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Ballata Chopin op. 23 n. 1, in sol minore


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Gentili pianisti,

essendomi più volte dichiarato pianista DILETTANTE E MARAGLIO :P (i bolognesi mi capiranno... sin. SBURONE, GASATO [in senso buono], ecc...), ho provato ad affrontare il suddetto brano (più volte suonato nel film "il pianista").

Mi hanno detto che però è molto difficile (grazie al c :ph34r: o) e che, addirittura, al (vecchio) decimo anno del conservatorio si stenta a suonarlo. Voi cosa ne pensate?

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Gentili pianisti,

essendomi più volte dichiarato pianista DILETTANTE E MARAGLIO  :P  (i bolognesi mi capiranno... sin. SBURONE, GASATO [in senso buono], ecc...), ho provato ad affrontare il suddetto brano (più volte suonato nel film "il pianista").

Mi hanno detto che però è molto difficile (grazie al c :ph34r: o) e che, addirittura, al (vecchio) decimo anno del conservatorio si stenta a  suonarlo. Voi cosa ne pensate?

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è bellissima. io ho solo sfogliato lo spartito e non mi è mai saltato in mente di tentare l'impresa per cui non saprei dirti. ad occhio presenta delle difficoltà superiori a molte delle rapsodie ungheresi di liszt. in più l'interpretazione. se hai deciso di impararlo in bocca al lupo... ma se hai già carenze con gli arpeggi posso immaginare che il tuo livello sia troppo basso per quel pezzo. non per sminuirti ma fossi in te cercherei di suonare cose un po' più avvicinabili al tuo livello (e ovviamente che ti piacciano - se non sbaglio non sei costretto dal conservatorio a suonare ciò che non ti piace).

se sei obeso prima di tentare di correre i cento metri dignitosamente mi farei una dieta ferrea e tanti allenamenti. sennò una dieta 'tranquilla', non troppi allenamenti, e mi darei al lancio del peso. insomma devi secondo me scegliere meglio quale sforzo affrontare in base alla tua condizione. la tua ambizione è smisurata, e ciò depone a tuo favore. ma se vuoi imparare a volare ti conviene prima imparare anche ad atterrare sennò prima o poi dovrai schiantarti al suolo ;)

un po' alla volta no?

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Gentili pianisti,

essendomi più volte dichiarato pianista DILETTANTE E MARAGLIO  :P  (i bolognesi mi capiranno... sin. SBURONE, GASATO [in senso buono], ecc...), ho provato ad affrontare il suddetto brano (più volte suonato nel film "il pianista").

Mi hanno detto che però è molto difficile (grazie al c :ph34r: o) e che, addirittura, al (vecchio) decimo anno del conservatorio si stenta a  suonarlo. Voi cosa ne pensate?

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La ballata in questione rientra nel programma di compimento medio di pianoforte (VIII anno).

Necessita chiaramente di un minimo di studio ma mi pare fattibile

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anche io l'ho inziata tempo fa come una sfida contro me stesso...e ti posso assicurare che tecnicamente parlando fino al presto con fuoco è fattibilissima..dopodichè ho rimandato lo studio :P:P:ph34r:

cmq l'interpretazione non è uno scherzo:la ballata è piena di variazioni di coloriti e tempo,quindi bisogna gestirla bene..a me è piaciuta l'incisione di horowitz.

di sicuro quando darò l'ottavo(Moratti permettendo) porterò una ballata

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La ballata in questione rientra nel programma di compimento medio di pianoforte (VIII anno).

Necessita chiaramente di un minimo di studio ma mi pare fattibile

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scusa ma stiamo parlando dello stesso pezzo?

secondo te chiaramente necessita di un minimo di studio.

minimo mi raccomando.

dai, non scherziamo!

ma per uno che ha - comprensibili - problemi con gli arpeggi gli metti in testa chissà cosa!

ma lo stai prendendo in giro o ci stai prendendo in giro?

sarò solo io l'incapace a considerare le ballate di chopin molto difficili e non solo per il dominio della tecnica che richiedono ma per la necessaria e imprescindibile bravura interpretativa. per non parlare poi di quelle ottave legate...

un minimo di studio.

mah.

se scherziamo scherziamo...ma sii più chiaro perché quello ora crede di poter suonare quel pezzo (con un minimo di studio - come se non bastasse)

ciao

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se scherziamo scherziamo...ma sii più chiaro perché quello ora crede di poter suonare quel pezzo (con un minimo di studio - come se non bastasse)

ciao

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Se scherziamo scherziamo...ma sia più chiaro perchè quello ora crede di non poter mai suonare quel pezzo solo perchè (ora) ha problemi con gli arpeggi

ciao

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Guest Monkey Rufy

invece dicendo che quel pezzo è facile succederà che lui proverà a studiarlo, bloccandosi ovviamente al presto con fuoco. Rendendosi conto che quella parte non è in grado di farla facilmente e ricordandosi le sue parole crederà di essere incapace, cadrà in depressione e si suiciderà.

Quindi è inutile dire che il pezzo è facile perchè non lo è : )

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invece dicendo che quel pezzo è facile succederà che lui proverà a studiarlo,  bloccandosi ovviamente al presto con fuoco. Rendendosi conto che quella parte non è in grado di farla facilmente e ricordandosi le sue parole crederà di essere incapace, cadrà in depressione e si suiciderà.

Quindi è inutile dire che il pezzo è facile perchè non lo è : )

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Quoto scimmietto, mi ha tolto le parole di bocca!

La depressione è dietro l'angolo gente!

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invece dicendo che quel pezzo è facile succederà che lui proverà a studiarlo,  bloccandosi ovviamente al presto con fuoco. Rendendosi conto che quella parte non è in grado di farla facilmente e ricordandosi le sue parole crederà di essere incapace, cadrà in depressione e si suiciderà.

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Tanto qui di persone felici non ce ne sono

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ragazzi un minimo di ottimismo..vi ricordo che alla nostra epoca si muore circa a 70-80 anni,quindi di tempo per imparare arpeggi e ballate ancora ce n'è!!io mi consolo pensando a questo...

Con quella ballata mi è capitato che studiavo studiavo ma dopo le prima pagine avevo smesso per disperazione..poi dopo molto tempo mi ci sono rimesso e quasi per magia riuscivo a fare quei passaggi con facilità...ora per il presto mi sono fermato,ma prendendola con calma fra un po' mi riuscirà anche quello(spero)

Mi capita questa cosa con quasi tutti i brani,tranne che con gli studi di chopin :ph34r:

quindi ti consiglio di non fissarti con quel pezzo,ma di fartelo venir fuori " da solo" con calma e pazienza,man mano che migliori la tecnica.

mi raccomando,rispetta ogni segno musicale nella partitura!

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Io a suo tempo l'avevo studiata... non è la più terribile delle ballate, anche come finale: la quarta è veramente peggio, ha un finale infattibile nel vero senso della parola.

Jimmy, mi pare l'occasione buona per rinforzare la tecnica degli arpeggi, se dici di avere problemi... per noi dilettanti bisogna finalizzare la tecnica al godimento personale, cogliendo due piccioni con una fava. Quindi, cogli l'occasione, rinforzati nella tecnica divertendoti con la prima ballata.

Altrimenti prova a dedicarti agli studi di Chopin: ci metterai tre mesi a farne uno, ma ti garantisco che la mano migliora sensibilmente. Tanto, come qualcuno giustamente ha detto, non sei al Conservatorio e nessuno ti corre dietro.

Dico questo, se no come faccio io a giustificare i miei tentativi di cimentarmi con gli studi di Chopin o gli studi sinfonici del buon Schumann? A proposito, possibile che nessuno di Voi Grandi mi abbia risposto alla mia richiesta di consigli? Dai datemi una mano!

la tua ambizione è smisurata, e ciò depone a tuo favore. ma se vuoi imparare a volare ti conviene prima imparare anche ad atterrare sennò prima o poi dovrai schiantarti al suolo  ;)

un po' alla volta no?

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Bel paragone, Vul, calza a pennello. Il finale della prima ballata è come un atterraggio con raffiche di vento traverso su pista corta... Te lo dice uno che ha la grande fortuna di saper volare. Comunque, volare = difficoltà 10, suonare il pianoforte = difficoltà 100.

Detto così, en passant.

Buona notte a tutti

Carlo

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Il problema delle ballate di Chopin é il seguente: sono tra i brani piú difficili che Chopin ha scritto...pure al livello di interpretazione... a mio avviso tra tutte le ballate la prima non é la piú difficile..prova a vedere la seconda o l'ultima parte della quarta (come ha giá detto qualcun'altro..) e te ne renderai conto! Ma anche la terza non scherza mica!!! :unsure:

Se sei un dilettante ti consiglio di studiare qualcos'altro, magari piú semplice, cosí avrai la certezza che potrai finirlo di studiare. Se vuoi studiare la ballata mi raccomando di dedicarle del tempo, é giá difficile per chi studia pianoforte..tu invece rischi di lasciarla appena vedrai che non ce la farai... ma se ci riesci come spero allora avrai delle grandi soddisfazioni!!

In bocca al lupo e buono studio!!! ;)

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ragazzi un minimo di ottimismo..vi ricordo che alla nostra epoca si muore circa a 70-80 anni,quindi di tempo per imparare arpeggi e ballate ancora ce n'è!!io mi consolo pensando a questo...

Con quella ballata mi è capitato che studiavo studiavo ma dopo le prima pagine avevo smesso per disperazione..poi dopo molto tempo mi ci sono rimesso e quasi per magia riuscivo a fare quei passaggi con facilità...ora per il presto mi sono fermato,ma prendendola con calma fra un po' mi riuscirà anche quello(spero)

Mi capita questa cosa con quasi tutti i brani,tranne che con gli studi di chopin  :ph34r:

quindi ti consiglio di non fissarti con quel pezzo,ma di fartelo venir fuori " da solo" con calma e pazienza,man mano che migliori la tecnica.

mi raccomando,rispetta ogni segno musicale nella partitura!

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ci sono 70-80 anni, ma non è che uno se si mette a scrivere nel tempo libero può scrivere 'la montagna incantata' magari a 80 anni quando è 'maturo'.

il pianoforte, come la scrittura, può essere un 'passatempo'. un po' meno colto della scrittura a mio avviso. ma dipende.

comunque sia secondo me è assolutamente improponibile una ballata come traguardo per uno che non vuole dedicare la vita allo strumento.

io non voglio in alcun modo scoraggiare nessuno...ma anche i pianisti di professione rinunciano a certi pezzi perché non si sentono in grado. mi viene in mente zimerman e il 3o di rachmaninov...ma gli esempi si sprecherebbero.

ora le ballate di chopin sono delle vette compositive e pianistiche che meriterebbero un minimo di 'umiltà' in chi le affronta.

un conto è avere infinite ambizioni, un altro è averle senza però saper guardare in faccia la realtà. la prima ballata può sembrare molto facile. soprattutto in alcune parti. ma non è proprio così (secondo me). e se un notturno interpretato male può essere 'sopportabile', quella ballata eseguita con pressapochismo è a dir poco inascoltabile. poi che senso ha mettersi lì a suonarla per poi tanto arrivare al finale (che è la conclusione del discorso...la parte dove si dice tutto...) che senso ha impararla tutta (fossero anche 90 pagine), se poi la 91esima ed ultima non la si sa suonare?

anche io da piccolo avevo la passione di gershwin (ben al di là delle mie possibilità). ma avevo 8 anni; più che un sognatore ero un bambino. e mi studiavo le parti che riuscivo. in alcuni casi togliendo note. mi accontentavo. ora non più...un minimo di maturità ce l'ho. studiando dopo anni l'ho ripreso da capo con maggiori basi tecniche e di lettura e ho avuto un po' di difficoltà nell'impararlo come da partitura perché non è semplice correggere tutte le diteggiature e semplificazioni e gli errori di 'postura' che si adottano (spesso per abitudine) da piccolo.

ora un conto è strimpellare un gershwin jazzistico. un conto è una ballata di chopin.

su questo credo che mi darai ragione. un conto è essere bambini, un conto essere 'adulti' ambiziosi. ci vuole un minimo di conoscenza dei propri limiti credo. ma, mancasse l'autocritica, almeno un minimo di rispetto per delle composizioni che sono state scritte per chi vive di e col pianoforte. l'ottimismo o il pessimismo non c'entrano nulla...

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comunque sia secondo me è assolutamente improponibile una ballata come traguardo per uno che non vuole dedicare la vita allo strumento.

mancasse l'autocritica, almeno un minimo di rispetto per delle composizioni che sono state scritte per chi vive di e col pianoforte.

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Mi perdoni eh, non voglio offenderla. Ma si rende conto che il suo discorso potrebbe sembrare assolutamente idiota?

Chiedo scusa per l'uso di un termine del genere, per carità... Purtroppo io non ho deciso di dedicare la vita allo studio dell'arte retorica o di quel che vuole, quindi un sinonimo altrettanto efficace ma meno esplicito non riesco a trovarlo.

Poi per carità, mi scuso subito di quanto ho detto, probabilmente devo aver interpretato male le sue parole; per questo le chiedo di chiarire meglio la sua concezioni di "chi vive di e col pianoforte".

Scusi se ho esordito troppo bruscamente. Attendo una precisazione, non vorrei averla fraintesa.

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beh dai, quel pezzo è senza dubbio molto difficile (c'è quella parte coi salti che è veramente allucinante!), lo studiava una mia amica qualche anno fa per l'ottavo... ma certo c'è molto di peggio! non ti scoraggiare, sono tanti gli ostacoli in questo tipo di carriera ma si possono superare!

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Beh,parlavo di ottimismo solo perchè leggendo certi post,sembrano tutti infelici su questo forum!!

cmq sono d'accordo in molte parti del discorso,nel senso che effettivamente per un dilettante cimentarsi con un pezzo simile non è una cosa saggia..tanto sono sicuro che basta assistere ad un concerto di quella ballata dal vivo(cosa che ho fatto)per far "crollare" tutto lo studio che si è fatto,se è stato fatto in modo approssimativo.Per questo suggerivo di rispettare ogni minimo segno musicale(ottave legate,note tenute,pedale ecc)

ovviamente non ha senso suonare un brano che poi non si riesce a finire,infatti spesso quando inizio qualcosa dò un occhiata ai passaggi + difficili,ma per quella ballata ho avuto un imprevisto..

Secondo me c'è da farsi un esame di coscienza,e stabilire se si è in grado o meno di fare un pezzo di quel livello BENE,altrimenti nulla vieta di tornarci quando si avrà migliorato la tecnica.Mi era successo con la campanella:l'avevo imparata tutta a memoria,solo che sporcavo un sacco di note,insomma non la sentivo "mia"..così l'ho lasciata perdere perchè era chiaro che non ero a quel livello.

Io non suono per mestiere,ma poichè metto la musica al primo posto,mi sento in grado di dire che fra qualche tempo riuscirò a fare ciò che ho in sospeso,come spesso mi è accaduto.

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Mi perdoni eh, non voglio offenderla. Ma si rende conto che il suo discorso potrebbe sembrare assolutamente idiota?

Chiedo scusa per l'uso di un termine del genere, per carità... Purtroppo io non ho deciso di dedicare la vita allo studio dell'arte retorica o di quel che vuole, quindi un sinonimo altrettanto efficace ma meno esplicito non riesco a trovarlo.

Poi per carità, mi scuso subito di quanto ho detto, probabilmente devo aver interpretato male le sue parole; per questo le chiedo di chiarire meglio la sua concezioni di "chi vive di e col pianoforte".

Scusi se ho esordito troppo bruscamente. Attendo una precisazione, non vorrei averla fraintesa.

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beh che non ci siamo capiti è chiaro. ma da qui al discorso 'assolutamente idiota' ne passa. non ho intanto detto che per quella ballata basta un minimo di studio. sono convinto che un concertista non lo studi nemmeno ma lo legga perfettamente a prima vista e al più possa concentrarsi sull'interpretazione. ma stiamo parlando ad un ragazzo che ha problemi con gli arpeggi. che non fa di professione il pianista e che non ha molte basi tecniche (per sua ammirabile sincerità).

secondo me le ballate non sono gli studi. gli studi sono concepiti per essere avvicinati, migliorati, lavorati, perfezionati. prima tecnicamente. poi qualcuno li esegue come fossero notturni, piccole ballate, ma quelle poi sono scelte esecutive, espressive.

la ballata di per sé non è concepita come pezzo da 'studiare' ma da interpretare. da raccontare. come si fa a mettere in testa ad un pianista alle prime armi di buttarsi a studiare una ballata? vuoi regalare frustrazione a chi non credo la meriti? con quale spirito di sacrificio poi? mi pare più un suicidio che una scelta oculata.

la ballata per me (ma forse sono troppo esigente) è la classica composizione che i concertisti riescono a interpretare meglio nella fase della loro maturità artistica (per non dire vecchiaia).

ora è chiaro che anche un bravo studente del conservatorio potrebbe suonare la sua difficile ballata (se gli piace come è assolutamente probabile che sia).

ma ciò non toglie che, a mio avviso, ammiro più lo studente che affronta (per tornare all'esempio di prima) alcuni studi di chopin (che non richiedono la stessa maturità espressiva proprio per come sono 'concepiti') dato che sono didattici. strutturati nella ripetizione per far imparare la tecnica, piuttosto che una ballata o una serie di notturni (alcuni apparentemente molto più semplici della ballata di cui parliamo).

insomma la ballata è solo interpretazione. la si affronta quando tutto viene facile. ha senso suonarla quando la tecnica non è un problema. secondo me.

in questo senso intendevo dire che sono composizioni per musicisti prima che pianisti. per persone mature che si esprimono con il pianoforte. per chi ha deciso di dedicare la propria vita allo strumento ed è invecchiato con lui.

io ho troppa stima per le ballate.

poi qualcuno può anche - giustamente - dirmi che anche gli studi sono pura interpretazione. ma io non sono pienamente d'accordo. c'è una certa differenza. bisogna fare un minimo di distinzioni. ed è per questo che gli studi - a mio avviso - sono belli sia quando li suona un pollini maturo (poetici - penso alla più recente incisione per la DG), sia quando li suona un pollini 'adolescente' (irruento e assolutamente virtuoso - penso al suo concorso chopin).

ma stiamo dando un consiglio a un 'dilettante' che vorrebbe suonare la ballata avendo problemi già sulla tecnica degli arpeggi (e quanta di quella tecnica c'è nella ballata).

quindi a lui consiglio semplicemente di scegliersi qualche altro pezzo. per poterlo magari suonare prima o poi. mi viene in mente il notturno postumo iniziale di quel film (per rimanere in tema). e già lì i problemi tecnici (compresi gli arpeggi) e interpretativi che dovrà risolvere sono tanti. ma almeno potrà portarlo a termine dignitosamente (senza fra l'altro proibirsi pagine intere come farebbe con la ballata).

ciao

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Io a mio tempo e nelle stesse condizioni del ragazzo che pone la domanda se cimentarsi o meno nello studio della Ballata n°1,da dilettante,feci l'errore di cimentarmici lo stesso,non dando ascolto a nessuno.

Bene,me ne pentì amaramente.

Quindi consiglio vivamente al ragazzo di ascoltare quella Ballata,tutt'al più di imparare la prima pagina a mani separate prima e poi di unirle,ma poi...come ha detto già qualcuno a che pro,se non si ha il giusto ed il necessario bagaglio tecnico per continuare il "racconto" dell'opera?

Mah...

Se ti piace Chopin,ti consiglio "Il mio primo Chopin" della Ricordi.

Saluti.

Fryderyk

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Cari Pianisti veri,

mi consentite di spezzare una lancia a favore dei dilettanti? Giusto per dire che se anche uno non prepara l'ottavo o il diploma, non è necessariamente detto che debba violentare la musica ... cioè non sempre c'è un'alternativa secca tra il chi ha scelto di vivere per il pianoforte e chi invece no, e per ciò solo dovrebbe star lontano da pagine pianistiche che magari ama alla follia... non credo che Voi voleste dire questo, in realtà.

A parte gli scherzi, ho letto quello che avete scritto e lo condivido al cento per cento. Giustamente avete messo in guardia il dilettante rispetto alle difficoltà stratosferiche di brani che, come avete detto con una scelta di parole poetica, che condivido, vanno "raccontati" più che suonati, e perciò richiedono sensibilità musicale matura e profonda.

Devo anche ammettere che io mi definisco un dilettante, ma sono pur sempre un dilettante di lusso, perchè ho alle spalle un periodo di studi seri che va dai 5 ai 17 anni della mia vita... lasciamo perdere che adesso io faccia altro... però si tratta di trovare un equilibrio: per esempio, io la prima ballata me la sentirei di affrontarla, ed anche la quarta, pur sapendo che dovrei avere la pazienza di metterci sei mesi senza farmi sentire nemmeno da mia moglie. La terza ballata, invece, neanche ci provo: per me è la più difficile tra tutte, perchè le sue difficoltà sono continue, non episodiche o limitate al presto con fuoco del finale. Quella è tutta difficile, sia musicalmente che tecnicamente, ci si perde a leggerla. Se quando la sentiamo sul CD ci pare leggera e fresca come acqua di ruscello è per la bravura di un Pollini o di uno Zimmermann nell'eseguirla. Allo stesso modo, se avessi tempo mi leggerei la terza sonata, ma alla seconda non mi avvicinerei nemmeno se mi pagassero, perchè so che l'unisono del quarto tempo mi segherebbe le gambe. Senza pietà.

Comunque, non intendo suonare nessuna delle ballate, per ora, perchè ho in programma di dedicarmi alla polacca fantasia op. 61 (un grazie a Crammond per i preziosissimi consigli) ed agli studi sinfonici op. 13 di Schumann, tempo permettendo.

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Mi perdoni eh, non voglio offenderla. Ma si rende conto che il suo discorso potrebbe sembrare assolutamente idiota?

Chiedo scusa per l'uso di un termine del genere, per carità... Purtroppo io non ho deciso di dedicare la vita allo studio dell'arte retorica o di quel che vuole, quindi un sinonimo altrettanto efficace ma meno esplicito non riesco a trovarlo.

Poi per carità, mi scuso subito di quanto ho detto, probabilmente devo aver interpretato male le sue parole; per questo le chiedo di chiarire meglio la sua concezioni di "chi vive di e col pianoforte".

Scusi se ho esordito troppo bruscamente. Attendo una precisazione, non vorrei averla fraintesa.

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stavo rispondendo allo stesso concetto.Gran parte delle persone che studiano pianoforte in conservatorio non vedono l'ora di finire e andare a "buttarsi" in un corridoio di ospedale e fare punture pure ai mobili...e comunque di tutte le persone che conosco e che studiano pianoforte,solo io e un mio amico abbiamo serie intenzioni.o almeno ci proviamo!

:)

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stavo rispondendo allo stesso concetto.Gran parte delle persone che studiano pianoforte in conservatorio non vedono l'ora di finire e andare a "buttarsi" in un corridoio di ospedale e fare punture pure ai  mobili...e comunque di tutte le persone che conosco e che studiano pianoforte,solo io e un mio amico abbiamo serie intenzioni.o almeno ci proviamo!

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infermiera170.jpg ?

(Mozy che stai a dì?)

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