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Salve ragazzi....ho aggiunto un nuovo articolo sul mio blog riguardante la respirazione in musica....è scritto dalla Dott. Fiamma Ferraro che è la referente italiana della Tecnica Buteyko...l'articolo non approfondisce molto ma introduce un poco questa tecnica studiata e perfezionata da un dottore Russo e invoglia a fare ricerche al riguardo....ci sono un paio di libri in italiano scritti appunto dall'autrice dell articolo, basta cercare in internet...lo trovate in www.myspace.com/davidebandieri...

spero risulti interessante...

ciao

DB

io l'ho letto!utilissimo!! :laughingsmiley:

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ebbene si...ci risiamo....ci sono caduta anche io....come qualche alto utente che tempo fa aveva messo questa discussione....l'emissione...il fatto di stringere sul bocchino modifica in peggio emissione acuti staccato....che altro??be la qualita del suono..e altro ancora....ora...come si puo' fare a non stringere del tutto o almeno parzialmente???dicono la respirazione diaframmale ma io gia la uso...ma nn risolve nulla

grazie

ps è molto importante...i miei problemi derivano da li....aiuto!

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Beh intanto che bocchino/strumento/ancie usi?

Da mia esperienza personale molti problemi di emissione derivano da un setup sbagliato.

In ogni caso dovresti rivolgerti a un insegnante qualificato che curi queste cose... purtroppo sono davvero pochi gli insegnanti in grado di insegnare ad avere un'impostazione corretta. Portarsi avanti certi difetti non fa altro che rendere ancora piu' difficile sradicarli in futuro.

Cmq una volta che qualcuno ti avra' messo sulla buona strada sara' necessario lo studio di metodi appositi per l'emissione

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Beh intanto che bocchino/strumento/ancie usi?

Da mia esperienza personale molti problemi di emissione derivano da un setup sbagliato.

In ogni caso dovresti rivolgerti a un insegnante qualificato che curi queste cose... purtroppo sono davvero pochi gli insegnanti in grado di insegnare ad avere un'impostazione corretta. Portarsi avanti certi difetti non fa altro che rendere ancora piu' difficile sradicarli in futuro.

Cmq una volta che qualcuno ti avra' messo sulla buona strada sara' necessario lo studio di metodi appositi per l'emissione

be dunque uso un b45 lira con delle ance che possono variare dalle 2 e mezzo alle 3,ho un buffet normalissimo....

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Ciao,

desidero anch'io portare qualche esperienza personale di modesto dilettante.

Soprattutto penso che sia una dote personale. Ad alcuni individui viene fortunatamente naturale (più o meno).

Gli altri devono studiare, cioè applicarsi.

Allo scopo esistono validi esercizi efficaci.

Il problema forse è che bisogna affidarsi ad un maestro adeguato.

Per quello che ho potuto constatare è essenziale emettere il suono nel modo più naturale possibile.Poi viene il resto.

Scusatemi ,ma l' ora tarda e la stanchezza mi hanno forse fatto strascrivere

Ciao

Francesco

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Guest k3v

Allora, incuriosito da un intervento di turnaround su un altro topic, chiedo una cosa:

Quando si inspira si deve gonfiare solo la parte bassa del polmone (la pancia) o tutto?

io finora ho suonato inspirando solo con la parte bassa, per sfruttare i muscoli addominali

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Che io sappia, per suonare il clarinetto, si dovrebbe utilizzare la respirazione diaframmatica quindi respirare con il diaframma...Il diaframma si trova nell'addome e durante l'inspirazione si deve gonfiare la "pancia" e non si devono alzare le spalle... :scratch_one-s_head:

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Che io sappia, per suonare il clarinetto, si dovrebbe utilizzare la respirazione diaframmatica quindi respirare con il diaframma...Il diaframma si trova nell'addome e durante l'inspirazione si deve gonfiare la "pancia" e non si devono alzare le spalle... :scratch_one-s_head:

concordo...in teoria dovrebbe essere cosi...io ci sto ancora lavorando perchè è difficile usare sl il diaframma e far uscire molto fiato in grado di dare un buon suono allo strumentpo...bisogna lavorarci tanto

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Salve!

Scusate ma forse in merito a questo c'è un pò di confusione...

Quando noi parliamo di respirazione diaframmatica in realtà il termine corretto è "costale diaframmatica", quando noi parliamo di respirare alzando solo la pancia parliamo di respirazione "addominale", quando noi parliamo di respirazione alta parliamo di respirazione "clavicolare". Dico questo poichè non è affatto scontato che noi tutti definiamo questi termini o li diamo per scontati in modo univoco.

Ebbene le differenze sono ben palesi!

- Respirazione clavicolare: sbagliatissima! E' la classica respirazione alta. La maggior parte dell'aria viene tenuta nella parte alta del polmone ed espulsa in modo inadeguato, costringendo muscoli non preposti ad espellere, facendo il doppio della fatica.

Esempio di respirazione clavicolare: vi è mai capitato mentre suonate un cantabile e, man mano che prendete fiato di gonfiarvi come palloncini riempiendovi via via i polmoni di anidride carbonica, non riuscendo a scaricare tutto il fiato?

In questo caso, o vi fermate o scaricate il fiato in eccesso ai lati della bocca mentre suonate, giusto? Quanti di voi si sono riconosciuti in questo...

- Respirazione addominale, quando si insipira si gonfia solo la pancia, costringendo a riempire o a convogliare poca quantità di aria nella parte bassa del polmone e, spesso e volentieri viene pure espulsa mentre si suona in modo sbagliato! Il risultato è: fatica inutile e debito di ossigeno che porta a prendere più volte fiato e a spezzare le frasi mentre si suona.

Anche in questo caso comunque si termina con il fiatone.

- Respirazione costale diaframmatica: questa si compone di due fasi.

1) fase: inspirazione effettuata usando tutto il polmone, quindi: parta bassa e parte alta, non è necessario alzare molto le spalle ma è il profilo del nostro corpo che conta! Si acquista maggior volume: il torace e la pancia sono spinti in fuori e quindi si portano in avanti, dietro le scapole si allargano (per chi non lo sapesse il polmone è anche dietro!), consentendo la parte dietro del polmone anch'essa di riempirsi d'aria. In questo caso il diaframma viene spinto in giù dall'aria che è entrata.

2) fase: espirazione, ed è qui che viene il bello, in cui il diaframma gioca un ruolo di importanza determinante.

Io potrei fare paragoni, dirvi cosa sento io, dirvi di cercare il classico appoggio e di sostenere spingendo in giù il fiato ma... Per quante cose io possa dire, per quanti paragoni possa fare, è mia convinzione che difficilmente capireste.

In realtà queste cose vanno insegnate "sul campo" a livello pratico, a livello teorico mi scuserete ma almeno io non riesco a spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è rimandarvi all'esercizio che vi ho descritto...

http://www.musica-classica.it/forum/index....showtopic=12673

Scusate se l'ho fatta lunga ma, sentire ancora oggi che della gente si esercita sdraiata con libri sulla pancia mi fa letteralmente accapponare la pelle...

Buon fine settimana!

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Guest k3v

ed ho scoperto di usare la respirazione addominale! sei stato molto chiaro!

e ora mi tocca correggere pure questo!!!!!!!

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Va bene tutto quello che è stato detto, sopratutto sulla ricerca del giusto bocchino e dell'ancia, ma il suono si migliora suonando forte cercando di mantenere la stessa intensità di potenza tra una nota e l'altra, vi garantisco che è difficilissimo. Poi una cosa che ho capito è quella di sentire le vibrazioni del tuo strumento sotto le tue dita, devi diventare parte integrante dello strumento, in quel momento ricorda che siate una cosa sola. Poi bisogna essere rilassati , suonare forte non è sinonimo di forza, ma deve essere sinonimo di controllo della potenza. Per fare questo basta prendere il Magnani ed eseguire i primi esercizi compresi i salti e la scala diatonica, il ritmo deve essere di 60, imposto con il metronomo, ti accorgerai di quanto sia diffile mantenere il forte per quattro battute senza prendere fiato e con la stessa intensità sonora. Se in principio non vi riesci prendi fiato ogni due battute. Piano, piano di giorno in giorno noterai notevoli cambiamenti nella potenza e nella qualità del suono. Io sono riuscito a far suonare il mio clarinetto quasi alla stessa intensità sonora di una tromba, ma cosa più importante e che non lo uguagliata nel registro acuto, perchè altrimenti si poteva andare a nascondere, ma nel registro grave. DEvi sviluppare potenza e saperla controllare. Le scale sono importanti ma solo per la tecnica. La palestra della forza va fatta cosi come ho spiegato. Ciao a tutti. :to_pick_ones_nose2:

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Guest mau70

sull'argomento suono si potrebbe scrivere un libro.....ma non perdiamo di vista la domanda che ha generato la discussione......Ci sono diverse fasi nella vita di un clarinettista:la prima fase è quella in cui si deve insegnare a produrre il suono.Per far ciò è necessario mettere l'allievo nelle condizioni migliori possibili,bocchino piuttosto chiuso ed ancia leggera.La seconda fase è quella in cui si trova ale 91 che cerca disperatamente di migliorare la qualità del proprio suono.Quello che deve essere perseguito è "l'omegeneità"nei vari registri,tutti i suoni devono legare con gli altri e non uscire mai dal timbro.Per far ciò,consiglio di utilizzare uu ancia piuttosto dura,che obbliga a spingere ed a sostenere bene con il diaframma.Importante è il labbro inferiore,quello che è a contatto con l'ancia,deve essere teso,come a sorridere,mentre il mento deve rimanere rilassato.Poi entra in gioco anche la cavità orale,la posizione del palato e della lingua,ma qui siamo già alla fase 3 .Consiglio ad ale 91 di fare scale su tutta la gamma dello strumento(non è assolutamente vero che servono solo alla tecnica).Con le scale si consegue l'omogeneità,con le note lunghe si amplia la gamma,entrambi gli esercizi sono fondamentali in questa fase. Quando il suono sarà omogeneo,e la gamma dinamica ampliata,andremo alla ricerca del suono desiderato...chiaro,scuro.....ecc,.attraverso le posizioni del palato ed utilizzando materiali diversi.....bocchini ance...strumenti.Spero di esserti stato di aiuto...un saluto a tutti

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sull'argomento suono si potrebbe scrivere un libro.....ma non perdiamo di vista la domanda che ha generato la discussione......Ci sono diverse fasi nella vita di un clarinettista:la prima fase è quella in cui si deve insegnare a produrre il suono.Per far ciò è necessario mettere l'allievo nelle condizioni migliori possibili,bocchino piuttosto chiuso ed ancia leggera.La seconda fase è quella in cui si trova ale 91 che cerca disperatamente di migliorare la qualità del proprio suono.Quello che deve essere perseguito è "l'omegeneità"nei vari registri,tutti i suoni devono legare con gli altri e non uscire mai dal timbro.Per far ciò,consiglio di utilizzare uu ancia piuttosto dura,che obbliga a spingere ed a sostenere bene con il diaframma.Importante è il labbro inferiore,quello che è a contatto con l'ancia,deve essere teso,come a sorridere,mentre il mento deve rimanere rilassato.Poi entra in gioco anche la cavità orale,la posizione del palato e della lingua,ma qui siamo già alla fase 3 .Consiglio ad ale 91 di fare scale su tutta la gamma dello strumento(non è assolutamente vero che servono solo alla tecnica).Con le scale si consegue l'omogeneità,con le note lunghe si amplia la gamma,entrambi gli esercizi sono fondamentali in questa fase. Quando il suono sarà omogeneo,e la gamma dinamica ampliata,andremo alla ricerca del suono desiderato...chiaro,scuro.....ecc,.attraverso le posizioni del palato ed utilizzando materiali diversi.....bocchini ance...strumenti.Spero di esserti stato di aiuto...un saluto a tutti

ciao....una domanda....hai parlato del palato.....a proposito di questo.....come si vovrebbe tenere palato e lingua?

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Guest mau70

la parte posteriore del palato,quella mobile,deve stare nella posizione più alta possibile,(posizione sbadiglio).La lingua invece deve stare bassa e spostata verso la parte posteriore del cavo orale.Lo scopo di tutto questo è quello di aumentare le dimensioni del cavo orale,che come saprai funge da cassa di risonanza.In ogni caso io x adesso non mi preoccuperei troppo di questo ma piuttosto mi concentrerei sul sostegno diaframmattico e sulla tensione del labbro inferiore.Dai retta,metti un'ancia dura,che ti obbliga a spingere e poi scale e note lunghe.Devi durare fatica...!!!!éun lavoro palloso e faticoso ,ma darà i suoi frutti.L'ancia dura ti insegna a sostenere ed inoltre ti irrobustisce anche l'imboccatura.Successivamente tornerai ad ance più leggere.Fatta l'emissione,fatta la labiatura,torneremo a parlare di imboccatura nel senso più ampio del termine.un saluto....ciao

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la parte posteriore del palato,quella mobile,deve stare nella posizione più alta possibile,(posizione sbadiglio).La lingua invece deve stare bassa e spostata verso la parte posteriore del cavo orale.Lo scopo di tutto questo è quello di aumentare le dimensioni del cavo orale,che come saprai funge da cassa di risonanza.In ogni caso io x adesso non mi preoccuperei troppo di questo ma piuttosto mi concentrerei sul sostegno diaframmattico e sulla tensione del labbro inferiore.Dai retta,metti un'ancia dura,che ti obbliga a spingere e poi scale e note lunghe.Devi durare fatica...!!!!éun lavoro palloso e faticoso ,ma darà i suoi frutti.L'ancia dura ti insegna a sostenere ed inoltre ti irrobustisce anche l'imboccatura.Successivamente tornerai ad ance più leggere.Fatta l'emissione,fatta la labiatura,torneremo a parlare di imboccatura nel senso più ampio del termine.un saluto....ciao

Ciao!

Visto che questo è un forum pubblico e... se posso dire la mia democraticamente beh, io non sono d'accordo su niente.

Buona continuazione!

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Ciao!

Visto che questo è un forum pubblico e... se posso dire la mia democraticamente beh, io non sono d'accordo su niente.

Buona continuazione!

come mai???

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come mai???

Sono stato impostato all'inizio con questa scuola, per anni ho suonato con la legge dello "stringi e tira", ero rigido come un palo della luce, non riuscivo a controllare l'intonazione: nei piani il suono usciva strozzato ed ero sempre crescente, in più facevo una fatica della miseria poi, con la gola messa in quel modo i suoni uscivano tutti ingolati.

Fortunatamente poi ho incontrato un certo Antony Pay che mi ha rivoltato come un calzino...

Comunque va bene così, non è la mia scuola.

Ciao e buona continuazione.

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Guest mau70
Sono stato impostato all'inizio con questa scuola, per anni ho suonato con la legge dello "stringi e tira", ero rigido come un palo della luce, non riuscivo a controllare l'intonazione: nei piani il suono usciva strozzato ed ero sempre crescente, in più facevo una fatica della miseria poi, con la gola messa in quel modo i suoni uscivano tutti ingolati.

Fortunatamente poi ho incontrato un certo Antony Pay che mi ha rivoltato come un calzino...

Comunque va bene così, non è la mia scuola.

Ciao e buona continuazione.

forse non mi sono spiegato bene........all'inizio ho precisato che ci sono diverse fasi nello studio.A quanto ne sò io Pay non cura la prima fase dello studio ,e nemmeno la seconda.Quello che voglio dire che,quando vai dal dottore,la terapia cambia a seconda della patologia.Nella fase in cui si trova il nostro amico,il suonare con ance troppo morbide può essere molto fuorviante,questo perchè l'ancia troppo sottile suona subito,anche senza alcun sostegno.Sul come suoni ,poi,è un altro discorso.é chiaro che,una volta messo a posto emissione e "tensione,si tornerà ad ance più morbide,che permattono una maggiore flessibilità in particolare come dicevi tu proprio sull'intonazione.ma questa è la 3 fase,quella in cui pay è maestro.Ti saluto e ti ringrazio x la tua opinione che naturalmente è ben accetta.....ciao

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e' scontato dire : "fai le note lunghe e vedreai che il suono migliorera'". Un suono tenuto bisogna anche saperlo fare altrimenti e tutto fiato sprecato :D

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forse non mi sono spiegato bene........all'inizio ho precisato che ci sono diverse fasi nello studio.A quanto ne sò io Pay non cura la prima fase dello studio ,e nemmeno la seconda.Quello che voglio dire che,quando vai dal dottore,la terapia cambia a seconda della patologia.Nella fase in cui si trova il nostro amico,il suonare con ance troppo morbide può essere molto fuorviante,questo perchè l'ancia troppo sottile suona subito,anche senza alcun sostegno.Sul come suoni ,poi,è un altro discorso.é chiaro che,una volta messo a posto emissione e "tensione,si tornerà ad ance più morbide,che permattono una maggiore flessibilità in particolare come dicevi tu proprio sull'intonazione.ma questa è la 3 fase,quella in cui pay è maestro.Ti saluto e ti ringrazio x la tua opinione che naturalmente è ben accetta.....ciao

sono assolutamente d'accordo con te. Personalmente in passato ho suonato con ance durissime e sicuramente questa impostazione mi ha aiutato a trovare potenza e a sostenere il suono. Ora è vero che ho un pò alleggerito e che ciò mi consente maggiore "duttilità". Ma anche secondo me bisogna arrivarci un pò alla volta, ecco.

Poi, chiaramente, è sempre una questione di scuole... l'importante è trovare il proprio equilibrio per gli scopi che ci si prefigge e per il genere di musica che si affronta.

Ciao a tutti!

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Ragazzi sto iniziando il secondo anno di clarinetto e la mia pecca e' sempre la respirazione.Ancora non riesco ad usare il diaframma in modo naturale,devo pensarci per metterlo in moto ma durante il corso degli esercizi mi accorgo che non va e mi ritrovo sempre con l'affanno e con la sensazione che non riesca ad espellere tutta l'aria che ho preso.Fatto sta che mentre prima arrivavo ad un'ora e anche piu' di fila,ora dopo 20 minuti sono uno straccio.

L'ancia non e' perche' quest'estate ho suonato con una 2 e 1/2 e il maestro mi ha detto di usare ancora le numero 2 quindi e' leggera,un po' mi sta tormentando l'impostazione perche' a tendere il labbro inferiore mi stanco di piu',pero' vedo proprio che e' l'aria che mi manca.Mi date consigli vi prego,amo il clarinetto ma mi sento demoralizzata

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Posso consigliarti di non soffiare dentro lo strumento, ma di alitare. Si proprio così! Il mio prof dice che non solo è un buon modo per meccanizzare la respirazione diaframmatica, ma anche un sistema per produrre fiato di diversa qualità: ti sarai sicuramente accorta che alitando il fiato prodotto è caldo; e ciò influisce notevolmente nella qualità del suono prodotto. Poi per esercitarti nell'emissione anche quando non suoni ti posso consiglio di soffiare dentro a un tubo di un diametro abbastanza consistente. Così arriverai a meccanizzare la respirazione diaframmatica ed economizzare il fiato, riuscendo a produrre un certo volume di suono con poca quantità d'aria. Infatti non è la potenza del fiato che conta, ma la tensione del diaframma stesso. Provare non costa niente!

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Guest mau70
Ragazzi sto iniziando il secondo anno di clarinetto e la mia pecca e' sempre la respirazione.Ancora non riesco ad usare il diaframma in modo naturale,devo pensarci per metterlo in moto ma durante il corso degli esercizi mi accorgo che non va e mi ritrovo sempre con l'affanno e con la sensazione che non riesca ad espellere tutta l'aria che ho preso.Fatto sta che mentre prima arrivavo ad un'ora e anche piu' di fila,ora dopo 20 minuti sono uno straccio.

L'ancia non e' perche' quest'estate ho suonato con una 2 e 1/2 e il maestro mi ha detto di usare ancora le numero 2 quindi e' leggera,un po' mi sta tormentando l'impostazione perche' a tendere il labbro inferiore mi stanco di piu',pero' vedo proprio che e' l'aria che mi manca.Mi date consigli vi prego,amo il clarinetto ma mi sento demoralizzata

Non sò che bocchino stai usando,ma ritengo che ,molto probabilmente,le ance N.2 2,5,potrebbero essere troppo leggere.Per imparare ad usare il diaframma,almeno all'inizio,c'è bisogno di ance più forti,che oppongono una maggiore resistenza,altrimenti si finisce per utilizzare la gola rimanendo "ingolfati" .Oltretutto il suono che viene fuori è piccolo e chiaro.Andrebbe valutata bene la situazione,nel frattempo però ti consiglio di provare con le ance N.3.Fammi sapere come è andata.....un saluto....mau

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Grazie ,posso chiederti dei chiarimenti?E' complicato alitare anziche' soffiare nel clarinetto?Ci vuole tanto ad assimilare questa tecnica?Per diametro consistente intendi grande?Perche' io invece sapevo della possibilita' di soffiare nel cilindro della penna bic?

Un'ultima cosa,ma tu sei la ragazza del saggio su yutube?Se sei tu volevo farti i complimenti,sei bravissima e sei riuscita a mantenere una concentrazione che non ha fatto trasparire la minima emozione.Complimenti davvero

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Non sò che bocchino stai usando,ma ritengo che ,molto probabilmente,le ance N.2 2,5,potrebbero essere troppo leggere.Per imparare ad usare il diaframma,almeno all'inizio,c'è bisogno di ance più forti,che oppongono una maggiore resistenza,altrimenti si finisce per utilizzare la gola rimanendo "ingolfati" .Oltretutto il suono che viene fuori è piccolo e chiaro.Andrebbe valutata bene la situazione,nel frattempo però ti consiglio di provare con le ance N.3.Fammi sapere come è andata.....un saluto....mau

io uso un b45 e il suono posso dirti che e' abbastanza scuro e forte,tanto e' vero che il maestro mi ha detto che dovrebbe essere piu' chiaro,perche' un suono chiaro ha la capacita' di vibrare e di farsi sentire piu' di uno molto forte.

Tu che ne pensi?

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