mozart (Sol maggiore)

Concerto per vl pf e orchestra di Mendelssohn

Rapsodia di Bartok n.1

Danze rumene

COncerto in la min e in re min di bach

Concerti di vivaldi e di corelli

sonate per vl e cembalo

Bach per violino solo I sonata e II partita

7 capricci di paganini (altri son in cantiere)

e non voglio continuare...

ebbene questo è solo una parte...

di quasi tutto o fatto esecuzione pubblica... ora in Italia per fare un concerto o si è figli di papà e ti paghi tutto da solo (anche un eventuale CD) o dai il culo a qualcuno... scusate l'espressione, ma ho avuto esperienza di un amico e quindi non è solo letterale, oppure entri a studiare e spender soldi (ma veramente molti) con la gente che sta nello star sistem...

Vi rendete conto?

Allora se i conservatori, i docenti e gli allievi che vi stan dentro invece di pensare alla legge al modo di chiamare il diploma, pensano a trovare e organizzare concerti a dare a tutti la possibilità di suonare poi secondo me si potrebbe forse competere con l'estero...

Pensate che i concerti che su o mensionato o li ho fatti gratis o sottopagato!

E poi cmq ricordo a tutti che i grandi musicisti non tutti son stati diplomati... o per lo meno non hanno frequentato un "università della musica".

Lo strumento si impara grazie al contatto col pubblico... all'esperienza che si accumula in sede di un concerto...

Secondo voi Szeryng, Rostropovic o Zimmermann sarebbero stati più preparati grazie a questi conservatori... eppure son dei mostri sacri e usciti da un "normale" corso di studi che qualcuno pensa sia arretrato... secondo me si sta perdendo la vera essenza della musica...

La musica è secondo me una "materia artigianale", cioè si impara e si tramanda con un contatto diretta fra insegnante e allievo... si plasma nelle mani e nella libera espressione dell'esecutore...

Vi immaginate, come all'università, (e immagino che qualcuno come me la frequenta al di là della musica) 300 musicisti in un aula a vedersi impartire lezioni di strumento da un docente...

A questo si vuole arrivare secondo me... perchè in finde dei conti altrimenti, per i motivi su menzionati, che senso avrebbe modficare una scuola musicale (e quella italiana ha delle solide radici) che ha formato artisti del calibro di: Michelangeli, Abbado, Muti, Ughi, Accardo, Fiorentino, Bagnoli, Persichilli, Gulli, Ancillotti, Gazzelloni, Maria Tipo, Ciccolini... e se non smetto riempio una pagina intera lunga un km...

Mi sembra che si stia facendo un po' confusione: :huh:

1 La cosiddetta "carriera" o "professione" è un discorso più ampio. Io parlavo di corso di studi, che logicamente può favorire o meno una professione, d'altronde mi sembra un'ovvietà che non tutti i diplomati o laureati (come è sempre stato) non diventeranno come Horowitz, Michelangeli, Perlman, Rostropovich, Galway, Berio, ecc. NON è QUESTO IL COMPITO DI UN CONSERVATORIO!

Molti si dedicheranno ad attività meno ambiziose nel campo musicale (orchestre, teatro, insegnamento, attività collegate alle tecnologie nel cinema, nel teatro, nella danza)

Anzi dirò di più, per tutti i diplomati che non avranno intenzione di svolgere una carriera concertistica avranno un titolo di studio che permetterà loro di non avere un handicap nei confronti di laureati in altre discipline.

2 La scuola italiana avrà solide radici (attenzione però, alcuni dei musicisti italiani che hai citato ha completato il suo corso di studi all'estero, ...avendone le possibilità), ma ha dei programmi datati, il che non vuol dire che non si deve studiare bach, mozart o debussy, ma che dal 1919 ad oggi il mondo anche musicale non si è fermato.

3 E chi sostiene che un docente deve far lezione a 300 pianisti, violinisti o tubisti?

Ma in quale conservatorio ha studiato lei???

E poi per mantenere un certo livello deve esserci selettività, o no?

Perché si deve dare a tutti la possibilità di far concerti?

Cos'è la corrida?

E i concorsi allora a cosa servono?

S'informi... (come disse Totò) :lol:

4 Un'università presuppone il possesso di una maturità, e lo studio di materie non solo tecniche come lo studio di uno strumento, e questo è un bene per tutti:

sarà spazzata via l'equazione musicista=scarpone :blink:

Link to comment
Share on other sites

Mi sa che la confusione la sta facendo lei...

1. All'università tutto ciò che riguarda il corso di studi viene a far parte (e viene chiamato) "carriera".

2. E' vero che, come dice lei, PUO' essere ambizioso divenire concertista, ma è vero anche che se molti non lo diventano è perché gli insegnanti non sono preparati. Mi spiego meglio... io non so lei che strumentista sia, o se ha degli allievi... ma mi dica come fa a risolvere i loro problemi tecnici se non li ha risolti prima lei? E come li può risolvere senza affrontare studi come quelli di Paganini, Ysaye, concerti fra i quali Bruch, Mendelssohn, Dvorak, Brahms e repertorio cameristico di Beethoven, Mozart, Brahms

almeno questi, per non parlare del novecento... di Bartok, Sciarrino, Respighi ed al rti che non sto a nominare...

3. Fare "attività meno ambiziose nel campo musicale" come dice Lei, fra le quali inserisce:

orchestre, teatro, insegnamento, attività collegate alle tecnologie nel cinema, nel teatro, nella danza

non significa non studiare questo repertorio... anzi saperlo meglio di altri, perché bisogna conoscerlo a fondo per applicarlo a nuove prospettive che si stanno evolvendo con la civiltà di oggi.

Sappiamo che gli orchestrali devono avere una preparazione fortissima ed una tecnica che li permetta di affrontare serie di stagioni che sono deleterie per il fisico, la mente e lo strumento (mi viene la domanda: ha mai fatto audizioni?)

nel cinema, per integrare una musica nella scena, bisogna conoscere bene le tecniche di regia ma anche i tempi nella musica (e penso che scuole come il DAMS insegnino meglio dei conservatori queste cose)

nel teatro e nella danza ci son scuole (come alla Scala di Milano e anche al DAMS) che insegnano più cose del conservatorio...

4. Io penso che la confusione sia più la sua, il conservatorio deve essere selettivo nel senso che deve creare musicisti, possibili solisti o orchestrali. E non tecnici dell'audio o coreografi... esistono altre scuole per quello, che non centrano nulla con i conservatori...

5. La mia allusione ad aule con 500 persone è il rischio che si corre:

1) per il taglio dei posti che sta diventando allarmante, perché la musica e un mondo a se! E questo bisogna capirlo, infatti c'è un contatto più "intimo" fra allievo e maestro.

2) perchè si vanno creando troppi teorici della musica che al fatto pratico non sanno neanche cosa vuol dire suonare o per lo meno provarci...

6. Da che mondo è mondo non si può negare il diritto alla vita e ai sogni. Tutti hanno il diritto di poter tenere concerti, di suonare e di sperare di diventare solisti. E se questo lei me lo chiama corrida, veramente non capisco se si ritiene un musicista (o cosa?)

7. I concorsi sa a cosa servono? A mettere solo in competizione... ai concorsi infatti si fa tutto tranne che musica, provi a chiederlo a Zimmermann... Il concorso è una gara "atletica" a chi fa meno note sbagliate e più velocemente possibile. Solo questo. E non mi dica che non è vero perché altrimenti tutti i discorsi fatti da grandi personalità musicali diventano niente in confronto alla sua esperienza...

8. Guardi la situazione nei conservatori, quanti allievi vengono formati e mi dica anche quanti dei docenti presenti hanno anche un minimo di attività concertistica... e poi mi dica se le due cose non sono strettamente correlate...

9. Il conservatorio non presuppone il possesso di una maturità, e questo sicuramente non è buono. Ma per favore, musicista=scarpone vuol dire che fin'ora tutti quelli usciti lo sono... non mi sembra giusto una affermazione del genere!

Prima di tutto i grandi dell'epoca non penso che facessero trigonometria, logaritmi, fisica acustica e altre materie (come da programmi ministeriali). Se mai le studiavano applicate alla musica... basti vedere Gieseking ed il suo manuale e quanti punti di riferimento a ciò ci sono... Il musicista dell'epoca e che ora sta sparendo era una persona a 360°. Studiava per amore dello studio... "Sapere" deriva dal latino... e significa "gusto"... il gusto della conoscenza... la formazione del musicista non è data dalla sua carriera ipertrofica (e non mi dica che non è osceno: 10 anni di conservatorio, 3 di eventuali corsi superiori, 1 o 2 per prendere il I livello ed equiparare il diploma, altri per il II... e si! a 30-35 sei pronto per iniziare...)

Che si creino scuole alternative, ma si lascino stare i conservatori. Solo i programmi andrebbero ritoccati ma non troppo, non si può eliminare del tutto un percorso storico solo per il cambiamento del mondo... perché se no ci troveremmo tutti davvero a fare scuola come da Maria de Filippi...

Per sua informazione, io ho fatto il liceo scientifico e frequento biotecnologie all'università. Conosco bene il mondo universitario e non capisco come si fa a far divenire il conservatorio una università e quali vantaggi se ne creano...

La legge in merito una volta diceva che c'erano Università, conservatori e accademie delle belle arti... Ma si rende conto, avevamo il privilegio di avere una struttura tutta nostra e vogliamo entrare nel mare della dilagante burocrazia delle università...?

Secondo me è una perdita che sminuirà ancora di più la figura del musicista...

Se non si vuole sentre musicista=scarpone, si aggiorni e studi da solo... e semplice!

Link to comment
Share on other sites

Proviamo a rispondere in maniera pacata e utile...

1. All'università tutto ciò che riguarda il corso di studi viene a far parte (e viene chiamato) "carriera"

Lei parlava di concertismo e concertisti, che è uno dei possibili sbocchi professionali di uno studente di Conservatorio

2. E' vero che, come dice lei, PUO' essere ambizioso divenire concertista, ma è vero anche che se molti non lo diventano è perché gli insegnanti non sono preparati. Mi spiego meglio... io non so lei che strumentista sia, o se ha degli allievi... ma mi dica come fa a risolvere i loro problemi tecnici se non li ha risolti prima lei? E come li può risolvere senza affrontare studi come quelli di Paganini, Ysaye, concerti fra i quali Bruch, Mendelssohn, Dvorak, Brahms e repertorio cameristico di Beethoven, Mozart, Brahms almeno questi, per non parlare del novecento... di Bartok, Sciarrino, Respighi ed al rti che non sto a nominare...

Sono assolutamente d'accordo, è per questo che penso che la riforma arriverà prima o poi a selezionare i docenti universitari (concertisti, compositori, musicologi di un certo livello) e docenti molto preparati sul piano didattico che dovranno preparare gli studenti liceali e portarli a livello universitario. Ci sono molti docenti in conservatorio che sono ottimi didatti ma non hanno una carriera concertistica (ed hanno ottimi allievi!!!). Questi allievi arrivano molto preparati al diploma e pronti per studiare e perfezionarsi con concertisti di alto livello.

D'altronde mi sembra sprecato che concertisti di alto livello debbano fare lezione ad allievi di 14 anni che magari non sono nemmeno molto interessati alla materia.

3. Fare attività meno ambiziose nel campo musicale" come dice Lei, fra le quali inserisce:

orchestre, teatro, insegnamento, attività collegate alle tecnologie nel cinema, nel teatro, nella danza non significa non studiare questo repertorio... anzi saperlo meglio di altri, perché bisogna conoscerlo a fondo per applicarlo a nuove prospettive che si stanno evolvendo con la civiltà di oggi. Sappiamo che gli orchestrali devono avere una preparazione fortissima ed una tecnica che li permetta di affrontare serie di stagioni che sono deleterie per il fisico, la mente e lo strumento (mi viene la domanda: ha mai fatto audizioni?) nel cinema, per integrare una musica nella scena, bisogna conoscere bene le tecniche di regia ma anche i tempi nella musica (e penso che scuole come il DAMS insegnino meglio dei conservatori queste cose) nel teatro e nella danza ci son scuole (come alla Scala di Milano e anche al DAMS) che insegnano più cose del conservatorio...

Le Università come il DAMS, la Scuola di Paleografia e Filologia m. di Pavia e molte altre sono molto spinte nella direzione di ricerca musicologica e formano laureati poco preparati sul piano musicale, i conservatori sono esattamente il contrario.

Se, come sembra, le Università della musica nasceranno solo nei poli universitari queste realtà potranno complementarsi, forse avremo meno musicologi che faticano a leggere ed analizzare una partitura e pianisti che non sanno come è nato il loro strumento.

4. Io penso che la confusione sia più la sua, il conservatorio deve essere selettivo nel senso che deve creare musicisti, possibili solisti o orchestrali. E non tecnici dell'audio o coreografi... esistono altre scuole per quello, che non centrano nulla con i conservatori...

Mah rispetto la sua opinione però...

I tecnici audio dovrebbero avere una formazione musicale formidabile, tanto da sentire i problemi di intonazione di un solista nel montaggio di un CD (sono pochi ma esistono e non esistono scuole che formano l'orecchio come lo studio di uno strumento), e così via...

5. La mi allusione ad aule con 500 persone è il rischio che si corre:

1) per il taglio dei posti che sta diventando allarmante, perché la musica e un mondo a se! E questo bisogna capirlo, infatti c'è un contatto più "intimo" fra allievo e maestro.

2) perchè si vanno creando troppi teorici della musica che al fatto pratico non sanno neanche cosa vuol dire suonare o per lo meno provarci...

Non penso che ci sia un taglio dei posti, certo alcuni Conservatori saranno per forza Università (Milano, Bologna, Venezia, Napoli, Roma, Palermo, Cagliari, Genova, Torino e altri poli universitari importanti come Brescia, Parma, Bari ecc.)

Altri dovranno un po' ridimensionarsi:

del resto se ci saranno solo università chi insegnerà ai liceali?

Penso che il vero problema sia questo.

6. Da che mondo è mondo non si può negare il diritto alla vita e ai sogni. Tutti hanno il diritto di poter tenere concerti, di suonare e di sperare di diventare solisti. E se questo lei me lo chiama corrida, veramente non capisco se si ritiene un musicista (o cosa?)

Penso che un docente preparato debba indirizzare un allievo alla strada più adatta per lui, per carità, senza mazzate!

Ma mi sembra una cattiveria verso chi studia illudere, illudere, illudere...

Ho visto molti diplomati con 10 che han preso mazzate al primo corso di perfezionamento con prime parti d'orchestra e questo mi sembra un'ingiustizia.

7. I concorsi sa a cosa servono? A mettere solo in competizione... ai concorsi infatti si fa tutto tranne che musica, provi a chiederlo a Zimmermann... Il concorso è una gara "atletica" a chi fa meno note sbagliate e più velocemente possibile. Solo questo. E non mi dica che non è vero perché altrimenti tutti i discorsi fatti da grandi personalità musicali diventano niente in confronto alla sua esperienza...

Vabbé, però se uno non fa concorsi come può pretendere di fare concerti?

E come acquisisce un curriculum artistico?

Se uno fa il Busoni o il Paganini può ambire concertismo, o no?

Con questo il giudizio di una commissione non è mai né definitivo né assoluto...

E per entrare in orchestra non bisogna fare audizioni o concorsi?

Anche per lavorare alle Poste bisogna fare concorsi...

Mi sembra un male necessario.

Però è anche un bene.

Vincere un concorso ti dà sicurezza e ti incoraggia a studiare di più.

Se posso dare un consiglio:

evitare i concorsi che non contano nulla, sono una truffa.

8. Guardi la situazione nei conservatori, quanti allievi vengono formati e mi dica anche quanti dei docenti presenti hanno anche un minimo di attività concertistica... e poi mi dica se le due cose non sono strettamente correlate...

Sono in parte d'accordo e in parte no (è una questione di cui si parla dall'alba dei tempi).

In generale è vero.

Però conosco anche casi in cui è vero il contrario:

ottimi concertisti che non riescono a preparare allievi decenti che vengono clamorosamente superati dagli allievi di docenti che non suonano da un bel po'.

Non è un equazione sempre vera, rimanda anche a quanto dicevo al punto 2:

se a questi concertisti arrivassero allievi non alle prime armi ma strumentisti già formati forse potrebbero trasmettere meglio la propria esperienza.

9. Il conservatorio non presuppone il possesso di una maturità, e questo sicuramente non è buono. Ma per favore, musicista=scarpone vuol dire che fin'ora tutti quelli usciti lo sono... non mi sembra giusto una affermazione del genere!

Non sono io che sostengo questo, infatti mi fa incazzare!

Però conosco orchestrali preparatissimi dal punto di vista strumentale, ma... e mi fermo qui.

Prima di tutto i grandi dell'epoca non penso che facessero trigonometria, logaritmi, fisica acustica e altre materie (come da programmi ministeriali). Se mai le studiavano applicate alla musica... basti vedere Gieseking ed il suo manuale e quanti punti di riferimento a ciò ci sono... Il musicista dell'epoca e che ora sta sparendo era una persona a 360°. Studiava per amore dello studio... "Sapere" deriva dal latino... e significa "gusto"... il gusto della conoscenza... la formazione del musicista non è data dalla sua carriera ipertrofica (e non mi dica che non è osceno: 10 anni di conservatorio, 3 di eventuali corsi superiori, 1 o 2 per prendere il I livello ed equiparare il diploma, altri per il II... e si! a 30-35 sei pronto per iniziare...)

Le consiglio (in modo molto pacato e affettuoso) di approfondire la sua conoscenza della riforma di cui si sta parlando:

Formazione liceale (presso i conservatori, maturità con indirizzo musicale?)

Corso di laurea di I livello (triennio)

Corso di laurea di II livello (biennio, specializzazione)

Laureati a 24-25 anni come in tutte le università e conseguimento del massimo titolo in campo musicale, si spera, più preparati per affrontare il mondo del lavoro..

Che si creino scuole alternative, ma si lascino stare i conservatori. Solo i programmi andrebbero ritoccati ma non troppo, non si può eliminare del tutto un percorso storico solo per il cambiamento del mondo... perché se no ci troveremmo tutti davvero a fare scuola come da Maria de Filippi...

Per sua informazione, io ho fatto il liceo scientifico e frequento biotecnologie all'università. Conosco bene il mondo universitario e non capisco come si fa a far divenire il conservatorio una università e quali vantaggi se ne creano...

La legge in merito una volta diceva che c'erano Università, conservatori e accademie delle belle arti... Ma si rende conto, avevamo il privilegio di avere una struttura tutta nostra e vogliamo entrare nel mare della dilagante burocrazia delle università...?

Secondo me è una perdita che sminuirà ancora di più la figura del musicista...

Se non si vuole sentre musicista=scarpone, si aggiorni e studi da solo... e semplice!

Non ritengo opportuno sbandierare in questa sede la mia attività artistica e il mio curriculum di studi e quindi non rispondo alla sua provocazione.

Però faccio regolarmente concerti, anch'io sono stato all'università e ho completato la mia formazione ben oltre il conservatorio.

Detto questo, mi aspetto che il conservatorio che è un ibrido (scuola media superiore? no. Università? no. Corso di specializzazione? no. Bottega artigianale? spero di no) si metta al passo coi tempi e con l'Europa (Svizzera, Austria, Germania in primis).

Materie come musica elettronica, composizione, direzione d'orchestra, storia della musica, estetica della musica, acustica, etnomusicologia, prassi esecutiva nella musica antica e molte altre non sono inquadrabili se non in un ordinamento universitario.

Ora la saluto e spero che anche altri diano la loro opinione su un argomento che ritengo molto importante.

Link to comment
Share on other sites

Rispondo punto per punto per comodità di lettura...

1. Se uno studente di conservatorio aspetta di diplomarsi per fare concerti... stiamo freschi... io suonavo per fortuna già a 12 anni in concerto... si immagini dopo 10 anni di violino, che magari, non come me, si diploma a 25 anni e fa a quell'età il suo primo concerto... e ben diverso il campo musicale

2. Mah, io vorrei tanto conoscere i nomi di questi grandi didatti in italia... e dei loro allievi e son sicuro che già fanno lezione dai grandi concertisti (molto spesso di nascosto) come ho fatto io durante il mio corso di studi (e non di nascosto)

E' difficile andare a studiare con i grandi. Prima di tutto son molto impegnati, ma seconda cosa, ti fanno capire che durante il conservatorio hai acquisito dei difetti che per recuperarli fai il doppio della fatica... Secondo me tutta la "crema" di insegnanti che ci sono ora in conservatorio non si smaltirà con questa nuova riforma... All'estero gli insegnanti fanno parte di importanti quartetti, suonano nelle orchestre (e non come quelle dei nostri conservatori), fanno musica da camera... io ho avuto la fortuna di avere due insegnanti validi in conservatorio, ma conosco altri in italia che non sanno neanche cosa vuol dire suonare...

3. Mah, sono molto dubbioso su questa opinione... il DAMS forma dei tecnici e non degli artisti... ed il tecnico deve avere un buon orecchio ed una buona base scientifica... e non saper suonare paganini o listz...

4. Se sforniamo dei buoni muscisti dai conservatori non c'è bisogno che un tecnico venga a dirmi i problemi di intonazione... io non so se ha mai inciso CD ma un tecnico penso che non si permetterebbe mai tanto...

Per montare un CD serve un tecnico esperto e che conosca la lettura della partitura... perché così si fa il montaggio e non è tutto orecchio... a parte che poi il montaggio ed i take si fanno sempre con l'aiuto dell'esecutore...

5. Ma esistono licei che fanno musica? Qui da me esistono scuole a indirizzo musicale nel pomeriggio e mi sa che la riforma Moratti per ora le ha bloccate e non se ne possono creare altre... pensi che nella provincia di Pesaro ci sono solo 3 scuole a indirizzo musicale... a parte che conosco bambini che a 16 anni meritano già il diploma, ma dobbiamo proprio fargli finire il liceo per farli iniziare una scuola seria come il conservatorio?

6. Se lei se la sente di dire ad un allievo cosa sarà del suo futuro vada al Centro di studi sul paranormale a chiedere il premio di un miliardo di lire in palio x chi dimostra fenomeni paranormali...

ma dai!, con tutto il rispetto, ma non si può mica sapere già che fine farà un allievo.

Esempio storico: Isaac Stern saprà sicuramente chi è, beh, nel suo libro "i miei primi 80 anni" dice che il suo primo insegnante gli aveva detto di dedicarsi a strumenti più facili (bella considerazione da parte di un musicista...lasciamo stare) come il pianoforte perché il violino non faceva per lui... infatti vede, aveva ragione questo maestro...

Se poi si informa di quanti altri casi ci son stati così, potrebbe benissimo capire che non si tratta di illudere ma di spronare... perché tutti son capaci ed hanno potenzialità, ma solo se ci si applica, pochi nascono già pronti ma non sempre perdurano (caso umano: Yehudi Menuhin che dai 20 ha incominciato a non riuscire più a suonare come quando era piccolo andando sempre più in declino...)

7.Posso dare un consiglio: evitare concorsi grossi invece, ci sono troppi interessi in gioco... Casualmente gli allievi di Accardo, Brengola, Antonioni, Romano, vincono sempre il Paganini... e non ci sono solo questi nomi in italia di violinisti... chissà perché...

E Comunque Kremer non ha vinto il Paganini, Szeryng non ha vinto concorsi... però hanno fatto carriera... i concorsi servono a far girare soldi e ad illudere per davvero...

8. Ma questo vale anche per un pianista: se io do ad un bravo pianista (Pollini per esempio) un allievo già formato ci scommette che sa farlo divenire un solista?

Ma per favore, il fatto è che non abbiamo più didatti e più solisti tra di noi... proprio perché la vecchia guardia purtroppo sta andando via e tutti i loro consigli ed i loro insegnamenti non li calcola più nessuno...

e si pensa solo a far fare leggi a chi la musica l'ascolta e non la vive...

9. su questo ci troviamo daccordo...

10. Io spero non vada mai avanti questa riforma... ma penso che un giorno si ricorderà di ciò di cui abbiamo discusso e converrà allora con me che è troppo tardi per tornare indietro...

A) Formazione liceale: Se già io al liceo scientifico facevo fatica a preparare il V si figuri un programma che mi prepari al I livello...

B) Nel triennio e nel biennio ci arriverà la metà della metà dei ragazzi che ci arriva oggi in conservatorio perché alla fin fine invece di preoccuparsi della formazione x' non ci si preoccupa degli sbocchi professionali...

In conclusione ci tengo a dire che:

1. Odio le persone che sputano su ciò che abbiamo costruito fin'ora... tendiamo sempre a cercare all'estero ciò che abbiamo solo perso di vista per un pò sotto i nostri occhi... Siamo sempre stati invidiati da tutto il mondo per la preparazione dei nostri musicisti (basti pensare a tutte le persone che vengono in italia a studiare e che ci tengono ad avere il nostro diploma...chissà perché...)

2. L'unico dubbio che dovrebbe avere un insegnante e che ho anche io non è sul fatto di come preparare al meglio gli allievi ma di come presentargli le prospettive di lavoro nel campo musicale, che ora come ora sono inesistenti ovunque... (sia nel campo discografico sia nel campo concertistico)

3. Ci stiamo solo facendo illudere dai burocrati e soprattutto ci facciamo insultare da una riforma che dice "siete ignoranti e non preparati e vi diamo noi la cura"...

4. Non portiamo la musica nelle scuole ma aspettiamo che i bimbi la conoscano solo al liceo quando invece già a 10 anni (almeno!) un bambino è già maturo e pronto ad affrontare qualsiasi cosa...

5. odio le persone che parlano di illusione... perché tutti quelli che fanno medicina usciranno medici? e via dicendo nelle altre facoltà... questo è un pensiero estremista... come la vecchia scuola: dirigenti e operai... e chi è così saggio da saper intuire in un bambino di 10 anni cosa sarà del suo futuro?

6. Il problema della preparazione risiede nel fatto che bisognerebbe indire degli esami interni difronte a concertisti di fama riconosciuta e mondiale, sia per la didattica sia per l'esecuzione... perché una volta nei conservatori vi stavano personaggi che suonavano in mezzo mondo (prenda Bagnoli, Fiorentino, ed altri...) e che anche se magari non erano fenomenali come insegnanti per lo meno solo a guardarli e a sentirli suonare ciò che ci spiegavano c'era da imparare...

7. io in 10 anni di conservatorio sono uscito preparato e pronto a fare corsi di perfezionamento e ovunque vado faccio bella figura... e sa perché? perché studio molto e approfondisco personalmente... Lo studio e personale ed un insegnante non deve dare la pappina pronta ad un allievo ma insegnargli un metodo di studio e la capacità di essere autonomo e indipendente... questo è il bravo insegnante... e non quello che si fa chiamare professore "universitario" quando poi nei conservatori la maggior parte dei docenti (tutti vecchi e che grazie a berlusca andranno in pensione a 100 anni) essendo nati nel periodo della guerra hanno solo la scuola media... hanno preso a lavorare a 18 anni nei conservatori e vedendo lo stipendio mensile hanno ben pensato di mettere da parte la fatica di preparare i concerti visto la rendita mensile sufficiente (visto specialmente che si fa lezione oscenamente due volte a settimana e non in tutti i conservatori...)

Link to comment
Share on other sites

Mi sembra che la discussione si stia portando in una direzione non fertile di idee interessanti.

Io non sono così catastrofico, certo siamo in un periodo di m... ma penso che la riforma (iniziata dal centrosinistra) andasse fatta, magari con qualche soldo in più.

Lei parla di uomini, di didatti, di grandi nomi, io parlo di programmi, di organizzazione, di un iter di studi paragonabile a quelli europei:

ma ne parlo perché ci sono stato in Europa, ho collaborato con l'Hocheschüle di Graz, sono stato in Belgio, in Olanda, e mi creda - non parlo sul piano dei docenti, ma riguardo alle strutture, ai corsi, alle opportunità, ai contatti con il mondo del lavoro - siamo indietro di cinquant'anni.

Una visita all'estero fa molto bene, e fa cambiare idea molto facilmente.

Per il resto ho la spalle abbastanza robuste per conoscere i funzionamenti degli studi di registrazione, e conosco tecnici che sull'intonazione hanno un orecchio impressionante e proprio per questo sono di aiuto ai più grandi violinisti ecc. (ma vuole mettere quanto lavoro si risparmia?). Detto questo la strada è lunga... auguri!

Link to comment
Share on other sites

Anche io sono stato all'estero... ma l'unica cosa che sanno dire e di tutto contro gli italiani, ma poi vengono a lavorare e a studiare qui... e sperano di viverci e di affermarsi...

So soltanto che invece di conservare il nostor patrimonio e da lì creare qualcosa di misgliore cerchiamo di cancellare tutto pensando che gli altri abbiano scoperto l'acqua calda...

All'estero hanno solo più soldi di noi e meno spese... "mangiano" di meno e soprattutto credono nei giovani al contrario di noi che cerchiamo di non illuderli

tutto qua

Da loro non dobbiamo imparare niente, dobbiamo solo insegnare il patrimonio di cultura che abbiam perchè loro l'hanno imparato da noi e poi l'hanno saputo sfruttare con risorse finanziarie adeguate

Però gettano sempre fango sull'italia... questo ce lo meritiamo perchè come al solito cerchiamo la risoluzione dei nostri problemi all'estero e soprattutto copiando quello che loro hanno... a questo punto se posso permettermi meglio organizzati sono in cina e giappone, sono più selettivi e più metodici (oltre che studiano come matti) e infatti si vede...

Se vuole attingere da una cosa che mi disse un paio di mesi fa Bagnoli, gli chiesi proprio su questo argomento... E mi disse "Son tutte ca***!!!" Proprio così. "All'epoca noi non avevamo niente, neanche la carta della musica a volte, eppure studiavamo ore e ore..."

Mi ha raccontato come ha fatto carriera lui: un giorno (dopo anni che preparava repertorio e non lo cagava nessuno, nonostante avesse vinto concorsi e suonato diretto da Casella) si trovava alla Rai e un violinista aveva bisogno di un pianista per le sonate di Brahms. Lui siccme studiava come un matto mi ha detto che aveva tutto sotto mano (tecnica e repertorio) e allora si propose... da lì in poi la sua carriera andò sempre più in avanti suonò con Szeryng, Ughi, Milstein, Gorini (magnifico duo pianistico che avevano!!!)

E mi ha proprio detto: "Fregatene di tutte queste ca***, perché mentre voi perdete tempo a fare università, biennio di là e storia, matematica, fisica, lingue... intanto viene il giapponese o chiunque europeo, che studia come un matto, e ti fo***"

"Io ho imparato le lingue grazie ai viaggi (e premetto che parla un buon veneziano!!! eheh), ho imparato la cultura leggendo e viaggiando... ed ho imparato a suonare guardando Rubinstein, e carpendone consignli mentre suonava... e così anche da altri..."

Penso che questa esperienza di vita, di un grande artista come lui sia sufficiente...

Se non ci crede, vada a Venezia alla Fondazione Cini dove fa lezione GRATIS da tutta la sua vita artistica!

Queste sono vere strade da perseguire... perché in italia è l'unico posto (e lei che ha viaggiato lo sa come me) dove quando vai a fare dei corsi o delle scuole paghi solo dei salassi per far lezione con delle capre... all'estero il livello dei docenti non è ottimo, ma al limite della decenza.. però per lo meno non paghi una mazza grazie a borse di studio per merito ed altri ageviolamenti...

Qui sta la differenza nello studio e Bagnoli ha detto una cosa che non voglio che faccia valere tutti i miei discorsi, ma bensì faccia capire un pò a tutti che se un grande personaggio dice che stiamo sbagliando (e parliamo di un ragazzino che prima di fare il concerto di Ciaikovski con l'orchestra va a giocare a pallone...) e perché lui, che soprattutto non ha avuto una vita facile (si guardi la sua biografia), ha trovato successo non in chissà che cosa ma nello studio e nel nostro sistema scolastico (dal suo conservatorio son usciti pianisti molto bravi...)

Finiamola con l'estero e la mistificazione di ciò che c'è oltre confine...

Auguri anche a lei...

Link to comment
Share on other sites

Su questo urge una precisazione:

stimo Bagnoli e mi è capitato di avere a che fare con lui.

Però:

oggi la fruizione della musica è cambiata in maniera impressionante, come sta cambiando il mondo in questi ultimi anni.

Non possiamo pensare ad un futuro migliore se non ce lo costruiamo noi giovani.

Se abbiamo pessimi didatti dobbiamo rendere conto ai loro insegnanti e ai loro metodi di studio.

Le importanti "scuole" italiane (per la direzione d'orchestra penso ai Ferrara e Gusella) non hanno lasciato un'eredità duratura nei conservatori.

Vedo una parte del mondo musicale che è al crepuscolo, che non si rinnova, che sarà sempre più in crisi.

E vedo giovani (anche fra i docenti di conservatorio) con nuove idee, con intuizioni, non legate magari all'ideale del virtuoso romantico, di un concertismo borghese alienante e alienato, che rinnovano i loro metodi didattici e insegnano a pensare prima che a fare.

La speranza mia è che il futuro sia affidato a questi.

Link to comment
Share on other sites

trovo molta contraddizione in questa tua affermazione con quanto detto prima, in quanto tutto ciò che infine affermi non centra nulla con quello che hai difeso prima.

Mi spiace, ma la storia insegna che ci sono periodi di ascesa e di discesa (Vico lo diceva con parole sicuramente migliori delle mie) e ora siamo in discesa ma non perché non siamo aggiornati ma perché stiamo dicendo di no e disperdendo un vecchio patrimonio culturale che deve essere un classico... ed i classici non hanno mai fine ne dettata dall'epoca ne dettata dala volgere degli eventi

Link to comment
Share on other sites

perfettamente d'accordo. Musica italiana fatta dagli italiani per gli italiani. Poi ANCHE per il resto mondo.... Sarò provinciale però sono anch'io dell'opinione che non dobbiamo incantarci a certe mode estere.

Link to comment
Share on other sites

E allora rimaniamo così, chiudiamoci nel nostro guscio.

Continuiamo a inserire nei programmi di diploma Debussy fra la musica contemporanea, continuiamo a studiare il "basso imitato", organo complementare, la fuga scolastica, continuiamo a suonare musica barocca come si suonava quarant'anni fa fregandocene di tutto ciò che all'estero di buono si è fatto, continuiamo a vivere questa esperienza semi-monastica che è un corso di studi in conservatorio, scriviamo mottetti, crogioliamoci nella sapiente arte di una romanza senza parole.

Non intendo dire che bisogna scopiazzare, bisogna confrontarsi e avere l'umiltà per farlo senza pensare di essere il paese di Giuseppe Verdi, Paganini o Toscanini.

Pensate in tutta la storia della musica cosa è stato l'aprirsi verso nuove esperienze, il poter entrare in contatto con altre culture, la ricchezza che ne deriva da questo.

Per quanto mi riguarda l'indirizzo tecnologico a cui la riforma sembra dare la giusta importanza mi sembra sacrosanto.

I vecchi ordinamenti prevedono due figure: il musicista da Chiesa (organista, compositore), il musicista da teatro (cantante, orchestrale, compositore).

Io non voglio rientrare in queste categorie e quindi apprezzo il cambiamento.

Secondo voi perché non esiste una vera tradizione sinfonica nella musica italiana?

Che sia colpa dei programmi?

Secondo voi perché non esiste una vera tradizione cameristica nella musica italiana (anche vocale)?

Che sia colpa dei programmi?

E allora i migliori vanno a completarsi all'estero (con Madiel abbiamo già parlato di Berio, Maderna e compagnia bella).

Link to comment
Share on other sites

Io infatti dico che sia giusto ampliare e aggiornare i programmi... (basta leggere ciò che ho scritto prima), ma se non vuoi rientrare nei canoni che ci sono in italia (che per altro prevedono molto di più di quello che tu esponi) basta andare a PERFEZIONARSI all'estero... ma non mi sembra una buona motivazione per invalidare una cultura magnifica come la nostra...

Il nostro sistema scolastico ha un rigore perfetto... soltanto abbiamo dimenticato di aggiornare i programmi di studio... tutto qui...

Link to comment
Share on other sites

sono d'accordo sull'ultima definizione. Posso dirlo perchè ho frequentato studenti stranieri e spesso i nostri ne sanno più di loro in quanto a cultura generale. Gli altri invece tendono ad essere più specializzati e ad avere più dimestichezza con la tecnica. Ma stiamo recuperando !

Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.

×
×
  • Create New...

Important Information

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy